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Sbobina della lezione riguardo alle forme anomale di sciopero
Tipologia: Sbobinature
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Allora abbiamo cominciato a parlare dello sciopero che è lo strumento, il legislatore messo a disposizione dei lavoratori subordinati, è un'arma che i lavoratori hanno nel contesto di un conflitto sindacale. E che poi si può risolvere, io vi ho detto in una specie di sanzione, perché a seconda della riuscita o meno dello sciopero. Noi abbiamo visto che in realtà una definizione di sciopero non c'è. E quindi viene sostanzialmente da quella che è l'esperienza sindacale, se vogliamo, è come se la nozione di sciopero fosse quasi aperta. E che viene definita dalle stesse organizzazioni sindacali, dai lavoratori impegnati nel conflitto. E questo essendo un effetto della libertà di organizzazione e di azione sindacale poi alla fine. E ci siamo posti il problema, abbiamo visto il diritto individuale da esercitare collettivamente, per cui c'è chi ritiene che sia necessario una indizione, una programmazione dello sciopero. Abbiamo visto che un delitto potestativo che incide nella sfera giuridica di un altro soggetto. E abbiamo parlato della sua funzione, del presupposto, cioè l’esistenza di una controversia giuridica ed economica. E poi ci siamo posti il problema dei limiti all'esercizio del diritto di sciopero. E abbiamo visto il danno alla produzione e il danno alla produttività. Sostanzialmente che i limiti allo sciopero sono di una certa vaghezza. E perché sostanzialmente il danno alla produttività, abbiamo visto è quel danno consiste nel danneggiamento degli impianti per l'effetto dell'astensione dal lavoro, non per l'effetto di iniziative dei singoli lavoratori che prendono un martello e danno a martellate sugli impianti anche questo sarebbe un reato. Ora ci poniamo in un’altra prospettiva, oggi vi voglio parlare dello sciopero dei servizi pubblici essenziali. Però, prima di parlare dello sciopero dei servizi pubblici essenziali vorrei un attimo soffermarmi sulle forme anomale di sciopero, che poi è il presupposto, è la situazione di fatto che ha determinato questa giurisprudenza sul danno alla produzione, il danno alla produttività. E mi spiego meglio: noi per capire il problema delle forme di sciopero, ci dobbiamo rendere conto di quello che è il reale, poi il concreto interesse economico alla base. Noi che cosa abbiamo detto? Abbiamo detto che lavoratore che sciopera perde la retribuzione per il principio della sinallagmaticità non c'è prestazione quindi non c’è retribuzione. E vi ho detto pure che in realtà scioperare è un costo per i lavoratori subordinati, allora voi capite che, nel momento in cui lo sciopero riesce, nel senso che molti lavoratori scioperano e si riesce a chiudere l'azienda. Quindi, il datore di lavoro subisce il danno alla produzione, perché durante lo sciopero non c'è produzione. E allora alla fine questa perdita della retribuzione che lavoratori subiscono potrà avere un risvolto, un effetto, un'efficacia, perché significa che lo sciopero è stato idoneo a far pressione sul datore di lavoro, portandolo su posizioni più morbide della controversia in corso. È chiaro, la finalità dello sciopero è questa: quella di ammorbidire la controparte contrattuale. Tuttavia, si può creare anche la situazione inversa, cioè la situazione dello sciopero che non riesce o perché c'è una scarsa adesione dei lavoratori subordinati, quindi l'azienda non si chiude, o perché il datore di lavoro riesce a mettere dei paletti e credo di avervi raccontato la vicenda della banca che in realtà, nonostante lo sciopero non chiuse nessuno sportello, attraverso una serie di spostamenti. E poi vi spiegherò questi comportamenti. Allora voi capite che ove lo sciopero non riesca o, se vogliamo, anche nei casi in cui si riesce. Comunque, i lavoratori hanno avuto una perdita economica. Se non riesce, il danno è maggiore e giustamente il datore di lavoro non assumerà una posizione più morbida, non ha avuto un gran danno alla produzione, quindi non si ammorbidisce. Infatti, vi avevo raccontato che quando tornammo al tavolo delle trattative. Perché? Perché avevano scioperato, avevano perso la retribuzione, allora non avevamo perduto niente. Però, in ogni caso, anche