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1) Coordinate antropologiche + principio di responsorialità 2) Cultura orale, scritta, visiva, digitale + musica +serie tv 3) Comunicazione: elemento costitutivo dell'uomo; dialogo esistenziale; il rischio dell'interpretazione; il criterio della verità; fondamenti per una comunicazione buona; dimensione etica; dimensione personalizzante; dimensione sociale; comunicazione come narrazione
Tipologia: Prove d'esame
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Da ciò, la parola “ ANTROPOGENESI ” fa intendere che l’uomo si crea in quanto tale necessitando nel corso della sua vita ed esistenza di un punto di riferimento. Ciò è più evidente nella cosiddetta metafora del brillante , l’uomo è come un diamante allo stato grezzo che per diventare brillante deve procedere ad una trasformazione mediante un altro diamante. Ispirandosi a Mounier , è possibile individuare queste 6 coordinate in un piano che si muove in senso orizzontale e in verticale con un punto in comune al centro, chiamato PRINCIPIO DI RESPONSORIALITÁ. Queste 6 coordinate sono:
- INCARNAZIONE - STORICITÀ - DONO - VOCAZIONE - RELAZIONE - INTERIORITÀ INCARNAZIONE Con il termine “ INCARNAZIONE” si intende dire quel legame profondo presente tra la parte spirituale e quella corporale dell’uomo (Marcel “io sono il mio corpo”). Il corpo in quanto tale è considerato come il “ primum datum et medium” , ossia è il primo elemento a manifestarsi e con il quale è possibile mediare ogni cosa. Con questa interpretazione però non possiamo considerare l’uomo come l’unione di due enti diversi ossia corpo ed anima , perché proprio questo due nella loro unione formano la persona ed è quindi impossibile scinderle. Il corpo in quanto tale è anche manifestazione di: PRESENZA e INTENZIONALITÀ , ossia il corpo è presente in quanto ha in intenzione, un fine o uno scopo ben preciso. INDIVIDUALITÁ , ossia il corpo è qualcosa di singolare e puramente individuale che identifica in ognuno di noi la propria dignità. Tale dignità a volte viene meno, soprattutto nella conflittualità che si scatena tra l’ io reale e l’ io virtuale (ideale) e dunque talvolta è necessario che l’educatore tendi a cercar di farla recuperare ed evitare ulteriori conflitti in coloro che devono essere educati.
Importante è anche conoscere il CONTESTO CULTURALE , definito come quel l’insieme di regole che se interiorizzate ci fanno riconoscere come appartenenti ad un gruppo sociale (qualora appartenessimo a più gruppi è necessario attuare una sintesi personale). Riconoscere il proprio contesto è anche possibile attraverso diversi tipi di linguaggio come per esempio quello VERBALE o per esempio quello METASIMBOLICO (caratterizzato da una significazione di senso diretto e una di senso indiretto comprensibile solo tramite la prima). STORICITÀ La storicità è quella coordinata che ci permette di poter definire ognuno di noi in un determinato SPAZIO e TEMPO, é molto importante perché fa in modo che ognuno di noi abbia una visione PECULIARE della realtà che dunque diventa UNICA ed IRRIPETIBILE. La nostra storia è un processo o un cammino lineare TELEOLOGICAMENTE ORIENTATO (ossia orientata verso un determinato fine o scopo) determinato da due elementi, la STORIA in quanto tale e la GEOGRAFIA. Questa coordinata da molta importanza al PASSATO, al PRESENTE (possibile solo grazie al passato) e al FUTURO (inteso come fine/scopo). Inoltre individua la SINGOLARITÀ di ognuno di noi, facendosi che abitiamo in più MONDI VITALI (luoghi abitati qualitativamente) che caratterizzano appunto la mia geografia. QUAL È LA DEFINIZIONE DEL CONCETTO DEL TEMPO IN BERGSON..? Importante in questa coordinata è la concezione del TEMPO ripresa in maniera particolare dalla definizione di BERGSON. Questo filosofo divide il tempo in SPAZIALIZZATO (quantitativo) DURATA (qualitativo). La nostra vita è una NARRAZIONE e il mondo è un insieme di NARRAZIONI. In terapia è necessario passare dal tempo CRONOLOGICO (quel tipo di tempo che ci DIVORA ) al tempo KAIROGICO (mito di Kronos, tempo che ci PIACE VIVERE ). Importante è anche il valore dell’ ATTESA che ci permette di: Mantenere fedelmente ad un impegno. Comprendere il silenzio e l’ascolto. Purificare il desiderio VIVERE vuol dire anche ATTENDERE (a-tendere, tendere a qualcosa) , ma è bene anche lasciarsi sorprendere dalla vita ( SERENDIPITY ).
