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La lotta per le investiture: il potere temporale e spirituale tra Chiesa e Impero, Dispense di Diritto Ecclesiastico

La controversia tra il potere temporale e spirituale della Chiesa e dell'Impero, con un focus particolare sulla figura di San Pietro e San Paolo e la loro visione differente del cristianesimo. Il documento traccia la storia della lotta per le investiture, dalla supremazia cesareo-papale di Costantino a Enrico IV e la scomunica di Gregorio VII. Viene anche discusso il ruolo del Papa come vicario di Cristo e il diritto di nomina dei vescovi.

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 08/02/2021

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Lezione 06.10.2020.
lezione IV
Ieri Abbiamo terminato la nostra lezione parlando un po' del cesaro-papismo, abbiamo spiegato
come erano organizzate anche le chiese ortodosse, abbiamo parlato dello scisma d'Oriente.
Con il cesaro-papismo di cui abbiamo già parlato ieri (ricordo ancora che significa che cesare che
fa il Papa) si presuppone una supremazia del potere temporale su quello spirituale o quantomeno,
sul potere spirituale esercitato dal Papa, perché In altri termini il Papà diventa un gregario, diventa
quasi una comparsa, perché Il potere decisionale in materia temporale e spirituale compete
all’imperatore.
Tutto ciò si evince in maniera molto forte in Oriente con il cesaropapismo d'Oriente, che trova il
suo primo corifeo, il suo primo esponente, proprio in Costantino.
L’ Imperatore Costantino con un’intuizione politica ha capito 1500 anni prima di Carlo Marx, che
effettivamente è possibile utilizzare la religione, come strumento di governo, cioè come strumento
che può indurre le popolazioni alla Fedeltà all'imperatore e quindi come diceva Marx, come oppio
dei popoli. Abbiamo anche visto la capacità di trasformismo, che sia Costantino, sia alcuni soggetti
dopo di lui hanno avuto nel piegare la religione Pagana, cioè nel trasformare la religione Pagana
adattandola alla nuova religione cristiana, cioè molti principi, dogmi che noi oggi abbiamo esempio:
il natale, la Pasqua, lo stesso concetto dell' aureola dell'iconografia classica che circonda la testa dei
santi o di Gesù stesso, sono addirittura ricami al culto del paganesimo del dio sole.
Dunque potremmo vedere questa capacità, continuità di trasformismo della religione, secondo la
famosa regola della fisica per cui in natura Nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si
trasforma”; anche nelle religioni vale questa regola, cioè che la religione non nasce dal nulla; senza
dubbio la religione si innesta Su un vissuto precedente, su una cultura precedente.
Io vorrei che questo fosse chiaro, perché non è che il cristianesimo nasce dal nulla, come se prima
non ci fosse niente e poi improvvisamente abbiamo il cristianesimo, il cristianesimo si deve
confrontare con le religioni e culture preesistenti.
Ieri abbiamo detto che Gesù, come Socrate, non ha scritto.
Gesù ha lasciato degli insegnamenti orali che poi sono stati “trascritti” sui Vangeli e abbiamo visto
che c'è stata parecchia confusione nella scelta tra i tanti vangeli che circolavano.
Abbiamo visto questa scelta si è fatta secoli dopo la morte di Cristo, in particolare durante i primi
quattro concili ecumenici , io vorrei farvi notare che posto che non c’è un libro scritto da Gesù
Cristo che in qualche modo ci possa dare delle nozioni basiche , che c'è da dire che il cristianesimo
inteso come religione, inteso come filosofia è frutto di altre persone che sono succedute, che sono
venute dopo Cristo che sono stati anche discepoli. A questo proposito, io vi voglio ricordare una
cosa molto interessante.
Tra i 12 apostoli, abbiamo detto più volte c’ era San Pietro, come Gesù del resto era un ebreo ed
era stato scelto come il primus tra gli apostoli, su San Pietro dunque si riversa tutta la responsabilità
di guida di capo della chiesa, di questa embrionale forma di cristianesimo di chiesa, infatti sarà
proprio San Pietro il primo Papa. San Pietro per quanto fosse stato illuminato da Dio era un
uomo semplice era un pescatore di pesci, poi diventa un pescatore di uomini, ma sicuramente da un
Punto di vista culturale lascia a desiderare, perché non era una persona di grande cultura.
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Lezione 06.10.2020. lezione IV Ieri Abbiamo terminato la nostra lezione parlando un po' del cesaro-papismo, abbiamo spiegato come erano organizzate anche le chiese ortodosse, abbiamo parlato dello scisma d'Oriente. Con il cesaro-papismo di cui abbiamo già parlato ieri (ricordo ancora che significa che cesare che fa il Papa) si presuppone una supremazia del potere temporale su quello spirituale o quantomeno, sul potere spirituale esercitato dal Papa, perché In altri termini il Papà diventa un gregario, diventa quasi una comparsa, perché Il potere decisionale in materia temporale e spirituale compete all’imperatore. Tutto ciò si evince in maniera molto forte in Oriente con il cesaropapismo d'Oriente, che trova il suo primo corifeo, il suo primo esponente, proprio in Costantino. L’ Imperatore Costantino con un’intuizione politica ha capito 1500 anni prima di Carlo Marx, che effettivamente è possibile utilizzare la religione, come strumento di governo, cioè come strumento che può indurre le popolazioni alla Fedeltà all'imperatore e quindi come diceva Marx, come oppio dei popoli. Abbiamo anche visto la capacità di trasformismo, che sia Costantino, sia alcuni soggetti dopo di lui hanno avuto nel piegare la religione Pagana, cioè nel trasformare la religione Pagana adattandola alla nuova religione cristiana, cioè molti principi, dogmi che noi oggi abbiamo esempio: il natale, la Pasqua, lo stesso concetto dell' aureola dell'iconografia classica che circonda la testa dei santi o di Gesù stesso, sono addirittura ricami al culto del paganesimo del dio sole. Dunque potremmo vedere questa capacità, continuità di trasformismo della religione, secondo la famosa regola della fisica per cui in natura “ Nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma ”; anche nelle religioni vale questa regola, cioè che la religione non nasce dal nulla; senza dubbio la religione si innesta Su un vissuto precedente, su una cultura precedente. Io vorrei che questo fosse chiaro, perché non è che il cristianesimo nasce dal nulla, come se prima non ci fosse niente e poi improvvisamente abbiamo il cristianesimo, il cristianesimo si deve confrontare con le religioni e culture preesistenti. Ieri abbiamo detto che Gesù, come Socrate, non ha scritto. Gesù ha lasciato degli insegnamenti orali che poi sono stati “trascritti” sui Vangeli e abbiamo visto che c'è stata parecchia confusione nella scelta tra i tanti vangeli che circolavano. Abbiamo visto questa scelta si è fatta secoli dopo la morte di Cristo, in particolare durante i primi quattro concili ecumenici , io vorrei farvi notare che posto che non c’è un libro scritto da Gesù Cristo che in qualche modo ci possa dare delle nozioni basiche , che c'è da dire che il cristianesimo inteso come religione, inteso come filosofia è frutto di altre persone che sono succedute, che sono venute dopo Cristo che sono stati anche discepoli. A questo proposito, io vi voglio ricordare una cosa molto interessante. Tra i 12 apostoli, abbiamo detto più volte c’ era San Pietro, come Gesù del resto era un ebreo ed era stato scelto come il primus tra gli apostoli, su San Pietro dunque si riversa tutta la responsabilità di guida di capo della chiesa, di questa embrionale forma di cristianesimo di chiesa, infatti sarà proprio San Pietro il primo Papa. San Pietro per quanto fosse stato illuminato da Dio era un uomo semplice era un pescatore di pesci, poi diventa un pescatore di uomini, ma sicuramente da un Punto di vista culturale lascia a desiderare, perché non era una persona di grande cultura.

Dunque quando su San Pietro incombe la necessità di strutturare questa nascente religione, San Pietro a che cosa guarda? A cosa pensa San Pietro quando pensa ad una religione? Certamente pensa alla sua religione di base e è qual era la sua religione di base? La sua religione di base era l'ebraismo. San Pietro avrebbe voluto strutturare il cristianesimo come una sorta di costola dell'ebraismo, cioè prendendo a prestito molti principi molte idee che venivano fuori proprio dall’ebraismo. Per quanto sostenuta questa idea, sapete da chi venne avversata? Un grande avversario, dal punto di vista della strutturazione della nascente religione cristiana, e dunque grande avversario di San Pietro, fu Sanpaolo. Il famoso Paolo di Tarso, quello che tutti conoscono per essere stato folgorato sulla via di Damasco. San Paolo era un Gentile Nel senso che era un pagano. San Paolo era una persona molto colta e quando si converte al cristianesimo sulla via di Damasco, porta dentro questa nascente religione il suo bagaglio culturale, ma il suo bagaglio culturale non è ovviamente quello della religione ebraica, ripeto lui non era un ebreo, ma porta con se un altro bagaglio culturale importantissimo, che era quello della sua cultura di base, che era ellenistica. Ecco San Paolo, era un ellenista, San Paolo era vicino alla filosofia greca, era uno studioso, un filosofo, dunque aveva un altro tipo di formazione; quando San Paolo e San Pietro si incontrano e si parlano, più che un incontro è uno scontro. certamente si arriva ad un confronto vivace, perché San Pietro e San Paolo hanno due visioni completamente diverse , due modi di intendere il cristianesimo, perché come vi ho già detto :  San Pietro guarda all'ebraismo.San Paolo guarda la filosofia greca, l’ellenismo, oggi diremmo” il mondo occidentale ”. Alla fine però prevarrà Sanpaolo in molto casi. Vi farò adesso qualche esempio, inoltre vedremo quando parleremo del matrimonio, che la visione sesso fobica della chiesa, che ancora oggi esiste, ma in passato era più accesa, molto più spinta, deriva proprio da San Paolo e poi da Sant'Agostino , ma anche di San Paolo ha dato la forte impronta nella realizzazione di questa visione. Vi posso già accennare a questa forte differenza ideologica e culturale tra San Paolo e San Pietro, per esempio in tema di del battesimo.  San Pietro : da buon ebreo riteneva che l'atto con cui una persona diventava Cristiano, diciamo il “ rituale di passaggio” , dallo Stato di pagano, allo stato di fedele doveva essere lo stesso che veniva utilizzato nella religione ebraica. Qual era questo atto di ingresso? Era la circoncisione; la circoncisione non fatta su bambini, ma proposta su uomini adulti , non era un sistema facile da far passare.  San paolo invece pensava di utilizzare ,sull'esempio di Gesù, il battesimo con l'acqua , come avvenne con Giovanni Battista sul fiume Giordano. Allora tra queste due visioni prevarrà la seconda. perché effettivamente è molto più semplice ed molto meno invasivo questo tipo di atto di ingresso. quindi quello che vi sottolineo è che questa concezione che noi abbiamo del cristianesimo prende le sue mosse da quello che c'era prima. Inoltre a proposito del matrimonio, che analizzeremo più avanti nel corso è che spesso mi sento dire che Gesù ha creato il matrimonio, ha inventato il matrimonio, ma non è vero , il matrimonio era un istituto del diritto naturale che certamente preesisteva a Gesù. Gesù non fa altro che presenziare alle nozze di Cana, nozze di Cana dove lui trasforma l’acqua in vino, ma con la sua benedizione lui che cosa? eleva questo Istituto del diritto naturale alla dignità di Sacramento. Cioè c’è questo momento di passaggio. Quindi prima del Cristianesimo vi era