se fosse riuscito e voi dovete ragionare, nella logica del conflitto comunque ci sono lacrime e sangue perché è comunque i lavoratori se scioperi 1, 2 giorni perdono le quote retributive, magari ammorbidiranno pure il lavoratore però gli effetti negativi in quel certo mese li avranno subito. Perché voi pensate già allo stipendio, per dire, 1.300 € al mese, moglie e figli e sciopera tre giorni, anziché 1300 al mese ne prende 1000, poi finché non avrà i benefici dell'attività contrattuale, intanto in quel mese il problema c'è. Cioè voi dovete anche ragionare sotto un profilo proprio pratico. Anche se magari non è una grande teoria giuridica. Ma per capire. Come mai poi il sindacato si è inventato queste forme anomale di
scioperi? Perché attraverso le forme anomale di sciopero… sono dei meccanismi di sciopero che comunque danneggiano il datore di lavoro. Senza però che i lavoratori, tutti i lavoratori perdano l'integrale retribuzione. Cioè, non è che il sindacato si è inventato questo, tanto così in modo da costringere gli studenti del diritto del lavoro a studiare le forme anomale di sciopero. Il problema è concreto. E mi spiego immediatamente. Sciopero a scacchiera. Allora, un po’ abbiamo parlato della meccanizzazione, voi dovete considerare che generalmente l'impostazione tradizionale di produzione è organizzata attraverso vari step. Allora, costruite questi occhiali, cioè un primo reparto che taglia, il secondo che…il terzo taglia questa parte dove vanno inserite le lenti, poi il quarto tutti mezzi assembla. Allora voi capite, considerando lo sciopero come un'astensione programmata collettiva e continuativa, dovrebbero scioperare tutti i dipendenti addetti ai quattro reparti. Significa se lavoratori sono 40 tutti e 40 scioperano la produzione si blocca integralmente. E tutti e 40 perderanno la quota retributiva relativa allo sciopero. Allora, l'idea delle forme anomale di sciopero, qual è? Non facciamoli scioperare tutti e 40. Facciamoli scioperare solo 10 in un reparto, il reparto che fa le stanghette. Tutti gli altri vanno al lavoro e continuano a fare il lavoro, però cosa succede? Se le stanghette non vengono prodotte, alla fine, comunque, del ciclo gli occhiali non escono. Avete, dal punto di vista dei lavoratori la retribuzione la perdono solo in 10, non tutti e 40, ma comunque in quella giornata non si producono gli occhiali. Ancora un'altra ipotesi di sciopero è lo sciopero a singhiozzo. Che significa? significa che anziché scioperare 8 ore, 1 ora si sciopera e un'ora si lavora, un'ora si sciopera e così via, che significa? In quella giornata i lavoratori non perderanno tutta la quota giornaliera di retribuzione, cioè subiscono un pregiudizio inferiore. Però comunque la produzione viene ridotta e a mio avviso viene ridotta anche oltre quelle quattro ore di lavoro mancanti. E perché? Perché tra l'interruzione dello sciopero per l'inizio dello sciopero e la ripresa del servizio, comunque, ci sono dei tempi tecnici. E quelli sono dei tempi tecnici per cui la produzione si riduce. Vi faccio un esempio: tanti anni fa ebbi la pessima idea di fare il liquidatore di una grande società, grande azienda industriale, e questa faceva uno sciopero a singhiozzo perché aveva attivato la procedura di cessazione di attività e quindi scioperava giustamente. Però io mi accorsi che scioperavano, che so, nell'intera giornata, 8 ore di lavoro, 157 persone dovevano produrre 1000 termostati. Andai a fare i conti e vedi che lavoravano quattro ore e quattro ore scioperavano. Quindi i termostati dovevano essere 500. Invece me ne trovavo 150. Potete immaginare convocai RSA, non vi dico che potesse succedere, ma perché io mi sentivo… ti dico tu vuoi scioperare quattro ore, quindi perdi quattro ore di retribuzione, ma io debbo perdere una produzione che corrisponde alle quattro ore, non quasi la produzione di tutta la giornata. Che questo poi entra in un altro tipo di discorso di cui parleremo dopo, le cosiddette altre fonti di agitazione sindacale. Adesso parliamo delle forme anomale di sciopero. Un'altra ipotesi anomala di sciopero, lo sciopero a coriandoli. Questo non lo trovate sui libri. Questa è una cosa che mi disse uno tanti anni fa, un giovane assistente. Cosa si erano inventati nella zona in Toscana? Che secondo me, sotto il profilo dell'alterazione della funzionalità produttiva è ancora peggio. All'ingresso della fabbrica, i sindacalisti distribuivano foglietti di colore diverso: gialli, rossi, verdi, blu. Dalle 9 alle 10 scioperavano i lavoratori con foglietto giallo, dalle 10 alle 11… praticamente in questo modo si determinava il caos totale all'interno dell'azienda, però, tecnicamente i lavoratori potevano sostenere, dicevano: io ho scioperato un'ora sola, le altre 7 ore me le paghi. E poi, quando arriveremo alla serrata vi spiegherò pure la reazione di datore di lavoro può avere in queste situazioni. Allora in pratica io vi ho fatto alcuni esempi, ma a quale finalità? Quella di farvi capire che attraverso l'evoluzione delle relazioni sindacali, anche la nozione di sciopero ha avuto degli aggiustamenti derivanti ovviamente dalla scelta del tutto legittima dei lavoratori delle organizzazioni sindacali di individuare dei meccanismi di lotta, utilizzando i quali i lavoratori subivano il minor danno possibile, cioè la minore decurtazione della retribuzione, infliggendo comunque un danno più importante al datore di lavoro. Allora, e quindi qui il primo problema che è stato posto giuridico è se queste forme anomale siano sciolte oppure
comportamento e una scelta del datore di lavoro, magari di essere inflessibile a fronte di richieste che i lavoratori fanno. E qui allora siamo arrivati al discorso che vi ho fatto ieri, cioè il danno alla produttività, non ci deve essere quindi un bilanciamento tra il danno e la produzione e quantità di ore di sciopero. Però, fino a che punto questo danno è giusto? Il danno è giusto finché è un danno alla sola produzione, nel senso che viene fermata la produzione del datore di lavoro, ma quando questo danno esonda la produzione e va a danneggiare gli impianti, allora lo sciopero diventa illecito. Perché? Perché è autolesionistico e perché può mettere in pericolo la vita e l'esistenza dell'impresa e questo ne ho già parlato la volta scorsa. Abbiamo un po’ il quadro completo di quelli che sono i imiti che la giurisprudenza ha individuato per l'esercizio del diritto di sciopero e che si sono posti soprattutto in riferimento alle forme anomale di sciopero. Ora dobbiamo fare un discorso ulteriore, concerne la posizione dei terzi perché esistono tante attività che sono effettuate per il pubblico. Io vi ho fatto l'esempio degli occhiali, l'azienda che produce occhiali, poi dopo li rivende, poi dopo arriveranno in un negozio che li vende. Però vi sono tante attività che hanno come destinatari immediati dell'attività dei lavoratori soggetti che sono terzi rispetto al rapporto di lavoro. Esempio classico interessa a voi: le aziende che hanno la concessione del trasporto pubblico locale, che con dei pullman vengono avanti e indietro e vi danno la possibilità di venire all'università. Allora voi capite che in queste situazioni, il destinatario della prestazione, sì, il datore di lavoro riceve la prestazione, nel senso che l'autista, quindi il pullman incasserà il corrispettivo dei biglietti oppure la parte più significativa, il contributo regionale per coprire certe linee. Però chi riceve la prestazione sono gli utenti del servizio pubblico che se il pullman stasera sciopera, voi rimanete a piedi. Ancora, in un ospedale. È vero che c'è il rapporto di lavoro del medico e dell'infermiere, però, il primo destinatario è il malato. Se l'infermiere e il medico scioperano è il malato, se si tratta di un raffreddore, degli antibiotici non succede niente, ma se devi avere un'operazione, che facciamo? Quindi vi sono una serie di attività che sono come diretti destinatari della prestazione lavorativa, non il datore di lavoro che riceve il lavoro vicino alle macchine e deve costruire gli occhiali, ma soggetti che con rapporti lavoro non hanno nulla a che fare. E sono anche delle attività che magari assolvono alla soddisfazione di interessi generali che sono costituzionalmente tutelati. La mobilità, anche a livello europeo, la salute, il diritto a ricevere la pensione, il diritto all'istruzione, ce ne tanti. Allora qui si è posto il problema della tutela di questi soggetti. Non il problema della tutela del datore di lavoro, dei macchinari, le cose che vi ho detto, qua siamo in un'altra prospettiva. Nella prospettiva di tutelare soggetti che sono terzi e