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Erasmo da Rotterdam e la Riforma Protestante: Il Dibattito sul Libero Arbitrio, Dispense di Filosofia

Dispensa di appunti sulla riforma protestante utile per scuola superiore e università

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 16/05/2023

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Le figure di Erasmo e Lutero sono legate a quello che fu
probabilmente il dibattito teologico più importante della storia .
Martin Lutero , era nato nel 1483 ad Eisleben , nel distretto sassone
della Turingia ; si era diplomato in lettere e frequentava i corsi di
diritto dell' Università di Erfurt , allorchè un' improvvisa decisione ,
che alcuni studiosi , sulla base delle stesse dichiarazioni di Lutero ,
spiegano con la violenta scossa psicologica , provocata dal pericolo
corso per la caduta di un fulmine durante una passeggiata
campestre , lo portò nel convento degli eremiti)agostiniani)di Erfurt .
Amato e protetto dal vicario generale degli)agostiniani)tedeschi ,
Giovanni Staupitz , il nuovo monaco non fu per essi un confratello
agevole : dall' atavico fondo contadino frate Martino ricavava un
continuo , ossessionante)timore del diavolo)e così , il suo
tormentato genio religioso si concentrava su una tensione
spasmodica nell' unico , fondamentale problema della)salvazione
personale). Arrovellandosi su tale problema , Lutero finì col risalire
al pensiero di)Agostino)e , grazie al suo)fortissimo sentimento della
peccaminosità dell' uomo), si fermò sull')Agostino)dell' ultimo
periodo , a quello dell' aspra polemica anti-pelagiana , tutta
accentrata intorno ai grandi temi del peccato , della grazia e della
predestinazione . In questo periodo ( 1510-1511 ) cade anche un
suo viaggio a Roma , dove fu mandato per patrocinare alcuni
interessi del suo convento ; in quel soggiorno di 4 settimane nella
sede del papato , Lutero fu colpito dalla scandalosa ignoranza e
superstizione del clero romano e dalla mondanità dei cardinali .
Bisogna però dire che la situazione stessa della Germania di Lutero
erano piuttosto favorevoli per far scaturire una riforma : la
Germania del Cinquecento era una realtà frammentaria , in cui i
grandi principati regionali cercavano di evolvere verso stati
nazionali ; vi erano uno sterminio di " feudi " indipendenti e la
Chiesa si affermava sotto forma di piccoli principati ecclesiastici : le
grandi famiglie , quando volevano sistemare i loro figli , li facevano
nominare vescovi di una città , sborsando grandi quantità di
denaro . Quella di Lutero era una religiosità molto cupa e
drammatica , dove , sulla scia di)Agostino), fortissimo era il senso
del peccato e il suo viaggio a Roma non gli recò alcun conforto .
Divenuto dottore in teologia e iniziato l' insegnamento nel 1513 ,
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Le figure di Erasmo e Lutero sono legate a quello che fu probabilmente il dibattito teologico più importante della storia. Martin Lutero , era nato nel 1483 ad Eisleben , nel distretto sassone della Turingia ; si era diplomato in lettere e frequentava i corsi di diritto dell' Università di Erfurt , allorchè un' improvvisa decisione , che alcuni studiosi , sulla base delle stesse dichiarazioni di Lutero , spiegano con la violenta scossa psicologica , provocata dal pericolo corso per la caduta di un fulmine durante una passeggiata campestre , lo portò nel convento degli eremiti agostiniani di Erfurt. Amato e protetto dal vicario generale degli agostiniani tedeschi , Giovanni Staupitz , il nuovo monaco non fu per essi un confratello agevole : dall' atavico fondo contadino frate Martino ricavava un continuo , ossessionante timore del diavolo e così , il suo tormentato genio religioso si concentrava su una tensione spasmodica nell' unico , fondamentale problema della salvazione personale. Arrovellandosi su tale problema , Lutero finì col risalire al pensiero di Agostino e , grazie al suo fortissimo sentimento della peccaminosità dell' uomo , si fermò sull' Agostino dell' ultimo periodo , a quello dell' aspra polemica anti-pelagiana , tutta accentrata intorno ai grandi temi del peccato , della grazia e della predestinazione. In questo periodo ( 1510-1511 ) cade anche un suo viaggio a Roma , dove fu mandato per patrocinare alcuni interessi del suo convento ; in quel soggiorno di 4 settimane nella sede del papato , Lutero fu colpito dalla scandalosa ignoranza e superstizione del clero romano e dalla mondanità dei cardinali. Bisogna però dire che la situazione stessa della Germania di Lutero erano piuttosto favorevoli per far scaturire una riforma : la Germania del Cinquecento era una realtà frammentaria , in cui i grandi principati regionali cercavano di evolvere verso stati nazionali ; vi erano uno sterminio di " feudi " indipendenti e la Chiesa si affermava sotto forma di piccoli principati ecclesiastici : le grandi famiglie , quando volevano sistemare i loro figli , li facevano nominare vescovi di una città , sborsando grandi quantità di denaro. Quella di Lutero era una religiosità molto cupa e drammatica , dove , sulla scia di Agostino , fortissimo era il senso del peccato e il suo viaggio a Roma non gli recò alcun conforto. Divenuto dottore in teologia e iniziato l' insegnamento nel 1513 ,

trovò la soluzione al problema che lo assillava mentre commentava per gli studenti le Lettere di san Paolo , e soprattutto quella ai Romani , dove proprio nel primo capitolo si poteva leggere questa frase : " il giusto vivrà della fede ". Da allora il senso del cristianesimo mutò radicalmente ai suoi occhi : inutile era lo sforzo per ottenere la propria salvezza attraverso le buone opere , attraverso l' impossibile adempimento della legge di Dio , perchè troppo radicale é la malvagità umana. Proprio la dottrina della giustificazione costituisce l' elemento centrale della teologia luterana ; essa risponde alla domanda " che cosa deve fare il singolo individuo per essere salvato dalla perdizione? " ovvero " che cosa deve fare per essere giusto di fronte a Dio? Al tempo di Lutero non esisteva propriamente una dottrina ufficiale sulla giustificazione , approvata cioè da un canone di un concilio ecumenico ; la risposta che dà Lutero alla domanda é essenzialmente questa : " l' uomo non può fare nulla per salvarsi , perchè tutto ciò che fa é dettato dalla sua malvagità ". Il motivo stesso per cui il cristiano si comporta bene e compie opere buone é peccaminoso : infatti lo fa per paura dell' Inferno , non per vero amore di Dio ; prendiamo ad esempio un goloso che cerchi di trattenersi nel mangiare : egli non lo fa per amore di Dio , ma per paura di essere dannato. Più i desideri sono repressi e più si fanno sentire : seguire le regole cristiane a suo avviso non é sufficiente per la salvezza dell' anima : sente l' esigenza di avere regole sempre più rigide. Le opere sono totalmente inutili per la salvezza e sono una manifestazione della malvagità umana ; la salvezza la si può ottenere , secondo Lutero , " sola fide " , solo tramite la fede , sulla scia di quanto aveva detto san Paolo : le opere non potranno mai dare la salvezza all' uomo. l' uomo può solo il male e quindi l' unico mezzo a sua disposizione per salvarsi é la fede ; prima del peccato originale l' uomo aveva il libero arbitrio , ossia aveva la possibilità di scegliere tra bene e male : la ragione umana , secondo Lutero , prima del peccato originale , poteva arrivare a verità in non- contrapposizione con la fede e con la verità divina , in quanto il logos umano altro non é che un barlume del Logos divino , ossia della seconda persona della Trinità , come aveva detto Agostino , ma con il peccato originale la ragione umana si é corrotta e non può

l' essenza teologica del peccato , della penitenza , dell' indulgenza. La remissione dei peccati a pagamento scatenò davvero l' ira di Lutero ; curiosamente , però , non fu tanto l' estrema corruzione della Chiesa la causa della sua ira , quanto piuttosto il fatto che secondo la Chiesa Cristo e i Santi avessero accumulato una quantità immensa di meriti , che non solo bastarono loro per accedere al Paradiso , ma furono pure d' avanzo : la Chiesa immaginava quindi una specie di " banca " dei meriti accumulati da Cristo e dai Santi , di cui la Chiesa poteva disporre a suo piacimento. Per Lutero l' uomo non può avere meriti , e quindi i santi sono santi perchè hanno avuto fede e non perchè