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La pallacanestro, Dispense di Educazione fisica

dispensa sulla pallacanestro

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 20/11/2020

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s_104 🇮🇹

4.6

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PALLACANESTRO
STORIA
Nacque negli Stati Uniti nel 1891, per merito del canadese James Naismith, professore di educazione fisica
in un college americano.
L’intenzione era quella di mantenere in allenamento nel periodo invernale i giocatori di football americano
e di baseball, costretti per il freddo ad allenarsi al chiuso.
Naismith sviluppò l’idea del gioco del basket dopo aver gettato una palla di carta nel cestino, quindi
inchiodò due cesti con il fondo chiuso alle balconate opposte della palestra. Definì alcune facili regole e usò
un pallone di cuoio.
La prima partita terminò con la segnatura di un solo canestro e venne usata una scala a pioli per recuperare
la palla.
Il numero dei giocatori e le dimensioni del campo inizialmente venivano decisi di volta in volta.
Fu così fino a 1897, anno in cui si stabilì per regolamento che i giocatori in campo per squadra fossero in
cinque.
In Italia si diffuse nel primo ventennio del Novecento e nel 1920 fu disputato il primo campionato.
Nel 1936 entrò a far parte delle discipline olimpiche alle Olimpiadi di Berlino.
CARATTERISTICHE DEL GIOCO
La pallacanestro è giocata da due squadre composte da 5 giocatori; lo scopo di ciascuna squadra è di
segnare nel canestro avversario e di impedire alla squadra avversaria di realizzare punti.
Il canestro vale 1, 2 o 3 punti a seconda di come viene realizzato:
Il canestro eseguito da giocatore che si trova all’esterno della linea dei tre punti vale 3 punti;
Quello realizzato su azione di gioco vale 2 punti;
Quello realizzato con un tiro libero vale 1 punto.
Vince la squadra che allo scadere del tempo ha segnato il maggior numero di punti.
Le squadre sono composte da 5 giocatori e 7 riserve, per un totale di 12 giocatori.
Ciascuna squadra può effettuare un numero illimitato di sostituzioni.
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PALLACANESTRO

STORIA

Nacque negli Stati Uniti nel 1891, per merito del canadese James Naismith, professore di educazione fisica in un college americano. L’intenzione era quella di mantenere in allenamento nel periodo invernale i giocatori di football americano e di baseball, costretti per il freddo ad allenarsi al chiuso. Naismith sviluppò l’idea del gioco del basket dopo aver gettato una palla di carta nel cestino, quindi inchiodò due cesti con il fondo chiuso alle balconate opposte della palestra. Definì alcune facili regole e usò un pallone di cuoio. La prima partita terminò con la segnatura di un solo canestro e venne usata una scala a pioli per recuperare la palla. Il numero dei giocatori e le dimensioni del campo inizialmente venivano decisi di volta in volta. Fu così fino a 1897, anno in cui si stabilì per regolamento che i giocatori in campo per squadra fossero in cinque. In Italia si diffuse nel primo ventennio del Novecento e nel 1920 fu disputato il primo campionato. Nel 1936 entrò a far parte delle discipline olimpiche alle Olimpiadi di Berlino.

CARATTERISTICHE DEL GIOCO

La pallacanestro è giocata da due squadre composte da 5 giocatori ; lo scopo di ciascuna squadra è di segnare nel canestro avversario e di impedire alla squadra avversaria di realizzare punti. Il canestro vale 1, 2 o 3 punti a seconda di come viene realizzato:  Il canestro eseguito da giocatore che si trova all’esterno della linea dei tre punti vale 3 punti;  Quello realizzato su azione di gioco vale 2 punti;  Quello realizzato con un tiro libero vale 1 punto. Vince la squadra che allo scadere del tempo ha segnato il maggior numero di punti. Le squadre sono composte da 5 giocatori e 7 riserve, per un totale di 12 giocatori. Ciascuna squadra può effettuare un numero illimitato di sostituzioni.

