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Le rappresentazioni sociali secondo Moscovici - Prof. Cestari, Slide di Cultural Studies

Il documento approfondisce il concetto di rappresentazioni sociali introdotto dal sociologo serge moscovici. Vengono analizzate le caratteristiche principali di questo costrutto teorico, come il legame tra rappresentazioni e senso comune, il ruolo delle figure sociali nella loro creazione e diffusione, e il loro impatto sulla conoscenza e il comportamento degli individui. Inoltre, si discute il passaggio dalle rappresentazioni collettive alle rappresentazioni sociali, evidenziando come queste ultime siano legate a fenomeni complessi della società contemporanea e non si istituzionalizzino come le tradizioni. Anche il concetto di crisi del senso comune e il ruolo delle rappresentazioni sociali nel colmare questo vuoto, fornendo agli individui schemi interpretativi e guide per l'azione. Infine, vengono presentati alcuni esempi di rappresentazioni sociali, come teorie scientifiche e concezioni della devianza sociale.

Tipologia: Slide

2022/2023

Caricato il 19/06/2024

carola.s
carola.s 🇮🇹

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LE RAPPRESENTAZIONI
Cosa sono le rappresentazioni del mondo? sono eguali al mondo? la
tecnologia ha cambiato la percezione del mondo, portando così a
rappresentazioni diverse;
Il nostro modo di guardare il mondo influenza il mondo e noi stessi:
non ci facciamo domande sulla realtà e sul modo in cui la
percepiamo: punti di vista diversi= percezioni diverse;
Dipinto di Magritte: il tradimento delle immagini
Ci sono immagini fedeli? dietro alla parola “fedeli”: Franco Rella parla
di Patto mimetico tra immagine e oggetto di riferimento;
corrispondenza rappresentazione e realtà; rottura del patto mimetico
= processo di frattura tra arte e realtà: sempre meno rappresentata
(es. avanguardie).
Altro dipinto di Magritte: i due misteri
LE RAPPRESENTAZIONI IN FILOSOFIA:
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Una pip a rap pre sen tata in un qua dro e una pip a rap pre Non è una pipa , è solo la rap pre sent azio ne di ess a; l’im ma gine trad isce (coi nvol gim ent o em ozio ni) per chè cost ituis

LE RAPPRESENTAZIONI

Cosa sono le rappresentazioni del mondo? sono eguali al mondo? la tecnologia ha cambiato la percezione del mondo, portando così a rappresentazioni diverse; Il nostro modo di guardare il mondo influenza il mondo e noi stessi: non ci facciamo domande sulla realtà e sul modo in cui la percepiamo: punti di vista diversi= percezioni diverse; Dipinto di Magritte: il tradimento delle immagini Ci sono immagini fedeli? dietro alla parola “fedeli”: Franco Rella parla di Patto mimetico tra immagine e oggetto di riferimento; corrispondenza rappresentazione e realtà; rottura del patto mimetico = processo di frattura tra arte e realtà: sempre meno rappresentata (es. avanguardie). Altro dipinto di Magritte: i due misteri

LE RAPPRESENTAZIONI IN FILOSOFIA:

Epoca moderna: -Cartesio = rappresentazione sinonimo di “idea”: si riferisce a una realtà in sè (la cosa rappresentata), ma ha la sua realtà nello spirito; quindi per Cartesio l’idea è solo interna; -da Cartesio in poi avviene una separazione netta tra idea esterna (mondo, oggetti…) e interna (psiche, mente…); per spiegare la correlazione tra mente e corpo hanno partorito sta cosa dell’esistenza di una ghiandola che mette in comunicazione i due universi; inoltre per spiegare tipo tutto il resto: Dio ha organizzato il tempo per fare in modo che tutto coincida; Altro quadro di Magritte: La condizione umana;

Epoca moderna: -Cartesio = rappresentazione sinonimo di “idea”: si riferisce a una realtà in sè (la cosa rappresentata), ma ha la sua realtà nello spirito; quindi per Cartesio l’idea è solo interna; -da Cartesio in poi avviene una separazione netta tra idea esterna (mondo, oggetti…) e interna (psiche, mente…); per spiegare la correlazione tra mente e corpo hanno partorito sta cosa dell’esistenza di una ghiandola che mette in comunicazione i due universi; inoltre per spiegare tipo tutto il resto: Dio ha organizzato il tempo per fare in modo che tutto coincida; Altro quadro di Magritte: La condizione umana;

