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Sbobina lezione 27 Psicometria della prof Elisa Pedroli (la lezione 26 non l'ho sbobinata perché erano prevalentemente formule, dunque ho scaricato il pdf della prof).
Tipologia: Sbobinature
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Legge dei grandi numeri Nella letteratura sono stati dati vari teoremi, secondo le ipotesi scelte, della legge dei grandi numeri che costituiscono una formulazione matematica della legge empirica del caso. Una formulazione semplice della legge dei grandi numeri è data dal teorema di Bernoulli, detto anche legge dei grandi numeri nello schema benoulliano. Teorema di Bernoulli Se un evento ha probabilità costante p in ogni prova, la probabilità che la frequenza relativa di n prove differisca, in valore assoluto, dalla probabilità p per meno di un numero ε > 0 arbitrario, tende all’unità al crescere del numero n delle prove. La legge dei grandi numeri ci permette di affermare che la media che calcoliamo a partire da un numero sufficiente di campioni sia sufficientemente vicina alla media reale. Il concetto di «sufficiente» fa diretto riferimento alla probabilità e all’ampiezza campionaria. Dipende dalla precisione che vogliamo raggiungere con il nostro test: dieci prove ci porteranno ad avere una stima abbastanza grossolana, con cento potremmo avere una stima più precisa che aumenta all’aumentare dell’ampiezza. Quindi, il valore di n (ampiezza campionaria) che siamo disposti ad accettare come sufficiente dipende dal grado di casualità (probabilità) che riteniamo necessario per la ricerca in questione. Un caso particolare di applicazione della legge dei grandi numeri è la previsione probabilistica della proporzione di successi in una sequenza di n realizzazioni indipendenti di un evento E, ovvero, la frequenza di E nelle n misurazioni: per n che tende a infinito, la proporzione di successi converge alla probabilità di E. In termini generici, per la legge dei grandi numeri si può dire:
Si dice che X ~ N (μ ; σ2) per indicare che una v.a. X si distribuisce secondo una Normale con media μ e varianza σ2. Il parametro μ è sia valore medio, sia mediana, sia valore modale, dove nel caso di distribuzioni continue si definisce moda l’eventuale valore in cui la funzione di densità di probabilità f(x) ha un massimo e si definisce mediana il valore x per cui risulta: p(x ≤ x) =P(X ≥ x) = 1 / 2 Una delle proprietà della distribuzione normale è che valore medio, valore modale e mediana coincidono e corrispondono al punto di massimo della distribuzione normale.