hanno avuto meriti. Il gesto del 1517 , che noi siamo portati a considerare come audace , non aveva in realtà nulla di rivoluzionario o insolito : era nella tradizione accademica del tempo ( era da poco stata inventata la tipografia ) l' affiggere simili tesi e invitare alla pubblica discussione ; ma il sentimento della Germania , che vedeva in Lutero un eroe nazionale , era così eccitato e l' ostilità contro lo sfruttamento della Chiesa romano era così viva , che attorno a lui sorse immediatamente una opinione pubblica favorevole. La Chiesa romana non rimase con le mani in mano e nel 1520 fu lanciata la bolla " Exsurge domine " minacciante Lutero di scomunica se non avesse ritirato entro breve termine le sue affermazioni ; ma nel dicembre di quell' anno fu pubblicamente bruciata dal riformatore , che rompe così ogni rapporto con las Chiesa cattolica. L' anima della Germania pulsava ormai all' unisono con lui e il legato pontificio era costretto a scrivere a Roma : " i nove decimi della Germania gridano : viva Lutero e , pur non seguendolo , i rimanenti fanno coro per gridare : a morte Roma ". Ma quali erano queste tesi così scandalose e innovatrici di Lutero? Egli si scagliò contro la figura del papa , che a suo avviso non aveva alcun diritto di sostituirsi al giudizio di Dio , e tuonò anche contro i vescovi e all' apparato ecclesiastico che faceva da intermediario tra Dio e l' uomo : perchè al cristiano va solo dato il pane , mentre al prete anche il vino ?Il Medioevo era ormai finito e si stava ormai diffondendo la scrittura , quindi non vi era più alcun bisogno di qualcuno che leggesse per il popolo analfabeta il testo sacro : ciascuno , secondo Lutero , può leggere da solo il testo sacro , senza che nessuno glielo spieghi perchè esso

si auto-esplica perchè é come se fosse presente lo Spirito Santo ad aiutare il credente nella comprensione della Bibbia : questo farà sì che tutto il mondo che aderirà alla riforma luterana sarà più alfabetizzato rispetto a quello cristiano , che non doveva sforzarsi ad imparare a leggere per conoscere i testi sacri. Lutero sovvertì radicalmente anche la concezione dei sacramenti , riassumibile in questi termini : i sacramenti non sono compiuti mentre vengono impartiti , ma in quanto si presta fede ad essi. La continua moltiplicazione le ha portati fino a sette , ma se guardiamo bene si riducono ad uno solo : l' accettazione attraverso la fede delle promesse di Dio. Senza il primato della fede , i sacramenti si riducono a " sacrileghe superstizioni di opere ". Lutero , pertanto , conserva solo quei sacramenti nei quali é evidente che siamo noi ad accogliere ciò che Dio ci offre , mentre verranno aboliti o riformati quelli dove noi crediamo di compiere un' opera buona perchè venga accettata da Dio. Lutero respingeva dunque come ritualistici e insignificanti l' estrema unzione e la cresima. Ma anche al matrimonio toccava la stessa sorte : cosa c' entra prendere moglie con la parola della divina promessa? Il matrimonio é una cerimonia piena di sacralità presso ogni popolo , ma non per questo diventa sacramento. La stessa critica radicale viene mossa nei confronti dell' ordinamento dei sacerdoti : tutti gli uomini sono consacrati sacerdoti per il solo fatto di essere battezzati. La distinzione tra clero e laici non ha nessun fondamento nel nucleo della fede cristiana e i preti possono essere solo dei ministri , dei funzionari delle comunità di fedeli , eletti con il compito di insegnare e predicare. Ma nessuno può intromettersi nel mio rapporto con la parola divina , dice Lutero : perciò i due principi luterani , il sacerdozio universale e il libero esame delle Scritture , sono strettamente connessi tra loro. Ma da tutto ciò deriva anche che per Lutero gli ordini monastici vanno ugualmente aboliti e così pure qualunque tipo di voto , come i pellegrinaggi. Il primato della fede conduce Lutero a diffidare di tutto ciò che tende a realizzare il cristianesimo in una forma di vita eccezionale , si tratti anche del più puro ascetismo e misticismo monacale. Le opere dei frati e dei preti non differiscono in niente " dalle fatiche del contadino che lavora i campi o della donna che attende alle faccende di casa ".

fascia più moderna che aspirava alla proprietà privata. Lutero alla fine decise di schierarsi con i principi e con i re , che in fondo erano quelli che guardavano avanti verso lo stato moderno e avevano più potere , e arrivò a condannare i cavalieri e i contadini. Lutero non era un politico , ma dovette tuttavia cercare nella politica qualche forte alleato che lo appoggiasse : non volle mai dare al suo messaggio valenza politica , ma solo spirituale. In " La libertà del cristiano " Lutero sostiene che il cristiano é libero nell' interiorità ma schiavo esteriormente ; con il suo messaggio Lutero é convinto di aver liberato il cristiano , ma solo nella sua interiorità : l' umanità é una massa di dannati dove il male impera : é una concezione alquanto pessimistica che vedeva la presenza del diavolo nel mondo. Per Lutero il potere politico deriva direttamente da Dio , pur essendo consapevole che non sempre i principi si comportano rettamente : bisogna quindi punire chi va contro il potere politico , che é voluto da Dio : i contadini , quindi , che si ribellavano , andavano secondo Lutero soppressi ; si schierò contro di loro in maniera radicale invitando i principi a massacrarli senza pietà. Complessivamente , si può dire che senz' altro Lutero risente degli influssi della cultura rinascimentale , pur essendo la Germania una realtà piuttosto periferica : l' idea di riformare la Chiesa e la concezione del cristianesimo tornando alle origini e depurandolo da tutto ciò che gli era stato aggiunto nei secoli é di per sè moderna , rinascimentale ; moderna é anche l' idea di prediligere l' interiorità rispetto all' esteriorità. ERASMO Erasmo nacque nella notte dal 27 al 28 ottobre 1469 a Rotterdam. Sua madre , Margherita , era figlia di un medico di Zevenbergen , vicino a Breda , a 40 km circa da Rotterdam. Il padre , Gerardo , era di Gouda , piccola città nei pressi di Rotterdam , ed era un prete vincolato dal voto di celibato : la nascita di Erasmo é pertanto illegittima. Erasmo frequentò le scuola a Gouda , poi fu corista ad Utrecht e infine il padre lo mandò alla famosa scuola del capitolo di San Lebuino a Deventer. All' incirca quando nasceva Lutero , ad Erasmo moriva la madre di peste e poco dopo morì di peste anche il padre. La morte dei suoi genitori lascerà in Erasmo un orrore per le malattie in genere e la peste in particolare , orrore testimoniatoci da lui stesso nei suoi scritti , dove racconta di essersi più volte spostato verso luoghi dove la peste

non era arrivata. A 18 anni visita il convento degli agostiniani a Steyn dove , cedendo anche lui come già aveva fatto il fratello , alle interessate insistenze dei tutori che non vedevano l' ora di liberarsi di loro per mettere le mani con più facilità sulle sostanze del padre , nel 1488 pronuncia i voti solenni ed il 25 aprile 1492 é ordinato sacerdote. Nel 1493 entra al servizio di Enrico di Bergen , vescovo di Cambrai e , al suo seguito , soggiorna a Bergen a Bruxelles ed a Mechelen , finchè riesce ad ottenere il permesso di andare a studiare all' Università di Parigi. A Parigi fa importanti conoscenze e nel 1496 torna a Cambrai. Mentre Lutero sarà attratto dalla mistica cristiana e da Agostino , Erasmo sarà invece interessato al Valla e agli studi umanistici. Passerà gran parte della sua vita in terra straniera : a Venezia , in Inghilterra , in Olanda , a Roma. L' impressione che farà Roma su di lui é fortissima , ma antitetica rispetto a quella che fa su Lutero : Erasmo scopre infatti soprattutto la Roma classica , Lutero quella papale , corrotta come non mai. Sul piano culturale , Erasmo esprime la cultura di quell' alta società del suo tempo