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La storia e il simbolismo delle piramidi egizie, dai primi complessi a mastaba alle piramidi a gradoni, passando per quelle di giza, meidum e dahshur. Vengono inoltre descritte le strutture adiacenti come templi, ipogei e cortili.
Tipologia: Sintesi del corso
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Le piramidi sono sicuramente i monumenti simbolo della civiltà egizia e sono 23 quelle presenti lungo il corso del Nilo. Le più famose sono quelle di Giza. Ma esse sono il frutto di un’evoluzione molto più complessa. Infatti, la piramide nasce dall’evoluzione di una struttura a mastaba. Questo complesso era composto da due strutture collegate da un pozzo. Essa viene modificata per la prima volta da Gioser (III dinastia). Egli fece costruire il pozzo della mastaba, in blocchi di granito e su di esso era posta una costruzione quadrata rivestita da un doppio paramento in calcare. Il pozzo si congiungeva a un ipogeo e vennero aggiunti altri ambienti come corridoi e gallerie e infine un appartamento funerario in cui venivano deposte delle offerte. Sopra questa struttura fece costruire da Imhotep (suo ingegnere) una piramide in modo che essa fosse visibile anche negli insediamenti circostanti. La piramide era formata inizialmente da quattro gradoni e in seguito ne furono aggiunti altri due. Nonostante si tratti di una struttura architettonica ben visibile, il punto più importante e in cui risedeva la sua funzione funeraria era posto nell’ipogeo, in cui era presente la sepoltura in modo da garantire una maggiore protezione. Questo complesso però possedeva anche altri ambienti che avevano solo un valore simbolico. L’ingresso della struttura funeraria era caratterizzato da un ingresso a Sud-Est seguito da una via colonnata e da un ambiente ipostilo che erano collegati a un cortile. Un esempio di piramide che può essere definita di “transizione” è quella di Snefru presso il sito di Meidum. La struttura era composta da una mastaba a pianta quadrata con ingresso sul lato Nord e sulla sua sommità era posta una piramide a gradoni. Successivamente il corpo iniziale fu allargato con degli strati di calcare così da formare nella piramide sette gradoni e, in seguito i gradini furono ricoperti tutti da un paramento in calcare in modo da assomigliare sempre più a una piramide creando delle pareti lisce. A questo complesso erano aggiunte altre strutture come il tempio basso, il tempio alto e un muro di recinto. Ma questa fu solo una prima “prova”. Infatti, Snefru fece elevare un’altra piramide presso il sito di Dahshur, non senza difficoltà. Infatti, la piramide non presenta la forma come quella dei precedenti ma ha una pianta romboidale. Inoltre, si differenzia perché presenta un rivestimento posto per piani che gli concede più stabilità. Questa piramide era posta sul lato meridionale e successivamente Snefru volle realizzare un’altra piramide però sul lato Nord con una base di maggiore estensione ma che rimase incompiuta. Quest’ultima era stata creata con la tecnica delle file orizzontali a facce lisce e prese il nome di “Piramide Rossa” dal colore dei blocchi in calcare. In genere il corpo del defunto prima doveva compiere una navigazione su una nave, così da riprendere il dopo il viaggio compiuto da Ra, successivamente veniva post all’interno di un sarcofago e accolto all’interno del Tempio della Valle, che fu costruito per la prima volta proprio nel complesso funerario di Meidum. Questo tempio è preceduto da una porta che dà ad un corte, in cui si aprono diverse cappelle in cui erano situate molte statue del defunto. Ma la massima espressione di perfezione fu espressa dal faraone Cheope presso il sito di Giza. Probabilmente scelse questo luogo perché il sito è il punto più a Nord da dove si poteva vedere il tempio di Ra. La struttura comprende una grande galleria ascendente e si origina nelle vicinanze dell’ambiente denominato “camera della regina” e la congiunge a un altro ambiente “camera del re”. Il tetto è realizzato da nove lastre disposte secondo un disegno a V rovesciata. La galleria, tramite un corridoio stretto è collegata alla camera funeraria che venne saccheggiata e contiene il sarcofago in granito. La camera funeraria non si trova in una posizione ipogea rispetto alla piramide ma è collocata al suo centro. Sul versante Est della piramide erano poste delle piramidi di minore dimensione riservate alle regine. La piramide di Chefren prende sicuramente ispirazione dalla piramide di Cheope. Importante per il faraone era il suo Ka che era la forza spirituale del defunto, tanto che ad esso viene dedicata la piramide “satellite” posta sul lato Sud. All’interno del cortile del complesso principale vennero create delle nicchie al cui intero erano poste le statue del faraone. Inoltre, erano connessi un
santuario e altri ambienti con funzione di magazzini per riporre le offerte. All’interno era presente anche un tempio in cui è stata ritrovata una statua del faraone. Vicino la sua piramide Chefren fece costruire un’originale struttura realizzata unicamente con un blocco di pietra di grandi dimensioni lasciato da Cheope, il quale aveva intenzione di realizzarla: la Sfinge. Essa aveva la testa del faraone e il corpo da leone. La piramide di Micerino è quella di minore dimensione e non si discosta dal modello dei faraoni precedenti, anche se è diversa per quanto riguarda la sistemazione degli ambienti al suo interno. Fu conclusa dopo la morte di Micerino e il suo successore preferì un paramento in mattoni piuttosto di quello in calcare e, plausibilmente per questa ragione, il paramento posto all’esterno della piramide è andato perduto. Le camere funerarie dovevano essere riempite di offerte e ricchezze che dovevano servire al defunto durante la sua nuova vita. Infatti, dopo la morte il faraone iniziava dunque il suo viaggio, in quello che era considerato il vero regno: l’Aldilà. Anche il faraone doveva sottoporsi al giudizio post- mortem. Il tribunale era composto da una quarantina di divinità, presieduto da Osiride. Il defunto veniva posto davanti una grande bilancia a due piatti che da un lato aveva una piuma che rappresentava Maat (la giustizia) e sull’altro veniva posto il cuore del defunto in modo che il suo percorso durante la vita fosse giudicato. Soprattutto per quanto riguarda il faraone, era importante per gli Egizi che ognuno conducesse la propria vita secondo i principi di Maat in modo da poter mantenere sulla terra la volontà delle divinità. Per quanto riguarda le dinastie successive (soprattutto la V e la VI), i faraoni cercarono di imitare le piramidi dei faraoni delle dinastie precedenti, ma fu difficile per loro ottenere lo stesso risultato. Si tratta più che altro di grandi strutture a mastaba come quelle delle origini che però integrano le innovazioni applicate nelle piramidi: ibridi tra piramide e mastaba. Importanti erano i testi iscritti nell’anticamera della piramide di Unas. Essi sono come un racconto della vita del tempo, in cui la gente è rappresentata attraverso la sofferenza. Il soffitto era invece decorato con delle stelle, come a simboleggiare la dea Nut, dea della notte, che avrebbe accolto il faraone tra le sue stelle dopo la morte. Generalmente nelle piramidi il nome del defunto appariva numerose volte perché era molto importante che il defunto fosse nominato anche dopo la morte per non essere dimenticato e rimanere più a lungo nella memoria.