La partita è suddivisa in 4 periodi di 10 minuti ciascuno e l’intervallo fra i vari tempi è di 2 minuti, tranne tra il secondo e il terzo tempo che è di 15 minuti. In caso di parità vi sono 5 minuti supplementari ripetuti fino alla vittoria di una delle due squadre. Il campo di gioco è di 28 cm x 15 cm. È diviso a metà da una linea mediana che delimita due zone di attacco e di difesa; in ogni metà campo sono segnalati la linea di tiro libero, l’area dei tre secondi e gli spazi per il rimbalzo. I canestri sono costituiti da un anello di ferro del diametro interno di 45 cm, al quale è appesa una rete, e si trovano a 305 cm di distanza dal suolo. Il pallone da basket ha forma sferica ed è in gomma o materiale sintetico. Quello usato dagli uomini ha un a misura di 75-78 cm per un peso tra i 567-650 gr; quello delle donne ha una misura che va tra i 72-74 cm e pesa 500-540 gr.

LE REGOLE PRINCIPALI PER GIOCARE E ARBITRARE

Il gioco ha inizio quando l’arbitro alza la palla nel cerchio centrale nel campo tra due avversari: chi tocca il pallone durante la parabola discendente cerca di indirizzarlo verso i compagni che si trovano all’esterno del cerchio (rimessa a due). La squadra che subisce canestro effettua la rimessa in gioco da un punto qualsiasi dietro la linea di fondo campo dove è stato realizzato il canestro. Dopo un'infrazione, la rimessa in gioco avviene dalle linee laterali nel punto piú vicino a quello in cui è stata commessa la violazione. Nel caso in cui la palla esca dalla linea di fondo campo, viene rimessa in campo dallo stesso punto da cui è uscita. Un giocatore è considerato fuori campo quando una qualsiasi parte del suo corpo tocca il terreno o qualsiasi altro oggetto che non sia un giocatore sopra o all'esterno delle linee che delimitano il campo; mentre la palla è considerata fuori campo quando tocca un giocatore, una qualsiasi altra persona o un oggetto che si trovino fuori dal terreno di gioco. La palla si gioca con le mani e può essere passata, tirata, battuta, rotolata o palleggiata in qualsiasi direzione. Non può essere trasportata o calciata deliberatamente. Le rigide regole di tempo rendono il gioco molto veloce e spettacolare, costringendo le due compagini ad alternare nel giro di pochi secondi azioni in attacco e in difesa.

Fallo antisportivo : fallo personale su un avversario con o senza palla che è stato commesso deliberatamente.

ARBITRAGGIO

La pallacanestro è uno sport difficile da arbitrare per la complessità delle regole e la velocità di esecuzione del gioco. La partita è diretta da 2 arbitri che hanno il compito di rilevare tutti i falli e le infrazioni di gioco. Gli arbitri sono coadiuvati da:  Un segnapunti, che conteggia i punti e i falli personali e ad ogni fallo alza la paletta indicante il numero dei falli commessi da quel giocatore;  Un cronometrista, che controlla la durata effettiva del tempo di gioco;  Un incaricato all'apparecchio dei 24 secondi: egli lo attiva non appena un giocatore acquisisce il controllo della palla sul campo e lo arresta quando una squadra perde il controllo della palla. Anche quando si arbitra a livello amatoriale è importante sanzionare ogni contatto: ciò serve anche per salvaguardare l'incolumità dei giocatori. Gli arbitri usano dei segnali manuali per comunicare con i segnapunti e gli altri ufficiali di gara: conoscerli permette ai giocatori di comprendere la ragione per la quale l'azione è stata sanzionata.

PALLEGGIO

Consiste nello spingere la palla, obbligatoriamente con una sola mano, facendola rimbalzare a terra e colpendola nuovamente prima che abbia toccato un altro giocatore. Il palleggio termina quando il giocatore tocca la palla con entrambe le mani o la trattiene con una o due mani. Con il palleggio il giocatore può spostarsi sul campo mantenendo il possesso della palla. Per eseguire il palleggio si ruota la mano con cui si vuole spingere il pallone verso il polo superiore; il braccio semipiegato, estendendosi, permette alla mano, coadiuvata dal polso, di spingere il pallone dall'alto verso il basso (fase di spinta). Le dita devono essere distese e aperte. Dopo il rimbalzo, i polpastrelli ammortizzano il moto del pallone che ritorna alla mano esercitando una continua azione a stantuffo dovuta alla ritmica azione dell'avambraccio sul braccio (fase di ammortizzazione). Per mantenere una buona posizione di equilibrio, busto e gambe assecondano il movimento dell'arto superiore (gambe semipiegate, baricentro basso). Se il palleggio viene eseguito stando fermi, la spinta della mano deve essere esercitata al centro della superficie superiore del pallone, in direzione verticale rispetto al terreno, e non deve superare il ginocchio: in questo caso si parla di palleggio basso, usato dal giocatore in presenza di ostacoli (avversari) che si frappongono ai suoi spostamenti. Se il palleggio si effettua in corsa, la spinta viene esercitata in una zona piú bassa, nella parte posteriore del pallone, rispetto al polo superiore, con rimbalzo all'altezza del bacino, in modo da consentire lo spostamento della palla in avanti senza interrompere la corsa. A questo palleggio, detto palleggio alto, si ricorre quando non si è marcati da vicino da un avversario.

