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lavoro scienze umane, Appunti di Scienze umane e sociali

appunti sul lavoro e rivoluzioni industriali

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 17/06/2026

annalisa-donghi
annalisa-donghi 🇮🇹

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LA 1 RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
La prima trasformazione del mondo del lavoro é quella avvenuta con la prima rivoluzione
industriale. MACCHINE A VAPORE: sostituiscono il lavoro dell’uomo,siccome producono di più.
cambiamenti organizzativo e sociale.
Cosa cambia?
Il TELAIO A VAPORE costa tanto solo chi ha dei grandi capitali può acquistare questi macchinari
lavoratori passano da essere lavoratori autonomi a lavoratori dipendenti (lavorare alle dipendenze
di chi ha i mezzi di produzione)
da una parte si ha il capitalismo e dall’altra il proletariato.
Cambia anche l’organizzazione del lavoro perchè ci sono lavoratori che lavorano tutti insieme in
un unico luogo e quindi necessitano di un’organizzazione specifica. Queste sono le conseguenze
più rilevanti.
grosso della produzione viene svolto all’interno delle fabbriche
lavoratori prestano solo la forza lavoro
non hanno più né i mezzi di produzione né il prodotto finale.
Il mondo dell’impresa pre industriale= contadini e piccoli artigiani, e in qualche caso organizzazioni
più complesse.
Con la prima rivoluzione industriale:
Nessuno può più avere un mezzo di produzione a casa ma c’è un’unica fabbrica dove
tutti vanno a lavorare. Incominciano ad avere relazioni diverse e collaborare.
Nasce SOCIETÀ DI MASSA. Le fabbriche sono vicine a fonti di energia (es:corsi
d’acqua).
fa nascere la classe di capitalisti=coloro che possono permettersi i macchinari
costosissimi.
Dal punto di vista della società:
il lavoro artigianale rimane come lavoro di nicchia.
STRAVOLGIMENTO CULTURALE :la società non è più contadina i valori e l’aspetto culturale
vengono a mancare.
STRAVOLGIMENTO SOCIALE legato al fatto che i lavoratori diventano dipendenti.
Spesso il lavoratore veniva chiamato a giornata,si viveva in ambienti piccoli ecc…
Quindi c’è un impatto molto negativo sulla vita dei lavoratori. I sindacati rivendicano condizioni di
vita migliori e gli imprenditori cercano di migliorare le condizioni di vita dei loro lavoratori.
Come mai i lavoratori vanno a lavorare nelle fabbriche e non più in campagna?
I contadini inizialmente lavoravano sia in campagna(nella terra)che in città(nelle fabbriche). Col tempo
le famiglie si trasferiscono in città per lavorare in fabbrica .
il lavoro nella fabbrica è più sicuro rispetto al lavoro nei campi.
Essere contadini voleva dire essere in balia degli eventi.
Come si organizza il lavoro in fabbrica:
All’inizio delle fabbriche la gestione è poco regolamentata : il padrone della fabbrica, capitalista è
colui he getsisce cercando il massimo profitto
c’è gerarchia e ruoli rigidi: capitalista che gestisce e i lavoratori eseguono
Problema di adattamento: I ritmi e le tipologie di lavoroo dipendano dalla macchina —> il
lavoratore si adatta alla macchina, all’ambiente e alle nuove condizioni
Sdradicamento e cambaimwnto sociale: Superato il pendolarismo c’è bisogno di nuovi punti di
riferimento
Ritmi serrati : rinuncia alla scelta die tempi di lavoro, no pause, lavoro minorile
Le prime teorie sul lavoro lascino dall’idea che il massacrare il lavoratore non lo fa produrre di piu
le prime organizzionazi lavorative dicono il contrario
-i primi capitalisti non sono esperti di lavoro e non riflettono su come fare bene
La riflessione di Marx nasce us quetso. Tipo di lavoro
Prodotto delle fabbriche costa meno si ma è sfruttamento
LA 2 RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
2° RIV. CAMBIAMENTI: trasformazione della macchine a valore—< cambiamento di ENERGIA
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LA 1 RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

