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Lezioni di Bibliografia: Introduzione alla Catalogazione e all'Informazione Libraria, Prove d'esame di Biblioteconomìa

riassunto dettagliato sostituibile a libro della professoressa Marsquadt di bibliografia.

Tipologia: Prove d'esame

2018/2019

Caricato il 28/06/2019

vilma96
vilma96 🇮🇹

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LEZIONI DI BIBLIOGRAFIA
La biblioteca, luogo in cui sono depositati i libri, schedati per agevolare il loro utilizzo da parte del
lettore. Le funzioni principali sono:
1. ACQUISTO “approval plan” intesa tra biblioteca e fornitore.
2. DONO o “lasciti” possono provenire da privati o anche da enti e associazioni.
3. SCAMBIO tra biblioteche e biblioteca ed ente.
4. DEPOSITO LEGALE prevede l’obbligo di inviare alle 2 biblioteche nazionali centrali (Roma
e Firenze) non solo i volumi, ma tutti i documenti destinati all’uso pubblico sul territorio.
Classificazione biblioteche secondo l’ UNESCO:
1. Nazionali hanno il compito di raccogliere e documentare tutto quanto viene stampato in
Italia.
2. Di istituti di alta istruzione
3. Non specializzate
4. Scolastiche
5. Speciali
6. Di pubblica lettura o popolari
CATALOGHI TRADIZIONALI “schede” sia i cataloghi tradizionali che elettronici si basano su una
procedura comune: la catalogazione procedura che mette in relazione i documenti costuditi con i
bisogni informativi dei lettori. Sono due le caratteristiche principali: la storicità e la strumentalità.
Rappresenta una forma di comunicazione che deve avere 2 requisiti fondamentali:
1. Normalizzazione ossia il linguaggio
2. Uniformità ossia la loro vericità
Una volta introdotto l’utilizzo dei cataloghi costituiti da schede cartacee, si è cercato di impostarli
sulla base di 2 esigenze: sapere se una specifica pubblicazione è presente nella biblioteca e
accertare quali sono i testi disponibili su un determinato argomento. Per questo nascono i 2
CATALOGHI TRADIZIONALI FONDAMENTALI, entrambi ordinati alfabeticamente:
1. Quello per autore (e titoli) è il catalogo alfabetico che serve per accertare se c’è in
biblioteca un documento identificato già dal lettore e quali opere ci sono in particolare di un
autore e quali edizioni di una particolare opera.
2. Quello per accesso semantico (per lo più per “soggetto”).
Per garantire la normalizzazione e la uniformità delle schede, sono state introdotte, a livello
nazionale e internazionale, regole, norme, standard emersi nel corso della CONFERENZA DI
PARIGI (1961). In Italia dopo la pubblicazione nel 1979 della RICA sono entrate in vigore,
recentemente, le REICAT (2009). Invece per quanto riguarda le procedure descrittive del
documento, a livello internazionale si usano gli ISBD “international standard bibliographic
descriptioncon le sue varianti recentemente sono state elaborate nuove procedure descrittive
dei documenti come ad esempio FRBR “requisiti funzionali per record bibliografici” sviluppato
dall’IFLA; è un modello concettuale di identificazione dei requisiti minimi della descrizione
bibliografica.
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LEZIONI DI BIBLIOGRAFIA

La biblioteca, luogo in cui sono depositati i libri, schedati per agevolare il loro utilizzo da parte del lettore. Le funzioni principali sono :

  1. (^) ACQUISTO “approval plan” intesa tra biblioteca e fornitore.
  2. DONO o “lasciti” possono provenire da privati o anche da enti e associazioni.
  3. SCAMBIO tra biblioteche e biblioteca ed ente.
  4. DEPOSITO LEGALE prevede l’obbligo di inviare alle 2 biblioteche nazionali centrali (Roma e Firenze) non solo i volumi, ma tutti i documenti destinati all’uso pubblico sul territorio.

Classificazione biblioteche secondo l’ UNESCO :

  1. Nazionali hanno il compito di raccogliere e documentare tutto quanto viene stampato in Italia.
  2. Di istituti di alta istruzione
  3. Non specializzate
  4. Scolastiche
  5. Speciali
  6. Di pubblica lettura o popolari

CATALOGHI TRADIZIONALI “schede” sia i cataloghi tradizionali che elettronici si basano su una procedura comune: la catalogazione procedura che mette in relazione i documenti costuditi con i bisogni informativi dei lettori. Sono due le caratteristiche principali: la storicità e la strumentalità. Rappresenta una forma di comunicazione che deve avere 2 requisiti fondamentali:

  1. Normalizzazione ossia il linguaggio
  2. Uniformità ossia la loro vericità

Una volta introdotto l’utilizzo dei cataloghi costituiti da schede cartacee, si è cercato di impostarli sulla base di 2 esigenze: sapere se una specifica pubblicazione è presente nella biblioteca e accertare quali sono i testi disponibili su un determinato argomento. Per questo nascono i 2 CATALOGHI TRADIZIONALI FONDAMENTALI , entrambi ordinati alfabeticamente:

  1. Quello per autore (e titoli) è il catalogo alfabetico che serve per accertare se c’è in biblioteca un documento identificato già dal lettore e quali opere ci sono in particolare di un autore e quali edizioni di una particolare opera.
  2. Quello per accesso semantico (per lo più per “soggetto”).

Per garantire la normalizzazione e la uniformità delle schede, sono state introdotte, a livello nazionale e internazionale, regole, norme, standard emersi nel corso della CONFERENZA DI PARIGI (1961). In Italia dopo la pubblicazione nel 1979 della RICA sono entrate in vigore, recentemente, le REICAT (2009). Invece per quanto riguarda le procedure descrittive del documento, a livello internazionale si usano gli ISBD “ international standard bibliographic description con le sue varianti recentemente sono state elaborate nuove procedure descrittive dei documenti come ad esempio FRBR “requisiti funzionali per record bibliografici” sviluppato dall’IFLA; è un modello concettuale di identificazione dei requisiti minimi della descrizione bibliografica.

CATALOGHI ELETTRONICI ossia i famosi OPAC e sono composti da “registrazioni catalografiche” ossia i records, che hanno (come le schede cartacee tradizionali) la funzione di descrivere e di localizzare una pubblicazione. L’insieme dei record costituisce la base dati del catalogo. Un’ evoluzione degli OPAC tradizionali è quello DISCOVERY SYSTEMS che consentono all’utente di espandere la ricerca a fonti esterne al catalogo utilizzato. Il più significativo esempio di catalogo collettivo nazionale è costituito dal National Union Catalog (NUC). A livello nazionale la SBN “servizio bibliotecario nazionale” che in Italia offre, attraverso il suo indice, un catalogo collettivo online delle biblioteche. Altri: MANUS (monoscritti); ACNP (periodici); WorldCat (servizi bibliotecari); KVK (consente integrazione di più opac).

ABSTRACT è la rappresentazione abbreviata del contenuto di un testo senza elementi interpretativi o critici (ad es. i bollettini online, gli indici delle riviste ecc.). E’ un efficace strumento bibliografico di controllo e possiede delle caratteristiche come la sinteticità (250 parole max), chiarezza, compattezza ecc. Ci sono 3 tipologie: indicativo (informazione schematica); informativo (sintetico testo discorsivo) e indicativo-informativo (misto). COMPETENTE: documentalista.

SEGNALAZIONE LIBRARIA è una forma testuale simile all’abstract dove centrale è la descrizione dell’argomento del libro ma a differenza dell’abstract, è meno vincolata da un protocollo formale di rielaborazione (ad es. esame del ibro, selezione e mappatura degli argomenti, stesura della segnalazione ecc.). COMPETENTE: tecnico dell’informazione.

RECENSIONE è uno strumento d’informazione libraria, il più controverso. Fornisce informazioni sull’autore, descrive il contenuto del libro, illustra qualità e lacune dell’opera e può influenzare il pensiero, riguardo il libro, dell’utente. COMPETENTE: un esperto, cultore della materia. Sa su cosa far leva per il lancio del prodotto.

PROMOZIONE DEL LIBRO attraverso 2 forme di vendita principali: dirette (ricolte al cliente finale; ad es. il mailingvendita per corrispondenza, ossia in rete) e indirette (il cui destinatario è il distributore; ad es. le edicole, le librerie, autogrill ecc.). Per sostenere la concorrenza con la grande distribuzione, la libreria si è organizzata in catene SELF SERVICE con il fine di conquistare e fidelizzare la clientela (strategie di marketing). La tecnica di vendita che sembra prevalere è quella visiva (ad esempio attraverso il potenziamento di allestimento dei libri (allestimento della vetrina) il Layout. Per la ricerca bibliografica il punto vendita è dotato di cataloghi editoriali, anche in versione digitali (catalogo dei libri in commercio). Ovviamente ogni libreria possiede un “canone” ossia l’ordine in cui vengono disposti i libri. I libri più famosi sono collocati sui banchi, il resto sui scaffali. La libreria vuole darsi così l’immagine di gabinetto di lettura o di centro culturale introducendo anche iniziative come presentazione del libro ecc. La politica degli acquisti della biblioteca non è fatta in modo casuale ma attraverso una programmazione specifica la “CARTA DELLE COLLEZIONI” che è il documento d’identità e di sviluppo di una biblioteca e rapporto trasparente e corretto con altre biblioteche. Essa detta gli obbiettivi generali, specifica le linee di sviluppo delle aree disciplinari attinenti alle sezione della raccolta, le strategie di acquisto ed infine le figure e i ruoli amministrativi ed elimina o comunque riduce i giudizi soggettivi da parte degli addetti alle scete dei documenti.

GRIGLIA WHITTAKER è la valutazione dei libri. Rappresenta uno strumento metodologico di valutazione del materiale documentario rivolto ai bibliotecari addetti agli acquisti dei libri e ai servizi di reference; compost di 12 fasi attraverso cui la biblioteca motiva l’acquisto, si esamina la pubblicazione e si confrontano le opinioni. Si guardano tutti gli aspetti del libro, semantici e formali.

L’INFORMAZIONE acquisisce il significato di “notizia”, di messaggio trasmesso e recepito. Non è la comunicazione in sé ma bensì il contenuto trasmesso. L’informazione può essere trasmessa in modo verbale, scritto e visivo. Ha il potere di indottrinamento, fi formazione comportamentale, orientamento politico e di generare gusti, interessi ecc.

  1. L’anno di pubblicazione

ESEMPIO di stile citazionale RINO PENSATO, Manuale di bibliografia, Milano, Editrice Bibliografica, 2007.

Sono sempre esistite tipologie diverse di documenti: quelli cartacei si possono presentare in forma di :

  1. volume monografico
  2. volume miscellaneo
  3. articolo su periodico

Ci sono varie tipologie di bibliografie:

  1. correnti e retrospettive
  2. generali e speciali
  3. internazionali e nazionali
  4. primarie e secondarie
  5. segnaletiche, descrittive, critiche, analitiche

La fase di selezione e valutazione delle fonti e dei documenti viene fatta attraverso una consapevole e attenta applicazione di metodologie come l’utilizzo delle tecnologie semantic web e la creazione di strumenti di controllo terminologico vocabolari controllati. Esistono diverse forme di vocabolari controllati:

  • authority file elenchi di termini preferiti
  • schemi di classificazione bibliografica strumenti di organizzazione sistematica di cataloghi e bibliografie e ordinamento negli scaffali delle biblioteche
  • soggettari repertori alfabetici di termini (detti descrittori) impiegati dai bibliotecari
  • THESAURUS i thesauri sono vocabolari controllati adoperati per l’indicizzazione dei documenti e per descrivere il loro contenuto in modo formalizzato, utilizzando i termini più appropriati per formulare un concetto. Suggeriscono al ricercatore quali termini usare per recuperare il maggior numero di docuementi

LA RICERCA BIBLIOGRAFICA è un processo dinamico che si svolge sull’asse della DIACRONIA perché essa si sviluppa per successione di fasi e operazioni e su quella della SINCRONIA perché essa comporta l’analisi contestuale delle singole fonti reperite. Si fonda inoltre, sul paradigma della reticolarità, flessibilità e della serendipità (si può trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne cerca un’altra). Ci sono 2 generi di ricerca: ricognizione bibliografica (in questo caso si ha la correttezza citazionale ma non quella sistematica della segnalazione delle fonti utilizzate e sono da seguire dei criteri come quello crnologico, geografico, autoriale e concettuali cioè relativi alla precisa tematica selezionata) e ripartizione sistematica (vengono incluse tutte le notizie date dalle fonti c0on obbligo dell’esatta registrazione del materiale, ossia il repertorio bibliografico).

COLLEZIONE è il confronto di diverse copie di un mono-scritto o di un testo a stampa, atto a rilevare le differenze tra le copie e tra queste e l’originale.

Rapporto osmotico rapporto tra la rappresentazione sintetica dei tratti tipografici e semantici delle pubblicazioni, costituite da una raccolta reale (cataloghi) e ideale (documentate dalle bibliografie) ossia questo rapporto è presente proprio nella ricerca bibliografica.

Alcuni repertori di carattere internazionale (incunaboli, cinquecentine, seicentine ecc.9 oggi sono disponibili su diversi supporti:

  • Il portale del CERL mono-scritti e materiale a stampa.
  • USTC “the universal short title catalogue”.
  • ISTC per quanto riguarda gli incunaboli “the incunabola short title catalogue” realizzato dalla british library con l’aitto di tutte le biblioteche del mondo
  • IPI “index possesorum inconabulorum”.
  • MEI “material evidence in incunabola”

LE BILIOGRAFIE NAZIONALI sono elenchi che registrano e segnalano la riproduzione editoriale in una determinata lingua o pubblicata in un particolare paese. Possono essere:

  1. Correnti ossia la BNI prevedono l’utilizzazione nelle registrazioni di standard internazionali, una dichiarata periodicità (libri e periodici non di tutti i generi come ad esempio restano esclusi i testi scolastici, letteratura grigia ec).
  2. Retrospettive ossia ad esempio la CLIO (catalogo dei libri italiani dell’ 800); strumenti che soddisfano il controllo bibliografico retrospettivo della produzione editoriale (ad esempio bibliografie, cataloghi).

BNI “bibliografia nazionale italiana”; pubblicazioni edite e prodotte in Italia presso la b. n di Firenze costituita da monografie, musica e stampa, periodici, libri per ragazzi, scolastici e tesi di dottorato.

BNB “the british national bibliography”; ossia tutte le monografie e periodici distribuiti negli UK.

BEL “bibliografia espagnola en linea”; da accesso alla produzione bibliografica spagnola.

REPERTORIO è una lista di notizie bibliografiche che ha lo scopo di agevolare l’accesso all’informazione sui risultati documentari in uno o più campi. Possono essere correnti (l’aggiornamento è istituzionalmente previsto) e retrospettivi (aggiornamento e integrazione).

  • Stabilito il repertorio che s’intende realizzare, si passa alle fasi successive : 1) ricerca e 2) raccolta dei dati. Quindi bisogna per primo individuare le fonti da qui prendere le informazioni. Le fonti sono di vario tipo : 1. Bibliografiche a)bibliografie di bibliografie=strumenti per verificare se e quali repertori inerenti al progetto che si vuole realizzare, si sono avviati; b)bibliografie nazionali= repertori redatti da vari paesi; c)speciali e d) bibliografie in quanto hanno dei loro autonomi personaggi.
  1. Catalografiche a)cataloghi a stampa delle biblioteche nazionali di Londra, Parigi; b)cataloghi delle biblioteche nazionali come Roma, Firenze, Milano ecc; c)cataloghi di fondi a speciali e di patrimonio bibliografico antico.
  2. Commerciali a)cataloghi storici delle case editrici ad esempio UTET: b)cataloghi dei singoli editori; c)cataloghi delle librerie antiquariate ad esempio vendite all’asta.
  • Individuate le fonti si susseguono 2 fasi fondamentali :
  1. Introduzione è una sorta di biglietto da visita con la quale si comunicano le ragioni scientifiche, lo scopo e inoltre anche i ringraziamenti ad enti ed studiosi ecc.
  2. Avvertenza nella quale devono essere riportate con esattezza tutte le fonti utilizzate, con relativi acronimi.
  3. Indici essi presuppongono che ciascuna notizia bibliografica sia stata debitamente e inequivocabilmente contrassegnata da una numerazione progressiva. Anch’essi possono essere alfabetico, cronologico e classificato. Vengono inseriti dopo la lista; dovranno essere composti in corpo medio e dopo le singole voci dovrà seguire l’indicizzazione dei numeri, notizie bibliografiche nella quale sono presenti, separando fra loro i numeri con una virgola. La numerazione per la parte introduttiva in romano, in arabo per la ista delle notizie e per gli indici. L’indice generale o “sommario” potrà essere inserito all’inizio o alla fine della pubblicazione.

ORIGINI E SVILUPPI DELLA BIBLIOGRAFIA

Venne definito padre della Bibliografia JOHANNES TRITHEMIUS con l’opera “ liber de scriptoribus ecclesiastics” (1494) il quale da notizia di migliaia di autori non tutti ecclesiastici e di circa 7 mila opere, utilizzando un ordinamento cronologico ed un indice finale degli autori in ordine alfabetico.

ALTRI AUTORI CITATI DEL 500 :

  1. Gesner è un erudito, naturalista e medico svizzero scrisse l’opera che diventò punto di riferimento per la storia della bibliografia, ed è “ bibliotheca universalis ”. Vengono segnalate circa 12 mila opere il latino, greco ed ebraico inerenti a tutti i settori dello scibile. Contiene notizie ordinate alfabeticamente per autore + classificazione delle opere+ precisione delle fonti di ricerca. Da quest’opera nasce la moderna bibliografia e nello stesso tempo la biblioteconomia.
  2. Doni francesco un fiorentino detto il “bizzarro” da esordio con la sua opera “ i marmi ” e la sua “ libreria ” che rappresentano una sorta di prima prova di bibliografia nazionale italiana. (libreria) Si tratta di un elenco di autori volgari e di traduzioni in volgare con l’obiettivo di essere utile; ci sono state 3 edizioni articolate in 6 parti.
  3. Possevino antonio era un gesuita, inviato papale. Pubblicò nel 1593 la “ bibliotheca selecta ” trattato che prescrive libri utili alla formazione del perfetto soldato della chiesa. L’autore è stato un protagonista di grande rilievo nel movimento controformista. Estrapolato dall’opera è “apparatus sacer” che ci racconta oltre degli eventi della storia ecclesiastica, sansisce anche la letteratura religiosa s’impone come una delle iniziative bibliografiche di maggior spicco nel panorama italiano.

FRA 600 E 700

Se già nel corso del 500 si aveva l’esigenza di poter beneficiare di guide e strumenti funzionali a ricerche specifiche, nel 600 ulteriore impulso viene impresso all’informazione di respiro territoriale, quindi ci si incentra su repertori di carattere nazionale come ad esempio “bibliotheca ispana” di Nicolas Antonius dove vengono ricordati tanti autori spagnoli negli ultimi due secoli e anche prima. In Italia ricordiamo:

  • Toppi nicolò con la “ biblioteca napoletana ”; quest’opera diventò uno dei prodotti più interessanti del filone delle bio-bibliografie 600 entesche di modulo territoriale.
  • Allacci leone con “ apes urbanae ”; biblliotecario della vaticana scrisse in quest’opera una rassegna delle opere di scrittori transiti a Roma tra il 1630-1632.

LA BIBLIOGRAFIA COME HISTORIA LITERARIA viene vista in questo periodo, la bibliografia come raccolta di profili bio-bibliografici e come storia delle biblioteche, come una storia letteraria basata su un canone enciclopedico di cultura. Nell’ambiente universitario di fine 600, si sviluppa la metodologia historia literaria in qui si inserisce la produzione erudita libraria. La bibliografia quindi diventa strumento indispensabile di fornire strumenti e il materiale documentario per la costruzione teorica delle diverse storie letterarie. Tra i protagonisti di questa riflessione ricordiamo:

  • Wismar erudito e poeta; fu professore di retorica, poesia, diritto, filosofia e storia della letteratura. Pubblicò “polyhistor”.
  • Morhof afferma che la historia literaria è una trattazione organica delle origini e dello sviluppo delle singole discipline fino ai nostri tempi.
  • Struve a lui si deve “ bibliotheca juris selecta ” punto di riferimento di assoluto rilievo della bibliografia giuridica europea e “bibliotheca historica” dove ci fornisce notiezie dall’antica roma alla storia moderna. Fu lui ad aggiornare lo statuto teorico della historia literaria non vedendola più come pura ricognizione documentaria (700) ma come 1) storia organica delle varie scienze ed arti; 2) notizia della vita e delle opere dei repertori; 3) notizia di libri.
  • Heumann con la sua opera (pag210) intendeva avviare i giovani studenti allo studio di una riformata “historia literaria ”. Demolisce definitivamente un certo enciclopedismo erudito e nazionistico e posta una prospettiva metodologica innovativa. Morhof e Struve vedevano la historia literaria come narrazione della nascita e sviluppo fino all’età moderna delle varie discipline mentre con Heumann ogni documento deve essere certificato; bisogno gerarchizzare le fonti alle quali attingere per le proprie conoscenze : attraverso uso di cataloghi, librerie, giornali letterari ecc.

