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Introduzione alla Sociolinguistica: Linguaggio, Segni e Comunicazione, Appunti di Linguistica Generale

Una panoramica introduttiva alla sociolinguistica, esplorando il rapporto tra lingua e società. Si analizzano i concetti chiave come il segno linguistico, la comunicazione, le proprietà della lingua, la biplanarità, l'arbitrarietà, la combinatorietà e la discretezza. Vengono inoltre introdotti i concetti di sincronia e diacronia, paradigmatico e sintagmatico, e si analizzano i diversi livelli di analisi della lingua, dalla fonetica alla semantica.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 21/12/2024

sarah22221
sarah22221 🇮🇹

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LINGUISTICA GENERALE
CAPITOLO 1 - IL LINGUAGGIO VERBALE
La linguistica = ramo delle scienze umane che studia la lingua.
—————————————————————————————————————
Ci sono due sottocampi principali :
la linguistica generale (o teorica o sincronica o descrittiva )
la linguistica storica (glottologia = linguistica storica + studio lingue antiche)
—————————————————————————————————————
La linguistica generale studia tutto quello che sta alla base di quelli che sono gli strumenti
che l’essere umano ha per costruire un modello di codice verbale o scritto che serve per la
comunicazione. Si esplorano varie possibilità di struttura, di costruzione di un codice ma
non solo.
Ci sono 4 domini principali:
1. fonetica e fonologia produzione e organizzazione del suono
2. morfologia come vengono costruite le parole
3. sintassi come vengono messe insieme le parole per formare una frase
4. lessico e la semantica
Le lingue storico naturali sono quelle lingue nate spontaneamente lungo il corso della
civiltà umana e usate dagli esseri umani ora o in passato. Le lingue storico-naturali sono
espressione del linguaggio verbale umano, che è una facoltà innata dell’ homo sapiens
ed è uno degli strumenti e sistemi di comunicazione che ha a disposizione.
Le lingue storico naturali si distinguono dalle lingue artificiali. La lingua artificiale è qualcosa
che viene creato dalla mente umana. Non sono la condicios in equanorum per lo sviluppo
della mente ma sono esse stesse prodotto della mente.
Le prime lingue artificiali sono nate da istanze filosofiche, per esempio l’esperanto, una
lingua utopica linguisti che condividevano la stessa idea utopica di poter creare uno
strumento comunicativo facile che fosse comprensibile e parlabile da tutti i popoli europei.
Nato nella cerchia degli intellettuali e rimasta la , non può essere implementata perché la
lingua artificiale non funziona.
Anche i dialetti sono espressione del linguaggio verbale umano. La distinzione fra
lingue edialetti èbasata su considerazioni sociali estorico-culturali, in funzione della
distribuzione negli usi linguistici della comunità e del prestigio dei singoli sistemi linguistici.
sociolinguistica = studia interazione tra lingua e società
Un segno è qualcosa che sta per qualcos’altro e serve per comunicare questo
qualcos’altro.
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LINGUISTICA GENERALE

CAPITOLO 1 - IL LINGUAGGIO VERBALE

La linguistica = ramo delle scienze umane che studia la lingua. ————————————————————————————————————— Ci sono due sottocampi principali : ● la linguistica generale ( o teorica o sincronica o descrittiva ) ● la linguistica storica (glottologia = linguistica storica + studio lingue antiche) ————————————————————————————————————— La linguistica generale studia tutto quello che sta alla base di quelli che sono gli strumenti che l’essere umano ha per costruire un modello di codice verbale o scritto che serve per la comunicazione. Si esplorano varie possibilità sì di struttura, di costruzione di un codice ma non solo. Ci sono 4 domini principali:

1. fonetica e fonologia → produzione e organizzazione del suono 2. morfologia → come vengono costruite le parole 3. sintassi → come vengono messe insieme le parole per formare una frase 4. lessico e la semantica Le lingue storico naturali sono quelle lingue nate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e usate dagli esseri umani ora o in passato. Le lingue storico-naturali sono espressione del linguaggio verbale umano , che è una facoltà innata dell’ homo sapiens ed è uno degli strumenti e sistemi di comunicazione che ha a disposizione. Le lingue storico naturali si distinguono dalle lingue artificiali. La lingua artificiale è qualcosa che viene creato dalla mente umana. Non sono la condicios in equanorum per lo sviluppo della mente ma sono esse stesse prodotto della mente. Le prime lingue artificiali sono nate da istanze filosofiche, per esempio l’esperanto, una lingua utopica → linguisti che condividevano la stessa idea utopica di poter creare uno strumento comunicativo facile che fosse comprensibile e parlabile da tutti i popoli europei. Nato nella cerchia degli intellettuali e rimasta la , non può essere implementata perché la lingua artificiale non funziona. Anche i dialetti sono espressione del linguaggio verbale umano. La distinzione fra lingue e dialetti è basata su considerazioni sociali e storico-culturali , in funzione della distribuzione negli usi linguistici della comunità e del prestigio dei singoli sistemi linguistici. sociolinguistica = studia interazione tra lingua e società Un segno è qualcosa che sta per qualcos’altro e serve per comunicare questo qualcos’altro.

comunicare = mettere in comune, rendere comune La linguistica si occupa anche di tutte quelle che sono le strategie che gli esseri umani adottano per comunicare al meglio, del rapporto tra linguaggio verbale e codice grafico, tutto quello che è la connessione tra il cervello e la produzione e ricezione del messaggio. Tutto può comunicare qualcosa , ogni fatto culturale è suscettibile di essere interpretato da qualcuno e quindi dare/veicolare qualche informazione. In senso lato comunicazione equivale a ‘’passaggio di informazione’’. Il codice lingua si appoggia il più delle volte ad altri codici che sono portatori di altro significato, il linguaggio non verbale per esempio - i gesti. Si può intendere comunicazione anche in senso più stretto , tale senso ha come elemento principale l’intenzionalità. La comunicazione si ha quando c’è un comportamento prodotto da un emittente al fine di far passare dell’informazione e che viene percepito dal ricevente come tale , altrimenti si ha semplice passaggio di informazione. Si potrebbero distinguere tre categorie all’interno del fenomeno generale della comunicazione:

1. Comunicazione in senso stretto ● emittente intenzionale ● ricevente intenzionale Per esempio linguaggio verbale umano, gesti, segnali stradali… 2. Passaggio di informazione ● emittente non intenzionale ● ricevente intenzionale (interpretante) Per esempio parte della comunicazione non verbale umana, orme …. 3. Formulazione di interferenze ● nessun emittente (‘oggetto culturale’ che viene interpretato) ● interpretante Per esempio modi di vestire ‘’questa persona è freddolosa’’ etc. Comunicazione è da intendere come trasmissione intenzionale di informazione. Le lingue sono una specificazione della comunicazione umana naturale.

Finché due persone che parlano due varianti locali differenti si capiscono oltre il 75 % sono due varianti dialettali una dell’altra. La variante scelta sarà quella che rappresenta il centro economico-politico della nazione. Quando cerchiamo di distinguere una lingua da un dialetto dobbiamo basarci sulle strutture interne, tutto il resto è politica. lingue a contatto - varianti linguistiche che nascono dal confine tra una lingua e l'altra, zona geografica che fa da cuscinetto tra le due. Ab avrà molto in comune dalla lingua A ma strutturalmente molto simile a b. Ba strutturalmente molto simile a, moltissimo lessico inglobato da a. Prendono elementi da entrambe le parti. Dalla percentuale di somiglianza possono anche essere definiti dialetti estremi, i più lontani, che cominciano ad essere qualcos’altro. Che cos’è la comunicazione? Ce ne sono molti tipi : ● verbale ● scritta ● fisica Può essere diretta e indiretta. E’ costituita da un passaggio di informazioni da un emittente che può essere intenzionale o non intenzionale. Possiamo distinguere tre categorie della comunicazione : ● comunicazione in senso stretto → emittente e ricevente entrambi consapevoli e che hanno la volontà, sono desiderosi di ricevere ciò che dice. ● passaggio di comunicazione → emittente non è intenzionale (es. un oggetto, emittente originale non è presente all’atto della comunicazione) , al ricevente capita di essere attirato da un cartellone pubblicitario, comunicazione che passa in maniera involontaria, capita per caso ● formulazione di interferenze → lettura del contesto da parte di una persona che la fa agire in maniera particolare rispetto ad un’altra. Nessun emittente, il ricevente è in realtà interpretante. Segni, codice La comunicazione avviene attraverso qualcosa che noi facciamo stare per qualcos’altro, un suono per esempio che facciamo stare per una certa cosa. Tutta la comunicazione ruota intorno al concetto del segno. Comunicazione è data da dei fatti segnici, che possono riguardare una comunicazione in senso stretto o il banale passaggio di informazioni. segno = in senso lato la singola entità che fa da supporto alla comunicazione o al passaggio di informazione, è l'unità fondamentale della comunicazione.