temporale, politico, perché è a comando di territori. I vescovi quindi sono dei vassalli, dei grossi vassalli dell’imperatore. L’idea del Sacro Romano Impero( S.R.I ) è quello di soggiogare la chiesa, la chiesa è una struttura para statale, para imperiale, struttura che serve al governo dell’impero.

- 824 d.C. costitutum di Lotario , stabilisce che l’elezione del Papa è rimessa al popolo romano, ricordatevi che ho detto : che quando abbiamo parlato dell’elezione dei cardinali solo dal 1059 il papa verrà eletto dai cardinali, ma c’erano state altre forme di elezione. il Papa prima di assumere le funzioni di pontefice deve essere approvato dall’imperatore e giurare fedeltà all’imperatore. Questa cosa è gravissima, ma l’idea era quella del cesaropapismo per cui tu Papa mi devi giurare fedeltà. Questa subordinazione e laicizzazione del papato distrugge il papato. Si arriva così al seculus oscurus, cioè il periodo buio del papato, cioè ormai è l’elezione del Papa è rimessa al popolo, anche se in realtà quando parliamo di popolo facciamo riferimento alle grandi fazioni, cioè alle grandi famiglie romane. Dunque abbiamo una totale subalternità del Papa Si parla così di feudalizzazione del trono pontificio (dunque il cesaropapismo nella sua estremizzazione porta ad una feudalizzazione del papato, dunque un papato debolissimo, questa età è detta anche età di ferro , abbiamo già detto ieri che insieme a tutto questo si aggiunge anche lo scisma d’oriente ). In altri termini anche il vescovo di Roma, come gli altri vescovi diventano vassalli dell’imperatore e sono scelti solo perché fanno parte della famiglia più o meno potente ed influente che vince. I Papi di questa epoca sono terribili, personaggi squallidi. Ad esempio Benedetto XI che cede il papato per simonia. La Simonia è la Cessione di un ufficio ecclesiastico , ma non solo, infatti con simonia intendiamo anche la vendita di una cosa sacra, come per esempio l’amministrazione di un sacramento, in cambio di denaro. Potremmo dire che è una forma di corruzione ecclesiastica. [Si dice simonia perché gli atti degli apostoli narrano che mentre gli apostoli andavano in giro in nome di Cristo per evangelizzare, facevano dei miracoli. C’era un tizio che era un mago che li osservava, chiamato Simon mago, Simon mago ad un certo punto offrì del denaro agli apostoli e disse loro: “se mi spiegati il trucco (che in realtà erano miracoli) vi pago, ovviamente perché il mago pensava che

i miracoli fossero trucchi di magia. Quindi il termine simonia denuncia quando qualcuno per soldi cerca di comprare o vendere degli aspetti sacri, come accade per i miracoli. ] Dopo questo forte periodo buio, non può che esserci una risalita e cominciano a figurarsi dei presupposti per il cambiamento. Primo elemento Constitutum Constantinii (C.C) È un documento, che contiene una donazione da parte di Costantino a papa Silvestro I, che concedeva al Papa il governo politico sulla città di Roma e sull’impero Romano D’occidente, questo documento venne utilizzato dai Papi durante il medioevo per giustificare davanti a tutti il fatto che il loro potere temporale sullo stato della chiesa avesse delle basi legittime giuridiche, legata alla volontà di Costantino. In realtà il C.C è un falso infatti. Fu creato durante il medioevo dalla cancelleria papale per avere una giustificazione, che mancava al potere politico del Papato. Questo falso venne scoperto non subito, ma da Lorenzo Valla e già siamo già del XV secolo, Valla lo capisce perché questo testo era scritto in un latino che dal punto di vista filologico non corrispondeva a quello che si utilizzava nel IV sec. , che invece era il momento di datazione presunta del documento. Per molto tempo si continuò a discutere se era falso o meno. Es papa Alessandro VI cioè Papa BORGIA fece riferimento alla Constitutum Constantini per giustificare il suo intervento nella disputa tra Spagna e Portogallo sul dominio del nuovo mondo. Fece una bolla Inter Caetera del 1493 , in base alla quale C.C includeva tutto ciò che c’era ad occidente dell’impero Romano, quindi le Americhe, ed ecco che tutto l’oceano atlantico faceva parte di quella metà del mondo, che era stata ragalata in base al cc da Costantino a Silvestro I. Dunque il Papa era anche arbitro di queste contese circa l’attribuzione del nuovo mondo. Dunque a poco a poco si comincia a risalire e adesso abbiamo il secondo sistema di rapporto tra stato e chiesa: TEOCRAZIA. opposto del cesaro-papismo.

Le Chiavi non sono altro che il potere della chiesa. Ricordatevi infatti che le immagini sono bibbia pauperum, le immagini permettevano alle persone ignoranti di capire determinati principi. Quello che vedete si basa su un passo del vangelo, ovvero la famosa frase “tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa.” , inoltre Gesù dice anche un’altra cosa che è importante ricordare che è un principio giuridico e non solo teologico infatti nel vangelo c’è scritto “tutto che ciò che legherai sulla terra sarà legato in cielo, tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto in cielo”; la cosiddetta potestas legandi et solvendi. “potestà di legare e sciogliere” Della Potestà di legare e sciogliere, che è simbolizzata nella chiave nell’iconografia popolare, bisogna capire una cosa cioè: San Pietro ha le chiavi del paradiso perché apre e chiude le porte del paradiso” potestas clavium”(Infatti spesso come simbolo del papa sono le chiavi incrociate), ma queste chiavi che vengono date a san Pietro, sono chiavi che aprono solo il paradiso o aprono anche delle porte sulla terra? Cioè quello che vi voglio dire è: “ qual è la competenza della chiesa rispetto il POTERE TEMPORALE??” Una soluzione che venne data in epoca di cesaro- papismo, fu la teoria di GELASIO I. (TESI IMPORNTANTISSIMA) Gelasio I è un papa che ebbe un pontificato breve, ma ha inciso nella storia della chiesa, esso fa due cose:

  • Insiste sulla supremazia di Roma sugli altri episcopati, come Costantinopoli, Alessandria ecc. e
  • l’idea che il Papa è beati padri vicarius perciò stesso diretto vicario di cristo in terra. Gelasio I però lo ricordiamo perché nel 494 invia una lettera all’imperatore, nel quale si parla della teoria del Dualism o , cioè il DUALISMO GELASIANO, che per certi aspetti la chiesa ancora oggi utilizza. Secondo Gelasio abbiamo due poteri quello spirituale e quello temporale , nel rapporto tra i due il primo è più importante. Entrambi i poteri però hanno come oggetto il cittadino fedele, Cives Fidelis, cioè colui che è cittadino dell’impero, ma è anche fedele perché battezzato. Dunque Gelasio intuisce che bisogna cooperare, questi due poteri devono lavorare insieme; Gelasio propone di cooperare, e inoltre afferma che su una serie di materie temporali, la chiesa fa un passo indietro e lascia allo stato la competenza a disciplinare queste materie. Gelasio però dice anche che ci sono alcuni ambiti, alcune materie dove la chiesa NON può arretrare , cioè specifica che ci sono una serie di norme o principi es:“la vita” (oggi diremmo il contrasto all’aborto) e su questi principi, che sono dotati di Positività ASSOLUTA, OSSIA NULLO MEDIANTE, NON SI AMMETTONO MEDIAZIONI, non si ammettono deroghe, sono

cogenti ; norme cogenti, che si impongono all’obbedienza. È un concetto fondamentale, ancora oggi alla base della chies a. Quindi sempre nell’ambito della teocrazia come Papi principali abbiamo: Nicolo II: che nel 1059, introduce l’elezione da parte dei cardinali sottraendola al popolo romano che aveva dato vita alla feudalizzazione del papato, dunque ad abusi. Gregorio VII: scrive Dictatus Papae Callisto II: che firma il concordato di Worms Innocenzo III: teorizza la concezione del sole e della luna, Papa che è stato terribile, Gregorio IX: scomunica Federico II Bonifacio VIII: che chiude la teocrazia. Tra questi Papi hanno lasciato un segno nella storia. Adesso vorrei parlarvi di alcuni principi teocratici importanti.  Innocenzo III: teoria del sole e della luna. Il Sole produce luce ed è autosufficiente. La luna non produce luce, ed è illuminata dal sole, vive di luce riflessa. Lo stesso principio si applica tra imperatore e chiesa. Il sole è il Papa, perché abbiamo detto che nulla potestas sine Dio , cioè il Papa, come vicario di cristo, riceve la luce. L’imperatore è la luna, perché ha una sua importanza, ma vive sempre di luce riflessa ed subordinata a quella del papa.