Un ulteriore accenno va fatto anche allo SPAZIO il quale da più potere e meno condizionamento dal punto di vista virtuale e compito degli educatori è quello di indirizzare coloro che devono essere educati agli spazi più BELLI = VIA PULCHRITUDINIS. Questa via è possibile soltanto se ognuno di noi realizza a pieno se stesso e con ciò è probabile che anche gli altri staranno bene. CHI HA PRIORITÀ TRA SPAZIO E TEMPO? In diverse fonti Papà Francesco, fa comprendere che è bene dar priorità al tempo piuttosto che allo spazio poiché è in vista di un processo, di un’attesa (“Evangelii Gaudium”, “Christus vivit”, “Messaggio per il lancio del patto educativo”). Importante in questa coordinata è il ruolo della MEMORIA , il luogo all’interno del quale spazio e tempo si incontrano. Bisogna fare però una distinzione nei confronti dei due termini sempre alla memoria riferiti, il RICORDARE e lo SCORDARE. Il primo termine fa riferimento ad un qualche che viene “riportato al cuore”, mentre il secondo sottolinea l’idea di “ non riportare” anche se il termine viene spesso sostituito dalla parola “ DIMENTICARE ” intesa come “eliminare dalla mente”. Uno dei principali limiti della nostra esperienza è la MORTALITÀ , l’unico grande limite invalicabile. Possiamo dunque definire l’ ESSERE PERSONALE come quella progressiva e dinamica costruzione di se che necessita di un accompagnamento e di passare dal dono al compito con deduzione. Importante elemento nella crescita di se è la SPERANZA, considerata motore centrale senza la quale non è possibile educare (Benedetto XVI), ha un valore REGOLATIVO che verte al raggiungimento della FELICITÀ. Però è necessario che per il conseguimento della felicità stessa l’individuo faccia delle SCELTE, in maniera tale che sia possibile educare il desiderio. Tale scelta serve sostanzialmente per poter definire se il desiderio che ha ognuno di noi è bello e per trovare una strategia per comprendere soprattutto se é buono. Ciò è possibile attraverso 3 fasi che appunto ci permettono di “ educare il desiderio ”:
Tornando al concetto di AUTOTRASCENDIMENTO ossia il poter essere e il doverlo realizzare è possibile individuare quest’ ESSENZA DELL’ESISTENZA che sostanzialmente si muove in 3 direzioni:
**- NOI STESSI.
momento in cui SCOPRE LA PROPRIA VOCAZIONE E USA I MEZZI DISPONIBILI PER REALIZZARLA , da ciò è quindi sicuramente possibile PREDIRE ciò che quella persona andrà a fare proprio perché siamo a conoscenza della sua vocazione. INTERIORITÀ La coordinata dell’interiorità può essere intesa come il luogo in cui avviene la scoperta della nostra vocazione, dove troviamo l’ IO PIÚ VERO (una tra le cose più complicate da narrare. Mounier spiega che che è il luogo dove avviene la capacità di riprendersi di riappropriarsi di se stessi, che è una CONDIZIONE NECESSARIA per riflettere sulla propria esistenza, ma è anche RINNOVAMENTO DELL’AGENTE MEDIANTE UN’AZIONE, ossia lavorare per rendere MIGLIORI agendo su quello che già è una persona. È bene tener presente che l’interiorità NON è un luogo in RINCHIUDERSI (altrimenti non saremmo in grado di osservare le cose per quelle che sono perché troppo coinvolti), bensì è necessario che per preservala sia debba USCIRE dalla stessa e confrontarsi con gli altri. Secondo Mounier, essa può essere considerata una specie di TRAMPOLINO DI LANCIO perché rappresenta la via per arrivare alla VERITÁ , e tanto più vado a fondo nella mia interiorità tanto più sono in grado di spiccare un salto lontano che mi permetta appunto di raggiungere tale verità. Il SILENZIO è fondamentale per poter comprendere la nostra esistenza AUTENTICA (se) o INAUTENTICA (si) , serve sostanzialmente anche per ASCOLTARE IL NOSTRO APPELLO PROFONDO. L’uomo non è in grado al 100% di abitare il luogo dell’interiorità proprio perché a volte risulta complicato da comprendere anche per se stesso, ma può ACCRESCERE LA SUA CAPACITÀ DI RACCONTARLA NARRANDOLA AGLI ALTRI, attraverso un metodo prettamente SIMBOLICO.
l’INCARNAZIONE (prima coordinata), per poi RI-DONARCI attraverso un SENSO DI GRATUITÁ , ossia quel senso che mi permette di andare oltre l’OFFICIUM (dovere). Nella vita, siamo divisi su 2 POLI :
È giusto però tener conto anche della possibilità e del rischio del RIFIUTO del dono stesso, rischio che ovviamente mi motiva comunque a voler donare (è da ricordare che il rischio è un qualcosa per il quale vale la pena). Nel caso di un educatore, è bene che egli sia EPIMELETICO (che dai la giusta importanza alla CURA) e FRONETICO (che sia in grado di unire le circostanze con il dato cognitivo, ossia che sia SAGGIO). Tutto questo è ciò che da vita alla PROMESSA che fa l’educatore stesso, che implica l’utilizzo di questo atteggiamento DA QUI E DOPO. DONARE e RI-DONARE , implica anche la creazione di una RETE DI LEGAMI è il valore aggiunto di un legame è ciò che viene comunemente chiamata RELAZIONE. RELAZIONE. La relazione è la 6º coordinata antropologica, è può essere considerata come il momento in cui il dono entra in azione, dando vita ad una nuova realtà il NOI. L’essere “ CAPAX AMANDI ” è sia il LOGOS (la ragione) che il TELOS (il fine) dell’uomo stesso. Nell’uomo è anche tutto DIALOGICO , perché è sempre sottoposto a degli APPELLI INVOCANTI che danno vita a quell’individualità irripetibile e presente ossia APPELLANTE che è l’uomo stesso. BAUBER —> ritiene che la RELAZIONE si trasformi in un INCONTRO PROFONDO se c’è RECIPROCITÀ, poiché la relazione diventa una RECIPROCITÀ APPELLANTE. Secondo MARCEL non dobbiamo vedere l’altro come un problema, ma come un MISTERO e MOUNIER aggiunge che quando la comunicazione s8 interrompe perdiamo l’altro e noi stessi. Possiamo aggiungere che la vera libertà è quella RELAZIONALE , in quanto è una risposta all’indebitamento d’essere dovuta a sua volta da un ASCOLTO RECIPROCO che può essere riferito a due persone o ad un gruppo.
