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Lezione 3 serres libro, Schemi e mappe concettuali di Etica

Saggio di serres sintesi lezione 3

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 18/05/2024

Ariannadigiovanni
Ariannadigiovanni 🇮🇹

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ETICA DELLA COMUNICAZIONE INTERCULTURALE
APPUNTI DI NADIA LIBERATI
LEZ. 3 06.03.2023
Michel Serres Il contratto naturale
Si tratta di un testo suggestivo, caratterizzato da una scrittura letteraria ed evocativa, poco scientifica e molto
divergente. Lo collochiamo nel 1990: è una data particolarmente importante per la comprensione del testo
poiché questo è un anno, all’interno di un breve periodo (1989-1991), in cui il mondo ha avvertito una grande
trasformazione con la caduta del muro di Berlino, la fine del mondo bipolare e l’inizio di quello multipolare;
insomma, si lavorava su questioni di carattere sociale, politico e di organizzazione globale (iniziando a
ragionare sul termine stesso di “globalizzazione”). Di conseguenza, Serres pubblica un libro inattuale” per
quel periodo, che ragiona sulla crisi ambientale e l’importanza naturale. Oggi la percezione del testo cambia
poiché risulta essere più vicino al mondo contemporaneo, rispetto al tempo vissuto dall’autore; anche perché
gli anni ’90 ragionavano di geopolitica, globalizzazione, la caduta del muro, la trasformazione delle società e
il diffondersi del credo neoliberista. Quindi, tra le diverse trasformazioni dell’epoca, il cambiamento climatico
non era tematizzato.
Nell’introduzione del testo Serres evidenzia l’idea che la riflessione aggiornata sulla condizione umana non
può non prescindere dall’impatto che le attività antropiche stanno avendo sull’ambiente e l’ecosistema
terrestre; quindi la condizione umana è data non solo dall’interazione tra i mondi dei rapporti sociali, ma anche
dalla relazione con il mondo naturale: questa è una costante dicotomia che l’autore riprende ciclicamente nel
testo. Da questo, Serres afferma che l’umano ha scatenato una guerra oggettiva contro la natura a partire da
determinate dinamiche come il consumo capitalista, la trasformazione dell’idea di scienza, del diritto e molto
altro.
Insomma, la modernità si era basata sull’idea dell’AUTONOMIA, ovvero che la vicenda umana sia e debba
essere autonoma (“autonomia” è, in senso filosofico, ciò che da la norma a sé stesso”, ossia “io non sono
guidato da nulla che sia esterno da me): questo significa che il genere umano (come individuo e società) è
autonomo nella misura in cui da le norme a sé stesso senza essere in connessione con nient’altro, mentre il
mondo e la natura risultano essere scenografie in cui agiscono gli umani.
A questo principio moderno dell’autonomia, Serres oppone quello di ETERONIMIA secondo il quale tutte
le norme dell’esistenza provengono da altro rispetto sé stessi: è comprensibile che con la crisi climatica
entrino in crisi queste condizioni di possibilità dell’autonomia umana riscoprendoci eteronimi, e che per
esprimere la nostra esistenza abbiamo bisogno di altro.
Il testo si apre sulla GUERRA, le sue conseguenze sugli umani, ponendola agli antipodi rispetto a un pensiero
che possa essere ambientale: finché si pensa alla guerra l’ambiente sfuggirà sempre all’umano, perché per
comprendere la natura e il nostro essere in un mondo naturale essa dovrebbe finire e l’essere umano pensarsi
come un tuttuno con la natura stessa. La guerra è, quindi, la rappresentazione plastica di questa condizione
poiché ci divide come collettivo.
Più avanti, con l’analisi del testo, si vedrà come l’autore ragiona e scrive una definizione precisa di
globalizzazione”, spiegandone le dinamiche in maniera previgente e unendo dimensione politica-economica
e globale col naturale (cosa che in quegli anni non si faceva). Serres pensa ad essa come un compromesso che
non sia soltanto interrelazione complessiva di tutti gli umani, ma una costruzione di un’interrelazione
complessiva anche col sistema terra; si ha poi la critica al tempo del brevissimo termine, al presentismo nel
quale ci troviamo come elemento negativo. Altro tema affrontato è la connessione tra inquinamento materiale
e inquinamento culturale: vivere in un universo simbolico senza riconoscerlo e che, col tempo, ci cambia
dentro. Da menzionare anche la traformazione della natura da mero oggetto o risorsa quantificabile alla
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ETICA DELLA COMUNICAZIONE INTERCULTURALE

APPUNTI DI NADIA LIBERATI

LEZ. 3 – 06.03.

Michel Serres – Il contratto naturale Si tratta di un testo suggestivo, caratterizzato da una scrittura letteraria ed evocativa, poco scientifica e molto divergente. Lo collochiamo nel 1990 : è una data particolarmente importante per la comprensione del testo poiché questo è un anno, all’interno di un breve periodo ( 1989 - 1991 ), in cui il mondo ha avvertito una grande trasformazione con la caduta del muro di Berlino, la fine del mondo bipolare e l’inizio di quello multipolare; insomma, si lavorava su questioni di carattere sociale, politico e di organizzazione globale (iniziando a ragionare sul termine stesso di “globalizzazione”). Di conseguenza, Serres pubblica un libro “inattuale” per quel periodo, che ragiona sulla crisi ambientale e l’importanza naturale. Oggi la percezione del testo cambia poiché risulta essere più vicino al mondo contemporaneo, rispetto al tempo vissuto dall’autore; anche perché gli anni ’90 ragionavano di geopolitica, globalizzazione, la caduta del muro, la trasformazione delle società e il diffondersi del credo neoliberista. Quindi, tra le diverse trasformazioni dell’epoca, il cambiamento climatico non era tematizzato. Nell’introduzione del testo Serres evidenzia l’idea che la riflessione aggiornata sulla condizione umana non può non prescindere dall’impatto che le attività antropiche stanno avendo sull’ambiente e l’ecosistema terrestre; quindi la condizione umana è data non solo dall’interazione tra i mondi dei rapporti sociali, ma anche dalla relazione con il mondo naturale: questa è una costante dicotomia che l’autore riprende ciclicamente nel testo. Da questo, Serres afferma che l’umano ha scatenato una guerra oggettiva contro la natura a partire da determinate dinamiche come il consumo capitalista, la trasformazione dell’idea di scienza, del diritto e molto altro. Insomma, la modernità si era basata sull’idea dell’ AUTONOMIA , ovvero che la vicenda umana sia e debba essere autonoma (“autonomia” è, in senso filosofico, “ ciò che da’ la norma a sé stesso ”, ossia “io non sono guidato da nulla che sia esterno da me ”): questo significa che il genere umano (come individuo e società) è autonomo nella misura in cui da’ le norme a sé stesso senza essere in connessione con nient’altro, mentre il mondo e la natura risultano essere scenografie in cui agiscono gli umani. A questo principio moderno dell’autonomia, Serres oppone quello di ETERONIMIA secondo il quale tutte le norme dell’esistenza provengono da altro rispetto sé stessi : è comprensibile che con la crisi climatica entrino in crisi queste condizioni di possibilità dell’autonomia umana riscoprendoci eteronimi, e che per esprimere la nostra esistenza abbiamo bisogno di altro. Il testo si apre sulla GUERRA, le sue conseguenze sugli umani, ponendola agli antipodi rispetto a un pensiero che possa essere ambientale: finché si pensa alla guerra l’ambiente sfuggirà sempre all’umano, perché per comprendere la natura e il nostro essere in un mondo naturale essa dovrebbe finire e l’essere umano pensarsi come un tutt’uno con la natura stessa. La guerra è, quindi, la rappresentazione plastica di questa condizione poiché ci divide come collettivo. Più avanti, con l’analisi del testo, si vedrà come l’autore ragiona e scrive una definizione precisa di “ globalizzazione ”, spiegandone le dinamiche in maniera previgente e unendo dimensione politica-economica e globale col naturale (cosa che in quegli anni non si faceva). Serres pensa ad essa come un compromesso che non sia soltanto interrelazione complessiva di tutti gli umani, ma una costruzione di un’interrelazione complessiva anche col sistema terra; si ha poi la critica al tempo del brevissimo termine , al presentismo nel quale ci troviamo come elemento negativo. Altro tema affrontato è la connessione tra inquinamento materiale e inquinamento culturale : vivere in un universo simbolico senza riconoscerlo e che, col tempo, ci cambia dentro. Da menzionare anche la traformazione della natura da mero oggetto o risorsa quantificabile alla

posizione di soggetto che agisce nel nostro mondo (diventa attore proprio come gli stati, i soggetti, i mercati e molto altro). Per concludere, si parlerà di “ contratto naturale ”. SCALETTA – approssimativa - DEGLI ARGOMENTI TRATTATI DA MICHEL SERRES:

  1. La crisi ambientale e l’importanza naturale;
  2. Dicotomia uomo-ambiente, separato-integrato;
  3. Rapporto tra AUTONOMIA ed ETERONIMIA;
  4. La definizione di “globalizzazione”;
  5. L’importanza della guerra: guerre soggettive e violenza oggettiva;
  6. La critica al tempo breve e al presentismo;
  7. Inquinamento culturale e inquinamento materiale;
  8. La natura: oggetto-soggetto;
  9. Il contratto sociale e il contratto naturale. Tim Ingold – Antropologia Questo testo può essere definito come una sorta di sintesi finale della sua riflessione e la conclusione etica del suo percorso di studioso e antropologo. La domanda fondamentale e universale che si pone Ingold, così come ogni essere umano sia individualmente che come gruppo è: “ come dovremmo vivere? ”; e a questo proposito lui analizza culture diverse come dei modi di rispondere a questa domanda. Oltre ciò, tratta di un rinnovato rapporto tra SAPERE e SAGGEZZA : il sapere rende oggettivo il proprio oggetto, la saggezza è più instabile e ha a che vedere con un processo di vita. Poi seguono il principio del “ prendere gli altri sul serio ” e cosa significa ascoltare l’altro; il discorso interculturale su somiglianze e differenze tra gli uomini , quello che s’interroga su cosa ci rende uguali e cosa diversi – come ripensare la relazione tra quello che siamo noi e quello che sono gli altri; necessità di una ecologia della cultura (un tentativo efficace di ripensare la cultura e le tecniche umane all’interno di un discorso ecologico, dimostrando come la tecnica non sia un abominio ma provenga da essa e, in quanto tale, far capire come certe deformazioni nell’uso tecnologico di oggi siamo realmente contro natura). Ecologia della cultura significa capire come l’essere umano non viva una doppia vita come si è sempre creduto (esseri biologici e culturali) e che non c’è una distinzione tra psiche e corpo ma sono espressioni della stessa cosa, così come la natura e la cultura. Infine, Ingold immagina un’antropologia del futuro come un’etica della cura: prendersi cura dell’altro e della natura. SCALETTA – approssimativa – DEGLI ARGOMENTI TRATTATI DA TIM INGOLD
  10. Importanza fondamentale della domanda universale: come dovremmo vivere?;
  11. Rapporto tra sapere e saggezza ;
  12. Il principio del “prendere gli altri sul serio”;
  13. Il discorso interculturale delle somiglianze e delle differenze tra gli uomini;
  14. L’ecologia della cultura;
  15. Un’antropologia del futuro: l’etica della cura.