Dunque quali sono le competenze della chiesa teocratica?  Introduzione delle decime : cioè la decima parte di tutto ciò che si guadagnava doveva essere data alla chiesa. In realtà è più complicato di così però non entriamo nel dettaglio  Competenze giurisdizionali : interessante è il privilegio del foro, cioè i sacerdoti chierici poteva essere giudicati solo dai tribunali ecclesiastici non dai tribunali statali o imperiali o laici in generali. Inoltre abbiamo la repressione delle eresie pauperistiche come esempio quella dei VALDESI; inoltre nasce nel 1231 nasce l’inquisizione romana anche se ne dovremmo parlare al plurale. Potremmo dire che L’inquisizione è figlia della teocrazia cioè una visione molto forte del potere dei papi. [Tornando alle eresie pauperistiche, come quella dei valdesi, essa è un’eresia, un movimento ereticale fondato da Valdo di Lione, simile a san Francesco, il movimento di Valdo fu fortemente perseguitato. I valdesi delle origini propugnavano la povertà, Valdo si era dedicato alla povertà un po’ come Francesco. Ma i valdesi non furono mai accettati dalla chiesa. Anche san Francesco era a capo di un movimento pauperistico, ma per una serie di vicissitudine non ebbe la stessa sorte dei valdesi (si parla anche di un’apparizione al papa, che voleva che voleva mettere al rogo san Francesco ,che lo indusse a riconoscere il movimento di san Francesco In ogni caso questi movimenti pauperisti, che si sviluppano nel medioevo non venivano accettati perché davano fastidio, perché predicavano povertà, cioè si era veramente cristiani se si seguiva il vero insegnamento di cristo, predicando in povertà. Questo dava fastidio perché le alte gerarchie vivano in condizione economiche e sociali diverse. Con i francescani si arrivò ad una sorte di compresso, perché la gerarchia ecclesiastica ammette l’idea di base del movimento francescano, quindi chi vuole vivere in povertà lo può fare, pero il CHIERICO non deve per forza vivere in povertà, può vivere anche in maniera agiata. Inoltre si dice ancora una cosa è l’individuo o laico altra cosa è la chiesa come societas , addirittura si parla di societas perfecta, ecco la chiesa per muoversi nel mondo per predicare e amministrare la sua funzione nel mondo ha bisogno di mezzi e di fondi. Quindi sia arriva all’idea della chiesa come societas che ha bisogno e ha diritto di avere mezzi economici importanti. Si arriva però ad un chiarimento, che ancora oggi vale come principio, cioè che tutte le proprietà della chiesa al di là dell’intestazione, SONO DI Proprietà DI CRISTO, e sono utilizzati dalla chiesa nemmeno come usufruttuario, sono utilizzati con minori poteri.

Esempio; il Papa è proprietario del Vaticano diciamo che è intestato a lui tra virgolette, il suo stato non suo nel senso laico del termine, ma è suo come diritto di uso e abitazione, nemmeno come usufrutto. L’uso serve ad maioram gloria Dei , cioè per la maggiore gloria di Dio, cioè serve per realizzare uno scopo, cioè l’evangelizzazione. Dunque è un concetto importante che si svolge grazie a questi movimenti pauperistici nel medioevo che saranno affinati.]  Sul matrimonio : anche se ne parleremo più avanti, grazie alla scuola di Bologna e alla fioritura del diritto canonico, si comincia a ragionare sul fatto che il matrimonio è un sacramento, la domanda che comincia ad aleggiare è chi fosse competente a giudicare sulla validità del matrimonio, sulle nullità matrimoniali. Dunque è proprio in questo contesto che nasce questa idea. La stessa cosa vale per la forma , anche se ne parleremo più avanti, infatti non pensate che il matrimonio cattolico è sempre stato cosi, per molti secoli il matrimonio non aveva nessuna forma addirittura aveva la forma pagana. INQUISIZIONE. abb iamo parlato dell’inquisizione e sicuramente essa da immediata cattiva prova di sé, abbiamo questa persecuzione contro i catari e valdesi. CATARI: le aree verdi individuano i catari, catari chiamati anche albigesi, cataro deriva da greco kataros (καθαρός) , che) , che significa “puro”. i membri di questa eresia, infatti erano già stati condannati nel concilio di Nicea del 325, i catari erano puri perché avevano una visione quasi manicheista, quasi platonica della vita, condannavano tutto ciò che era materiale, rinnegavano la materia, rifiutavano i sacramenti, addirittura rifiutavano la procreazione della specie; il corpo era come una gabbia dello spirito. La morte infatti per loro era la liberazione dello spirito della materia, infatti la

Abbiamo già detto che sin dai temi di Carlo magno vi furono le lotte per le investiture o diciamo meglio si innescano i prodromi per la lotta alle investiture. Infatti abbiamo già detto che i vescovi in un certo momento, non sono più solo dignitari ecclesiastici ma diventano vassalli. Spesso essi sono a capo di città ed hanno anche poteri temporali es: radunare eserciti. Questi vescovi sono figure chiave da un punto di vista sia religioso che politico, quindi sia l’imperatore già dai tempi di Carlo Magno, sia il Papa hanno interesse a nominare questi soggetti. Con nominare intendo l investiture vescovile, cioè si investono di una dignità, che è quella di vescovo. Dobbiamo dunque porci una domanda:” la persona in questione da chi deve essere scelta?” Dunque questa lotta( i cui prodromi, dico nuovamente, sorgono proprio in quella notte di Natale dell’800 quando c’è l’investitura di Carlo Magno, come imperatore del Sacro Romano Impero) esploderà quando la chiesa dopo il secolo buio alza la testa e dice che essa stessa aveva il diritto di nominare i suoi vescovi e che l’imperatore non avrebbe dovuto intromettersi. Questo scontro esplode prepotentemente quando si scontrano due figure chiave, cioè Gregorio VII , e l’ imperatore del S.R.I che adesso è a trazione non più francese, ma tedesca, che è ENRICO IV. Questo scontro porta alla scomunica di Enrico IV.

Ricordatevi una cosa importante, che in una concezione teocratica , cioè nulla potestas sine Deo, accade che se il Papa scomunica, delegittima politicamente l’imperatore. Vi ricordo ancora che il potere dell’imperatore deriva dal papa che è il tramite, il link, tra Dio (fonte del potere assoluto) e l’imperatore: -DIO (fonte del potere assoluto) -PAPA (tramite in terra, il potere di Dio viene veicolato attraverso il Papa, e tale potere, attraverso il Papa si veicola il potere all’imperator) -IMPERATORE Qual è la conseguenza politica di questa scomunica? Che la scomunica non ha solo una valenza spirituale cioè lo scomunicato non solo è fuori dalla comunione della chiesa, la scomunica aveva anche una funzione di morte civile , se sei un imperatore scomunicato, in realtà non sei più imperatore. i tuoi cittadini non ti devono più obbedienza, non conti più nulla. Quando Enrico IV, viene scomunicato, i principi elettori (chiamati cosi perché eleggevano l’imperatore) colgano la palla al balzo per ribellarsi contro Enrico IV. Dunque Enrico IV scende in Italia con manipolo di uomini fedeli per riappacificarsi con il Papa. Il Papa in realtà si spaventa quando viene a sapere che Enrico sta scendendo con un piccolo esercito in Italia, perché pensa che Enrico voglia ucciderlo. Dunque il Papa scappa a Canossa, da Matilde di Canossa. Dove si rifugia. Arriva Enrico IV e il Papa capisce che in realtà Enrico IV voleva scusarsi con il Papa. Dopo tre giorni di attesa lo perdonò. Dunque viene rimossa la scomunica. Rimossa la scomunica Enrico dunque ritorna in Germania, sistema i ribelli, si fortifica nel suo potere e nel 1080 e si vendic a convoca un concilio che dichiara Gregorio VII deposto e fa nominare un anti Papa tale Clemente III. Ovviamente Gregorio VII lo scomunica di nuovo, ma in questo momento poiché Enrico IV è più forte nel suo potere, riscende di nuovo in Italia con l’esercito e assedia Castel Sant'Angelo. Gregorio dunque chiama i Normanni tale Roberto il Guiscardo, Normanni che sconfiggono Enrico IV. Poi i Normanni scenderanno in Sicilia e ci sarà la dominazione normanna. Successivamente Il Papa Urbano II per consolidare questo rapporto con i normanni e dunque con Ruggero D’Altavilla, con una bolla del 1098 , dà un diritto in materia ecclesiastica cioè: l’apostolica legazia di Sicilia, cioè un privilegio per tutti i re di Sicilia a partire da Ruggero II, che

Sicilia, il fatto è vero successo nel 1711, ed è passato anche nella letteratura tramite Sciascia e Camilleri. La lotta per le investiture finisce con il concordato di worms nel 112 2 , concordato è una parola che rappresenta un accordo tra lo stato o l’impero e la chiesa. Viene stipulato tra Enrico V che era succeduto e CALLISTO II. Chiamato anche pactum calixtinum. Vengono stabilite delle regole.  Imperatore rinuncia ad investire i vescovi dell’anello e del bastone pastorale che erano simboli del potere spirituale, riconoscendo al Papa questa funzione e concedeva che in tutto l’impero l’elezione dei vescovi fosse celebrata secondo i canoni e che la consacrazione fosse libera. In altri termini (tranne che per la Germania ) prima vi era la consacrazione episcopale e poi quella feudale. Ripeto: tranne che per la Germania, perché in Germania era l’imperatore a scegliere la persona del vescovo e poi questo veniva consacrato dal papa, in tutto il resto dell’impero invece era il contrario, cioè prima il Papa sceglieva la persona che doveva diventare vescovo e gli consegnava dunque l’anello e il bastone pastorale, mentre poi dopo l’imperatore lo reinvestiva del potere laico, temporale, dando lo scettro, cioè i simboli del potere statale/ imperiale.