che ha i mezzi tecnici ( denaro e tipografia ) per dar corpo al suo sogno umanista : diffondere le scritture tra il popolo. Nell' anno 1516 , durante l' estate e l' autunno , Erasmo fu molto occupato. Era appena stato nominato consigliere di Carlo re di Spagna ( e futuro imperatore ) e , in ringraziamento della nomina , compose per lui l' " Institutio principis christiani ". Quest' opera non fu il solo lavoro al quale Erasmo si dedicò durante l' estate : in quei mesi , infatti , egli attese alla pubblicazione del suo Nuovo Testamento greco-latino , edizione che ebbe risonanza davvero mondiale ; Lutero invece tradusse in tedesco la Bibbia e questo fatto ebbe valenze nazionali in Germania. Nello stesso tempo parecchi impegni di lavoro lo costrinsero a spostarsi di continuo e non bisogna quindi stupirsi se gli passò inosservata una lettera che Lutero gli aveva fatto recapitare : in essa vi erano alcune critiche alla sua traduzione latina del Nuovo Testamento ; Erasmo la riceve il 19 ottobre : Lutero muove critiche all' interpretazione erasmiana del pensiero di san Paolo ( tanto caro a Lutero ) , e cioè proprio la questione di fondo che 8 anni dopo avrebbe costituito il fulcro della disputa sul libero o servo arbitrio. Sostanzialmente Lutero accusava Erasmo di non aver capito la teologia paolina , specie per quel che riguardava la giustificazione per fede. Erasmo non rispose , ma é molto probabile che non avvertisse la profondità e la serietà di fondo delle obiezioni luterane : preso dal turbine della sua attività in quell' operosa fine d' anno le scambiò , probabilmente , per sottigliezze letterarie. Perciò Lutero poteva scrivere a Giovanni Lang ( predicatore ad Erfurt e traduttore della Bibbia ) che le cose umane importano ad Erasmo assai più delle divine. In quello stesso anno , il 31 ottobre , Lutero affigge le 95 tesi alla porta della cattedrale , ed Erasmo , una volta conosciutele , si trovò d' accordo con Lutero , ma reputò che non fosse opportuno di parlare di quei " bubboni

spettatore " neutrale. Ma ormai Erasmo si é deciso , ma perchè? Probabilmente perchè " si illuse che fosse ancora possibile salvare la pace con la moderazione , la saggezza e la benevolenza , pur essendo intimamente convinto che nessuna delle due opinioni in contrasto poteva esprimere compiutamente la verità e che l' odio restringe la visuale e acceca gli animi ". Nello scegliere l' argomento per la sua disputa con Lutero Erasmo vide giusto : la questione del libero o del servo arbitrio é fondamentale per la causa della riforma. Di ciò Lutero stesso gli dà atto dicendo : " qui é il perno della nostra discussione ; qui si trova il nodo del problema : ciò che noi cerchiamo di sapere é questo : cosa può il libero arbitrio? Che cosa subisce? Quali sono i suoi rapporti con la grazia divina? ". Il " De libero arbitrio " comparve a Basilea tra il 2 e il 5 settembre 1524. Giunsero subito ad Erasmo le congratulazioni di Enrico VIII , del Vives , di Giorgio di Sassonia , del Gattinara e di molti altri : tuttavia , l' impressione che si ha leggendo quest' opera é piuttosto deludente. Erasmo ha colto nel segno indicando nel libero arbitrio ( o nel servo arbitrio ) il fulcro del problema , la pietra angolare sulla quale si innalza l' edificio dell' Umanesimo ( o della Riforma ) , ma sembra non esservisi impegnato molto. O , almeno , scrive con pacatezza , senza calore , con ordine , ma senza entusiasmo. La sua padronanza di sè sembra più una difesa d' ufficio , compiuta per dovere , che un' arringa appassionata compiuta per convinzione. Non che Erasmo non fosse assolutamente convinto della verità del libero arbitrio : sembra piuttosto