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"La luna e i falò"(Pavese), Appunti di Italiano

Riassunto e analisi dell'opera "La luna e i falò" di cesare Pavese Fino al capitolo 14

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 04/05/2019

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bila23699 🇮🇹

4.1

(34)

62 documenti

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Titolo: La luna e i falò
Autore: Cesare Pavese
Genere: Romanzo
Cesare Pavese nasce nel 1908 a Santo Stefano Belbo scrive e pubblica numerosi racconti e raccolte. Nel
1934 viene arrestato perché in possesso lettere che provavano delle attività antifasciste, viene confinato per
un anno a Brancaleone Calabro dopo la liberazione torna a torni e entra nel partito comunista e lavorare nel
quotidiano “L’unità”. Il romanzo “la luna e i falò” lo scrive in soli due mesi, nel 1950 si uccide in una
camera d’albergo a causa di un amore infelice con Constance Dowling.
Il testo è diviso in tre parti: dal primo a quattordicesimo capitolo il protagonista accompagnato dall’amico
Nuto ricorda la prima parte della sua vita, quando viveva con la famiglia che lo aveva adottato, dal
quindicesimo al venticinquesimo Anguilla ricorda il periodo trascorso a lavorare alla Mora, con Sor Matteo
e le sue tre figlie Santa, Irene e Silvia, la terza parte che va dal ventiseiesimo al trentaduesimo capitolo è
costituita dalla tragica morte di Valino e dal racconto di Nuto della morte delle ragazze della Mora.
Capitolo 1
Il protagonista dopo aver fatto fortuna in America torna al suo paese d’origine, o meglio, quello nel quale è
cresciuto, con la famiglia che lo ha adottato quando era ancora in fasce, perché sua madre lo aveva
abbandonato davanti ad una chiesa. L’ospedale di Alessandria dava dei soldi per il mantenimento di questi
bambini alle famiglie. L’americano ricorda quasi con nostalgia quel periodo.
Capitolo 2
È il giorno della festa del paese e il protagonista si accorge di non conoscere più nessuno, ma nota che il
modo di divertirsi anche con il passare degli anni è rimasto lo stesso. Il suo amico Nuto ha sostituito il padre
nel lavoro di falegname, si è sposato ed ha un figlio, non suona più il clarino ma è politicamente impegnato.
Capitolo 3
Nel terzo capitolo l’americano si trova a raccontare un periodo della sua vita in America, dove ha lavorato
come giardiniere, come barista, come lattaio… mentre lavorava come barista a Cerrito, una sera entra nel suo
bar un italiano, subito tra i due si instaura un rapporto familiare e cominciano a parlare della loro terra natia
fino a toccare l’argomento della musica, l’avventore commenta una gara tra bande musicali avvenuta a
Nizza e ricorda molto bene la bravura di un certo Nuto del Salto, in quel momento il protagonista sente una
forte nostalgia dell’Italia e decide che non può più vivere in una terra dove si sente sempre bisogno di
spostarsi dove non si trova pace.
Capitolo 4
L’americano riflette sul motivo che lo ha spinto a partire e ricorda che semplicemente si è imbarcato per
andare a cercare fortuna, si chiede come mai non facciano tutti come lui, prendendo una nave per andare a
fare un’altra vita, una vota migliore, ma come Nuto gli ha sempre detto, è una questione di destino, la gente
semplicemente si arrende a fare una vita di stenti perché pensa di essere destinata a questo.
Capitolo 5
Camminando per il paese l’americano si sente osservato e invidiato, tutti sanno che è tornato per comprare
un terreno, arriva al podere della Gaminella, ora posseduto dal Valino che con il figlio Cinto, la cognata
Rosina e la madre conducono una vita di stenti, il protagonista si immedesima nel Valino per il continuo
camminare senza sosta, lui nel mondo, il mezzadro nelle sue colline, ma soprattutto si identifica nel piccolo
Cinto.
Capitolo 6
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Titolo: La luna e i falò

Autore: Cesare Pavese

Genere: Romanzo

Cesare Pavese nasce nel 1908 a Santo Stefano Belbo scrive e pubblica numerosi racconti e raccolte. Nel 1934 viene arrestato perché in possesso lettere che provavano delle attività antifasciste, viene confinato per un anno a Brancaleone Calabro dopo la liberazione torna a torni e entra nel partito comunista e lavorare nel quotidiano “L’unità”. Il romanzo “la luna e i falò” lo scrive in soli due mesi, nel 1950 si uccide in una camera d’albergo a causa di un amore infelice con Constance Dowling.

Il testo è diviso in tre parti: dal primo a quattordicesimo capitolo il protagonista accompagnato dall’amico Nuto ricorda la prima parte della sua vita, quando viveva con la famiglia che lo aveva adottato, dal quindicesimo al venticinquesimo Anguilla ricorda il periodo trascorso a lavorare alla Mora, con Sor Matteo e le sue tre figlie Santa, Irene e Silvia, la terza parte che va dal ventiseiesimo al trentaduesimo capitolo è costituita dalla tragica morte di Valino e dal racconto di Nuto della morte delle ragazze della Mora.

Capitolo 1

Il protagonista dopo aver fatto fortuna in America torna al suo paese d’origine, o meglio, quello nel quale è cresciuto, con la famiglia che lo ha adottato quando era ancora in fasce, perché sua madre lo aveva abbandonato davanti ad una chiesa. L’ospedale di Alessandria dava dei soldi per il mantenimento di questi bambini alle famiglie. L’americano ricorda quasi con nostalgia quel periodo.

Capitolo 2

È il giorno della festa del paese e il protagonista si accorge di non conoscere più nessuno, ma nota che il modo di divertirsi anche con il passare degli anni è rimasto lo stesso. Il suo amico Nuto ha sostituito il padre nel lavoro di falegname, si è sposato ed ha un figlio, non suona più il clarino ma è politicamente impegnato.

Capitolo 3

Nel terzo capitolo l’americano si trova a raccontare un periodo della sua vita in America, dove ha lavorato come giardiniere, come barista, come lattaio… mentre lavorava come barista a Cerrito, una sera entra nel suo bar un italiano, subito tra i due si instaura un rapporto familiare e cominciano a parlare della loro terra natia fino a toccare l’argomento della musica, l’avventore commenta una gara tra bande musicali avvenuta a Nizza e ricorda molto bene la bravura di un certo Nuto del Salto, in quel momento il protagonista sente una forte nostalgia dell’Italia e decide che non può più vivere in una terra dove si sente sempre bisogno di spostarsi dove non si trova pace.

Capitolo 4

L’americano riflette sul motivo che lo ha spinto a partire e ricorda che semplicemente si è imbarcato per andare a cercare fortuna, si chiede come mai non facciano tutti come lui, prendendo una nave per andare a fare un’altra vita, una vota migliore, ma come Nuto gli ha sempre detto, è una questione di destino, la gente semplicemente si arrende a fare una vita di stenti perché pensa di essere destinata a questo.

Capitolo 5

Camminando per il paese l’americano si sente osservato e invidiato, tutti sanno che è tornato per comprare un terreno, arriva al podere della Gaminella, ora posseduto dal Valino che con il figlio Cinto, la cognata Rosina e la madre conducono una vita di stenti, il protagonista si immedesima nel Valino per il continuo camminare senza sosta, lui nel mondo, il mezzadro nelle sue colline, ma soprattutto si identifica nel piccolo Cinto.

Capitolo 6

Con il ragazzo si avvia verso la riva per incontrare il Valino, questa è la sua opportunità di ripercorrere quei luoghi dove è cresciuto fino a 13 anni quando il padrino con il resto della famiglia si sono dovuti trasferire per motivi economici e hanno lasciato lui a lavorare al podere dalla Mora. Cinto è l’ultimo figlio rimasto in vita del Valino, è rachitico, la madre ha sempre attribuito il problema al fatto di non essere riuscita ad allattarlo per aver perso il latte, ma il dottore le ha spiegato che il vero motivo è la non corretta alimentazione del piccolo che si basa su polenta e ceci. L’americano parla della sua giovinezza e Cinto è rappito da queste storie e per impressionare in nuovo amico gli aìracconta di quando suo padre trovò in quei terreni il corpo di un soldato tedesco.

Capitolo 7

I due incontrano il Valino che sta portando dei rami di salice il protagonista gli chiede che lavori vorrebbe fare nel campo quell’anno e il mezzadro dice che per fare qualsiasi cosa servirebbero le braccia dei suoi figli morti in guerra, critica le ragioni e i risultati della guerra , Anguilla non condivide il pensiero del vecchio perché è convinto che il mondo sia da ricostruire, il Valino raccoglie i suoi rami e torna verso la cascina e i due nuovi amici continuano la loro passeggiata.

Capitolo 8

L’ottavo capitolo è incentrato sulla figura del Cavaliere, fin da piccolo il protagonista aveva sempre voluto sapere cosa ci fosse dietro quel grande cancello, ora c’è solo un vecchio podere, incolto e ridotto, il nuovo cavaliere non era amato e rispettato come il padre, nessuno voleva lavorare nei suoi terreni e a lui andava bene così, perché così era il terreno dove giocava il figlio quando era ancora in vita, prima di suicidarsi per “una questione di donne”.

Capitolo 9

Il capitolo nove gira intorno alla luna e ai falò, il piccolo Cinto è ovviamente affascinato dai falò che si fanno la notte di san Giovanni, il protagonista si stupisce del fatto che il suo amico Nuto, tanto rivoluzionario, creda alla superstizione della luna e dei falò, ma l’amico gli spiega che è giusto accettare le superstizioni che fanno parte del nostro io primitivo, come quella della luna. L’amico rimprovera Anguilla di riempire di false speranze la testa del piccolo Cinto, raccontandogli del mondo fuori da Canelli che lui non potrà mai vedere.

Capitolo 10

Nuto impedisce al protagonista di perdersi in pensieri su quanto possa essere bello vivere si e lavorare i terreni, gli ricorda che il Valino abbrutito dal lavoro picchia senza pietà il figlio, la cognata e la madre. L’americano viene poi a sapere della triste fine di Angiolina, Giulia e di Padrino, dopo essersi trasferiti le due figlie si erano sposate e vivevano in un podere molto lontano dal paese al quale si recavano una volta al mese per cuocere il pane, cibandosi di uva e polenta, Giulia era morta in un campo colpita da un fulmine, la sorella divorata da un tumore alle costole, padrino, cacciato di casa aveva chiesto l’elemosina per strada prima di morire. Il capitolo si chiude con il ritrovamento di due corpi di spie repubblichine.

Capitolo 11

In questo capitolo il protagonista rievoca il ricordo di una nottata passata nel deserto, durante una dei suoi lunghi giri in macchina si guasta il motore e lui è costretto a restare nel deserto aspettando che passi qualcuno per soccorrerlo, rimane davvero turbato da questa esperienza.

Capitolo 12

Viene celebrato il funerale dei due repubblichini, il parroco lo fa solo per uno scopo politico, già in passato aveva celebrato un funerale di due zingari uccisi dai partigiani solo per questo scopo e non aveva voluto presiedere all’inaugurazione del monumento ai partigiani impiccati davanti alle ca’nere.

Capitolo 13

Il parroco con un discorso palesemente anticomunista invita i fedeli a non prendere parte a riunioni dei partiti nemici, Nuto e il protagonista decidono allora di allontanarsi dal paese per via di questo clima di tensione, parlano della Resistenza, Nuto confessa di aver avuto paura che gli bruciassero la casa per sospetto che fosse un “rosso”. Camminando i due arrivano in cima al Belbo e il protagonista si ricorda della Mora casa dove