Il palleggio che si usa durante l'arresto di una corsa, quando si corre il rischio di perdere il possesso del pallone, è il palleggio protetto, che consiste nel coprire la palla con il corpo e con il braccio dagli attacchi dell'avversario.

PASSAGGIO

Il passaggio è il gesto individuale piú importante per il gioco di squadra. Consiste nel lanciare il pallone al compagno per far proseguire nel migliore dei modi l'azione. Ogni passaggio termina con una ricezione e si considera riuscito solo nel momento in cui viene effettuata quest'ultima. D'altro canto una cattiva ricezione può vanificare anche il passaggio migliore. Per eseguire una buona ricezione bisogna effettuare un passo nella direzione di provenienza della palla o una flessione in avanti del busto e tenere le braccia semiflesse. La presa è il modo di tenere il pallone dopo la ricezione. Si esegue sempre con due mani, in modo da poter passare, palleggiare o tirare meglio il pallone. Si effettua lateralmente pallone, con i soli polpastrelli di tutte le dita, tenendo i pollici convergenti in direzione del centro superiore del pallone, le braccia semiflesse e i gomiti in basso.  Passaggio a due mani dal pettoPassaggio a due mani schiacciato : la dinamica è la stessa del passaggio dal petto, solo che la palla effettua un rimbalzo a terra prima di arrivare al compagno.  Passaggio a baseball : si esegue con una mano sola dopo che il giocatore ha portato la palla ad altezza della testa.  Passaggio sopra il capo : le mani tengono la palla sopra il capo.

TIRO

Il tiro è l'atto fondamentale che conclude l'azione ed è finalizzato a far entrare il pallone nel canestro. Essendo il canestro molto piú alto rispetto alla posizione di partenza del tiro, affinché il pallone entri dall'alto in basso nel cesto dovrà percorrere una parabola ascendente nella prima fase e discendente nella fase finale. La precisione di un tiro a canestro dipende dalla velocità, dall'equilibrio e dalla capacità di salto e lancio di chi lo esegue. Il tiro a canestro può essere effettuato in vari modi e da varie posizioni del campo, da fermo o in movimento, da terra o in elevazione, su azione o a gioco fermo.  Tiro a una mano da sopra il capo  Tiro a una mano in corsa  Tiro libero  Tap in

Il rimbalzo può essere d’attacco o difensivo IN ATTACCO  Uno contro uno: si verifica quando il giocatore deve cimentarsi direttamente con il singolo avversario, soprattutto se non può passare la palla a un compagno;  Dai e vai: un giocatore passa la palla ad un compagno più avanti di lui in posizione laterale, riceve il passaggio di ritorno e tenta di andare a canestro;  Blocco: è l’azione offensiva compiuta da un attaccante che si pone anticipatamente sul percorso di un difensore per costringerlo a cambiare direzione o a ritardare l’azione difensiva, così da favorire lo smarcamento di un compagno. Se l’attaccante però va a posizionarsi davanti al difensore all’ultimo istante, senza lasciargli lo spazio e il tempo occorrente per fermarsi o evitarlo, commette infrazione e l’arbitro gli attribuisce fallo personale;  Dai e segui: consiste nel passare il pallone a un compagno e andargli incontro mentre il compagno effettua un blocco sul suo marcatore; libera così il giocatore, che può andare a canestro;  Dai e cambia: si passa la palla al compagno e ci si sposta immediatamente, cambiando all’improvviso posizione, così da non impedire il suo movimento in attacco, originare un’azione di uno contro uno e creare più spazio per il tentativo a canestro;  Rimbalzo d’attacco: è una situazione che si presenta quando un attaccante tira ma non realizza il canestro. Ha lo scopo di riguadagnare il possesso del pallone: infatti più sono i palloni recuperati, maggiori sono le possibilità di creare nuove situazioni di attacco e dunque di andare a canestro.

