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Alfieri, Bonomi - Lingua italiana e televisione, Carocci, Roma 2014
La lingua della tv
Classificazione dei parametri linguistici oggettivi (p.11) Un testo a livello linguistico si può considerare sotto diversi parametri: variazione della lingua in base: Livello diacronico - > indica il criterio per cui la lingua varia nel tempo, significa che la lingua sia scritta che parlata della letteratura della tv, si modifica nel tempo; Livello diatopico - > sistema delle variazioni che la lingua può subire sulla base della localizzazione, lo spazio, può essere: pronuncia, lessico diverso, dialettismo, regionalismo; Livello diafasico - > sistema di variazione della lingua rispetto alla situazione comunicativa, è legato al registro linguistico (es. con il pizzaiolo parlo in un modo, con il rettore uso un linguaggio più cordiale); Livello diastatico - > sistema di variazione della lingua sulla base dei fattori socio-culturali, quindi in base al contesto, classe sociale e culturale; Livello diamesico - > sistema di variazione della lingua in base al mezzo fisico impiegato (es. cellulare - videochiamata, telefono fisso – pronto chi è?). Questi livelli possono essere applicati a tutti tipi di testo: scritto, orale, comune, letterario. L’italiano della tv
- La lingua della tv appartiene alla categoria del “trasmesso” o “teletrasmesso”, propria dei mezzi che trasmettono a distanza, con la voce, la scrittura e le immagini (es. tv, radio) Il testo televisivo è un macrotesto di flusso = tutto un flusso di immagini, parole, emozioni, cioè è un insieme composito
- Negli ultimi tempi il linguaggio ha sentito un accentuazione della componente multimediale, cioè ci sono rinvii, collegamenti, posso rivedere la trasmissione, si può partecipare attraverso link, sondaggi, non solo telefonate da casa, ora ci sono forme interattive
- Ricadute linguistiche: il testo si frammenta in un insieme verbale non omogeneo
- Oltre al testo enunciato, la lingua della tv presenta altri testi (scritte in sovrimpressione) (es. i titoli del telegiornale hanno una funzione di sintetizzazione delle notizie principali, e per rimanere impressi utilizzano delle scritte, oppure il serpentone: notizie riportate a scorrimento Rainews24, oppure infografiche)
- Il testo verbale in tv è testo scritto (risultato dell’interazione e mediazione tra varie figure autori, registi, produttori, editori) ed enunciato (intervento dell’enunciatore) es. i telegiornali cambiano in base al canale, in base all’orario
- La lingua della tv viene studiata in relazione all’italiano contemporaneo e all’insieme di varietà che lo connotano: linguaggio standard (aulico) = medio, corretto, ricercato anche linguaggio neostandard = con degli elementi nuovi, che fanno capire che il linguaggio sta cambiando, può assorbire dei colloquialismi (es. pandemia: termini nuovi green pass, altri già esistenti ma mai usati come assembramento, congiunti) linguaggio sub standard = sotto lo standard, uso di parolacce, termini forti, dialettali, un linguaggio vicino al parlato
- L’italiano della tv nasce come lingua di acculturazione e di formazione identitaria, scopo: formare gli italiani dal punto di vista culturale e uniformare la lingua. La tv La televisione è il mezzo di comunicazione più diffuso da cinquant’anni Storicamente ha avuto rapporti con giornali e radio;è nata per dare notizie, spesso alcune trasmissioni sono nate come completamento o allungamento di alcune trasmissioni radio (molto ispirata dalla radio), di recente interazione con telefono e internet L’epoca attuale è caratterizzata dalla convergenza mediatica, dalla sovrapposizione di più media che interagiscono, quindi la tv è in diminuzione, sta perdendo la sua centralità Complessità della tv e potenzialità comunicative superiori: compresenza di testo verbale e iconico Diverse interpretazioni del rapporto parola/immagine
Tendenza recente ad enfatizzare l’immagine ed alla spettacolarizzazione, oggi prevale l’immagine, nell’antichità fino al medioevo invece dominava l’oralità (es. poemi omerici) Nei primi anni di vita la tv ha svolto il ruolo di potente tramite della lingua nazionale; oggi tende invece ad una funzione di rispecchiamento, cioè il modo di parlare dei parlanti Nella civiltà globale la tv assume la dimensione simbolica di risorse identitarie (elementi che appartengono a religione, lingua e nazionalità) e proietta a livello globale il ruolo di banca della memoria, cioè rispecchia le credenze culturali e sociali dell’epoca, ma agisce anche come canale di apprendimento linguistico La lingua della tv schema Distinzione di Umberto Eco Paleotelevisione: fase della storia della TV italiana dal 1954 al 1976 Neotelevisione: il 1976 segna il passaggio epocale alla liberalizzazione dell’emittenza ai privati. Secondo Eco inizia una fase nuova della tv.
- La TV italiana dal 1954 al 1976, nasce sul modello della BBC (inglese) con intenti pedagogici. La triade era informare, educare e divertire, assunta in toto dai palinsesti Rai (all’inizio c’era un canale, Canale Unico, poi nasce la Rai)
- La missione era costruire l’identità culturale, morale e linguistica della comunità nazionale
- L’italiano televisivo nasce come lingua di acculturazione e formazione Il secondo canale nasce nel ’61 e il terzo nel ’79, e la Rai da un volto diverso alle tre reti, in base al palinsesto della settimana. All’inizio nel canale unico c’era un palinsesto settimanale con i 3 scopi, e le trasmissioni iniziavano nel tardo pomeriggio fino alla sera.
- Dal 1976 proliferazione di radio e tv locali; nel 1978 ascesa del gruppo Fininvest, nel 1978 Canale 5, poi assorbimento di RETE4 e Italia1. Si passa da una tv di Stato, ad una tv che ha un proprietario privato che ha un fine commerciale. La tv abbandona il modello inglese e assume quello americano, cioè un tv che si propone di fare profitti, e quindi cambia il modo di fare televisione.
- Lo scopo è divertire il pubblico fidelizzandolo, stuzzicandone la curiosità con emozioni e stimoli sempre nuovi
- Oggi impone modelli di identificazione adattabili trasversalmente a varie sotto comunità globali di carattere transnazionale
- La tv in un primo momento fu monopolio di stato
- Palinsesto settimanale in cui ogni serata era dedicata ad un genere di trasmissione: lunedì film, giovedì quiz, sabato varietà; poi con l’introduzione del secondo canale (1961) e del terzo (1979) la programmazione fu distribuita in modo complementarePubblico: all’inizio classi medio alte e colte della popolazione urbana del centro-nord;perché non tutti potevano permettersi la televisione, solo nel 1957 il sud fu raggiunto dai ripetitori nazionali. Poi il pubblico si amplia a più classi sociali e in tutta Italia.
- Si passa alla Tv generalista, si rivolge a tutti, che spettacolarizza i generi più seri come informazione e divulgazione scientifica
- La TV di flusso si caratterizza per la serialità (messa in onda a quotidiana e ad ora fissa con scopo di addomesticamento o fidelizzazione, ovvero la rete si crea un pubblico che vuole vedere a quell’ora quella certa trasmissione, crea un appuntamento per gli spettatori) Il palinsesto viene studiato in base alle fasce d’età e agli orari, anche con studi sociologici.
- Sincretismo-> cioè mescolanza, contaminazione, tra informazione, fiction e intrattenimento (es. Infotainment-> informazione e intrattenimento edutaitment-> educazione e intrattenimento)
- Anche la Rai si adegua ai mutamenti socio-economici del paese sperimentando nuovi linguaggi e generi, anche se con l’avvento dei canali privati ha combattuto la concorrenza La pubblicità, appare in tv tre anni dopo la sua nascita e la Rai si adegua a integrarla di più dopo i nuovi canali e si inizia a mettere le pubblicità tra le varie trasmissioni, messe in modo mirate. (Periodizzazioni elaborate da sociologi e storici dei media) Oggi … Le trasmissioni Tv hanno avuto un’azione unificante ai fini dell’italofonia, cioè l’unificazione linguistica, un uso abituale, attivo ed abituale della lingua parlata e un miglioramento di essa
- Talk show informativi
Infotaiment:
- Talk show o tv delle parole, idea di proporre una questione, simulando una conversazione in
un salotto (Ballarò)
- Utility tv o tv del dolore (Mi manda rai 3, Chi l’ha visto? + costruttiva narrativa, non scende
nei dettagli)
- (I fatti vostri, Apprescindere)
Divulgazione scientifico-culturali o Edutainment:
- Storia (Correva l’anno …)
- Medicina (Elisir)
- Scienze (Quark)
I telegiornali
Quadro di offerta dei Tv molto ampio: RAI, Mediaset, TG di LA7 e Sky Indici di ascolto molto alti (oggi crisi molto forte della carta stampata, quindi le persone non leggono più i giornali e in più si preferiscono le notizie online o in tv più aggiornate e in tempo reale) Tre modelli:
- narrativo - oggettivo, c’è una ricostruzione della notizia spiegata e raccontata (RAI1)
- esplicativo - interpretativo, prevale un interpretazione, commento, sia attraverso il conduttore
sia attraverso gli ospiti intervistati (RAI3 e LA7molto orientato)
- di opinione, orientato nella lettura di eventi (RAI3, TG4)
Target:
- TG4 di Fede si rivolge ad un pubblico non giovane, femminile di media età e orientato a
destra
- LA7 si rivolge ad un pubblico giovane di media età, di elevato livello di istruzione, un Tg di
livello superiore + dinamico
- Studio Aperto di Italia1, target giovane, carattere leggero e aperto alla varietà
Numero di notizie variabile, no numero fisso 5/8/ Disposizione: Rai divisione in sezioni, modello rigido, Politica interna, Politica estera, cronaca; Mediaset spazio alla cronaca, La7 attenzione alla politica interna, però imposta le notizie per importanza Modalità di trasmissione:
- fogli sul tavolo, canovaccio, dove ogni tanto il giornalista da uno sguardo, da dinamicità
come per es. mettere o togliere gli occhiali nei buchi
- promoter o gobbo elettronico, è un display elettronico dove c’è il testo da recitare ed
interpretare. Con esso il giornalista guarda il pubblico, la telecamera, + coinvolgente In entrambi i casi il giornalista ha studiato le notizie. Tg, analisi linguistica A livello diamesico (variazione della lingua a seconda del mezzo fisico impiegato, da «dia», attraverso e «mesos», mezzo, che oppone lo scritto ed il parlato)
- lo scritto nei titoli(il Tg si apre con una sigla, le notizie-titoli sono sia lette che scritte), didascalie(foto,infografiche, scritte, nel caso di un intervista nome e chi è es. storico), serpentone(scritta che compare sotto scorrendo) e videografica(grafici es. covid, grafico sulle borse)
- parlato-scritto nei testi dei lanci e dei servizi
- parlato-scritto nelle interviste di politici ed esperti È un linguaggio parlato molto regolare e coretto a livello grammaticale, per es. la frase sospesa, frase che inizia in un modo e termina in un'altra (scorretta a livello grammaticale) tipico del parlato. Il lessico è medio formale, preciso
- parlato spontaneo nelle interviste alle persone comuni Parlato dei giornalisti: ormai spesso tratti di regionalismo fonetico, peggioramento dell’aspetto enunciativo; meno curato, a livello grammaticale mediamente formale e controllato, vicino al neostandard; sintassi strutturata e coesa con prevalenza di paratassi, comunicazione più veloce, anche punteggiatura; lessico mediamente semplice, comprensibile e vicino al linguaggio comune. Paratassi - > se prevalgono le coordinate (e, ma, ben sì ...) Ipotassi - > se prevalgono le subordinate La ricerca di complicità e la spettacolarizzazione della notizia, enfasi nel messaggio, hanno come conseguenza inflazione di parole forti ed espressive, (indebolimento semantico) presenza di stereotipi linguistici, metafore ed espressioni logore (es. tunnel della droga o vedere la luce alla fine del tunnel). Importanza dell’interazione tra parola e immagine A livello diacronico (variazione della lingua a livello cronologico, nel tempo) a partire dalla tv commerciale costante tendenza a coinvolgere il pubblico e da parte dei tele giornalisti a mettersi dalla parte della gente, che hanno comportato come conseguenze linguistiche:
- aumento nell’uso della prima persona plurale (noi), crea l’effetto della condivisione
- lessico: aumento di voci colloquiali, stranierismi, presenza dello stereotipo, continuità nel lessico formale e burocratico, un linguaggio tecnico (decreto)
- in generale rispetto della norma grammaticale
- sintassi marcata con frasi scisse (cambia la struttura) e dislocazione a sinistra (è quella frase dove si trova il soggetto a sinistra, spostamento dell’ordine delle parole in cui l’elemento che viene enfatizzato, da una marcatura) (esiste anche la dislocazione a destra) Sono entrambe strutture sintattiche grammaticalmente scorrette, tipiche del parlato, tipo quello giornalistico. Tg speciale guerra – La7 aspetti Dislocazione a sinistra, impostazione discorsiva, lessico ricercato, sintassi strutturata, struttura simmetrica per non far perdere il filo, cerca però di creare un effetto conversazione, si tocca la giacca per dare dinamismo, aspetto interpretativo (come se fosse stato …), sia gobbo che fogli davanti, presenza della giornalista in diretta da Roma, che legge una notizia all’ordine del giorno.
Schema di analisi del linguaggio della tv (schema libro sopra)
Elementi informali
- elementi linguistici che abbassano il livello di morfologia: non usare il congiuntivo e usare l’indicativo (con verbi di opinione/congiuntivo), uso colloquiale dei pronomi, anacoluti e costrutti ridondanti/pleonasmi ripetizioni (a me mi piace, il tu amico l’ho visto ieri).
approfondimento su un argomento, riunire delle persone più o meno esperte che discutevano su una determinata situazione, quindi c’era una formula del dibattito e del confronto. C’è l’idea di stare in un salotto, confidenzialità per cui le persone vengono ospitate con la formula di benvenuto, informale e allo stesso tempo la formula del dibattito che rendeva tutto più semplice. Oggi è un format ancora molto diffuso che analizza varie tematiche: politiche, economia, spettacolo, cronaca, attualità; anche mescolandoli, esso nasce come dibattito politico. Il conduttore ha un ruolo centrale il suo stile comunicativo condiziona il linguaggio del programma. Sono presenti più componenti comunicative, più registri linguistici a seconda degli ospiti. Analisi trasmissione - Ballarò Giovanni Floris Trasmissione inaugurata da Giovanni Floris che ha dato un impronta particolare alla conduzione. Inizialmente aveva un taglio informativo - esplicativo (con inserzione iniziale della componente comica nella copertina di Crozza, che ha iniziato così poi ha realizzato “fratelli Crozza”). Il taglio della trasmissione è data dal giornalista, lui ha un tono sempre gentile, sobrio, pacato, è sempre molto cortese e ha una funzione di moderatore e funzione talvolta maieutica, una sobrietà linguistico - comunicativa. Importante l’uso della videografica, uso di sintesi, schemi grafici ecc. Inoltre il linguaggio del conduttore assume caratteri dell’informalità (dislocazioni e ridondanze; presente per il futuro; frasi sospese e cambi di progetto; indicativo al posto del congiuntivo …). Il parlato dei politici è vario (da un grande controllo formale ad un’informale che tende alla trascuratezza, linguaggio basso). Il trasmesso dei servizi è di solito un parlato- scritto. Intervista a Berlusconi – Floris, ha dei modi molti cortesi, garbati. Differenza dal punto di vista visivo, studio diverso, riprese dall’altro. Analisi puntata dell’Infedele di Gad Lerner La sigla è un pezzo di Back che da una connotazione alta, colta alla trasmissione. C’è sempre l’aspetto del salotto, dove lui presenta gli ospiti molto vari e passa da uno all’altro introducendo l’argomento che tratterà con essi. Il suo linguaggio è un parlato - scritto molto alto (in quel dì, non me n voglia, suppongo che). Utilizza alcuni termini medi o parlati per mettere a proprio agio l’ospite e al tempo stesso usa un linguaggio alto. Ripete il termine colloquiale che dice l’operaia “sgreggia” tipica dialettismo parlato.
Tv del dolore
È una categoria che comprende tutti quei programmi di servizio che a partire da episodi eclatanti e fatti di cronaca tendono alla spettacolarizzazione nel senso della retorica e della forte emotività, del dolore. Hanno una funzione pseudo informativa, cioè che spesso non si ottengono grandi informazioni nuove a partire dalla trasmissione. Si utilizza un sottofondo musicale che tende a immedesimare gli spettatori su un tono emotivo. Chi l’ha visto, Rai
- Denuncia di persone scomparsa e tentativo di ritrovamento
- Tono patetico, immedesimazione nella persona scomparsa da parte del spettatore
- Musiche che fanno presa sull’emotività Le voci della conduttrice e le altre tendono all’empatia: insistenza di aggettivi ed elativi (aggettivi di grado potenziato, agghiacciante); stereotipi del linguaggio; frasi fatte; cioè espressioni come “luce in fondo al tunnel”; che banalizzano, figure retoriche della ripetizione, (struttura ad elenco “chiediamoci perché”) elencazione, linguaggio medio, con importi del parlato. Mi manda Rai 3 Trasmissione più spostata sul giornalismo che partiva dalla segnalazione dei consumatori, che denunciava degli sprechi o truffe di aziende, società ai danni del consumatore, quindi a partire da queste segnalazioni, si costruiva la trasmissione giornalistica dove c’erano gli esperti che approfondivano la questione e poi c’erano altre persone coinvolte.
- Diritti dei consumatori e denuncia di ritardi, inadempienze, sprechi …
- Parlano il conduttore, esperti ma soprattutto le persone comuni
- Il conduttore usa un parlato caratterizzato da enfasi e retorica, con alcune trascuratezze del parlato
- I professionisti usano un linguaggio settoriale
- Il parlato delle persone è molto vario
Queste trasmissioni hanno avuto un picco che vanno a sviluppare storie di cronaca. Per es. nuove tipologie come ho sposato un alieno storie particolari, vicini criminali con titoli enfatici, sono nati vari filoni. Altri programmi dell’Infotainment Programmi di attualità e informativi di taglio leggero I fatti vostri di Giancarlo Magalli; Apprescindere di Michele Mirabella, La vita in diretta di Mara Venier Incontri - intervista di intrattenimento culturale: Che tempo che fa di Fabio Fazio; Le invasioni barbariche di Daria Bignardi Programmi satirici di contro-informazione come Striscia la notizia (Canale5), Le iene (Italia1)
La divulgazione scientifico-culturale in generale
- Informazione relativa a diversi ambiti culturali rivolta al grande pubblico
- Anche questo settore è stato contaminato con l’intrattenimento edutainment, i documentari cercano sempre di trovare delle forme accattivanti che rendono il contenuto piacevole
- Funzione didascalica illustrativa e narrativa (racconti di storie)
- Importanza di una lingua chiara ed efficace: il conduttore può avere un ruolo didascalico, di guida scientifica, affiancato da degli esperti o di intrattenimento; gli esperti svolgono una funzione veridittiva, cioè di attestare, confermare ciò che si dice e si esprimono con dei tecnicismi. Il linguaggio del conduttore è meno tecnico. Esempi:
- Storia: Correva l’anno; La storia siamo noi; La grande storia (Gianni Minoli)
- Scienze: Quark, Ulisse, Superquark (Piero e Alberto Angela)
- Arte: Passepartout; Emporio Daverio
- Geografia e Natura: Alle falde del Kilimangiaro; Nati liberi (Licia Colò, conduttore d’intrattenimento); Missione Natura; Cose dell’altro Geo; Donnavventura
- Libri: Bookstore; Babele; Per un pugno di libri
- Medicina e salute: Elisir Due stili comunicativi emblematici e modellanti Piero ed Alberto Angela
- parlato serio-semplice, corretto ben costruito in modo regolare sulla sintassi e sul lessico, però semplice che richiama la funzione didascalica.
- costante richiamo alle immagini, computer graphics e cartoni, attenzione alle riprese e alla grafica
- attualizzazione dei concetti
- a livello retorico: frequente metafora e analogia, fanno paragoni
- lessico: insistenza sulle forme elative; tecnicismi spiegati o glossati (scritto); latinismi
- sintassi: periodare di media articolazione, cioè periodi ne troppo brevi ne troppo lunghi; interrogative in funzione didascalica, cioè che spesso usano le domande che catturano l’attenzione (cosa succederà dopo la battaglia?), fenomeni di oralità come frasi scisse e dislocazioni, per mettere in evidenza alcuni aspetti. Gianni Minoli
- struttura di taglio emozionale: mix rapido di immagini parole musica, crea appeal, così da far immedesimare lo spettatore su quell’epoca.
- centralità delle immagini
- ritmo del parlato del conduttore incalzante e persuasivo
- sintassi: frasi lunghe ma chiare basate su giustapposizione (struttura simmetriche, anche con ripetizioni), paratassi, frasi nominali (paura, rabbia erano sentimenti che dominavano in questo periodo), parallelismi
- frequente ricorso a metafora, iperbole, ripetizione, elencazione.
La lingua dell’intrattenimento
- Entertainment: funzione sociale di divertire il pubblico, di evasione
- Negli ultimi 50 anni processi di ibridazione dei generi, genere che va a contaminare gli altri settori
- nella prima fase compare all’interno di altri programmi per far rilassare lo spettatore, come dei siparietti comici es. Studio Uno: Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, Franca Valeri
- dagli anni ‘70 comicità cabarettistica autonoma, trasmissioni con vari comici, es. Quelli della domenica Paolo Villaggio (Fracchia); Onda Libera esordio di Benigni
- terza fase dagli anni ‘80: Drive (Ezio Greggio) in Italia 1, Quelli della notte Rai2, Avanzi e Pippo Chennedy show (Serena Dandini) Rai3, Le iene, Zelig Circus (cabaret di Claudio Bisio), 2000 Mai dire Grande Fratello (Gialappa’s Band) Franca Valeri la signorina snob Lei inventa un personaggio tutto suo, rappresenta una donna milanese sofisticata della società alta, cerca di utilizzare delle citazioni per far vedere che è colta, ma le usa male, e poi si da un accento francese legato alla raffinatezza. Spesso fa scenette dove parla al telefono e dice che è impegnata. Lei utilizza come strumento solo il linguaggio, infatti spesso trasmetteva in radio. b) Il varietà
- Nell’epoca della paleo televisione il varietà RAI inizia con manifestazioni canore come Il festival di Sanremo o Il musichiere, misto di giochi e varietà immediato effetto linguistico, diffusione di stereotipi fraseologici, trasmissioni popolari con un grande impatto sul pubblico, l’italiano del presentatore (accento romanesco e lessico frizzante) e delle vallette, introduzione delle valete straniere con il loro accento (timido e controllato)
- Nella neotelevisione la variante del varietà è l’one man show costruito sulla figura del conduttore, come gli spettacoli di Celentano (Francamente me ne infischio, 125 milioni di 2001 e Rockpolitik 2005) e di Fiorello (Stasera pago io 2001, Il più grande spettacolo dopo il week end 2011)
- Celentano stile sostenuto a livello di contenuti, neutro sull’espressività, tra parlato della scaletta e parlato a braccio
- Fiorello fusione tra copione e improvvisazione, discorso parodistico Nelle trasmissioni della tv verità i parlanti utilizzano un italiano medio, con cadenze regionali, ben padroneggiato ma stereotipato, con qualche errore condiviso dai parlanti comuni Monologo 2014 diffusioni cellulari - Fiorello Imita vari ruoli, ha una cadenza romanesca, fa giochi di parole, utilizza molte onomatopee, cambia accento in base a chi imita. C’è sia una parte comica sui contenuti, una parte sul suo linguaggio. Comicità più immediata; ride anche lui, c’è un rapporto tra linguaggio e gestualità. c) Il contenitore
- Tipologia testuale, un palinsesto in miniatura che contiene all’interno diverse tipologie di spettacolo; informazione, intrattenimento con musica ballo, oroscopo, è importante la presenza del pubblico, che viene coinvolto. Ha una struttura che risulta dal montaggio di vari pezzi e dall’enunciazione del conduttore che riavvolge i vari sottotesti in un flusso conversazionale
- All’inizio collocato nei giorni festivi, poi esteso ai giorni feriali e fasce orarie diverse
- Linguaggio: esempio di italiano teletrasmesso, specchio e modello degli usi, coretto ma conversevole.
- È stato introdotto nel 1976 con Domenica In su Rai1 (Pippo Baudo e Mara Venier); dall’85 Buona Domenica (Maurizio Costanzo); dall’86 Uno Mattina (Magalli) Il linguaggio di Mara Venier Parlato recitato a braccio, ha un testo che studia e poi lo recita in parte improvvisando, così da sembrare più disinvolta e conversevole. Trasformazione: code switching italiano-dialetto (tratti di romanesco e affioramenti di veneziano, sua origine). All’inizio della sua carriera cerca di utilizzare una dizione libera di inflessioni dialettali secondo quello che richiedeva allora il modello riflessivo dominante, oggi ci sono più affioramenti di romanesco, di adozione e che assume una valenza modellizzante, perché viene sdoganato il dialetto, ma soprattutto perché il dialetto romanesco richiama gli ambienti degli studi televisivi di Cinecittà da dove di solito venivano girate le trasmissioni. Spesso utilizza Indicazioni non verbali, gestualità del corpo (ammiccamenti, gesti, sguardi ecc). Ha una sintassi marcata parlata con dislocazioni a destra e sinistra; per mettere in evidenza qualcosa, frasi scisse, che inizia con un costrutto e termina con un’altro e uso del condizionale da scaletta.
d) Emotaiment Altro settore che fa parte del contenitore dell’entertainment, il termine è un neologismo tipico del linguaggio televisivo che scaturisce tra la fusione tra emotion e intrateiment, comprende tutte quelle trasmissioni che vanno a concentrarsi e sono finalizzate a scavare nelle emozioni dello spettatore, affrontano tematiche drammatiche che devono fungere alla cassi di risonanza per questo scavo e si prestano anche al divertimento quindi uno scavo evasivo. Tipologie:
- talk show intimista riprende alcuni tratti da quello politico: prossimità; ospita un pubblico con cui si discute una problematica reale live, convivialità; l’aspetto del trovarsi insieme e flusso continuo, importante il rapporto tra conduttore, autori, regista e editori.
- possono essere generalisti (Maurizio Costanzo Show nato nel 1976), ibridati da altri generi (La vita in diretta, infotainment) fino a talk show che sconfinano nel reality e game show (C’è posta per te, Amici).
- su Rai2 Al posto tuo di Alba D’Eusanio a livello linguistico si simula un parlato spontaneo con forte condizionamento diafasico; tratti di subtandard; sotto della medietà grammaticale con componenti idiomatiche (modo parlato, proverbi) e regionalismi, forti immissioni di parlato sporco. e) Reality show Trasmissione che cerca di conciliare due elementi del testo televisivo: un esigenza di presa diretta sulla realtà, filtrata nelle modalità legate alla ripresa; una tv che vuole assolvere ad una funzione documentaristica, aggiornamento sul reale; e dall’altra lo spettacolo - > spettacolarizzazione della vita privata della gente comune. Rientrano in questo genere tutte quelle trasmissioni dove c’è come esito la spettacolarizzazione della vita privata di una persona comune o di una situazione comune. La caratteristica è l’effetto di una presa diretta sulla realtà di una situazione comune, ma anche una serialità giornaliera, perché questi format hanno sempre dei tempi di ripresa molto lunghi, dove i protagonisti sono ripresi per tutta la giornata, importante la cadenza giornaliera. Il modello è quello della conversazione spettacolarizzata; gli ospiti naturalmente sanno di essere ripresi e l’intento è quello di riprendere la vita comune ma ovviamente c’è una recitazione in positivo e in negativo. La prima esperienza pilota è Portobello, condotta da Tortora; simulava un mercatino con le bancarelle, c’erano dei giochi nei quali gli ospiti si dovevano confrontare, uno era far pronunciare ad un pappagallo il proprio nome. Il nome del programma deriva dal nome del pappagallo, che era diventato un elemento simbolico del programma. Questa trasmissione non è durata moltissimo, perché Tortora ha avuto una serie di vicende giudiziarie, ed è uscito di scena. Poi si diffondono la real tv o tv verità (Candid Camera o Camera Caffè; c’è una telecamera su un punto tipico di aggregazione o in cui potevano passare più persone e questa camera le riprendeva e poi venivano ritagliate le scene più divertenti, anche Paperissima nasce in questo modo, ma oggi vengono mandati dalle persone i filmati divertenti), quindi le riprese sono reali e sono fatte apposta per far ridere, invece i reality based show sono programmi organizzati in cui si simula la situazione reale, recitati (le prime forme sono i dating show, scopo: far incontrare o reincontrare due persone che dovrebbero instaurare una relazione amorosa, o ritrovare vecchi amori, amicizie, risanare i rapporti, uno dei due scrive alla trasmissione per rincontrare l’altro in diretta e raccontare la loro storia personale es. C’è posta per te). Es. Il grande fratello Il nome deriva dal romanzo inglese di Orwel 1984, scritto nel ‘48 sulla fantascienza contemporanea sul versante discopico, dove c’è una dittatura, un regime di una società futura, c’è questo grande fratello che nessuno ha mai visto, un dittatore misterioso e tutti sono spiati, l’occhio sarebbe le telecamere che riprendono le persone. Racconta la presa di coscienza e la formazione del protagonista, che ad un certo punto si rende conto; nonostante sia vissuto in questa società; della realtà e comincia a ribellarsi, scrive un diario; mettendosi in punti della propria casa coperti dalle telecamere, i punti oscuri/ciechi. Quindi il titolo della trasmissione, la telecamera fissa riprende sempre i personaggi è paragonato l’occhio del grande fratello, citazione esplicita. Nasce come reality olandese, format esportato nel mondo, uno dei primi format che si vende uguale in tutto il mondo (intorno al 2000), format nuovo anche per la caratteristica internazionalizzazione. Da una parte c’è la vita reale di questi personaggi che viene spettacolarizzata e diventa show, la fiction perché loro dovrebbero sviluppare una storia, gioco perché c’è una parte di gaming,cioè ci sono le eliminazioni e poi c’è un vincitore. Le prime edizioni hanno risposto all’esigenza in cui il pubblico entrava a far parte come protagonista, perché gli ospiti erano comuni e poi diventavano famosi. Oggi invece sono già
- Il termine deriva dal latino “fingere”. Nella lingua italiana è mutuata dalla fiction televisiva e indica i prodotti per la tv (1963).
- È un macrogenere che include varie specie di racconto come telefilm, serial, soap opera, sit com.
- Nella fiction italiana esplica a varie finalità:- funzione identitaria; significa che un gruppo sociale si riconosce in un modello veicolato dalla fiction (es. gli adolescenti tendono ad identificarsi con i valori dei personaggi di una serie, oppure nella paleotv si cercava di veicolare l’italiano come lingua nazionale); - mimetico - diegetica: essa tende a rappresentare il reale e a raccontarlo; - ludica: di evasione, divertimento.
- Con la fiction, la tv riproduce a livello domestico quel mondo che prima era coperto dallo spettacolo teatrale e cinematografico, diventa un distributore gratuito di testualità. Sulla base delle modalità di realizzazione/acquisizione dei programmi, la fiction italiana attraversa tre fasi (aspetto della produzione):
- 1950 - 75 (paleotv): produzione italiana autoctona di teleromanzi e sceneggiati tv, spesso vengono ricavati da testi letterari
- 1976 - 95: dopo che si diffonde la tv commerciale, si hanno importazioni di prodotti europei e americani, molto diverso
- Dal 1996 ad oggi: scelta strategica di politica aziendale ed editoriale ovvero di puntare e rilanciare la produzione nazionale ma anche continuare ad importare prodotti stranieri. Sotto il profilo della destinazione invece (aspetto della fonte/destinazione):
- Dal secondo Dopoguerra compito di insegnare la letteratura e la lingua nazionale: es. Promessi Sposi di Sandro Bolchi; con Il segno del comando di Daniele D’Anza introduzione della tecnica del cliffhanger
- Dal 1976 inizia l’era della telenovela e della soap opera potenziamento della funzione ludica e volontà di stilizzare il linguaggio quotidiano
- Negli ultimi 20 anni soap - operizzazione del racconto; spinta verso la dimensione orizzontale della trama, diventa sempre più lunga, la serialità ciclica e ricorsiva (es. Don Matteo serie ciclica).
L’italiano della fiction
- È una tipologia trasversale di parlato teletrasmesso
- Nell’ambito della classificazione di Nencioni, si tratta di un parlato recitato: esemplato su quello spontaneo, viene trascritto nel copione per poi essere riparlato nella recitazione
- Secondo Masini ella fiction la tv si rivela uno “specchio a due raggi”, cioè da un lato assorbe e riflette i modelli di lingua dalla realtà (funzione mimetica/riflessione), dall’altro li ripropone modelli (es. Casa di carta maschera rivolte anti statalista)
tra testi (fiction) e fruitori si crea un corto circuito imitativo; rispecchiamento ri-modellante (da un lato è modellante perché ripropone dei modelli, dall’altro è ri-modellante cioè che attinge alla realtà, la modifica) che offre allo spettatore il proprio corrispettivo simbolico come riflesso dinamico della propria identità
- L’italiano della fiction ha occultato la valenza educativa sotto l’apparenza ludica con esiti più incisivi sulla diffusione dell’italiano, più generalizzato
- Ad ogni trasmissione si associa una diversa tipologia di parlato sulla base della competenza di genere Triangolazione di Nencioni
Triangolo linguistico che ha:
- parlato scritto: è un linguaggio scritto che però ha un tono conversevole colloquiale, è corretto
- parlato parlato: è quello della conversazione, può avere delle scorrettezze ecc.
- parlato recitato: si ispira al parlato, viene trascritto in un copione e viene recitato (differenza talk show e fiction) Dalla fiction verso lo spettatore c’è una finalità di modellizzazione - > noi vediamo la fiction come modello, condiziona il linguaggio ecc. Dallo spettatore alla fiction c’è una finalità di riflessione - > riflette la realtà, per es. la fiction italiana tendono a riprodurre un parlato e a livello narrativo una situazione sociale.
La fiction all’italiana e italiana: linguaggio
- Negli anni ‘80 assorbimento passivo di testi nord (serie americane) e sud (soap) americani
- Intorno al 2000 la tv italiana si riappropria di format in armonia con la cultura sociale e televisiva del pubblico, si emana una legge in cui si decide di promuovere la produzione autoctona (Legge 122/1998)
- A livello linguistico si accentua la volontà mimetica - > il repertorio della fiction si attesta su un italiano medio di base romanesca in testi ispirati alla serialità americana
- In base alla lingua si distinguono:
- testi stilisticamente compatti orientati verso registri socio-linguistici medio/alti e verso lo standard (Incantesimo, Centovetrine, Vivere, RIS)
- testi stilisticamente variati con uno spettro di varietà socio-linguistiche dal neostandard al tecnico al regionale e al popolare (Un medico in famiglia; Distretto di polizia)
- testi ipercaratterizzati con forte escursività di registri socio-linguistici, dal colloquiale interferenze dialettali e frequenti code switching (passaggio da una lingua all’altra, traduzione) e code missing, gergale con aperture al dialetto (Un posto al sole; Il commissario Montalbano, perché ci sono alcuni protagonisti che sono legati al caso puntata, alcuni che parlano con molta marcatura dilettale, ci possono essere anche personaggi che vengono da diverse regioni). Analisi spezzone - Il commissario Montalbano Lui parla un parlato scritto spontaneo, con l’ospite parla un linguaggio medio con il collega in modo più conversevole, con una cadenza siciliana, spesso ci sono verbi alla fine, uso di modi di dire del sud, inserti dialettali. La registra e la ragazza essendo americani hanno un linguaggio dove trapassa il loro accento di provenienza. Analisi spezzone – Un medico in famiglia Utilizzo di vari linguaggi, slang in base alla categoria di personaggio che sta parlando (es. giovane linguaggio giovanile cambia in base alla categoria, nonni, badante). Adesione al reale, una famiglia con nonni, nipoti, poi c’è una ragazza alla pari che parla con un suo accento, in generale si attinge molto al parlato.
La miniserie
- Formato molto legato all’Italia
- È un microcosmo di (+) generi
- deriva dallo sceneggiato ma ha un impronta cinematografica
- Finalità di trasmettere con intenti divulgativi valori e principi etici, politici
- Tematiche: biografie esemplari (Don Milani, Olivetti), adattamenti letterari (Piccolo mondo antico; Cuore), storia antica e moderna (ispirati alle guerre mondiali); episodi di cronaca
- Linguaggio: . La guerra è finita, Rai3: stile artificioso e innaturale: parlato orientato allo standard ma privo di escursività socio-comunicativa con qualche inserto dialettale . La meglio gioventù, Rai 1 : registro sobrio e colloquiale, parlato orientato verso registri alti . Guerra e Pace, Rai1: lingua oscillante tra letterario e nimesi del parlato ottocentesco.
La fiction tradotta, il linguaggio
- Oggi le telecronache sono distribuite soprattutto sulla tv a pagamento per motivi economici.
- Importanza dello stile individuale del conduttore e condizionamento della rete (Marco Civoli Rai, Sandro Piccinini Mediaset, Fabio Caressa Sky)
- Di recente passaggio dal conduttore alle due voci (subentra un tecnico, esperto, velina)
- Importanza del rapporto tra parole e immagini cfr. deittici
- Sintassi: brevità ed incisività; immediatezza; paratassi e frasi nominali; segnali discorsivi ed esclamative
- Morfosintassi: rispetto della norma con fenomeni di oralità, espressioni parlate (es. non vedo l’ora)
- Lessico: forestierismi (derby, dribbling, pole position), tecnicismi propri (calcio di rigore), tecnicismi collaterali (marcare, perché ha un significato al di là dello sport); stile brillante e creativo: metafore ora stereotipi (inanellare,involarsi); ora raro l’impiego di letterarie (Gianni Brera); in espansione colloquialismo.
Infosportainment
- Comprende tutte quelle trasmissioni che contaminano all’aspetto dell’intrattenimento all’aspetto dell’informazione sportiva e del commento in studio
- Importanti conseguenze a livello linguistico
- Novantesimo minuto Rai, nato nel 1970 con Maurizio Barendson, parlato sobrio e controllato
- La domenica sportiva, conduzione di Tortora dal 1965 al 1969, poi Paola Ferrari: parlato medio e controllato del conduttore; varietà socio-linguistiche degli ospiti
- Il processo del lunedì di Biscardi, caratterizzazione linguistica più marcata romanesca e spostata verso il basso a livello diamesico; accentuazione della spontaneità dialogica; impostazione da talk.
L’italiano della TV per ragazzi
- Nella paleo televisione la tv per ragazzi godeva di un’oasi protetta che si prolungava fino al Carosello con fascia delineata protetta.
- Nella neotv dopo il ’75 la tv per ragazzi si è riversata nel flusso generalista contaminando consumo e produzione, diffusa in varie fasce orarie (mattina prima della scuola, pomeriggio). Lo spazio della tv dedicato per i bambini era caratterizzato da pubblicità martellanti.
- Oggi la tv satellitare estende la scelta dei programmi ma li racchiude in spazi monotematici, delle cornici con una serie di cartoni o dei player appositi
- I bambini sono sempre più attirati da programmi per adulti mentre i «grandi» mostrano di gradire i generi tipici per bambini come serial per famiglie o cartoni, c’è una contaminazione tra prodotti per adulti e quelli per bambini (Simpson Disney)
- La paleotv offriva modelli testuali ben definiti ma concepiti in astratto rispetto ai destinatari, inizialmente non c’era una vera tv per ragazzi, cioè si pensa al prodotto ma non è organizzato e fatto in funzione per i bambini, potrebbe esserlo solo per il contenuto
- La neo tv all’inizio ha collaborato con l’università per programmi formativi (Bologna per Albero Azzurro, Torino per Melevisione); oggi ha abdicato al mandato educativo e si è uniformata all’amalgama di generi compresa la pubblicità di cui i bambini sono i maggiori consumatori, tutto era pensato per i bambini
- Oggi spesso i prodotti per i bambini sono inseriti nell’ambito del flusso, ciò è avvenuto anche a livello letterario, a partire dalla fine del ‘700 inizia ad affermarsi l’idea dell’infanzia nella sua specificità e nascono i libri per bambini.
I programmi per ragazzi
- Sit com giovanili: Quelli dell’intervallo, Disney Italia poi Rai2 > linguaggio giovanile
- Programmi contenitore, con più trasmissioni Tg, intrattenimento, istruzione ecc. Albero azzurro: testualità coesa e coerente, dialogo semplice ma vivacizzato da una lingua modellata sul parlato quotidiano, Melevisione: macrostruttura scenografica del bosco incantato con tratti della lingua parlata, lessico con continue escursioni tra sottocodici dalla medicina al burocratico, Art Attack: programma di manualità avanzata con un mediatore (Mucciaccia) supportato da una statua parlante
- Quando si è cominciato a pensare alla tv come un prodotto da rivedere per ragazzi, si è pensato anche al Tg per ragazzi due tipi:
- riprendere i notiziari, ma riprendere le notizie rendendole fruibili per i bambini sia dal punto di vista del linguaggio, contenuti e fruizione.
- far lavorare i bambini su delle notizie varie da mandare in redazione, per creare un Tg fatto da giornalisti bambini. Es. Giramondo; Screensaver
- Serie animate: Winx Club; Superdog; per adulti I Simpson
Il linguaggio della tv per ragazzi
- La testualità televisiva destinata i ragazzi si presenta vicina ad un livello di lingua normativo (linguaggio standard, corretto), mantenendo l’intento didattico della paleo televisione: cfr. sistema pronominale e sistema verbale; repertorio lessicale ricchissimo e legato a quello della letteratura dell’infanzia (la correttezza è molto importante)
- L’analisi della tv per ragazzi e del suo linguaggio deve tener conto del sistema comunicativo in cui i giovanissimi sono collocati (il complesso reticolo tra tv, videogioco e web) e della realtà come quella della tv fai da te - > post-televisione: circolarità tra contenuti tematici e linguistici appresi e contenuti prodotti e riprodotti, c’è un circuito anche con la lingua dei videogiochi.
Griffagnini, Bernardelli - Che cos’è una serie televisiva, Carocci, 2017
Analisi serie televisive
Oggi la serialità ha recepito l’esigenza a distanza di narrazione che è tipica dell’uomo, cioè l’uomo in tutti i periodi, fin dalle origini, ha avuto il bisogno di raccontare e ascoltare racconti. Oggi questa funzione che nel periodo moderno è stata delegata a racconti a romanzo poi al cinema del ‘900, è affidata alla serialità. Infatti oggi c’è una produzione enorme di serie di tutti generi. Quindi quello che prima era il compito della narrazione scritta, romanzo/racconto, poi del cinema; veicolare contenuti culturali, sembra che oggi sia stato delegato alle serie. Riflessione sulla funzione della narrazione in generale La narrazione è importante sia per l’individuo; pensando al raccontare le storie ai bambini, per la formazione del singolo. È stato trovato scientificamente che il raccontare crea un legame speciale con la persona che svolge questo processo ma anche che i bambini che ascoltano storie, quando ancora non sanno leggere, diventerà un grande lettore, quindi si svilupperà a livello cognitivo, di fantasia. Ma esso è importante anche per la collettività, il racconto come pratica sociale, per cui alcune persone insieme ascoltano una storia e vivono una specie di rituale. Quindi le serie tv sono ormai diventate più importanti della letteratura e del cinema nel fornire narrazioni e veicolare contenuti culturali. Gli esseri umani sono avidi di narrazioni La narrazione è una pratica sociale in cui delle persone condividono una storia La narrazione assolve importanti funzioni culturali (sia per l’individuo che a livello sociale):
- organizzare il vissuto (mi sono accaduti una serie di eventi, quando li racconto a qualcuno li
sistemo, li metto in un certo ordine gerarchico e li seleziono, li metto in relazione, stabilisco rapporti di causa/effetto, conseguenze, importante per elaborare il vissuto);
- fornirci una concezione del tempo, ciò che è accaduto prima e ciò che è avvenuto dopo;
- elaborare il senso della fine, cioè quando si racconta qualcosa, l’evento si da per concluso, o
si da una sistemazione;
- trasmettere l’auto rappresentazione di una cultura (es. attraverso i racconti dei miti si
comprende com’è la visione del popolo) La modalità tradizionale di comunicare racconti è quella orale cfr. Grecia arcaica La serialità La serialità ha un’origine antica sin dai poemi omerici. Quella di oggi è nata in America. I caratteri di una serie o ciclo narrativo sono:
- la ricorrenza di eventi simili, si ripetono
- la similarità strutturale tra le parti, c’è una simmetria
Negli ultimi decenni la TV è diventata la principale fonte di racconti, moderna storyteller; sono molteplici le forme della narrazione televisiva; costruzione narrativa presente in tutte le aree della programmazione: intrattenimento, informazione, educazione, cultura. Essa nei paesi anglofoni indica qualunque forma di narrazione frutto della creatività di un autore, dal romanzo al film al radiodramma. Invece il termine no fiction, rappresenta un racconto di prose non documentate, hanno un intento documentario. In Italia con fiction si intende la fiction televisiva (ma in realtà prodotto cinematografico e suo passaggio in tv) Tv movie: film prodotti solo per la tv, film autonomo che può non avere seguito Il genere identificato per antonomasia con la fiction sono serie e serial La serie tv Definizione: prodotto che appartiene alla fiction, concepito per la tv e articolato in una serie di segmenti che sono chiusi e autonomi, presentano personaggi e ambientazione ricorrenti, ogni episodio ha una certa autonomia. Tra i vari tipi di serie cambia il livello di legame tra i vari episodi.
- Telefilm o serie tv: prodotto di fiction concepito per la tv articolato in segmenti di racconto chiusi o collegati, che presentano personaggi fissi invariabili, caratteri strutturali costanti ed un’ambientazione caratteristica. Sulla base della continuità o discontinuità si possono distinguere due macrocategorie:
- Serial: trama potenzialmente continua divisa e ripartita in segmenti; un prodotto articolato in segmenti (puntate) in continuità e consequenzialità. Es. Serial drama, soap opera nordamericana (Sentieri, Beautiful); real drama inglese (Coronation street), serie italiane (Un posto al sole; Centrovetrine)
- Serie: si basa sulla discontinuità e non consequenzialità tra segmenti narrativi; ogni episodio ripete la medesima struttura senza che ci sia un evoluzione o sviluppo cronologico. Nella realtà la distinzione non è così netta. Oggi le serie stando andando verso il serial, vengono chiamate serie serializzate, composte da tante stagioni che hanno meccanismi narrativi molto complessi, cattedrali narrative, cioè un architettura molto complessa tra trama verticale e quella orizzontale (es. Lost).
Le serie tv si possono classificare sulla base:
Formato della struttura
- numero di segmenti che compongono la storia da 0 a infinito
- morfologia del segmento, se sia chiuso o aperto, quindi se sia un episodio o una puntata
- struttura temporale, se si abbia evoluzione cronologica o ad un loop spazio-temporale
- della durata del segmento narrativo Tv movie (estrema sinistra, grado 0) - > classico film unico non ha linee di continuità con altri elementi Serie antologica: serie di film autonomi, serie e personaggi diversi tenuti insieme dal genere narrativo o da un presentatore, hanno una cornice che racchiude un caso classico: la prima “Alfred Hitchcock presenta”, serie di film storici introdotti da una copertina/cornice dove H. presentava il film, genere thriller alcuni erano realizzati da altri registri; “Ai confini della realtà” ambito fantascienza, contemporaneo “Black Mirror” Oggi, serie antologica stagionale - > in una stagione la serie può usare gli stessi personaggi poi essi possono ricomparire nella stagione successiva, formato più moderno Serie classica/a episodi: ogni episodio è autosufficiente dal punto di vista narrativo e cronologico e non esiste progresso temporale; luoghi, situazioni e personaggi si ripetono ciclicamente, si possono vedere in autonomia, la parte della storia orizzontale è quasi inesistente; invece la storia verticale si sviluppa, caso puntata: La signora in giallo, Perry Mason, Colombo Serie a narrativa cumulativa: serie con episodi dello stesso genere di per sé conclusi ma in cui gli autori lasciano tracce, particolari di legami e riferimenti ad altri episodi: Magnum PI, CSI Crime Scene
(es. un personaggio in una puntata si rompe il braccio, in quella dopo ha il gesso). Quindi queste piccole tracce creano un evoluzione nella macro storia o orizontal plot che sono rivolte allo spettatore fidelizzato, però non precludono la comprensione di tutti gli spettatori Serie serializzata (oggi): ogni episodio contiene due storie, 1. caso puntata, 2. evoluzione in orizzontale della storia; una linea narrativa che si conclude nel singolo episodio (Anthology/vertical plot, caso puntata) ed un’altra che determina continuità nell’ambito di più episodi o della stagione (running/orizontal plot); a volte multistrand, cioè non un caso puntata, ma più di una, quindi un intreccio di più trame sia verticale che orizzontale, altro aspetto è che si inizia ad articolare in stagioni di varie puntate – cattedrali narrative, perché ci sono molte stagioni con diverse puntate che riescono a tenere molto bene la trama verticale (casa di carta, con un caso che si sviluppa fino alla fine, con una buona tenuta narrativa, spesso il cliffhanger è spostato a fine stagione, no fine episodio perché rilasciati tutti insieme/birdwatching): Hill Strett giorno e notte; E.R. Medici in prima linea; RIS Delitti imperfetti. Es. Grey's anatomy in ogni puntata c’è il caso puntata, con 2/3 casi medici da risolvere, però la macrostoria è una serie con gli stessi personaggi, ambientazione, però c’è anche un orizontal plot dato dall’intreccio delle storie dei personaggi che evolvono, che deve essere compresa. Essa sta spingendo sempre più nella direzione della orizzontalità, è quasi un film. Serie all’italiana: appartiene alla categoria precedente, composta da un numero limitato di puntate a stagioni da 4 a 8 durata 90 minuti, è presente una figura forte di un protagonista, c'è una linea di continuità orizzontale tra le puntate, i casi episodici sono legati alla sfera professionale o l'ambiente di lavoro in cui si svolge l'azione, es. Maresciallo Rocca; Provaci ancora Prof. Serial chiuso, storia sviluppata in orizzontale con trama sfilacciata, è molto lunga ma ha un termine (telenovela sudamericana) Serial aperto, sviluppo in orizzontale che potrebbe proseguire all’infinito; non c’è una conclusione, se terminano è perché non sono più disponibili gli attori o per motivi produttivi, il caso puntata quasi non c’è, molto frammentata. Esso è nato in questo format, come equivoco, ma se si guardano tutte le serie insieme non avrebbe senso sarebbe assurdo, perché si basa su un taglio di frammenti con piccoli colpi di scena. Le puntate vanno in onda ogni giorno da 30 minuti circa, hanno lo stacco della pubblicità (soap opera Nord americana es. Beautiful, Centrovetrine) Nell’ultimo decennio: affermazione di forme ibride sotto molteplici aspetti: nella tv perché si può vedere su vari dispositivi, nelle trasmissioni tv dove è difficile capire a quale genere appartengono e nelle fiction e serie. Alcune serie portano all’estreme conseguenze gli aspetti seriali. Caratteri:
- l’episodio diventa secondario o accessorio e prevale la trama orizzontale, maggiore spostamento verso il serial
- tecnica del cliffhanger
- tecnica del multistrand anche nella stessa puntata, quindi in ogni puntata ci sono più trame del caso puntata e più trame dell’orizontal plot Rispetto alla telenovela e soap si distinguono per:
- la struttura del myth arch, caso di trama che si sviluppa su tutta una stagione, c’è sempre una trama verticale e orizzontale, però in una stagione si sviluppa un elemento
- il numero delle puntate 22- 24 Es. Desperate Housewifes, Breaking bad, Lost I precursori sono i serial degli anni ‘80 es. Dallas, Dynasty, Falcon Crest Es. Desperate Housewifes È una delle prime serie serializzate che esce, sviluppa la storia della vita di 4 casalinghe dell’immaginario quartiere residenziale di Westeria Lane, prototipo del sogno americano. Episodio importante della trama orizzontale nella prima stagione è il suicidio di Mary Alice, che ha il ruolo di voce narrante (narratore inattendibile: storia raccontata da un personaggio in prima persona che è equidistante e bisogna capire se la storia è attendibile o no, quindi se i fatti sono andati veramente come dice). Struttura del multistrand: più linee narrative che si sviluppano in ogni episodio e in modo interepisodico: vicende delle 4 casalinghe, mystery di arco stagionale (motivazione del suicidio di Mary Alice), vicende dei personaggi collaterali.
Tono discorsivo