che fruiscono di queste prestazioni. Gli interessi di soggetti estranei al rapporto di lavoro subordinato e che poi ha portato alla legge 46 del ‘ che è stata poi la prima legge tra quelle menzionate dall'articolo 40 della Costituzione, cioè come legge che regolamenta l'esercizio del diritto di sciopero. Successivamente modificata nel 2000. Il problema è sorto e la strada che poi ha percorso il legislatore è stata individuata dalla Corte costituzionale. E perché voi dovete sapere esiste un reato, l’abbandono del pubblico ufficio, per cui ci si è posti il problema della costituzionalità di queste cose in relazione all'esercizio del diritto di sciopero. E quindi un vero intervento. La Corte costituzionale… praticamente questo reato era configurabile solo quando venivano giudicati i servizi essenziali per la salvaguardia di interessi di pari o superiore dignità al diritto all'interesse tutelato dallo sciopero: la salute, l'idoneità fisica delle persone. Sapete che la nostra costituzione prevede tanti diritti, c’è una graduatoria tra diritti assoluti e diritti che fossero rilevanti questa è la distinzione tra quelli che sono i diritti dell'essere della persona e i diritti dell’avere. E quindi la Corte costituzionale pose questo primo paletto, con una precisazione ulteriore con un'altra denunzia e cioè che per questi servizi diciamo così, meno estensionali, il reato, comunque, non era configurabile cioè, i servizi non finalizzati a soddisfare interessi di un certo spessore che non era configurabile il reato, quando venivano forniti dei servizi indispensabili. Perché grosso modo questi sono due principi che dovete considerare che poi sono state attuate dal legislatore; prima di attuarli, però che dal lato delle organizzazioni sindacali vi è stata certa resistenza collegata e fondata sempre sul discorso della libertà di organizzazione e azione sindacale per cui diciamo che in un primo periodo si cercò di percorrere i cosiddetti codici di autoregolamentazione. Cioè come se le organizzazioni sindacali avessero detto: ci sono questi problemi, stabiliamo noi al nostro
interno, quindi ci autoregolamentiamo. Però c’è un problema. Poi ci sono i problemi che sono relativi pure alle cosiddette clausole di pace sindacale. Il diritto di sciopero è un diritto individuale, l’esercitare collettivamente, il sindacato non può assumere impegni. E questi codici in realtà non è che hanno avuto una grandissima efficacia, ragion per cui è intervenuto il legislatore ponendo alcuni paletti. Primo paletto è stato quello di individuare quali sono i servizi pubblici essenziali, cioè i settori nell'ambito dei quali, dell'esercizio del diritto di sciopero bisogna tenere conto degli interessi di questi soggetti terzi, chiamiamoli utenti. Ed è un'elencazione che non è tassativa, ho fatto alcuni esempi. Sanità, igiene pubblica. E, per esempio, gli addetti alla raccolta dei rifiuti oppure agli inceneritori, a questo tipo di attività. Protezione civile. I rifiuti, l'approvvigionamento dei beni essenziali, possono essere i farmaci, ma anche beni, diciamo a mio avviso, alimentare, voi avete visto durante il Covid che le aziende che distribuivano i prodotti alimentari potevano continuare ad operare, la giurisdizione, l'attività degli avvocati. Tenete presente che anche per i liberi professionisti esistono delle regole della loro eventuale attività di protesta. Esistono certe regole che devono essere garantite, per esempio, se bisogna discutere sulla posizione di un soggetto che è in stato di arresto oppure per i procedimenti di urgenza. Insomma, c'è una selezione di tipologie di controversie che non possono essere una protesta degli avvocati con un’astensione dalle udienze, la libertà e l'indennità fisica, i trasporti, circolazione, distruzione, previdenza e assistenza E qui, attraverso la previdenza e l'assistenza anche le banche e le poste. E perché l'erogazione delle pensioni, cioè voi il servizio pubblico è essenziale, non lo dovete individuare attraverso la natura pubblica o privata dell'ente pubblico, pubblico e essenziale non significa il datore di lavoro deve essere pubblico, qua ci si riferisce a prestazioni, attività che hanno la funzione di soddisfare l'interesse costituzionalmente rilevante e che, attraverso la soddisfazione dei singoli viene soddisfatto questo