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la competenza comunicativa , Slide di Didattica Pedagogica

competenza comunicativa nella didattica della lingua italiana

Tipologia: Slide

2016/2017

Caricato il 07/12/2017

Bboy.Jafferey
Bboy.Jafferey 🇮🇹

4.5

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Anteprima parziale del testo

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La competenza comunica3va

R.Dolci pedagogia interculturale 148

La competenza comunica3va

R.Dolci pedagogia interculturale 149

Chomsky

  • Chomsky dis3ngue chiaramente tra la descrizione della forma della lingua (competenza) e l’uso della lingua (esecuzione) e stabilisce che la gramma3ca interna del parlante-ascoltatore che giudica la gramma3calità delle frasi dovrebbe essere l’oggeKo principale di studio per il linguista (1965) R.Dolci pedagogia interculturale 150

Dell Hymes

  • Non molto tempo dopo la nozione chomskiana della “competenza linguis3ca idealizzata” venne messa in discussione.
  • Hymes introduce l’idea della competenza comunica3va in termini di “appropriatezza del significato socio-culturale di una produzione linguis3ca” (1974) R.Dolci pedagogia interculturale 151

Hymes

  • Il contesto è uno degli aspeU cruciali della conoscenza della lingua da parte di un individuo
  • Nella comunicazione il significato è determinato dalla sua comunità di parlan3 e dal reale ed aKuale evento comunica3vo R.Dolci pedagogia interculturale 152

SP E AKING ->Ends (Fini)

  • Scopi e risulta3 (Hymes 56-57). La zia potrebbe raccontare una storia sulla nonna per traKenere l’uditorio, insegnare qualcosa alle giovani nipo3 e rendere onore alla nonna R.Dolci pedagogia interculturale 156

SPE A KING -> Acts (Sequenza degli aU)

  • Forma e ordine degli eventi. La storia della zia potrebbe iniziare come risposta ad un brindisi rivolto alla nonna. La struttura della storia e il suo svolgimento potrebbero avere una sequenza strutturata dalla zia. Ci potrebbero essere delle interruzioni ed aggiunte durante il racconto. Alla fine, il gruppo potrebbe applaudire e passare ad un altro soggetto o ad un’altra attività. R.Dolci pedagogia interculturale 157

SPEA K ING -> Keys (Chiavi)

  • Elementi che stabiliscono il “tono, la maniera o lo spirito” dell’atto linguistico (Hymes 57). La zia potrebbe imitare la voce e i gesti della nonna in un tono giocoso, o potrebbe assumere un tono serio enfatizzando l’aspetto elogiativo della storia R.Dolci pedagogia interculturale 158

SPEAK I NG -> Instrumentali3es

(Strumen3)

  • Forme e s3li del discorso (Hymes 58-60). La zia potrebbe parlare in un registro informale e con espressioni in dialeKo o potrebbe usare un registro più formale curando l’accuratezza gramma3cale e lessicale. R.Dolci pedagogia interculturale 159

SPEAKI N G -> Norms (Norme)

Le regole sociali che governano l’evento e le azioni e reazioni dei partecipan3. In una storia giocosa le norme farebbero acceKare interruzioni e collaborazioni o forse sarebbero acceKate solo le interruzioni delle donne più anziane. Una storia e un tono seri e formali potrebbe invece non acceKare interruzioni. R.Dolci pedagogia interculturale 160

SPEAKIN G -> Genres (Generi)

Il 3po di aKo linguis3co o di evento, il 3po di storia. La zia potrebbe raccontare un aneddoto sulla nonna per diver3re o come esempio morale. Esistono differen3 aU linguis3ci e le comunità linguis3che possono avere i loro specifici aU linguis3ci. R.Dolci pedagogia interculturale 161

Approccio comunica3vo

  • L’intenzione di Canale & Swain era quella di trovare i 3pi di competenze e abilità che devono essere insegna3 ad un apprendente L2 e di sviluppare le basi teoriche per un approccio comunica3vo nell’insegnamento della lingua straniera basato sulla comprensione della natura della comunicazione umana R.Dolci pedagogia interculturale 165

Imparare una lingua straniera

  • Le regole che un apprendente deve imparare per essere competente nell’uso della lingua straniera non sono confinate solamente alle regole gramma3cali, ma devono essere applicate a tuU gli aspeU di una lingua. R.Dolci pedagogia interculturale 166

Il modello di CC di Canale & Swain

CompetenceGramma;cal

  • Lexical items
  • Morphology
  • Syntax
  • Seman3cs
  • Phonology Competence Discourse Strategic Competence Sociolinguis;c Competence
  • Ability of connec3ng sentences
  • Intersenten3al Rela3onships
  • Sociocultural rules
  • Understanding social context Verbal/nonverbal strategies to compensate for breakdowns due to performance variables or insufficient competence R.Dolci pedagogia interculturale 167

