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Appunti lezioni di corporate banking
Tipologia: Appunti
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Situazione delle banche: necessità di finanziarsi ma impossibilità a trovare finanziatori in quanto questi avrebbero certamente perso soldi. Istituito il fondo Atlante, per sostenere il sistema bancario.
Capitale di vigilanza delle banche: è fatto in modo regolamentare, per la possibilità di contagio delle banche i partecipanti al comitato basilea hanno definito una condizione di capitalizzazione delle banche tale per cui sono sicuri che non falliscano anche se l’andamento dell’economia porta a situazioni rischiose. Ci sono due condizioni: -Rischio sistemico, se il sistema tende a collassare le banche devono comunque essere in grado di sostenerlo e quindi avere una certa dotazione di capitale. Ma non posso obbligarle ad avere la stessa quantità di capitale perché il mercato bancario si segmenta e le banche investono in attività diverse. Se serve molto capitale serve molta remunerazione e dato il livello dell’attivo, la banca sarebbe spinta a fare investimenti o finanziamenti molto rischiosi per chiedere tassi di interesse elevyai che remunerano l’equity e lasciano una parte per gli azionisti di maggior valore. Le attività a basso rischio rendono poco e il capitale richiesto è alto quindi non sarebbe conveniente. Bisogna guardare alla qualità e alla quantità degli asset nella determinazione del capitale richiesto per essere in grado di salvarsi in situazioni negativi. Regolamentare: diverso dall’equity civilistico, perché ha dentro alcune attività civilistiche (esclude gli intangibles). Il valore di mercato monetario dell’attivo di una banca è facile da definire, ma tutte le attività intangibili non valgono molto perché sono cose che non si trasformano in moneta ma sono precondizioni d funzionamento. D’altra parte vengono inclusi anche i debiti subordinati, che fanno parte di una delle 3 configurazioni dei Tier, in funzione della capacità di quell’equity di sopportare delle perdite (se ho fondo rischi bancari generali sopporta la perdita ma solo in alcune condizioni, debiti subordinati a breve non coprono oltre la scadenza). scala di determinazione dei capital tier che definisci l’equity regolamentare della banca in funzione della sua capacità di assorbire le perdite.
Obiettivo della banca: remunerare gli azionisti attraverso la generazione di valore. Nel caso specifico della banca la misura del valore creato è l’ economic profit : dice che il rendimento ottenuto dalla banca pari a Ricavi – costi operativi – altri costi – perdite attese. Le perdite attese non sono rilevanti a fini del capitale perché nel conto economico vanno a ridurre il valore dell’equity, i fondi per coprirle sono quasi equity, e siccome sono un valore negativo del CE il valore dell’utile si riduce e cresce il valore del fondo. Non sono considerate da un punto di vista patrimoniale ma reddituale, quindi sono già parte del risultato della banca sono anticipate e non entrano più nell’equity. Sono imputate ad accantonamento e quindi sono perdite future, quindi sconosciute, infatti non sono imputate a costo in senso stresso. Bisogna capire quanto nel corso degli anni futuri si trasforma in perdita attesa, se sono bravo la perdita effettiva sarà minore della perdita attesa imputata a costo e quindi l’equity cresce. Se invece accantono meno di quello che perdo, la differenza fa parte della perdita inattesa per la quale dovrò usare una parte del capitale non avendo accantonato nulla per coprirle motivo per cui parlando del patrimonio di vigilanza ragiono sulle perdite inattese.
La divaricazione tar logica contabile e del valore si sta riducendo perché la logica contabile si sta spostando verso le seconde.
Le perdite attese sono il meccanismo attraverso cui calcolo Kd che quindi dipende dal rischio di perdere soldi. Se ragioniamo su una banca l’ obiettivo è capire quant’è il profitto economico, che non è un valore assoluto ma un rendimento in termini di RA rispetto all’economic capital (che si definisce come parte di capitale che viene mantenuta nella banca per coprire le perdite inattese). Si costruisce un flusso (una specie di ebit) che contiene ricavi, costi operativi, perdite attese e capital charge.
Es. EVA come misura della capacità dell’impresa di generare valore. Dice quant’è il valore economico aggiunto dall’impresa, calcolo due variabili, NOPAT e WACCCIN. Il NOPAT se messo a confronto con il WACCCIN è una misura della capacità di generare valore perché il secondo dice quanto ho investito e moltiplicato per il rendimento corretto del capitale investito dice quanto NOPAT dovrei generare per essere in equilibrio. NOPAT effettivo-NOPAT previsto=EVA.