Prob lema cons egue nte: la rapp rese ntazi one (inter na) corri spon de all’o ggett o (este rno) ? non sapp iamo se il quad ro nel quad ro nasc onde qual cosa : non sape re=c ondi zion e uma na; Ritornando alla filosofia: -secondo Kant una rappresentazione è tutto ciò che si riferisce alla cognizione (intuizioni, concetti, idee); -Schopenhauer recupera la distinzione kantiana tra noumeno (mondo) e fenomeno (rappresentazione come illusione); -si arriva al rappresentazionalismo: (in psicologia) l’esperienza ridotta a rappresentazioni mentali e al suo contenuto; -da qui: cognitivismo: le capacità cognitivo-valutative sono considerate fondamentali per la conoscenza;

L’IMPASSE DEL COGNITIVISMO

«La cognizione sociale era fin dall’inizio in questa impasse dato che della cognizione si considerava solo un aspetto, la percezione. (...) L'informazione proveniente dal mondo non è modellata da una neutra realtà, ma dalle teorie implicite e dai preconcetti, i quali a loro volta modellano il mondo per noi» (Moscovici); Quindi si parla sempre di distinzione tra mente e corpo; Moscovici ci dice che all’inizio della cognizione, si considerava solo la percezione; l’info proveniente dal mondo non è modellata da una realtà neutra, ma dalle teorie implicite e dai preconcetti, i quali a loro volta modellano il mondo per noi; nella psicologia sociale, le rappresentazioni sono elementi fondativi del senso comune: Emile Durkheim.

LE RAPPRESENTAZIONI COLLETTIVE: DURKHEIM

Le rappresentazioni collettive sono -forme mentali socializzate,

Prob lema cons egue nte: la rapp rese ntazi one (inter na) corri spon de all’o ggett o (este rno) ? non sapp iamo se il quad ro nel quad ro nasc onde qual cosa : non sape re=c ondi zion e uma na; Ritornando alla filosofia: -secondo Kant una rappresentazione è tutto ciò che si riferisce alla cognizione (intuizioni, concetti, idee); -Schopenhauer recupera la distinzione kantiana tra noumeno (mondo) e fenomeno (rappresentazione come illusione); -si arriva al rappresentazionalismo: (in psicologia) l’esperienza ridotta a rappresentazioni mentali e al suo contenuto; -da qui: cognitivismo: le capacità cognitivo-valutative sono considerate fondamentali per la conoscenza;

L’IMPASSE DEL COGNITIVISMO

«La cognizione sociale era fin dall’inizio in questa impasse dato che della cognizione si considerava solo un aspetto, la percezione. (...) L'informazione proveniente dal mondo non è modellata da una neutra realtà, ma dalle teorie implicite e dai preconcetti, i quali a loro volta modellano il mondo per noi» (Moscovici); Quindi si parla sempre di distinzione tra mente e corpo; Moscovici ci dice che all’inizio della cognizione, si considerava solo la percezione; l’info proveniente dal mondo non è modellata da una realtà neutra, ma dalle teorie implicite e dai preconcetti, i quali a loro volta modellano il mondo per noi; nella psicologia sociale, le rappresentazioni sono elementi fondativi del senso comune: Emile Durkheim.

LE RAPPRESENTAZIONI COLLETTIVE: DURKHEIM

Le rappresentazioni collettive sono -forme mentali socializzate,

-basate su vari contenuti (religione, scienza, miti, opinioni, dicerie, sapere comune), -fondate sull’associazione degli individui, sul loro stare nella società e in rapporto con le pratiche e i comportamenti quotidiani; EMERGONO DALL'INTERAZIONE SOCIALE -utili a stabilizzare i gruppi sociali: creare omogeneità e stabilità di info e quotidianità; MA 3 problemi:

  1. sono troppo ampie e imprecise;
  2. per Durkheim non si possono studiare in quanto “entità irriducibili a ogni analisi ulteriore”;
  3. sono troppo statiche: sono eguali a se stesse e immutabili (aspetto che non funziona bene nelle società attuali);

modo comprensibile a tutti (conoscenze limitate) ora il linguaggio scientifico non è più comprensibile; slide scissione: Fino all’inizio del secolo, il linguaggio verbale ordinario costituiva un mezzo di comunicazione e di conoscenza, di ideazione collettiva e di ricerca astratta, dal momento che esso era condiviso dalla scienza comune e dalla scienza. Al giorno d’oggi, il linguaggio non verbale ‒ della matematica e della logica ‒ destinato alla sfera della scienza, ha sostituito i segni alle parole, le equazioni alle proposizioni. Il mondo della nostra esperienza e della nostra realtà si è spaccato in due, e le leggi che governano il nostro mondo quotidiano non hanno più alcuna chiara relazione con quelle che governano il mondo della scienza. […] Il linguaggio, escluso dalla realtà materiale, riemerge in quello della realtà storica e convenzionale. […] quello che risulta più singolare per l’osservatore contemporaneo è il carattere mobile e circolante delle rappresentazioni; in breve, la loro plasticità. […] Le rappresentazioni sociali di cui mi occupo non sono quelle delle società

LE RAPPRESENTAZIONI SOCIALI: MOSCOVICI

Da rappresentazione collettiva a rappresentazione sociale; Le rappresentazioni sociali -legano un concetto, una teoria, una conoscenza a una o più immagini (non decise dall’individuo ma dal rapporto sociale con altri individui), per rendere quel concetto visibile a tutti; -non si istituzionalizzano, né si sedimentano (non sono «tradizioni»); pensiero come ambiente: siamo circondati da una nuvola di parole, definizioni, pratiche, idee: quindi non un ambiente fisico-naturale; definizione: con l’espressione rappresentazioni sociali intendiamo una serie di concetti, asserti e spiegazioni che nascono nella vita di tutti i giorni, nel corso di comunicazioni interpersonali, esse sono nella nostra società l’equivalente dei miti e delle credenze nelle società tradizionali; possono essere addirittura considerate la versione contemporanea del senso comune (Moscovici); abbiamo sostituito il senso comune con le rappresentazioni sociali perchè il senso comune è andato in crisi;

LA CRISI DEL SENSO COMUNE:

«Quel complesso variamente sistematico e coerente di rappresentazioni della realtà dell'uomo, della società, della natura […] di credenze sulla concatenazione di cause ed effetti tra eventi umani, naturali e sovrannaturali, di schemi interpretativi utili a orientare e a conferire ordine e significato alla vita quotidiana che ciascun essere umano si forma naturalmente e inconsapevolmente nel corso della socializzazione primaria e secondaria» (Gallino); Si ha una crisi del senso comune nel momento in cui non si danno più per scontato certe azioni, pensieri, meccanismi, schemi interpretativi (non sono più meccanici/ovvi); ogni essere umano si forma in modo naturalmente e inconsapevolmente nel corso della socializzazione primaria (famiglia) e secondaria (amici, maestri, colleghi, mondo esterno); ora il senso comune è entrato in crisi e si cerca sempre di ricostruirlo, ma PERCHE’ è entrato in crisi? Moscovici dice sia a causa del distacco tra diversi campi; in particolar modo dice sia a causa del distacco tra linguaggio scientifico e società; inizialmente gli scienziati parlavano in

primitive […]. Esse sono quelle della società attuale, del nostro terreno scientifico, politico e umano, che non sempre hanno avuto sufficiente tempo per consentire che la necessaria sedimentazione le trasformasse in tradizioni immutabili. E la loro importanza continua ad aumentare […]. I mass media hanno accelerato questa tendenza, moltiplicato questi cambiamenti e incrementato il bisogno di un legame fra le nostre scienze puramente astratte e le credenze in generale da una parte e le nostre concrete attività. (accelerazione sociale dice Matte Cestari) […] c’è un continuo bisogno di ricostituire il «senso comune» o la forma di ricomprensione che crea il substrato di immagini e significati senza i quali nessuna collettività può operare. ( ⇒necessità di ricostruire qualcosa che permetta agli esseri umani di comprendersi l’un l’altro e quindi creazione di una serie di immagini e significati che ci permettono di comunicare (modo di gesticolare, determinate idee o tematiche)); senza questo senso comune si ha la frammentazione della società, che porta a violenza, equivoci, caos (causato da una mancanza di identificazione); L’essere umano è un essere sociale che necessita quindi di socializzare e collaborare per sopravvivere e prosperare; Le rappresentazioni sociali prendono il posto del senso comune; queste rappresentazioni sono sempre più rapide, se si perdono queste rappresentazioni si fa fatica a comunicare, arrivando così all’alienazione, estraniamento dal proprio se’ = problema di identità; A cosa servono le rappresentazioni sociali?

  1. Funzione cognitiva: rendono familiare qualcosa che non conosciamo; -«Le rappresentazioni sociali convenzionalizzano oggetti, persone ed eventi» (Moscovici 1989); strategie che ci permettono di rendere familiare ciò che non lo è (le notizie sono rappresentazioni sociali, gli studi sull’ambiente, sulle prospettive di vita e varie altre cose); -Lo scopo delle rappresentazioni è rendere familiare l’ignoto: «Se lo scienziato tende a falsificare le sue ipotesi, la gente comune tende a confermare ciò che è familiare, a verificare ciò che è noto»

(Moscovici); -il metodo scientifico si basa su un’inziale ipotesi che verrà poi confermata o rifiutata tramite esperimenti; la gente comune non vuole un pensiero critica, ma vivere una realtà familiare stabile; -a livello sociale, la maggior parte della gente non è abituata a ragionare in maniera critica e a mettere in discussione le cose; la realtà è determinata da ciò che è socialmente accettato come realtà, viviamo in un mondo dove non è reale ciò che è reale, ma è reale ciò che viene definito tale: il punto di partenza è il conformismo; -l’algoritmo guarda ed osserva i nostri gusti e le nostre preferenze e ci propone cose relative ai nostri gusti: polarizazzione dei gusti della gente; le convenzioni aiutano a districarsi in un mondo complesso; ci permettono di “sentirci a casa nostra”;

  1. Funzione sociale: favoriscono gli scambi interpersonali e sociali; -noi facciamo esperienza in un mondo convenzionale, che impone il suo generale orientamento alla nostra interpretazione del mondo; esempio: il salutare le persone è una

(Moscovici); -il metodo scientifico si basa su un’inziale ipotesi che verrà poi confermata o rifiutata tramite esperimenti; la gente comune non vuole un pensiero critica, ma vivere una realtà familiare stabile; -a livello sociale, la maggior parte della gente non è abituata a ragionare in maniera critica e a mettere in discussione le cose; la realtà è determinata da ciò che è socialmente accettato come realtà, viviamo in un mondo dove non è reale ciò che è reale, ma è reale ciò che viene definito tale: il punto di partenza è il conformismo; -l’algoritmo guarda ed osserva i nostri gusti e le nostre preferenze e ci propone cose relative ai nostri gusti: polarizazzione dei gusti della gente; le convenzioni aiutano a districarsi in un mondo complesso; ci permettono di “sentirci a casa nostra”;

  1. Funzione sociale: favoriscono gli scambi interpersonali e sociali; -noi facciamo esperienza in un mondo convenzionale, che impone il suo generale orientamento alla nostra interpretazione del mondo; esempio: il salutare le persone è una

convenzione sociale, le relazioni sociali richiedono un terreno comune ⇒ small talks; -il nostro modo di pensare dipende da tali rappresentazioni sociali e le rappresentazioni sono un ambiente reale; possono essere tramandate da generazione a generazione:«Mentre queste rappresentazioni, condivise da molti, entrano nella mente di ciascuno di noi e la influenzano, non sono pensate da noi, ma piuttosto, per essere più precisi, sono ripensate, ri-presentate, ri-citate» (Moscovici); -le rappresentazioni favoriscono gli scambi di cui abbiamo bisogno, perchè il nostro mondo è convenzionale, basato su convenzioni sociali, che impone il suo orientamento generale (dobbiamo imparare il ragionamento comune, le cose che si possono o non possono dire); -le rappresentazioni sono un codice condiviso per l’azione e l’interazione sociale; sono forme di sapere pratico e guide al comportamento;

  1. funzione normativa e costruzione dell’identità sociale: le rappresentazioni sociali sono strumenti di affermazione simbolica di un’identità e di un’apparenza; l’identità sociale sarebbe la rappresentazione di se stessi a partire da un processo di categorizzazione legata all’apparenza sociale; L’era della rappresentazione: ogni incontro con il mondo presuppone rappresentazioni, che influenzano il comportamento degli individui; -queste rappresentazioni sociali vengono create da rappresentanti sociali (rappresentanti di scienza, cultura, religione… ⇒figure destinate a replicarsi, ma non individui singoli); -le rappresentazioni sociali assumono vita propria: circolano, si sviluppano, si attraggono, si respingono, creano rappresentazioni, scompaiono; -più una rappresentazione viene dimenticata dalla sua origine ⇒più essa viene fossilizzata e ricordata nel tempo (esempio: il pensare che il rosa sia per le bimbe); ⇒ «Lungi dal riflettere il comportamento o la struttura sociale, una rappresentazione spesso li condiziona e giunge ad esserne persino responsabile. Ciò avviene non perché essa ha un’origine collettiva, o perché si riferisce a un oggetto collettivo, ma perché, in quanto tale, essendo condivisa da tutti e rafforzata dalla tradizione, la rappresentazione costituisce una realtà sociale sui

convenzione sociale, le relazioni sociali richiedono un terreno comune ⇒ small talks; -il nostro modo di pensare dipende da tali rappresentazioni sociali e le rappresentazioni sono un ambiente reale; possono essere tramandate da generazione a generazione:«Mentre queste rappresentazioni, condivise da molti, entrano nella mente di ciascuno di noi e la influenzano, non sono pensate da noi, ma piuttosto, per essere più precisi, sono ripensate, ri-presentate, ri-citate» (Moscovici); -le rappresentazioni favoriscono gli scambi di cui abbiamo bisogno, perchè il nostro mondo è convenzionale, basato su convenzioni sociali, che impone il suo orientamento generale (dobbiamo imparare il ragionamento comune, le cose che si possono o non possono dire); -le rappresentazioni sono un codice condiviso per l’azione e l’interazione sociale; sono forme di sapere pratico e guide al comportamento;

  1. funzione normativa e costruzione dell’identità sociale: le rappresentazioni sociali sono strumenti di affermazione simbolica di un’identità e di un’apparenza; l’identità sociale sarebbe la rappresentazione di se stessi a partire da un processo di categorizzazione legata all’apparenza sociale; L’era della rappresentazione: ogni incontro con il mondo presuppone rappresentazioni, che influenzano il comportamento degli individui; -queste rappresentazioni sociali vengono create da rappresentanti sociali (rappresentanti di scienza, cultura, religione… ⇒figure destinate a replicarsi, ma non individui singoli); -le rappresentazioni sociali assumono vita propria: circolano, si sviluppano, si attraggono, si respingono, creano rappresentazioni, scompaiono; -più una rappresentazione viene dimenticata dalla sua origine ⇒più essa viene fossilizzata e ricordata nel tempo (esempio: il pensare che il rosa sia per le bimbe); ⇒ «Lungi dal riflettere il comportamento o la struttura sociale, una rappresentazione spesso li condiziona e giunge ad esserne persino responsabile. Ciò avviene non perché essa ha un’origine collettiva, o perché si riferisce a un oggetto collettivo, ma perché, in quanto tale, essendo condivisa da tutti e rafforzata dalla tradizione, la rappresentazione costituisce una realtà sociale sui

generis.» (Moscovici) ⇒ «Tanto più la sua origine è stata dimenticata, e la sua natura convenzionale ignorata, tanto più essa si è fossilizzata: ciò di cui essa è l’ideale gradualmente si materializza, cessa di essere effimero, mutevole e mortale per diventare invece durevole, permanente e immortale. Nel creare le rappresentazioni noi facciamo come l’artista che si inchina di fronte alla statua che ha scolpito e la venera come una deità.» (Moscovici) Che cosa è oggetto della rappresentazione sociale? la rappresentazione è un modo di rendere rappresentabile ciò che è oscuro, sconosciuto, nuovo e quindi potenzialmente minaccioso e pericoloso; Come funziona la rappresentazione sociale? Primo processo: l’ancoraggio; ricondurre un fenomeno sconosciuto e minaccioso ad un fenomeno già riconosciuto, che gli fa da ancora (esempio: correlazione tra psicanalisi ai suoi albori e la confessione religiosa);