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Breve riassunto e spiegazione dei licheni e dei protisti
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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All’interno della categoria dei funghi c’è un gruppo di organismi che presentano la condivisione dello stesso spazio, vivono in simbiosi, e prende il nome di licheni. Sono organismi formati da due specie differenti, l’una in simbiosi dell’altra, un fungo appartenente al gruppo degli ascomiceti e organismi unicellulari che possono essere o microalghe o cianobatteri. Le microalghe fanno fotosintesi, sono di colore verde. I licheni sono caratterizzati dal formare attraverso le ife degli ascomiceti un tallo, ci sono 3 tipi di tallo: crostoso, foglioso (a forma di foglia), tallo fruticoso (dalla forma più rigida). Un lichene è composto dalle ife funginee che si ancorano al substrato attraverso piccole protuberanze simili alle radici, chiamate rizine. La struttura esterna presenta le ife che ne determina forma e dimensione, all’interno delle ife ci sono le cellule dei microrganismi. Cianobatteri e microalghe fanno la fotosintesi quindi si trovano nella parte superiore delle ife. L’interno del tallo ha una cortex superiore, una cortex inferiore, le piccole protuberanze chiamate rizine e lo strato di microrganismi posta vicino alla cortex inferiore. La struttura si chiama medulla. Il fungo con le proprie ife da protezione ai microrganismi che a loro volta gli danno nutrienti, le ife riescono a sopravvivere grazie agli organismi fotosintetici. L’elemento necessario per far sopravvivere questi organismi è l’acqua, i licheni crostosi sono quelli che possono trovarsi anche in ambienti urbani con meno acqua. Le microalghe come i cianobatteri fanno fotosintesi e appartengono al regno dei protisti che comprende organismi autotrofi ed eterotrofi. PROTISTI Le alghe erano inizialmente classificate con le piante essendo in grado di fare fotosintesi quindi autotrofe. Avendo una struttura semplice formata da un tallo, sono state classificate in un regno a parte. Vivono prevalentemente in un ambiente acquoso, possono essere unicellulari e pluricellulari. La loro classificazione è determinata dal colore, dato dai pigmenti presenti nelle loro cellule. Il gruppo di alghe più diffuso è quello delle alghe verdi, clorofita, abbiamo 7000 specie, e il pigmento che le caratterizza è la clorofilla. Comprende alghe uni e pluricellulari, la cellula vegetale presenta sempre una parete di cellulosa o anche un ulteriore rivestimento che conferisce resistenza e di sopravvivere in ambienti differenti. L’amido è il composto di riserva presente al loro interno. Le alghe verdi presentano clorofilla a e b. Come pigmenti accessori presentano il carotene che in alcuni periodi di dormienza trasforma il colore dell’alga da verde ad arancione. La maggior parte delle alghe verdi colonizza ambienti acquosi, acqua dolce o marina, ma anche ambienti terrestri. L’altro gruppo estremamente abbondante è quello delle alghe rosse che prende il nome di rodofita e presenta come pigmenti la clorofilla A e D in grado di poter assorbire lunghezze d’onda più basse in ambienti più bui; come pigmento accessorio hanno la ficobilina che conferisce il colore rosso. La parete cellulare è spesso ricoperta di agar e a volte è presente la carragenina, per la resistenza alle basse temperature. Ci sono alghe rosse unicellulari, di acqua dolce, ma la maggior parte è pluricellulare e colonizza ambienti di acqua marina. Le alghe brune con circa 1500 specie prendono il nome di Phaeophyta, presentano clorofilla a e c, un tallo lungo che assomiglia ad una foglia e colonizzano ambienti di acqua marina fredda. Presentano una parete cellulare composta di algina e cellulosa quindi sono leggermente mucillaginose. Ci sono altri gruppi di alghe più semplici come le euglenoidi, i dinoflagellati con una parete con placche di cellulosa, le diatomee che appartengono alle Bacillariophyta che hanno due gusci, e infine le xantofite (unicellulari) e le crisofite che possono presentare una parete ricoperta da silicio. Le alghe più semplici appartengono alle Euglenophyta, unicellulari, prediligono ambienti di acqua dolce, la cellula nella parte apicale presenta un flagello che le permette di muoversi. Il movimento del flagello è regolato dalla presenza di una macchia oculare, una struttura che permette i movimenti del flagello. All’interno sono presenti un nucleo, dei cloroplasti che permettono la fotosintesi che contengono clorofilla a, b e carotenoidi. Questo gruppo pur essendo il più semplice maggiormente si avvicina a quello delle piante superiori, presentano granuli di amido all’interno come sostanza di riserva e un piccolo vacuolo vicino alla macchia oculare. Il vacuolo è piccolo perché gli organismi vivono già in un ambiente d’acqua. Le euglenofita si dividono attraverso una riproduzione asessuata, una scissione che non è binaria ma longitudinale, una scissione forma alla formazione di due cellule. Non è stata mai osservata la riproduzione sessuata o meiotica, non è possibile quindi parlarne. Le Dinophyta 2000-4000 specie sono unicellulari, presenti nel fitoplancton, sono fonte di nutrimento per molti animali, hanno un ruolo importante nella catena alimentare. Sono in acqua dolce e salata, hanno gusci di calcio o silicio che sembrano delle placche, a seconda dell’organizzazione delle placche è possibile fare delle categorie. Sono di solito solitarie, si muovono con un flagello, la specie catenelle forma delle colonie
Le placche sono a volte formate da cellulosa. Normalmente hanno un solo flagello, in casi particolari due. Ci sono specie che contengono clorofilla a e c e come pigmenti accessori e di riserva amido libero nel citoplasma. Ci sono anche specie non fotosintetiche che vivono sulla superficie di altri animali e non fanno fotosintesi. Si dividono per scissione binaria, è stata osservata però una divisione meiotica, sessuata. Questi microrganismi sono importanti perché responsabili della formazione delle maree rosse, esplosione della riproduzione di questi organismi che contengono elementi che causano la morte di organismi animali, al loro interno hanno delle sostanze velenose. Altre sono bioluminescenti, ossia fluorescenti al buio, gli elementi sono la luciferina che si trasforma in ossi luciferina. Esistono anche dinoflagellati che non sono fotosintetici e sono parassiti ad esempio si trovano sui coralli da cui prendono il calcio per le placche, o sui tentacoli del polipo. Le diatomee della classe delle Bacillariophyceae sono molto importanti perché nonostante sono unicellulari sono rivestite da un guscio formato da un elemento chiamato silicio. Sono presenti in ambienti terresti e acquatici di acqua dolce e salata. Costituiscono il fitoplancton, 250 specie. Sono i fossili più antichi del nostro pianeta, il guscio chiamato frustolo è formato da due involucri ossia le valve, la parte inferiore è l’ipovalva, la componente superiore è l’epivalva, la cellula all’interno prende il nome di protoplasto. Un esempio della loro importanza è che l’intera moschea di Santa Sofia è di silicio ricavato dal frustolo delle diatomee (diatomite). Sono una delle componenti principali per la formazione del petrolio. Il frustolo determina la forma delle diatomee che possono essere diatomee cilindriche con una simmetria radiale e diatomee pennate che sono piatte, con una simmetria bilaterale. In base all’ornamentazione del frustolo è possibile classificarle, contengono clorofilla a e b e la fucoxantina che conferisce un colore giallo-bruno. Come sostanza di riserva hanno una sostanza mucillaginosa nei vacuoli chiamata crisolaminarina, e lipidi. Le diatomee nelle acque dolci la loro presenza è un indice biologico, ce ne sono dove l’acqua è pulita. La riproduzione è asessuata, si divide anche il frustolo. Si possono dividere per meiosi per via sessuata con la formazione di gameti, in situazioni di pericolo perché la ricombinazione genica le rende più resistenti all’ambiente. Le alghe brune (Classe Phaeophyceae) sono abbondanti nei mari freddi del nord, sono pluricellulari, il tallo può raggiungere notevoli dimensioni. Sono importanti perché rappresentano un ambiente che racchiude altri organismi, creano un ecosistema. Contengono clorofilla a e c e fucoxantina che conferisce il colore marrone. La sostanza di riserva è la laminarina come le diatomee, che si accumula nei vacuoli (non nei cloroplasti come le verdi e le piante). La parete cellulare è formata da un composto che sono gli alginati e vengono estratti dalla parete cellulare e utilizzate per le capsule dei medicinali. Possono essere anche filamentose e le strutture riproduttive prendono il nome di sporangi. Il tallo che è tutta la struttura dell’alga, può essere diviso in tre parti: rizoide, adesione al substrato, stipite di sostegno al tallo e la lamina che compie la fotosintesi e sono presenti gli sporangi. Possono arrivare fino a 60 m e pesare oltre i 300kg, formano foreste chiamate kelp nei mari freddi. Le alghe brune hanno una divisione sessuata, i gameti danno vita a gametofiti che si uniscono tra di loro formando uno sporangio. Le alghe rosse (Rhodophyta) sono uni e pluricellulari, formate da un tallo con una struttura filamentosa, hanno clorofilla a e presentano ficobiline che conferiscono il colore rosso (ficoeritrina rossa, ficocianina blu), questi pigmenti catturano la luce anche in penombra. Come sostanza di riserva presentano granuli d’amido, come l’amido delle floridee, polimero del glucosio ramificato. I cloroplasti sembrano ricordare i cianobatteri. La loro parete cellulare è ricoperta dalla cellulosa agar e dalla carragenina. Le alghe rosse corallinacee sembrano alghe, tanti filamenti si uniscono formando una ramificazione. Le alghe rosse unicellulari presentano una divisione asessuata, le pluricellulari formano un gemetofita e uno sporofito, il ciclo sessuato è trigenetico. Le alghe verdi (Chlorophyta), le più numerose, possono avere tante forme. Sono unicellulari, filamentose, formare una lamina o un tallo morbido o crostoso. Comprendono tra le 10000 e 170000 specie, tendono a colonizzare maggiormente acque dolci come organismi unicellulari e acque salate come organismi pluricellulari. Alcune sono terresti, altre vivono in simbiosi come i licheni. Le alghe verdi hanno clorofilla a e b e carotenoidi, molto probabilmente le alghe verdi sono antenate delle piante superiori, la sostanza di riserva amido si accumula nel cloroplasto, la parete cellulare è composta da cellulosa, emicellulose e pectine. Le più semplici unicellulari possono avere una forma sferica con flagelli oppure no, alcune colonie possono essere inserite in una sostanza mucillaginosa come la volvox (colonie mobili). Tra le alghe filamentose c’è la spirogyra dove più cellule si uniscono per formare un filamento, i cloroplasti si uniscono a formare un solo