La prima trasformazione del mondo del lavoro é quella avvenuta con la prima rivoluzione industriale.  MACCHINE A VAPORE: sostituiscono il lavoro dell’uomo,siccome producono di più. cambiamenti organizzativo e sociale. Cosa cambia? Il TELAIO A VAPORE costa tanto solo chi ha dei grandi capitali può acquistare questi macchinari

  • lavoratori passano da essere lavoratori autonomi a lavoratori dipendenti (lavorare alle dipendenze di chi ha i mezzi di produzione)
  • da una parte si ha il capitalismo e dall’altra il proletariato.
  • Cambia anche l’organizzazione del lavoro perchè ci sono lavoratori che lavorano tutti insieme in un unico luogo e quindi necessitano di un’organizzazione specifica. Queste sono le conseguenze più rilevanti.
  • grosso della produzione viene svolto all’interno delle fabbriche
  • lavoratori prestano solo la forza lavoro
  • non hanno più né i mezzi di produzione né il prodotto finale. Il mondo dell’impresa pre industriale= contadini e piccoli artigiani, e in qualche caso organizzazioni più complesse. Con la prima rivoluzione industriale:  Nessuno può più avere un mezzo di produzione a casa ma c’è un’unica fabbrica dove tutti vanno a lavorare. Incominciano ad avere relazioni diverse e collaborare.  Nasce SOCIETÀ DI MASSA. Le fabbriche sono vicine a fonti di energia (es:corsi d’acqua).  fa nascere la classe di capitalisti =coloro che possono permettersi i macchinari costosissimi. Dal punto di vista della società:  il lavoro artigianale rimane come lavoro di nicchia.  STRAVOLGIMENTO CULTURALE :la società non è più contadina i valori e l’aspetto culturale vengono a mancare.  STRAVOLGIMENTO SOCIALE legato al fatto che i lavoratori diventano dipendenti. Spesso il lavoratore veniva chiamato a giornata,si viveva in ambienti piccoli ecc… Quindi c’è un impatto molto negativo sulla vita dei lavoratori. I sindacati rivendicano condizioni di vita migliori e gli imprenditori cercano di migliorare le condizioni di vita dei loro lavoratori. Come mai i lavoratori vanno a lavorare nelle fabbriche e non più in campagna? I contadini inizialmente lavoravano sia in campagna(nella terra)che in città(nelle fabbriche). Col tempo le famiglie si trasferiscono in città per lavorare in fabbrica.
    • il lavoro nella fabbrica è più sicuro rispetto al lavoro nei campi. Essere contadini voleva dire essere in balia degli eventi. Come si organizza il lavoro in fabbrica: All’inizio delle fabbriche la gestione è poco regolamentata : il padrone della fabbrica, capitalista è colui he getsisce cercando il massimo profitto
  • c’è gerarchia e ruoli rigidi: capitalista che gestisce e i lavoratori eseguono
  • Problema di adattamento: I ritmi e le tipologie di lavoroo dipendano dalla macchina —> il lavoratore si adatta alla macchina, all’ambiente e alle nuove condizioni
  • Sdradicamento e cambaimwnto sociale: Superato il pendolarismo c’è bisogno di nuovi punti di riferimento
  • Ritmi serrati : rinuncia alla scelta die tempi di lavoro, no pause, lavoro minorile Le prime teorie sul lavoro lascino dall’idea che il massacrare il lavoratore non lo fa produrre di piu  le prime organizzionazi lavorative dicono il contrario -i primi capitalisti non sono esperti di lavoro e non riflettono su come fare bene La riflessione di Marx nasce us quetso. Tipo di lavoro Prodotto delle fabbriche costa meno si ma è sfruttamento LA 2 RIVOLUZIONE INDUSTRIALE 2° RIV. CAMBIAMENTI: trasformazione della macchine a valore—< cambiamento di ENERGIA

(1° era una fabbrica :mono prodotto, monofunzione, una sede, gestita dal padrone ) 1 ) le fabbriche aumentano :  si producono + prodotti,  le macchine + specialistiche  fabbriche in diversi paesi anche fuori nazioni Nasce MANAGER (salariato, no proprietario) che gestisca questa pluralità  Gestione + consapevole Ovviamente non tutti erano “Dittatori” i proprietari, alcuni erano più illuminati

  1. Nasce una diversa distribuzione :  vendita per corrispondenza  Vendita in saldo ◦  Entrata libera 3 ) Allargamento die mercati  Nuovi mezzi di comunicazione e trasporto Cosa comporta tutto ciò per i lavoratori? È necessario organizzare meglio il lavoro all’interno della fabbrica. Secondo Taylor,é importante organizzare il lavoro in modo scientifico. Il TAYLORISMO = organizzazione scientifica del lavoro. Quindi diventa necessario non solo avere un manager ma anche organizzare il lavoro. I principi base del Taylorismo: Si sente esigenza di organizzare il lavoro in maniera + sistematica e x taylor va fatt in modo SCIENTIFICO—>taylorismo: organizzazione scientifica del lavoro  suddivisione del lavoro: in parti semplici svolte facilmente, formazione limitata dei lav. ma che riducono gli errori o inefficienze (no catena montaggio)  X aumentare la produzione: non riguarda il benessere dei lavoratori  Lav. no potere decisionale: non mette niente di suo ma segue indicazioni xche c’è apparato dirigenziale che organizza lavoro. Non pensa ma obbedisce introduce pause : non perchè si preoccupa. Ma xche un lavoratore che fa pause si stanca meno e produce di piu I Idea che il lavoratore si motivi solo co il salario e unico modo per aumentare la produzione è il LAVORO A COTTIMO : + produci + guadagni. Quindi non si oppone  disumanizzazione del lavoro : Il lav. è + allineato. Prima almeno le macchine erano + rudimentali e il lav. doveva migliorare la macchina alle proprie esistenze e doveva ingegnarsi, ora non fa niente ma esegue e basta Diventa una delle organizzazioni + diffuse nel mondo occidentale

1. Gruppo dirigenziale che si occupa di organizzare il lavoro. Operaio non puo fare delle scelte

autonome, è fatto per lavorare e c’è qualcun altro che è fatto per pensare. Quetso è diverso rispetto a prima perchè le macchine erano più rudimentali e I lavoratore metteva del suo

2. Per ogni mansione bisogna scegliere la via ,migliore per svolgerla. Es intoredurr più pause

3. Formare i lavoratori per fa4r si che lo svolga bene

4. Scegliere l’uomo giusto al posto giusto. Selezœoanre i lavoratrici in base le loro capcità e farli

svolgere le mansioni più adattate.

5. Cercare la collaborazione dei lavorati e partendo dall’idea che quets collaborazione è

data dai salari: con il lavoro a cottimo Quetso serve per aumentare la produzione senza attenzione alla persona Taylorismo diventa una modabiltà di sfruttamento del lavoratore. Diventa nel corso del 900 una delle modlaità di laoro nella fabbrica più utilizzate. Anche nella sua versione piu forte che è il fordismo