non convinto della necessità di dover perdere tempo , sottraendolo ai suoi studi , per portare simili questioni in piazza , costrettovi da Lutero che ha fatto della religione una questione , appunto , di piazza. Probabilmente non era affar suo trattare d' un simile argomento. Il problema poteva e doveva essere affrontato in sede filosofica , con rigore e penetrazione di logica stringente ; invece l' opera di Erasmo non é che un' elencazione di passi con i quali si richiama all' autorità della Scrittura , della Chiesa e della tradizione anche se poi si cerca di avviare più che una discussione , una distinzione sui poteri della libertà umana. Ma la stessa autorità della Scrittura é richiamata senza un supporto od una impalcatura teologica e , per ciò stesso , perde molto del suo valore. E' stato giustamente osservato che , anche da parte cattolica , si é riconosciuto che la posizione erasmiana sul problema del libero arbitrio é più eretica della stessa posizione luterana. Il problema del libero arbitrio é un problema che si può affrontare non già richiamandoci all' autorità della Chiesa o dei concili , ma all' autorità della ragione. Senonchè Erasmo chiama in causa l' autorità della ragione solo in nome del buon senso comune. L' argomento avrebbe richiesto una tempra di filosofo , ma purtroppo non ci fu che un letterato a prenderla in mano. La reazione di Lutero non si fece attendere. Già il primo novembre scrive a Spalatino ( solerte cancelliere di Federico di Sassonia ) dicendosi disgustato del " De libero arbitrio " ed il 12 dello stesso mese preannunzia al suo amico e collaboratore Nicolas Hausmann che risponderà ad Erasmo. Tuttavia non può rispondere subito : i primi mesi del 1525 lo vedono impegnato nella polemica contro Carlostadio , poi deve occuparsi delle conseguenze sulla vita della chiesa della fine della guerra dei contadini ed infine il 23 giugno si sposa con Katharina von Bora. E' solo nell'

autunno del 1525 che può mettersi al lavoro : una sua lettera all' amico Hausmann ed una a Spalatino ci informano che é impegnato a scrivere contro Erasmo : siamo nel fine settembre

  1. Il 31 ottobre un' altra sua lettera a Spalatino annunzia che ben presto il suo lavoro contro Erasmo sarà finito. Il " De servo arbitrio " appare a Wittenberg , infatti , a fine dicembre. Lutero mise tutto se stesso nella realizzazione di quest' opera che , fra tutte , gli fu sempre particolarmente cara. Il suo compito fu agevolato dalla stessa mancanza di struttura filosofica dell' opera di Erasmo : infatti il " De servo arbitrio " é , più che un lavoro di teologia sistematica , un lavoro di teologia biblica. In questo lavoro la padronanza di sè di Lutero é più apparente che effettiva : in realtà , sotto una veste che formalmente vuole sembrare oggettiva e distaccata , brucia uno spirito ardente ed infiammato. Lutero pronuncia davvero un' arringa appassionata in difesa della causa per la quale ha optato mediante una scelta di fede che rende ai suoi occhi tutto chiaro e convincente. La fede é , proprio a riguardo al problema del libero arbitrio o servo arbitrio , categoria gnoseologica e non psicologica soltanto : ecco perchè il problema , in Lutero , ha una forza di convinzione che , purtroppo , non ha in Erasmo , dove il soggiacente scetticismo e la mancanza di capacità filosofica rende tutto più morbido ed attutito , comunque meno probante. Lutero sta ad Erasmo come Agostino sta a Girolamo. D' altronde non é per caso che Erasmo ha sempre dichiarato la sua simpatia per il traduttore della Bibbia e la sua diffidenza per il vescovo di Ippona : é affinità elettiva tra letterati che gli ispira la simpatia ed é la sua insensibilità filosofica che gli detta la diffidenza. Il Libero arbitrio di Erasmo si articola in quattro parti : 1 ) una introduzione nella quale l' autore si richiama alla Disputa di Lipsia tra Carlostadio ed Eck ed alla Assertio di Lutero contro la bolla di Leone X. 2 ) Una esposizione di testi a favore del libero arbitrio. 