









Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
appunti + trascrizioni sulla linguistica generale italiana.
Tipologia: Appunti
1 / 17
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!










CAPITOLO 1
Il termine linguistica generale denota una scienza empirica che si propone di spiegare il funzionamento e il cambiamento delle lingue, intese come strumenti della comunicazione verbale umana. Il nome linguistica si lega all’aggettivo generale a indicare una prospettiva che si propone di spiegare somiglianze e differenze tra lingue; lo studioso giunge a formulare ipotesi sull’organizzazione e sul funzionamento delle lingue, come pure sulle loro parentele e sulle dinamiche del mutamento linguistico. La lingua è l’oggetto della linguistica. Le scienze distinguono un oggetto reale da un oggetto formale : l' oggetto reale è ciò che si presenta in un insieme di dati che suscitano interesse conoscitivo , come per esempio un manoscritto antico, mentre l’esame di tale manoscritto può suscitare domande diverse a seconda del punto di vista adottato da una certa disciplina. Questo medesimo oggetto reale corrisponde a più oggetti formali, cioè si configura diversamente, a seconda se il punto di vista sia quello della paleografia, della filologia oppure della linguistica. La lingua, quindi, è l’oggetto formale della linguistica , infatti essa può assumere configurazioni diverse a seconda degli interessi specifici e delle domande che il linguista si pone. Per una lingua, la manifestazione orale precede quella scritta: secondo Antoine Meillet, gli inventori della scrittura furono i primi grandi linguisti della storia dell'umanità. Nacque la tradizione della grammatica intesa come tecnica da seguire per scrivere in modo appropriato ; nella mentalità comune prevale l’impostazione prescrittiva (la quale stabilisce come una lingua debba essere ), a questa si oppone il punto di vista descrittivo (che osserva la lingua così come si manifesta e cerca di comprendere come essa è
ma si propone di spiegarli (compito esplicativo), attraverso tre livelli di astrazione:
La lingua è uno strumento di comunicazione condiviso da una comunità di parlanti; in quanto tale, essa è un'istituzione sociale che si manifesta negli usi individuali. Nella tradizione del Cours de linguistique générale (1916) di Ferdinand de Saussure, l'istituzione sociale è chiamata langue , mentre l'uso individuale è detto parole ed è concepito come realizzazione della langue. La linguistica generale, secondo Saussure, ha il compito di descrivere la langue a partire dalla “materia” osservata, cioè i dati di parole. La comunità linguistica non è tuttavia omogenea e la langue recepisce molte particolarità che hanno rilevanza sociale ristretta (gerghi, lingue speciali, italiano regionale ecc e in base alle variazioni diastratiche, diafasiche, diatopiche, diacroniche e diamesiche).
Codifica di un moto di coscienza PROCESSO FISIOLOGICO Fonazione: espressione vocale PROCESSO FISICO Trasmissione meccanica di onde acustiche
contatto;
messaggio di elementi orientati a definire il codice stesso, ed è prevalente in tutti quei casi in cui si chiedono e si forniscono chiarimenti sui termini, sulle parole e sulla grammatica di una lingua ;
extralinguistici sull emittente ,effetti che non si limitano alla pura comprensione linguistica (come ad esempio ordini, consigli, preghiere e suppliche );
dell'emittente riguardo ciò di cui sta parlando funzione
il mondo, ed evidenzia il fatto che un messaggio parla di qualche cosa funzione poetica
riguarda il modo in cui esso è realizzato e strutturato
Ricezione meccanica di onde acustiche PROCESSO FISIOLOGICO Trasformazione dell’energia cinetica in impulsi neuronici PROCESSO PSICHICO Decodifica del messaggio
SEGNI E STRUTTURE SEGNICHE DELLA LINGUA
DEITTICI
SIGNIFICANTE E SIGNIFICATO
CAPITOLO 3
Definiamo vocale un suono, pronunciato senza che l'aria, uscendo dal canale orale, incontri ostacoli e con la vibrazione delle corde vocali. I foni nell'articolazione dei quali le corde vocali entro in vibrazione si dicono sonori. Le vocali dell' alfabeto italiano sono 7 in posizione tonica ,cioè accentata, in posizione atona non accentata le vocali sono cinque: [a] [e] [i] [o] [u] Definiamo una consonante un fono prodotto da un passaggio non libero dell’aria attraverso il canale orale: l’aria incontra un ostacolo o nella chiusura totale temporanea del canale, o nel suo forte restringimento, in modo che si senta il rumore del passaggio forzato dell’aria. Per descrivere e classificare le consonanti è necessario considerare tre elementi:
CAPITOLO 4 MORFOLOGIA
PRESTITI
CAPITOLO 6 SINTASSI