Tipi di segni Classificazione dei segni basata sui due criteri fondamentali dell’intenzionalità e della motivazione relativa:

  1. Indici (sintomi) → motivati naturalmente / non intenzionali (es. starnuto =‘’avere il raffreddore’’)
  2. Segnali → motivati naturalmente / usati intenzionalmente (es. sbadiglio volontario = ‘’sono annoiato’’)
  3. Icone (immagine) → motivati analogicamente / intenzionali (riproducono proprietà dell’oggetto designato, es. carte geografiche e mappe)
  4. Simboli → motivati culturalmente / intenzionali (es. nero= ‘’lutto’’)
  5. Segni (in senso stretto), symbols in inglese → non motivati / intenzionali (es. messaggi linguistici, comunicazione gestuale, lingua dei segni) La motivazione → motivazione che lega il ‘qualcosa’ al ‘qualcos’altro’ diventa (1-5) sempre più convenzionale, immotivata, meno diretta. Aumenta anche la specificità culturale, dai segni che hanno valore universale ai simboli e segni dipendenti dalla tradizione culturale.
  • distinzione simboli e segni → solo per identificare meglio la specificità dei segni linguistici, sono entrambi estremamente convenzionali, a livello globale sono entrambi elementi scelti per portare un significato. simboli → oggetto, più patrimonio dell'antropo linguista. segni → del tutto convenzionali e intenzionali, li scelgo per comunicare in quel momento, sono le nostre parole. Codice = l’insieme di corrispondenze, fissatesi per convenzione, fra qualcosa (insieme manifestante) e qualcos’altro (insieme manifestato) che fornisce le regole di interpretazione dei segni. Tutti i sistemi di comunicazione sono dei codici. (segni linguistici = codice lingua ) Le proprietà della lingua Le proprietà rilevanti del codice lingua, quali condivide con altri codici e quali invece sembra avere come caratterizzanti.

4 tipi di arbitrarietà della lingua:

  1. rapporto tra segno e referente → a un primo livello è arbitrario il rapporto tra segno e referente, non c’è alcun legame naturale e concreto, di derivazione dell’uno dall’altro.
  2. rapporto tra significante e significato → a un secondo livello è arbitrario il rapporto tra significante e significato, è associato a un oggetto solo in quella lingua.
  3. rapporto tra forma e sostanza del significato → a un terzo livello è arbitrario il rapporto tra forma (struttura, organizzazione interna) e sostanza (materia, insieme di fatti concetualizzabili) del significato. es. italiano → bosco/legno/legna francese → bois Diverso numero di entità nelle diverse lingue.
  4. rapporto tra forma e sostanza del significante → a un quarto livello è arbitrario il rapporto fra forma e sostanza del significante, ogni lingua organizza secondo i propri criteri la scelta dei suoni pertinenti, distinguendo in una certa maniera le entità rilevanti della materia fonica. Negli anni ‘70 c’è stato lo sviluppo del filone del fonosimbolismo. Eccezioni al principio di arbitrarietà radicale: Le onomatopee Eccezione al principio di arbitrarietà radicale, segni linguistici almeno parzialmente motivati. Richiamano o riproducono nel loro significante caratteri fisici di ciò che viene designato. Parole o voci onomatopeiche imitano nella loro sostanza di significante il suono o rumore che designano, sarebbero più icone che simboli in senso stretto. Anche le onomatopee hanno una certa convenzionalità arbitraria nelle diverse lingue però, come per esempio ‘’rattle’’ e ‘’ragliare’’. Gli ideofoni Più strettamente iconici , espressioni imitative o interiezioni descrittive che designano fenomeni naturali o azioni ( boom, zac, gluglu ). **In realtà è sbagliato, descrivono le onomatopee, gli ideofoni non esistono nelle lingue indoeuropee, sono intensificatori del significato di altre parole, sono accompagnati da un’altra parola.

