



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
ANALISI LIBRO LA LUNA E I FALO CESARE PAVESE; ANALISI PASSI
Tipologia: Appunti
1 / 5
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




18 settembre- 9 novembre 1949 “ for C. Ripeness is all” Pavese stesso dice che riesce a comporre un capitolo al giorno in certi momenti, nei dattiloscritti ci rendiamo conto che è un’opera composta immediatamente con una sicurezza e carattere definitivo che Pavese non aveva mai avuto prima. È un disegno che ha già in mente, ci lavora per sottrazione (prima versione più ampia) ma correzioni davvero minime. 16 ottobre 1949 La luna e i falò. È il titolo presentito fin dai tempi del Dio-ca- prone. Da sedici anni. Bisogna darcela tutta. È una sorta di ricapitolazione di tutta la sua esperienza letteraria. Beccaria parla di una inesorabilità formale e strutturale. Ma l’osservazione più importante In lettera del 17/07/’49 ad amici “modesta divina commedia” già in Paesi tuoi: Io sono come pazzo perché ho avuta una grande intuizione - quasi una mirabile visione (naturalmente di stalle, sudore, contadinotti, verderame e letame, ecc.) su cui dovrei costruire una modesta Divina Commedia. Ci penso sopra, e tutti i giorni diminuisce la tensione – che alle visioni siano necessarie le Beatrici? Bah, si vedrà. Cesare Pavese, lettera ad Adolfo ed Eugenia Ruata, 17 luglio 1949 È l’arrivo di un lungo cammino + mirabile visione. Ha una folgorazione ma nello stesso tempo non inizia subito, aspetta due mesi che diminuisca la tensione come se l’eccessivo coinvolgimento rappresentasse un ostacolo per affrontare in maniera adeguata il lavoro. Ritorna su idea di Divina Commedia in maniera meno presuntuosa non più la mia ma “modesta, dimensione rustica e contadina lontana dalle atmosfere sublimi del Paradiso. Sottolineare la natura ESEMPLARE, carattere fortemente autobiografico (già dalla dedica a Connie Costance Dowling). Si chiede in quale misura sia indispensabile la tematica amorosa nell’opera, non la introdurrà in maniera diretta: anguilla avrà solo esperienze frettolose, distaccate (maestra di scuola in America che vuole lasciare vita frustante per dedicarsi al cinema e cercare di far fortuna nel cinema), è soltanto una delle tante componenti, nemmeno la più importante, sono altri gli aspetti decisivi. Tematica erotica con un distacco che non è presente nelle poesie dello stesso periodo.
Inizio cap IV “Nuto taceva e guardava i tetti. – ... Chi sa quanti dei ragazzi qui sotto, – dissi, – vorrebbero prendere la strada di Canelli...
Mancanza di identità, stagionalità. Anguilla contempla il cielo Piú avanti nella notte una grossa cagnara mi svegliò di soprassalto. Sembrava che tutta la pianura fosse un campo di battaglia, o un cortile. C’era una luce rossastra, scesi fuori intirizzito e scassato; tra le nuvole basse era spuntata una fetta di luna che pareva una ferita di coltello e insanguinava la pianura. Rimasi a guardarla un pezzo. Mi fece davvero spavento. Simbolo stesso della vita umana, caratterizzata dal DOLORE, coraggio dei disperati. Luna non che racconsola ma che fa emergere la dimensione violenta e dolora dell’esistenza. Luna garante di cicli della natura stagionalità. Luna idea di morte e ritmo di natura, contemporaneamente morte e nascita. Luna compare in pieno giorno che compare sull’incendio che Valino appicca sul casotto della Gaminella: forza distruttrice. Falò segno propiziatore, rituale legato a ciclicità della campagna, in Langhe associati alla festa della Madonna, Ferragosto o a San Giovanni (questo il più diretto nei romanzi) restituire alla terra la materia prima Cap IX luna e falò Luogo alto, incolto e bruciato, non coltivato e arido (aridità dubbio su rituale) Adesso, senza decidermi, rimuginavo che doveva esserci qualcosa lassú, sui pianori, dietro le canne e le ultime cascine perdute. Che cosa poteva esserci? Lassú tra incolto e bruciato dal sole – Li hanno fatti quest’anno i falò? – chiesi a Cinto.
della vittime di coloro che erano tormentati dalla violenza della storia; qui li ha il personaggio più spregiudicato anche i peggiori meritano la nostra pietà, tutti sono offesi) Un mattino Santa tornò, accompagnata. Non aveva piú la giacca a vento e i pantaloni che aveva portato tutti quei mesi. Per scire da Canelli s’era rimesso un vestito da donna, un vestito chiaro da estate, e quando i partigiani l’avevano fermata su per Gaminella era cascata dalle nuvole... L’avevano sempre veduta con la giacchetta e la cintura, e non si capacitavano adesso di averla in mano vestita di bianco. Fa finta di portare delle informazioni; prima vestita da uomo, ora veste di bianco perché pur essendo donna immorale è anche una vittima della violenza inevitabile della storia, prosegue la casa in collina ma si radicalizza addirittura arriva a presentare come vittima innocente una spia, una donna che si concede, che ha tradito TUTTI meritano pietà tutti sono vittime. Allora sono importanti anche le modalità dell’uccisione, vestita di bianco come la vittima di sacrificio
Quella dialettica qui raggiunge il suo equilibrio, non c’è solo o violenza o ritorno a mondo dell’infanzia, le due situazioni sono in condizione di estremo equilibrio, particolarmente evidente nel rapporto tra Anguilla e Cinto, che vive nello stesso casotto dove aveva vissuto Anguilla da bambino (luogo misero Padrino spera di poter lucrare sul sussidio, miserevoli in sommo grado) ora famiglia di Valino, ancora più miserevole, Cinto ripete le stesse esperienze di anguilla ma è ancora più miserabile (Anguilla non era zoppo, era capace di lavorare) vita che si ripete in peggio, ancora più miserevole di prima ma cosi Anguilla rivive la propria infanzia. Cinto viene presentato vivere in una condizione di tipo mitico cap X Se mi mettevo a pensare a queste cose non la finivo piú, perché mi tornavano in mente tanti fatti, tante voglie, tanti smacchi passati, e le volte che avevo creduto di essermi fatta una sponda, di avere degli amici e una casa, di potere addirittura metter su nome e piantare un giardino. Sposarsi vuol dire RADICARSI ma Il fatto è che Cinto – come me da ragazzo – queste cose non le sapeva, e nessuno nel paese le sapeva, se non forse qualcuno che se n’era andato. Cinto le vive quelle cose lì e non le sa, ad Anguilla tornano con la memoria, il bambino non sa che è un paradiso, non le sanno tutti colori che mai sono partiti, per capire bisogna andare via, se si rimane radicati lì non si ha un giudizio obiettivo sulle cose (Feria d’Agosto) Potevo spiegare a qualcuno che quel che cercavo era soltanto di vedere qualcosa che avevo già visto? Anguilla vuole rivedere le cose una seconda volta, la memoria ha un ruolo fondamentale ma è una memoria che non salva perché il mondo è cambiato, arriva solo fino a un certo punto. LO STILE MONOTONO, MONOCORDE E OSSESIVO ma non per questo inefficace, non c’è mai un abbandono al poetico; è uno stile omogeneo mentre in paesi tuoi momenti di espressività la luna e i falò è scritta in uno stile medio. Visto che le cose sono mediate da sguardo di uomo adulto che è tornato non ci può essere un coinvolgimento troppo intenso; ma non per questo meno efficace, c’è una specie di pathos ma viene controllato da questo stile monotono, mai abbandono al patetico LA LINGUA Realizzazione più alta ‘ DIALETTALITÀ ATTENUATA’ ( Gianluigi Beccaria) non usa più il dialetto tradotto (come in Paesi tuoi) In Paesi tuoi la lingua interviene in maniera diretta, molto riconoscibile, nelle opere successive per quanto continui a celebrare il dialetto, non solo non usa quello diretto (usato solo in racconto giovanili) ma non si nota quasi più, leggendo si ha l’impressione vaga di un tono dialettale, solo una vaga suggestione di fondo. Obiettivo deliberatamente perseguito da pavese, prende un vocabolario puristico toscano (Rigutini) e sottolinea tutti i casi in cui il toscano converge con il piemontese (es. lea per viale). Parole che si sono legate al dialetto ma non solo, sono presenti anche in toscano, operazione paziente e difficile da pv linguistico.