CAPITOLO 7 LINGUA E COMUNICAZIONE Le strutture di una lingua servono a costruire eventi semiotici nella comunicazione verbale. L’evento semiotico è parte di un avvenimento più ampio, che è un’azione comunicativa, alla quale partecipano più soggetti che si avvalgono dello strumento linguistico per conseguire degli scopi in una situazione concreta. Distinguiamo qui la COOPERAZIONE e L’INTERAZIONE:
Un punto di vista assai diffuso e autorevole tende ad attribuire agli enunciati il significato letterale e contestuale. Si dice letterale il significato di un enunciato ricavato soltanto dalle parole che lo compongono, senza che vi sia bisogno di ricorrere al contesto in cui esso è proferito.Il significato letterale è studiato dalla semantica. Tutte le componenti che non rientra nel significato letterale e sono legate all’uso vengono indagate dalla pragmatica. Il significato è individuato in forza della composizionalità, ossia della corretta combinazione degli elementi in un intero maggiore. In base al principio di composizionalità “ il risultato dell’intero è funzione del significato delle parti “ una parola contribuisce a significare, ma da sola non è capace di riferirsi alla realtà. La semantica studia anche le relazioni tra proposizioni. QUANTIFICAZIONE: essa delimita la quantità di individui per cui il predicato è rappresentato. PROPOSIZIONI CONTRADITTORIE: due proposizioni che si oppongono sia per la polarità (l’una positiva, l’altra negativa) sia per la quantità (l’una universale l’altra particolare) PROPOSIZIONI CONTRARIE: si oppongono per polarità ma non per quantità. LA PRAGMATICA indaga la compresenza del contesto nell’uso della lingua
Quando un lessema entra nel testo, non compare con tutto il suo potenziale semantico, ma con un senso, che si attiva anche grazie ai lessemi con cui si combina. Il significato si manifesta propriamente nella dimensione testuale: in un sistema linguistico, le strutture sono predisposte a significare, ma per funzionare devono essere sottoposte a una serie di processi di testualizzazione che ridefiniscono il loro profilo semantico, lo determinano e lo completano. Considereremo qui la disambiguazione, la specificazione e la pertinentizzazione:
- DISAMBIGUAZIONE : opera sull’omonimia e sulla polisemia (omonimia quando due o più strutture hanno la stessa manifestazione). l’ambiguità può essere lessicale: vi sono omofoni non omografi (es. spirito di vino/spirito divino) e omofoni-omografi (es. non abbiamo più riso ). Quando vi è polisemia, la disambiguazione attiva una valenza, escludendo le altre.
CRITERI DI TESTUALITÀ I criteri che consentono di attribuire la caratteristica di testo a una data produzione linguistica sono: la coerenza, la coesione, l’intenzionalità, l’accettabilità, l’informatività, la situazionalità, l’intertestualità. PRINCIPI COSTITUTIVI DI UN TESTO: poiché il testo è tale << in quanto mezzo di interazione entro un determinato contesto sociale >> distingueremo : due principi relativi al materiale testuale:
- coesione superfice linguistica; riguarda il piano della forma; riguarda i rapporti grammaticali e il modo in cui sono collegati tra loro le varie componenti di un testo Riguarda l'organizzazione del significato , è la proprietà che definisce il testo come unità fondamentale della comunicazione --- ex. Luigi non c'è. Non risponde al telefono. (il ricevente arriva alla conclusione perché le due frasi sono coerenti.
CAPITOLO 9 CLASSIFICAZIONE DELLE LINGUE
CAPITOLO 11 VARIAZIONE LINGUISTICA
La dinamica che si instaura fra lingue e dialetti percorrere del resto ,in modo emblematico, le vicende della nostra storia linguistica ,se solo riflettiamo sul fatto che l'italiano si fonda sul fiorentino antico e scritto ,stilizzato in forme d'arte dei grandi autori del 300 e poi fatto proprio e arricchito dei letterati di tutta la nazione. È fissato nella norma grammaticale ;sul fatto che l’italiano non era altro, alla sua origine, che uno dei tanti dialetti che affollavano la penisola nel XIII secolo. Una lingua ,spesso ,non è altro che un dialetto “che ha fatto carriera “. BILINGUISMO E DIGLOSSIA: con il termine bilinguismo si indica una situazione in cui due lingue sono compresenti nella stessa comunità. Si parla invece di diglossia quando si ha una situazione in cui una delle due lingue ha un prestigio culturale superiore. *SOSTRATO
SUPERSTRATO E’ detta lingua di sostrato quella che ,diffusa in un'area geografica prima che ad essa se ne sovrapponesse un'altra ,ad esempio quella portata da un popolo conquistatore , abbia in seguito influenzato in vario modo lo sviluppo di quest'ultima e si manifesti in uno o più tratti linguistici peculiari. La lingua che si impone è invece detta di superstrato. Sono lingue di sostrato per l'italiano il fiorentino colto del 300 nella sua forma letteraria è grammaticalmente irrigidita , quelle parlate nelle diverse regioni della penisola mentre l'italiano è, per esse, lingua di superstrato.