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Sintassi: Analisi di Sintagmi e Funzioni Sintattiche, Appunti di Linguistica

Una introduzione alla sintassi, una branca della linguistica che si occupa dell'analisi della struttura di frasi e delle relazioni tra le parole. il concetto di frase, sintagma, analisi dei costituenti immediati e criteri per riconoscere sintagmi. Viene inoltre discusso il ruolo dei costituenti immediati, l'identificazione di sintagmi e la distinzione tra argomenti e aggiunti. Il documento conclude con una discussione sul ruolo dei modi e delle valenze associati ai verbi.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 11/10/2021

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- SINTASSI livello di analisi che riguarda la frase; il suo oggetto di studio è come si combinano le
parole e la loro organizzazione in frasi.
- FRASE unità di misura/minima della sintassi e fondamentalmente è l’unità linguistica che funziona
come unità comunicativa: costituisce un messaggio nel discorso; identificata dal contenere una
predicazione.
- PREDICAZIONE assegnazione di una variabile ad un’altra variabile o messa in relazione di più
variabili.
- FRASI NOMINALI generalmente la predicazione è adata al verbo/verbo = predicato (ogni verbo
autonomo solitamente coincide con una frase), tuttavia ci sono contesti in cui non c’è presenza di alcun
verbo (p.e. “buona questa torta”).
- Le parole si combinano secondo apporti strutturali complessi, motivo per cui sorgono problemi
nell’individuazione di frasi all’interno di discorsi o testi: con “frase” infatti si identificano anche
costrutti dall’estensione più ampia nonché PROPOSIZIONI (fa legare tra loro vari elementi creando
una composizione più complessa).
- ANALISI DEI COSTITUENTI IMMEDIATI principio impiegato nell’analisi delle frasi basato
sulla scomposizione in modo da identificare concatenazioni e dipendenze tra i vari elementi: individua
diversi sotto-livelli mediante dei tagli ai quali è poi possibili applicare la prova di commutazione (data
una frase il primo taglio si eettua paragonandola a una più semplice dalla medesima struttura
individuando p.e. similitudini); si arriva fino alle parole, termini minimi di pertinenza della sintassi
(“mio cugino ha comprato una macchina nuova” confrontata con “il gatto mangia” = rappr. ad albero).
- SINTAGMA è la minima combinazione di parole che funzioni come unità della struttura frasale (più
importante dei sotto-livelli per quanto riguarda il funzionamento della sintassi); i sintagmi sono
costituiti attorno a una TESTA che rappresenta il minimo elemento che da solo può rappresentare un
sintagma (se si elimina l’elemento testo il gruppo di parole per natura no è più un sintagma) e tutte le
categorie lessicali di parole piene posso essere teste di sintagmi:
SINTAGMA NOMINALE (SN) è quindi sviluppato attorno a un nome o a un pronome (che
da soli possono già costituire un sintagma in quanto teste e parole piene), al quale/ai quali si
possono aggiungere ulteriori elementi facoltativi - quali aggettivi (che possono comparire sia in
posizione pre che post nominale in maniera ricorsiva) - .
SINTAGMA AGGETTIVALE (SA)testa aggettivo.
SINTAGMA VERBALE (SV) testa verbo.
SINTAGMA PREPOSIZIONALE (SPREP) precede o regge un sintagma nominale e la
preposizione però non condivide la proprietà di risultare da sola un sintagma preposizionale
(come accede invece col nome p.e.); non è infatti una parola piena.
SINTAGMI AVVERBIALI (SAVV) hanno per testa un avverbio.
SINTAGMA DELLA FLESSIONE + SINTAGMA DEL TEMPO in sintassi generativa
si postulano sintagmi con teste anche funzionali (costruite su categorie quali - tempo e
flessione - morfologiche).
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  • SINTASSI livello di analisi che riguarda la frase; il suo oggetto di studio è come si combinano le parole e la loro organizzazione in frasi.
  • FRASE unità di misura/minima della sintassi e fondamentalmente è l’unità linguistica che funziona come unità comunicativa: costituisce un messaggio nel discorso; identificata dal contenere una predicazione.
  • PREDICAZIONE assegnazione di una variabile ad un’altra variabile o messa in relazione di più variabili.
  • FRASI NOMINALI generalmente la predicazione è affidata al verbo/verbo = predicato (ogni verbo autonomo solitamente coincide con una frase), tuttavia ci sono contesti in cui non c’è presenza di alcun verbo (p.e. “buona questa torta”).
  • Le parole si combinano secondo apporti strutturali complessi, motivo per cui sorgono problemi nell’individuazione di frasi all’interno di discorsi o testi: con “frase” infatti si identificano anche costrutti dall’estensione più ampia nonché PROPOSIZIONI (fa legare tra loro vari elementi creando una composizione più complessa).
  • ANALISI DEI COSTITUENTI IMMEDIATI principio impiegato nell’analisi delle frasi basato sulla scomposizione in modo da identificare concatenazioni e dipendenze tra i vari elementi: individua diversi sotto-livelli mediante dei tagli ai quali è poi possibili applicare la prova di commutazione (data una frase il primo taglio si effettua paragonandola a una più semplice dalla medesima struttura individuando p.e. similitudini); si arriva fino alle parole, termini minimi di pertinenza della sintassi (“mio cugino ha comprato una macchina nuova” confrontata con “il gatto mangia” = rappr. ad albero).
  • SINTAGMA è la minima combinazione di parole che funzioni come unità della struttura frasale (più importante dei sotto-livelli per quanto riguarda il funzionamento della sintassi); i sintagmi sono costituiti attorno a una TESTA che rappresenta il minimo elemento che da solo può rappresentare un sintagma (se si elimina l’elemento testo il gruppo di parole per natura no è più un sintagma) e tutte le categorie lessicali di parole piene posso essere teste di sintagmi: SINTAGMA NOMINALE (SN) è quindi sviluppato attorno a un nome o a un pronome (che da soli possono già costituire un sintagma in quanto teste e parole piene), al quale/ai quali si possono aggiungere ulteriori elementi facoltativi - quali aggettivi (che possono comparire sia in posizione pre che post nominale in maniera ricorsiva) -. SINTAGMA AGGETTIVALE (SA)testa aggettivo. SINTAGMA VERBALE (SV) testa verbo. SINTAGMA PREPOSIZIONALE (SPREP) precede o regge un sintagma nominale e la preposizione però non condivide la proprietà di risultare da sola un sintagma preposizionale (come accede invece col nome p.e.); non è infatti una parola piena. SINTAGMI AVVERBIALI (SAVV) hanno per testa un avverbio. SINTAGMA DELLA FLESSIONE + SINTAGMA DEL TEMPO in sintassi generativa si postulano sintagmi con teste anche funzionali (costruite su categorie quali - tempo e flessione - morfologiche).
  • Criteri riconoscimento sintagmi: MOBILITÀ un gruppo di parole rappresenta un sintagma se le parole che lo costituiscono possono essere spostate congiuntamente all’interno di una frase (“la scorsa settima mio cugino a comprato una macchina nuova” = “mio cugino ha comprato una macchina nuova la scorsa settimana” quindi il gruppo “la scorsa settimana” è SN); se muovessimo separatamente la testa o gli elementi di un sintagma troveremmo frasi agrammaticali e il coiterio precedente rimane valido anche in caso di mutamento di significato della frase (“mio cugino ha denunciato il vicino di casa” = “il mio vicino di casa ha denunciato mio cugino”). SCISSIONE (caso specifico del criterio mobilità) un gruppo di parole rappresenta un sintagma se può essere separata dal resto della proposizione costruendo una struttura chiamata frase scissa (“ho guardato dentro la scatola” e “ho portato dentro la scatola” applicando il test di scissione = diversa struttura sintagmatica anche se differiscono di una sola parola, “ho portato dentro” è un’unità della struttura frasale - SV - mentre “guardare” e “dentro” appartengono poi a due sintagmi differenti perché “dentro” è la proposizione del secondo sintagma). ENUNCIABILITÀ IN ISOLAMENTO un gruppo di parole rappresenta un sintagma se da solo può costituire un enunciato, essere pronunciato in isolamento (“chi ha preso le chiavi?” = mio fratello). COORDINABILITÀ riguarda/individua due o più gruppi di parole rappresentanti sintagmi dello stesso tipo, che sono tali se possono essere coordinati.
  • I sintagmi assumono determinati valori funzionali, richiesti e necessari, per l’interpretazione semantica delle frasi: i modi con cui i costituenti si combinano dare luogo a principi complessi per determinare il funzionamento della sintassi; classe fondamentale di principi sono le funzioni sintattiche.
  • FUNZIONI SINTATTICHE riguardano il ruolo che i sintagmi assumono nella struttura sintattica in cui essenzialmente i SN corrispondono a soggetto e oggetto mentre i SV a predicato e ancora i SPREP a complimenti o compl. oggetto indiretto (sogg. + PV + ogg. = tre funzioni fondamentali alle quali si aggiungono i numerosi complementi che in italiano vengono classificanti in base al loro ruolo semantico); il soggetto in italiano è individuabile perché si accorda col verbo ( il soggetto come SN dominato direttamente da F, mentre l’oggetto come SN dominato da SV), mentre i complimenti sono in genere introdotti da una preposizione (espressi da SPREP).
  • SCHEMI VALENZIALI a partire dai quali si assegnano le funzioni sintattiche che costituiscono il quadro minimale della struttura frasale; il verbo o predicato è associato alle VALENZA/ATTANTI/ ARGOMENTI che sono implicate dal tipo di significato del verbo (ogni predicato stabilisce quindi in qualche modo un gruppo di elementi da chiamare in causa rappresentati da sintagmi nominali): VERBI MONOVALENTI implicano una sola entità (camminare, piangere). VERBI BIVALENTI implicano due entità (lodare, interrogare). VERBI TRIVALENTI implicano tre entità (spedire, mandare). VERBI TETRAVALENTI implicano quattro valenze (spostare o tradurre) VERBI ZEROVALENTI cioè i verbi meteorologici (piove).
  • Le valenze costituiscono col verbo gli elementi nucleari della frase e non sempre tutte la valenze sono espresse esplicitamente; a tal proposito si parla di uno schema valenziale non satuato, inoltre ci sono verbi che possono avere più di un’accezione (p.e. “attaccare” = la fortezza + un gubbino all’attaccapanni).
  • Una frase collega la rappresentazione di un evento (filtrato dall’intelletto umano) e una catena fonica costituita dai suoni del linguaggio (prime tra fasi astratte = struttura profonda, ultima = struttura superficiale): PATRIMONIO LESSICALE che scegliamo sulla base di ciò che vogliamo presentare. INTERPRETAZIONE SEMANTICA che viene fornita a questo lessico mediante i ruoli semantici attribuiti ai diversi elementi che esso contiene. FUNZIONI SINTATTICHE nelle quali vengono tradotti i ruoli semantici. REALIZZAZIONE (teoria X-barra) prodotto finale e visibile, come pronunciata la frase.
  • Nel governare la frasi oltre alle valenze, ai ruoli semantici e le funzioni sintattiche c’è anche la componente dell’organizzazione pragmatico-informativa (cioè il valore con cui le frasi nel loro complesso possono essere usate e l’effetto che il parlante vuol fare producendole); cinque tipi di frase: DICHIARATIVE affermazioni generiche (vado a Roma). INTERROGATIVE pongono una domanda e marcate in italiano dall’intonazione (totali o polari = risposta “sì” o “no” e aperte o parziali = risposta libera). ESCLAMATIVE esprimono un’esclamazione marcate dall’intonazione (Compio gli anni!). IMPERATIVE esprimono un ordine (solitamente marcate da forme verbali particolari). DESIDERATIVE esprimono un desiderio (marcate dalla posizione iniziale del verbo al congiuntivo o altri elementi tipici).
  • Punto di vista della strutturazione un’affermazione fatta attorno a qualcosa, importante distinzione (ogni frase il Siena di principio ha una parte rematica mentre possono esistere frasi prive di tema: TEMA/TOPIC elemento che isola, ciò su cui si fa l’affermazione, entità attorno a cui si predica qualcosa (normalmente in prima posizione). REMA/COMMENT predicazione che viene fatta, parte che rappresenta l’affermazione. DATO (tema solitamente) elemento della frase da considerare noto perché facente parte o introdotto precedentemente nel discorso. NUOVO (rema solitamente) elemento portato come informazione non nota.
  • Le lingue possono mutare o cambiare l’ordine degli elementi della frase (SVO è l’ordine marcato ita): DISLOCAZIONE A SINISTRA sporta sulla sinistra, davanti alla frase uno dei suoi elementi costituenti (quindi oggetto in posizione di tema e manda a rema il soggetto = “i libri li ho ordinati”); non può essere silicato in italiano il sogg. data la mancanza di clitici soggetto. DISLOCAZIONE A DESTRA si isola sulla destra un costituente riprendendolo con un clitico sul verbo (quindi inversione tema/rema = lo vuoi il caffè?). PASSIVO soggetto/tema è paziente mentre agente/rema (Abele è stato ucciso da Caino). TEMA SOSPESO abbiamo due elementi “quel signore” e “Dio” che fungono da temi, questo ci dice che tale tema è sospeso perché viene lasciato in quanto cambia il piano della conversazione (“quel signore, Dio gli ha toccato il cuore). ANTEPOSIZIONE CONTRASTIVA l’elemento in prima posizione, che si contrappone a qualcos’altro ed è fondamentale l’intonazione (a Parigi voglio andare). FRASE SCISSA spezzare una frase in due parti portando all’inizio della frase un costituente introdotto dal verbo essere e facendolo seguire da una “pseudo-relativa” (è il gatto che insegue il topo); la frase scissa serve a evidenziare un elemento della frase come dotato di maggior carico informativo FOCUS (fa parte generalmente del rema ed è contrassegnato da una particolare curva intontiva enfatica (può essere contrastato).
  • FOCUS un elemento della frase come dotato di maggior carico informativo fa parte generalmente del rema ed è contrassegnato da una particolare curva intontiva enfatica (può essere contrastato p.e. Carolina alla mattina prende il caffè, non la cioccolata!); evidenziabile mediante diverse strategia quali particelle avverbiali o altri focalizzatori.
  • Quattro prospettive interagiscono tra loro nell’analisi di una frase: CONFIGURAZIONALE relativa alla struttura dei costituenti. SINTATTICA relativa alle funzioni sintattiche. SEMANTICA relativa ai ruoli semantici. PRAGMATICO-INFORMATICA relativa all’articolazione tema rema.
  • LESSICO insieme dei lessemi, caratteristiche (la sua complessità è data dal fatto che riflette la realtà esterna, quindi incamera codificandole tutte le conoscenze che abbiamo del mondo reale): ESSENZIALE è uno dei componenti essenziali della lingua senza il quale essa non esisterebbe e la comunicazione sarebbe impossibile. SUPERFICIALITÀ strato più esterno e superficiale della lingua, di conseguenza anche mutevole e più esposta a circostanze extra-linguistiche e più condizionata da fattori estranei all’organizzazione del sistema (nel lessico si fondono lingua e mondo esterno). APERTO è una classe aperta, suscettibile a essere incrementata da nuove unità. AMPIEZZA è lo strato della lingua più ampio rispetto a morfologia, fonetica… LESSICOLOGIA si occupa del funzionamento del lessico. LESSICOGRAFIA studio dei metodi di composizione dei vocabolari (opere che raccolgono e documentano il lessico di una lingua).
  • LEMMI termine tecnico per designare le entrate ne dizionario, in italiano abbiamo circa 270. entrate ma il lessico posseduto da un parlante si aggira attorno alle 50/40.000 unità; in realtà ampia è la ricorrenza delle parole e la frequenza dell’uso individua un vocabolario di base di 7.000 unità e ancora un vocabolario fondamentale di 2.000.
  • Lessico insieme aperte, numeroso ed eterogeneo apparentemente caotico e il ruolo della semantica è quello di dare un criterio ordinato a questo insieme: OMONIMIA lessemi che hanno lo stesso significante a cui corrispondono più significati diversi, non imparentati ne derivanti tra loro (omografi = omonimia solo grafica “pesca” e omofoni = omonimia di pronuncia “pianta”); omonimi no stessa categoria lessicale. POLISEMIA diversi significati associati a uno stesso significante sono imparentati tra loro e derivanti l’uno dall’altro (“testa” = parte superiore del corpo/estremità iniziale) ENANTIOSEMIA (caso particolare polisemia) significati diversi dello stesso termine sono tra loro opposti (“tirare” = verso di se o lanciare).
  • Alcuni rapporti basati sulla compatibilità/somiglianza semantica fra lessemi: SINONIMIA lessemi diversi dallo stesso significato (in realtà si parla di quasi sinonimia perché ogni suo termine ha sfumature e connotazioni differenti, i sinonimi puri sono forse più una questione di allomorfia come papà/babbo o tra/fra). IPONIMIA relazione di inclusione semantica, il significato di un lessema rientra in un significato più ampio e generico indicato da un altro lessema (iponimi = intensione più ampia ma meno estensione - il significato confine più proprietà - e iperonimi = espansione più ampia); si parla di iponimia diretta quando tra due termini non c’è alcun altro termine intermedio che a sua volta possa fare da iperonimo al primo iponimo (catena iponimica = successione di termini per cui ognuno è eponimo del successivo). MERONIMIA basato sulla relazione semantica sul rapporto tra parte e tutto (braccio = parte corpo umano); i lessemi Geronimi di un certo lessema (olonimo) possono essere visti iponimi.
  • Oltre a rapporti pragmatici esistono anche rapporti di compatibilità sull’asse sintagmatico: SOLIDARIETÀ SEMANTICA co-occorrenza obbligatoria di un lessema con un altro, la selezione del termine è dipendente dall’altro (miagolare = gatto).

COLLOCAZIONI rapporti tra lessemi basati su co-occorrenze regolari nel discorso, ma a differenza del rapporto precedente qui abbiamo a che fare con convenzioni o idiosincrasie che danno luogo a associazioni preferenziali (porta/scorrevole o ringraziare/caldamente).

  • Vi sono anche rapporti di opposizione: ANTINOMIE due lessemi aventi significato contrario (opposti corto/lungo o alto/basso). COMPLEMNTARIETÀ due lessemi uno la negazione dell’altro (spartiscono uno stesso spazio semantico in due sezioni opposte vivo/morto o maschio/femmina). INVERSIONE due lessemi di significato relazionale che esprimono la stessa relazione semantica vista da due direzioni opposte (dare/ricevere o comprare/vendere e marito/moglie).
  • Possibile è individuare insiemi o sottoinsiemi lessicali, gruppi di lessemi in cui ogni elemento è unito agli altri in rapporto di significato: CAMPO SEMANTICO (termine polisemico) insieme dei significati che un certo lessema può assumere; insieme di lessemi che coprono le diverse sezioni di un determinato spazio semantico (insieme di lessemi che hanno il medesimo iperonimo immediato p.e. aggettivi età). SFERA SEMANTICA ogni insieme di lessemi che abbiano in comune il riferimento a un certo ambito semantico (area di oggetti o concetti, insieme di attività tra loro collegate, insieme parole moda/musica); le sfere semantiche sono per loro natura in parziale sovrapposizione. FAMIGLIA SEMANTICA insieme dei lessemi imparentati (parole derivanti stessa radice). GERARCHIA SEMANTICA insieme in cui ogni termine è una parte determinata di un termine che nell’insieme lo segue (rapporto di meronimia secondo/minuto/ora/giorno…).
  • Molti lessemi sono suscettibili ad assume significati lontani dal loro significato primario (meccanismi che contribuiscono alla polisemia di molti lessemi): METAFORA somiglianza concettuale (coniglio = persona codarda). METONIMIA contiguità concettuale (bottiglia = liquido contenuto nella stessa).
  • Analisi significato dei lessemi pone problemi, metodi molte carenze: ANALISI ESPONENZIALE (simile a scomposizione in fattori primi) consiste nello scomporre il significato dei lessemi comparandoli gli uni con gli altri e cercando di cogliere le discriminanti/differenze (del loro significato in pezzi o unità più piccole, elementari, generali), p.e. lessemi del campo semantico degli esseri umani come “uomo”, “donna”, “bambino” per vedere ciò che li distingue “uomo” adulto, sesso maschile, umano e “donna” adulto, sesso opposto umano… vengono indicate (tra //) proprietà di significato necessarie e sufficienti per dar conto al significato di ciascuno dei lessemi scelti e la combinazione di queste da il significato completo (COMPONENTI SEMANTICI cioè proprietà elementari necessarie che combinandosi danno luogo al significato complessivo, ogni lessema è analizzabile quindi mediante un fascio di componenti); analisi economica in quanto con un numero ristretto di tratti si riesce ad analizzare il significato di numerosi lessemi e in effetti un certo numero di tratti semantici risultano fondamentali e universali.
  • I concetti hanno una struttura interna prototipi basata sulla gradualità/sacalarità e non soltanto sulla cetegoricità (cioè si/no +/-); l’analisi in tratti semantici può risultare compatibile con l’analisi prototipica e patto che la rappresentazione componenziale riesca a preservare la dimensione necessariamente graduale di alcune proprietà.
  • La semantica prototipica mostra dei limiti in quanto anch’essa si scontra con problemi legati alla descrizione di processi psicologici e concetti astratti; semantica quindi risulta il settore per molti versi più arretrato e controverso.
  • Concetti riguardanti significato globale delle frasi: SIGNIFICATO FRASE dato dalla somma dei significati dei lessemi che la compongono. ENUNCIATO frase considerata dal punto di vista del suo concreto impiego in una situazione comunicativa come segmento di discorso in atto (unità sistema linguistico). CONNETTIVI elementi necessari per interpretazione frase (p.e. congiunzioni), fungono da operatori logici i qualificatori (tutti, nessuno, qualche…), negazione (non). COMPOSIZIONALITÀ SIGNIFICATO (questione messa in luce da ricerche) cioè importanza dell’interazione tra significati e proprietà semantiche dei singoli lessemi enunciati.
  • Nel modo in cui i parlanti costruiscono e intendono il significato di una frase ci sono diversi principi: COMPOSIZIONE significato totale è somma significati di base si ogni elemento. CO-COMPOSIZIONE in base al significato degli argomenti di un verbo contribuisce a definire il significato (“Luca ha cotto la carne” = attività che porta a cambiamento di stato e “Luca ha cotto il pane” = produzione di qualcosa che prima non esisteva). COERCIZIONE casi in cui è il significato del verbo a condizionare quello del suo argomento (“ho comprato un nuovo libro” = libro oggetto e “ho iniziato un nuovo libro” = libro testo). LEGAME SELETTIVO un nome selezione o determina il valore aggettivo dal significato non specifico (“treno veloce” = va velocemente e “lavoro veloce” 0 che si esegue rapidamente).
  • Altro aspetto del significato degli enunciati è quello pragmatico che riguarda che cosa si fa con la produzione di un enunciato e chiama direttamente in causa l’intenzionalità dal parlante; lingua studiata come modo di agire e non più come sistema di comunicazione.
  • ATTO LINGUISTICO (gli enunciati a tal proposito costituiscono atti linguistici) cioè unità di base dell’analisi pragmatica e conta tre livelli distinti (produrre un enunciato equivale a fare contemporaneamente tre cose distinte) ciascuno dei quali caratterizzato da condizioni necessarie affinché l’atto avvenga tale: ATTO LOCUTIVO formare una frase in una data lingua con la sua struttura fonetica, grammaticale, lessicale… (“Gianni scappa” = struttura SN + SV). ATTO ILLOCUTIVO consiste nell’intenzione con la quale e per cui si produce la frase; è l’aspetto centrale e definisce la natura e il tipo di atto linguistico messo in opera (sono atti illocutivi affermazione, richiesta, promessa, minaccia, ordine, invito, divieto…). ATTO PERLOCUTIVO consiste nell’effetto che si vuole provocare nel destinatario (“chiuderesti la finestra?” = struttura fonetica e grammaticale interrogativa - atto locutivo - il valore di richiesta- atto illocutivo - effetto ottenere che venga chiusa - atto perlocutivo -).
  • Verbi particolari: PERFORMATIVI (battezzo, proibisco, autorizzo, condanno…) usati per fare qualcosa e non per dire qualcosa, non sono per natura assoggettabili a giudizi di verità e qualora usati alla prima p.s. del presente indicativo annullano la distinzione tra contenuto referenziale (parte dell’atto locutivo) e atto illocutivo compiuto; il valore illocutivo di divieto coincide con la realizzazione di “(ti) proibisco”, mentre normalmente in verbi hanno valore constatativo o descrittivo di un’azione (usati non alla prima persona questi verbi tornano ad avere questi valori non costituendo più un atto di proibizione “Luisa proibì a Gianni di uscire” = descrive la situazione in cui viene compiuto atto di proibizione). FATTIVI (sapere, finire, rimpiangere…) veicolo automaticamente la presupposizione di verità della proposizione che reggono (“sapevo/non sapevo che eri partito” = lasciano entrambe come valido che “tu eri partito).
  • Esistono atti locativi diversi per realizzare uno stesso atto locativo: “chiuderesti la finestra?” è una forma parzialmente indiretta in quanto viene attuato il valore illocutivo di ordine/richiesta, ma la cosa si potrebbe esprimere anche p.e. in modo più brusco e impositivo.
  • ATTI LINGUISTICI INDIRETTI un atto illocutivo è realizzato mediante atti locutivi che solitamente sono la forma tipica di realizzazione di un altro atto illocutivo (se l’atto linguistico è però formulato con troppa cortesia diventa molto indiretto e tende ad assumere valori ironici).
  • TEORIA ATTI LINGUISTICI ha descritto le condizioni di carattere linguistico e semantico, ma anche pragmatico e sociale che devono essere soddisfatte perché un determinato atto illocutivo valga come tale, cioè rappresenti sia per parlante che per ricevente la specifica azione voluta; p.e. un atto linguistico promessa (X promette Z a Y), realizzato come atto locutivo tipicamente con l’enunciazione del verbo performativo “prometto” reggente un CO o una preposizione che rappresenta il contenuto della promessa Z è valido come tale se sussistono p.e: Z gradito dal destinatario, X/parlante in grado di compiere quanto dice, Z si riferisce a qualcosa nel futuro, X intenzionato sinceramente nel fare Z…
  • SIGNIFICATO IMPLICITO (nozione importante semantica frasale) non detto ma fatto assumere da quanto espresso, ciò che è ricavato o ricavabile dal contesto: PRESUPPOSIZIONE tipo particolare significato implicato, parte del significato di una frase che rimane vera o valida negando la frase (“Gianni legge” = presuppone che Gianni esista; in termini logici A presuppone un altro enunciato B affinché il primo - A - abbia valore di verità B deve essere vero) cioè ciò che il parlante assume come vero o noto all’ascoltatore e quindi indiscutibile; “il gatto insegue il topo” = presupposizione esiste gatto, noto al parlante, mentre più complesso è stabilire la presupposta esistenza di topo, in quanto dipende dal dominio su cui agisce la negazione (“il gatto non segue un topo” = intesa come “fa qualcos’altro” quindi nego tutto SV compreso il CO/intesa come “fa al topo qualcos’altro” in cui dominio negazione rappresentato solo dal verbo allora è valida la presupposizione che esiste un topo.
  • MASSIME DI GRICE regole della conversazione basate sull’assunzione che tra i partecipanti a un’interazione comunicativa viga un principio di cooperazione, riunitili in quattro categorie dette: quantità, qualità, relazione, modo (di esprimersi); la violazione di una o più massime genera implicature conversazione che trasmettono comunque il significato voluto.