3 ) Una esposizione dei testi contro il libero arbitrio. 4 ) L' indicazione di una " via media " tra le opposte tesi. Il succo di Erasmo é il seguente : con il peccato originale la libertà del volere umano non é stata distrutta ma solo viziata. Pur dopo il peccato rimane nell' individuo la libertà ( o grazia , come la chiama Erasmo ) naturale di alzarsi , sedersi , andare , venire , parlare , tacere e fare tutte quelle attività che , comunque , non riguardano il problema della sua personale salvezza. C' é poi la grazia preveniente od operante che é la capacità di disprezzare se stessi e la propria condotta : siamo perciò in grado di avere resipiscenze ; di pentirci e di decidere una nuova linea di condotta. A questo punto interviene la grazia cooperante la quale , a parere di Erasmo , ci fa fare ciò che abbiamo deciso di fare e infine c'é la grazia che conduce a buon fine le nostre determinazioni e ci sorregge per tutto il cammino del ravvedimento fino alla compiuta santificazione. Sembrerebbe pertanto che senza la grazia non siamo neanche capaci di provare disprezzo per noi stessi e di iniziare una conversione di vita. In realtà il linguaggio di Erasmo é molto sfumato , quasi equivoco : se é vero che senza la grazia nulla possiamo intraprendere , condurre avanti e concludere per la nostra salvezza ( Erasmo infatti parla di grazia perveniente ed operante , di grazia cooperante e di grazia che conduce a buon fine ) é pur anche vero che questa grazia sollecita , trascina e conclude e proprio per questo

cattiva scelta ". Ma una cosa su cui Erasmo faceva particolarmente leva erano i comandamenti : se l' uomo non fosse libero di scegliere tra bene e male , perchè mai Dio gli avrebbe dato dei comandamenti da seguire? Ma Lutero ha una risposta pronta : i comandamenti non sono stati dati all' uomo perchè li seguisse , infatti non potrà mai seguirli visto che é schiavo del male , ma per portare l' uomo alla disperazione di se stesso ( Lutero dice : " ... ha per scopo di strappar l' uomo al suo torpore , onde prenda atto della sua impotenza " o ancora : " quanto fu stolto Cristo ad aver versato il suo sangue per procurarci questo Spirito , dato che esso non ci é necessario visto che anche senza di lui siamo capaci di osservare i comandamenti! " ) : nel vedere la propria impotenza nel rispettare i comandamenti , l' uomo arriva alla disperazione , alla sfiducia e questo lo porta alla fede : uno dei motti più importanti di Lutero era " desperatio fiducialis " : Lutero é ostile alle opere perchè esse danno all' uomo l' illusione di poter raggiungere con le sue forze la salvezza. Tutto il processo della desperatio , spiega Lutero , é comunque dipendente dalla grazia divina : é Dio che porta l' uomo dalla desperatio alla fede : vi é l' idea di una predestinazione , ossia che nella massa dei dannati Dio sceglie alcuni uomini a cui dare la grazia della fede. Si potrebbe contestare a Lutero un' ipotetica ingiustizia divina : perchè dà la fede solo ad alcuni? Ma Dio é giusto e misericordioso : giusto perchè condanna tutti gli uomini e misericordioso perchè ne salva alcuni. Ciò su cui Erasmo puntava molto nella sua polemica erano le opere : se non servono a nulla , visto che l' uomo le fa solo per suo egoismo , a che serve compierle? Ma Lutero non dice che non vadano compiute : per lui le opere