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Televisione: Terreno di Scontri di Potere - La TV come Mezzo di Espressione e Educazione, Appunti di Comunicazione Dell'industria Culturale

La storia e l'evoluzione della televisione, dalla paleotelevisione agli anni '80, con un focus sulla sua importanza come strumento di educazione e espressione di idee. Sulla responsabilità della tv verso il pubblico, le differenze tra paleo e neotelevisione, l'importanza numerica e la sua influenza sulla cultura e le scelte sociali. Vengono anche analizzati i cambiamenti importanti come pay tv e la tecnologia digitale.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 20/05/2019

Francesca_Irel
Francesca_Irel 🇮🇹

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TELEVISIONE: terreno di scontri di potere!
1961 Ettore Bernabei: mezzo di espressione delle idee degli elettori+ educazione !
Umberto Eco> PALEOTELEVISIONE diversa NEOTELEVISIONE!
TV come progetto pedagogico (responsabilità per il pubblico) !
- Trasmissione a orari stabiliti!
- Rigida distinzione tra mezzi informatici (informare no= intrattenere)!
- Riduzioni televisive di opere letterarie !
L’importanza della TV e data dal fattore numerico, conseguenze: !
1. La TV e pubblicità: l’importante è apparire!
2. Pochissimi parlano a moltissimi (team canale 5–20 persone)!
3. La TV è fatta da un’élite che trasmette le proprie idee anche diverse dalla maggior parte della
gente (eg famiglia in crisi) !
ANNI 80– avvento delle TV private e TV come acceleratore economico + scelte sociali
determinate dalle TV !
EUROPA (controllo stato) vs. USA (sistema privatistico) !
UK- BBC: divulgazione scientifica!
FR- Difesa della cultura e della lingua !
DE- fiction televisive internazionali !
SP- no industria televisiva forte !
TV commerciale che vende gli spettatori alla pubblicità !
QUALITÀ: presenza dimensione etica e umana (riflessione) !
Rapporto TV-CULTURA: tutto è cultura e la tv educa anche quando dis-educa + rimando alla
rielaborazione !
La TV non opera nell’immediato— progetto a lungo termine (i contenuti ricchi non stancano, ma
creano più interesse)!
CAMBIAMENTI IMPORTANTI: !
1. Pay TV: linfa economica nel circuito mediale !
2. Tecnologia digitale: da segnale analogico a canali terrestri (+ canali di nicchia; + ricchezza) !
PUBBLICO da ragione di esistere alla TV, per questo è da conoscere !
Come? Misurando il consumo di TV!
1. Quantità di apparecchi (prima: collettività // ora: nelle case)!
2. Comportamento quotidiano!
3. TV come azione primaria (2/2.30 h) o secondaria? Rilevazione AUDITEL !
Quali approcci usa il pubblico? ETNOGRAFIA DEL CONSUMOJAMES LULL anni 80 !
Uso sociale:!
1. Strutturale: arredamento domestico + definizione dei ritmi!
2. Relazionale: rete di interazioni familiari facilitando la comunicazione + apprendimento sociale
(valori) !
Considerazioni: !
1. Guardare la TV e un attività (no passiva) !
2. Guardando la TV facciamo altro (idee, prendiamo info, relax) !
3. Di giorno: individuale // di sera: collettivo !
4. Ordine o caos !
Pubblico: alto tasso di infedeltà, data dalla visione multipla. !
1. RITUALIZZAZIONE: inizia quando la famiglia inserisce la TV nel tempo libero tanto da scandire
le attività !
2. NEGOZIAZIONE: tra membri della famiglia che discutono per un programma !
3. MEDIAZIONE: forma collettiva di mediazione del consumo consapevole o no (eg genitore che
interviene) "
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Francesco Casetti: “il caos ha una logica” / zapping e turnover!
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TELEVISIONE : terreno di scontri di potere

1961 Ettore Bernabei: mezzo di espressione delle idee degli elettori+ educazione

Umberto Eco> PALEOTELEVISIONE diversa NEOTELEVISIONE TV come progetto pedagogico (responsabilità per il pubblico)

