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Spiegazione sulle avanguardie artistiche di storia dell'arte
Tipologia: Appunti
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Mondrian e Neoplasticismo Mondrian era stato anche teorico. Molti artisti hanno bisogno di mettere nero su bianco i propri principi, per esempio tramite manifesti pubblicati su giornali e riviste, come Le Figaro. Il veicolo tramite cui Mondrian pubblica le proprie teorie sul Neoplasticismo è il De Stilj, rivista fondata nel 1917 assieme a Teo Van De Sburg. Questa arte abbandona il reale e ricerca queste forme perfette attraverso la geometria e principi matematici. Rietvield Le teorie di Mondrian si diffondono non solo tra pittori ma anche tra architetti e designer. Gent Rietveld, architetto, tramite i principi di Mondrian realizzo degli arredi come la famosa sedia Rossa e Blu, conservata al MoMA, dove oltre a pitture e sculture si trovano anche elementi di design. Rietviel nel 1924 realizza la casa Schroder, un’architettura regolata secondo i principi del Neoplasticismo. Iniziamo a notare questo tentativo di sintesi, attraverso un’avanguardia si raggiunge un movimento che riguarda una pluralità di aspetti, come anche architettura e design. Parigi A inizio Novecento Parigi è la capitale delle arti, è la Belle Epoque, le città diventano metropoli internazionali, è dal 1870 che non c’è un conflitto in Europa, quindi si respira un’aria di positività. A Parigi la città viene raggiunta da artisti di tutta Europa, assieme agli artisti ci sono anche i mercanti, senza i quali gli artisti non potrebbero vivere, ci sono le gallerie d’arte, fanno dei contratti con gli artisti e il gallerista acquista direttamente dall’artista e lo rivende al pubblico, un business che nasce a fine Ottocento tra Parigi e Londra. Con questa fiducia il mercato dell’arte si sviluppa, anche i ceti più abbienti statunitensi ammirati, visitano Parigi e acquistano opere di impressionisti. Anche Pablo Picasso lascia la Spagna per andare a Parigi. Ecole de Paris Viene coniato il termine Ecole de Paris (Scuola di Parigi), per riferirsi ad un gruppo di artisti, per lo più ebrei, che a inizio Novecento lavorano a Parigi come Chagal, Modigliani Picasso, Mondrian e molti altri. Modigliani Modigliani nascqua nel 1884 a Livorno da una famiglia ebrea, in un clima borghese. Studia pittura presso i vecchi macchiaioli, c’è una foto assieme a Fattori. Livorno non ha quella centralità artistica delle altre città toscane, non aveva una tradizione artistica o un museo di belle arti. Dalla fine dell’Ottocento diventa una città importante da cui si formano grandi artisti, come lo stesso Giovanni Fattori. Modigliani decide di andare a Parigi, conosce Picasso, si confronta con altri artisti, come Mancusi, entra in contatto con il primitivismo. Modigliani era molto appassionato di arte primitiva, in particolare dell’arte egiziana, visitabile al Louvre. Vasari scriveva che la pittura toscana è disegno, mentre nella pittura veneta è colore. Modigliani loo conosciamo come pittore ma voleva essere scultore, ma questa pratica gli provocava complicazioni polmonari. Modigliani torna da Parigi con le scultore, i suoi conoscenti toscani lo ritirarono e Modigliani buttò nella Darsena di Livorno le opere. Vennero ritrovate sculture nella darsena, molti critici si erano esposti esaltati per la scoperta, ma erano stati tre ragazzi a produrre un falso, una burla. Questo spiega l’importanza della critica.
Chagall Viene dalla Russia, anch’esso ebreo. Secondo la religione ortodossa non è possibile raffigurare il corpo umano, per cui questi artisti contravvenivano ai precetti religiosi. Nelle opere troviamo riferimenti al cubismo, all’ astrattismo, ma nei suoi dipinti entriamo a contatto con un aspetto identitario russo-ebraico, rientrano favole russe, in cui è ricorrente il tema degli amanti che volano. Dadaismo Allo scoppio della WW1 molti artisti scappano da Parigi, Modigliani si rifugiò nel sud della Francia. Gli artisti in un clima di disillusione si rifugiano al bar Voltaire a Zurigo e danno vita al Dadaismo. Dada non significa nulla, è legato al caso, c’è una libertà assoluta di creatività. L’arte diventa un gioco intellettuale, dove non conta più la creazione dell’artista ma l’idea dell’artista. Da quel momento in poi è stato detto “tutto può essere arte”, e tutt’oggi non siamo usciti da questo limbo, l’opera d’arte può essere anche un oggetto comune. Fontana, Marcell Duchamp È un orinatoio ribaltato, il titolo è importante perché diventa poetico, è importante la firma, Richard Mutt. Duchamp per ingannare gli stessi amici durante le mostre usava questo escamotage. Questa arte si chiama “Ready made”, qualcosa di già pronto. Ora è opera d’arte ciò che fisicamente è già reale. Man Ray, Regalo, 1921 È un ferro d’astiro in ghisa dell’epoca, al quale sono stati applicati dei chiodi. Tecnicamente è un ready made però lo modifica, diventando “Ready made rettificato”. Marcel Duchamp, LHOQQ Dada è un’avanguardia quasi nichilista, nega la stessa essenza dell’arte. La Gioconda nel corso dei secoli è diventato un mito. Duchamp, sapendo l’importanza di questa opera, va al Louvre, compra un poster e fa i baffi, il pizzetto e la firma, rendendola opera d’arte, appropriandosene. Marcel Duchamp la intitola “Elle a chaud au cul” (Lei ha caldo al culo). Dada ha anche una forte connotazione provocatoria, ironica e nichilista. Surrealismo È l’ultima delle avanguardie a svilupparsi in Europa, dopo la prima guerra mondiale. Siamo in Francia, si sono riaperti i locali, gli artisti sono ritornati. Nel 1924 Andree Breton, intellettuale e mente del gruppo surrealista, pubblica il manifesto del surrealismo. Molti degli artisti, soprattutto Breton, erano legati al Partito Comunista Francese. Il surrealismo è Automatismo Psichico… ecc. il surrealismo non è solo pittura, è un’espressione che può essere anche scritta, verbale, può essere tutto, anche fotografia, cinema. Il surrealismo si fonda sulla surrealtà, un grado di realtà superiore. Breton scrive che De Chirico è uno dei nostri padri, guardano al passato e rinnovano. Sull’importanza del sogno e sul gioco disinteressato del pensiero. Magritte, Dali e Mirò sono gli artisti più importanti. Ai surrealisti non interessa la rappresentazione della realtà oggettiva ma interessa il sogno, la surrealtà. Cadave squisito, Cadavre exquis È un gioco, un foglio era diviso in quadretti, si passava il foglio tra le persone e si disegnava fino al completamento del foglio, non sapendo ciò che il precedente aveva disegnata. Lo si faceva anche con la poesia. Colazione in Pellicci
bisogno essere omnicomprensivi. Il termine Bauhaus, coniato da Gropius, significa “Casa del costruire”. Si vuole dare la capacità a questi artisti di realizzare l’essenziale e renderlo artistico. La forza del Bauhaus è stato avere grandi artisti come insegnanti, Paul Klee, Kandinsky e molti altri. Un artista d’avanguardia come professore può fare tutta la differenza. Si tenevano laboratori di vario genere, di incisione, di falegnameria, di decorazione su vetro, di ceramica, senza distinzioni dalle arti maggiori come pittura e scultura. Per conservare un’ideale di bellezza, la produzione industriale ha bisogno di grandi disegnatori, con molte competenze. Si misura anche con la grafica pubblicitaria, la fotografia e il disegno di tessuti e mobili. Kandinsky e Klee, dediti alla ricerca artistica, erano affiancati da artigiani, dediti alla produzione pratica. Professori e studenti vivono nella stessa struttura, si respira dunque un clima di creatività e sperimentazione costante. Perfino i momenti di svago sono quasi delle mostre, delle esposizioni. C’era una festa che consisteva nella realizzazione di aquiloni, di cui ci sono le foto. Nel 1921 Gropius ha la lungimiranza di comprendere la modernità di Teo van De Sburg e lo chiama, vengono diffusi i principi della sua estetica nel Bauhaus. È molto intelligente Gropius rinnovarsi e vedere anche altri artisti. Viene