Caratteri iconici nel linguaggio verbale umano Principio di iconismo , anche nella grammatica delle lingue esistono meccanismi chiaramente iconici e quindi in qualche misura motivati , come per esempio allungare le parole al plurale. (iconismo nella morfologia) Il fonosimbolismo Prospettiva che tende a vedere nei segni linguistici più motivazione di quanto solitamente si creda è quella che sostiene l’importanza del fonosimbolismo, affermando che certi suoni avrebbero per la loro stessa natura associati a se certi significati. ‘’i’’ → connesso con le ‘cose’ piccole ( piccolo, minimo, little ) (non è verò però nel caso di massiccio ) Nonostante esistano eccezioni al principio dell’arbitrarietà totale della lingua, queste non sono così cruciali da mettere veramente in crisi lo statuto dell’arbitrarietà come una delle proprietà più importanti del linguaggio verbale umano. Approccio cognitivo e funzionalista Questo approccio nega l’ autonomia strutturale interna , fondata iuxta propria principia (su principi di organizzazione peculiari e specifici), dei sistemi linguistici e vede la loro strutturazione come dipendente dalle proprietà della mente umana e dalle caratteristiche generali del modo in cui l’uomo percepisce e organizza la realtà, in modo tale che le stesse categorie della lingua risulterebbero motivate, in quanto rappresenterebbero l’estrinsecazione per gli scopi della comunicazione di proprietà e attitudini già presenti nell’ homo sapiens.

  • Chomsky nei primi anni ‘80 fornisce il 70% della spinta propulsiva che ha avuto questa disciplina, poi si ricrede e crea delle regole più circoscritte rispetto alla sua visione iniziale, la lingua è un universo circoscritto di possibilità. La teoria di Chomsky , nell'affermare che la grammatica è una competenza mentale posseduta dal parlante che gli permette di formare infinite frasi, si basa quindi sulla conoscenza innata dei principi universali che regolano la creazione del linguaggio , come se avessimo già dentro tutto. Si viene così ad affermare il concetto di innatismo del linguaggio. La doppia articolazione Sembra essere posseduta fra i sistemi naturali di comunicazione solo dalle lingue, i linguisti anglosassoni la descrivono con il termine dualità di strutturazione. Consiste nel fatto che il significante di un segno linguistico è articolato a due livelli nettamente diversi. La prima articolazione A un primo livello il significante è organizzato e scomponibile in unità che sono ancora portatrici di significato e che vengono riutilizzate per formare altri segni, come

Linearità e discretezza Per linearità si intende che il significante (messaggio) si realizza tramite una produzione di segni (parole) che si sviluppa in modo lineare nel tempo (parlato) e nello spazio (scritto). Non è possibile decodificare correttamente i segni finché la loro esposizione non è terminata. (altri segni sono invece ‘globali’ come i segnali stradali) Per discretezza si intende il fatto che la differenza fra gli elementi (unità della lingua) è assoluta e non relativa o quantitativa. C’è un confine preciso tra un elemento e l’altro, sono distinti e ben separabili tra loro (es. pollo e bollo). Una conseguenza è che nella lingua non possiamo intensificare il significante per intensificare conseguentemente il significato come nelle esclamazioni. ( ahi! / AHI! ; gatto / GAAATTO). Onnipotenza semantica (plurifunzionalità?) Proprietà generale del linguaggio verbale umano è l’onnipotenza semantica che consiste nel fatto che con la lingua è possibile dare un’espressione a qualsiasi contenuto. Ogni messaggio , ogni contenuto veicolato attraverso qualsiasi altro codice, può essere traducibile in una lingua umana. Non tutti i contenuti veicolabili attraverso il linguaggio verbale umano possono essere però tradotti in un codice diverso. E’ più prudente parlare di plurifunzionalità come proprietà tipica della lingua. Per plurifunzionalità si intende che la lingua permette di adempiere ad una lista molto ampia (teoricamente illimitata) di funzioni diverse. Le funzioni della lingua sono una lista aperta ma le più importanti sono:

  1. esprimere il pensiero
  2. trasmettere informazioni
  3. intessere e mantenere (o rompere) rapporti sociali
  4. manifestare sentimenti e stati d’animo
  5. risolvere problemi
  6. creare mondi possibili Lo funzioni della lingua nello schema di R. Jakobson Questo schema identifica sei funzioni sulla base di un modello generale dell’evento comunicativo che implica la presenza di almeno sei fattori e a ciascuno di essi può essere collegata una funzione. In base alla volontà espressiva del parlante , il messaggio, focalizzandosi su uno dei sei fattori, svolge primariamente la funzione associata a quel fattore.

Le sei funzioni della comunicazione

  1. Funzione emotiva → incentrata sull’emittente e sulle sue sensazioni “ Oggi sono proprio stanco...”
  2. Funzione conativa → incentrata sul ricevente e sulla sua azione “Mi passi il sale, per favore?”
  3. Funzione poetica → incentrata sul messaggio e sulle sue potenzialità di creare reazioni / mondi “ Ognuno sta solo sul cuor della terra/trafitto da un raggio di sole/ed è subito sera” S. Quasimodo
  4. Funzione fàtica → incentrata sul canale, con l’obiettivo di verificarne la funzionalità “Pronto? Ma mi segui?”
  5. Funzione metalinguistica : incentrata sul codice e riguardante il codice “ L’Ogiek è una lingua in via d’estinzione parlata in Kenya ’’
  6. Funzione referenziale → incentrata sulla realtà esterna e su informazioni che riguardano questa “ di notte qui fa sempre freddo ” *I sei fattori sono generalmente sempre presenti in ogni atto di comunicazione linguistica quindi bisogna parlare di ‘’ funzione prevalente ’’ che è quella di norma chiaramente predominante e qualifica funzionalmente il messaggio come realizzazione specifica di una delle sei funzioni. Riflessività → con la lingua si può parlare della lingua stessa (metalingua). Proprietà fortemente caratterizzante del linguaggio verbale umano. Produttività e ricorsività Con produttività si allude al fatto che con la lingua è sempre possibile creare nuovi messaggi mai prodotti prima e parlare di cose ed esperienze nuove. E’ possibile sia produrre messaggi sempre nuovi sia associare messaggi già usati a situazioni nuove.

linguistica va dagli 0 agli 11-12 anni. In assenza di stimoli ancorché involontari in questa fase, lo sviluppo della lingua è bloccato. Dopo la fase del periodo critico l’apprendimento di una nuova lingua diventa più difficile e raramente si arriva ad acquisire competenze paragonabili a quelle del parlante nativo. Complessità sintattica Per complessità sintattica si intende il fatto che la disposizione reciproca in un segno linguistico non è mai indifferente e i rapporti tra i diversi segni sono decodificabili tramite la corretta lettura della sintassi (organizzazione) del messaggio. Gli aspetti rilevanti da questo punto di vista sono:

