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Questo testo introduttivo alla linguistica esplora i concetti fondamentali di segno, codice, proprietà e funzionamento della lingua. Viene discusso il concetto di segno, i suoi diversi tipi e la relazione tra significante, significato e referente. Inoltre, vengono presentate le proprietà della lingua come biplanarità, arbitrarietà, esclusività umana e produttività. Il testo conclude con una breve introduzione alle aree specializzate della linguistica come fonetica, fonologia e morfologia.
Tipologia: Sintesi del corso
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La linguistica è il ramo delle scienze umane che studia la lingua, e si può dividere in due sottocompi principali:
BIPLANARITÀ In ogni segno ci sono due facce: il significante e il significato. Il significante è la faccia del piano fisicamente percepibile del segno (es. la parola gatto pronunciata o scritta). Il significato è la faccia del piano non materialmente percepibile, è il contenuto. ARBITRARIETÀ Consiste nel fatto che non c’è alcun legame motivato naturalmente tra il significante e il significato di un segno (il significante gatto non ha nulla a che vedere con l’animale). Questo non vuol dire che non esistono rapporti tra il significante e il significato, ma che essi sono dati per convenzione e quindi arbitrari. Se i segni linguistici non fossero arbitrari, le parole delle diverse lingue dovrebbero essere tutte molto simili o designare concetti simili, ma non è così. Qui entrano in gioco 3 entità che vengono rappresentate sotto forma del triangolo semiotico. Ai tre vertici abbiamo: significato, significante e referente. La base del triangolo è tratteggiata (unisce il significante al referente) perché il rapporto tra significante e referente non è diretto ma è mediato dal significato. Con il triangolo possiamo definire 4 tipi di arbitrarietà della lingua:
FUNZIONI DELLA LINGUA. Per Roman Jakobson la lingua può avere sei classi di funzioni. L’instaurarsi della comunicazione implica la presenza di almeno 6 fattori, e a ciascuna di essi può essere collegata una funzione:
La Fonetica è un ramo della linguistica che studia come sono fatti fisicamente i suoni di cui le lingue si servono. La fonetica di si divide in 3 campi principali:
Il Fono è ogni suono producibile dall’apparato fonatorio umano. È l’unità minima in Fonetica. Il Fonema è la funzione che i foni assumono quando si oppongono ad altri foni nel distinguere e formare parole. È l’unità minima in fonologia. (es. mare vs pare). NON È UN SEGNO PERCHÉ NON HA SIGNIFICATO. La Fonologia è la branca della linguistica che studia l’organizzazione e il funzionamento dei suoni nel sistema linguistico. In trascrizione fonematica si impiegano per convenzione le barre oblique (/…/) invece delle parentesi quadre. Gli Allofoni sono foni diversi che costituiscono realizzazioni foneticamente diverse di uno stesso fonema ma prive di carattere distintivo. Es.: in italiano [n] e [ŋ] sono due allofoni dello stesso fonema dato che possono comparire nello stesso posto senza dar luogo a parole diverse, come in [‘dεnte] e [‘dεŋte], pronuncia settentrionale. La Coppia minima è una coppia di parole che sono uguali in tutto tranne che per la presenza di un fonema al posto di un altro in una certa posizione. Es.: pare e mare. I FONEMI DELL’ITALIANO Non tutte le lingue hanno gli stessi fonemi, né lo stesso numero di fonemi. Gli inventari fonematici delle diverse lingue sono costituiti in genere da alcune decine di fonemi: