Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Analisi di un Sistema Linguistico: Livelli e Strumenti - Prof. Ballerini, Sbobinature di Linguistica

Una introduzione alla struttura di una lingua e ai livelli di analisi, compresi il fonetico, fonologico, morfologico, lessicologico, sintattico e semantico. Vengono inoltre presentati strumenti utili per lo studio di una lingua, come testi e giudizi dei parlanti. Anche l'importanza della lingua per la conoscenza della mente e l'esistenza di diversi tipi di linguaggio.

Tipologia: Sbobinature

2022/2023

Caricato il 24/01/2024

midori-casini
midori-casini 🇮🇹

1 documento

1 / 109

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE!
Alla fine del ‘900 lo studioso Ferdinand de Saussure (?)!
Dopo la sua morte venne pubblicato “Cours linguistique generale” dagli alunni presenti ai corsi
di Ferdinand. Qui tratta di semiologia (che oggi è detta semiotica= scienza che studia i segni)!
Le slide verranno caricate alla fine del corso!
(L’unico concetto che non si riesce a definire scientificamente é la PAROLA).!
Esame scritto a domande aperte e domande chiuse di 45 minuti!
LINGUISTICA
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE, PARTE GENERALE
La linguistica nasce nel’800 e si rifà a scienze dure/ esatte (come la botanica). !
DEFINIZIONE:!
La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio umano. !
STUDIO SCIENTIFICO: !
Per studio scientifico ci riferiamo al tipo di metodologia e di analisi dei problemi che caratterizza
qualunque scienza.!
Le caratteristiche di questa metodologia sono:!
La formulazione di ipotesi generali!
La formulazione di tali ipotesi in modo chiaro e controllabile!
Significa che la linguistica si occupa quindi di formulare ipotesi generali sulla struttura del
linguaggio e deve essere fatto utilizzando una terminologia tecnica definita in modo preciso
e le osservazioni svolte su determinati fenomeni devono poter essere ripetibili.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49
pf4a
pf4b
pf4c
pf4d
pf4e
pf4f
pf50
pf51
pf52
pf53
pf54
pf55
pf56
pf57
pf58
pf59
pf5a
pf5b
pf5c
pf5d
pf5e
pf5f
pf60
pf61
pf62
pf63
pf64

Anteprima parziale del testo

Scarica Analisi di un Sistema Linguistico: Livelli e Strumenti - Prof. Ballerini e più Sbobinature in PDF di Linguistica solo su Docsity!

LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

• Alla fine del ‘900 lo studioso Ferdinand de Saussure (?)

• Dopo la sua morte venne pubblicato “Cours linguistique generale” dagli alunni presenti ai corsi

di Ferdinand. Qui tratta di semiologia (che oggi è detta semiotica= scienza che studia i segni)

• Le slide verranno caricate alla fine del corso

• (L’unico concetto che non si riesce a definire scientificamente é la PAROLA).

• Esame scritto a domande aperte e domande chiuse di 45 minuti

LINGUISTICA

LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE, PARTE GENERALE

La linguistica nasce nel’800 e si rifà a scienze dure/ esatte (come la botanica). DEFINIZIONE : La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio umano. STUDIO SCIENTIFICO: Per studio scientifico ci riferiamo al tipo di metodologia e di analisi dei problemi che caratterizza qualunque scienza. Le caratteristiche di questa metodologia sono:

• La formulazione di ipotesi generali

• La formulazione di tali ipotesi in modo chiaro e controllabile

Significa che la linguistica si occupa quindi di formulare ipotesi generali sulla struttura del linguaggio e deve essere fatto utilizzando una terminologia tecnica definita in modo preciso e le osservazioni svolte su determinati fenomeni devono poter essere ripetibili.

( Sarà necessario imparare i linguaggi tecnici che Inoltre la linguistica é:

• una^ disciplina descrittiva^ e NON normativa cioè che il suo scopo é spiegare il comportamento

linguistico degli esseri umani e investigare sui meccanismi ma NON è quello di imporre norme al parlante (Di ciò se ne occupa la grammatica normativa).

• empirica^ perché c’é l’oggettività di osservazione di fatti e dati.

[ Cardona (famoso linguista) definisce gli errori come: “Gli errori sono deviazioni della norma, ma rientrano nelle possibilità d’offerte del sistema linguistico”. Quindi comprende che:

  • nessun parlante può commettere errori (a meno che non si tratti dell’apprendimento di una lingua seconda) e considerando l’errore ortografico, Un nativo parlante utilizza una competenza inconsapevole (linguaggio storico-naturale) a differenza col linguista.
  • ogni produzione linguistica si colloca nel quadro della variazione previsto dalla lingua, Se la > parte dei parlanti iniziasse ad utilizzare quell’errore esso nel futuro diventerà la norma.
  • gli errori sono deviazioni dalla norma, ma rientrano nelle possibilità offerte dal sistema linguistico. LIVELLI DI ANALISI DI UN SISTEMA LINGUISTICO

• FONETICO E FONOLOGICO= suoni delle lingue

• MORFOLOGICO= struttura interna delle parole

• LESSICOLOGIA= struttura del lessico

• SINTASSI= combinazione delle parole

• SEMANTICA= significato delle parole

• PRAGMATICA= uso delle parole, atti comunicativi

STRUMENTI X LO STUDIO DI 1 LINGUA

Sono i prodotti della lingua:

• Testi (sia orali che scritti)

• Giudizi dei parlanti sui testi

Inoltre il funzionamento della lingua getta luce sulla conoscenza della MENTE perché la lingua viene prodotta da essa, per questo l’uomo ne é sempre stato affascinato. Non si può avere un’idea, un concetto se non abbiamo una parola perché non possiamo né recepirle né comunicarle. LINGUAGGIO UMANO:

• Cartesio affermò nel suo discorso sul metodo che NON esistono persone incapaci di formare

frasi per esprimere il loro pensiero

METALINGUAGGIO

serve per descrivere le lingue e il linguaggio costituiscono

  1. Doppia articolazione di 2º livello con divisione in fonemi: [g] [a] [t] [t] [o]= [1º fonema] [2º] [3º] [4º] É come se fosse una subdivisione di morfemi.

• Ha la^ ricorsività , cioè la capacità di ripetere

all’infinito un processo su una stessa struttura e di creare continuamente nuove parole. Esempio

- aggiunta di 1 suffisso (oper-are, oper-azione,

oper-azionale

- Nome+ aggettivo (un bambino bravo, un

bambino bravo e gentile)

- “Ho fame”, “sto dicendo che ho fame”, “sai che

sto dicendo che ho fame”.

• Ha la caratteristica della^ competenza , cioè il

senso intuitivo di grammaticalità del parlante nativo di una determinata lingua. Le frasi/ relazioni non sono determinate dalla semplice successione delle parole ma sono dipendenti dalla struttura. (Es. 6 e 7 nel libro pag. 22) (“agrammaticale” non significa “scorretto” bensì “mal formato per il parlante nativo di una determinata lingua”). In questa caratteristica ritroviamo il rapporto che c’é tra linearità e discretezza perché gli elementi sono discreti e il loro ordine lineare distintivo crea concetti diversi. Il nostro linguaggio contiene una linea e una struttura MA ne é + rilevante la struttura (dipendenza dalla struttura, non è rilevante l’ordine ma le relazioni strutturali).

• Ha la^ produttività , capacità di creare messaggi

compresi quelli che non abbiamo mai udito o prodotto prima. Quindi noi possiamo creare, inventare col linguaggio.

• Ha il^ distanziamento , cioè possiamo distaccarci

dal presente, parlando del passato e del futuro e poter rimandare anche al mondo dell’impossibile.

• Ha^ linearità , nel linguaggio c’é una successione

nel tempo (x linguaggio parlato) e nello spazio (x linguaggio scritto).

Inoltre il termine linguaggio non va confuso col termine “lingua”: LINGUAGGIO/ LINGUA CARATTERISTICHE DELLO STUDIO DELLA LINGUA Lo studio della lingua se ne occupa la tipologia linguistica.

• DIACRONIA E SINCRONIA,

un fenomeno linguistico può essere indagato attraverso un’analisi: diacronica (osservando l’evoluzione storica) o sincronica (osservando il momento storico, la differenziazione delle lingue nello spazio)

• SISTEMA ASTRATTO E REALIZZAZIONE CONCRETA

• Le lingue sono 1 concretizzazione del

linguaggio ( forma specifica del linguaggio assume nelle varie comunità).

• La lingua NON viene trasmessa per via

ereditaria (un bimbo apprende il linguaggio NON la lingua) quindi si eredita culturalmente, ha carattere arbitrario (il nesso tra una realtà e l’espressione linguistica che serve ad indicarla non è di tipo naturale ma culturale). Es: italiano= il lupo, in rumerò= lup-ul, in danese= uluv-en.

• Ruggero Bacone^ scrisse “la grammatica è

unica ed identica nella sostanza, anche se varia accidentalmente” ciò significa che le lingue sono differenti, ma entro limiti ben definiti, ossia quelli del linguaggio e della capacità umana specifica. Le diversità delle lingue si divide in: orizzontale (nello spazio, esempio Pisa-Firenze), verticale (nel tempo). Inoltre una caratteristica che distingue le varie le lingue del mondo è l’ordine delle parole (in italiano, l’ordine + comune é quello Soggetto-Verbo-Oggetto (SVO), mentre in arabo é Verbo-Soggetto-Oggetto (VSO).

• Mentre elementi comuni a tutte le lingue (cioè

gli universali linguistici ) sono: la ricorsività e la dipendenza dalla struttura.

• Capacità^ degli esseri umani di saper

sviluppare 1 sistema di comunicazione.

• Si^ eredita biologicamente^ (esempio un’ape

NON abbaierà ma erediterà biologicamente il loro linguaggio).

- Tutte le lingue che hanno forma scritta sono state anche parlate, la forma scritta si é sviluppata

molto più tardi rispetto al parlato

• ASSE SINTAGMATICO/ ASSE PARADIGMATICO

- asse sintagmatico (parole)= é la frase così come io la enuncio in maniera lineare (“il postino é in

ritardo”)

- asse paradigmatico (langue)= è la relazione nata mentalmente dall’assenza di tutte le parole

che io NON ho usato. Avviene quando prendo elementi dalla memoria selezionandoli da unità affini ma con significato diverso (es. postino, camino ecc.) oppure da unità = ma con significato diverso (rosa il colore, rosa il fiore) e li sistemo su un asse paradigmatico. [LINGUA E DIALETTI Si pensi alla situazione linguistica italiana, esistono 3 livelli di lingua:

  1. Italiano standard (lingua ufficiale)
  2. Italiano regionale (varietá di italiano parlata in un’area corrispondente approssimativamente ad una delle 3 principali aree geografiche dell’Italia: Nord, centro, sud)
  3. Dialetto locale (infatti in uno stesso luogo possono coesistere diversi registri linguistici-code switching) PREGIUDIZI LINGUISTICI Le lingue sono spesso oggetto di pregiudizi, come:

• L’idea dell’esistenza di lingue primitive con sistemi poco sviluppati da cui si sono poi evolute

lingue complesse come le conosciamo oggi. (Il parallelismo societá primitive/ lingue primitive non ha fondamenta scientifiche)

• Esistenza di lingue logiche e illogiche (possiamo smentirla poiché tutte le lingue hanno una loro

logica interna poiché tutte sono prodotto della mente umana)

• Distinzione lingua/ dialetto, lingua come sistema più evoluto dei dialetti. (Ogni dialetto ha

sistemi complessi esattamente come quelli di una lingua e d’altra parte, come nel caso dell’italiano, spesso le lingue nazionali nascono da dialetti [Manzoni]).

• Giudizio estetico cui certe lingue sono più belle di altre (non abbiamo parametri per poter

definire una lingua bella)

• Esistenza di lingue facili e difficili (dipende dal punto di vista poiché per un italiano risulterà più

semlice imparare una lingua romanza non molto distante, come lo spagnolo, rispetto a una lingua germanica quindi appartenente ad un’altra famiglia linguistica, tedesco. Ma é presumibile che per un cinese sia lo spagnolo che il tedesco possono risultare entrambe difficili allo stesso modo).] SEMIOTICA/ SEMIOLOGIA Saussure usa il termine semiologia per indicare la scienza ha il compito di studiare i segni in generale, nella quale rientra anche la lingua che è un sistema di segni (oggi si preferisce usare il termine semiotica). COS’É UN SEGNO? Può avere plurisignificati:

• Una traccia lasciata sulla superficie (cicatrice)

• Fatto che permette di prevedere un evento (le nuvole sono segno che pioverà)

• Simbolo di un’operazione matematica (+, -)

• Gesto compiuto per comunicare qualcosa senza parlare (segno di saluto)

Dal punto di vista semiotico le lingue sono codici che servono a comunicare, va da un mittente che emette un messaggio a un ricevente che lo riceve.

• In semiotica il segno é^ qualcosa^ ( significante= é qualcosa di percepibile)^ che sta per^ (al posto

di) qualcos’altro (deve essere ricostruito a partire da qualcosa).

• Saussure definisce il segno come “ L’insieme che risulta dall’associazione tra un

significante / espressione (la forma esterna/ é sempre concreto ) e il significato /contenuto (é

sempre astratto/ immagine mentale generale che contiene tutti i referenti)”, il referente può essere concreto o astratto. nella realtà hai singoli “cani” con caratteristiche diverse. Il significante suggerisce a un significato che rimanda a un oggetto (referente?) della realtà che può essere concreto o astratto (es. chimera, la pace ecc.) Il “cane” (significante) é un’idea astratta che nella realtà s’incarna in un’immagine mentale generale che contiene tutti i referenti, cani con caratteristiche differenti. (pit bull, golden retriever ecc.) Esempi La traccia di uno pneumatico sulla neve NON é un segno linguistico perché non é un qualcosa che rimanda a un qualcos’altro. La moto che passa sulla neve NON vuole lasciare la traccia affinché qualcuno la interpreti, succede. Diventa un segno solo dal momento in cui un interprete decide di leggere quella traccia come un segno cioè si domanda “ma da chi sarà stata fatta quella traccia?”, crea un RINVIO che non é stato immediato perché inizialmente ho fatto un ragionamento dall’effetto alla causa. Il segno dell’okay con la mano é un segno perché a differenza con la traccia di pneumatico, esso viene fatto volontariamente per arrivare a un destinatario che lo dovrà interpretare. É un significato codificato culturalmente quindi il rinvio é immediato. 3 TIPI DI SEGNO :

• INDICI

Esempio = fumo che si alza in cielo/ traccia dello pneumatico sulla neve Un segno in cui espressione e contenuto sono legati da un rapporto di causa-effetto. (Il rinvio di tipo naturale, rapporto causa-effetto). É prodotto in modo involontario cioè non é stato fatto affinché qualcuno lo interpreti. Possono essere interpretati da tutti.

• ICONE

Esempio= carte geografiche, pittogrammi Un segno che ha un rinvio di tipo analogico , cioè per effetto/ somiglianza. É interculturale può essere interpretato indipendentemente dalla cultura. Un segno prodotto volontariamente affinché qualcuno lo interpreti. (La donnina stilizzata imita il significato/ contenuto che rimanda a differenti

l’insieme di un concetto e un’ immagine acustica (oltre che a un significato e un significante). Esempio Più persone possono pronunciare un’identica parola in maniera differente in base all’intensità e altre variabilità. Nonostante ciò io posso affermare che tutti hanno pronunciato la stessa parola perché io riconosco la traccia acustica, che associo ancor prima del concetto. TRIANGOLO SEMIOTICO: Idealizzato da 2 studiosi, Ogden (linguista inglese) e Richards (critico letterario inglese)

Il segno ha varie proprietà tra cui: PROPRIETÀ DEL SEGNO:

• ARBITRARIETÀ

Saussure definisce il segno come arbitrario nel senso che non esiste alcuna legge di natura che imponga di associare al significante [libro] il significato ‘libro’. Non c’é una correlazione di tipo naturale tra scegliere di utilizzare “book” o “libro” MA c’é una correlazione di tipo convenzionale , frutto di un accordo fatto tra la comunità, tutti si devono attenere a quella corrispondenza altrimenti non c’é comunicazione. La correlazione può modificarsi nel tempo Esempio. In passato si utilizzava “io faceva, io pensava” (Manzoni utilizzò questa forma). Il linguista danese Louis Hjemslev (iemslov) divise l’arbitrarietà in:

• VERTICALE = non esiste un legame naturale tra un oggetto del mondo il segno che lo designa,

ne è prova il fatto che le lingue designano lo stesso referente con parole diverse, italiano= cavallo, inglese= Horse.

• ORIZZONTALE = il rapporto tra significanti e significati di una lingua non puó essere trasferito

in modo equivalente ad un’altra lingua. (esempio il concetto “wood” in inglese non può essere trasferito con 1 unico concetto anche in italiano che utilizza diversi concetti che sono “legno, legna, bosco”). ¡ ECCEZIONE all’arbitrarietà del segno:

  • Le parole onomatopeiche (Miao, bau, uff, ciuf ciuf) hanno significato e significante che si assomigliano, anche se in realtà c’é un’arbitrarietà (Ron Ron= ronorneggiare)! Poi vi sono PAROLE TOT ARBITRARIE E PARZIALMENTE ARBITRARIE (legati tra loro): Esempio Tot arbitrario= sono immotivati nel legame tra espressione e contenuto, come: Benzina, lingua, giornale. Parzialmente arbitrarie= benzinaio, linguista, giornalista.

• DISTINTIVITÀ , il segno notte si distingue dal segno botte.

• LINEARITÀ , il segno si estende nel tempo (se è orale) o nello spazio (se è scritto).

COMUNICAZIONE

realtà esterna= referente (Oggetto concreto in quanto tale) Significato (felino, dimesticò ecc.) Faccia astratta Significante (gatto) Faccia fisica segno

• Canale (l’aria ma potrebbe essere anche un supporto grafico-visivo, supporto materiale che

permette la comunicazione) Introduce fattori nuovi:

• Contesto/ referente (lo utilizza in modo diverso da quello che utilizziamo noi, é quello di cui il

messaggio parla, secondo Jakobson il messaggio si deve riferire ad un contesto, E ciò cui l’atto linguistico rimanda, la realtà extra linguistica).

• Codice (lingua italiana)

Il mittente può mettere in comunicazione il suo pensiero attraverso il codice e il suo contesto. Capisce che gli uomini sono anche creatori di codici (informatici, alfabeto Morse etc.) Secondo Jakobson l’unico problema è se il mittente e il destinatario non hanno il codice condiviso. A volte invece l’informazione data, se lasciata una parte sottintesa, può essere fraintesa. Inoltre attribuisce ad ogni fattore una funzione in maniera gerarchica: Mittente invia il messaggio ( emotiva / espressiva= descrive lo stato d’animo) Destinatario riceve il messaggio ( conativa = effetti suscitati) Contesto ciò a cui il messaggio si riferisce ( referenziale ) Canale o contatto un canale tra mittente e destinatario ( fática = quando mi assicuro che sia aperto il canale comunicativo “mi senti? Mi ascolti?”) Codice condiviso tra mittente e destinatario ( metalinguistica = il mittente verifica se il codice é il medesimo del destinatario) Messaggio (funzione poetica = é incentrata sulla forma del messaggio, si fa attenzione all’aspetto fonico e sintattico del messaggio e riguarda il linguaggio pubblicitario [esempio “vi voliamo bene”- Alitalia] e politico con slogan ma tipico anche della poesia)

LE LINGUE DEL MONDO 🌎 👅

QUANTE SONO LE LINGUE NEL MONDO?

Le lingue del mondo sono circa sulle 7000. É difficile stabilire quanti parlanti abbia ciascuna lingua, un’organizzazione dedita allo studio delle lingue del mondo, la Linguasphere, ha proposto un indice di classificazione che conta 10 ordini di grandezza, che vanno da 9 (lingue contano più di 1 miliardo di parlanti) fino a 0 (lingue estinte, o morte, ossia quelli che non hanno più parlanti):

• Alcune + di 1 miliardo (es. inglese, cinese mandarino-putonghuà)

• Altre poche centinaia (es. lingue degli aborigeni australiani)

• Altre nessuno (es. le lingue morte)

Il numero dei parlanti include:

- quelli che parlano la lingua come seconda lingua

- numero dei cittadini di una determinata nazione.

LINGUE E DIALETTO

Se si contano anche dialetti le lingue sono più di 7000 i dialetti sono considerati lingue, la differenza fra lingua e dialetto è di carattere socio politico, non linguistico. É difficile stabilire la differenza tra lingua e dialetto, infatti per esempio il serbo-croato fino al 1991 era la lingua ufficiale della Jugoslavia ma dopo la dissoluzione della Jugoslavia le repubbliche di Serbia, Croazia e Bosnia-Erzegovina hanno adottato lingue nazionali il serbo, il croato e il bosniaco (che sono molto simili tra loro anche se 1 ha area di scrittura Latina, l’altra utilizza il cirillico). Un esempio inverso é il caso dell’inglese britannico e quello americano che sono molto differenti sotto molti punti di vista (ortografiche, di pronuncia) ma che nonostante ciò vengono considerate come 2 varietà di 1 unico sistema linguistico. CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE LINGUE:

• Criterio^ non linguistico = in base al^ numero di parlanti^ e alla^ distribuzione geografica

• Criterio^ linguistico^ (basato sulle proprietà grammaticali)=^ genealogico ,^ tipologico ,^ areale

CRITERIO NON LINGUISTICO

1. CRITERIO DEL NUMERO DI PARLANTI

Un’organizzazione dedita allo studio delle lingue del mondo (1983), la Linguasphere, ha proposto un indice di classificazione che conta 10 ordini di grandezza, che vanno da 9 (lingue contano più di 1 miliardo di parlanti) fino a 0 (lingue estinte, o morte, ossia quelli che non hanno più parlanti). Si è stabilito che il cinese mandarino e l’inglese sono le più parlate. (La distribuzione del cinese è compatta e omogenea nella zona della Cina e zone limitrofe a differenza dell’inglese che é sparso in varie aree come le ex colonie britanniche e altri.)

Di 7000 lingue 3000 si stanno per estinguere, la maggior parte sono le lingue indigene dell’Africa, America meridionale e settentrionale e Australia. (L’UNESCO ha prodotto un atlante linguistico delle lingue in pericolo dove vengono classificate le lingue da tutelare per non farle estinguere) QUAL É IL MOTIVO PER CUI UNA LINGUA SI ESTINGUE?

• Promozione sociale

• Trasmissione intergenerazionale^ della lingua

• Numero assoluto dei parlanti

• Parlanti in proporzione alla popolazione totale

• Tipologia di numero e ambiti di uso

• Risposta ai nuovi ambiti e media

• Materiali per^ l’insegnamento^ della lingua

• Politica e^ atteggiamenti linguistici a livello governativo e istituzionale, inclusi status e uso

ufficiale

• Facilità linguistica^ (a volte si viene a creare una situazione di diglossía e cioè quando con gli

estranei parleremo italiano mentre con una cerchia ristretta si parlerà il dialetto) POLITICA LINGUISTICA IN ITALIA: La Costituzione ha 2 articoli con riferimento alla lingua:

• Art. 3 fa riferimento al riconoscimento delle pari dignità linguistiche

• Art.6 fa riferimento alla non discriminazione sulla base della lingua parlata

• Successivamente questo tema verrà meglio definito da una legge apposita (482/1999) qui

sancisce che l’italiano é la lingua ufficiale della Repubblica, nell’art. 12 vengono riconosciute e tutelate le minoranze linguistiche. POLITICA LINGUISTICA IN EUROPA: Esiste una carta Europea delle lingue regionali o minoritarie, entrata in vigore nel 1998 Ma non tutti i firmatari hanno poi creato delle leggi nazionali. (L’italiano é una lingua regionale o minoritaria in: Bosnia Erzegovina, Croazia, Romania, Slovenia, Svizzera)

La creazione di stati nazionali (imperi) in Europa in epoca precoce ha fatto si che ci fosse un’omologazione linguistica non presente altrove. Inoltre Asia ha il maggior numero di lingue indigene, Asia e Africa insieme contengono quasi il 2/ di tutte le lingue del mondo. CRITERIO LINGUISTICO Come abbiamo già detto tutte le lingue del mondo condividono certe caratteristiche, cioè abbiamo chiamato universali linguistici. Da un punto di vista linguistico, esistono tre modalità possibili di classificazione: genealogica, tipologica e areale.

  1. GENEALOGICA , si dice che due lingue fanno parte dello stesso raggruppamento genealogico se derivano da una stessa lingua originaria (o lingua madre, da non confondersi con madrelingua, che la lingua che ognuno di noi ha acquisito per prima nella sua infanzia). Lingue genealogicamente apparentate sono le lingue romanze , o neolatine (italiano, francese, spagnolo, portoghese, romeno e altro ancora) esse sono tutte derivate da un’unica lingua madre, il latino e a loro volta fanno parte di un’unità genealogica più grande, quella delle lingue indo europee che costituiscono una famiglia linguistica. La famiglia linguistica si divide in gruppi (o classi) Che a loro volta si articolano in sottogruppi , o rami. Esempio: Dal punto di vista genealogico l’italiano e l’inglese sono raggruppati insieme, mentre il cinese no.
  2. TIPOLOGICA , una lingua può essere tipologicamente correlata ad un’altra per quanto riguarda determinate caratteristiche, e tipologicamente correlata a una terza per quanto riguarda altre caratteristiche. Infine, l’affinità tipologica non esclude la parentela genealogica. 3. AREALE, quando le lingue sono parlate in una stessa area geografica. Si dice che le lingue in questione formano una lega linguistica. Cinese e giapponese non sono genealogicamente parenti, cioè non derivano da una stessa lingua madre, ma i contatti che nei secoli hanno avuto corso tra la cultura cinese e la cultura giapponese hanno fatto sì che le due lingue, che,

oltretutto, sono anche assai diverse dal punto di vista tipologico, abbiano sviluppato alcune caratteristiche comuni. FONETICA (cap. 4) (suoni che noi usiamo per parlare) Disciplina che studia la produzione dei suoni. INTRODUZIONE: Uno degli aspetti più evidenti del linguaggio umano è la produzione di suoni. [Di tutti i suoni che un essere umano in grado di produrre solo una piccola parte sono i suoni che fanno parte di una lingua (ad esempio il suono emesso per spegnere 1 cd non è un suono della lingua italiana, con esso non si formano delle parole). ] Ogni lingua ha:

- il suo inventario dei fonemi (suoni che funzionano linguisticamente)

- regole di combinazione dei fonemi

- regole fonologiche.

Fanno parte della fonologia anche: l’accento, l’intonazione e i toni. APPARATO FONATORIO E FONAZIONE: