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La Linguistica: Segni, Codice, Proprietà e Funzionamento della Lingua, Sintesi del corso di Linguistica

Questo testo introduttivo alla linguistica esplora i concetti fondamentali di segno, codice, proprietà e funzionamento della lingua. Viene discusso il concetto di segno, i suoi diversi tipi e la relazione tra significante, significato e referente. Inoltre, vengono presentate le proprietà della lingua come biplanarità, arbitrarietà, esclusività umana e produttività. Il testo conclude con una breve introduzione alle aree specializzate della linguistica come fonetica, fonologia e morfologia.

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

Caricato il 01/12/2022

ElisaTilaro
ElisaTilaro 🇮🇹

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LINGUISTICA
La linguistica è il ramo delle scienze umane che studia la lingua, e si può dividere in due sottocompi
principali:
-la linguistica generale, che si occupa di che cosa sono, come sono fatte e come funzionano
le lingue.
-La linguistica storica, che si occupa dell’evoluzione delle lingue nel tempo e dei rapporti tra
le lingue.
La linguistica studia le cosiddette lingue storico-naturali, cioè nate spontaneamente ed utilizzate
dagli esseri umani ora e nel passato. Tutte le lingue storico-naturali sono espressione del linguaggio
verbale umano.
Per inquadrare il linguaggio può essere utile partire dalla nozione di segno, ossia qualcosa che sta
per qualcos’altro e serve per comunicare questo qualcos’altro.
Abbiamo diverse concezioni per definire la COMUNICAZIONE: comunicazione equivale a passaggio
di informazione.
Un ingrediente fondamentale della comunicazione è l’intenzionalità, quindi si ha comunicazione
quando c’è un comportamento prodotto da un emittente al fine di far passare un’informazione e che
viene recepito da un ricevente.
Più precisamente, possiamo distinguere 3 categorie di comunicazione:
-comunicazione in senso stretto: l’emittente e il ricevente sono intenzionali.
-Passaggio di informazione: l’emittente non è intenzionale ma il ricevente sì.
-Formulazione di inferenze: al posto dell’emittente c’è un oggetto culturale interpretato da
un interpretante.
Il segno è l’unità fondamentale della comunicazione. Esistono diversi tipi di segni, possiamo
classificarli in base a due criteri, l’intenzionalità e la motivazione relativa:
1. INDICI: motivati naturalmente e non intenzionali. Basati sul rapporto causa/effetto.
2. SEGNALI: motivati naturalmente e usati intenzionalmente.
3. ICONE: motivati analogicamente e intenzionali. Basati sulla similarità di forma o struttura,
riproducono proprietà dell’oggetto designato.
4. SIMBOLI: motivati culturalmente e intenzionali.
5. SEGNI: non motivati e intenzionali, arbitrari.
I segni linguistici sono segni in senso stretto, prodotti intenzionalmente per comunicare, ma
arbitrari. I segni per essere interpretati dal ricevente devono essere parte di un codice, cioè di un
insieme di conoscenze che permettono di attribuire un significato a ciò che succede.
Un CODICE è un insieme di istruzioni che consente di: riconoscere un segno come appartenente a
un dato sistema semiotico; produrre altri segni con le stesse caratteristiche morfologiche;
circoscrivere i segni estranei al proprio sistema; stabilire corrispondenze tra elementi espressivi ed
elementi di contenuto; indicare la modalità di combinazione dei segni fra di loro.
Quindi per codice si intende l’insieme di corrispondenze fissatesi per convenzione, fra qualcosa e
qualcos’altro che fornisce le regole di interpretazione dei segni.
I segni linguistici costituiscono il codice della lingua.
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LINGUISTICA

La linguistica è il ramo delle scienze umane che studia la lingua, e si può dividere in due sottocompi principali:

