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schemi del manuale: "educatore imperfetto" psicologia del ciclo di vita docente Gattico
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Incertezza e "debolezza" strutturale: La figura dell'educatore professionale è caratterizzata da incertezza e da una "debolezza" intrinseca, considerata però una forza se intesa come ricerca sul senso dell'agire educativo e messa in discussione delle finalità. Questa condizione deriva da una lunga storia di evoluzione della professione Molteplicità di responsabilità: L'educatore oggi è investito di molte responsabilità sia riguardo ai compiti che ai soggetti di riferimento. Tutta l’esistenza delle persone è potenzialmente oggetto dell'azione dell'educatore Dilemma del ruolo: Esiste un dilemma sul fatto se l'educatore debba essere una figura generalista o specializzata Compiti dell'educatore: L'educatore risponde a richieste esterne di controllo, cercando di trasformarle in opportunità di crescita per il soggetto [4]. È un agente di cambiamento che cerca una sintesi tra bisogni sociali e individuali Definizione del ruolo: Nonostante le competenze sviluppate, il ruolo dell'educatore non è ancora definito con certezza rispetto ad altre figure professionali
Tratti essenziali: L'educatore ha il compito di individuare, promuovere e sviluppare le potenzialità dei soggetti. Le azioni si esplicano a livello promozionale, preventivo e riabilitativo. L’educatore è esecutore e coautore di un mandato sociale. Il suo lavoro è relazionale.
Formazione degli educatori: La formazione è essenziale e si pone il problema di individuare le istituzioni formative (università) e gli obiettivi formativi, che dipendono dagli indirizzi specifici [ Teoria e pratica devono essere integrate.
Categorie dell'educazione: Le esperienze educative sono molteplici, con obiettivi comuni, compatibili o conflittuali. La "formatività" è parzialmente quantificabile Esperienze formali, non formali e informali:Formali: Esperienze intenzionali e organizzate, come la scuola, con luoghi e tempi regolati, obbligatorie e con rilascio di titoli di studio Non formali: Esperienze esterne alla scuola, dotate di intenzionalità e progetto, mirate all'apprendimento di conoscenze e competenze Informali: Esperienze quotidiane senza intenzionalità chiara, che cambiano e fanno maturare Ripartizione per grado di intenzionalità: Le esperienze possono essere intenzionali o non intenzionali, con queste ultime che risultano più formative Mappa delle esperienze educative:Famiglia: Un'esperienza multiforme e complessa, non sempre delegabile, con un sapere non sempre valido Gruppo dei pari: Relazioni più "democratiche" rispetto a famiglia e scuola.
Vita ed educazione: Molti eventi sono educativi se generano trasformazioni, ma non tutta la vita è educazione. La storia formativa è unica e imprevedibile Le cose: Oggetti che creano ambienti "naturali" con valore educativo Dimensioni collettive: Politica, religione, solidarietà, associazionismo Mezzi di comunicazione di massa: Importanti per gli effetti educativi, in particolare la radio Scuola: Progetto educativo extra familiare per eccellenza, ma con discrepanze tra obiettivi dichiarati e praticati CAPITOLO 3 L'IRRIDUCIBILE PLURALITà DEL MONDO EDUCATIVO L'educatore come mediatore di crisi: L'educatore interviene in situazioni di crisi del sistema educativo
Condizioni per l'intervento: La crisi deve superare una soglia di accettabilità, essere riconosciuta come caso specifico e disporre di risorse adeguate Tipi di intervento: Gli interventi possono essere sostitutivi, aggiuntivi e compensativi Tempi dell'azione: Gli interventi si distinguono in quelli a breve, medio e lungo periodo Missione dell'educatore: Intervenire dove le dinamiche educative non consentono un percorso di crescita autonomo Obiettivi dell'intervento: Consentire ai soggetti di avvicinarsi alla condizione adulta, con reddito, accesso ai servizi, attività professionale e partecipazione sociale Il cambiamento: L'educatore stimola il cambiamento, agendo sull'individuo o strutturando contesti di vita favorevoli [39, 40]. Il
Monday, February 10, 2025 9:13 AM
sostitutivi, aggiuntivi e compensativi interventi si distinguono in quelli a breve, medio e lungo periodo dell'educatore: Intervenire dove le dinamiche educative non consentono un percorso di crescita autonomo Consentire ai soggetti di avvicinarsi alla condizione adulta, con reddito, accesso ai servizi, attività professionale e partecipazione sociale L'educatore stimola il cambiamento, agendo sull'individuo o strutturando contesti di vita favorevoli [39, 40]. Il cambiamento può anche essere negativo o assumere la forma di resistenza Autonomia: L'educatore promuove l'autonomia, ma deve anche limitare l'autonomia dell'educando per il suo e altrui vantaggio. L'esperienza educativa deve generare autonomia da se stessa CAPITOLO 4 L'EDUCAZIONE TRA FORMAZIONE E DEFORMAZIONE Autorizzazione ad educare: L'educazione è autorizzata dal malessere del soggetto educante, basato sulla percezione della distanza tra ciò che l'altro è e ciò che potrebbe essere Educazione vs. formazione: L'educazione è più sociale e istituzionale, mentre la formazione è un percorso personale. La formazione può anche ridursi alla ricerca di metodi per obiettivi verificabili La buona educazione: Esistono molte concezioni di buona educazione, ma è necessario fare i conti con la capacità dei soggetti di immaginare il proprio percorso Filosofia dell'educatore: L'educatore deve dotarsi di una propria filosofia, ponendosi domande sul modellamento o il disvelamento CAPITOLO 5: LA RELAZIONE EDUCATIVA La relazione come elemento distintivo: La relazione è essenziale per rendere attuali le intenzioni educative Prospettive della relazione: Globalità, operatività e integrazione Indefinitezza della relazione: La relazione educativa è indefinita e deve essere razionalizzata Variabili della relazione: Luogo, età, scelta, presenza di altri operatori Asimmetria: La consapevolezza e la responsabilità dell'azione educativa sono asimmetriche Pregiudizio: Il pregiudizio è un limite, ma anche una risorsa se esplicitato e condiviso Coinvolgimento emotivo: La dimensione affettiva è sempre presente nella relazione educativa Valori: È impossibile non possedere o proporre dei valori, ma è necessaria la consapevolezza della loro influenza CAPITOLO 6 ALCUNI NODI DEL LAVORO EDUCATIVO Prevenzione: Non è solo evitare i problemi, ma anche acquisire strumenti per "leggere" le esperienze Legalità e illegalità: L'educatore è un ponte tra legalità e illegalità, stimolando la condivisione della legalità o illustrando le conseguenze dell'illegalità Accanimento educativo: Eccesso di insistenza operativa dove non ci sono possibilità di successo Burnout: Esaurimento delle motivazioni e delle energie Supervisione: Utile per il singolo o il gruppo per la lettura pedagogica dei fatti educativi Radicale alterità: L'educatore deve comprendere le ragioni dell'altro, anche se diverso, con un dubbio costante sulle proprie convinzioni Fantasmi del lavoro educativo: Concezioni illusorie del ruolo dell'educatore (formatore, terapeuta, maieuta, ecc.) che possono essere funzionali se non cadono nei rischi ad essi connessi CAP 7 LA COMPLESSITà DEL SOGGETTO E IL RAPPORTO CON ALTRE FIGURE PROFESSIONALI Rapporto con altre figure: L'educatore interagisce con assistenti sociali, insegnanti, psicologi, medici, infermieri, ecc. Centralità del soggetto: Il soggetto è "unitario" e portatore di bisogni che coinvolgono diverse discipline Relazione educativa e lavoro sanitario: La patologia può essere un'esperienza educativa Lavoro educativo e assistenziale: Il lavoro educativo produce cambiamenti, quello assistenziale mantiene lo stato vitale Relazione psicoterapeutica: La relazione educativa si intreccia con la psicoterapia, ma ha diversi destinatari CAPITOLO 8 NON POSSIAMO NON DIRCI EDUCATI Storia personale dell'educatore: Ogni educatore è portatore di una storia di educazione donata e ricevuta che
Autoriflessione: Utile per ripensare le proprie esperienze