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Una panoramica introduttiva alla sociolinguistica, esplorando il rapporto tra lingua e società. Si analizzano i concetti chiave come il segno linguistico, la comunicazione, le proprietà della lingua, la biplanarità, l'arbitrarietà, la combinatorietà e la discretezza. Vengono inoltre introdotti i concetti di sincronia e diacronia, paradigmatico e sintagmatico, e si analizzano i diversi livelli di analisi della lingua, dalla fonetica alla semantica.
Tipologia: Appunti
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La linguistica = ramo delle scienze umane che studia la lingua. ————————————————————————————————————— Ci sono due sottocampi principali : ● la linguistica generale ( o teorica o sincronica o descrittiva ) ● la linguistica storica (glottologia = linguistica storica + studio lingue antiche) ————————————————————————————————————— La linguistica generale studia tutto quello che sta alla base di quelli che sono gli strumenti che l’essere umano ha per costruire un modello di codice verbale o scritto che serve per la comunicazione. Si esplorano varie possibilità sì di struttura, di costruzione di un codice ma non solo. Ci sono 4 domini principali:
1. fonetica e fonologia → produzione e organizzazione del suono 2. morfologia → come vengono costruite le parole 3. sintassi → come vengono messe insieme le parole per formare una frase 4. lessico e la semantica Le lingue storico naturali sono quelle lingue nate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e usate dagli esseri umani ora o in passato. Le lingue storico-naturali sono espressione del linguaggio verbale umano , che è una facoltà innata dell’ homo sapiens ed è uno degli strumenti e sistemi di comunicazione che ha a disposizione. Le lingue storico naturali si distinguono dalle lingue artificiali. La lingua artificiale è qualcosa che viene creato dalla mente umana. Non sono la condicios in equanorum per lo sviluppo della mente ma sono esse stesse prodotto della mente. Le prime lingue artificiali sono nate da istanze filosofiche, per esempio l’esperanto, una lingua utopica → linguisti che condividevano la stessa idea utopica di poter creare uno strumento comunicativo facile che fosse comprensibile e parlabile da tutti i popoli europei. Nato nella cerchia degli intellettuali e rimasta la , non può essere implementata perché la lingua artificiale non funziona. Anche i dialetti sono espressione del linguaggio verbale umano. La distinzione fra lingue e dialetti è basata su considerazioni sociali e storico-culturali , in funzione della distribuzione negli usi linguistici della comunità e del prestigio dei singoli sistemi linguistici. sociolinguistica = studia interazione tra lingua e società Un segno è qualcosa che sta per qualcos’altro e serve per comunicare questo qualcos’altro.
comunicare = mettere in comune, rendere comune La linguistica si occupa anche di tutte quelle che sono le strategie che gli esseri umani adottano per comunicare al meglio, del rapporto tra linguaggio verbale e codice grafico, tutto quello che è la connessione tra il cervello e la produzione e ricezione del messaggio. Tutto può comunicare qualcosa , ogni fatto culturale è suscettibile di essere interpretato da qualcuno e quindi dare/veicolare qualche informazione. In senso lato comunicazione equivale a ‘’passaggio di informazione’’. Il codice lingua si appoggia il più delle volte ad altri codici che sono portatori di altro significato, il linguaggio non verbale per esempio - i gesti. Si può intendere comunicazione anche in senso più stretto , tale senso ha come elemento principale l’intenzionalità. La comunicazione si ha quando c’è un comportamento prodotto da un emittente al fine di far passare dell’informazione e che viene percepito dal ricevente come tale , altrimenti si ha semplice passaggio di informazione. Si potrebbero distinguere tre categorie all’interno del fenomeno generale della comunicazione:
1. Comunicazione in senso stretto ● emittente intenzionale ● ricevente intenzionale Per esempio linguaggio verbale umano, gesti, segnali stradali… 2. Passaggio di informazione ● emittente non intenzionale ● ricevente intenzionale (interpretante) Per esempio parte della comunicazione non verbale umana, orme …. 3. Formulazione di interferenze ● nessun emittente (‘oggetto culturale’ che viene interpretato) ● interpretante Per esempio modi di vestire ‘’questa persona è freddolosa’’ etc. Comunicazione è da intendere come trasmissione intenzionale di informazione. Le lingue sono una specificazione della comunicazione umana naturale.