chiamato anche il fotografo Molinari e il coreografo Oscar Schemmer si occupava di costumi. Ci sono delle pressioni economiche e politiche, perché si ha il sospetto che questa scuola sia un covo di politica sovversiva. Il governo della Turingia decide di chiudere la scuola nel 1924. Gropius si trasferisce a Dessau, a sud di Berlino, e realizza la Scuola del Bauhaus, che racchiude in se tutti i principi dell’architettura di Gropius, con un incontro con l’estetica razionalista, unendo la fabbrica, scuola e residenza. L’edificio costituisce un riferimento estetico e funzionale per lo sviluppo dell’architettura moderno. Nel 1928 Gropius abbandona l’insegnamento lasciano il posto Niemer, nel 1930 la Turingia, prima regione tedesca in cui si è imposto il Nazismo, licenzia Niemer e prende il posto Mies Van Der Rohe. Nel 1933 il nazional socialismo prende il potere e la scuola chiude. Nel 1933 Hitler prende il potere, la politica culturale ha un importanza fondamentale per lui e decide di affidare il ministero al fedelissimo Gobbels. È propaganda, i mezzi di comunicazione era radio, giornali, e molto altro, su cui il nazismo impone la censura e fa una pulizia etnica. Tutte le opere viste vengono vietate, per cui nascoste nei musei, rubate o addirittura distrutte. Alcune vengono vendute all’asta in svizzera. Alcuni artisti sono costretti ad abbandonare il paese oltre a non poter esporre le proprie opere. Tutto ciò che era antiaccademico non era tollerabile, Hitler voleva arte ariana, il legame con la razza, con la tradizione agricola tedesca, di celebrazione della razza. La mostre più visitata della storia del Novecento è del 1927, voluta dal ministero della propaganda, era la Mostra dell’Arte degenerata, ossia dei pazzi, c’erano le opere degli astrattisti, dei cubisti, e anche delle opere provenienti dai musei coloniali. Questa mostra fu itinerante, girò le principali tedesche e nell’Austria, fatta per prendersi gioco di questi artisti. Hitler fu rifiutato più volte all’esame dell’accademia di belle arti. Insieme a questa mostra c’era la mostra che celebrava la bellezza dell’arte tedesca, con le opere di Hans Ziegler, canone estetico del furher, con un forte legame all’ideale ariano. Dopo la proclamazione delle leggi razziali, molti artisti, perché ebrei o oppositori del nazismo, furono arrestati e deportati. Il fascismo non impone una corrente artistica. La rappresentazione plastica del fascismo è l’architettura e la scultura, il mosaico, la pittura parietale. Esiste però qualcosa intorno agli anni 20-30, la fine delle avanguardie storiche conosciuta come “Ritorno all’ordine”. Si ritorna all’ordine guardando soprattutto a movimenti classici, nell’esaltazione dei valori italici identitari proposti dal fascismo. Anche il Fascismo censura, esistendo corporazioni sindacali controllate dal ministero della cultura, per cui per esporre bisogna essere iscritti al partito fascista.
Margherita Salfatti, amante del Duce ed ebrea, fu una grande promotrice di un gruppo artistico chiamato Novecento, con artisti come Mario Sironi e Felice Casolari. Gli esempi plastici sono rintracciabili nel Fascismo di Pietra, con la realizzazione di sculture che guardano intorno all’ordine e alla rappresentazione classica.
Bruno Munari Personalità che inizialmente toccò il futurismo ma poi si slancio in una parabola personale. Ha una personale impronta di ironia e distacco. Realizzò le “macchine inutili”, mobile, sculture viste che si riconducono alla figura di un’artista. Ceramica Le arti minori diventano di un’importanza per i futuristi. Ricordiamo la casa di Albisola, in Liguria, dove troviamo ceramiche di Munari. Munari firma il Manifesto dei Aereopittori milanesi. Vediamo un’arazzo di Andreoni, che realizza anche grafiche pubblicitarie e progetti di spazi interni. Vediamo borsette di Andreoni, il futurismo è stato anche moda, ovviamente artigianale, non industriale, di nicchia. Mario Costa Era architetto e teorico, aderì al movimento futurista all’inizio degli anni ‘30. Progetta “ville aumentabili in elevazione”, in questo momento iniziano ad essere progettati grattacieli, costa al limite della fantascienza. Guido Fiorini Architetto e scenografo, progettò i primi grattacieli in tenso-strutture. I suoi progetti interessarono molto Le Corbusier. Cucina Viene pubblicato il manifesto della cucina futurista. Nicolai Diurgheroff progetta la Taverna Furutista del Santopalato, che proponeva cucina turista. Questo artista realizzò Casa Jacobacci e Casa Mazzotti, ad Albisola.