Questo rende il lavoro ancora + veloce perché il ritmo è più serrato e perchè la mansione diventa ancora più semplice.  Anche qui non c’è attenzione nei confronti del lavoratore ma solo nei confronti della produzione che diventa veloce e molto standardizzata. Quindi permette di avere dei prodotti tutti uguali, senza differenze. (Il modello della Ford è il primo modello di produzione standardizzata) Ford pensa di incentivare i suoi laboratori con un aumento del salario che ,priva il lavoratore e gli permette di acquistare il prodotto perchè una volta che produco velocemente e in modo standardizzato, devo trovare un mercato che assorba ciò che io ho prodotto. NEOTAYLORISMO Esiste ancora in paesi che non sono quelli occidentali ma qualcuno parla anche di neotaylorismo, ossia il fatto che nella società occidentale esiste una modalità dell’organizzazione del lavoro che si rifà al taylorismo. Esistono però ancora delle organizzazioni che sono importate ancora a questa scelta (per esempio la distribuzione attraverso Amazon, la ristorazione attraverso i fast food,i call center) Si tratta di neotaylorismo perchè l’organizzazione é molto simile. Il lavoro viene diviso,ognuno si occupa di una parte del lavoro, c’è una scarsa autonomia da parte del lavoratore anche perchè si ha una persona che dirige. Il lavoratore ovviamente vuole guadagnare. LA SCUOLA DELLE RELAZIONI UMANE Da questo momento cominciano a nascere altri studi sull’organizzazione del lavoro.  Obbiettivo:l’aumento della produzione vogliono trovare un’organizzazione migliore che permetta di produrre di più, considerando anche il lavoratore senza sfruttarlo ma cercando di motivarlo. Una serie di studi importanti sono “ LA SCUOLA DELLE RELAZIONI UMANE ”che nasce negli anni 20 con gli studi di ALTON MAYO che era uno psicologo che si era occupato di vedere quali eventi spingevano i lavoratori a produrre di più, tranne il salario. l’ESPERIMENTO DELLE 6 OPERAIE : Siamo negli anni 20 in una fabbrica di materiale elettrico dove era successo che i dirigenti avevano pensato di aumentare l’illuminazione per vedere se questo portasse una maggior produzione. Si erano accorti che la produzione aumentava in tutti i reparti. Mayo arriva nella fabbrica e incomincia a studiare questo fatto e vedere quali elementi portano ad un aumento della produzione.  Lui fa un esperimento su 6 operaie che lavorano nella stanza dei relè. Lui prova a vedere come l’ambiente e il suo miglioramento possano aumentare la produzione. Vengono introdotti miglioramenti all’ambiente, come le pause più lunghe, l’illuminazione e si è visto che queste operaie producevano di più. Alton Mayo comincia a togliere questi miglioramenti ritornando allo stato precedente. Lui nota che queste 6 operaie tengono alta la produzione, qui c’erano 2 spiegazioni:

  1. Effetto outlne = quando le persone sono soggetti sperimentali e vengono osservate, tendono ad avere un comportamento diverso. Questo spiega perchè all’inizio quando avevano fatto l’illuminazione,lavoravano di più.
  2. Le 6 operaie avevano costituito un gruppo coeso di lavoro e questo le motivava a lavorare. Mayo arriva alla conclusione che favorire delle relazioni umane soddisfacenti all’interno dell’ambito lavorativo, potesse migliorare la produzione. i lavoratori si trovano bene, fanno gruppo con gli altri e questo li spinge a lavorare di più. Volevano trovare delle relazioni informali all’interno di quelle formali (lavorative). Quindi il compito di coloro che dirigono la fabbrica sarà quello di favorire i momenti di aggregazione. | Es: nasce l’idea del DOPO LAVORO = gestione di uno spazio in cui si organizzano momenti di incontro tra i lavoratori, per creare più gruppo. L’idea è che più il lavoratore si trova bene a livello umano, più produce. La scuola delle relazioni umane è proprio improntata a favorire la coesione all’interno dell’ambito lavorativo.

Questa scuola sembra che prenda in considerazione il lavoratore ma ci sono state diverse critiche :