  • Trasmissione a orari stabiliti
  • Rigida distinzione tra mezzi informatici (informare no= intrattenere)
  • Riduzioni televisive di opere letterarie L’importanza della TV e data dal fattore numerico , conseguenze:
  1. La TV e pubblicità : l’importante è apparire
  2. Pochissimi parlano a moltissimi (team canale 5–20 persone)
  3. La TV è fatta da un’élite che trasmette le proprie idee anche diverse dalla maggior parte della gente (eg famiglia in crisi) ANNI 80 – avvento delle TV private e TV come acceleratore economico + scelte sociali determinate dalle TV EUROPA (controllo stato) vs. USA (sistema privatistico) UK- BBC: divulgazione scientifica FR- Difesa della cultura e della lingua DE- fiction televisive internazionali SP- no industria televisiva forte TV commerciale che vende gli spettatori alla pubblicità QUALITÀ : presenza dimensione etica e umana (riflessione)

Rapporto TV-CULTURA: tutto è cultura e la tv educa anche quando dis-educa + rimando alla

rielaborazione La TV non opera nell’immediato— progetto a lungo termine (i contenuti ricchi non stancano, ma creano più interesse) CAMBIAMENTI IMPORTANTI:

  1. Pay TV : linfa economica nel circuito mediale
  2. Tecnologia digitale : da segnale analogico a canali terrestri (+ canali di nicchia; + ricchezza)

PUBBLICO da ragione di esistere alla TV, per questo è da conoscere

Come? Misurando il consumo di TV

  1. Quantità di apparecchi (prima: collettività // ora: nelle case)
  2. Comportamento quotidiano
  3. TV come azione primaria (2/2.30 h) o secondaria? Rilevazione AUDITEL Quali approcci usa il pubblico? ETNOGRAFIA DEL CONSUMOJAMES LULL anni 80 Uso sociale:

1. Strutturale: arredamento domestico + definizione dei ritmi

2. Relazionale: rete di interazioni familiari facilitando la comunicazione + apprendimento sociale

(valori) Considerazioni:

  1. Guardare la TV e un attività (no passiva)
  2. Guardando la TV facciamo altro (idee, prendiamo info, relax)
  3. Di giorno: individuale // di sera: collettivo
  4. Ordine o caos Pubblico: alto tasso di infedeltà, data dalla visione multipla.
  5. RITUALIZZAZIONE: inizia quando la famiglia inserisce la TV nel tempo libero tanto da scandire le attività
  6. NEGOZIAZIONE: tra membri della famiglia che discutono per un programma
  7. MEDIAZIONE: forma collettiva di mediazione del consumo consapevole o no (eg genitore che interviene)

Francesco Casetti: “il caos ha una logica” / zapping e turnover

MEDIA: powerful: ambiente simbolico che influisce dando modelli interpretativi e fornendo interpretazioni parziali del mondo. SORICE M. — creazione sistemi di senso (tracciare confini, gettare ponti) importanza del fattore emotivo individuale

INFORMAZIONE TELEVISIVA :

Epoca paleo-televisiva: tg= informazione

Epoca neo-televisiva: INFOTAINMENT= information+ entretainment

Tg— maggiore visibilità: 1. Marx numero ascolti. 2. Certifica l’esistenza. 3. Forte emotività Forte selezione della notizia : criteri: prossimità, rilevanza, immediatezza, drammaticità Notiziabilitá: esclusività, impatto emotivo

Impaginazione tematica :

  1. Prima pagina: notizia del giorno (politica, cronaca)
  2. Pagina degli interni
  3. Pagina sindacale
  4. Cronaca nazionale
  5. Cronaca estera
  6. Costume e società
  7. Sport

Oppure rispetto alle tipologie :

  1. Notizie di apertura (attualità)
  2. Notizie forti- attenzione dello spettatore
  3. Notizie di passaggio- illustrate
  4. Notizie speciali (approfondimento)
  5. Notizie di chiusura- rassicuranti

Riconoscimento formale :

  1. Collocazione oraria
  2. Denominazione
  3. Sigla Scena allestita che riduce la distanza tra lo spazio reale da quello scenico Visualizzazione della notizia:

- Immagini fisse— intento didascalico ed esplicativo

- Filmati:

A. Ricostruisce a posteriori B. Mostra conseguenze C. Immagini generiche D. Persone oggetto a cui si riferisce la notizia E. Montaggio di immagini reali + esterne (reality, fiction)