  1. l’ ordine degli elementi contigui ( Gianni picchia Giorgio )
  2. le relazioni strutturali e le dipendenze tra elementi non contigui ( Il cane nero di.. )
  3. le incassature ( Luca, che è furbo, non si fa vedere )
  4. la ricorsività (conferisce una particolare complessità interna)
  5. presenza di parti del messaggio che danno informazioni sulla sua struttura sintattica
  6. La possibilità di discontinuità nella strutturazione del messaggio (Ich habe es dir gesagt) Equivocità La lingua è un codice tipicamente equivoco perché pone corrispondenze plurivoche fra gli elementi, a un significante possono infatti corrispondere più significati. Questa proprietà contribuisce a consentire l’eccezionale flessibilità dello strumento linguistico e la sua adattabilità ad esprimere contenuti ed esperienze nuove. RIASSUNTO : LE PROPRIETA’ DELLA LINGUA → sono specifiche del linguaggio verbale umano, esclusiva dei segni linguistici?
  7. Biplanarità → no
  8. Arbitrarietà → no
  9. Doppia articolazione → si
  10. Trasponibilità di mezzo → si
  11. Linearità → no
  12. Discretezza → no
  13. Onnipotenza semantica (plurifunzionalità) → si
  14. Riflessività → si
  15. Produttività → si
  16. Ricorsività → si (di strutture gerarchiche)
  17. Distanziamento e libertà da stimoli → si
  1. Trasmissibilità culturale → no
  2. Complessità sintattica → si
  3. Equivocità → no Lingua solo umana? Le opinioni degli studiosi non sono del tutto concordi, ma è largamente prevalente la considerazione che la facoltà verbale di esprimersi attraverso sistemi comunicativi come le lingue sia specie-specifica dell’uomo e sia maturata come tale nel corso dell’evoluzione. Solo l’uomo possiede le precondizioni anatomiche e neurofisiologiche necessarie per l’elaborazione mentale e fisica del linguaggio verbale. Definizione di lingua La lingua è un codice che organizza un sistema di segni dal significante primariamente fonico-acustico, fondamentalmente arbitrari ad ogni loro livello e doppiamente articolati, capaci di esprimere ogni esperienza esprimibile, posseduti come conoscenza interiorizzata che permette di produrre infinite frasi a partire da un numero finito di elementi. PRINCIPI GENERALI PER L’ANALISI DELLA LINGUA Sincronia e diacronia Si impiegano per indicare due diverse condizioni con le quali si può guardare alle lingue e ai fatti linguistici in relazione all’ asse del tempo. diacronia → considerazione delle lingue e degli elementi della lingua lungo lo sviluppo temporale, nella loro evoluzione storica. (evoluzione nel tempo) Fondamentali per l’analisi diacronica sono i concetti di sostrato e superstrato. La ricerca diacronica trova la sua massima espressione nell’etimologia. sincronia → considerazione delle lingue e degli elementi della lingua facendo un ‘’taglio’’ sull’asse del tempo, riguarda la lingua nel momento dell’osservazione considerandone i rapporti contingenti con altre lingue dello stesso periodo, prescindendo dalla dimensione temporale. Fondamentale per l’analisi sincronica è il concetto di adstrato. Langue e parole La seconda distinzione da fare è quella fra sistema astratto e realizzazione concreta. La distinzione si è presentata secondo tre coppie oppositive: **1. langue / parole
  4. sistema / uso
  5. competenza / esecuzione**

Livelli di analisi Fondamentalmente esistono nella lingua 4 livelli di analisi stabiliti in base alle due proprietà della biplanarità e della doppia articolazione che identificano tre strati diversi del segno linguistico :

**1. significante come mero significante

  1. significante in quanto portatore di significato
  2. significato** Il primo strato riguarda il significante in quanto tale: è lo strato prettamente “fisico”, quello che riguarda la fonetica e la fonologia Il secondo strato riguarda il significante in quanto portatore di significato: è lo strato dell’organizzazione, secondo regole precise; di parole ( morfologia ) e frasi ( sintassi ) Il terzo strato riguarda il significato: è lo strato che connette il segno linguistico con il mondo esterno (la semantica ) Vi sono sottolivelli secondari di analisi della lingua che prendiamo in considerazione solo per cenni: la grafematica e la pragmatica e testualità. fonetica/ fonologia e semantica → livelli più esterni morfologia e sintassi → livelli/componenti interni