Cambiamen3 nel modello di CC

  • La definizione di Competenza comunicativa di Canale e Swain è stata sottoposta a modificazioni successive durante gli anni. La schematizzazione più significativa è quella proposta da Bachman, definita semplicemente Competenza Linguistica. La competenza socio-linguistica di Canale e Swain è ora divisa in due differenti categorie pragmatiche: gli aspetti funzionali della lingua e gli aspetti sociolinguistici. R.Dolci pedagogia interculturale 168

Bachman’s model of LC (1990)

Competence Language Organiza;onal Competence Pragma;c Competence Gramma3cal Competence Textual (Discourse) Competence Illocu3onary Competence Sociolinguis3c Competence §Vocabulary §Morphology §Syntax §Phonology §Graphology

  • Cohesion
  • Rethorical Organization • Manipulative Functions
  • Heuristic Functions
  • Imaginative Functions
  • Dialect
  • Register
  • Naturalness
  • Cultural References R.Dolci pedagogia interculturale 169

Strategic Competence

  • Bachman aggiunge la competenza strategica che è separata dalla competenza comunicativa. E’ la capacità mentale di implementare le componenti della competenza linguistica R.Dolci pedagogia interculturale 170

La pragma3ca

  • La pragma3ca studia i faKori che nell’interazione sociale governano le scelte linguis3che e gli effeU di tali scelte sugli altri.
  • La pragma3ca studia le norme di consuetudine e uso della lingua R.Dolci pedagogia interculturale 174

Che cosa possiamo (vogliamo) dire

(comprendere) con la lingua

  • Dire barzelleKe ad un funerale
  • Interpretare un saluto come un’offesa
  • Grazie – prego
  • Vieni qui! - Ti dispiacerebbe avvicinar3? R.Dolci pedagogia interculturale 175

Le norme d’uso

  • Le norme vengono apprese da piccoli insieme alla lingua
  • però possono variare da lingua a lingua (sono culturalmente determinate)
  • Lingua diversa = norme diverse R.Dolci pedagogia interculturale 176
  • 31 marzo

Pragma3ca e comunicazione

  • Gli studi nel campo della pragmatica hanno evidenziato il fatto che la comunicazione cross- culturale (tra culture diverse) è influenzata da fattori legati alle culture di appartenenza. Tali fattori includono le aspettative delle persone rispetto al grado di formalità e di cortesia nel discorso R.Dolci pedagogia interculturale 178

Pragma3ca

Sociopragma3ca L’interfaccia tra la pragmatica e l’organizzazione sociale e.g. American: What an unusual necklace. It’s beautiful. Samoan: Please take it! Pragmalinguis3ca L’intersezione tra la pragmatica e le forme linguistiche e.g. Tu e lei in Italiano. In Inglese c’è solo “you” sia per formale che per informale. R.Dolci pedagogia interculturale 179

  • → referente: contesto, ciò a cui l’aKo linguis3co rimanda, realtà extralinguis3ca.
  • → canale (contaKo): fisico (l’aria, la linea telefonica...), ma anche psicologico (connessione tra i partecipan3), permeKe la comunicazione R.Dolci pedagogia interculturale 183 R.Dolci pedagogia interculturale 184
    1. Funzione emo3va / espressiva (parlante): quando il parlante esprime sta3 d’animo, messaggio incentrato sull’esprimere, piuKosto che sul comunicare. → ess.: “sono stufo!!”, “che paura”, etc.
    1. Funzione referenziale (referente): funzione informa3va, neutra, incentrata sul contenuto informa3vo. → es.: “il volo BA 39 parte alle ore 10.23” R.Dolci pedagogia interculturale 185
    1. Funzione fa3ca (canale): quando si vuole aprire il canale, verificare questo sia aperto e “disponibile” o chiuderlo; in altre parole, se il des3natario ci sente, ma anche se ci ascolta. → ess.: “pronto!!”, “mi sen3?”, “ci sei?”, “mi stai ascoltando?”, “mi segui?”, etc.
    1. Funzione metalinguis3ca (codice): uso del codice (lingua) per parlare del codice stesso; funzione realizzata, per esempio, da una gramma3ca descriUva (dell’italiano, del tedesco, etc.) o da un manuale per l’apprendimento di una lingua. → es.: “i verbi italiani possono appartenere a tre classi di coniugazione”, “in giapponese gli aggeUvi si comportano in parte come i verbi”, “che cos’è un newbie?” etc. R.Dolci pedagogia interculturale 186
    1. Funzione cona3va (ascoltatore): quando si usa la lingua per “agire” sul comportamento dell’ascoltatore, con ordini o esortazioni (spesso associata al modo impera3vo, nelle lingue ove è presente tale dis3nzione). → es.: “non parlare a voce così alta”, “non geKare i mozziconi di sigareKa in cor3le”, “dai, sbriga3!!”, etc.
  • N.B.: normalmente, ogni messaggio assolve a più di una funzione; tuKavia, la struKura del messaggio dipende principalmente dalla funzione predominante. → ess.: un manuale per l’apprendimento dell’inglese può assolvere a funzioni sia metalinguis3che che cona3ve; la poesia, oltre a realizzare la funzione poe3ca, realizza spesso quella espressiva (i sen3men3 del poeta). R.Dolci pedagogia interculturale 187

Le funzioni di Halliday

  • Michael Halliday ha usato il termine funzione per esprimere la natura proposi3va della comunicazione e ha descriKo seKe funzioni linguis3che
  • a) strumentale;
  • b) regolatoria;
  • c) informa3va;
  • d) interazionale;
  • e) personale;
  • f) euris3ca;
  • g) immagina3va R.Dolci pedagogia interculturale 188

L’approccio funzionale

  • L’approccio funzionale per la descrizione della lingua ha le sue radici negli studi del linguista britannico Firth che vedeva la lingua come interaUva e personale, come una forma di comportamento e di chiedere un certo comportamento R.Dolci pedagogia interculturale 192

Le funzioni linguis3che

Scopi che vogliamo raggiungere con la lingua R.Dolci pedagogia interculturale 193

L’approccio funzionale

  • Sillabi Nozionali-Funzionali Le nozioni si riferiscono a concetti astratti come spazio, tempo, quantità e qualità Le funzioni corrispondono a quelle che abbiamo elencato sopra come funzioni linguistiche R.Dolci pedagogia interculturale 194

Cultura e lingua

  • Nella funzione personale la natura della lingua, il livello cogni3vo e la cultura interagiscono costantemente.
  • TuKo ciò è compreso in quello che viene definito “c minuscola” (il comportamento influenzato culturalmente) seguendo la suddivisione proposta da G. Robinson nel 1985 che dis3ngue tra “c minuscola” e “C maiuscola” (informazioni generali sulla Cultura) R.Dolci pedagogia interculturale 195

S3li e registri

  • L’acquisizione di stili e registri è un fattore importante nella competenza strategica per glli apprendenti di L2. Uno dei maggiori problemi nello scambio cross-culturale è quello di capire cognitivamente quali livelli di formalità e informalità sono appropriati. L’acquisizione di elementi verbali e non- verbali che fanno parte della competenza comunicativa per comunicare appropriatamente nel contesto socio- culturale portano all’acquisizione di una competenza strategica. R.Dolci pedagogia interculturale 196

Analisi del discorso (scriKo e orale)

L’esame delle relazioni forme e funzioni della tra lingua Riguarda^ la lingua al li là^ della frase Senza il contesto del discorso (^) la nostra pragma3co comunicazione potrebbe essere ambigua R.Dolci pedagogia interculturale 197

CLT e SLA

  • Non è vero che l’approccio comunicativo tende a dare meno importanza alla grammatica. Non ci sono dati empirici al riguardo, anzi ce ne sono che dimostrano il contrario. L’approccio comunicativo facilita l’apprendimento in generale e anche della grammatica. E’ una forma di insegnamento- apprendimento che rende l’apprendente più sicuro, a suo agio, e lo incoraggia ad imparare una lingua con uno scopo chiaro ed evidente: la comunicazione R.Dolci pedagogia interculturale 201

La competenza comunica3va e

l’apprendimento linguis3co

  • Si considera il CLT come un approccio (una posizione teorica sulla natura del linguaggio e dell’apprendimento) piuKosto che un metodo. Brown (1984) descrive quaKro caraKeris3che dell’approccio comunica3vo. R.Dolci pedagogia interculturale 202

QuaKro caraKeris3che nel CLT

①In classe il focus dovrebbe essere su tuKe le componen3 della comunicazione. La gramma3ca e la componente linguis3ca sono solo una parte. ②Le aUvità di classe dovrebbero essere progeKate per coinvolgere gli studen nell’uso pragma3co, funzionale ed auten3co della lingua e per scopi reali. R.Dolci pedagogia interculturale 203

QuaKro caraKeris3che di CLT

③La fluenza e l’accuratezza dovrebbero essere considerate ugualmente importan3. E sono complementari ④Gli studen3 devono usare la loro lingua produUvamente e riceUvamente in contes anche non controlla3 dall’insegnante R.Dolci pedagogia interculturale 204

Sei parole chiave per CLT

  • Brown (1994b)
  1. Centrato sullo studente
  2. cooperativo (collaborativo),
  3. interattivo,
  4. integrato,
  5. centrato sul contenuto
  6. task- based. R.Dolci pedagogia interculturale 205

CostruUvismo sociale culturale-

situato

  • Le tre C:
  • Costruzione
  • Contesto
  • Collaborazione