IL PRINCIPIO DI RESPONSORIALITÁ prende via da quello di RESPONSABILITÀ , la prima volta che venne nominato fu da WEBER che nel 1919 mentre faceva una conferenza pose una confronto tra due tipi di etica. Etica (incalare principi morali) – morale —> se io guido la macchina e trovo un semaforo rosso, al semaforo mi fermo, lo faccio per due motivi:
- Se passassi con il rosso, uccido qualcuno. —> eticità (faccio una scelta in prima persona). - Se passassi con il rosso, prendo la multa. —> moralità (mos = costumi, modi di fare). WEBER dice che esistono due principi nella nostra etica, dunque esistono due tipi di etiche: Etica dell’intenzione —> agisco in base alle intenzioni che ho, la bontà dell’etica dell’azione dipende dall’intenzione e non dalle conseguenze. Etica della responsabilità –> il mio atto anche se ho buone intenzioni, è cattivo. Dice ciò perché si stava diffondendo un’ etica dell’intenzione, che è anche ciò che ha mosso Hitler e il Terzo Reich. Queste due etiche, devono camminare insieme, perché sono complementari. Noi quindi dobbiamo rispondere alle conseguenze prevedibili delle nostre azioni. WEBER dá questa iniziativa perché si stava diffondendo il nichilismo (ognuno fa ciò che vuole indipendentemente dalle preoccupazioni degli altri, basta che affermo me stesso, “nichil” niente). Il principio di responsabilità viene ripreso poi nel 1979, da JONAS , il quale se la prende con il progresso tecnologico perché era diventato la nuova “hybris” (arroganza) privo di sapienza, tutto ciò che è possibile diventa eticamente valido (clonazione..). Qual è il rischio? La trasformazione dei mezzi in fini, per cui le persone vengono sacrificate in virtù di quei fini. Allora JONAS formula questo principio, con 4 imperativi di cui uno che afferma che “si deve agire in modo tale che le conseguenze delle azioni siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra” Perché dobbiamo fare questo? Perché l’uomo è AMMINISTRATORE FIDUCIARIO di tutte le forme di vita e per farlo dobbiamo superare il concetto di PROSSIMITÀ , per due motivi:
- Perché devo curarmi di tutte le specie della terra, ossia di chi mi è prossimo. - Perché devo curarmi delle generazioni future, perché esse stesse mi chiedono di agire per garantire la loro nascita, anche se non sono prossime cronologicamente. Tutto questo discorso ha avuto ripercussione in ambito BIOETICO nel 1980/1981 con POTTER che afferma che noi uomini dobbiamo costruire questo ponte perché si arrivi al futuro attraverso la scienza bioetica, una scienza che valuta in base all’etica. JONAS dice anche che dobbiamo accrescere la saggezza dell’uomo verso un sapere “predittivo”, ossia ipotizzando le conseguenze delle azioni –> EURISTICA DELLA PAURA –> dovete fare così perché altrimenti succedono catastrofi. Lui propone una soluzione metafisica, perché l’uomo è ontologicamente responsabile, quindi “essere responsabili significa dare una risposta nel proprio sentire dal giudizio, all’appello dell’ente minacciato che chiede ascolto, determinando il proprio agire.” Perché cambiarlo in principio della responsorialitá? VANTAGGI e LIMITI del principio di responsabilità: - VANTAGGI Occorrono dei valori oggettivi altrimenti questa visione nichilista rischia di essere ostaggio di un progresso cieco, dunque se non rispetto l’uomo in maniera oggettiva (valida per tutti), allora l’uomo diventa ostaggio di un progresso cieco. Assioma ontologico: l’essere è preferibile al non-essere, ognuno tenta di affermare là propria vita naturalmente. L’uomo è debitore verso la natura del fatto di essere stato posto al vertice di questa piramide evolutiva, quindi in noi crea una responsabilità. - LIMITE Ci offre un’etica ETERONOMA , quindi l’uomo non agisce secondo un principio che è valido per se stesso ma, poiché ci sono terzi che lo spingono a fare determinate cose, agisce secondo un’ ETICA DELLA TERZA PERSONA. Un’etica è giusta solo se agisco in prima persona, quindi se è un’etica della PRIMA PERSONA. È per questo che si propone il PRINCIPIO DI RESPONSORIALITÁ , che afferma che è una risposta dell’uomo ad una invocazione che egli porta con se.
