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Le Repubbliche Marinare: Storia, Potere e Decadenza - Prof. Cuozzo, Dispense di Storia Medievale

DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELLE REPUBBLICHE MARINARE. APPUNTI PRESI A LEZIONE

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 27/04/2022

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katia_valentino 🇮🇹

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Lunedi 27/04/20
Repubbliche marinare
“Repubblica” è un concetto che non dobbiamo associare a quello che noi attualmente intendiamo per
repubblica (Repubblica italiana). Repubblica, in età antica e medievale, è una forma di governo non
retta da una monarchia o da una dittatura, che a capo non vede la guida di uno, ma di una comunità
piccola o grande che sia.
*È un concetto storiografico nato ex post (come quello di crociata e medioevo).
CONTESTO DI RIFERIMENTO: Questa espansione inizia a cavallo dell’anno 1000.
Dopo l’anno Mille vediamo l’Occidente, l’Italia in particolare, contrattaccare l’offensiva araba che
aveva costretto sulla difensiva l’Occidente perché le scorrerie dei pirati saraceni avevano provocato
la nascita di borghi sulle montagne (incastellamento), che costituiscono la realtà urbana dell’Italia
medievale, il ritiro dalle coste e la fortificazioni delle coste (papa Giovanni VIII con la nascita della
Ioannnipolis, città muraria per difendere la basilica di San Paolo e anche Leone IV con le mura
leonine ). Altre fortificazioni erano state erette in un’Italia costretta sulla difensiva per molto tempo.
Dopo il 1000 le cose cambiano, il sipower musulmano non è più forte come prima, Bisanzio (la terza
civiltà del Mediterraneo medievale) comincia a scacciare i saraceni dal Mediterraneo orientale a
recuperare grandi isole (Cipro, Creta, Rodi), a recuperare dell’Egeo e dello Ionio.
L’anno 1000 separa il momento di grande espansione araba da quella di grande espansione
commerciale occidentale nel Mediterraneo.
La storia delle 4 repubbliche marinare
Genova, Pisa, Venezia e Amalfi (i loro simboli sono nella bandiera della marina militare), che accanto
a queste ci furono anche altre città (Napoli, Bari, Messina, Salerno).
Le definiamo più correttamente città marinare: erano dei ducati governati da un duce, dal latino dux,
un comandante che doveva rendere conto al patriziato cittadino (quindi non era un monarca).
Queste rappresentano una peculiarità istituzionale che, talora, precede la stessa età comunale perché
in alcuni casi queste realtà si indipendentizzano rispetto agli imperi di riferimento e all’impero
bizantino già prima dell’età dei comuni. L’avventura di Genova, Pisa, Venezia e Amalfi negli spazi
marittimi orientali, catalizza l’ampliamento dei mercati e le nuove prospettive delle Crociate (l’età
delle crociate fu quella che favorì in oriente lo sviluppo delle Repubbliche Marinare).
In effetti le 4 Città instaurarono legami commerciali con Siria, Egitto e Impero bizantino già prima
del secolo X. “Repubblica marinara” è un concetto che racchiude realtà differenti: Amalfi e Venezia
evolvono da un Ducatus d’impianto bizantino, Genova e Pisa seguono di più la forma istituzionale
del comune.
Venezia
Venezia è l’emblema di una storia di lunga durata, intrinsecamente legata al mare (di cui è l’emblema
la cerimonia dello sposalizio tra Venezia e il mare ritratta dal Canaletto).
La parabola storica di Venezia è più durevole, Venezia è la prima di queste grandi realtà ad acquisire
una certa autonomia e capacità di espansione nel Mediterraneo prima rispetto alle altre ma è anche
l’ultima a morire. Quindi dal punto di vista cronologico la stoia di Venezia non è limitata al solo
Medioevo.
Venezia traesse tutta la sua forza e opulenza dal commercio marittimo (testimoniata dall’opera
“Nettuno offre doni a Venezia” di Gianbattistala Tiepolo (grande artista del 1700). Particolarità di
Venezia è che è una città anfibia.
Come è stata definita dalle diverse fonti coeve “Un mondo senza terra” (Honorantiae Civitatis
Papiae); nel 200 un cronachista veneziano Martin da Canal dice in questa città “Le merci scorrono
come acqua dalle sorgenti”; Raifano de Caresini “Mare colere, terranque postergare”, bisogna
coltivare il mare e rimandare la coltivazione della terra; Felix Fabri, pellegrino, dice che Venezia ha
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Lunedi 27/04/

Repubbliche marinare

“Repubblica” è un concetto che non dobbiamo associare a quello che noi attualmente intendiamo per repubblica (Repubblica italiana). Repubblica, in età antica e medievale, è una forma di governo non retta da una monarchia o da una dittatura, che a capo non vede la guida di uno, ma di una comunità piccola o grande che sia. *È un concetto storiografico nato ex post (come quello di crociata e medioevo). CONTESTO DI RIFERIMENTO: Questa espansione inizia a cavallo dell’anno 1000. Dopo l’anno Mille vediamo l’Occidente, l’Italia in particolare, contrattaccare l’offensiva araba che aveva costretto sulla difensiva l’Occidente perché le scorrerie dei pirati saraceni avevano provocato la nascita di borghi sulle montagne (incastellamento), che costituiscono la realtà urbana dell’Italia medievale, il ritiro dalle coste e la fortificazioni delle coste (papa Giovanni VIII con la nascita della Ioannnipolis , città muraria per difendere la basilica di San Paolo e anche Leone IV con le mura leonine ). Altre fortificazioni erano state erette in un’Italia costretta sulla difensiva per molto tempo. Dopo il 1000 le cose cambiano, il sipower musulmano non è più forte come prima, Bisanzio (la terza civiltà del Mediterraneo medievale) comincia a scacciare i saraceni dal Mediterraneo orientale a recuperare grandi isole (Cipro, Creta, Rodi), a recuperare dell’Egeo e dello Ionio. L’anno 1000 separa il momento di grande espansione araba da quella di grande espansione commerciale occidentale nel Mediterraneo. La storia delle 4 repubbliche marinare Genova, Pisa, Venezia e Amalfi (i loro simboli sono nella bandiera della marina militare), che accanto a queste ci furono anche altre città (Napoli, Bari, Messina, Salerno). Le definiamo più correttamente città marinare: erano dei ducati governati da un duce, dal latino dux , un comandante che doveva rendere conto al patriziato cittadino (quindi non era un monarca). Queste rappresentano una peculiarità istituzionale che, talora, precede la stessa età comunale perché in alcuni casi queste realtà si indipendentizzano rispetto agli imperi di riferimento e all’impero bizantino già prima dell’età dei comuni. L’avventura di Genova, Pisa, Venezia e Amalfi negli spazi marittimi orientali, catalizza l’ampliamento dei mercati e le nuove prospettive delle Crociate (l’età delle crociate fu quella che favorì in oriente lo sviluppo delle Repubbliche Marinare). In effetti le 4 Città instaurarono legami commerciali con Siria, Egitto e Impero bizantino già prima del secolo X. “Repubblica marinara” è un concetto che racchiude realtà differenti: Amalfi e Venezia evolvono da un Ducatus d’impianto bizantino, Genova e Pisa seguono di più la forma istituzionale del comune. Venezia Venezia è l’emblema di una storia di lunga durata, intrinsecamente legata al mare (di cui è l’emblema la cerimonia dello sposalizio tra Venezia e il mare ritratta dal Canaletto). La parabola storica di Venezia è più durevole, Venezia è la prima di queste grandi realtà ad acquisire una certa autonomia e capacità di espansione nel Mediterraneo prima rispetto alle altre ma è anche l’ultima a morire. Quindi dal punto di vista cronologico la stoia di Venezia non è limitata al solo Medioevo. Venezia traesse tutta la sua forza e opulenza dal commercio marittimo (testimoniata dall’opera “Nettuno offre doni a Venezia” di Gianbattistala Tiepolo (grande artista del 1700). Particolarità di Venezia è che è una città anfibia. Come è stata definita dalle diverse fonti coeve “Un mondo senza terra” (Honorantiae Civitatis Papiae); nel 200 un cronachista veneziano Martin da Canal dice in questa città “Le merci scorrono come acqua dalle sorgenti”; Raifano de Caresini “Mare colere, terranque postergare”, bisogna coltivare il mare e rimandare la coltivazione della terra; Felix Fabri, pellegrino, dice che Venezia ha

“Per pavimento il mare, per mura le onde, per tetto il cielo, per strade i canali”. Tutte queste testimonianze sono vere oggi come ieri, è una storia inquadrata nell’ottica della lunga durata Dopo la fine del Medioevo Venezia abbia iniziato un’età di lenta e lunga decadenza, tant’è che dal secondo 400 si rivolge alla terra ferma, conquista un territorio corrispondente all’attuale Veneto, anche parte del Friuli e del Trentino, quindi si dedica anche alla politica italiana. Sono state tante le realizzazioni artistiche, i personaggi di rilievo nella storia dell’arte anche in secoli distanti da quelli della maggiore espansione veneziana nel Mediterraneo: Goldoni, Teatro La Fenice, 1800 quando John Raskins, storico dell’arte inglese che viaggiò a Venezia e scrisse il volume “Le pietre di Venezia” che racconta l’architettura veneziana, Canaletto, Pietro Longhi, Bellotto. Venezia comincia a espandersi tra IX e X sec. e poi alla fine del Medioevo quando appariranno sulla scena mediterranea i turchi ottomani si ritirerà nel mare Adriatico, che in realtà era un golfo controllato dai veneziani (Golfo di Venezia) nella definizione che ne dà al-Idrisi. I primi passi Le origini di Venezia risalgono all’invasione longobarda (568 d.C.) quando i fuggiaschi dell’Aquileia trovarono rifugio nella laguna. La città era parte a quel tempo dell’ oikoumene bizantino acquistando crescente autonomia quando l’avanzata dell’Islam, con l’occupazione delle isole, rende difficili le comunicazioni, soprattutto dopo la presa di Creta da parte di Cipro. SPIEGAZIONE della slide: |quando arrivarono i Longobardi in Italia tutto il Mediterraneo era stato riconquistato da Giustiniano. Quando arrivano i longobardi, grazie alle capacità militari, conquistarono la parte nord e la parte interna dell’Italia appenninica e padana, (poi i longobardi divideranno il loro potere in longobardia maior e minor). Grazie alla sua flotta (che giovava dell’arma del fuoco greco) la talassocrazia bizantina, il potere del mare bizantino aveva sempre garantito a Costantinopoli di controllare le coste, tutti i litorali dell’Italia, dalla Sicilia alla Campania fino alla Puglia e alla stessa Venezia. Nasce come città di fuggiaschi che scappano dai longobardi, ma si appoggiano a Bisanzio affinché li protegga, e li protegga lì dove i longobardi per incapacità di dominare il mare non possono arrivare. *L’occupazione dell’Islam è croce e delizia. Croce perché anche Venezia per quanto sia più nascosta deve fare i conti con i saraceni; delizia perché nel momento in cui Venezia è parte dell’impero bizantino è sottomessa a Costantinopoli. Ma quando Costantinopoli deve pensare essa stessa a difendersi dall’Islam, a quel punto allenta la presa su Venezia e in questo allentamento Venezia trova spazi di autonomia. | L’economia veneziana sfrutta i rapporti con Costantinopoli; le merci che vende Venezia sono sale e legname (che traeva dalle alpi circostanti. Dopo si imporrà un’economia di trasporti; Venenzia non è un mercato esportatore, trae la sua ricchezza non dalla produzione ma dal commercio stesso. Alla base del successo di Venezia ci sono delle tappe di una progressiva emancipazione rispetto a Bisanzio  840 Pactum Lotharii , Lotario è l’imperatore del Sacro Romano Impero. Segnaliamo questo avvenimento perché per la prima volta abbiamo a che fare con un documento dal quale si evince il fatto che l’imperatore trattasse con Venezia. Tale accordo è un patto di natura commerciale, di vendita, ma non è questo quello che conta. Conta che un imperatore patteggiasse con Venezia e non con l’imperatore bizantino, cioè con il basileus. Come se almeno l’imperatore d’Occidente riconoscesse a Venezia una certa autonomia, lo status di interlocutore credibile, interlocutore con cui parlare. Proprio in quegli anni Venezia, anche nei confronti dell’impero bizantino di cui faceva parte, ottenne un primo riconoscimento per i sevizi svolti;  841 Assedio saraceno di Taranto (60 navi). Erano anni difficili per tutto il Mediterraneo (ricordiamo raids o ghazwa saraceni), tutta la sponda Nord, partendo dal Ifriqiya, dalla Spagna o dai campi trincerati i pirati saraceni razziavano qua e là le coste dell’Italia e in alcuni casi riuscirono a costituire degli emirati in Italia non soltanto in Sicilia dove stettero per 200 anni,

quindi Venezia arrivò in ritardo alla prima crociata e contribuì nel corso della prima crociata ad una conquista di seconda importanza quella del porto di Caifa, porto della Palestina, quindi in qualche misura partecipò e ottenne dei vantaggi, perché significò ottenere nel regno latino di Gerusalemme la possibilità di commerciare merci a basso prezzo, di andare lì e non pagare dazi e ovviamente fu una cosa importante per Venezia, Genova e Pisa;  Importante è anche la data relativa alla ribellione e conseguentemente punizione dei 10. veneziani a Costantinopoli ; già dal 1082 i veneziani erano presenti a Costantinopoli, i veneziani cominciarono a diventare importanti nel corso del tempo, divennero ricchi, mercanti e la loro arroganza del fatto che si sentissero padroni a casa d’altri aveva indispettito i bizantini al punto che con un pretesto di una ribellione nel loro quartiere furono puniti 10mila veneziani, puniti al punto di essere messi in carcere e questo ci dà il senso di quanti veneziani ci fossero presenti a Costantinopoli, in realtà erano probabilmente 20mila ma addirittura la metà presente in quel periodo a Costantinopoli finirono in prigione; era la classica goccia che fa traboccare il vaso perché i rapporti tra Venezia e Costantinopoli si stavano rompendo e si stava preparando il terreno per il gran scontro che si concretizzerà nel corso della quarta crociata quando la cosiddetta “crociata dei veneziani” finirà per essere una crociata non contro una terra musulmana ma contro una terra cristiana, contro Costantinopoli che sarà conquistata e diventerà capitale dell’Effimero, regno latino d’Oriente. Ma la quarta crociata fu un vero e proprio successo da parte di Venezia, perché Venezia conquistò Zara e molte altre isole, saccheggiò Costantinopoli e portò in patria un’innumerevole quantità di tesori e oggetti d’arte che segnarono la cultura veneziana per molti secoli. Torniamo alla storia di lunga durata di Venezia Venezia è un’ oligarchia , una milizia con a capo un doge cioè un dux e si proietta sul mare che la lega a Costantinopoli, un legame che conviene ai veneziani. Nel 997 i veneziani con la conquista della costa Dalmata, si assicurarono il controllo dell’Adriatico che per secoli sarà il mare di Venezia. Un secondo grande elemento decisivo per l’espansione e fortuna di Venezia ; un altro tipo di pirateria che i veneziani dovettero combattere assieme e contemporaneamente alla pirateria saracena era la pirateria dalmata, cioè la pirateria che veniva dalle sponde dell’attuale Croazia e che fu un problema per Venezia per molti secoli (*la pirateria era un problema endemico nel Mediterraneo). La Serenissima (Venezia) collabora con Bisanzio per scacciare i normanni dall’ Albania cosa che, oltre a consolidare le sicurezze delle rotte, permette di ottenere speciali privilegi a Costantinopoli tra cui un quartiere riservato governato da un suo bailo. Dal 1104 dice Balard (che uno dei gradi studioso della Repubblica Marinare della storia di Genova più che Venezia) dice ‘Venezia organizza un grande arsale che diventa il più grande impianto industriale nell’ oceano medievale, fonda numerose colonie d’Oriente e si afferma come protagonista delle rotte commerciai del Mediterraneo. La quarta crociata, quindi, è il momento che determina la grande fortuna veneziana; arrivare a combattere e sconfiggere Costantinopoli che era la sua capitale ed era la città più grande del Mediterraneo, non era cosa da poco. La quarta crociata (1202-1204) bandita da Innocenzo III e sotto le autorità del cardinale amalfitano Pietro Capuano, conquista Costantinopoli assegnando ai veneziani, guidati dal doge Enrico Dandolo (uno dei più famosi della storia veneziana), la quarta parte e mezzo dell’impero bizantino (in realtà l’impero latino d’Oriente che si forma dopo la caduta di Bisanzio e durerà 50 anni). Si giunse alla fondazione dell’Impero Latino d’Oriente durato fino al 1261. Venezia restaura la autorità su molte isole che costituiscono le tappe di un itinerario consolidato tra la laguna e l’Oriente (Corfù, Creta, le isole dell’Adriatico appartenenti all’odierna Albania, Croazia) consolidando il proprio primato commerciale con attive colonie nel mar Nero. Vittoriosa su Genova nel 1381, da allora si erge sola per più di un secolo, al di sopra delle altre città e stati d’Europa. Il 400’ è il grande secolo di Venezia però Venezia aveva dovuto riadattarsi rispetto al panorama geopolitico che era cambiato; in oriente gli interlocutori nel 400’ non erano gli stessi con cui Venezia aveva sempre avuto a che fare (nel 1453 Costantinopoli viene conquistata da Maometto II dai turchi ottomani, che per secoli costituiranno un pericolo per tutto il mondo balcanico e Venezia stessa che

ad un certo punto li vedrà arrivare vicinissimo alla laguna). Venezia a un certo punto deve mettere da parte le rotte orientali e dedicarsi all’espansione occidentale nell’Atlantico, La Repubblica avvia un’espansione in terraferma, offrendo, un contributo decisivo nella lotta contro l’avanzata turca nel mediterraneo nella battaglia di Lepanto nel 1571. (Stiamo nell’ orizzonte dell’età moderna). Quando parliamo di Venezia, parliamo di arte ma anche di devozione. Ogni città che si rispetti deve avere una propria identità, l’identità si basa su un culto e le più grandi città del Mediterraneo sono legate al possesso di alcune reliquie su cui si fondano le loro cattedrali e la loro identità. L’ identità di Venezia è strettamente legata al culto marciano, San Marco patrono di Venezia era il vescovo di Alessandria, Alessandria non è una città qualunque, accanto a Costantinopoli è la seconda città più grande del Mediterraneo sia commercialmente che economicamente. Venezia era presente in Egitto; la presenza di Venezia in Egitto è reale e costituisce il contesto dentro il quale si muove la trama del trafugamento del corpo di San Marco. Secondo questo racconto il corpo di San Marco, vescovo di Alessandria, riposava in una chiesa che stava per essere smantellata (Alessandria era una città musulmana probabilmente). Il successo di Venezia  Il successo di Venezia legata da un lato dall’essere indipendente da Bisanzio;  Posizione geografica (distante da Bisanzio): Venezia è obbligata a fare del mare la sua regione di vita ma è parte dell’impero bizantino ma molto distante da Costantinopoli, per cui le redini tenute da Costantinopoli si indeboliscono quando hanno a che fare con Venezia perché la flotta bizantina non riesce ad arrivare fino alla sommità del mare Adriatico, quindi questa posizione geografica è stato un vantaggio per Venezia, essere sotto Bisanzio, quindi essere collegata tramite mari alla madrepatria, ma lontana da potersi sentire sempre indipendente. È la stessa geografia che consente a Venezia di dominare uno spazio di un mare chiuso dentro un mare chiuso perché l’Adriatico ha dei confini molto chiari e Venezia riesce a trovare subito una sua autonomia, un suo spazio;  Il sistema delle Mude : Venezia per fronteggiare il pericolo della pirateria che è costante nel mediterraneo si inventa un sistema di convogli di navi tutte insieme su rotte e calendari prestabilite. I mercanti di Venezia che dovevano fare affari ad Alessandria o Gerusalemme dovevano aspettare la partenza della Muda di Alessandria, o della Muda di Costantinopoli, o della Muda di Antiochia;  Il successo di Venezia è anche legato al fatto che geograficamente è un punto di congiunzione tra due imperi , Venezia è come se fosse lo sbocco sul mare del sacro romano impero e lo sbocco sulla terra dell’ impero Bizantino: essendo due potenze politiche ma anche economiche dell’Europa medioevale, Venezia si pone come intermediario tra queste due grandi realtà e spesso si finisce per es. per rifornire la corte imperiale tedesca di tutte quelle merci, spezie che acquistava a Costantinopoli o in Oriente, e invece, allo stesso tempo, rifornisce Costantinopoli di tutte quelle merci per es. il ferro di cui era ricco l’impero d’occidente e che era in grado di vendere tramite Venezia;  La forza di Venezia è quella di un’economia basata sulla movimentazione , Venezia non guadagna meno in questa prima fase dalla produzione di merci proprie o dalla trasformazione di merci ma guadagna proprio dalla logistica. Amalfi La repubblica marinara che ci è più vicina geograficamente rispetto alle altre. Nasce prima di Venezia evolvendo da città rifugio a Repubblica Marinara tra l’età carolingia e la generale rinascita urbana del Mille. Sia le origini di Amalfi e di Venezia sono legate ad alcune leggende e miti di fondazione (le origini sono spesso oscure quando sono delineate da fonti narrative e non documentarie e quindi

immaginata come quella di oggi, Amalfi era una costellazione di città, Maiori, Minori, Atrani, Ravello). Quindi gli amalfitani riuscirono ad arrivare in Africa Nord-Occidentale, Orientale (Egitto) e Vicino Oriente. Per quanto riguarda l’Egitto c’è da dire che la ricchezza di questo territorio, che era commercialmente il più importante in tutto il Mediterraneo, tra antichità e Medioevo, perché l’Egitto e la terrà di passaggio, regione di collegamento tra Mediterraneo e Mar Rosso, Mediterraneo e le Indie. L’Egitto era una terra importante anche dal punto di vista della fede cristiana (prima abbiamo spiegato l’episodio del trafugamento del corpo di San Marco da parte dei mercanti veneziani), qui era gemmato il monachesimo (Sant’Antonio Abbate, da cui era nato il monachesimo ascetico tipico dell’Egitto tardo antico), poi l’Egitto era anche il luogo dove c’erano tanti santuari (monastero di Santa Caterina sul Sinai, il santuario di Mataria, della madonna Mataria che significa madonna di Dio, della vergine che commemorava il luogo del riposo dalla fuga in Egitto ricordato dai testi cristiani. _La notorietà di Amalfi_* è ricordata anche da Ibn Hawqal (geografo di Baghdad che aveva viaggiato in tutto il Mediterraneo) che scrive: “La più prosperosa città di Longobardia (Italia meridionale, terra dei longobardi e nel momento in cui scrive ibn-Hawqal ci sono i longobardi nei principati di Salerno, Benevento e Capua, longobardia minor), la più illustre ricca ed opulenta. Il territorio di Amalfi è vicino alla città di Napoli, che è città bella ma meno importante di Amalfi”; è significativo che agli occhi di un geografo arabo, Amalfi fosse la città più ricca e opulenta del Medioevo rispetto a Napoli.

  • La presenza amalfitana fu particolarmente significativa anche in Palestina che conosciamo come Terra Santa. Gli amalfitani furono in grado di costruire 2 ospedali per i pellegrini cristiani in pellegrinaggio in Terra Santa, uno a Gerusalemme e uno ad Antiochia, città importante sulla strada che collegava l’attuale Turchia (Penisola Anatolica) a Gerusalemme; le cronache ricordano il pellegrinaggio del vescovo di Amalfi, Giovanni, il quale nel 1070 si recò a Gerusalemme dove venne ospitato dai suoi concittadini, ciò significa che a Gerusalemme, come ad Antiochia, c’era una presenza consistente di mercanti amalfitani. Tra le varie famiglie che vantano ottimi rapporti con le autorità locali, ci sono i De Comite Maurone. Il padre, Mauro, era riuscito ad ottenere dal califfo d’Egitto il permesso a costruire a Gerusalemme un’abbazia benedettina e un ospedale che era stato distrutto. Era un ospedale molto importante che accoglieva malati e pellegrini di ogni sorta, l’ospedale San Giovanni di Gerusalemme dal quale scaturirà l’ordine religioso militare degli ospedalieri (Beato Gerardo, il fondatore). Quest’ordine ha come simbolo la croce amalfitana che diventerà il simbolo di quest’ordine e il simbolo di Amalfi (deriva da Gerusalemme) e diventerà anche il simbolo di Malta perché quest’ordine, con la fine degli stati crociati, emigrerà prima a Cipro, poi a Rodi e poi Carlo V concederà ai cavalieri ospedalieri l’isola di Malta, da quel momento i cavalieri ospedalieri si chiamano anche cavalieri di Malta. È grazie a loro Malta ha ereditato il simbolo della croce ottagona. *Beato Gerardo, monaco benedettino, probabilmente chiamato dalla famiglia De Comite Maurone, a dirigere l’ospedale, in sostanza fu il primo gran maestro dei cavalieri di Malta. Quindi dai rapporti commerciali tra Amalfi e l’Oriente lascia una storia di lunghissima durata che dà origine ad un ospedale, da cui nasce un ordine di cavalieri e monaci combattenti (dura fino ai tempi nostri, i cavalieri di Malta sono operativi e hanno la loro sede principale a Roma, in via condotti 33, oltre ad altri possedimenti alla Valletta, a Malta). Amalfi è il prototipo delle Repubbliche Marinare, diffonde un proprio codice di diritto marittimo e veicola la moderna bussola e la rosa dei venti; la bussola non è un’invenzione amalfitana, è legata ai cinesi, ma fu perfezionati dai veneziani che erano grandi navigatori. La decadenza dal XII secolo di Amalfi, Amalfi decade prima delle altre Repubbliche Marinare dovuti a vari motivi. La decadenza è dovuta a tre motivi:

1) alla conquista normanna che avviene negli anni 70’ del XI secolo, poi Amalfi prova a ritrovare la sua indipendenza ma non riesce; sfrutta gli alti e bassi dei normanni, ma i normanni diventano via vai uno stato sempre più forte e coeso, e dal 1130 uno stato unitario sotto Ruggero II (primo motivo legato all’arrivo dei normanni in Italia meridionale, non si ha più a che fare con i bizantini in decadenza ma con una forza in ascesa come quella normanna); 2) in secondo luogo c’è da registrare un attacco feroce di Pisa che condivideva con Amalfi gli stessi spazi di interesse e Pisa arrivo a saccheggiare Amalfi attorno alla meta del XII secolo; 3) si registra, sempre in quegli anni, un maremoto che pare abbia avuto effetti catastrofici per il porto di Amalfi. Pisa Pisa a struttura comunale, dopo essersi difesa contro le incursioni dei saraceni, conquista l’indipendenza garantita dal Papa. Si impone nel Mediterraneo occidentale anche grazie all’alleanza con Genova: quest’alleanza si basava sul comune interesse a scacciare i saraceni dal mare Tirreno. Si trovava a controllare oltre alla Sardegna e alla Corsica, empori nelle Baleari e in Oriente. Tra le Repubbliche Marinare, prima ancora di Genova, Pisa è tra le prime a volgersi in occidente, guardando i mari attorno alle Baleari, attorno all’odierna Spagna. I pisani attaccano anche le coste del Maghreb, e molto importante è ricordare un’impresa quella del saccheggio della città di Mahdia (città nell’ odierna Tunisia) di cui furono i protagonisti i pisani, accanto ai genovesi, però al comando vi era un personaggio amalfitano Pantaleone che aveva il palazzo a Costantinopoli e che era il figlio di Mauro che fondò l’ospedale di Gerusalemme. I pisani saccheggiano Mahdia contro il parere del gran conte di Sicilia, il primo Ruggero. Pisa ottiene grande successo in seguito a questa spedizione, però Pisa decade per le rivalità con Genova da cui è schiacciata nella battaglia della Meloria del 1284, il porto s’interra e la città nel 1406 è conquistata da Firenze: anche in questo caso si tratta di una storia prima legata al contrasto della pirateria saracena, all’acquisizione di privilegi e di punti di interesse in Sardegna, in Corsica, nelle balneari poi con la prima crociata anche nel Mediterraneo orientale ai contrasti con le altre repubbliche marinare che la vedranno prima vittoriosa contro Amalfi, poi sconfitta da Genova nella battaglia della Meloria, e poi ci sono due venti decisivi che determinano la decadenza di Pisa nel basso Medioevo: il primo è l’interramento del porto, *Pisa nota come la città di mare più importante del Mediterraneo medievale non è, in realtà, sul mare, dista 10/15 km dal mare perché i detriti dell’Arno nel corso del tempo hanno creato una certa porzione di terra che separa Pisa dal mare: i detriti causavano problemi al porto nel momento in cui Pisa doveva fronteggiare anche le rivalità sul mare con Genova sulla terra con Firenze, non era più in grado di gestire la complessità in un porto come il suo e quindi decade. Una fonte che è un’ode, un poema: Carmen in victoriam Pisanorum , che venne scritto per glorificare le imprese dei pisani nel corso della battaglia di Madhia nel 1087. La battaglia di Madhia è una di quelle imprese note come pre-crociate, cioè di quelle guerre sante che nascevano nello spirito crociato di lotta contro l’infedele, quindi erano guerre sante benedette da Dio perché fatte contro l’infedele, non rivolte a Gerusalemme, ma verso altri lidi. Parte di questo poema riassumono i fatti: questo “Carmen” comincia ad inquadrare gli eventi in un Mediterraneo in cui il sipower musulmano è opprimente con le sue azioni di pirateria, si verifica una vera e prioria guerra santa e proprio il sostegno di Cristo che permette ai pisani, ai genovesi di vincere questa battaglia, che sarà importante perché da Mahdia i pisani introdurranno moltissime ricchezze nella loro città. Video di uno dei più grandi storici del Medioevo, Franco Cardini: Dopo Amalfi, Pisa insieme a Genova sono state le grandi città marinare e hanno avuto uno sviluppo straordinario a partire dal XI secolo. La chiesa, cattedrale di Pisa, riprende aspetti architettonici di due chiese della Terra Santa, la chiesa della resurrezione, il santo sepolcro e la chiesa della natività a Betlemme. Pisa (Patrimonio dell’Unesco) oggi è abbastanza lontana dal mare ma nel XI secolo poggiava sul mare, quindi la zona su cui Pisa poggia è una zona di origine marina, questo spiega perché le fondamenta della torre non hanno retto l’impatto con il terreno e la torre si è piegata

Infine la particolarità di Genova fu quella di essere capace prima delle altre di instaurare rapporti privilegiati non soltanto con il Mediterraneo e fu capace di avere un orizzonte non limitato a una zona del Mediterraneo ma molto aperto ; i genovesi erano protagonisti nel mar Nero, erano presenti in Terra Santa ma furono protagonisti di scambi commerciali assidui, regolari con le attuali Fiandre (una lega di città che dominava nel commercio nel mare del Nord tra le attuali Olanda e Belgio). I genovesi partivano da Genova attraversavano tutta la costa franco-iberica, attraversavano lo stretto di Gibilterra fino ad arrivare alle coste dell’odierna Olanda e Belgio e tutto questo arricchì incredibilmente i genovesi. Una cosa molto importante è che i genovesi adottarono un sistema di viaggio simile a quello delle muda veneziane che consentiva loro di contrastare la pirateria e poi adattarono nel loro commercio un istituto chiamato commend a (in latino da cum + mandare) che metteva sullo stesso piano il padrone della nave e il navigante: uno forniva il capitale o la nave, l’altro forniva il lavoro per l’impresa che insieme andavano a fare, quindi io padrone della nave, davo l’imbarcazione a un navigatore che metteva a repentaglio la sua stessa vita commerciando lontano, il guadagno veniva diviso equamente tra il proprietario dell’imbarcazione e il navigante. Quest’associazione di rischio e guadagno diviso a metà ebbe un buon esito e fu adottato con molto successo nel Mediterraneo medievale da parte dei genovesi. La ricchezza di Genova fu legata ai rapporti privilegiati con l’impero bizantino però in una fase successiva a quella dei rapporti tra Venezia e i bizantini; Venezia aveva instaurato rapporti con i bizantini a partire dal 840 (IX sec), i genovesi arriveranno più tardi ma riusciranno ad avere un ruolo di primo piano a Costantinopoli e in tutto il mar Nero. Quindi Genova ottiene il monopolio commerciale del mar Nero e in Crinea, ma dopo le vittorie della Meloria e alle Curzolari, Genova crolla davanti a Venezia che un secolo dopo ne distrugge la flotta a largo di Chioggia nel 1380. Da allora Genova si ridefinisce come potenza commerciale nel bacino occidentale, muovendosi tra Aragonesi e Angiolini, fino ad entrare con Andrea Doria nell’ambito austro-iberico, di cui controllava via Siviglia, il commercio atlantico. Se il 400’ è il secolo di Venezia il 500’ che è il Siglo de Oro della Spagna è anche il Siglo de Oro di Genova fino alla metà del XVII secolo sarà una potenza in ascesa e poi in seguito al fallimento delle banche che avevano supportato l’impero asburgico decadrà. L’ Officium Gazariae è l’amministrazione delle colonie commerciali genovesi nel mar Nero. La parola Gazaria viene da Cazari cioè popolazioni turche che vivevano tra il mar Nero e mar Caspio, e in quella zona (zona dei Cazari) è lo sbocco della via della Seta dove vi era la colonia commerciale di Caffa e in quella zona i genovesi avevano interessi importanti che gestiva le cose sulla base di leggi raccolte nel liber et statuta Garzarie. Tutta questa storia della presenza genovese in Crimea è famosa non soltanto per ciò che derivò in termini di ricchezza commerciale, ma anche perché si ricollega alla peste nera in quanto i genovesi furono importatori tramite Caffa di merci importantissime ma anche della più importane pandemia della storia, la famosa peste nera che giunse a Caffa tramite vie commerciali ed in particolare in quel momento avevano a che fare con i mongoli che in quel momento assediavano la colonna genovese di Caffa e lo facevano catapultando al di là della cinta muraria i corpi putrefatti dalla peste dei loro commilitoni che erano morti per la peste e loro utilizzavano questi corpi morti come una sorta di arma batteriologica ante litteram ; così facendo i genovesi non solo furono colpiti dalla peste ma finirono per portarsi la peste a bordo delle navi genovesi che poi solcarono nel mare del Mediterraneo, giungendo prima a Costantinopoli, poi a Messina. E da quel momento la più grande pandemia della storia si diffuse grazie a una Repubblica Marinara, lungo le rotte del commercio mediterraneo, tra il 1347 - 1352 e giunse a falcidiare secondo le stime, quote pari a un terzo o la metà della popolazione europea, si parla di 40milioni di persone morte (la popolazione dell’epoca era stimata in circa 80milioni). Da lì inizio la lunga crisi del 300 e ci vollero 100 e più anni fino a quando la popolazione tornò a crescere, raggiungendo gli stessi numeri nel 1700.