interesse di carattere generale costituzionalmente rilevante, che quindi ha una natura pubblicistica. Che cosa ha stabilito il legislatore? Ha stabilito che quando si creano situazione di conflitto in questo settore, la prima regola delle organizzazioni che indicono uno sciopero dei lavoratori che intendono scioperare è quella del preavviso. Almeno 10 giorni prima bisogna preavvisare in ordine alla volontà di esercitare il diritto allo sciopero, questo perché? Per avere un periodo di tempo, diciamo così, di decantazione del conflitto, un periodo di tempo durante il quale le parti si potrebbero anche incontrare, trovando quella situazione di compromesso che in precedenza non è stata individuata. 5 giorni prima il datore di lavoro devi pubblicizzare, quindi l’utenza va avvertita sul fatto che in un certo giorno verrà esercitato il diritto di sciopero. E quindi i servizi all'utenza possono essere pregiudicati, non annullati, tra poco ordiniamo il secondo passaggio fondamentale. E poi il legislatore, sempre sulla scorta della seconda sentenza della Corte costituzionale, ha previsto che il datore di lavoro deve individuare, previo accordo con l'organizzazione sindacale, le prestazioni indispensabili. Cioè nel giorno stabilito per esercitare il diritto di sciopero, comunque un minimo di prestazioni debba essere garantito. Non si può annullare completamente i servizi, allora per voi se gli autisti scioperano, credo almeno due tre corse, non lo so qual è l'accordo debbono essere garantiti; ora e così approfondiamo meglio questo discorso delle prestazioni indispensabili. Il legislatore è anche previsto un organo, l'organo terzo, che è la Commissione di garanzia costituita da 9 membri. La Commissione di garanzia la prima funzione che hai è di verificare se queste sensazioni indispensabili sono corrette oppure no. Cioè sono adeguate a tutelare gli interessi degli utenti. Ormai diciamo che il lavoro grosso è finito però voi pensate, i primi anni 90 sta commissione di garanzia in che modo ha operato e perché andavano verificati tutti gli accordi di tutti questi settori rientranti nella definizione generale che aveva dato il legislatore. E la Commissione di garanzia avere il potere anche di stabilite che certe regole concordate da sindacati e datori di lavoro e poi attuate dal datore di lavoro, fossero insufficienti, cioè poteva dire: guardate se le stazioni indispensabili che voi dite di adottare non vanno bene perché gli interessi degli utenti non sono adeguatamente salvaguardati. E poteva sostituirle, queste prestazioni indispensabili, stabilendo in via provvisoria quelle che all'avviso della Commissione di garanzia erano prestazioni
atipico. Atto atipico deve corrispondere a un interesse meritevole di tutele, l'interesse meritevole di tutela ci potrebbe essere perché è l'interesse collettivo dei lavoratori. Tuttavia, ci sono sempre dei limiti generali della buona fede e correttezza. Allora non collaborazione, rifiuto di mansioni collaterali, che significa? Quando studieremo l'articolo 2094 vediamo che nella definizione di lavoro subordinato c'è la parola collaborazione. Però delle forme di lotta sindacale, proprio per evitare di scioperare e di perdere la retribuzione si possono risolvere o nel rifiuto di mansioni collaterali, per esempio, in tante realtà aziendali, cessata la prestazione di lavoro, c'è l'abitudine di pulire la posizione di lavoro per non lasciarle le altre sporche e così via; se sono conduttore di una macchina, quando chiudo la macchina generalmente la pulisco e faccio tutte quelle attività accessorie per tenerla appunto perfettamente funzionante. Ma questa magari non, come debbo dire, è un qualcosa in più rispetto alla mansione prevalente che è quella della conduzione della macchina. Allora come strumento di lotta sindacale, le mansioni accessorie non le faccio. Oppure c’è un'altra figura, il rallentamento della produzione, l'ostruzionismo e la desuetudine, cioè che cosa significa? Significa che si può scegliere di eseguire e attenersi in maniera pedissequa a quelli che sono gli di servizio senza considerare poi il fatto che la prestazione lavorativa deve essere fatta nell'interesse della controparte. Esempio di non collaborazione: un'azienda che produceva cordami, per cui c'è un macchinario che tu caricavi le materie