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LEGAME TRA MACRO-MICRO, Dispense di Pedagogia

Dobbiamo analizzare quali sono i punti di contatto tra macro-micro per sviluppare il primo tema su cui la micro- progettazione ci chiede di attivarci: l’obiettivo educativo e come formularlo. Il primo punto di contatto tra macro- micro è individuabile nella competenza progettuale in ottica educativa,in particolar modo nella 3 estensione “identificare le finalità e i bisogni educativi” che può essere presa in considerazione non solo dalla macro ma anche dalla micro. Se la finalità è ciò che la m

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 11/10/2021

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LEGAME TRA MACRO-MICRO
Dobbiamo analizzare quali sono i punti di contatto tra macro-micro per sviluppare il primo tema su
cui la micro- progettazione ci chiede di attivarci: l’obiettivo educativo e come formularlo.
Il primo punto di contatto tra macro- micro è individuabile nella competenza progettuale in ottica
educativa,in particolar modo nella 3 estensione “identificare le finalità e i bisogni educativi” che
può essere presa in considerazione non solo dalla macro ma anche dalla micro. Se la finalità è ciò
che la macro ci consegna l’educatore deve prendere in considerazione questa finalità ma elaborarla
nel suo progetto micro: bisogni educativi.
Non è solo questo l’unico punto di contatto tra macro micro perché il secondo punto di contatto è
quello relativo alla valutazione degli obiettivi e l’azione che il progettista deve essere in grado di
fare. Già da qui capiamo come sia importante declinare il bisogno in obiettivo educativo e
certamente richiede più tempo nella micro-progettazione. Una volta formulato i miei obiettivi
educativi l’educatore in conseguenza effettua una valutazione.
UN OBIETTIVO NON E’ ...
Non è la finalità → perché coinvolge tutti quei fini sottesi alla progettazione quali ad
esempio la promozione dello sviluppo integrale della persona . Per cui si tratta di un
concetto molto più astratto
Non sono neanche dei propositi → l’educatore deve badare attenzione a separarli. A volte il
progetto può essere compromesso dalle intenzionalità,proposte più soggettive
dell’educatore. Tali propositi può formularli ma deve certamente integrarli nella
progettazione
Non sono neanche le mete → generalmente sono i risultati in termini di target i primi
risultati che un ‘educatore ottiene. Ad esempio se la finalità è quella di promuovere
l’autonomia del bimbo alla fine di questo anno di lavoro insieme e,in questo caso la prima
meta verrà raggiunta quando il bimbo inizierà a impugnare il cucchiaino e mangiare da solo.
Per cui si tratta di un risultato concreto.
COS’E’ UN OBIETTIVO?
Un autore che meglio restituisce una definizione di obiettivo educativo è Pellerey il quale afferma
che si tratti di “un intento espresso in modo chiaro e non ambiguo rispetto al quale è possibile
decidere se un percorso è giunto al termine o è valido per giungervi.”
P. con questo vuole sottolineare come sia importante formularlo perché riusciamo in questo modo a
comunicare ,ciò che vogliamo fare,la nostra intenzionalità mentre il secondo tema che P. mette in
luce è che l’obiettivo è fortemente collegato alla valutazione del progetto che l’educatore intende
attivare. L’obiettivo aiuta ad orientare l’ agire educativo-progettuale dell’educatore e lo aiuta a
capire se il suo percorso è giunto alla fine o meno.
In caso l’obiettivo fosse formulato in modo chiaro nella stesura del micro-progetto dell’educatore
può esplicitare:
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LEGAME TRA MACRO-MICRO

Dobbiamo analizzare quali sono i punti di contatto tra macro-micro per sviluppare il primo tema su cui la micro- progettazione ci chiede di attivarci: l’obiettivo educativo e come formularlo. Il primo punto di contatto tra macro- micro è individuabile nella competenza progettuale in ottica educativa,in particolar modo nella 3 estensione “identificare le finalità e i bisogni educativi” che può essere presa in considerazione non solo dalla macro ma anche dalla micro. Se la finalità è ciò che la macro ci consegna l’educatore deve prendere in considerazione questa finalità ma elaborarla nel suo progetto micro: bisogni educativi. Non è solo questo l’unico punto di contatto tra macro micro perché il secondo punto di contatto è quello relativo alla valutazione degli obiettivi e l’azione che il progettista deve essere in grado di fare. Già da qui capiamo come sia importante declinare il bisogno in obiettivo educativo e certamente richiede più tempo nella micro-progettazione. Una volta formulato i miei obiettivi educativi l’educatore in conseguenza effettua una valutazione. UN OBIETTIVO NON E’ ...

  • Non è la finalità → perché coinvolge tutti quei fini sottesi alla progettazione quali ad esempio la promozione dello sviluppo integrale della persona. Per cui si tratta di un concetto molto più astratto
  • Non sono neanche dei propositi → l’educatore deve badare attenzione a separarli. A volte il progetto può essere compromesso dalle intenzionalità,proposte più soggettive dell’educatore. Tali propositi può formularli ma deve certamente integrarli nella progettazione
  • Non sono neanche le mete → generalmente sono i risultati in termini di target i primi risultati che un ‘educatore ottiene. Ad esempio se la finalità è quella di promuovere l’autonomia del bimbo alla fine di questo anno di lavoro insieme e,in questo caso la prima meta verrà raggiunta quando il bimbo inizierà a impugnare il cucchiaino e mangiare da solo. Per cui si tratta di un risultato concreto. COS’E’ UN OBIETTIVO? Un autore che meglio restituisce una definizione di obiettivo educativo è Pellerey il quale afferma che si tratti di “ un intento espresso in modo chiaro e non ambiguo rispetto al quale è possibile decidere se un percorso è giunto al termine o è valido per giungervi.” P. con questo vuole sottolineare come sia importante formularlo perché riusciamo in questo modo a comunicare ,ciò che vogliamo fare,la nostra intenzionalità mentre il secondo tema che P. mette in luce è che l’obiettivo è fortemente collegato alla valutazione del progetto che l’educatore intende attivare. L’obiettivo aiuta ad orientare l’ agire educativo-progettuale dell’educatore e lo aiuta a capire se il suo percorso è giunto alla fine o meno. In caso l’obiettivo fosse formulato in modo chiaro nella stesura del micro-progetto dell’educatore può esplicitare:
  • Convergere sulle intenzione→ ciò significa che oggi l’educatore è chiamato a lavorare in equipe. Certamente nella gestione delle micro-progettazioni sarà l’educatrice a gestire il proprio gruppo di bambini ma ci sono altre figure professionali che intervengono e con cui io mi devo relazionare. E’ impo utilizzare gli obiettivi come strumento che consente a tutta l’equipe di poter lavorare insieme ed orientarsi nella stessa direzione. Se l’educatore riesce a formulare in modo chiaro i propri obiettivi riuscirà maggiormente a capire come integrare il suo contributo educativo specifico con quello di altri esperti e convergere tutti chiaramente verso quella che sarà poi la finalità complessiva del proprio micro-progetto.
  • Nel obiettivo che l’educatore ha formulato vengono espressi quei valori propri della comunità educativa. Si capisce da come è formulato l’obiettivo quali sono gli elementi,autori, intenzionalità tipiche dell’educazione.
  • Se si formula bene l’obiettivo si ha tutti gli elementi che ci consentono di chiudere la micro- progettazione perché è proprio dentro l’obiettivo che sono già contenute le indicazioni relative ai tempi,risorse umane e materiali che ci aiutino a formalizzare la micro- progettazione
  • Grazie alla formulazione chiara degli obiettivi si favorisce la comunicazione anche a diversi livelli del progetto e non solo dentro l’equipe educativa. Quando l’educatore li formula bene non solo gli risulterà più facile lavorare con i propri target ma anche ques’ultimi sarà più facile capire che direzione prendere insieme all’educatore di rif. E,di conseguenza potranno essere anche perseguiti all’esterno della struttura. Ad esempio nei servizi 0-3 verranno utilizzati per comunicare con i genitori e quindi facilitare il processo di documentazione dell’attività educativa che viene fatta ma vengono utilizzati anche per comunicare sul territorio, che cosa il servizio presenta come viene esplicitato nella carta dei servizi ad esempio. Uno schema che ci può aiutare a costruire degli obiettivi che siano chiari e non ambigui e che viene spetto utilizzato in letteratura è l’ACRONIMO SMART. Ci aiuta a comprendere nella formulazione che un obiettivo deve essere :
  • Semplice → la semplicità permette all’educatore di avvallare quelle finalità moltto elevate e decontestualizzate come ad esempio promuovere lo sviluppo della persona,la sua autonomia. La semplicità dell’obiettivo traduce quella finalità in elementi specifici ,dettagliati
  • Misurabile → deve essere formalizzato in un modo che mi metta in luce che all’interno di un processo quelle che sono le mete. Per cui l’educatore deve capire quali sono gli output che deve osservare per certificare che è stato raggiunto l’obiettivo
  • Raggiungibile → significa che per come è presentato,formulato consente all’educatore di poterlo valutare nel raggiungimento o meno
  • Realistico → ha a che fare con la raggiungibilità e il target di riferimento. Ciò vuol dire che dentro l’obiettivo formulato si ha in mente un nome/cognome del gruppo con cui sto lavorando. Va a selezionare ciò che per i miei soggetti è realistico , non si andrà a proporre un qualcosa di non realisticamente raggiungibile perché questo andrebbe a demotivarli,ad escluderli. Inoltre non si andrà proporre al soggetto una qualcosa di facilmente raggiungibile perché il soggetto deve avere la possibilità di attivarsi,essere sfidato,mobilitare le proprie risorse. Lavorando sul nostro possiamo individuare più gruppetti con diverse