buone sono l' effetto della salvezza ; Lutero é senz' altro influenzato dalla frase di Matteo : " dai frutti li riconoscerete ". Quindi per Lutero le opere sono buone o cattive a seconda che siano opere di fede o no : il giusto farà le opere non per guadagnarsi la salvezza , ma solo per la gloria di Dio , per ringraziarlo di aver concesso ad alcuni la salvezza. Come già accennato , Erasmo vedeva nella carità il fulcro del cristianesimo e nella sua opera dice : " a me pare che la fede debba la sua origine ed il suo sviluppo alla carità , così come quest' ultima lo deve alla fede ". Per Erasmo senza il libero arbitrio sarebbe impossibile spiegare le questioni della giustizia e della misericordia divina : come potrebbe Dio giudicare l' uomo se egli potesse solo commettee il male? Non avrebbe senso. Lutero , di fatto , finiva per accusare Erasmo di semi-pelagianesimo perchè gli pareva che stando a ciò che diceva Erasmo l' uomo potesse raggiungere la salvezza con le sue forze , compiendo buone azioni : Erasmo replica a quest' accusa dicendo che senz' altro Pelagio " finisce poi per dare al libero arbitrio più di quel che conviene " e che in fin dei conti agostino , nella sua disputa con Pelagio é stato " meno giusto nei riguardi del libero arbitrio di quello che era prima " , ossia di quando in un primo tempo aveva sostenuto il libero arbitrio. Sostenere il servo arbitrio , o meglio , negare il libero arbitrio in modo radicale , secondo Erasmo , e pretendere che tutto si faccia per necessità , dichiarando che Dio opera in tutti gli uomini non solo le opere buone , ma anche le malvagie porta alla conseguenza che l' uomo non ha alcun titolo ad essere considerato come l' autore delle sue buone opere e non si può neppure considerarlo

come l' autore delle malvagie. Questa conclusione che sembra chiaramente attribuire a Dio ingiustizia e crudeltà é assolutamente ineccepibile e facilmente smontabile : noi non possiamo permetterci di giudicare Dio , anche se punisce apparentemente senza motivo , ma dobbiamo approvare tutto ciò che fa , persuadendoci del fatto che tutto ciò che Dio fa é inevitabilmente buono. Lutero si schiera contro il libero arbitrio dicendo : " ma tutto ciò che non é fatto dalla grazia di Dio non può essere buono. Dal che ne segue che il libero arbitrio , privato della grazia di Dio , non é libero , ma prigioniero e schiavo del male , dato che non può , da solo , volgersi verso il bene ". Se poi la Scrittura , come sostiene Erasmo , é oscura , allora , sostiene Lutero , é impossibile trovarvi una definizione precisa del libero arbitrio. Il fatto che l' uomo dica " se voglio " , " se faccio " , " se intendo " e così via non dimostra l' esistenza secondo Lutero del libero arbitrio in quanto sono parole " umane " , ossia hanno un senso convenzionale convenuto tra gli uomini : é chiaro che con Dio tutto questo non c'entra proprio niente : le realtà celesti son ben diverse da quele terrestri. Lutero , poi , contesta le numerose interpretazioni figurate e simboliche delle Scritture , di cui Erasmo si é ampiamente servito per dimostrare l' esistenza del libero arbitrio nelle Scritture : " tutti gli errori delle Scritture non provengono dalla semplicità dei termini , ma dal fatto che si trascura questa semplicità e che si aggiungono interpretazioni figurate partorite dai cervelli dei commentatori ". Lutero critica aspramente ancora una volta le opere compiute dall' uomo non per amore di Dio , ma per puro egoismo : " non c'é nulla di più disonesto e più sacrilego agli occhi di Dio che le azioni compiute non per la gloria di Dio , ma per strappargli quella gloria nel modo più empio ed attribuirsela ".