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parla di come si sono formate le signorie, gli stati regionali , il Rinascimento, in particolare in Italia.
Tipologia: Appunti
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La fine della dinastia sveva, il cambiamento della procedura per l’elezione imperiale e il disinteresse dell’impero verso i domini italiani condussero, dalla seconda metà del Duecento, all’affermazione progressiva di STATI TERRITORIALI AUTONOMI nella nostra penisola. La latitanza dell’impero, peraltro ormai a carattere esclusivamente germanico (a causa di Carlo IV che stabilì con la bolla d’oro [ ossia che uno poteva diventare re di Germania e imperatore solo se incoronato da grandi elettori ad Aquisgrana ] la procedura di elezione imperiale), permise nell’Italia comunale del Tre e Quattrocento, la nascita di REGIMI SIGNORILI: il controllo delle città e dei loro contadi passò dalle mani delle magistrature cittadine a quelle di famiglie aristocratiche. I nuovi “signori” delle città cercarono sempre di LEGITTIMARE IL LORO RUOLO e RENDERLO DINASTICO; ciò si verificò in molti casi attraverso la NOMINA DI UN VICARIO IMPERIALE O PAPALE (cioè che da una parte implicava una formale subordinazione al papa o all’imperatore, dall’altra rendeva i poteri assunti legittimi in quanto riconosciuti da una delle massime istituzioni universali)e tramite l’autocelebrazione e la SPETTACOLARIZZAZIONE DEL LORO POTERE. ( I signori cittadini per celebrare la potenza della loro città divennero grandi mecenati, ossia protettori degli artisti e letterati [ Mecenate = nome preso dall’imperatore augusto che era un grande sostenitore degli artisti]). Tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento anche nelle città che mantennero un ordinamento “repubblicano” si ebbe una SVOLTA IN SENSO OLIGARCHICO: il potere politico si fece sempre più accentrato e riservato a pochi soggetti.
Il rafforzamento dei poteri signorili e oligarchici ci fu accompagnato da un’ESPANSIONE MILITARE per estendere il dominio su territori sempre più ampi che portò alla nascita degli STATI REGIONALI. Le campagne militari furono realizzate con il supporto di nuove tecniche (affermate agli inizi del Trecento quando negli eserciti assunsero un ruolo prevalente i CAVALIERI CORAZZATI, GLI ARCIERI A CAVALLO e I BALESTRIERI ), armi e compagnie di ventura (composte da mercenari ben addestrati). Per garantire un effettivo controllo del territorio e un ricavo fiscale costante, i signori degli stati regionali AMMODERNARONO LE STRUTTURE POLITICO- AMMINISTRATIVE e introdussero nuove forme di finanziamento come il DEBITO PUBBLICO.
Tra il XIV e il XV secolo alcune signorie crearono, attraverso strategiche e agguerrite campagne militari, FORMAZIONI TERRITORIALI PIU’ VASTE e ORGANIZZATE. A Milano, dopo alterne vicende, si affermò prima il potere dei VISCONTI, che crearono uno Stato esteso su gran parte dell’Italia settentrionale e centrale e che divenne DUCATO. In seguito il potere passò agli SFORZA, che lo conservarono per oltre cinquant’anni. VENEZIA rimase una repubblica oligarchica , in permanente lotta con Genova per la supremazia sul mediterraneo; nel XV secolo estese il proprio DOMINIO SULLA TERRAFERMA.
In Italia lo sviluppo di comuni e signorie fu accompagnato dall’affermazione di nuovi valori culturali legati alla vita cittadina. Si diffuse un sapere “pratico” e il monopolio della Chiesa sull’istruzione fu spezzato dalla creazione di scuole laiche e dall’istituzione delle prime università. (tutte le istituzioni avevano bisogno di tecnici del diritto e dell’amministrazione come giuristi o notai). Nel corso del Trecento la riscoperta dei classici fu portata avanti da intellettuali umanisti, il cui scopo era costruire un uomo “universale”, buon cittadino e uomo colto. Con l’Umanesimo venne data grande importanza alla PEDAGOGIA e alle ARTI MECCANICHE: una cultura “pratica” si sostituiva a una teorica. Molti intellettuali avviarono un’opera di ricerca e recupero delle opere antiche e da qui furono poste le basi per una nuova disciplina, la filologia. Nel trecento la cultura umanistica rimase ancora una cultura d’élite, ma a partire dal Quattrocento il tentativo di riportare in vita l’antichità coinvolse un numero più ampio di intellettuali, artisti e scienziati, dando vita al RINASCIMENTO , che si affermò grazie al contributo dei principi (mecenatismo). Anche l’urbanistica subì l’influsso delle nuove idee: a molti centri storici delle città italiane venne data una struttura ortogonale e ordinata a partire da una piazza centrale. Grazie soprattutto alla figura di LORENZO IL MAGNIFICO , Firenze divenne la “culla” del Rinascimento. La centralità dell’individuo trovò una rappresentazione visiva nella pittura , grazie alla PROSPETTIVA, che portò al tramonto dell’arte intesa come imitazione passiva della natura e all’affermazione della possibilità dell’individuo di cambiare la propria realtà. Aumentò la circolazione dei TESTI SCRITTI. Fondamentale per la diffusione del sapere fu, verso la metà del Xv secolo, l’invenzione dei caratteri a stampa da parte del tipografo tedesco Johann Gutenberg. Dopo la pace di Lodi, si era creato in Italia un nuovo equilibro politico , sostenuto dalla politica di Lorenzo de’ Medici. Milano, Venezia e Firenze si allearono dando vita alla Lega Italica, estesa poi agli Aragonesi, signori di Ferrara. Scopo della lega era frenare ogni attività espansionistica degli stati aderenti.
Il nuovo equilibrio era favorito dalla politica di Lorenzo de’ Medici , la cui ascesa destò le preoccupazioni delle famiglie fiorentine, di papa Sisto IV e di Ferdinando I d’Aragona, re di Napoli. Il periodo di stabilità che caratterizzò l’Italia durante il regno di Lorenzo il Magnifico fu turbato da una cospirazione nota come “congiura dei pazzi” con la quale alcune potenti famiglie fiorentine tentarono di riconquistare il potere. Le vittorie militari e l’abilità con cui Lorenzo represse la congiura dei pazzi contribuirono ad accrescere il suo prestigio, permettendogli di potenziare il CONTROLLO SULLA VITA POLITICA FIORENTINA,e di stringere una nuova alleanza con il Ducato di Milano e il Regno di Napoli. In politica estera i legami tra Firenze e Roma si rafforzarono grazie a un’attenta politica matrimoniale. Nel 1492, alla morte di Lorenzo, il “sistema” politico-culturale da lui elaborato entrò però in crisi.
Il Regno di Napoli visse un periodo di incertezza quando, nel 1435, la regina Giovanna II d’Angiò morì senza eredi diretti. Il potere passò ad Alfonso, re di Aragona e Sicilia, che nel 1442 ricostruì l’unità politica dell’Italia meridionale assumendo anche il titolo di re di Napoli. Lo Stato della Chiesa, consolidò i propri domini. La storia della Chiesa della seconda metà del Quattrocento fu caratterizzata dalla pratica del NEPOTISMO PAPALE (seguita in modo spregiudicato da Alessandro VI Borgia). La Repubblica di Venezia era in questo periodo lo Stato italiano più solido sul piano politico, militare ed economico. Priva di milizie interne, impiegava truppe di mercenari, anche per tenere sotto controllo l’insidiosa avanzata ottomana verso il Mediterraneo. Sotto il regno di Ludovico Sforza la SIGNORIA DI MILANO visse u periodo di grande ricchezza artistica e intellettuale. La politica dispendiosa indebolì però il Ducato di Milano, segnandone le sorti.