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Apuleio ( De Magia, Le Metamorfosi ) Marziale ( Gli Epigrammata )
Tipologia: Appunti
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Apuleio nasce intorno al 120 125 a Madaura. Studiò a Cartagine per poi perfezionare i suoi studi ad Atene. Nel 158 barra 159 Apuleio subì un processo per magia in seguito a una vicenda: durante un viaggio verso alessandra egli si fermò ad Adua ospite dell’amico Ponziano. Poco dopo aveva sposato la madre di quest’ultimo potentilla che però era molto più anziana dell’autore stesso. In seguito alla morte improvvisa di ponziano ovvero il suo amico i parenti di potentilla avevano accusato Buly dai versi sotto la donna col fine ultimo di potersi successivamente impossessa delle proprie ricchezze. Durante tale processo Apuleio si difese brillantemente e l’assunzione seppur non esplicitata ci è chiara in quanto in caso contrario oppure io non avrebbe potuto proseguire la sua attività di retore. Si presume che pure lei abbia scritto la sua opera principale le metamorfosi successivamente al de magia e che sia morto tra i 170 e il 190. Il De Magia L’autodifesa di Apuleio viene presentata all’interno del de magia, nota anche come apologia. Si tratta di una ampia orazione giudiziaria. Fin dall’inizio l’autore presenta i sostenitori dell’accusa come personaggi spregevoli e indegni mentre se stesso e il giudice come uomini costituiti da onestà morale. Il de magia è un orazione giudiziaria ma l’autore già nella prima parte la concepisce in senso spiccatamente epilettico presentando la propria cultura filosofica, scientifica e letteraria: egli cita le opere, per esempio, di Platone e di Aristotele dando spazio anche a detti memorabili di alcuni filosofi e introduce la moralità sul valore della povertà. Le Metamorfosi Opera principale dell’autore, la trama presenta notevoli somiglianze con un’altra operetta greca intitolata Lucio o l’asino. Le due opere probabilmente risalgono a una fonte comune ma presentano comunque delle differenze: il romanzo di Apuleio è molto più ampio in quanto presenti delle narrazioni secondarie alla trama che fungono da novelle. All’interno di tale romanzo è, inoltre, possibile notare la presenza del rapporto con la fabula milesia. È proprio l’autore stesso, infatti, a fare spesso alcuni riferimenti a tale genere, sin dall’inizio del romanzo. Il racconto si apre con le avventure del protagonista, Lucio, che narra in prima persona le proprie avventure. Si possono distinguere all’interno del romanzo tre sezioni narrative. La prima corrisponde ai tre libri iniziali che contengono le vicende del protagonista fino alla sua trasformazione in asino. Questa parte è quella più compatta e unitaria costituita dai temi della curiosità. La seconda sezione corrisponde ai libri che vanno dal 4 al 10. È la più ampia e include numerose peripezie di Lucio-asino e presenta molte intersezioni novellistiche, tra cui la favola di amore psiche che occupa gran parte del romanzo. Possiamo definire la struttura di questa seconda sezioneparatattica, si rifà ,infatti, al romanzo picaresco (tipo di narrazione sviluppata nella Spagna del seicento). La struttura del romanzo picaresco, infatti, era costituita dalla presenza di una serie
indefinita di episodi, ma questo è proprio il mezzo di cui si serve l’autore stesso per poter comunicare la confusione del mondo che circonda Lucio trasformatosi in asino. Infine, la terza sezione corrisponde al libro 11 in cui avviene la conversione di Lucio alla forma umana. È importante sottolineare che il romanzo è costituito da 11 libri. È un numero insolito per un’opera letteraria, ma ha un valore simbolico perché nella religione isiaca l’iniziazione avveniva nell’11º giorno. In quest’ultima parte l’autore spiega il significato di tutta la vicenda: Lucio ha ceduto volontariamente alla propria curiositas che gli ha procurato disavventure e danni di ogni genere. Ha cercato di violare le leggi della natura ricorrendo alla magia per questo egli è stato mutato nell’animale più brutto e più disprezzato. Apuleio ha scelto la forma letteraria del romanzo, forma letteraria anche del Satyricon di Petronio, costituito dalla molteplicità di temi e di toni. Le metamorfosi accentuano maggiormente tali caratteristiche introducendo nuovi interessi di tipo filosofico e religioso. Apuleio sceglie tale forma poiché ai suoi tempi era lo strumento di intrattenimento preferito dal vasto pubblico dei lettori e lo sceglie al fine di diffondere un messaggio ricco di caratteristiche letterarie, filosofiche e religiose. Sono presenti nell’opera due intenti differenti: l’intento di raccontare e divertire il lettore e l’intento serio ed efficiente. Come detto prima Amore e Psiche occupa gran parte del romanzo e questa novella può letta come una specie di reduplicazione della trama principale e anticipazione dei suoi significati: prima l’avventura erotica (la relazione di Lucio con Fotide e di Psiche con Amore) poi le peripezie le sofferenze (disavventure di Lucio e per Psiche le prove imposte da Venere). È possibile reggere l’opera anche in chiave autobiografica infatti verso la fine del romanzo Apuleio sostituisce se stesso a Lucio. Ciò che accomuna il finale della metamorfosi e la vita dell’autore è l’iniziazione a riti misterici ma anche la magia infatti non si può escludere che all’interno delle metamorfosi Apuleio riprenda il vero obiettivo presente all’interno del de magia ovvero quello di difendersi dall’accusa di praticare le arti magiche. per tale motivo è quindi possibile affermare che Apuleio abbia voluto presentare ai suoi lettori una rappresentazione simbolica del proprio itinerario spirituale che lo ha portato dall’interesse per la magia all’adesione al culto di Iside e di conseguenza comunicare anche un messaggio di tipo religioso. La lingua e lo stile del romanzo sono in linea con le tendenze e con i gusti del II secolo, filtrati attraverso una personale rielaborazione artistica che rivela inoltre il vasto sapere dell’autore.
Le notizie biografiche della vita di marziale è possibile ricavarle quasi tutte all’interno delle sue stesse opere. Nasce nel 40 d.C. a Bilbilis. Nel 64 circa si trasferì a Roma, dove