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Informazioni su come i produttori di Linee Guida Sanitarie (LG) internazionali possono adattare le loro pubblicazioni al contesto nazionale per essere pubblicate nel Sistema Nazionale di Linee Guida (SNLG) gestito dal CNEC. Il documento include criteri di eleggibilità, modalità di invio e tracciamento, tempi di produzione e sottomissione, valutazione di qualità e feedback al produttore. Le LG devono contenere raccomandazioni cliniche o clinico-organizzative per la pratica professionale connesse alle prestazioni sanitarie preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative, riabilitative e di medicina legale.
Tipologia: Appunti
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LG internazionali LG internazionali selezionate e indicate dal CNEC come punto di riferimento per i produttori di LG SNLG per l’adattamento delle stesse al contesto nazionale. Tali LG sono selezionate dal CNEC attraverso un processo di ricognizione della letteratura biomedica e la sorveglianza attiva dei documenti pubblicati dagli enti, dalle società scientifiche e dalle agenzie internazionali che producono LG. I criteri adottati per la selezione delle LG sono i seguenti: o corretta gestione del conflitto di interessi o buona/elevata qualità metodologica o composizione multidisciplinare/multiprofessionale del panel di esperti della LG o revisione della LG condotta da referee esterni indipendenti. Disclaimer. Le LG internazionali non sono assimilabili alle LG SNLG ai fini della L. 24/ in quanto non elaborate dai soggetti ex art 5 comma 1. Inoltre, pur provenendo da fonti di alto valore scientifico, tali LG possono, tuttavia, contenere raccomandazioni e consigli clinici non direttamente applicabili al contesto sanitario italiano e/o non compatibili con le disposizioni di legge, i regolamenti degli ordini professionali o i provvedimenti delle agenzie regolatorie italiane. Pertanto, i lettori sono invitati a considerare attentamente questa eventualità nel processo di adattamento delle raccomandazioni al contesto nazionale. Gli enti e le istituzioni pubbliche e private, le società scientifiche e le associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie iscritte in apposito elenco istituito e regolamentato con DM 2 agosto 2017 (GU n.186 del 10-8-
Criteri di prioritizzazione delle tematiche di salute che dovrebbero essere oggetto di LG o Entità dell’impatto globale delle patologie ( disease burden ) sulla popolazione italiana e sul Servizio Sanitario Nazionale misurato attraverso criteri oggettivi (prevalenza, mortalità, DALY e costi) o Variabilità delle pratiche professionali in Italia non giustificate dalle evidenze disponibili o Diseguaglianze di processi ed esiti assistenziali o Tipo e qualità delle evidenze disponibili o Costi elevati per il SSN di pratiche sanitarie ad alto impatto organizzativo o tecnologico o Rischio clinico elevato o Istanze sociali e bisogni percepiti dalla popolazione. A. Requisiti
ha per il sistema sanitario, l’economia e la società in una prospettiva che ne consideri le implicazioni etiche, sociali, organizzative, di sicurezza, efficacia e costi.
iv. Considerazione dell’eventuale disponibilità di LG SNLG e/o LG internazionali nel rispetto, laddove possibile, del principio della non ridondanza di LG sulla stessa tematica. Possono coesistere LG sullo stesso argomento, qualora in special modo affrontino aspetti diversi, ad es prevenzione vs diagnosi vs trattamento vs riabilitazione. v. Partecipazione ai lavori del panel di tutte le professioni e specialità coinvolte nella gestione della problematica di salute oggetto della LG. vi. Coinvolgimento delle società scientifiche/associazioni ed enti che trattano tematiche di salute affini alla materia oggetto della LG. vii. Debita considerazione delle eventuali implicazioni legali, organizzative, sociali, equitative ed economiche della LG, in relazione a leggi, norme e interessi di stakeholder pubblici e privati (ex ante per le LG in fase di progettazione–sviluppo – in progress), sulla base della tipologia di LG prevista (patient oriented, population oriented, salute pubblica/politica sanitaria, coverage, diagnosi e screening) viii. Chiara descrizione dei benefici potenziali derivanti dalla produzione di LG per raggiungere le finalità previste, anche, eventualmente, rispetto ad altri provvedimenti e iniziative di politica sanitaria alternativi (regolamenti e leggi, documenti di indirizzo, codici di comportamento, standard e requisiti di accreditamento, regole di ordini professionali, riorganizzazione di strutture e servizi, ridefinizione di percorsi assistenziali) (ex ante per le LG in progress). b. Valutazione della qualità del reporting della LG attraverso la verifica della corretta compilazione dell’AGREE quality of reporting checklist da parte del produttore. c. Valutazione della qualità metodologica attraverso l’utilizzo: i. strumento di screening preliminare dei requisiti di affidabilità di una LG; ii. strumento AGREE II versione italiana. d. Adempimenti finali di policy editoriale del CNEC e dell’SNLG. B. Modalità di invio e tracciatura delle LG
valutazione finale non può essere superiore a 2 anni per le LG proposte all’SNLG quando ancora in fase di progettazione o sviluppo, né inferiore a 6 mesi per le LG già completate quando proposte al CNEC.
fuoriuscita di un ente, società o istituzione dal gruppo di lavoro della LG successiva alla iniziale adesione equivale a rinuncia e valgono gli stessi criteri di incandidabilità di LG di argomento analogo da parte della società produttore per i tre anni successivi, a partire dalla data di formale rinuncia. ii. Se eleggibile, titolo, data di presentazione e accettazione, produttore che ha proposto la LG e stato di avanzamento della LG sono registrati nel public domain del sito SNLG e se ne dà comunicazione scritta al produttore. b. Se la LG è completa (da raccomandazioni draft in poi) il CNEC valuta se il documento proposto corrisponde ai requisiti generali e ai criteri di esclusione (già citati al paragrafo 1A1) entro 30 gg dal ricevimento della richiesta e ne dà comunicazione al produttore. La LG completa dichiarata eleggibile per la valutazione viene inserita nell’iter relativo, il titolo e il produttore vengono inseriti nella sezione del public domain dell’SNLG.
produttore l’esito della valutazione dei referee e il giudizio finale del CNEC, accompagnato da una relazione in caso di esito negativo. In quest’ultimo caso, il produttore ha 30 gg di tempo per inoltrare le sue controdeduzioni al direttore del CNEC, che si riserva di valutarle.
tematiche di salute affini alla materia oggetto della LG.
Dove eseguire le autopsie Le autopsie devono essere eseguite in strutture che garantiscano standard di sicurezza (BSL3) anche spostando le salme. Nelle strutture anatomopatologiche, le unità autoptiche devono essere adeguatamente equipaggiate con strumenti di base per misurazione, dissezione e pesatura. Ulteriori strumentazioni vanno fornite a richiesta per particolari esigenze dell’anatomopatologo relativamente al caso clinico. Nei casi di pazienti deceduti in ospedali che NON garantiscano standard di sicurezza (BSL3) è necessario utilizzare sale settorie idonee alla gestione di procedure autoptiche per pazienti infettivi, anche spostando la salma presso una struttura esterna con i requisiti adeguati. I clinici vanno preventivamente avvisati per far sì che partecipino alla seduta autoptica. Pazienti di età pediatrica o perinatale possono essere riferiti, per l’esame autoptico, a centri di riferimento regionali. Prima dell’autopsia i medici curanti debbono fornire al patologo che esegue l’autopsia tutte le informazioni concernenti il caso. Nel caso fosse difficile per motivi logistici e di tempo – lontananza del luogo del decesso dall’Ospedale in cui si può eseguire l’autopsia e difficoltà a provvedere ad un trasporto celere – come raccomandato dai CDC statunitensi, è possibile eseguire un tampone orofaringeo, esami bioptici a cielo chiuso del polmone e raccogliere i liquidi biologici eventualmente a disposizione nell’immediata fase pre-mortale. 4 2. Autopsia nella pratica clinica 2.1. La richiesta dell’autopsia deve fornire un appropriato riassunto clinico, identificare problemi clinici specifici, fattori di rischio noti o sospetti e un numero telefono del clinico che conosce il caso. 2.2. La richiesta va accompagnata dalla cartella clinica e, laddove possibile, da esami radiologici. 2.3. Le autopsie vanno eseguite da anatomopatologi esperti in servizio nella struttura o consulenti; non vanno utilizzati medici in formazione, se non sotto la supervisione di anatomopatologi esperti. 2.4. Se il caso coinvolge una morte peri-operatoria o peri-intervento, è opportuno che l’operatore (chirurgo, radiologo interventista, cardiologo, ecc.) assista alla dissezione autoptica e dia informazioni all’anatomopatologo. 2.5. Il “report” completo finale richiede un “set” minimo di informazioni e deve essere completato entro una settimana da quando sono disponibili tutti i risultati anatomopatologici. 5 3. Sicurezza e salute 3.1. Rischi infettivi sono frequenti in anatomia patologica e in sala autoptica e non è possibile azzerare il rischio di acquisire una infezione nel luogo di lavoro. L’obiettivo è quello di ridurre al minimo tale rischio mantenendo standard e servizi adeguati. In
questo documento l’enfasi è rivolta ad una attenta valutazione del rischio, alla istituzione di protocolli per evitare situazioni a rischio, e all’aumentare il livello delle precauzioni universali. 3.2. Modalità di acquisizione di una infezione in sala autoptica. Le vie di acquisizione sono cinque: Inoculazione percutanea Inalazione Ingestione Contaminazione di cute integra (senza inoculazione) Contaminazione di mucose (bocca, naso, occhi) Per SARS-CoV-2 tutte queste modalità sono potenzialmente a rischio, inclusa la contaminazione di cute integra a causa di possibilità di trasferimento, ad esempio con le mani, di agenti patogeni dalla cute alle mucose. Anche l’ingestione è potenzialmente a rischio per il coinvolgimento di mucose. 3.3. Procedure standard per le autopsie. Gli ultimi anni hanno visto un notevole aumento dell’applicazione di misure di sicurezza e di igiene durante tutte le procedure autoptiche, tra le quali l’uso di guanti resistenti alle punture e ai tagli e dispositivi di protezione respiratoria di elevato livello di filtrazione. 3.4. Patologi e tecnici devono indossare i seguenti dispositivi, come per la SARS: divisa chirurgica camice monouso resistente ai liquidi che copra completamente braccia, torace e gambe; grembiule monouso in plastica che copra torace, tronco e gambe; protezione oculare o visore piano non ventilato; mascherina facciale per proteggere bocca e naso da schizzi, se non è indossato un visore cappellino (opzionale) guanti: tre paia, esterno e interno in lattice, e in mezzo un paio di guanti resistenti ai tagli; stivali in gomma. Se può essere generato aerosol aggiungere una protezione respiratoria (N-95 o N-100 respiratori particolari monouso o PAPR). Il personale di autopsia che non può indossare un respiratore particolato perché ha la barba o altre limitazioni deve indossare il PAPR. 3.5. È raccomandato: Nelle unità di anatomia patologica con annessa sala autoptica, ridurre al minimo il rischio di coloro che manipolino il cadavere durante e dopo l’autopsia. Tutto il personale che lavora nella sala post-mortem durante l’esame di un caso ad elevato rischio infettivo necessita di adeguata formazione nelle tecniche autoptiche e nelle procedure di sicurezza per questi casi. Le autopsie su cadaveri infetti da SARS-CoV-2 vanno eseguite in sale BSL3, ovvero in sale con adeguato sistema di aerazione, cioè un sistema con un
vanno anch’essi valutati ed eventualmente rimossi. I siti di recenti interventi chirurgici complessi vanno bene esaminati con il clinico appropriato presente. 4.5.3 Non è importante l’ordine preciso in cui organi e sistemi individuali vengono dissezionati, ma il metodo di dissezione deve essere governato dalla necessità di dimostrare e documentare accuratamente e completamente le condizioni patologiche rilevanti nelle specifiche circostanze cliniche. Tutti i maggiori organi (cuore, polmoni, fegato e reni) vanno separati e pesati. 4.5.4 È raccomandata la raccolta dei seguenti campioni postmortem per valutazioni microbiologiche: per testare la presenza di SARS-CoV-2, tampone nasofaringeo e orofaringeo, tampone da ciascun polmone altri tamponi o campioni per testare altri patogeni respiratori campioni di polmone, alte vie respiratorie e altri organi (vedi 4.5.5) 1 1 Ad oggi, in letteratura è riportato un esame autoptico su un caso di COVID-19 (Xu et al., 2020) nel quale sono stati prelevati campioni da polmone, fegato e cuore. L’esame istologico ha mostrato danno alveolare diffuso bilaterale con essudati cellulari fibromixoidi. Il polmone di destra mostrava una evidente desquamazione dei pneumociti e formazione di membrana ialina indicativi di ARDS. Il polmone di sinistra mostrava edema polmonare con formazione di membrana ialina, suggestive di una fase pre-ARDS. In entrambi i polmoni erano presenti infiltrati infiammatori interstiziali mononucleari, dominati da linfociti. La biopsia epatica mostrava moderata steatosi microvesciculare e una lieve attività lobulare e portale, le cui cause potevano attribuirsi all’infezione da SARS-CoV2 ma anche a un danno epatico indotto da farmaci. Nel tessuto cardiaco c’erano alcuni infiltrati infiammatori interstiziali mononucleari senza un danno sostanziale. Lo studio dei linfociti del sangue periferico evidenziava una sovrattivazione delle cellule T, manifestata da un aumento dei Th17 ed una elevata citotossicità delle cellule CD8 T, responsabili in parte del grave danno immunitario del paziente. 8 4.5.5 È raccomandata la raccolta dei seguenti campioni postmortem per valutazione istologica: cuore, polmoni (parenchima e bronchi), encefalo, reni, fegato, linfonodi peribronchiali, mucosa intestinale (piccolo e grosso intestino), milza, pancreas, muscolo striato. Per analisi istologiche e di immunoistiochimica i campioni vanno fissati in formalina al 10% a temperatura ambiente, per un tempo sufficientemente lungo a consentire l’inattivazione del patogeno (il tempo è proporzionale alle dimensioni del campione e alla quantità di formalina, comunque minimo 48 ore). 4.5.6 È suggerita inoltre la
raccolta di campioni congelati per indagini di ibridizzazione in situ, di immunoistochimica e molecolari. I campioni per ISH e immunoistochimica vanno congelati in OCT, quelli per analisi molecolari, “snap frozen”. Gli organi sono polmoni, reni, muscolo striato, linfonodi, intestino. Questi campioni dovranno poi essere inviati presso i centri di riferimento, che procederanno alle valutazioni successive. A fini scientifici di ricerca è utile il prelievo di microbiota fecale per lo studio della presenza di RNA virale (va conservato in modo da preservare RNA) aspirato di liquido intraoculare per la ricerca di SARS-CoV-2 midollo osseo per la ricerca di SARS-CoV-2 4.5. La ricostruzione del corpo va fatta sotto a diretta responsabilità del patologo avvalendosi dell’opera del tecnico. 9 5. Report dell’esame autoptico: standard minimo e dataset 5.1. Un report autoptico deve includere: Informazioni demografiche a. Numero sequenziale di autopsia b. Cognome e nome c. Numero di cartella clinica, ospedale, reparto d. Nome del medico di famiglia (se deceduto in comunità) o del medico curante e. Sesso, età e data di nascita f. Data di morte g. Data di autopsia h. Eventuale consenso e grado di parentela di chi da il consenso i. Tipo di autopsia: medica o giudiziaria j. Nome del patologo responsabile dell’autopsia k. Luogo dell’autopsia l. A chi è inviato il rapporto m. Data di inizio e di fine del rapporto Storia clinica e come è stata ottenuta Eventuali limitazioni all’esame Indicazioni alla presenza di clinici durante l’esame autoptico Esame esterno a. Apparenza esterna: sesso, età, peso in Kg, altezza in cm b. Etnia, ad esempio caucasica, africana, afro-caraibica, indiana, cinese, giapponese, sudamericana indiana; se incertezza, descrivere cute e capelli c. Misura delle caratteristiche significative di superficie, cicatrici, siti di interventi chirurgici, lividi, etc. con chiara descrizione del sito ed eventuali fotografie. d. Cadaveri di infanti/neonati/feti richiedono misure aggiuntive, studi di dismorfismo, studi della placenta ed esami radiologici Esame interno Rapporto istologico se sono stati presi campioni per l’istologia Altri risultati analitici (tossicologia, microbiologia, ecc.) compresi risultati negativi significativi