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appunti sul lavoro e rivoluzioni industriali
Tipologia: Appunti
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La prima trasformazione del mondo del lavoro é quella avvenuta con la prima rivoluzione industriale. MACCHINE A VAPORE: sostituiscono il lavoro dell’uomo,siccome producono di più. cambiamenti organizzativo e sociale. Cosa cambia? Il TELAIO A VAPORE costa tanto solo chi ha dei grandi capitali può acquistare questi macchinari
(1° era una fabbrica :mono prodotto, monofunzione, una sede, gestita dal padrone ) 1 ) le fabbriche aumentano : si producono + prodotti, le macchine + specialistiche fabbriche in diversi paesi anche fuori nazioni Nasce MANAGER (salariato, no proprietario) che gestisca questa pluralità Gestione + consapevole Ovviamente non tutti erano “Dittatori” i proprietari, alcuni erano più illuminati
autonome, è fatto per lavorare e c’è qualcun altro che è fatto per pensare. Quetso è diverso rispetto a prima perchè le macchine erano più rudimentali e I lavoratore metteva del suo
svolgere le mansioni più adattate.
data dai salari: con il lavoro a cottimo Quetso serve per aumentare la produzione senza attenzione alla persona Taylorismo diventa una modabiltà di sfruttamento del lavoratore. Diventa nel corso del 900 una delle modlaità di laoro nella fabbrica più utilizzate. Anche nella sua versione piu forte che è il fordismo
Questo rende il lavoro ancora + veloce perché il ritmo è più serrato e perchè la mansione diventa ancora più semplice. Anche qui non c’è attenzione nei confronti del lavoratore ma solo nei confronti della produzione che diventa veloce e molto standardizzata. Quindi permette di avere dei prodotti tutti uguali, senza differenze. (Il modello della Ford è il primo modello di produzione standardizzata) Ford pensa di incentivare i suoi laboratori con un aumento del salario che ,priva il lavoratore e gli permette di acquistare il prodotto perchè una volta che produco velocemente e in modo standardizzato, devo trovare un mercato che assorba ciò che io ho prodotto. NEOTAYLORISMO Esiste ancora in paesi che non sono quelli occidentali ma qualcuno parla anche di neotaylorismo, ossia il fatto che nella società occidentale esiste una modalità dell’organizzazione del lavoro che si rifà al taylorismo. Esistono però ancora delle organizzazioni che sono importate ancora a questa scelta (per esempio la distribuzione attraverso Amazon, la ristorazione attraverso i fast food,i call center) Si tratta di neotaylorismo perchè l’organizzazione é molto simile. Il lavoro viene diviso,ognuno si occupa di una parte del lavoro, c’è una scarsa autonomia da parte del lavoratore anche perchè si ha una persona che dirige. Il lavoratore ovviamente vuole guadagnare. LA SCUOLA DELLE RELAZIONI UMANE Da questo momento cominciano a nascere altri studi sull’organizzazione del lavoro. Obbiettivo:l’aumento della produzione vogliono trovare un’organizzazione migliore che permetta di produrre di più, considerando anche il lavoratore senza sfruttarlo ma cercando di motivarlo. Una serie di studi importanti sono “ LA SCUOLA DELLE RELAZIONI UMANE ”che nasce negli anni 20 con gli studi di ALTON MAYO che era uno psicologo che si era occupato di vedere quali eventi spingevano i lavoratori a produrre di più, tranne il salario. l’ESPERIMENTO DELLE 6 OPERAIE : Siamo negli anni 20 in una fabbrica di materiale elettrico dove era successo che i dirigenti avevano pensato di aumentare l’illuminazione per vedere se questo portasse una maggior produzione. Si erano accorti che la produzione aumentava in tutti i reparti. Mayo arriva nella fabbrica e incomincia a studiare questo fatto e vedere quali elementi portano ad un aumento della produzione. Lui fa un esperimento su 6 operaie che lavorano nella stanza dei relè. Lui prova a vedere come l’ambiente e il suo miglioramento possano aumentare la produzione. Vengono introdotti miglioramenti all’ambiente, come le pause più lunghe, l’illuminazione e si è visto che queste operaie producevano di più. Alton Mayo comincia a togliere questi miglioramenti ritornando allo stato precedente. Lui nota che queste 6 operaie tengono alta la produzione, qui c’erano 2 spiegazioni:
Questa scuola sembra che prenda in considerazione il lavoratore ma ci sono state diverse critiche :
Con lo sviluppo del fordismo e Taylorismo,nel corso del 900 , si viene a creare all’interno della fabbrica: da un lato un luogo di sfruttamento dall’altro un luogo di consapevolezza della propria appartenenza di classe. Il modello della fabbrica diventa un po’ anche il modello della società in generale. Negli anni 70 ci sono mutamenti economici che fanno sì che cambi la struttura della fabbrica, il pensiero organizzativo, che si passi da un modello fordista-taylorista a uno post fordista. Questo non grazie alle riflessioni degli studiosi ma grazie alle trasformazioni dei processi di lavoro. Alcuni fenomeni che cominciano ad apparire dagli a nni 70: SATURAZIONE DEI MERCATI = negli anni 70 i mercati cominciano ad essere saturi, quindi si produce ma non si vende. La produzione industriale si è velocizzata, negli anni 60 ce statao il num economico per cui il marcato ha prodotto e venduto molto mentre negli anni 70 c’è stata la saturazione dei mercati che si collega anche con la crisi petrolifera che portò ad un aumento dei costi di produzione. La produzione del fordismo non è più redditizia, per cui i costi di produzione aumentano e i mercati non assorbono più i prodotti. Questo mette in crisi il modello della massa di produzione taylor-fordista. Le industrie aumentano, si ingrandiscono, entrano in competizione ma i mercati sono limitati. Questo tipo di produzione finisce per non avere più senso in un momento dove inizia ad esserci anche la crisi petrolifera. Come si può risolvere questo problema?: TOYOTISMO Uno dei modi sarà quello di abbassare i costi di produzione e globalizzare anche i mercati. Uno dei primi tentativi è quello di cambiare il tipo di produzione. Uno dei modi per risolvere questo problema viene dal Giappone, da una casa automobilistica ossia la TOYOTA : In realtà la Toyota aveva incominciato con questo tipo di produzione ed organizzazione del lavoro già tempo prima. Negli anni 70 questo modello diventa famoso e fu adottato anche in Occidente La Toyotata non adottava il metodo fordista perchè era un’azienda piccola, aveva pochi spazi a distribuzione e pochi magazzini inizio ad effettuare la produzione “ just in time” ossia si produce solo ciò che si sa già di vendere. — > la produzione si adatta al mercato e si produrrà solo quello che si andrà a vendere. La Toyota sostituisce il concetto di quantità con quello di qualità della produzione. Quindi produco meno,produco ciò che so di vendere ma il mio prodotto è di qualità migliore, non ha difetti. Punto alla qualità, alla soddisfazione e alla cura del cliente. Quindi rimane una produzione su larga scala ma meno standardizzata e meno di basso livello. La Toyota si sviluppa moltissimo e produce sempre molto meno rispetto alla Ford però con un numero di difetti, di scarti inferiori rispetto per esempio alla Ford. Che cosa implica questo a livello di organizzazione al lavoro? Implica che in qualche modo l’operaio sia convolto nella produzione e nel raggiungimento della qualità del prodotto, quindi che ci sia una specie di condivisione degli obiettivi aziendali da parte del lavoratore. Tutti devono lavorare per il raggiungimento della qualità del prodotto. Come si fa a coinvolgere i lavoratori? offrendo impiego a tempo indeterminato offrendo attenzione alla vita privata del lavoratore il lavoratore finisce per svolgere mansioni diverse, avendo sottocchio tutte le mansioni produttive È in grado di vedere tutto il processo produttivo e vengono creati anche dei GRUPPI DI QUALITÀ = gruppi di lavoratori che controllano i lavori di un altro reparto dando la risposta per la risoluzione dei problemi. Questo risulta abbastanza facile per il fatto che in Giappone c’è un forte senso di appartenenza per la comunità, quindi anche verso la Toyota. La Fiat nell’89, in Italia prova ad applicare il toyotismo ma sarà fallimentare in quanto noi abbiamo
una visione più solitaria
azioni. L’azienda in questo caso non è più un soggetto interessante perchè produce ma perchè posso vendere e rivendere le azioni delle aziende. Quindi diventa un portafoglio degli investimenti. Nel sistema pre industriale la formula era merce-denaro-merce. Con la finanziarizzazione delle imprese passo da D+D. L’attenzione non sarà più quella di produrre meglio ma quella di acquisire le azioni e rivendere le azioni. Quindi non più il dominio dei manager ma anche quello degli azionisti. Le azioni di un’azienda, salgono e scendono non tanto a seconda di come va e quanto vende l’azienda ma a volte anche a seconda dei fatti di cronaca, dei cambiamenti storici. Questa finanziarizzazione è importante perchè rende EVANESCENTE il rapporto di lavoro = quindi il lavoratore viene utilizzato finché serve, se diventa un costo eccessivo per l’investimento che è stato fatto viene eliminato. Quindi il costo dei lavoratori deve essere variabile, io posso ridurre il personale, lo posso licenziare. Anche quelle parti dell’impresa che possono risultare costose vanno eliminate. ESTERNALIZZAZIONE = far fare parte della produzione ad un’altra azienda che compie un contratto solo finché serve. Quindi tutto diventa precario:il lavoratore e le aziende che lavorano per la grande azienda. 