- CULTURA VISIVA (non solo digitale, interattiva ma anche dall’antichità, dalle caverne dell’uomo preistorico, c’è visualitá) Le culture non si susseguono come si pensava nel POSITIVISMO (Comte), le 3 culture in realtà INTERAGISCONO tra loro, creando SOVRAPPOSIZIONI e INTERAZIONI. CULTURA ORALE –> utilizza principalmente l’UDITO , deputato all’ascolto delle parole dell’altra persona, non è possibile fermare il suono perché è EVANESCENTE. Tale logica ha un rapporto privilegiato con il TEMPO , perché è decisivo, il messaggio cambia nel tempo (esempio, Antico Testamento – Bibbia, veniva tramandato oralmente e modificato in base alle esigenze del pubblico). L’importante è trasmettere TRADIZIONI , CULTURA , e CONOSCENZE attraverso la parola. Usufruisce della MEMORIA, organizzando il discorso in base a schemi; personaggi descritti, formule, frasi ripetute più volte, temi fissi. Tende e favorisce l’ESTROVERSIONE ed è COMUNITARIA e CONTINUA nella storia. L’icona di questa cultura è IL CERCHIO DEGLI ANZIANI , che si sentono responsabili del raccontare, l’ANTICHITÀ , come Omero. Per riscattare la cultura orale, LEWIS parte dal funzionamento dall’equipes per capire come intenderci e lavorare tra noi, mette a confronto più stili comunicativi, italiano, finlandese, americano e tedesco (tipico modo di scrivere dei manuali scientifici). Sono SCHEMI di come le persone ragionano. CULTURA SCRITTA –> Utilizza la VISTA come senso primario, ha un rapporto privilegiato con lo SPAZIO (distribuzione del messaggio nello spazio), tende all’ INTROVERSIONE (non è necessario che comunichi con la persona in se, ma con il testo) dunque si realizza un DISTANZIAMENTO tra soggetto e oggetto, tale distanza favorisce una visione oggettiva dell’argomento anche se influenzata dall’arte ermeneutica (interpretazione di ciò che è scritto). Permette un’analisi approfondita, perché lo scritto rimane, in alcuni casi il testo scritto interagisce con l’orale, c’è più analisi, che sintesi. Tende alla PRECISIONE nelle formulazioni, ed è DISCONTINUA con il passato, proprio perché è statico e questa attenzione allo spazio ha delle conseguenza nella RIGIDITÀ delle cose. [Con il digitale cambia visione sia dell’orale che dello scritto]. Icona di questo tipo di cultura è per eccellenza l’UMANISTA (letture approfondite di libri e testi) e lo SCIENZIATO (sintesi assoluta). Cambia il PARADIGMA , si utilizzano CODICI : - Scrittura geroglifica - Logogrammi - Scrittura cuneiforme
- Scrittura alfabetica - Formule scientifiche CONFRONTO TRA CULTURA ORALE E SCRITTO : La CULTURA ORALE , quindi privilegia la COMUNITÁ , è una cultura COLLETTIVA e ESTROVERSA che presta articolare attenzione agli altri utilizzando l’UDITO (quindi ascolto) e la MEMORIA quali fonti di conoscenza e trasmissione. La CULTURA SCRITTA , utilizza la VISTA è individuata e introversa, ha un rapporto privilegiato con lo SPAZIO , permette la PRECISIONE e favorisce l’analisi. Primi confronti: PLATONE fa dire a SOCRATE “le lettere cagionano smemoramento nella anime di coloro che le hanno apprese”. Ulteriore cambio di paradigma –> LA TECNOLOGIA , facilità nel produrrei libri, infatti precedentemente la trascrizione dei volumi era fatta a mano, aveva necessità di più tempo e maggiori controlli sulla produzione, dunque il testo aveva più valore. Cambiamento successivo, con la RIVOLUZIONE DI GUTENBERG, prima specie di macchina che stampava, non ci sono più monopoli culturali –> STAMPA MECCANIZZATA durante la rivoluzione industriale, è possibile parlare di un alfabetizzazione delle masse perché hanno accesso ai libri –> OFFSET , FOTOCOPIATRICE , non sono necessarie capacità tecniche dell’operazione per la produzione di copie –> TESTO ELETTRONICO , economico, bassa qualità, perde valore. GESTIONE DEI RACCONTI E DEI TESTI –> confronto orale e scritto. - I meccanismi di gestione dei racconti orali coincidono con i livelli di appartenenza al gruppo e alle dinamiche sociali. - I meccanismi di gestione dei testi scritti: Biblioteche, raccolte private.. Censure, libri proibiti (Chiesa). Riviste e comunità di scienziati. Leggi, codici etici e alibi professionali (giornalisti). Underground (gruppi che propagandano un loro ideale). Sovraccarico cognitivo (troppi testi, quindi un individuo non può farsi un’idea precisa di un argomento perché ci sono troppe opinioni contrastanti, su internet è quasi scontato). Criteri economici e studio dell’attenzione selettiva. BANALITÁ o INCLUSIVITÁ? - Esclusività e sacralità della scrittura, crea differenze (se scrivi sei figo) – all’inizio. - Alfabetizzazione delle masse e semplificazione dei contenuti – alla fine.