prime e poi veniva prodotto il cordame. Praticamente cos’era accaduto? Che questo signore alle 5 il pomeriggio aveva finito nei servizi e staccato. Fregandosene del fatto che aveva caricato le materie prime, bastavano 10 minuti in più per completare la lavorazione in corso. Interrompendo la lavorazione alle 5, non solo perdeva la lavorazione, ma la materia prima, inserire nella macchina non era più utilizzabile. Questa è una forma di non collaborazione, infatti noi applicammo la sanzione disciplinare e il giudice la ritenne legittima perché se tu hai caricato, allora o finivi 10 minuti prima oppure nel momento in cui hai fatto quel carico portalo a conclusione, non fai perdere migliaia di euro perché poi la materia non è più utilizzabile. La non collaborazione è questa. Ci può essere il rallentamento della produzione per esempio magari, significa rallentare i movimenti in modo da perdere più tempo. Ecco queste forme se si riescono a dimostrare, perché poi bisogna dimostrarlo pure, costituiscono dei comportamenti che non corrispondono allo sciopero ma che non sono conformi alla correttezza e buona fede che deve essere un principio generale, principi generali di tutte le tipologie contrattuali, quindi anche del rapporto subordinato; debbono ispirare i comportamenti delle parti dell'esecuzione del loro rapporto giuridico. L'occupazione della fabbrica. Questo è un teatro ed è rimasto un reato, però è di difficile configurazione. Perché il problema è l'elemento psicologico. Occupazione della fabbrica significa che i lavoratori, quando la fabbrica è chiusa, vanno in fabbrica per occuparla. Se invece i lavoratori iniziano a lavorare, durante l'orario di lavoro iniziano lo sciopero. Restano fermi sul posto di lavoro, quella non è occupazione, perché loro erano già là non è occupazione della fabbrica. Ancora qualche volta è stata ipotizzata la violazione di domicilio. E anche qui, nel caso che vi ho presentato, non è violazione di domicilio, perché il luogo di lavoro è un domicilio anche dei lavoratori. La violazione di domicilio si potrebbe avere solo per gli uffici amministrativi, ma nemmeno per tutti, perché anche negli uffici amministrativi vi sono lavoratori che eseguono una loro prestazione, però nell'ufficio dell'amministratore. Perché quella è l'ufficio dell'amministratore, là i lavoratori non posso entrare, ovviamente in maniera forzosa, se entrano per discutere possono. Perché entrando nell'ufficio dell'amministratore avrebbero commesso il reato di violazione di domicilio, mentre potevano stare nella fabbrica che lo sciopero era iniziato durante l'orario di lavoro. Allora, il blocco merci, questo è il blocco merci e il discorso che vi ho fatto io prima, cioè impedire alle merci attraverso una resistenza passiva di uscire. Questo dovrebbe essere legittimo, perché poi alla fine ecco, pensate che possono scioperarla anche i lavoratori addetti al magazzino. Allora, se i lavoratori addetti al magazzino scioperano le merci comunque sono bloccate, il problema si può porre se lo sciopero inizia
quando gli autoarticolati sono già caricati e quindi non fanno uscite i lavoratori dipendenti di aziende terze quanto ormai II camion sono stati caricati già. Il boicottaggio, questo è un reato. Cioè impedire o tenere attività che impediscono al datore di lavoro la stipula di contratti per la vendita delle merci. E questo è un reato e sarebbe anche una violazione dell'obbligo di non concorrenza di cui l’articolo 2105. Però anche è di difficile configurazione perché il sindacalista o il lavoratore ha il diritto di critica che è tutelato costituzionalmente. Allora qui voi capite che la linea di confine tra la critica, la diffamazione e il boicottaggio è facilmente individuabile sotto il profilo teorico ma di difficile poi individuazione sotto il profilo pratico, anche perché tenete presente c'è una giurisprudenza che richiede la libertà dell'esercizio del diritto di critica, però, nel rispetto del principio della verità oggettiva. E anche delle modalità di espressione che non debbono essere di per sé offensive. Il blocco stradale che è ammissibile nei limiti in cui avviene attraverso la resistenza passiva. L'autoriduzione dei canoni ed è responsabilità civile significa non pagare una prestazione per la quale deve essere erogato il corrispettivo.