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Tutti i tipi di lavaggio mani in ambiente sanitario
Tipologia: Appunti
Caricato il 23/11/2019
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IL LAVAGGIO DELLE MANI (^) Il lavaggio delle mani è la misura più efficace per prevenire la trasmissione delle infezioni; le mani degli operatori sanitari sono infatti il veicolo principale di trasferimento di patogeni da un paziente all’altro e dai pazienti agli stessi operatori. (^) Lo strato epidermico della cute in generale, e quindi anche di quella delle mani, è costituito da una superficie tutt’altro che levigata ed impermeabile; la popolazione microbica, quindi, staziona sia sulla superficie sia all’interno (follicoli, ghiandole sebacee e sudoripare). (^) Gli agenti potenzialmente patogeni correlati all’assistenza sanitaria possono derivare non solo da ferite infette o drenanti, ma anche da aree spesso colonizzate della normale cute integra dei pazienti. (^) Le aree perineale o inguinale tendono a essere colonizzate in modo più massiccio, ma anche ascelle, tronco e arti superiori, mani incluse, sono frequentemente colonizzate. Si riscontra spesso anche la contaminazione sulle superfici dei lavabi utilizzati per il lavaggio delle mani nei reparti: le aree maggiormente interessate sono le manopole dei rubinetti.
La popolazione microbica transitoria: (^) sopravvive sulla pelle meno di 24 ore (^) può essere rimossa mediante lavaggio I microbi che contaminano gli strati più superficiali della cute, facilmente asportabili con i comuni mezzi della detersione, costituiscono la popolazione transitoria: si tratta di microbi estremamente vari, come specie e genere, molto numerosi, con presenza anche di Gram negativi e che costituiscono l’80-90 % della popolazione microbica totale. I microrganismi transitori solitamente non si moltiplicano sulla cute, ma sopravvivono e si moltiplicano sporadicamente sulla superficie cutanea. Vengono spesso contratti dal personale ospedaliero tramite contatto diretto con i pazienti o con superfici ambientali contaminate e sono i microrganismi più spesso associati alle infezioni correlate all'assistenza sanitaria (ICA). La trasmissibilità della flora transitoria dipende dalle specie presenti, dal numero di microrganismi sulla superficie e dall’ umidità della cute. Le mani degli operatori sanitari possono diventare permanentemente colonizzate da agenti patogeni come lo S. aureus, i bacilli Gram-negativi o i lieviti.
La popolazione microbica residente: (^) sopravvive e si moltiplica sulla pelle (^) non è facilmente rimovibile mediante lavaggio (^) causa raramente patologie I microbi che vivono e si moltiplicano negli annessi pilo sebacei o sudoripari, difficilmente raggiungibili dai mezzi della detersione e quindi più stabili, costituiscono la popolazione residente: si tratta, prevalentemente, di cocchi Gram positivi che costituiscono il 10-20% della popolazione microbica totale. Lo Staphylococcus epidermidis è la specie dominante e la sua resistenza all'oxacillina è straordinariamente elevata, in particolare nel personale sanitario. Tra gli altri batteri residenti ricordiamo lo Staphylococcus hominis e altri stafilococchi coagulasi negativi, i batteri corineformi (Propionibacteria spp, Corynebacteria spp, batteri epidermici e micrococchi). Tra i funghi, il genere più diffuso della flora cutanea residente è il Pityrosporum ovale (Malassezia furfur)
SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DELLE RACCOMANDAZIONI
I GUANTI
SONO INDICATI GUANTI PULITI: In situazioni cliniche in cui si può venire a contatto con sangue, liquidi biologici, secrezioni escrezioni e oggetti visibilmente sporchi di liquidi biologici
ESPOSIZIONE INDIRETTA AL PAZIENTE (^) Svuotare il pappagallo; (^) Manipolare/pulire la strumentazione; (^) Manipolare rifiuti; (^) Pulire schizzi di liquidi corporei.
NON INDICAZIONE ALL’USO DI GUANTI (eccetto che in caso di precauzioni da contatto): Assenza di rischio potenziale di esposizione a sangue o liquidi corporei o ad un ambiente contaminato ESPOSIZIONE DIRETTA AL PAZIENTE: (^) Misurare la pressione, la temperatura e valutare il polso; (^) Praticare una iniezione sottocutanea o intramuscolare; (^) Trasportare il paziente; (^) Pulire occhi ed orecchie (in assenza di secrezioni); (^) Qualsiasi manipolazione sulle linee infusive in assenza di fuoriuscita di sangue ESPOSIZIONE INDIRETTA AL PAZIENTE: (^) Usare il telefono; (^) Scrivere nella cartella clinica; (^) Somministrare la terapia orale; (^) Posizionare un sistema di ventilazione non invasiva e la cannula dell’ossigeno; (^) Spostare i mobili all’interno della camera del paziente
(^) C. In fase di selezione di prodotti per l’igiene delle mani:
(^) D. Non aggiungere sapone (IA) o prodotti a base alcolica (cat II) ad un dispenser parzialmente vuoto. Se i dispenser di sapone vengono riutilizzati occorre seguire una procedura raccomandata per la loro pulizia
L’igiene delle mani, a seconda della tecnica utilizzata, si distingue in: (^) Lavaggio sociale: con l’impiego di acqua e sapone liquido; (^) Lavaggio antisettico: eseguito con sostanze ad azione detergente – disinfettante ed acqua (^) Frizione con soluzione alcolica: applicazione di una soluzione/gel per frizioni ad azione antisettica per ridurre o inibire la proliferazione dei microrganismi senza ricorrere a fonti idriche esterne e senza risciacquo né asciugatura con asciugamani o altro. Consiste nello strofinare le mani tra loro con sostanza idroalcolica (concentrata al 70%); è il metodo più veloce e meglio tollerato (^) Lavaggio chirurgico: consta di due fasi: la prima prevede il lavaggio con acqua e sapone semplice; la seconda fase prevede la disinfezione delle mani e degli avambracci con sostanza antisettica. Tale disinfezione può essere ottenuta o mediante frizione con soluzione idroalcoolica (concentrata al 85%) mediante lavaggio con detergente antisettico
(^) DECONTAMINAZIONE DELLE MANI: riduzione della carica batterica presente sulle mani ottenibile o mediante il lavaggio antisettico delle stesse o mediante frizione con soluzione idroalcoolica. Quest’ultima può essere applicata su mani non visibilmente sporche; in caso contrario, deve essere preceduta da lavaggio con acqua e sapone. (^) ANTISETTICO: una sostanza che si applica sulla pelle, riducendone la flora microbica cutanea (es. alcool, clorexidina, cloro derivati, iodofili, ecc.)
Frizione delle mani con soluzione alcolica (Allegato 2) La frizione con prodotto a base idroalcoolica può essere utilizzata in affiancamento al lavaggio delle mani con acqua e sapone o, eventualmente, da sola in tutti gli altri casi di contatto con i pazienti secondo lo schema di indicazione dell'OMS (Allegato 4). Allo stato attuale i prodotti a base idroalcoolica per la frizione delle mani sono i soli prodotti in grado di ridurre o inibire la crescita dei microorganismi con la massima efficacia. L'OMS consiglia di utilizzare formulazioni a base alcolica concentrate al 70%. Obiettivo: (^) Serve ad allontanare la maggior parte della flora transitoria della cute, a prevenire le infezioni ospedaliere e inoltre, aumenta la compliance e la tollerabilità degli operatori. Quando: (^) Prima e dopo aver toccato il paziente(IB) (^) Prima di toccare un presidio medico invasivo, indipendentemente dal fatto che si utilizzino i guanti (IB) (^) Dopo il contatto con liquidi corporei o secrezioni, mucose, cute non integra o medicazioni di ferite (IA) (^) Se, nell’assistenza dello stesso paziente, ci si sposta da un sito corporeo contaminato ad un altro (IB) (^) Dopo il contatto con superfici o oggetti inanimati presenti nelle immediate vicinanze del paziente (IB) (^) Dopo la rimozione di guanti sterili (cat II) e non sterili (IB)