RUOLI E DISPOZIONI DEI GIOCATORI

 Playmaker: è il regista della squadra. Egli rappresenta tatticamente l'allenatore in campo; sa quale ritmo dare alla partita, a quale compagno passare la palla, inventa occasioni per gli altri appoggiando la palla al giocatore smarcato dopo un'improvvisa penetrazione.  Guardia: costituisce una prima possibilità conclusiva di attacco della squadra. Deve essere tempestivo e veloce in contropiede e disporre di un ottimo tiro da fuori. Deve essere in grado di passare e creare gioco così da essere un valido appoggio al playmaker.  Ala piccola: molto spesso rappresenta la seconda possibilità conclusiva di attacco della squadra. Deve essere in possesso di un buon tiro da fuori. Opposto al lato della guardia, nel contropiede deve manifestare le sue doti di velocità. Importantissimo è il suo apporto nei rimbalzi durante i cambi difensivi. La notevole altezza di questi giocatori li rende pericolosissimi se riescono a sfruttarla sotto canestro.  Ala pivot: è un giocatore che in fase di attacco sovente si sposta dalla linea di tiro libero per entrare in penetrazione o tirare o passare il pallone e cercare il rimbalzo d'attacco. In fase difensiva è un jolly ed è in grado di marcare giocatori alti e forti e di chiudere le falle difensive. Determinante nelle fasi calde della partita è la conquista del rimbalzo o del pallone per la vittoria finale ed è in questi casi che l'ala pivot deve mostrare uno spiccato senso di opportunismo.

 Centro o pivot: deve possedere un bagaglio tecnico notevole e grandi doti fisiche che mette a profitto nella conquista dei rimbalzi, nell'aprire al contropiede, nell'effettuare delle stoppate, nell'impedire canestri da sotto e nel far cambiare parabola di tiro agli avversari. È caratterialmente un “combattente”.

LE TATICHE DI SQUADRA

IN DIFESA

 Uomo contro uomo: in questa difesa il difensore marca un avversario fisso che sia adatto alle proprie caratteristiche fisiche; questo modo di difendere esercita la stessa pressione sia sul portatore di palla che sui giocatori che cercano di ricevere il passaggio per andare al tiro;  Difesa aggressiva o pressing: si tratta di una versione tattica della difesa uomo contro uomo, ma con marcature più aggressive, allo scopo di non far pensare l’avversario mettendogli pressione fin dalla rimessa dal fondo campo. Questo tipo di difesa si può usare a metà campo, a tutto campo e viene usata solitamente nelle situazioni difficili e nelle fasi conclusive della partita, quando si deve rimontare;  Difesa flottante: si usa quando occorre arginare gli attacchi pericolosi degli esterni, eseguiti con il tiro da fuori degli avversari e le entrate a canestro nel cuore della difesa, specie del pivot avversario;  Schema 2-3: i due difensori meno alti ma più agili si mettono davanti ai lati della lunetta, i tre difensori più alti si dispongono dietro sulla stessa linea, presidiando l’area. È uno schema difensivo molto buono per il rimbalzo ed efficace sotto il tabellone, al fondo campo e agli angoli;  Schema 2-1-2: i due difensori meno alti si pongono più avanti, uno dei giocatori più alti si pone subito dietro la linea del tiro libero, gli altri due si schierano più indietro verso la linea di fondo. È una difesa buona per la cattura dei rimbalzi e difficilmente penetrabile dentro l'area. Punti deboli sono i lati per le conclusioni degli esterni;  Schema 3-2: in questo caso tre difensori sono allineati davanti alla linea di tiro libero, gli altri due si dispongono più dietro, ai lati del canestro. Ottima difesa per contrastare i tiratori dalla distanza e dare avvio al contropiede. Punti deboli sono gli angoli e la difesa sul pivot.  Schema 1-3-1: un giocatore si mette davanti alla lunetta e cerca di disturbare l'azione degli avversari; tre difensori si mettono sulla stessa fila all'altezza del tiro libero; l'ultimo giocatore si pone vicino al canestro e controlla la fascia posteriore. IN ATTACCO Non appena conquistano la palla, i giocatori devono essere in grado di mettere in piedi un'azione di attacco con grande rapidità. Devono dunque sapere come spostarsi sul campo ed essere pronti a ricevere, passare e tirare la palla a canestro senza esitazioni.