  1. una critica può essere che l’obbiettivo è sempre quello di migliorare la produzione
  2. un’altra critica può essere il fatto che in questa prospettiva ci sia una separazione tra l’aspetto formale e quello informale = l’aspetto formale (organizzazione del lavoro), rimane sempre uguale, si va a migliorare quello informale. LA STORIA DEL PENSIERO ORGANIZZATIVO La storia del pensiero organizzativo si occupa er un po’ di aumentare la produzione e comunica piano piano ad avere un occhio dir guardo nie confronti del lavoratore, si fa avanti l’idea che occorra favorire la motivazione del lavoratore, non per la produzione, ma perchè il lavoratore deve trovarsi realizzato nell’ambiente lavorativo.
    • cosa nasce?” studi che prendono in considerazione entrambi gli aspetti.
    • C’è umana storia narrata da Barnard, che f capire il senso dei nuovi studi. Lui dice di immaginarci che ci sia una persona che percorra una strada, ad un certo punto si trova un masso davanti. E non riesce a proseguire. Ad un certo punto arrivano altre persone che devono passare per l stesssa strada e sono interessate. A spostare il masso. Loro si mettono assieme e cercano di spostare il masso assieme organizzandosi. Non ci riescono. Ad un certo punto si accorgono che in un campo lontano ce un tizio con un trattore a cui non interessa del masso perché lui non deve passare, però loro chiedono al contadino se dietro compenso posssa spostare il masso, lui lo a e loro passano.
    • “dove è contenuta questa parabola?” Nelle funzioni del dirigente degli anni 30.
    • “Cosa spiega?” che all’interno dell’organizzazione formale lavorativa, non tuti hanno gli stessi obbiettivi. Ci sono alcune motivazioni aziendali e altre individuali. Il buon manager è colic he fa sic he allinterno dell’azienda ci sia sia la soddisfazione degli obbiettivi aziendali ma anche di wquelli individuali —> efficacia(obbiettivi aziendali ) efficienza (obbiettivi personali)
    • questi obbiettivi personali bisogna raggiunerli all’interno dell’azione per creare cosi COLLABORAZIONE: non perchè tutti condividono il fine dell’azione ma perchè ognuno collabora soddisfacendo fini personali. Fino agli anni 70 del 900. Tutte le teorie organizzative hanno studiato il modo in cui motivar il lavoratore. Gli anni 70 segnano in ana svolta.
    • da quel momento i più i problemi saranno della disoccupazione ,della flessibilità, della precarietà. Problemi che ancor oggi abbiamo
    • Quali saranno gli obbiettivi? Come gestire la precarietà del lavoro es: insegnanti la maggioranza sono precari. Quindi non si puo più parlare di motivazione. Il atto di dover cambiare continuamente lavoro o anche mansione a volte rende insogifivcanti gli studi sulla motiva

Con lo sviluppo del fordismo e Taylorismo,nel corso del 900 , si viene a creare all’interno della fabbrica:  da un lato un luogo di sfruttamento  dall’altro un luogo di consapevolezza della propria appartenenza di classe. Il modello della fabbrica diventa un po’ anche il modello della società in generale. Negli anni 70 ci sono mutamenti economici che fanno sì che cambi la struttura della fabbrica, il pensiero organizzativo, che si passi da un modello fordista-taylorista a uno post fordista. Questo non grazie alle riflessioni degli studiosi ma grazie alle trasformazioni dei processi di lavoro. Alcuni fenomeni che cominciano ad apparire dagli a nni 70:SATURAZIONE DEI MERCATI = negli anni 70 i mercati cominciano ad essere saturi, quindi si produce ma non si vende. La produzione industriale si è velocizzata, negli anni 60 ce statao il num economico per cui il marcato ha prodotto e venduto molto mentre negli anni 70 c’è stata la saturazione dei mercati che si collega anche con la crisi petrolifera che portò ad un aumento dei costi di produzione.  La produzione del fordismo non è più redditizia, per cui i costi di produzione aumentano e i mercati non assorbono più i prodotti. Questo mette in crisi il modello della massa di produzione taylor-fordista. Le industrie aumentano, si ingrandiscono, entrano in competizione ma i mercati sono limitati. Questo tipo di produzione finisce per non avere più senso in un momento dove inizia ad esserci anche la crisi petrolifera. Come si può risolvere questo problema?: TOYOTISMO Uno dei modi sarà quello di abbassare i costi di produzione e globalizzare anche i mercati. Uno dei primi tentativi è quello di cambiare il tipo di produzione. Uno dei modi per risolvere questo problema viene dal Giappone, da una casa automobilistica ossia la TOYOTA : In realtà la Toyota aveva incominciato con questo tipo di produzione ed organizzazione del lavoro già tempo prima.  Negli anni 70 questo modello diventa famoso e fu adottato anche in Occidente  La Toyotata non adottava il metodo fordista perchè era un’azienda piccola, aveva pochi spazi a distribuzione e pochi magazzini inizio ad effettuare la produzione “ just in time” ossia si produce solo ciò che si sa già di vendere. — > la produzione si adatta al mercato e si produrrà solo quello che si andrà a vendere.  La Toyota sostituisce il concetto di quantità con quello di qualità della produzione. Quindi produco meno,produco ciò che so di vendere ma il mio prodotto è di qualità migliore, non ha difetti. Punto alla qualità, alla soddisfazione e alla cura del cliente. Quindi rimane una produzione su larga scala ma meno standardizzata e meno di basso livello. La Toyota si sviluppa moltissimo e produce sempre molto meno rispetto alla Ford però con un numero di difetti, di scarti inferiori rispetto per esempio alla Ford. Che cosa implica questo a livello di organizzazione al lavoro? Implica che in qualche modo l’operaio sia convolto nella produzione e nel raggiungimento della qualità del prodotto, quindi che ci sia una specie di condivisione degli obiettivi aziendali da parte del lavoratore. Tutti devono lavorare per il raggiungimento della qualità del prodotto. Come si fa a coinvolgere i lavoratori?  offrendo impiego a tempo indeterminato  offrendo attenzione alla vita privata del lavoratore  il lavoratore finisce per svolgere mansioni diverse, avendo sottocchio tutte le mansioni produttive È in grado di vedere tutto il processo produttivo e vengono creati anche dei GRUPPI DI QUALITÀ = gruppi di lavoratori che controllano i lavori di un altro reparto dando la risposta per la risoluzione dei problemi. Questo risulta abbastanza facile per il fatto che in Giappone c’è un forte senso di appartenenza per la comunità, quindi anche verso la Toyota. La Fiat nell’89, in Italia prova ad applicare il toyotismo ma sarà fallimentare in quanto noi abbiamo