Nelle banche la differenza viene fatta non a livello operativo ma equity e usa il RAROC (risk adjusted return on capital) che non contiene a differenza dell’EVA l’economic charge quanto viene generato dal punto di vista dei flussi includendo le perdite attese. Questa è una misura relativa di EVA che di solito è una misura assoluta.
Se non ci fossero perdite inattese, ma la perdita fosse sicura, non ci sarebbe bisogno di allocare ulteriore capitale perché si sa già quanto è, in realtà c’è un rischio di perdita inattesa. Questa è un valore puntuale, e se voglio proteggermi dalla probabilità di fallimento devo aggiungere capitale che non sarà remunerato da nient’altro. Capital Charge è la parte di rendimento del capitale che dovrei dare ma che non riesco a trovare ragionando sull’economic profit bisogna anche considerare la parte di rendimento che non si avrà sul capitale aggiuntivo.
Visto che l’economic capital non è regolamentare, la banca lo usano diventando meno efficiente per una questione di rating, vogliono mantenerne uno ma le società di rating prendono in considerazione anche la possibilità di coprire le perdite inattese. Se volessero un rating AAA (Probabilità di fallimento 0), il livello di capitale da definire per averlo è quello che copre il livello massimo di perdita inattesa copro a CE la perdita attesa, se metto tanto capitale da poter coprire la peggiore delle perdite non fallirò mai. Se accetto di coprire solo il 90% la probabilità di essere nella condizione di non poter coprire le perdite, e quindi di fallire, sarebbe del 10% e il rating A+. Se invece copro solo il 50% il rating è B. Maggiore è il capitale, minore la probabilità di fallimento e maggiore il rating. La controparte negativa dell’usare molto capitale è che il ROE sarà molto basso perché il rendimento e l’utile netto sono sempre gli stessi ma il capitale investito è maggiore. La banca deve minimizzare la quantità di capitale mantenendo un certo livello di rating. Se investo in attività a basso rischio potrei avere il 99% di probabilità di coprire ma un basso costo del capitale e basta poco Economic capital, ma queste attività danno un margine di intermediazione molto basso. Anche la scelta di investire in attività poco rischiose non serve perché pur avendo poco capitale avrò anche meno margine. In realtà il problema delle banche è max il VRAR e minimizzare l’economic capital.
Il valore del capitale economico è determinato dal rischio che la banca vuole assumersi (Cap ec. Misura la copertura delle perdite inattese due banche identiche con distribuzione delle perdite diverse, quella con la varianza maggiore ha bisogno di più capitale economico) Dipende dal suo risk appetite.
Il capitale regolamentare invece segue delle norme (standard) dettate dall’esterno e quello economico norme dettate dall’interno della banca e dipende da come essa decide di costruirlo. Modelli VAR determinano il value at risk, decido a priori quanta parte di liquidità lascio scoperta dal punto di vista dei rischi…….
Metriche di valutazione delle performance: -ROE: misura contabile storica del rendimento sull’equity contabile, si registrano le perdite avute e quindi serve poco dal punto di vista del valore -RAROC: manca il capital charge, usa le perdite attese e considera l’economic capital e non l’equity -Economic profit: (RAR-Capital charge)/Economic capital valutazione più corretta ce permette di applicare l’eva e capire se la banca sta generando valore per l’azionista o meno.
crisi sarebbe stata passeggera ma si comincia a capire che non è di breve durata e il 2012 è stato il secondo anno di crisi forte e si riducono i finanziamenti e continuano ad avere un andamento negativo. Nei settori manifatturiero e servizi iniziano a risalire in modo meno negativo fino al 2015 in cui diventano positivi. Il settore delle costruzioni (immobiliare) ha un andamento diverso perché ha subito una crisi più forte e più lunga. In un momento di economia in recessione ci sarebbe bisogno di finanziare di più le imprese per farle sopravvivere, quello che succede è in realtà il contrario. La dinamica del finanziamento delle imprese anziché essere anticiclica è pro-ciclica, la banca ritira i fidi oltre a non finanziare e le imprese vanno più in difficoltà: non pago i fornitori che vanno in difficoltà a loro volta e non vengono finanziati –> crisi peggiora Questa è la ragione per cui si è passati da basilea 1 a 2 e da 2 a 3 per introdurre correttivi alle banche che devono mantenere una quota di capitale che dalla parte dell’attivo abbia liquidità (buffer di liquidità): una parte del capitale è immobilizzata in liquidità non utilizzabile in modo che la banca sia in grado di far fronte a qualunque evenienza anche in condizioni negative del mercato. Il buffer non può essere legato al debito (se correntisti chiedono soldi devi darglieli) ma deve essere di capitale.
Basilea 3 deriva dalle nuove questioni poste dalla crisi, 3 obiettivi: -Migliorare la qualità del capitale regolamentare delle banche (capitale equity non ci interessa perché è contabile, quello destinato a subire le perdite è quello regolamentare, infine quello capitale economico) -Introdurre buffer di liquidità in funzione anticiclica, la banca può immetterla nel sistema per spingerlo e sostenerlo in momenti negativi -Gestire il fenomeno del rischio sistemico : tutte le crisi precedenti erano state crisi in cui le banche avevano interrelazioni relativamente ridotte, con la globalizzazione le banche si sono legate tra loro attraverso azoni, partecipazioni obbligazionarie e investimenti in partecipazioni dell’altra. Le obbligazioni dell’altra banca stanno nel mio attivo che si contrae quando quest ava male, io perdo e vado male, il valore dell’equity scende e il valore delle mie azioni nell’attivo di altre banche scende...ecc ”intanglemen”. Era un meccanismo che prima non esisteva. Derivati hanno una volatilità enorme rispetto al valore delle azioni. Se non ho i titoli in mano e li vendo sto speculando perché al momento della vendita devo andare a comprarli sul mercato, uguale se chi compra non ha i soldi….
In Italia l’introduzione di Basilea 3 non è una buona notizia perché le banche italiane non hanno un livello di capitalizzazione adatta e abbiamo un’economia reale più debole degli altri paesi (in un sistema che va meno bene e ha bisogno di più risorse bancarie e poco equity perché non è efficiente), in Italia il mercato delle imprese evolve lentamente (scarsa informazione, scarsa qualità della relazione banca-impresa, livello di rischio elevati dalla combinazioni di profitti bassi e leverage altointerest coverage che è di solito basso)
BASILEA I chiedeva alle banche un patrimonio di vigilanza (capitale regolamentare) fatto in un modo per cui deve essere almeno l’8% dell’attivo ponderato. Attivo ponderato: attivo ponderato delle attività di mercato, ponderato per il rischio id mercato e attivo ponderato dei crediti per il rischio dei crediti. Il patrimonio di vigilanza non è l’equity, ci sono 3 livelli di tier capital:
alto e ad un certo punto vengono rivalutati. La rivalutazione entra nell’equity ma non è legata a elementi monetari, all’utile, ecc.. nel giro di qualche anno potrebbe diventare una svalutazione. Plusvalenze su partecipazioni, se la vendo diventa parte dell’utile ma se è in termini di valore non è certa. Passività subordinate con almeno 5 anni. -Tier 3: partecipazioni in enti creditizi e finanziari che sono legate ad un rischio sistemico è la parte che viene sottratta ai primi due sommati che danno il patrimonio lordo.
Es se ponderazione attiva è del 100%, attivo=100, Patrimonio di vigilanza deve essere almeno 8. Il vantaggio è che questo patrimonio è collegato da una parte alla quantità di attivo investito e dall’altra alla sua qualità.
Se ho cassa non ha limiti, quindi ponderazione 0, idem il finanziamento ad una banca centrale dei paesi ocse o titoli dei governi dei paesi ocse sono considerati senza rischi (questo è una delle modifiche) limite di basilea 1 Crediti verso imprese private 100, a prescindere dalla leva finanziaria
Limiti basilea I : -non considerava rischi operativi della banca, cioè non connessi al redito o all’attività di mercato ma quelli connessi alla banca. Es. banca perde una class action, questo è un rischio operativo ma non viene considerato, questo perché vi era un sistema provvisorio. -non differenziava del tutto tra posizioni di differente rischiosità all’interno dei gruppi, all’interno dei paesi ocse tutti sono uguali, imprese private tutte uguali, ecc.. -non riconoscere gli effetti di portafoglio che sono importanti per una banca, ma siccome non sono certi in basilea uno venivano esclusi come se tutte le attività fossero indipendenti tra loro -considerava in modo non efficiente il concetto di mitigazione del rischio, cioè classicamente le garanzie -requisito dell’8% era statico e rimaneva sempre uguale in fasi della congiuntura diversa
Un comportamento opportunistico che le banche potrebbero assumere in questa condizione: le imprese venivano ponderate allo stesso modo, avrebbero potuto assumere una politica di rischio prestando a quelle più rischiose che pagano di più e tanto il capitale è lo stesso. La controparte negativa è che ho poco capitale e ho affidato a imprese rischiose con rendimenti più volatili –> poco capitale con tanto rischio. Non è un vantaggio rispetto al mercato ma complessivo, il rischio elevato non è coperto dal capitale
MODIFICHE BASILEA 2 E 3 (3 non è ancora entrato ma si sa cosa chiederà) Obiettivo comunque quello di determinare un patrimonio di vigilanza per verificare l’adeguatezza patrimoniale delle banche introducendo due considerazioni:
-ogni operazione bancaria richiede l’assunzione di un livello di rischio specifico, non posso più dire che le imprese private hanno una ponderazione di 100, ognuno ha la sua in funzione del rischio di default dall’impresa -ognuno di questi rischi determinato analiticamente deve essere coperto attraverso il patrimonio di vigilanza, quindi il meccanismo semplificato non funziona più. a rischi superiori deve corrispondere una dotazione di capitale maggiore e l’obiettivo è quindi quello di spingere il manager a scegliere imprese di scarsa qualità con tassi elevati, perché dovrebbe avere alti capitali quindi ora scelgono imprese di qualità. Il differenziale di capitale recupera il differenziale di tasso.
In basilea 2 ci sono 3 pilastri:
fallisce il valore degli asset della banca si riduce e quindi anche quello dell’equity che può diventare negativo e portare la banca a rischio di fallimento, o comunque fa perdere soldi.
-LGD (loss given default): percentuale, perdita effettiva attesa che ci si aspetta su quel finanziamento in quella impresa nel caso di default della controparte. (È quello che avevamo definito come il valore atteso negativo della parte prima del debito nominale nella distribuzione.) Non è quello che si realizza effettivamente ma uno qualunque della distribuzione, ma siccome valuto in anticipo, devo misurare il valore atteso e cioè quanto statisticamente mi aspetto di perdere se l’impresa fallisce e in questo modo abbiamo una misura che ci permette di sapere quanto dovremmo coprire attraverso i tassi in modo che il valore atteso del debito sia uguale al valore nominale. Considera anche le garanzie , queste intervengono dopo il fallimento e non ne riducono la probabilità, però dopo aver perso so che qualcuno dovrà pagarne una parte, cioè si riduce la perdita attesa.
-EAD (exposure at default): questo è un valore e non %. Le prime sono misure relative che funzionano sempre indipendentemente dal debito, ma viene introdotta la EAD perché il capitale necessario dipende dal valore prestato. Il valore dell’EAD è il valore del debito nel momento in cui valuto la perdita attesa, ovvero l’esposizione della controparte in essere al momento del default. Ci sono 2 considerazioni: la prima è che la durata del debito influenza. Per valutare la perdita attesa ipotetica si usa il valore del fido e non quanto ha già usato, perché può spingersi fino a 10 e il valore teorico del finanziamento è 10 e l’esposizione massima al default è
-Durata del finanziamento: è un parametro che definisce il rischio, cioè la perdita attesa, in funzione del fatto che quanto più lunga è la durata perché si aumenta la distribuzione die valori e quindi anche la possibilità di avere valori estremi. Durata è diverso da maturity, cioè la durata media del prestito ponderata per il valore dei flussi, mentre la maturity di un finanziamento bullet a 10 anni rimborsato tutto alla fine è 10. Il finanziamento con la maturity più lunga è quello più rischioso perché sposto ad una distribuzione più larga tutta la mia attesa di rimborso.
Es. LGD del 40%, mediamente mi aspetto che su un debito di 100 se fa default la perdita attesa sia
Secondo la logica manageriale della banca si coprono le perdite con gli accostamenti a CE, cioè accantonamenti, ma quando le cose vanno male questi non si hanno e a Basilea non interessano i valori a CE ma il capitale.
Determinazione del capitale, requisito patrimoniale : Pb(1-LGD)EAD*Maturity (non sono moltiplicati, è una funzione di ponderazione che ha 3 elementi e interagiscono in funzione) è una % del valore del finanziamento
Oggi la difficoltà nelle banche nel finanziare, che vedono Basilea come un elemento problematico, il fatto che la banca abbia dei soldi da prestare perché ci sono de i correntisti è irrilevante dal punto di vista di Basilea; se una banca avesse molti depositi e conti correnti e 0 capitale, non può prestare nulla perché deve allocare il capitale. Inoltre, quando alloco il capitale devono esistere azionisti che mettono capitale di rischio perché deve remunerare il capitale allocato.
MODELLI DI SCORING (del rating di un’impresa) -Scoring finanziario, cioè di bilancio, debito ed equity, ebitda, ecc.. -Scoring andamentale interno: la gran parte delle informazioni che ottiene la banca su un soggetto vanno a vedere come è andato e come si è comportato nel tempo (pagato i debiti, rispettato i covenant, saltato rate, ecc…) –> il passato definisce il valore di un soggetto
-centrale dei rischi: sistema della banca Italia che guarda per qualunque imprese quanti finanziamenti ha, quanto ha accordato e quindi quant’è il finanziamento nel tempo, il rishcio è sull’indebitamento totale. -Rating settoriale -Rating qualitativo. Presupposto che l’esistenza dei sistemi di rating limita l’autonomia dei soggetti il modo in cui vengono recuperate le questioni tra i soggetti è il rating qualitattivo. Definisce un rating da modello. Override: modifica il processo di rating se c’è qualche ragione soggettiva
Issuer rating (rating della controparte) + importante la LGD Rating dell’operazione
Tasso di recupero del credito… guardare
Modelli di credit risk management Guardando la LGD c’è il coverage ratio (1-Recovery), cioè la parte recuperata mediamente dalle banche sui bad loans studio banca di Italia. Slide 56 Blu è misura assoluta dei bad loans nel tempo. A partire dal 2013, negli anni di difficoltà aumenta perché nei momenti di crisi si recupera meno, ma la misura sta cambiando. Aumenta il livello dei debiti in default, ma ricordiamo che c’è un gap temporale nella crisi, che inizia a sentirsi dopo quando le imprese vedono il proprio capitale sgonfiarsi e la misura dei debiti che vanno male tende a crescere. Nel 2015 livello massimo rispetto a tutti i 10 anni.
Maturity ha due obiettivi: -capire in modo corretto il rapporto tra rischio e durata di un finanziamento -Ragionando su un debito, se è a 10 anni e ci si aspetta che vada in default dopo, nel corso del tempo ha pagato gli interessi con un meccanismo di sconto, ovvero si tiene conto del minor valore nominale. Riportando un debito a 10 anni al tempo 0 la LGD è la stessa a valore nominale ma il valore della perdita è sceso.
Nella determinazione di Kd lo abbiamo fatto in modo semplificato. La banca non può pensare di remunerare solo chi le dà soldi e la perdita attesa. Segue sempre due regole: -Gestisco in rischio di credito e posso farlo in due modi: logica interna e una regolamentare. La prima non ha vincoli di capitale, cioè ragiona per come la banca si pone. Questo in realtà non può farlo perché Basilea impone un vincolo di capitale verso il basso, non si può avere meno di un certo valore, e le banche si allineano all’8% (che è stato cambiato perché alcune richiedevano un coefficiente più alto), le banche in base al rating che vogliono ottenere alzano o meno il capitale per assicurare anche la copertura della perdita inattesa arrivando al massimo della perdita. Svantaggio è che se voglio usare molto capitale per coprire il debito il suo costo sarà molto più alto, cioè una banca può applicare un prezzo più basso se ha meno capitale. In ogni caso con poco capitale sarà più rischioso e gli azionisti chiedono rendimento più alto da tirare fuori dai finanziamenti, quindi non possono comunque abbassare il tasso se hanno meno capitale. -L’utilizzo dei valori attesi richiede di generare un rendimento adeguato per remunerare gli azionisti. EVA= rendimento – costo del capitale Valore dal punto di vista asset side se ROI netto vs wacc
il processo di pricing (determinazione del tasso di interesse) deve combinare le esigenze di capitale regolamentare, deve coprire anche il rischio di credito e remunerare le aspettative degli azionisti. Deve generare un wacc del debito. Basilea determina la leva finanziaria delle fonti di finanziamento di un debito? A fronte di un finanziamento determina un capitale necessario che è equity.