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Funzioni Continue e Discontinue: Prima, Seconda e Terza Specie, Appunti di Matematica

Le funzioni continue e discontinue, distingue le tre specie di discontinuità: di prima specie (o di salto), di seconda specie e di terza specie (o eliminabile. Viene inoltre illustrato come calcolare i limiti di funzioni continue e discontinue, con esempi concreti.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 23/12/2022

Chirin_
Chirin_ 🇮🇹

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FUNZIONI CONTINUE
Una funzione , definita in un intervallo
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,ab, si dice continua nel punto c (interno a questo
intervallo) se risulta:
lim ( ) ( )
xc
f
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Dalla definizione segue che la funzione è continua in un punto c, quando si verificano queste
tre circostanze:
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1. Esiste il valore della funzione nel punto c;
2. Esiste il limite della funzione per ;
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3. Il limite coincide con il valore della funzione nel punto c.
Quando la funzione è continua nel punto c il calcolo del limite non presenta difficoltà,
vediamo due semplici esempi:
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Esempio 1.
Vogliamo calcolare 2
lim sin
x
x
π
. Essendo la funzione sin definita in tutto , essa è continua per
ogni valore di x, quindi basta procedere come illustrato al punto 3:
x\
2
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2
xx
π
π
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FUNZIONI DISCONTINUE
Sia una funzione definita in un intervallo
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,ab, escluso al più un punto c di questo. Se essa
non è continua in c, il punto c si dice punto singolare o di discontinuità della , e questa
dicesi discontinua in c.
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I punti di discontinuità si dividono in tre specie:
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Scarica Funzioni Continue e Discontinue: Prima, Seconda e Terza Specie e più Appunti in PDF di Matematica solo su Docsity!

FUNZIONI CONTINUE

Una funzione f ( ) x , definita in un intervallo[ a b , ]^ , si dice continua nel punto c (interno a questo

intervallo) se risulta:

lim ( ) ( ) x c

f x f c

Dalla definizione segue che la funzione è continua in un punto c , quando si verificano queste

tre circostanze:

f ( ) x

  1. Esiste il valore della funzione nel punto c ;
  2. Esiste il limite della funzione per xc ;
  3. Il limite coincide con il valore della funzione nel punto c.

Quando la funzione è continua nel punto c il calcolo del limite non presenta difficoltà,

vediamo due semplici esempi:

f ( ) x

Esempio 1.

Vogliamo calcolare 2

lim sin x

x → π

. Essendo la funzione sin definita in tutto , essa è continua per

ogni valore di x , quindi basta procedere come illustrato al punto 3:

x \

2

lim sin sin 1 x 2

x π

π

-10 -5 5 10

-0.

1

FUNZIONI DISCONTINUE

Sia f ( ) x una funzione definita in un intervallo[ a b , ] , escluso al più un punto c di questo. Se essa

non è continua in c , il punto c si dice punto singolare o di discontinuità della , e questa

dicesi discontinua in c.

f ( ) x

I punti di discontinuità si dividono in tre specie:

1. PUNTI DI DISCONTINUITÀ DI PRIMA SPECIE (O DI SALTO).

Si dice che nel punto c la funzione ha una discontinuità di prima specie (o di salto) , se in tale

punto esistono finiti i limiti destro e sinistro e sono fra loro diversi.

f ( ) x

La differenza lim ( ) lim ( ) x c x c

f x f → + → −

x si dice salto della f ( ) x in c.

Esempio.

Consideriamo la funzione 2

x y x x

= +. Essa ha una sola discontinuità di salto nel punto x = 0 ,

infatti:

0 0 0

lim 2 lim 2 lim 2 1 1 x x x

x (^) x x x x → − (^) x → − (^) x → −

⎜ +^ ⎟ =^ −^ =^ −^ = −

⎝ ⎠ ⎝^ ⎠

0 0 0

lim 2 lim 2 lim 2 1 1 x x x

x (^) x x x x → − (^) x → − (^) x → −

⎜ +^ ⎟ =^ +^ =^ +^ =

⎝ ⎠ ⎝^ ⎠

-6 -4 -2 2 4 6

-7.

-2.

5

10

2. PUNTI DI DISCONTINUITÀ DI SECONDA SPECIE.

Si dice che il punto c è, per la funzione , di discontinuità di seconda specie quando in c o non

esiste almeno uno dei due limiti:

f ( ) x

lim ( ) x c

f x → +

, lim ( ) x c

f x → −

, oppure quando uno almeno di questi vale

l’infinito.

Esempio.

La funzione 1

x y x

, ha una discontinuità di seconda specie nel punto x = 1 , infatti

1

lim x 1

x

→ − (^) x

1

lim x 1

x

→ + x

x

y

O

x

Q

A

P

P '

T

T '

M

purché x indichi la misura in radianti dell’angolo.

Cominciamo col calcolare il limite destro, e a tale scopo

consideriamo il cerchio goniometrico e conseguentemente

prendiamo il raggio come unità di misura.

Sia un angolo di misura x , in radianti , e quindi è anche

la misura, rispetto al raggio, dell’arco

l AOP o AM P. Supposto x

positivo e minore di 2

π , avendo preso il raggio del cerchio

come unità di misura, risulta:

QP = P Q ' =sin x

AT = T A ' = tan x.

Inoltre essendo: q P P ' < P AP ' < T T ' , si ha:

2sin x < 2 x < 2 tan x ,

da cui, dividendo per 2s in x (che è positivo), si ottiene:

sin cos

x

x x

Prendendo i reciproci:

sin cos 1

x x x

Dato che cos x è una funzione continua, risulta: li 0

m cos cos 0 1 x

x

= = ; perciò in base al criterio del

confronto, si ha pure, sempre per x che tende a zero per valori positivi,

0

sin lim 1 x

x

→ + x

Per calcolare poi il limite di

sin x

x

per x tendente a zero da sinistra (per valori negativi), si osservi

che, posto x = − u , si ha:

0 0 0 0

sin sin( ) sin sin lim lim lim lim 1 x u u u

x u u u

→ − (^) x → + (^) u → + (^) u → + u

Concludiamo che per x tendente a zero per valori sia positivi che negativi, si ha:

0

sin lim 1 x

x

x

come si voleva dimostrare.