GABRIE NAUEDE’ esordisce nel 600, per la pima volta con il termine “bibliografia per ragioni di carattere tecnico. Un’ opera importante di questo autore fu “ advis pour dresser une bibliothèque ” del 1627 che egli dedica a Henri de Mesme, consigliere del re che loaveva incaricato di occuparsi della sua ricca biblioteca personale. È un manuale di biblioteconomia dove vengono affrontati i temi relativa alla scelta dei libri e alla loro classificazione, collocazione e gestione di una biblioteca “pubblica” che svolge una funzione non solo quantitativa ma qualitativa. La biblioteca di qui parla Naudè è ben lontana da quella selecta di Possevino che la vede come luogo privilegiato dell’ammaestramento delle conoscenze a una verità assoluta. Naudè bensì, si ricollega a Gesner per il disegno enciclopedico di una sistemazione generale del sapere con l’attenzione rivolta ai lettori.

LA NASCITA DELLA STAMPA PERIODICA nel 1677 Calvoli cominciò a pubblicare la “ biblioteca volantecatalogo di fogli volanti ed opuscoli. Questa pubblicazione va ricordata per il particolare tipo di stampe che raccoglie ossia fogli volanti e opuscoli soggetti alla dispersione con il fine della comunicazione rapida e tempestiva per diverse categorie di lettori. In seguito in questi fogli non erano solo presenti dei titoli bensì anche un resoconto dei contenuti, che ora chiameremo abstract. La notizia supera la funzione segnaletica. Nasce così la rivista come bolletino bibliografico volto a fornire un servizio utile e tempestivo per studiosi ed eruditi.

Importante figura dell’editoria rinascimentale a Venezia fu Manuzio e in Olanda gli Ezievier che avevano già compreso la forza promozionale e dffusiva dei medium (marca. Le solitarie). I librai parigini furono i primi ad immergersi in questo commercio affinando la tecnca di catalogazione e classificazione dei libri che chiamarono “bibliografia”. Fra i librai ricordiamo Francois Debure. nel

ARCHIVI ISTITUZIONALI sono collezioni di risorse digitali full-text realizzate e gestite da una o più università che contiene i risultati di ricerche originali finanziate con denaro pubblico o privato, prodotte da docenti, ricercatori, dottori ecc. La raccolta è liberamente accessibile.

MODELLO COPYLEFT basato su un sistema di licenze, attraverso le quali l’autore, in quanto detentore originario dei diritti sull’opera, indica ai suoi fruitori che essa può essere utilizzata, diffusa e anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. Gioco di parole da right (diritto) a left (ceduto).

INFORMATION RETRIVIAL indica quell’insieme di metodi e procedure usate per rappresentare, ricercare e recuperare in modo automatico e selettivo, informazioni registrate in un archivio di dati. Le funzioni principali sono:

  1. Ricerca per parola citiamo gli operatori booleani o logici che sono strumento principale di raffinamento della ricerca. Quindi si può esprimere un’operazione logica tramite operazioni algebriche (AND; OR, NOT).
  2. Scorrimento di liste alfabetiche permette di scorrere il catalogo come un dizionario in ordine alfabetico e numerico.
  3. Navigazione ipertestuale una ricerca che mette in collegamento il singolo elemento di un record con altri record che condividono quello stesso elemento.

L’efficacia di questo sistema è dato da :

  1. Richiamo misura la capacità di un sistema di recuperare tutti i documenti considerati rilevanti rispetto all’obiettivo della ricerca.
  2. Precisione misura la capacità di recuperare soltanto i documenti considerati pertinenti rispetto all’obiettivo della ricerca.

VRD “VIRTUAL REFERENCE DESK” fondamentali strumenti di orientamento sono le bibliografie di bibliografie che ordinano e classificano le fonti primarie e secondarie secondo tassonomie, percorsi di ricerca, mappe concettuali. Fanno parte di questa tipologia di strumenti i repertori di siti web detti “virtual reference desk (VRD):

  • “centro biblioteca e archivi” della scuola di Pisa.
  • VRD banco virtuale delle informazioni della sapienza università.
  • Virtual reference shelf della library of congress.