Nascita e crescita del TG

1. 3 Gennaio 1954-

  • Modello radiofonico di riferimento
  • Informazione sottovalutata

2. 4 novembre 1961-

  • 2 canale Rai> tg in onda alle 21 dopo il 1 canale
  • Nascita dell’RVM nel 1957
  • Dal 1968 tg alle 13.
  • Anticipazione alle 20 del tg
  • Nascita neotelevisione ] RIVOLUZIONE
  • diffusione TG fuori orario
  • Politica nel TG

Come si mostra Il varietà

- fondamentale il ritmo (rapidi cambi di ambiente e persone)

- Scelta delle inquadrature per catturare l’interesse

- Apparato scenico

Il racconto:

Le strutture narrative caratterizzano Il varietà (eg quiz show: meccanismo narrativo semplice) Sub universo semantico Varietà: forma di spettacolo fine a se stessa 3 elementi fondanti:

  1. Rimando a, mondo dello spettacolo
  2. Deittici referenziali
  3. Comunicazione eufonica

GAME SHOW no= telequiz

== struttura frammentaria

1. MACRO- frammentarietà: prove-sfide (manches)

2. MICRO-frammentarietà: domanda-risposta

Fruizione ipertestuale: ogni frammenti adempie alla funzione ludica indipendente Lo spettatore può inserirsi: Verticalmente (in ogni momento) può decidere che percorso intraprendere Orizzontalmente (forza di coinvolgimento): da subito immerge il fruitore

Metafora: viaggio dell’ EROE = concorrente in cui il pubblico si identifica

— accompagnato da un mentore= CONDUTTORE che lo introduce alle prove che conducono

l’eroe ad una prova centrale

— CRISI — PRVA FINALE (climax)

America anni 40 Paleo televisione (Italia) Neo televisione Tempi veloci = spettacolarizzazione+format americano

- esplosione di canali

- Trasmissione 24/

- Audience: potenziali

consumatori

- Flusso tv senza distinzione di

generi Concorrente anonimo Concorrente— personaggio 1. Necessità di testi duplicabili a basso costo Si game show No telequiz Meccanismo di gioco scarno Conduttore— protagonista 2. Testi frammentari (per pubblicità) Conduttore e concorrente in secondo piano Vallette, ospiti 3. Consumo veloce da un pubblico vasto Umanità

  1. Finale chiuso = superamento prova
  2. Finale circolare = perdita e no cambiamento

TALK SHOW molto considerato negli anni 90:

Prima: negli USA trasmesso di notte e per pochi Anni 50: si aggiunge la componente dell’intrattenimento In Italia 1976-77 Maurizio Costanzo (inventore) con “Bontà Loro” Protagonisti = esperti, gente comune. Le interazioni passano attraverso il conduttore. Tono quotidiano: dialogo costituito dall’identità personale Spazio = allestimento (piazza, salotto...) Tempo = determinato dalla collocazione nel palinsesto, marcato dalle pause Telespettatore = raffigurato nel pubblico, può intervenire, è messo a suo agio

TEORIA DI LIVINGSTONE E LUNT che individuano 3 generi che formano il talk:

  1. DIBATTITO : spettatore come ascoltatore di opinioni
  2. ROMANZO CAVALLERESCO : conduttore che mantiene l’ordine, lo spettatore ascolta un racconto
  3. FUNZIONE TERAPEUTICA : la narrazione doveva terminare con una decisione incisiva

TEORIA DI P. BURKE —> CONVERSATION ANALYSIS tratti della conversazione

  1. Carattere cooperativo
  2. Uguaglianza tra i parlanti
  3. Spontaneità e informalita
  4. No scopi esterni = conversazione nei talk: 1. A volte la cooperazione è in studio ma non fuori 2. Gerarchia dei partecipanti 3. Spontaneità negata perché non c’è un confronto faccia-faccia 4. Finalità informative e persuasive Effetto reale— dati dalla realtà

ISABELLA PEZZINI — la messa in onda innesta strategie di: ammirazione, curiosità, complicità,

imparzialità.

Mutua da CHARAUDEAU procedure tecniche per rendere un contenuto narrativo

I più frequenti:

  1. Effetto “CONVERSAZIONE”: con piani ravvicinati
  2. Effetto “CONVEGNO”: piano più largo
  3. Effetto “DISCUSSIONE”: piani eterogenei
  4. Effetto “GIOSTRA”: effetto straniante

Anni 80: sport parte dei vari formati televisivi (varietà, talk, parodia) SPORT: GENERE O PRODOTTO? | Appare come sfondo ai generi Tre linee che la tv accosta allo sport:

  1. Festa diverso dall’ordinario Eventi eccezionale dal quotidiano Anni 50: esclusiva diretta Oggi: immagini reali rielaborate, informazione + finzione. Decontestualizzazione + ricontestualizzazione
  2. Racconto Sport: fornisce spinti per la ricostruzione di un percorso con eroi e vinti. Dal pretesto sportivo si costruiscono sfondi per narrazioni generali (eg vittoria, fatica...) Le storie non hanno solo pubblico maschile.
  3. Commento Diretta in funzione informativa e emotiva Particolare linea guida per lo spettatore CONCLUSIONE: La tv ha perso consapevolezza del proprio ruolo di mediatrice di valori di cui lo sport è artefice

DIVULGAZIONE SCIENTIFICA in TV

Passaggi prima della divulgazione:

- Riviste accademiche (intraspecialistiche)

- Riviste riconosciute (interspecialistiche)

1. PEER REVIEW

2. PRESENTAZIONE:

PROGRAMMAZIONE MUSICALE

Riempie gli spazi in tv, sottolinea il ritmo delle immagini, e parte della tv di flusso (=susseguirsi di programmi senza continuità)

La tv è una vetrina in cui la musica si mette in mostra

NB—la musica si piega al linguaggio audio-visivo 1 fase : usa 1952 primi spazi musicali in tv / modello TOP of The POPS 2 fase : metà 70 inizio 80 — avvento dei videoclip (no necessità fisica dei musicisti. Obiettivo: raccontare parole) + nascita di emittenti tematiche videomusicali.

1 AGOSTO 1981 debutto MTV /sede in Italia 1995

La musica è costume — che sia presente o assente (musica secondaria) 5 tipologie di programmi musicali.

  1. COMPARSATE : “vetrina” + esibizione in playback
  2. MUSICA DAL VIVO : raramente (spese alte non compensate dagli ascolti)= solo grandi eventi
  1. MEDIA EVENT : volto a premiare o mostrare nomi (musica in 2 piano)
  2. CONTENITORI VIDEOMUSICALI : spazi dedicati a videoclip che lanciano personaggi
  3. REALITY SHOW : musica spettacolarizzata dalla competizione Nei programmi non-musicali:
  4. MICROTESTI DI FLUSSO : sigle, spot, promo. Caratteristiche: velocità, brevità, frammentati, autoreferenziali
  5. MAGAZINE : tra gli spazi pubblicitari e i filmati si fatica a percepire differenze
  6. FICTION : programma giovanile (USA:Friends, Baywatch. IT:musica pop come colonna sonora) MUSICA=GIOVANI=RITMO (ha svecchiato la tv)

LE FORME DEL RACCONTO TELEVISIVO :

FICTION : perché c’è poca varietà?

Pubblico: “no voglia di sperimentare” Operatori: la gente vuole gli stessi generi Quindi: comunicazione assente

IL RACCONTO è una forma di comunicazione organizzata il cui senso è racchiuso nella sua

totalità L’uomo proietta le sue domande, insicurezze e ricerca valori (bisogno profondo diverso da quello materiale) Il genere narrativo ha senso nell’azione (azione drammatica) e conseguenza dell’azione

  1. Azione EFFICIENTE : il protagonista con azioni dirette modifica il mondo (tipicamente maschile)
  2. Azione INDIRETTA/PERFICIENTE : il protagonista stimola cambiamenti ma non li produce— trasforma le persone (tipicamente femminile) *** ECCEZIONE: cambiamento del mondo e delle persone eg Gesù di Nazareth, Gandhi. Vittoria definita e stabile pur non combattendo OGGETTO TELEVISIONE TV CINEMA
    • Il suo funzionamento non è legato ad un messaggio
      • legato al racconto che veicola
    • deresponsabilizza, demotiva, distrae l’occhio - costruzione ambiente favorevole
    • diffusione della narrazione. Procedimento retorico della narrazione: SORPRESA più efficace se alla fine
      • diffusione a pagamento
    • se non si capisce si cambia canale quindi serve emotività da subito e comprensione
      • costrizione ad aspettare Genere più usato MELODRAMMA per questo si usano medici, preti....

LUNGA SERIALITÀ nel macrogenere della fiction, si snodano in più episodi

Aspetti produttivi: Determinati da aspetti

- Fissi (ambiente)= ottimizzo i costi: 1. Accorpare scene per ambiente. 2. Accorpare pose

attore (1 gg= 500/2000€)

- Variabili (personaggi

Piano di lavoro diviso in:

  1. Voci sopra la riga (più alti). Regia, sceneggiatura (messi speciali, scene di massa, notte, animali), attori
  2. Voci sotto la riga: troupe, scenografia, costume, pellicola... Anni 80 flusso ininterrotto di programmi di lunga serialita. La serie italiana coinvolge un pubblico familiare nel PRIME TIME o nel DAY TIME. Dipende da: aspettative, abitudini e riconoscibilità. Prodotti classificati in base:

- Costo

- Capacità di selezionare un determinato pubblico

- +/- congruenza con l’immagine di rete che si vuole proporre

- +/- appetibilità nel mercato pubblicitario

- +/- grado di riconoscibilità

- +/- capacità di prestarsi ad una programmazione di una certa durata

Serial Serie Sitcom Racconto sviluppato in puntate (no indefinito) Capace di instaurare rapporti con il pubblico Da 30 min. SORICE verticali (aperte e chiuse e lo stesso episodio)

- Ritmo lento -^ Episodi autonomi in 3 atti

(+premessa +sviluppo +conclusione) -Personaggi forti

  • Tanti dialoghi - Motore: conflitto in ogni episodio - Azioni concentrate -Personaggi statici - Personaggi 1/2 fissi - Pubblico fidelizzato
  • Dimensione atemporale | |
  • Dipendenza | | 2 generi:
  1. Telenovela (anni 80)
  2. Soap
    • USA: modello nX24’ diverse dal modello telefilm USA da nX25’
    • IT: bisettimanali 50’ (tematiche sociali, all’esterno, ritmo) All’ITALIANA (struttura narrativa)

- una o più linee orizzontali: che

si sviluppano in tutta la serie (eg sentimento)

- Linee narrative verticali: “casi di

puntata”

- Struttura 8X90’ min che

sostituisce film nel prime time

- Commistione generi

- Concept e teaser accattivanti

(sistema di conflitti)

- Protagonisti forti che devono

suscitare empatia. Come?

  1. Situazioni quotidiane
  2. Virtù eroiche individuali (basckstory)

CARTONE ANIMATO :

GIAPPONE

1976 Heidi in Rai

  1. Puntate legate da intrecci
  2. Personaggi con umanità e crescita
  3. Grande qualità grafica

ANIME ebbero successo per:

  1. Strategie d’animazione
  2. Storie narrative
  3. Costi moderati — come? Riprese fisse e ripetute

SEI MACROGENERI:

  1. Racconto di formazione= ispirato ai classici occidentali
  2. Racconto per l’infanzia= (età prescolare) personaggi del mondo animale (eg Pokemon)
  3. Racconto rosa= affettività
  4. Racconto fantasy= contesto contemporaneo— femmine con poteri
  5. Racconto avventuroso= in luoghi lontani- perfezionamento per se e per il mondo
  6. Racconto fantascientifico= guerra uomo-macchina USA : Due correnti:

1. DISNEIANA (Walt Disney)

Crea un mondo animato credibile non realistico, ma in una realtà parallela coerente. Personaggi con carattere e psicologia “realismo disneiano”. Il cartoon diventa adulto

2. ANTIDISNEIANA (Warner)

Esagera ogni situazione è rompe le convenzioni= i personaggi si rivolgono al pubblico 1966-80 primi cartoni basati sulle avventure dei supereroi SIMPSON (1990) fenomeno eclatante del legame familiare stabile nonostante tutto ITALIA : Cartoni nel Carosello (Calimero). Alla chiusura di carosello esplodono i cartoon e le anime. 1996 74% americani 2000 60% europei 1 serie animata realizzata in Italia: Lupo Alberto Programma contenitore la MELEVISIONE: opere italiane e europee

LA WEB TV :

Anni 70 interazione internet-tv Anni 90:

- Web video on demand: prodotti audiovisivi visionabili senza vincoli nel tempo

- Web cam: telecamere in un punto fisso che trasmettono imagini in diretta

I canali tematici sempre più spesso trasmettono parte del proprio palinsesto sul web (on demand o streaming live) “Nuova televisione” — 3 direzioni:

  1. Emittenti di nicchia
  2. Affinity TV
  3. Emittenti comunitarie