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La Controriforma e l'Europa Divisa: la risposta cattolica alla Riforma protestante, Appunti di Storia Moderna

La reazione della chiesa cattolica alla diffusione della riforma protestante attraverso la controriforma, un processo di riforma interna iniziato nel xv secolo e consolidato dal concilio di trento (1545-1563). Il documento illustra come il concilio stabilì norme liturgiche e teologiche, condannò principi luterani e svolse riforme disciplinari. Inoltre, viene descritta la divisione europea tra cattolici, luterani e calvinisti, con l'europa orientale che mantenne la pluralità delle chiese ortodosse.

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 21/03/2018

nicovita89
nicovita89 🇮🇹

4.2

(21)

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LA CONTRORIFORMA
La Chiesa cattolica reagì alla diusione della Riforma protestante con l’intensicarsi della propria
riforma interna iniziata, seppur timidamente, nei decenni precedenti. Lo strumento principale, che
rappresenta ancor oggi un pilastro del cattolicesimo, fu la convocazione del Concilio di Trento che, in
varie sessioni, dal 1545 al 1563, ssò rigide norme di prassi liturgica e di dottrina teologica del
cattolicesimo, non mancando di stabilire rigidi comportamenti per il clero.
“In particolare il Concilio di Trento ssò il dogma del peccato originale e quello della
giusticazione per la fede e per le opere, condannando il principio luterano della giusticazione per
la sola fede, indipendentemente dalle opere, e aermando il valore del libero arbitrio persistente anche
dopo il peccato originale. Anche nel campo della riforma disciplinare il concilio svolse opera essenziale,
dando norme per la scelta e l’azione dei cardinali e dei vescovi e condannando il nepotismo. Fuori dal
concilio, i papi diedero innite disposizioni volte a evitare il continuarsi di mali, per lo più da
lunghissimo tempo deplorati, ma ai quali non si era mai riusciti a porre riparo.” http://www.treccani.it/
enciclopedia/controriforma/
L’EUROPA DIVISA
La scissione determinata dal movimento protestante iniziato con le 95 Tesi di Lutero nel 1517 fu alla
base dei numerosi conitti che insanguinarono le terre d’Europa per tutto il Cinquecento e la
prima metà del Seicento. Oltre al conitto tra Carlo V e i principi tedeschi, ci fu la guerra civile
francese tra ugonotti (i calvinisti francesi) e cattolici che culminò nel massacro di tremila ugonotti
parigini della notte di San Bartolomeo (23 agosto 1572) e la tremenda “guerra dei Trent’anni” tra
eserciti protestanti e truppe imperiali cattoliche che devastò la Germania dal 1618, nché la pace di
Westfalia nel 1648 non sancì il diritto dei sudditi di professare una religione dierente da
quella dei loro principi.
Da allora l’Europa occidentale è stata divisa in tre confessioni cristiane: cattolica, luterana e
calvinista; mentre l’Europa orientale ha mantenuto la pluralità delle Chiese ortodosse, con due
riferimenti principali: il patriarcato di Costantinopoli e quello di Mosca.

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LA CONTRORIFORMA

La Chiesa cattolica reagì alla diffusione della Riforma protestante con l’intensificarsi della propria riforma interna iniziata , seppur timidamente, nei decenni precedenti. Lo strumento principale, che rappresenta ancor oggi un pilastro del cattolicesimo, fu la convocazione del Concilio di Trento che, in varie sessioni, dal 1545 al 1563 , fissò rigide norme di prassi liturgica e di dottrina teologica del cattolicesimo, non mancando di stabilire rigidi comportamenti per il clero. “In particolare il Concilio di Trento fissò il dogma del peccato originale e quello della giustificazione per la fede e per le opere , condannando il principio luterano della giustificazione per la sola fede, indipendentemente dalle opere, e affermando il valore del libero arbitrio persistente anche dopo il peccato originale. Anche nel campo della riforma disciplinare il concilio svolse opera essenziale, dando norme per la scelta e l’azione dei cardinali e dei vescovi e condannando il nepotismo. Fuori dal concilio, i papi diedero infinite disposizioni volte a evitare il continuarsi di mali, per lo più da lunghissimo tempo deplorati, ma ai quali non si era mai riusciti a porre riparo.” http://www.treccani.it/ enciclopedia/controriforma/

L’EUROPA DIVISA

La scissione determinata dal movimento protestante iniziato con le 95 Tesi di Lutero nel 1517 fu alla base dei numerosi conflitti che insanguinarono le terre d’Europa per tutto il Cinquecento e la prima metà del Seicento. Oltre al conflitto tra Carlo V e i principi tedeschi , ci fu la guerra civile francese tra ugonotti (i calvinisti francesi) e cattolici che culminò nel massacro di tremila ugonotti parigini della notte di San Bartolomeo (23 agosto 1572) e la tremenda “guerra dei Trent’anni ” tra eserciti protestanti e truppe imperiali cattoliche che devastò la Germania dal 1618, finché la pace di Westfalia nel 1648 non sancì il diritto dei sudditi di professare una religione differente da quella dei loro principi. Da allora l’Europa occidentale è stata divisa in tre confessioni cristiane: cattolica, luterana e calvinista; mentre l’Europa orientale ha mantenuto la pluralità delle Chiese ortodosse, con due riferimenti principali: il patriarcato di Costantinopoli e quello di Mosca.