4 riv: LA RIVOLUZIONE INFORMATICA Siamo negli anni 70/ .Ci sono aziende enormi che non producono niente come Amazon, tutto grazie alla computerizzazione. Quindi si ha la possibilità di creare un’impresa enorme senza che ci sia nessun prodotto. DEINDUSTRIALIZZAZIONE DEL MONDO OCCIDENTALE Tutti questi fattori portano alla Deindustrializzazione del mondo occidentale = le industrie tendono a scomparire nel mondo occidentale, oppure vengono robotizzate quindi non si ha la necessità della presenza dei lavoratori. Quindi la caratteristica della società occidentale è una caratteristica dell’industrializzazione. LA 4 RIVOLUZIONE INDUSTRIALE Questa rivoluzione potrebbe portare a: Internet applicato al mondo degli oggetti = oggetti che si parlano tra di loro. possibilità di far interagire il mondo fisico = i macchinari si controllano a vicenda quindi non si ha più bisogno di un individuo che controlla Quale sarà il compito dell’operaio nel ciclo produttivo? Sarà solo di preparazione di macchinari e soluzione dei problemi, questo ancora di più rispetto alla 3 rivoluzione industriale. Quindi le componenti della produzione comunicano tra di loro, si utilizzano robot di vario genere e i prodotti saranno meno standardizzati di prima. L’uomo ha meno mansioni,imposta e controlla i macchinari ma allo stesso tempo hanno un grandissimo livello di responsabilità perchè sono responsabili della gestione di questi macchinari. Nuovi/vecchi problemi disoccupazione tecnologica Stress,responsabilità precarietà flessibilità (in senso negativo) invasivitá del lavoro nella vita quotidiana L’UOMO FLESSIBILE DI RICHARD SENNETT Analizza come l’uomo lavora nella società contemporanea. È un testo del1998.
Lui fa l’analisi della flessibilità del lavoro dell’uomo che porta anche ad una flessibilità nella vita. Lui raccolta la storia di Enrico Rico. Sono padre e figlio. Enrico è un immigrato che ha sempre svolto un lavoro molto semplice, anche non particolarmente qualificato e che ha avuto come obiettivo della sua vita quello di guadagnare dei soldi per poter permettere al figlio di studiare e di avere una posizione sociale più elevata. Enrico faceva il portinaio in un condominio e riesce in questo suo obiettivo. Quindi Rico, il figlio, diventa un tecnico molto qualificato, guadagna molto bene ma è costretto, un po’ per i ridimensionamenti delle aziende e un po’ per ricostruire la propria carriera, a cambiare in continuazione lavoro e quindi anche luogo. Sente ci mette a confronto questi 2 personaggi. Enrico con un lavoro a tempo indeterminato, con obiettivi a lungo termine e con una stabilità famigliare e di valori. Rico invece con un lavoro a tempo determinato o che comunque cambia in continuazione e che fa cambiare la sua famiglia che si deve adattare a luoghi diversi, che deve cambiare. L’obiettivo a lungo termine diventa più a breve termine, adattarsi ad un nuovo lavoro e contesto. Anche i valori cambiano, i valori della famiglia, della fedeltà al proprio posto di lavoro vengono a perdersi. Quindi Rico, in realtà, guadagna di più, ha una posizione più elevata e si chiede se sarà in grado di passare ai propri figli dei valori, delle certezze, delle sicurezze. Enrico e Rico rappresentano il cambiamento nel mondo del lavoro. Lavoro che diventa sempre più precario,più a tempo determinato, sempre più flessibile perchè il lavoratore deve essere pronto a cambiare, cambiare azienda, cambiare mansione, cambiare luogo di lavoro e ci fa vedere come queste trasformazioni di lavoro trasformano la vita privata del lavoratore. Quindi da un lato si hanno le certezze che Enrico trasmette ai suoi figli e dall’altro le incertezze di una precarietà di vita che Enrico teme di trasmettere ai suoi figli. Quindi il lavoro è flessibile = l’azienda deve modificarsi a seconda delle esigenze e il lavoratore deve essere in grado ad adeguarsi ai cambiamenti (lavoro,mansioni ecc…) CARRIERA = indica il percorrere una strada. Questo non ha più senso oggi perchè non c’è un’unica strada da percorrere. Chi vuole far carriera deve acquisire nuove