CAPITOLO 2 : LA FONETICA

La fonetica è la parte della linguistica che tratta della componente fisica, materiale della comunicazione verbale. La fonetica si sotto distingue in tre campi principali:

  1. la fonetica articolatoria → studia i suoni per come vengono prodotti (trattiamo soprattutto di questa)
  1. la fonetica acustica → studia i suoni in base alla loro consistenza fisica e modalità di trasmissione in quanto onde sonore
  2. la fonetica uditiva → che studia i suoni per come vengono percepiti dall’orecchio umano Apparato fonatorio e meccanismo di fonazione I suoni possono essere prodotti con un flusso d’aria egressivo , ingressivo o senza la partecipazione dei polmoni (suoni avulsivi o apneumonici ). I Il tratto vocale ha inizio nella laringe , sede delle pliche vocali , che possono stare rilassate o più o meno tese. La rima vocale (spazio tra le pliche) può essere libera, o parzialmente o completamente ostruita. Il meccanismo laringeo è costituito dall’insieme dei fenomeni che coinvolgono questi elementi durante il passaggio dell’aria e sta alla base della produzione dei suoni linguistici. Per riconoscere, decodificare e classificare un suono di una lingua è importante identificarne Luogo e Modo di articolazione. Modificando la configurazione degli organi coinvolti si ottengono suoni e rumori che costituiscono fisicamente i suoni del linguaggio. Due cavità: orale e nasale Organi mobili : corde vocali, lingua, labbra, faringe, velo (palato molle) e ugola Organi fissi : palato, alveoli, denti Abbiamo una prima differenza tra i suoni che costituiscono le vocali (vocoidi) e quelli che costituiscono le consonanti (contoidi). I primi sono suoni prodotti senza la frapposizione di ostacoli che creino perturbazioni al flusso d’aria e in presenza di vibrazione delle corde vocali. I secondi sono invece suoni prodotti mediante la frapposizione di un ostacolo e in assenza di vibrazione delle corde vocali. Vi è anche una differenza tra suoni sordi e sonori. I suoni sonori sono quelli prodotti con concomitante vibrazione delle corde vocali accostate e tese (tutte le vocali e alcune consonanti). I suoni sordi sono invece quelli prodotti senza vibrazione delle corde vocali discoste (le consonanti).

Le vocali Sono caratterizzate dalle diverse conformazioni che assume la cavità orale a seconda delle posizioni che prendono gli organi mobili. vocali anteriori → lingua in posizione avanzata vocali posteriori → lingua in posizione arretrata vocali centrali → lingua in posizione centrale Le vocali possono essere anche alte , medie o basse in base al secondo parametro che consiste nello spostamento relativo della lingua verso l’alto. La posizione in cui vengono articolate le vocali può essere rappresentato da uno schema detto ‘t rapezio vocalico ’ (vedi fig. 2.3) Un altro parametro importante è la posizione delle labbra. vocali arrotondate → labbra protruse vocali non arrotondate → senza protusione delle labbra Vi sono anche vocali nasali e non nasali.

Approssimanti Suoni con modo di articolazione intermedio tra vocali e consonanti fricative. Semivocali → suoni di fatto assai vicini alle vocali Ci sono semivocali anteriori e semivocali posteriori. Trascrizione fonetica Le grafie alfabetiche formatesi storicamente per convenzione e accumulo di abitudini grafiche non sono univoche e coerenti. Fonemi e grafemi non coincidono e non sono indicati dagli stessi simboli grafici nelle diverse lingue. L’ortografia italiana si può comunque definire abbastanza fedelmente ‘fonografica’ mentre quella del francese e dell’inglese sono spesso assai distanti. Va tenuto conto che la realtà della lingua è primariamente fonica , conta la fonia non la grafia. Per ovviare alle incongruenze delle grafie tradizionali i linguisti hanno elaborato sistemi di trascrizione fonetica in cui c’è corrispondenza biunivoca fra suoni rappresentati e segni grafici che li rappresentano. Il più diffuso e utilizzato di questi sistemi è l’ Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA, International Phonetic Association ).