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Libro Comunicazione, riassunto ad elenco puntato per ripasso, Schemi e mappe concettuali di Semiotica

Tutti i capitoli del libro di comunicazione, scritti ad elenco puntato per un bel ripasso

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

Caricato il 01/03/2026

dalbabeatrice2003
dalbabeatrice2003 🇮🇹

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Capitolo1, I MODELLI DELLA COMUNICAZIONE
- Comunicazione: rendere comune
- Comunicare: far prendere parte a qualcuno relativamente a qualcosa
- Shannon e Weaver: modello lineare della comunicazione, tiene conto dei
componenti della comunicazione e analiza la trasmissione del messaggio.
- Comunicazione: permette a un dispositivo di entrare in contatto con un altro
dispositivo, questo non vale solo x i dispositivi meccanici ma anche per la
comunicazione umana. 3 aspetti, due dispositivi in comunicazione, un dispositivo e
un umano e due umani.
- Soggetto: sorgente dell’informazione, segnale: ciò che dice, trasmettitore: microfono
e codifica il segnale, canale: da dove passa il messaggio, ricevitore: destinatario
- Codifica: trasformazione di un elemento fisico in un altro. Decodifica: codice che
permette al ricevente di interpretare il mex. correttamente
- Jakobson: teoria delle funzioni del linguaggio. 6 componenti che si associano. A 6
funzioni (emotiva, conativa, referenziale, fatica, metalinguistica e poetica)
- Eco: modello semiotico, s-codici
- De Mauro: alfabetizzazione linguistica. Fabbri: cultura colta e popolare
- Interprete: cerca di capire il significato del messaggio. Tre strategie. Intentio auctoris,
operis e lectoris.
- Per Eco: testo = macchina pigra. Due motivi: pratico e interpretativo.
Capitolo 2, LA STRUTTURA DEL SEGNO
- Segni: attuano la comunicazione e sono caratterizzati da significanti e significato.
- Due modelli: equivalenza A=B significante + significato. Inferenza spiegare la
struttura logica di segni non-verbali. Teorie di De Saussure e Peirce.
- Saussure: semiologia e sui segni artificialmente prodotti, Peirce: sui segni non verbali
- Saussure: tre temi -> lingua come sistema di segni, distinzione tra lingua, linguaggio
ed esecuzione linguistica, processo di comunicazione linguistica.
- Semiologia: scienza che studia i segni.
- Definizione di segno per De Saussure: segni = parole, entità bifacciale che connette
significante e significato.
- Sempre Saussure: linguaggio = facoltà umana di costruire sistemi linguistici; lingua:
sistema convenzionale, condiviso, la lingua è sociale; esecuzione linguistica: sistema
individuale.
- Circuito delle parole: il fatto lingustico necessita di 3 fattori: psichico, fisiologico e
fisica.
- Distinzione tra significante e significato. Significante: immagine acustica
rappresentazione mentale del suono. Significato: il concetto, ciò di cui si parla,
rappresentazione menale che rimanda all’oggetto.
- Segno due caratteristiche: arbitrarietà: tra significante e significato non c’è relazione.
Linearità: il significante si sviluppa nel tempo (evidente nella scrittura)
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Capitolo1, I MODELLI DELLA COMUNICAZIONE

  • Comunicazione : rendere comune
  • Comunicare : far prendere parte a qualcuno relativamente a qualcosa
  • Shannon e Weaver : modello lineare della comunicazione , tiene conto dei componenti della comunicazione e analiza la trasmissione del messaggio.
  • Comunicazione : permette a un dispositivo di entrare in contatto con un altro dispositivo, questo non vale solo x i dispositivi meccanici ma anche per la comunicazione umana. 3 aspetti , due dispositivi in comunicazione, un dispositivo e un umano e due umani.
  • Soggetto : sorgente dell’informazione, segnale : ciò che dice, trasmettitore : microfono e codifica il segnale, canale : da dove passa il messaggio, ricevitore : destinatario
  • Codifica : trasformazione di un elemento fisico in un altro. Decodifica : codice che permette al ricevente di interpretare il mex. correttamente
  • Jakobson : teoria delle funzioni del linguaggio. 6 componenti che si associano. A 6 funzioni (emotiva, conativa, referenziale, fatica, metalinguistica e poetica)
  • Eco : modello semiotico, s-codici
  • De Mauro : alfabetizzazione linguistica. Fabbri: cultura colta e popolare
  • Interprete : cerca di capire il significato del messaggio. Tre strategie. Intentio auctoris, operis e lectoris.
  • Per Eco : testo = macchina pigra. Due motivi: pratico e interpretativo. Capitolo 2, LA STRUTTURA DEL SEGNO
  • Segni : attuano la comunicazione e sono caratterizzati da significanti e significato.
  • Due modelli : equivalenza A=B significante + significato. Inferenza spiegare la struttura logica di segni non-verbali. Teorie di De Saussure e Peirce.
  • Saussure : semiologia e sui segni artificialmente prodotti, Peirce : sui segni non verbali
  • Saussure : tre temi - > lingua come sistema di segni, distinzione tra lingua, linguaggio ed esecuzione linguistica, processo di comunicazione linguistica.
  • Semiologia: scienza che studia i segni.
  • Definizione di segno per De Saussure : segni = parole, entità bifacciale che connette significante e significato.
  • Sempre Saussure : linguaggio = facoltà umana di costruire sistemi linguistici; lingua: sistema convenzionale, condiviso, la lingua è sociale; esecuzione linguistica: sistema individuale.
  • Circuito delle parole: il fatto lingustico necessita di 3 fattori: psichico , fisiologico e fisica.
  • Distinzione tra significante e significato. Significante : immagine acustica rappresentazione mentale del suono. Significato : il concetto, ciò di cui si parla, rappresentazione menale che rimanda all’oggetto.
  • Segno due caratteristiche: arbitrarietà : tra significante e significato non c’è relazione. Linearità : il significante si sviluppa nel tempo (evidente nella scrittura)
  • Referente : oggetto che esiste nella realta, indipendente dalla lingua, lo possiamo pensare sempre. Significato : esiste nella lingua e nella mente umana e riusciamo a raffigurarlo nella mente , ci porta ad individuare l’oggetto.
  • Odgen, Richards : relazione tra segno linguistico, significato e referente = triangolo
  • Peirce: triangolo semiotico , il segno relazione triadica con oggetto e interpretante. Accanto al segno: interprete , qualcuno a cui il segno si rivolge; oggetto : ciò per cui esiste il segno; interpretante : effetto o reazione del segno.
  • Semiosi : processo di significazione, perice la chiama semiosi illimitata
  • Oggetto dinamico : oggetto esistente nella realta, oggetto immediato : l modo in cui l’oggetto dinamico viene dato e conosciuto.
  • Semiosi per Perice: tre momenti: immediato, dinamico e logico
  • Icona : similarità, simbolo : arbitrario, indice : contiguità fisica (impronta digitale) Capitolo 3, I SISTEMI SEMIOTICI
  • Segni : creano due strutture, ogni segno ha un valore
  • Dimensione verticale : si sostituisce il significato al significate. Dimensione orizzontale : sostituiamo la parola con più parole.
  • Identità : ciò che rimane di un oggetto dopo che si sono escluse le proprietà comuni agli altri oggetti dello stesso sistema (cavallo negli scacchi), Valore : entità differenziale, negativa, oppositiva (mani/pani)
  • Arbitrarietà, valore/identita
  • Identità di un segno : esempi del treno (identità del treno è sempre quella anche se cambia colore, modello) cavallo negli scacchi (anche se non c’è figurativamente un cavallo, ma una pietra al posto del cavallo, la funzione è sempre quella, l’identità è quella).
  • HJELMSLEV : glossematica = fornire una base rigorosa per lo studio della struttura del linguaggio. Alcuni concetti chiave includono il piano dell’espressione e quello del contenuto.
  • Si ispira al sistema di De Saussure : contenuto = sarebbe il significato di DE SAUSSURE, e si riferisce all’elemento che viene espresso. Espressione. = elementi che permettono la concretizzazione del linguaggio.
  • Vari tipi di codice e linguaggi: verbali = parole scritte per comunicare, non verbali = forme di comunicazione che non usano le parole, ma i gesti.
  • Hjelmslev : cinque tratti fondamentali del linguaggio : piani, assi, rapporto tra piani e assi, non conformità, conformità.
  • Hjelmslev : modello della stratificazione del linguaggio : la parola, materia e tutto ciò che si può conoscere. Sul piano dell’espressione abbiamo: forma: organizzazione fonologica dei suoni possibili in quella lingua, sostanza: vocali e consonanti di una lingua. Sul piano del contenuto: forma: organizzazione del pensiero, sostanza: i significati di una lingua. Possiamo ricordare al gioco delle formine in spiaggia : dove la sabbia è la materia che non ha alcuna, le formine sono la forma che danno vita a una determinata configurazione, quindi lo stampo è unità di sostanza.