una visione più solitaria

azioni. L’azienda in questo caso non è più un soggetto interessante perchè produce ma perchè posso vendere e rivendere le azioni delle aziende. Quindi diventa un portafoglio degli investimenti. Nel sistema pre industriale la formula era merce-denaro-merce. Con la finanziarizzazione delle imprese passo da D+D.  L’attenzione non sarà più quella di produrre meglio ma quella di acquisire le azioni e rivendere le azioni. Quindi non più il dominio dei manager ma anche quello degli azionisti. Le azioni di un’azienda, salgono e scendono non tanto a seconda di come va e quanto vende l’azienda ma a volte anche a seconda dei fatti di cronaca, dei cambiamenti storici. Questa finanziarizzazione è importante perchè rende EVANESCENTE il rapporto di lavoro = quindi il lavoratore viene utilizzato finché serve, se diventa un costo eccessivo per l’investimento che è stato fatto viene eliminato.  Quindi il costo dei lavoratori deve essere variabile, io posso ridurre il personale, lo posso licenziare. Anche quelle parti dell’impresa che possono risultare costose vanno eliminate. ESTERNALIZZAZIONE = far fare parte della produzione ad un’altra azienda che compie un contratto solo finché serve. Quindi tutto diventa precario:il lavoratore e le aziende che lavorano per la grande azienda. 4 riv: LA RIVOLUZIONE INFORMATICA Siamo negli anni 70/ .Ci sono aziende enormi che non producono niente come Amazon, tutto grazie alla computerizzazione. Quindi si ha la possibilità di creare un’impresa enorme senza che ci sia nessun prodotto. DEINDUSTRIALIZZAZIONE DEL MONDO OCCIDENTALE Tutti questi fattori portano alla Deindustrializzazione del mondo occidentale = le industrie tendono a scomparire nel mondo occidentale, oppure vengono robotizzate quindi non si ha la necessità della presenza dei lavoratori. Quindi la caratteristica della società occidentale è una caratteristica dell’industrializzazione. LA 4 RIVOLUZIONE INDUSTRIALE Questa rivoluzione potrebbe portare a:  Internet applicato al mondo degli oggetti = oggetti che si parlano tra di loro.  possibilità di far interagire il mondo fisico = i macchinari si controllano a vicenda quindi non si ha più bisogno di un individuo che controlla Quale sarà il compito dell’operaio nel ciclo produttivo? Sarà solo di preparazione di macchinari e soluzione dei problemi, questo ancora di più rispetto alla 3 rivoluzione industriale. Quindi le componenti della produzione comunicano tra di loro, si utilizzano robot di vario genere e i prodotti saranno meno standardizzati di prima.  L’uomo ha meno mansioni,imposta e controlla i macchinari ma allo stesso tempo hanno un grandissimo livello di responsabilità perchè sono responsabili della gestione di questi macchinari. Nuovi/vecchi problemi  disoccupazione tecnologica  Stress,responsabilità  precarietà  flessibilità (in senso negativo)  invasivitá del lavoro nella vita quotidiana L’UOMO FLESSIBILE DI RICHARD SENNETT Analizza come l’uomo lavora nella società contemporanea. È un testo del1998.

Lui fa l’analisi della flessibilità del lavoro dell’uomo che porta anche ad una flessibilità nella vita. Lui raccolta la storia di Enrico Rico. Sono padre e figlio. Enrico è un immigrato che ha sempre svolto un lavoro molto semplice, anche non particolarmente qualificato e che ha avuto come obiettivo della sua vita quello di guadagnare dei soldi per poter permettere al figlio di studiare e di avere una posizione sociale più elevata. Enrico faceva il portinaio in un condominio e riesce in questo suo obiettivo. Quindi Rico, il figlio, diventa un tecnico molto qualificato, guadagna molto bene ma è costretto, un po’ per i ridimensionamenti delle aziende e un po’ per ricostruire la propria carriera, a cambiare in continuazione lavoro e quindi anche luogo. Sente ci mette a confronto questi 2 personaggi. Enrico con un lavoro a tempo indeterminato, con obiettivi a lungo termine e con una stabilità famigliare e di valori. Rico invece con un lavoro a tempo determinato o che comunque cambia in continuazione e che fa cambiare la sua famiglia che si deve adattare a luoghi diversi, che deve cambiare. L’obiettivo a lungo termine diventa più a breve termine, adattarsi ad un nuovo lavoro e contesto. Anche i valori cambiano, i valori della famiglia, della fedeltà al proprio posto di lavoro vengono a perdersi. Quindi Rico, in realtà, guadagna di più, ha una posizione più elevata e si chiede se sarà in grado di passare ai propri figli dei valori, delle certezze, delle sicurezze. Enrico e Rico rappresentano il cambiamento nel mondo del lavoro. Lavoro che diventa sempre più precario,più a tempo determinato, sempre più flessibile perchè il lavoratore deve essere pronto a cambiare, cambiare azienda, cambiare mansione, cambiare luogo di lavoro e ci fa vedere come queste trasformazioni di lavoro trasformano la vita privata del lavoratore. Quindi da un lato si hanno le certezze che Enrico trasmette ai suoi figli e dall’altro le incertezze di una precarietà di vita che Enrico teme di trasmettere ai suoi figli. Quindi il lavoro è flessibile = l’azienda deve modificarsi a seconda delle esigenze e il lavoratore deve essere in grado ad adeguarsi ai cambiamenti (lavoro,mansioni ecc…) CARRIERA = indica il percorrere una strada. Questo non ha più senso oggi perchè non c’è un’unica strada da percorrere. Chi vuole far carriera deve acquisire nuove competenze, conoscenze, deve cambiare lavoro ecc… La flessibilità viene fatta passare per un grande vantaggio : ci viene fatto credere che essere flessibili sia un vantaggio, che possiamo lavorare quando è come vogliamo, possiamo cambiare il nostro lavoro come vogliamo,come se non avessimo più vincoli. Sennet dice che il capitalismo flessibile crea altri vincoli e la flessibilità è vista come un inganno (es: chi lavora con lo Smart working non è vero che sia libero ma viene controllato perché esistono nuovi sistemi di controllo = spesso il lavoro flessibile impedisce la separazione netta tra l’ambiente lavorativo e la vita privata). Quindi la visione di Sennett è negativa. JOB = blocco. La vita dei lavoratori è una serie di blocchi. Il lavoratore passa da un blocco all’altro, quindi da un lavoro ad un altro. Questo lavoro responsabilizza molto di più il lavoratore in quanto il lavoratore ha una grossa responsabilità. Che fine fanno alcuni aspetti come le relazioni umane all’interno dell’ambiente di lavoro, il senso di appartenenza ecc? Ad oggi tutto questo esiste in maniera molto ridotta perchè il lavoro è più diviso dal punto di vista territoriale, per cui magari si lavora con persone che si trovano distanti da noi grazie ad Internet. Quindi si finisce per essere lavoratori più isolati dove le relazioni umani si riducono e dove si riduce il senso di appartenenza ad una classe lavoratrice. Una volta i lavoratori affrontavano i problemi assieme, ad oggi non è più così, infatti si forma una non classe di lavoratori. Ognuno diventa forzatamente più individualista quindi c’è una non classe. Il lavoratore perde le caratteristiche della classe produttiva precedente e diventa più teorico. Il lavoro diventa sempre più materiale all’interno della società. Le soc occidentali non si basano sul settore secondario ma su quello terziario. Quindi i prodotti alla fine sono servizi. GALLINO Ha parlato molto di precarietà e flessibilità del lavoro. Lui dice che la precarietà del lavoro ha delle conseguenze negative sulla vita e sulla famiglia del lavoratore. Cambiare continuamente mansione, luogo di lavoro e azienda, impedisce le relazioni umane perchè i lavoratori non fanno in tempo a conoscersi ecc. A livello familiare la precarietà produce effetti negativi per esempio il fatto di cambiare azienda. Molto spesso il lavoratore che si ritrova a volte in situazioni indesiderate, si sente in qualche modo colpevole di questa

