Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


La Linguistica in Pratica: Schemi e Mappe Concettuali, Schemi e mappe concettuali di Linguistica

Capitoli 1,2,4,5,6,7,8,9,12 del libro la linguistica in pratica di Edoardo Lombardi Vallauri

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2016/2017

Caricato il 01/07/2017

Giulia2396
Giulia2396 🇮🇹

4.2

(15)

22 documenti

1 / 3

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
LINGUISTICA (Capitolo 1)
La linguistica è la scienza del linguaggio, studia come funziona il linguaggio umano e quindi l’uomo nella
più centrale delle sue manifestazioni: il pensiero. Infatti pensiero e linguaggio si influenzano a vicenda.
Studiando la lingua di un popolo ci si può avvicinare a capirne il modo di pensare.
Il linguaggio è un sistema di comunicazione, e come tale ha la funzione di trasmettere informazioni da
un emittente ad un ricevente. Esistono innumerevoli tipi di linguaggio con caratteristiche molto diverse,
che variano a seconda della struttura: il linguaggio informatico, il linguaggio degli animali e il linguaggio
umano.
Il linguaggio umano, o linguaggio naturale, è il sistema di comunicazione, perlopiù verbale (ma non solo),
con funzioni e caratteristiche particolari, che gli esseri umani sviluppano grazie a una capacità propria,
innata. Le caratteristiche che lo distinguono dagli altri linguaggi:
Il linguaggio umano è arbitrario (alcune eccezioni minime: onomatopee, raddoppiamento,
fonosimbolismo…).
Il linguaggio umano è discreto e articolato (è composto da unità minime riconoscibili).
Il linguaggio umano è ricorsivo (permette di costruire messaggi potenzialmente infiniti
tramite l’aggiunta di segmenti comunicativi).
Il linguaggio umano è dipendente dalla struttura (e posizionale: il valore di ogni elemento
non è stabilito a priori, ma dipende dalla sua posizione e dalla sua funzione all’interno del
messaggio).
Il linguaggio umano è semanticamente onnipotente (può essere usato per qualsiasi tipo di
significato).
Humboldt è un linguista che sostiene che comprendere l’uomo è comprendere il linguaggio, e comprendere
il linguaggio è comprendere l’uomo perché in primo luogo il nostro modo di concepire il mondo impone le
sue caratteristiche al linguaggio. L’organizzazione cognitiva che diamo alla realtà determina il modo in cui la
comunichiamo agli altri e quindi le categorie in cui suddividiamo il mondo diventano categorie della lingua
(Boas antropologia americana, studi sugli eschimesi e sul loro uso della parola neve, criticherà la teoria
Sapir-Whorf perché crede che la lingua non influenzi la cultura) . In secondo luogo è invece il linguaggio
stesso ad influenzare il modo in cui noi conosciamo il mondo.
Sulla base di questa affermazione si base la teoria Sapir Whorf (anticipata da Humboldt) o della relatività
linguistica e riguarda il rapporto tra pensiero e linguaggio in quanto sostiene che il nostro modo di pensare è
influenzato dal linguaggio.
Sapir dice che c’è una relazione tra lingua e cultura in quanto la lingua ci aiuta a capire la cultura di una
comunità e quindi i suoi valori culturali e sociali. La sua conclusione è che il mondo reale viene costruito
sulle abitudine linguistiche del gruppo e non esistono due lingue che siano simili a tal punto da essere
considerate come rappresentanti di una stessa realtà sociale.
Whorf si concentra sulla lingua Hopi e dice che la nozione di tempo e spazio nel sistema verbale di una
lingua non è universale ma anzi, è diverso da altri modelli.
La nascita della linguistica:
La linguistica è nata come un supporto alla filologia (interpretazione dei testi) oppure come scienza per la
definizione e l’insegnamento della corretta.
La linguistica come studio del linguaggio nasce tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo e in un primo
momento è comparazione delle lingue indoeuropee.
Tra i rappresentanti della linguistica storica troviamo Saussure il quale ha fondato la linguistica sincronica
ovvero lo studio delle lingue nella loro struttura così come essa si presenta in una singola fase.
Egli distinse tra diacronia e sincronia. Quest’ultima non tiene in considerazione la dimensione temporale
quindi una parola è analizzata ad esempio attraverso i rapporti di significato con altre parole della stessa
sfera semantica. La diacronia invece tiene in considerazione la dimensione temporale e quindi la formazione
e l’evoluzione della parola.
pf3

Anteprima parziale del testo

Scarica La Linguistica in Pratica: Schemi e Mappe Concettuali e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Linguistica solo su Docsity!

LINGUISTICA (Capitolo 1)

La linguistica è la scienza del linguaggio , studia come funziona il linguaggio umano e quindi l’uomo nella più centrale delle sue manifestazioni: il pensiero. Infatti pensiero e linguaggio si influenzano a vicenda. Studiando la lingua di un popolo ci si può avvicinare a capirne il modo di pensare. Il linguaggio è un sistema di comunicazione, e come tale ha la funzione di trasmettere informazioni da un emittente ad un ricevente. Esistono innumerevoli tipi di linguaggio con caratteristiche molto diverse, che variano a seconda della struttura: il linguaggio informatico, il linguaggio degli animali e il linguaggio umano. Il linguaggio umano, o linguaggio naturale, è il sistema di comunicazione, perlopiù verbale (ma non solo), con funzioni e caratteristiche particolari, che gli esseri umani sviluppano grazie a una capacità propria, innata. Le caratteristiche che lo distinguono dagli altri linguaggi:

  • Il linguaggio umano è arbitrario (alcune eccezioni minime: onomatopee, raddoppiamento, fonosimbolismo…).
  • Il linguaggio umano è discreto e articolato (è composto da unità minime riconoscibili).
  • Il linguaggio umano è ricorsivo (permette di costruire messaggi potenzialmente infiniti tramite l’aggiunta di segmenti comunicativi).
  • Il linguaggio umano è dipendente dalla struttura (e posizionale : il valore di ogni elemento non è stabilito a priori , ma dipende dalla sua posizione e dalla sua funzione all’interno del messaggio).
  • Il linguaggio umano è semanticamente onnipotente (può essere usato per qualsiasi tipo di significato). Humboldt è un linguista che sostiene che comprendere l’uomo è comprendere il linguaggio, e comprendere il linguaggio è comprendere l’uomo perché in primo luogo il nostro modo di concepire il mondo impone le sue caratteristiche al linguaggio. L’organizzazione cognitiva che diamo alla realtà determina il modo in cui la comunichiamo agli altri e quindi le categorie in cui suddividiamo il mondo diventano categorie della lingua ( Boas antropologia americana, studi sugli eschimesi e sul loro uso della parola neve, criticherà la teoria Sapir-Whorf perché crede che la lingua non influenzi la cultura). In secondo luogo è invece il linguaggio stesso ad influenzare il modo in cui noi conosciamo il mondo. Sulla base di questa affermazione si base la teoria Sapir Whorf (anticipata da Humboldt) o della relatività linguistica e riguarda il rapporto tra pensiero e linguaggio in quanto sostiene che il nostro modo di pensare è influenzato dal linguaggio. Sapir dice che c’è una relazione tra lingua e cultura in quanto la lingua ci aiuta a capire la cultura di una comunità e quindi i suoi valori culturali e sociali. La sua conclusione è che il mondo reale viene costruito sulle abitudine linguistiche del gruppo e non esistono due lingue che siano simili a tal punto da essere considerate come rappresentanti di una stessa realtà sociale. Whorf si concentra sulla lingua Hopi e dice che la nozione di tempo e spazio nel sistema verbale di una lingua non è universale ma anzi, è diverso da altri modelli. La nascita della linguistica: La linguistica è nata come un supporto alla filologia (interpretazione dei testi) oppure come scienza per la definizione e l’insegnamento della corretta. La linguistica come studio del linguaggio nasce tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo e in un primo momento è comparazione delle lingue indoeuropee. Tra i rappresentanti della linguistica storica troviamo Saussure il quale ha fondato la linguistica sincronica ovvero lo studio delle lingue nella loro struttura così come essa si presenta in una singola fase. Egli distinse tra diacronia e sincronia. Quest’ultima non tiene in considerazione la dimensione temporale quindi una parola è analizzata ad esempio attraverso i rapporti di significato con altre parole della stessa sfera semantica. La diacronia invece tiene in considerazione la dimensione temporale e quindi la formazione e l’evoluzione della parola.

La realtà del linguaggio è duplice, infatti si parla di dicotomia: da una parte comprende la lingua dall’altra parte la parola. Saussure elaborò una teoria del segno linguistico costituito dall’unione di significato (concetto che gli è associato) e significante (suoni che ogni parlante ha di quel segno). Egli insistette sull’arbitrarietà del rapporto tra significante e significato e quindi sul fatto che la maggior parte delle parole non deve la propria forma alla natura di ciò che designa perché uno stesso concetto può essere espresso con segni linguistici diversi nelle diverse lingue. Che cosa è la lingua? È la forma specifica che il linguaggio umano assume in relazione ad una comunità particolare di esseri umani, un sistema di segni o, un «sistema di sistemi», con caratteristiche particolari che variano da una lingua all’altra. Il segno è un’entità complessa, composta da una parte sensibile ( espressione ) e una parte concettuale ( contenuto ); l’espressione è materialmente percepibile attraverso i sensi e si connette con un contenuto mentale che rimanda ad un oggetto o situazione reale ( referente ). Peirce classifica i segni in indici, icone e simboli in base al tipo di rapporto che lega tra loro il segno e la cosa a cui si riferisce:

  • Indice : l’espressione e il contenuto sono legati da un rapporto di origine naturale e di tipo causale, non volontario (es: la luce all’orizzonte occidentale è indice che il sole è da poco tramontato). Se gli indici sono prodotti intenzionalmente si chiamano segnali (es: segnali di fumo)
  • Icona : l’espressione rinvia volutamente ad un oggetto reale per mezzo di meccanismi di analogia e somiglianza (es: uomo e donna stilizzati che si trovano nei gabinetti sono icone dell’uomo e della donna). Dal punto di vista intenzionale, le icone somigliano ai segnali.
  • Simbolo : il legame tra espressione e contenuto non ha motivazioni di tipo naturale o analogico; è un legame volontario e arbitrario (es: simbolo della pace). Il simbolo può essere anche una convenzione stabilita all’interno di una cultura (es: le candeline sulla torta simboleggiano gli anni che passano). Inoltre il segno nel linguaggio umano si distingue in tre piani: 1)piano d’espressione ['kane] è la sequenza che noi ci procuriamo (come si scrive la parola) 2)piano del contenuto il concetto di cane , con tutte le sue definizioni e relazioni, vale a dire l’animale domestico che ha quattro zampe, che abbaia.. 3)piano del referente la realtà che mi trovo davanti (il cane in sé). Saussure si rese conto che ogni lingua è un sistema le cui parti sono in relazioni regolari tra loro. Queste relazioni si dividono in due tipi: sintagmatiche e associative o paradigmatiche (Hjelmslev). -Le relazioni sintagmatiche sono le relazioni in presenza che un segno linguistico ha con gli altri segni che occorrono insieme a lui. Es: il ragazzo mangia una mela ragazzo ha relazione con il e con mangia -Le relazioni paradigmatiche sono le relazioni in assenza che un segno linguistico ha con altri segni capaci di concorrere al suo posto. Es: il ragazzo mangia una mela al posto di ragazzo le parole ragazzi, ragazze oppure al posto di ragazzo le parole uomo, lattaio. Saussure notò che a definire la funzione di un segno linguistico non è la sua natura concreta ma è il suo essere diverso dagli altri. La lingua è quindi fatta da differenze e si inserisce in un sistema dove tutto è connesso. Le lingue nel mondo sono circa 6.000 compresi i dialetti. Vengono classificate come genetiche, areali e tipologiche. -La classificazione genetica riguarda le parentele delle lingue che fanno sì che queste vengano raggruppate tra loro. Ci sono varie famiglie linguistiche e la classificazione genetica tiene conto sia di come le lingue provengano o meno dalla stessa famiglia (somiglianze) sia delle differenze sistemiche. All’interno della famiglia ci sono dei rami chiamati sottofamiglie come ad esempio nel ceppo indoeuropeo il ramo neolatino. -La classificazione areale porta alla lega linguistica ( Sprachbund ) ovvero a un gruppo di lingue contigue sul piano geografico, con tratti linguistici condivisi anche se provenienti da rami differenti.