Temporalità : il sistema temporale che è il presente e organizza gli altri tempi intorno a esso. Tre nozioni di tempo: fisico - durata variabile, cronico - tempo degli avvenimenti e abbiamo tre sensi, linguistico - ammette qualsiasi momento. Illocutività : realizzano un atto attraverso il linguaggio, tre funzioni = interrogazione, intimazione e asserzione. Atti per formativi = l’enunciato crea direttamente un evento perché se ha la prima persona costituisce un impegno (io giuro che…) se alla terza persona costituisce una descrizione.

  • Discorso : abbiamo l’uso del presente e della seconda e prima persona, la terza persona non è considerata persona. Se abbiamo il passato prossimo, abbiamo quindi un legame tra evento passato e evento presente. Storia : abbiamo l’impiego del passato remoto, affiancato dal trapassato prossimo e l’imperfetto, si ammette la terza persona. Capitolo 7, DIMENSIONE PRAGMATICA E ATTI LINGUISTICI
  • Pragmatica : rapporto tra segni e utenti, sintassi : organizzazione interna dei segni. Sintassi e pragmatica = componenti della semiotica.
  • Con l’enunciato viene prodotta un attività linguistica, 2 distinzioni = frase = entità linguistica astratta, enunciato = realizzazione di una frase in un contesto.
  • Per l’attività linguistica, abbiamo: atto locutivo = attività fisica necessaria per compiere un enunciato, atto perlocutivo = intenzioni che costituiscono l’attività psicologica alla base di un enunciato, l’intento del locutori di provocare un’emozione a chi ascolta (a parla a B per provocare lui con l’enunciato una reazione di fastidio). Atto illocutivo = imposizione al destinatario. Capitolo 8, L’ESPLICITO E L’IMPLICITO
  • Grice : distingue ciò che e detto, ciò che è intes o. Ciò che è inteso = all’ipotesi mentale del parlante.
  • Inferenza = due categorie di inferenze = inferenze fatte sulle regole semantiche , implicature che dipendono dal contesto. Esplicito, implicito.
  • Implicature convenzionali: determinate dal significato e dal meccanismo comunicativo di particolari espressioni linguistiche. Presupposizioni : cose date per scontato però òa verità deve essere garantita → essenziali (si nomina qualcuno), semantiche (frasi legate al significato dei verbi), strutturali (legate alla struttura linguistica, controfattuali e scisse).
  • Grice → comunicazione = insieme oganico di masse con le quali i partecipanti prefiggono uno scopo comune accettato da tutti. Principio di cooperazione – 4 massime kantiane : quantità (contributo informativo e richiesto), qualità (non dire cose false se nn si hanno prove adeguate), relazione (essere pertinenti), modo (essere brevi e ordinati). Con l’ironia = si violano le massime.
  • Cortesia = insieme di strategie che consentono di stabilire una buona relazione con gli altri. Lakoff schema importato sulla cortesia, essere chiari e cortesi. Tre gruppi: non imporsi, offrire alternative e mettere a proprio agio l’interlocutore.
  • Critiche a Grice: mai splicitate le regole di inferenza usate, non si ha nessun criterio per sapere se l’inferenza è corretta, non si capisce quando l’inferenza termina.
  • Teoria della pertinanza : Sperber e Wilson. Comunicazione = interpretazione. La comprensione inferenza le è resa possibile con la meta-rappresentazione si prova a cambiare l’ambiente cognitivo degli interlocutori. Inferenza termina quando c’è quilibrito tra costi ed effetti cognitivi.
  • Domande indirette meglio di quelle dirette, danno la risposta e la spiegano anche. Capitolo 9, LA COMUNICAZIONE NON VERBALE
  • Comunicazione non verbale : l’insieme di pratiche che si realizzano a prescindere dall’uso delle parole. Il linguaggio verbale richiede sempre il supporto di un dispositivo extra linguistico e ha acquisito una grande potenza espressiva. Mentre i sistemi di comunicazione non verbale hanno un repertorio ridotto.
  • Charles Darwin : sostiene che il comportamento non verbale viene elevato a dignità scientifica.
  • I gesti sono segni, e queste cose erano note anche agli antichi.
  • I segni più immediati sono quelli dell’ aspetto esteriore = detti anche statici, però modificabili a lungo termine e hanno due classi di segnali, la conformazione fisica (forma corporea e lineamenti del viso, che danno informazioni sulla provenienza sul genere, e sullo stato di salute, però sono modificabili con nuove abitudini e nuovi cambi di vita), la Fisiognomica che non è + una scienza è infierisce sulle caratteristiche psicologiche e morali dei lineamenti del viso del corpo. L’abbigliamento la cura del corpo rimanda al comportamento sociale.
  • Possemica : percezione e organizzazione dello spazio che si mette in mezzo a due persone e si forma una gerarchia e le norme regolano il comportamento che è legato alla cultura e ogni cultura alle sue regole. Edward T. Hall osserva che il confine dell’individuo non coincide con quello del suo corpo, ma con il suo spazio personale e individua quattro tipi di distanza interpersonale (intima, personale, sociale, pubblica, e simbolica).
  • Aptica : ovvero le azioni di contatto corporeo che possono essere positive o negative.
  • I gesti sono funzioni di accompagnamento e sottolineatura degli elementi del parlato.
  • L’informazione trasmessa si articola in: idiosincratica = sono alcuni possono percepire il significato di quello che si sta dicendo, condivisa = tutti colgono il significato
  • Gesti : informativi - atti prodotti involontariamente senza voler comunicare qualcosa, comunicativi – con più di con l’intenzione di trasmettere un messaggio però non è detto che venga ben interpretato, interattivi - atto che può modificare o influenzare il comportamento di uno o più persone.
  • emblemi – gesti simbolici, atti che hanno una traduzione verbale immediata. Illustratori = collegati al discorso e accompagnano il parlato illustrano ciò che viene detto verbalmente, regolatori = regolano lo scambio di ruolo tra parlante e ascoltatore

considerazione. capire la struttura interna del linguaggio o del sistema segnico (come in grammatica o mitologia). SEMIOTICA PRAGMATICA – PEIRCE La semiotica pragmatica è una branca della semiotica che studia i segni in relazione all’uso concreto che ne fanno i soggetti, cioè tiene conto del contesto, dell’intenzione comunicativa, e dell’interpretazione da parte del destinatario. (PEIRCE) ll segno è ciò che sta per qualcos’altro per qualcuno in un certo contesto. Il segno è triadico, formato da: Rappresentamen (il segno stesso, es. la parola "gatto") Oggetto (ciò a cui il segno si riferisce, es. un vero gatto) Interpretante (l’effetto che il segno produce nell’interprete: es. l’immagine mentale del gatto) Peirce studia il segno come processo comunicativo e cognitivo, in relazione al contesto e agli effetti sull’interprete. il contesto e il soggetto sono fondamentali. Il significato dipende da chi interpreta, dove, quando e come. capire come i segni funzionano nella comunicazione reale, cioè come generano significato nell'interazione