C’è una parte del testo in cui Baoman fa riferimento a Jane Fonda che era una professionista di aerobica. Il messaggio che lei tramandava era: “se tu mi segui e fai questo tipo di attività puoi modellare il tuo corpo come vuoi e se il corpo non rispetta questi canoni di bellezza è colpa tua”. In questo fenomeno dell’aerobica Baoman dice che si trova un altro aspetto: la responsabilità e la colpa di ciò che succede è solo dell’individuo. Questo lascia un carico di responsabilità enorme all’individuo che va ancora più in ansia, perchè non solo deve scegliere ma se sbaglia anche a scegliere, la colpa è solo sua. L’infelicita del cittadino di oggi sta in un eccesso di scelte e non nella mancanza di scelte. Una volta era il contrario, perchè le persone erano infelici perché non potevano scegliere. 1 Video di Baoman Questo problema dell’identità è recente perchè nella società industriale e fordista, era la società a dare l’identità all’individuo. Ad oggi noi siamo liberi di scegliere chi essere. Questo significa che la società non ci sta indicando com’è la nostra identità ma noi dobbiamo costruirci da soli la nostra identità. L’idea che noi possiamo cambiare,che non dobbiamo per forza avere sempre la stessa identità, noi la vediamo in maniera positiva. Però dall’altra parte genera ansia. Tutto è nell’insegna dell’insicurezza perchè la scelta ricade su di me. Non c’è un porre fine a questo continuo cambiamento dell’identità, anche perchè se decido di smettere, significherebbe rinunciare a questa identità. Lui cita l’importanza dei social per lo sviluppo di questo amore liquido, ma in realtà non è necessario. Ad oggi noi siamo liberi di scegliere, di cambiare. Finché abbiamo dei riscontri positivi, teniamo questo amore in piedi. Nel momento in cui non ci soddisfa più, lo abbandoniamo. Questo ha però come risvolto l’insicurezza. Ciò che dovrebbe essere essenziale è la sicurezza, quindi nelle situazioni amorose, bisognerebbe essere sicuri di poter far affidamento sull’altra persona. L’obbiettivo a lungo termine è il vero senso dell’amore.