II Parte Lo lotta per le investiture: lo scontro tra chiesa e l’impero. Fin dai tempi di Carlo Magno si insediano i prodromi per la lotta per le investiture. I vescovi non sono più considerati dei semplici dignitari ecclesiastici, guide per le anime, ma diventano vassalli dell’imperatore. Sono spesso guide a capo di città, alcune molto importanti, e hanno sempre più potere temporale dato che radunano l’esercito e possono muovere guerra. I vescovi diventano soggetti importanti dal punto di vista politico oltre che da quello religioso. Le radici della lotta per le investiture si rimandano alla notte dell’incoronazione dell’imperatore del sacro romano impero. Questa lotta esploderà quando la chiesa dopo il secolo buio richiamerà la possibilità di eleggere i propri vescovi. Lo scontro è forte quando si confronteranno due figure chiave: papa Gregorio VII e l’imperatore del sacro romano impero Enrico IV. L’imperatore voleva mantenere il controllo della nomina dei vescovi. Il papa ovviamente non era d’accordo e dal diverbio si arriva alla scomunica di Enrico IV. In una concezione teocratica dove il potere deriva da dio (nulla potestas nisi a deo), se il papa è il tramite attraverso cui l’imperatore riceve il potere da dio, con la scomunica diventa anche colui il quale interrompe il flusso di energia tra dio e imperatore. Il papa delegittima anche politicamente l’imperatore. La scomunica non ha soltanto valenza spirituale (essa pone il soggetto fuori dalla comunione della chiesa) ma anche valore di morte civile (i sudditi non devono più niente al loro ex imperatore con la scomunica, non devono dunque neanche obbedienza). Enrico IV affronta dunque un momento difficile caratterizzato anche dall’astio di numerosi principi del sacro romano impero, tra questi quello di Sassonia, che vorrebbero usurpare il trono. Erano detti principi elettori dato che eleggevano l’imperatore. Enrico IV, dopo la scomunica, scende in Italia con un piccolo esercito tentando di riappacificarsi col papa. Il papa vedendolo arrivare teme il peggio e si rifugia a Canossa, da Matilde di Canossa, chiedendo aiuto. Enrico IV nel 1077 giunge fino a Canossa (si dice non a caso “fare Canossa” quando si deve chiedere scusa anche umiliando sé stessi) dove aspettò per 3 giorni sulla neve fino a che non venne perdonato. Rimossa la scomunica Enrico IV torna in Germania e sistema i ribelli (i principi) e progettando la sua vendetta. Nel 1080 convoca un concilio e nomina deposto Gregorio VII. Clemente III viene nominato antipapa mentre Enrico IV si attira nuovamente la scomunica. Enrico IV scende di nuovo in Italia con l’esercito e cinge d’assedio Castello Sant’Angelo. Il papa chiama il normanno Roberto il Guiscardo per sconfiggere Enrico IV. I normanni riescono nell’intento e scenderanno in Sicilia conquistandola. Saranno proprio loro a segnare la fine della dominazione araba. Il papa, Urbano II, nel 1098 per ringraziare i normanni e consolidare il rapporto di alleanza, donò a Ruggero II di Altavilla primo re di Sicilia un diritto importante in materia ecclesiastica: quello della legazia apostolica di Sicilia. Questo diritto avrà valore da Ruggero II fino a tutti i re di Sicilia e comportò che i re fossero legati del pontefice avendo competenza esclusiva in materia ecclesiastica. Anche gli aragonesi giunsero all’idea che nessun atto della santa sede potesse avere vigore senza le lettere esecutorie del vice-re. Filippo II abolì nel 1579 ogni diritto di appellarsi a Roma contro le decisioni dei tribunali ecclesiastici del regno (ne parlano sia Sciascia che Camilleri ne il re di Girgenti sulla controversia liparitana).

scusa. Il papa non ignora l’accaduto e invia una commissione di indagine capitanata da San Tommaso d’Aquino a Bolsena. San Tommaso quando arriva sul posto non può che constatare la presenza di sangue urlando al miracolo eucaristico ribadendo la transustanziazione. Secoli dopo in un’università americana fanno un esperimento ricreando le stesse condizioni del miracolo di Bolsena. Rifanno il pane come lo si faceva nel 1264 e riproducono anche le condizioni dell’estate di quell’anno. Lasciano così nel tabernacolo il pane senza consacrarlo. Quando lo spezzano esce sangue. Analizzandolo dal punto di vista scientifico gli studiosi si rendono conto che è una sostanza che somiglia molto al sangue ma non è sangue. È prodigiosina, una secrezione di un batterio detto serratia marcescenses che prolifica in condizioni ambientali umide e luoghi poco puliti. Nel 1264 neanche san Tommaso poteva comprendere quanto emerso secoli dopo.” In occasione del concilio vengono condannati i catari, i valdesi, viene ribadito il primato papale sulle sedi patriarcali, vietato il concubinato e imposto l’obbligo del celibato. Viene ancora vietata la simonia, immesso il precetto pasquale e si stabilisce che un matrimonio per essere valido deve prevedere il consenso della donna. Nel 1215 questa previsione non deve apparire assurda perché secondo il diritto romano germanico la donna era oggetto del contratto tra il padre e il marito che pagava un prezzo per averla in sposa. Gli ebrei Il simbolo Jude era la stella di David che gli ebrei erano costretti a portare nel 1935 quando vengono promulgate le leggi razziali, le leggi di Norimberga. Papa Innocenzo III pone la questione ebraica, il concilio del 1215 stabilisce anche che gli ebrei dovevano vivere in ghetti e che dovevano portare questo un segno simile a questo in modo ben visibile. Inoltre vennero esclusi dagli uffici pubblici. Il fatto di vivere in ghetti determinerà un’ulteriore persecuzione. Nel 1348 si diffonde infatti in Europa la peste nera per la quale saranno accusati gli ebrei. L’accusa che siano stati gli ebrei gli untori della peste è certamente falsa ma è vero il fatto che gli ebrei ne furono meno colpiti. Ciò è spiegabile perché verosimilmente erano in una sorta di isolamento nel ghetto ma proprio per questo erano accusati di avvelenare i pozzi e le acque. L’ebreo inoltre non aveva esigenze di proselitismo religioso quindi vivendo da soli era più facile favorire l’accusa che fossero untori. In Germania ci sono massacri terribili, circa 350 comunità ebraiche vengono eliminate. Anche i saraceni di religione islamica venivano discriminati. Il motivo di questo odio nasce da un problema annoso che è quello dell’antisemitismo teologico. In realtà esistono tanti tipi di antisemitismo ma quello della chiesa è teologico. È il popolo di Israele che crucifige. Il deicidio viene affibbiato agli ebrei dalla chiesa e questa colpa archetipa di questo popolo si deve ritorcere, nell’ottica cristiana, su questo popolo. È un popolo che ha una colpa da espiare, non a caso va ricordata la diaspora dopo la morte di cristo nel 70 d.c. Gli ebrei vengono storicamente visti male anche per un altro motivo: l’antisemitismo economico. Esistono almeno tre tipi di antisemitismo:

  • Razziale: è quello messo in pratica dai nazisti. Viene considerato l’essere semita come un dato razziale e pertanto la razza è utilizzata come target da colpire.
  • Teologico: è quello messo in pratica dalla chiesa su questioni religiose.
  • Economico: ai cattolici era proibita la possibilità di prestare soldi con interessi pena l’essere ritenuti eretici. Per loro il denaro non poteva generare altro denaro, non poteva dare luogo all’usura.

La fine della teocrazia Alla fine della teocrazia ci arriviamo da un punto di vista politico del quale parla anche Dante. I punti focali sono (slide):

  • Teoria dei due soli di Dante
  • Scontro con i nascenti stati (Bonifacio VIII e Filippo il Bello)
  • Cattività Avignonese (1309 - 1377)
  • Distruzione dell’ordine dei templari
  • Grande scisma d’Occidente (1378 – 1414) con la contemporanea presenza di tre papi, concluso con il concilio di Costanza Quando nascono gli stati nazionali il panorama cambia perché il re ha più presa sul territorio rispetto ad un imperatore che invece amministra territori differenti tra loro. In uno stato etnia, lingua e territori sono omogenei. Si avrà anche la cattività avignonese che dura 70 anni. Essa si chiama così perché da Roma il papa si trasferisce ad Avignone nel sud della Francia. Con questo evento il papa perde tanto della sua universalità divenendo quasi un semplice cappellano del re di Francia. Clemente V è il primo papa di Avignone. Si avrà lo scisma tra occidente e oriente. Per quanto riguarda la teoria dei due soli di Dante, egli teorizza che imperatore e papa hanno stesso rilievo, sono due soli che illuminano la parte di propria competenza. È importante il Canto XVI del purgatorio: “ il pontefice può interpretare le parole di dio ma non è adatto a governare ”. Dante era filoimperiale e da questo passo emerge ancora di più il suo orientamento ghibellino. La fine storica e militare della lotta per le investiture si racchiude nello scontro tra Bonifacio VIII e Filippo IV detto il Bello. Bonifacio VIII è l’ultimo dei papi teocratici. I due si scontrano perché Filippo il Bello non accetta le ingerenze che il papa vorrebbe nella chiesa francese da Roma. Il re non lo tollera a tal punto da mandare in Italia una spedizione militare comandata da Guglielmo di Nogaret che fa fuggire il papa ad Anagni ma dopo averlo raggiunto lo schiaffeggerà. Viene eletto papa Clemente V e da lui in poi verranno eletti solo papi francesi. Per quanto concerne la distruzione dell’ordine dei templari, essa avviene nel 1300. Erano monaci ma anche militari che crearono questo ordine ai tempi delle crociate. Ci si rese conto in terra santa che, dopo gli assedi, i militari dovevano fare ritorno in madre patria. Si pone dunque il problema di presidiare la terra santa. Tra gli ordini chiamati a svolgere queste funzioni ci furono anche i templari che devono il loro nome alla sede dell’ordine posta nella spianata del tempio. Erano combattenti specializzati in origine, forti a tal punto da ritenere valido il duello solo se previsto tra un templaro e tre cavalieri saraceni. Quando finiscono le crociate i templari si spostano in Europa aprendo delle sedi simili a delle banche. C’è chi sostiene, in accordo con la leggenda, che abbiano scoperto il tesoro del tempio tra cui il santo Graal. I templari diventano banchieri inventando un codice cifrato per cui potevano usufruire di somme precedentemente versate da altri membri dell’ordine in altre sedi dislocate sul territorio. Quando scoppia la crisi tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello, il re era un po’ a corto di finanze e progetta in gran segreto di rubare le ricchezze dei templari coordinando un attacco a tutte le sedi francesi. Se ci fosse stato un papa teocratico forte non lo avrebbe mai potuto fare. Filippo riesce infatti a mettere in ginocchio i templari che non oppongono resistenza obiettando soltanto che fossero soggetti al papa e alla giurisdizione pontificia e che pertanto il re stesse operando contro il papa in persona. Il papa tuttavia non aveva forza tale da potersi far valere. Filippo il Bello dunque nel 1307 fa irrompere i soldati nelle residenze dei templari ordinando il loro arresto. Non trova tuttavia le ricchezze ipotizzate e avvia una serie di torture nei confronti dei templari nonché lo scioglimento dell’ordine.