PARALLELI: LA STAMPA e IL DIGITALE
Cosa sono le serie televisive? Programmi TV che diventano d’interesse. Possiamo distinguere 4 fasi per lo sviluppo delle serie TV:
Nella 4º fase, prendono vita le grandi società di DISTRIBUZIONE e poi di PRODUZIONE di film, quali NETFLIX , AMAZON PRIME , PRIME VIDEO , CHILI ecc.. In particolare, Netflix inizialmente era una società di distribuzione di videocassette ( BLOCKBUSTER ) che con l’evoluzione dei tempi, ha deciso di migliorare il proprio servizio prima, consegnando DVD e Blue-Ray direttamente nella case, dove i fruitori avevano due giorni per visionare il contenuto e commentarlo, poi ha modificato il formato dei film, rendendolo non fisico in maniera tale che le persone potessero accedervi online e di conseguenza eliminando ogni tipo di spostamenti da parte del consumatore e del venditore. Infine poi, questa società è diventata anche PRODUTTORE di film e serie, proprio perché produzione e distribuzione nell’ambito economico vanno di pari passo, perché aiutano nell’attirare maggior pubblico. Le case produttrici di film, possono sceglie se far uscire una serie A BLOCCHI (una stagione tutta insieme, che ha dato vita al fenomeno del BIG WATCHING , ossia guardare gli episodi di una serie tv consecutivamente), o ad EVENTO TELEVISIVO (un episodio a settimana). Le serie tv possono essere considerate un PRODOTTO CULTURALE e INDUSTRIALE :
- “Prodotto”: perché hanno un torna conto economico, di conseguenza l’evolversi dei fatti è spesso condizionato da una richiesta minore o maggiore di remunerazione da parte di coloro che partecipano attivamente alla registrazione del film (“Industriale”). - “Culturale”: perché attraverso determinate storie è possibile tramandare tradizioni, insegnamenti (Rodari, favole con morale), fare propaganda (diffusione del Cristianesimo), con un conseguente recupero della NARRAZIONE. Inoltre perché, gli autori attingono sia da un determinato contesto storico, sia dai desideri del pubblico (Spiderman, Star Treck). Ogni serie tv si sussume in un PILOT (di solito è il secondo episodio della prima stagione di una serie, all’interno del quale l’autore spiega in breve cosa tratterà nella narrazione), che viene sottoposto a dei controlli ( APPFRONT ), all’interno dei quali gli investigatori scelgono quali sono le serie che potrebbero fruttare di più. Se viene ritenuto che una determinata serie non possa avere successo, non viene cancellata ma OTTIMIZZATA , migliorandola oppure riducendola ad un film. Nelle serie televisive viene attuata una costante ricerca di sviluppo dell’ESTETICA e della POETICA, da intendere come diceva Aristotele, come quell’equilibrio nei personaggi e nella storia stessa (per esempio, lotta tra bene e il male, che recentemente è stata in parte modificata perché in alcune serie è stato inserito il “finale tragico”, all’interno del quale è il male a trionfare, per far in modo che il film rispecchi meglio la realtà).