competenze, conoscenze, deve cambiare lavoro ecc… La flessibilità viene fatta passare per un grande vantaggio : ci viene fatto credere che essere flessibili sia un vantaggio, che possiamo lavorare quando è come vogliamo, possiamo cambiare il nostro lavoro come vogliamo,come se non avessimo più vincoli. Sennet dice che il capitalismo flessibile crea altri vincoli e la flessibilità è vista come un inganno (es: chi lavora con lo Smart working non è vero che sia libero ma viene controllato perché esistono nuovi sistemi di controllo = spesso il lavoro flessibile impedisce la separazione netta tra l’ambiente lavorativo e la vita privata). Quindi la visione di Sennett è negativa. JOB = blocco. La vita dei lavoratori è una serie di blocchi. Il lavoratore passa da un blocco all’altro, quindi da un lavoro ad un altro. Questo lavoro responsabilizza molto di più il lavoratore in quanto il lavoratore ha una grossa responsabilità. Che fine fanno alcuni aspetti come le relazioni umane all’interno dell’ambiente di lavoro, il senso di appartenenza ecc? Ad oggi tutto questo esiste in maniera molto ridotta perchè il lavoro è più diviso dal punto di vista territoriale, per cui magari si lavora con persone che si trovano distanti da noi grazie ad Internet. Quindi si finisce per essere lavoratori più isolati dove le relazioni umani si riducono e dove si riduce il senso di appartenenza ad una classe lavoratrice. Una volta i lavoratori affrontavano i problemi assieme, ad oggi non è più così, infatti si forma una non classe di lavoratori. Ognuno diventa forzatamente più individualista quindi c’è una non classe. Il lavoratore perde le caratteristiche della classe produttiva precedente e diventa più teorico. Il lavoro diventa sempre più materiale all’interno della società. Le soc occidentali non si basano sul settore secondario ma su quello terziario. Quindi i prodotti alla fine sono servizi. GALLINO Ha parlato molto di precarietà e flessibilità del lavoro. Lui dice che la precarietà del lavoro ha delle conseguenze negative sulla vita e sulla famiglia del lavoratore. Cambiare continuamente mansione, luogo di lavoro e azienda, impedisce le relazioni umane perchè i lavoratori non fanno in tempo a conoscersi ecc. A livello familiare la precarietà produce effetti negativi per esempio il fatto di cambiare azienda. Molto spesso il lavoratore che si ritrova a volte in situazioni indesiderate, si sente in qualche modo colpevole di questa
C’è una parte del testo in cui Baoman fa riferimento a Jane Fonda che era una professionista di aerobica. Il messaggio che lei tramandava era: “se tu mi segui e fai questo tipo di attività puoi modellare il tuo corpo come vuoi e se il corpo non rispetta questi canoni di bellezza è colpa tua”. In questo fenomeno dell’aerobica Baoman dice che si trova un altro aspetto: la responsabilità e la colpa di ciò che succede è solo dell’individuo. Questo lascia un carico di responsabilità enorme all’individuo che va ancora più in ansia, perchè non solo deve scegliere ma se sbaglia anche a scegliere, la colpa è solo sua. L’infelicita del cittadino di oggi sta in un eccesso di scelte e non nella mancanza di scelte. Una volta era il contrario, perchè le persone erano infelici perché non potevano scegliere. 1 Video di Baoman Questo problema dell’identità è recente perchè nella società industriale e fordista, era la società a dare l’identità all’individuo. Ad oggi noi siamo liberi di scegliere chi essere. Questo significa che la società non ci sta indicando com’è la nostra identità ma noi dobbiamo costruirci da soli la nostra identità. L’idea che noi possiamo cambiare,che non dobbiamo per forza avere sempre la stessa identità, noi la vediamo in maniera positiva. Però dall’altra parte genera ansia. Tutto è nell’insegna dell’insicurezza perchè la scelta ricade su di me. Non c’è un porre fine a questo continuo cambiamento dell’identità, anche perchè se decido di smettere, significherebbe rinunciare a questa identità. Lui cita l’importanza dei social per lo sviluppo di questo amore liquido, ma in realtà non è necessario. Ad oggi noi siamo liberi di scegliere, di cambiare. Finché abbiamo dei riscontri positivi, teniamo questo amore in piedi. Nel momento in cui non ci soddisfa più, lo abbandoniamo. Questo ha però come risvolto l’insicurezza. Ciò che dovrebbe essere essenziale è la sicurezza, quindi nelle situazioni amorose, bisognerebbe essere sicuri di poter far affidamento sull’altra persona. L’obbiettivo a lungo termine è il vero senso dell’amore.