  • (^) la linguistica generale , che si occupa di che cosa sono, come sono fatte e come funzionano le lingue.
  • (^) La linguistica storica , che si occupa dell’evoluzione delle lingue nel tempo e dei rapporti tra le lingue. La linguistica studia le cosiddette lingue storico-naturali, cioè nate spontaneamente ed utilizzate dagli esseri umani ora e nel passato. Tutte le lingue storico-naturali sono espressione del linguaggio verbale umano. Per inquadrare il linguaggio può essere utile partire dalla nozione di segno , ossia qualcosa che sta per qualcos’altro e serve per comunicare questo qualcos’altro. Abbiamo diverse concezioni per definire la COMUNICAZIONE : comunicazione equivale a passaggio di informazione. Un ingrediente fondamentale della comunicazione è l’intenzionalità , quindi si ha comunicazione quando c’è un comportamento prodotto da un emittente al fine di far passare un’informazione e che viene recepito da un ricevente. Più precisamente, possiamo distinguere 3 categorie di comunicazione:
  • (^) comunicazione in senso stretto: l’emittente e il ricevente sono intenzionali.
  • (^) Passaggio di informazione: l’emittente non è intenzionale ma il ricevente sì.
  • (^) Formulazione di inferenze: al posto dell’emittente c’è un oggetto culturale interpretato da un interpretante. Il segno è l’unità fondamentale della comunicazione. Esistono diversi tipi di segni, possiamo classificarli in base a due criteri, l’intenzionalità e la motivazione relativa:
  1. INDICI: motivati naturalmente e non intenzionali. Basati sul rapporto causa/effetto.
  2. SEGNALI: motivati naturalmente e usati intenzionalmente.
  3. ICONE: motivati analogicamente e intenzionali. Basati sulla similarità di forma o struttura, riproducono proprietà dell’oggetto designato.
  4. SIMBOLI: motivati culturalmente e intenzionali.
  5. SEGNI: non motivati e intenzionali, arbitrari. I segni linguistici sono segni in senso stretto, prodotti intenzionalmente per comunicare, ma arbitrari. I segni per essere interpretati dal ricevente devono essere parte di un codice, cioè di un insieme di conoscenze che permettono di attribuire un significato a ciò che succede. Un CODICE è un insieme di istruzioni che consente di: riconoscere un segno come appartenente a un dato sistema semiotico; produrre altri segni con le stesse caratteristiche morfologiche; circoscrivere i segni estranei al proprio sistema; stabilire corrispondenze tra elementi espressivi ed elementi di contenuto; indicare la modalità di combinazione dei segni fra di loro. Quindi per codice si intende l’insieme di corrispondenze fissatesi per convenzione, fra qualcosa e qualcos’altro che fornisce le regole di interpretazione dei segni. I segni linguistici costituiscono il codice della lingua.

PROPRIETÀ DELLA LINGUA

BIPLANARITÀ In ogni segno ci sono due facce: il significante e il significato. Il significante è la faccia del piano fisicamente percepibile del segno (es. la parola gatto pronunciata o scritta). Il significato è la faccia del piano non materialmente percepibile, è il contenuto. ARBITRARIETÀ Consiste nel fatto che non c’è alcun legame motivato naturalmente tra il significante e il significato di un segno (il significante gatto non ha nulla a che vedere con l’animale). Questo non vuol dire che non esistono rapporti tra il significante e il significato, ma che essi sono dati per convenzione e quindi arbitrari. Se i segni linguistici non fossero arbitrari, le parole delle diverse lingue dovrebbero essere tutte molto simili o designare concetti simili, ma non è così. Qui entrano in gioco 3 entità che vengono rappresentate sotto forma del triangolo semiotico. Ai tre vertici abbiamo: significato, significante e referente. La base del triangolo è tratteggiata (unisce il significante al referente) perché il rapporto tra significante e referente non è diretto ma è mediato dal significato. Con il triangolo possiamo definire 4 tipi di arbitrarietà della lingua:

  1. È arbitrario il rapporto tra segno e referente: non c’è alcun legame naturale e concreto;
  2. È arbitrario il rapporto tra significante e significato: il significante non ha nulla a che vedere con il significato;
  3. È arbitrario il rapporto tra forma e sostanza del significato: ad esempio l’italiano designa 3 entità bosco/legna/legno mentre il francese solo bois;
  4. È arbitrario il rapporto tra forma e sostanza del significante: ogni lingua organizza secondo propri criteri la scelta dei suoi pertinenti, distinguendo in una cerca maniera le entità rilevanti della materia fonica. (in tedesco stadtcittà, staatstato) Eccezioni al principio di arbitrarietà: onomatopee, riproducono caratteri fisici di ciò che viene designato. Inoltre, presentano un aspetto iconico (possiedono una loro specificità che li rende diverse nelle varie lingue. Più iconici sembrano, invece, gli ideofani cioè espressioni imitative usate nei fumetti. DOPPIA ARTICOLAZIONE Consiste nel fatto che il significante di un segno linguistico è articolato a due livelli nettamente diversi. Ogni segno linguistico è scomponibile in unità minime di prima articolazione dotate di significato, i morfemi. I morfemi possono essere scomposti in unità più piccole ma prive di significato, i fonemi, che si combinano tra loro per dare luogo ai morfemi ( livello di scomposizione). A volte unità minime di prima e seconda articolazione possono coincidere nella loro forma (es. nonn-a). La doppia articolazione consente alla lingua economicità di funzionamento, perché con un numero limitato di unità di seconda articolazione si può costruire un numero illimitato di unità dotate di significato. A questo si lega il principio della COMBINATORIETÀ che afferma che l’unica possibilità di creare numerosi concetti con poche unità minime è quello di combinare queste ultime tra di loro in maniera sempre diverse. TRASPONIBILITÀ DI MEZZO Il significante può essere trasmesso sia attraverso il canale fonico- acustico sia il canale visivo-grafico, sottoforma di segni tracciati sulla carta e ricevuti tramite l’apparato visivo. Quindi il significante può essere spostato da un canale all’altro. Il carattere orale è quello prioritario, infatti si dice che una proprietà del linguaggio umano è la fonicità ed un suo vantaggio è l’immediatezza. Ma non tutto ciò che fa parte del parlato può essere reso e avere un corrispondente nello scritto, né viceversa (uso maiuscole, ecc..).

FUNZIONI DELLA LINGUA. Per Roman Jakobson la lingua può avere sei classi di funzioni. L’instaurarsi della comunicazione implica la presenza di almeno 6 fattori, e a ciascuna di essi può essere collegata una funzione:

  1. Funzione emotiva: il parlante esprime le sue sensazioni (che bella sorpresa).
  2. Funzione metalinguistica: il parlante specifica aspetti del codice (ho detto pollo con due l).
  3. Funzione referenziale: fornisce informazioni sulla realtà esterna (esistono piante carnivore).
  4. Funzione conativa: il messaggio deve far agire il ricevente (chiudi la porta).
  5. Funzione fatica: verifica e sottolinea il canale di comunicazione fra i parlanti (pronto?).
  6. Funzione poetica: esplicita, mette in rilievo e sfrutta le potenzialità insite nel messaggio e i caratteri interni del significato e significante. PRINCIPI PER L’ANALISI DELLA LINGUA DIACRONIA e SINCRONIA. Per diacronia si intende lo studio dell’evoluzione della lingua nel tempo (l’etimologia è un’operazione diacronica). Mentre per sincronia si intende a come gli elementi della lingua si presentano in un determinato momento, indipendentemente dalla loro evoluzione temporale, ad esempio studiare la struttura sintattica di frasi semplici in una lingua è operazione sincronica. La linguistica sincronica spiega com’è fatta e come funziona la lingua. SISTEMA ASTRATTO e REALIZZAZIONE CONCRETA. Altra distinzione che dobbiamo fare è tra sistema astratto e realizzazione concreta. La distinzione si è ripresentata secondo 3 terminologie principali:
  • l’opposizione tra langue e parole.
  • l’opposizione tra sistema e uso.
  • l’opposizione tra competenza ed esecuzione/ performance (Chomsky). Con i termini langue, sistema e competenza si intende l’insieme di conoscenze mentali, di regole interiorizzate inserite nel codice della lingua, che costituiscono la capacità di produrre messaggi in una certa lingua. La Langue è l’insieme delle conoscenze mentali, di regole interiorizzate insite nel codice della lingua, è un sapere inconscio. (Fonemi, parole, esempi...) La Parole è l’atto linguistico individuale, la realizzazione concreta. La parole richiede l’esistenza di langue. Alcuni linguisti pongono una terza entità intermedia fra langue e parole che è la norma, una sorta di filtro tra l’uno e l’altro. Es.: la formazione di nomi partendo da verbi (mediante il suffisso –azion(e) e –ament(o). Da affidare si ha affidamento, ma non affidazione, Da lavare si ha lavaggio, ma non lavamento e lavazione. Infine abbiamo la distinzione tra codice e messaggio. Iil codice è un insieme astratto di regole della lingua. Il messaggio è l’atto concerto di comunicazione. PARADIGMATICO e SINTAGMATICO. L’Asse paradigmatico è l’asse delle scelte, quello su cui l’individuo sceglie fra diversi elementi, selezionabili in una stessa posizione, quello da porre. L’Asse sintagmatico è l’asse delle combinazioni, esso implica la presa in conto degli elementi che compaiono prima o dopo un certo elemento, quindi le relazioni fra elementi. Esempi di frasi malformate rispetto all’asse paradigmatico e sintagmatico: û Il mangia gatto. û Gatto il mangia. û La gatto mangiano

FONETICA

La Fonetica è un ramo della linguistica che studia come sono fatti fisicamente i suoni di cui le lingue si servono. La fonetica di si divide in 3 campi principali:

  • (^) La fonetica articolatoria: studia i suoni del linguaggio in base al modo in cui essi vengono articolati, cioè prodotti dall’apparato fonatorio umano.
  • (^) La fonetica acustica: studia i suoni del linguaggio in base alla loro consistenza fisica, in quanto onde sonore che si propagano attraverso un mezzo.
  • (^) La fonetica uditiva: studia i suoni del linguaggio in base al modo in cui vengono percepiti dall’apparato uditivo umano. L’Apparato fonatorio è l’insieme degli organi e delle strutture anatomiche che l’uomo utilizza per parlare. I suoni del linguaggio vengono normalmente prodotti mediante l’espirazione, cioè con un flusso d’aria egressivo. L’aria muove dai polmoni Attraversa i bronchi E la trachea Raggiunge la laringe (in corrispondenza del cosiddetto “pomo d’Adamo”) Dove incontra le corde vocali (la parte della laringe dove si trovano le corde vocali si chiama glottide). Le corde vocali, che durante la normale respirazione silente restano separata e rilassate, nella fonazione possono contrarsi e avvinarsi o accostarsi l’una all’altra, riducendo o bloccando il passaggio dell’aria. Cicli rapidissimi di chiusure e aperture delle corde vocali costituiscono vibrazioni delle corde vocali Il flusso dell’aria passa poi nella faringe Nella parte superiore della faringe, la parte posteriore del palato (o “velo‟) da cui pende l’ugola, può lasciare aperto o chiudere il passaggio che mette in comunicazione la faringe con la cavità nasale E successivamente nella cavità boccale o orale. Nella cavità orale svolgono una funzione importantissima gli organi mobili o fissi: la lingua (organo mobile), il palato (fisso) in cui occorre considerare separatamente il velo (o palato molle), gli alveoli (fissa) (le zone immediatamente retrostante i denti), i denti (fissi) e le labbra (molli). Anche la cavità nasale può partecipare al meccanismo di fonazione. Esistono tre parametri per classificare un suono : Il luogo di articolazione, Il modo di articolazione, Il contributo della mobilità di singoli organi (si riconduce al modo di articolazione). Vocali : suoni prodotti senza la frapposizione di alcun ostacolo al passaggio dell’aria. Consonanti : suoni prodotti mediante la frapposizione di un ostacolo parziale o totale al passaggio dell’aria. Suoni sonori : suoni prodotti con concomitante vibrazione delle corde vocali. Le vocali sono normalmente tutte sonore. Suoni sordi : suoni prodotti senza vibrazione delle corde vocali. CONSONANTI Modo di articolazione
  1. Occlusive : sono consonanti prodotte mediante la frapposizione di un ostacolo completo al passaggio dell’aria, cioè mediante un blocco momentaneo ma totale al passaggio dell’aria.
  2. Fricative : sono consonanti prodotte mediante la frapposizione di un ostacolo parziale al passaggio dell’aria. Sono chiamate fricative poiché la loro articolazione può provocare un rumore di frizione. Vi sono fricative in cui quest’ultimo non viene prodotto ed esse sono dette approssimanti.

FONOLOGIA

Il Fono è ogni suono producibile dall’apparato fonatorio umano. È l’unità minima in Fonetica. Il Fonema è la funzione che i foni assumono quando si oppongono ad altri foni nel distinguere e formare parole. È l’unità minima in fonologia. (es. mare vs pare). NON È UN SEGNO PERCHÉ NON HA SIGNIFICATO. La Fonologia è la branca della linguistica che studia l’organizzazione e il funzionamento dei suoni nel sistema linguistico. In trascrizione fonematica si impiegano per convenzione le barre oblique (/…/) invece delle parentesi quadre. Gli Allofoni sono foni diversi che costituiscono realizzazioni foneticamente diverse di uno stesso fonema ma prive di carattere distintivo. Es.: in italiano [n] e [ŋ] sono due allofoni dello stesso fonema dato che possono comparire nello stesso posto senza dar luogo a parole diverse, come in [‘dεnte] e [‘dεŋte], pronuncia settentrionale. La Coppia minima è una coppia di parole che sono uguali in tutto tranne che per la presenza di un fonema al posto di un altro in una certa posizione. Es.: pare e mare. I FONEMI DELL’ITALIANO Non tutte le lingue hanno gli stessi fonemi, né lo stesso numero di fonemi. Gli inventari fonematici delle diverse lingue sono costituiti in genere da alcune decine di fonemi:

  • (^) 34 nell’inglese
  • (^) 36 nel francese
  • (^) 24 nello spagnolo
  • (^) 30 (o 28, secondo alcuni autori che non considerano le semivocali) nell’italiano. Per trascrivere foneticamente bisogna basarsi sul modo in cui una parola è pronunciata, sulla fonia. La Fonia è il modo in cui una parola è pronunciata. Problemi generali della fonologia dell’italiano:
  • (^) Consonanti lunghe: sono le consonanti doppie. Si può accettare come coppia minima [‘kane] e [‘kanne] se consideriamo [‘kanne] formata da 4 fonemi e quindi trascritta [‘kan:e]. Sono 15 le consonanti che possono dar luogo a coppie minime basate sulla lunghezza, perciò dobbiamo aumentare di 15 il numero dei fonemi dell’italiano. Ts, dz, ɲ, ʃ e ʎ, sono sempre doppie se si trovano tra due vocali.
  • (^) Nella pronuncia italiana ci sono molte differenze regionali: w-u; i-j; s-z; ts-dz.
  • (^) Raddoppiamento (fono)sintattico: consiste nell’allungamento della consonante iniziale di una parola quando questa è preceduta da una delle parole di una serie che provoca il fenomeno. (davvero, cosiddetto, soprattutto) La lunghezza viene notata con due punti posti dopo il simbolo del fono, in italiano sono tendenzialmente lunghe le vocali toniche in sillaba aperta. La SILLABA è la minima combinazione di fonemi pronunciabili. In italiano la sillaba è costruita sempre attorno ad una vocale. Ogni sillaba è quindi formata da una vocale e da zero a più consonanti. In italiano la struttura sillabica canonica è CV. Ma può essere costituita anche da: V; VC; CCV; CVC; CCCV. L’Attacco è la parte della sillaba che precede la vocale. La Coda è la parte della sillaba che segue la consonante. La Sillaba chiusa è una sillaba con coda. La Sillaba aperta è una sillaba senza coda. Dittongo: è la combinazione di una semivocale e una vocale. Il dittongo può essere discendente (V
  • semiV es. auto) o ascendente (semiV +V es.pieno). TRITTONGO semiV+semiV+V es. aiuola.