Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Le dimensioni della domanda educativa, Sintesi del corso di Elementi di Informatica

domanda educativa dimensione valoriale dimensione cognitiva dimensione emotiva e sociale dimensione spirituale identità narrativa

Tipologia: Sintesi del corso

2012/2013

In vendita dal 09/08/2013

valeria-151192
valeria-151192 🇮🇹

4.4

(17)

81 documenti

1 / 3

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
CAPITOLO 5
1. Definire il concetto di domanda educativa, prospettandone
alcune dimensioni fondamentali ed illustrando alcuni metodi di
analisi dei bisogni educativi dei giovani (dai capitoli IV e V).
Con domanda educativa si intende l’analisi dei bisogni educativi degli educandi,
bisogni che generalmente non sono espressi dagli stessi in maniera esplicita, poiché
spesso nemmeno loro ne sono consapevoli. Il primo passo in un’analisi dei bisogni
educativi sta nell’accettare o costruire una mappa delle qualità umane, essenziali per
la crescita dei soggetti presenti. Questo non può essere fatto senza l’aiuto di un
quadro teorico di riferimento. Uno di questi quadri è quello proposto da Allport, che
raggruppa le caratteristiche di base di una personalità matura in 4 dimensioni:
-Maturazione dei rapporti sociali e affettivi
-Cognizione
-Integrazione e sicurezza emotiva
-Elaborazione di una propria filosofia di vita
Un altro quadro di riferimento è quello proposto da Maritain, secondo una
visione antropologica esplicitamente cristiana: il primo fine dell’educazione è
la conquista della interiore e spirituale libertà, mediante la saggezza, la buona
volontà e l’amore.
L’analisi dei bisogni di educazione o della domanda educativa può essere
sviluppata seguendo prospettive metodologiche differenti. Una delle modalità
diffuse tenta di identificare una domanda educativa trasversale, tale cioè da
caratterizzare tutta la condizione giovanile o almeno gran parte di essa. Si
prefigura, cioè, un quadro di riferimento ideale derivato però da rilevazioni di
natura empirica. Un altro modo di procedere cerca di cogliere da vicino le
caratteristiche delle condizioni di partenza mediante un esame della situazione
dei giovani che sono effettivamente presenti nella pratica educativa presa in
questione. Si possono adottare metodologie di varia natura: questionari,
interviste.
pf3

Anteprima parziale del testo

Scarica Le dimensioni della domanda educativa e più Sintesi del corso in PDF di Elementi di Informatica solo su Docsity!

CAPITOLO 5

1. Definire il concetto di domanda educativa, prospettandone

alcune dimensioni fondamentali ed illustrando alcuni metodi di

analisi dei bisogni educativi dei giovani (dai capitoli IV e V).

Con domanda educativa si intende l’analisi dei bisogni educativi degli educandi, bisogni che generalmente non sono espressi dagli stessi in maniera esplicita, poiché spesso nemmeno loro ne sono consapevoli. Il primo passo in un’analisi dei bisogni educativi sta nell’accettare o costruire una mappa delle qualità umane, essenziali per la crescita dei soggetti presenti. Questo non può essere fatto senza l’aiuto di un quadro teorico di riferimento. Uno di questi quadri è quello proposto da Allport, che raggruppa le caratteristiche di base di una personalità matura in 4 dimensioni: Maturazione dei rapporti sociali e affettivi Cognizione Integrazione e sicurezza emotiva Elaborazione di una propria filosofia di vita Un altro quadro di riferimento è quello proposto da Maritain, secondo una visione antropologica esplicitamente cristiana: il primo fine dell’educazione è la conquista della interiore e spirituale libertà, mediante la saggezza, la buona volontà e l’amore. L’analisi dei bisogni di educazione o della domanda educativa può essere sviluppata seguendo prospettive metodologiche differenti. Una delle modalità diffuse tenta di identificare una domanda educativa trasversale, tale cioè da caratterizzare tutta la condizione giovanile o almeno gran parte di essa. Si prefigura, cioè, un quadro di riferimento ideale derivato però da rilevazioni di natura empirica. Un altro modo di procedere cerca di cogliere da vicino le caratteristiche delle condizioni di partenza mediante un esame della situazione dei giovani che sono effettivamente presenti nella pratica educativa presa in questione. Si possono adottare metodologie di varia natura: questionari, interviste.

2. Presentare una delle dimensioni della domanda educativa

spiegando le implicazioni educative.

Dimensione cognitiva e razionale: intelligenza multipla. Con questo termine si intende una moltitudine di forme dell’intelligenza: Linguistica Logico-matematica Visivo-spaziale Corporeo-cinestetica (risolvere problemi o foggiare prodotti utilizzando il corpo) Musicale Naturalistica Intrapersonale (creare un modello di sé e usarlo nella vita) Interpersonale (comprendere le altre persone) Esistenziale (nona intelligenza; riguarda un’apertura particolare alla ricerca di senso esistenziale) Il pensiero premoderno, che si rifaceva ad Aristotele, prendeva in considerazione una molteplicità di forme: razionalità analitica, razionalità dialettica, razionalità retorica, razionalità pratica. Il pensiero moderno ha valorizzato soprattutto la razionalità analitica o matematico-scientifica.

3. Tenendo conto di alcune spiegazioni nei capitoli IV, V e VIII,

presentare i concetti del Sé, dell’identità narrativa e della

“pedagogia narrativa”, valorizzando in modo particolare gli

apporti di Bruner, di Riceour e di Demetrio.

MacIntyre sostiene che la vita umana è di carattere narrativo: questa affermazione significa in primo luogo riconoscere la storicità dell’esistenza umana. L’uomo è narratore della propria storia di vita: non è soltanto attore, ma è anche autore. Bruner ha aperto un ampio orizzonte sul problema dell’identità narrativa (concetto del sé narratore). Ricoeur distingue nel concetto di identità due accezioni, che rispondono a due diverse domane: che cosa sono io? Chi sono io?. La persona si designa essa stessa nel tempo come unità narrativa di una vita che riflette la dialettica della