Finché due persone che parlano due varianti locali differenti si capiscono oltre il 75 % sono due varianti dialettali una dell’altra. La variante scelta sarà quella che rappresenta il centro economico-politico della nazione. Quando cerchiamo di distinguere una lingua da un dialetto dobbiamo basarci sulle strutture interne, tutto il resto è politica. lingue a contatto - varianti linguistiche che nascono dal confine tra una lingua e l'altra, zona geografica che fa da cuscinetto tra le due. Ab avrà molto in comune dalla lingua A ma strutturalmente molto simile a b. Ba strutturalmente molto simile a, moltissimo lessico inglobato da a. Prendono elementi da entrambe le parti. Dalla percentuale di somiglianza possono anche essere definiti dialetti estremi, i più lontani, che cominciano ad essere qualcos’altro. Che cos’è la comunicazione? Ce ne sono molti tipi : ● verbale ● scritta ● fisica Può essere diretta e indiretta. E’ costituita da un passaggio di informazioni da un emittente che può essere intenzionale o non intenzionale. Possiamo distinguere tre categorie della comunicazione : ● comunicazione in senso stretto → emittente e ricevente entrambi consapevoli e che hanno la volontà, sono desiderosi di ricevere ciò che dice. ● passaggio di comunicazione → emittente non è intenzionale (es. un oggetto, emittente originale non è presente all’atto della comunicazione) , al ricevente capita di essere attirato da un cartellone pubblicitario, comunicazione che passa in maniera involontaria, capita per caso ● formulazione di interferenze → lettura del contesto da parte di una persona che la fa agire in maniera particolare rispetto ad un’altra. Nessun emittente, il ricevente è in realtà interpretante. Segni, codice La comunicazione avviene attraverso qualcosa che noi facciamo stare per qualcos’altro, un suono per esempio che facciamo stare per una certa cosa. Tutta la comunicazione ruota intorno al concetto del segno. Comunicazione è data da dei fatti segnici, che possono riguardare una comunicazione in senso stretto o il banale passaggio di informazioni. segno = in senso lato la singola entità che fa da supporto alla comunicazione o al passaggio di informazione, è l'unità fondamentale della comunicazione.
Tipi di segni Classificazione dei segni basata sui due criteri fondamentali dell’intenzionalità e della motivazione relativa:
4 tipi di arbitrarietà della lingua:
Caratteri iconici nel linguaggio verbale umano Principio di iconismo , anche nella grammatica delle lingue esistono meccanismi chiaramente iconici e quindi in qualche misura motivati , come per esempio allungare le parole al plurale. (iconismo nella morfologia) Il fonosimbolismo Prospettiva che tende a vedere nei segni linguistici più motivazione di quanto solitamente si creda è quella che sostiene l’importanza del fonosimbolismo, affermando che certi suoni avrebbero per la loro stessa natura associati a se certi significati. ‘’i’’ → connesso con le ‘cose’ piccole ( piccolo, minimo, little ) (non è verò però nel caso di massiccio ) Nonostante esistano eccezioni al principio dell’arbitrarietà totale della lingua, queste non sono così cruciali da mettere veramente in crisi lo statuto dell’arbitrarietà come una delle proprietà più importanti del linguaggio verbale umano. Approccio cognitivo e funzionalista Questo approccio nega l’ autonomia strutturale interna , fondata iuxta propria principia (su principi di organizzazione peculiari e specifici), dei sistemi linguistici e vede la loro strutturazione come dipendente dalle proprietà della mente umana e dalle caratteristiche generali del modo in cui l’uomo percepisce e organizza la realtà, in modo tale che le stesse categorie della lingua risulterebbero motivate, in quanto rappresenterebbero l’estrinsecazione per gli scopi della comunicazione di proprietà e attitudini già presenti nell’ homo sapiens.
Linearità e discretezza Per linearità si intende che il significante (messaggio) si realizza tramite una produzione di segni (parole) che si sviluppa in modo lineare nel tempo (parlato) e nello spazio (scritto). Non è possibile decodificare correttamente i segni finché la loro esposizione non è terminata. (altri segni sono invece ‘globali’ come i segnali stradali) Per discretezza si intende il fatto che la differenza fra gli elementi (unità della lingua) è assoluta e non relativa o quantitativa. C’è un confine preciso tra un elemento e l’altro, sono distinti e ben separabili tra loro (es. pollo e bollo). Una conseguenza è che nella lingua non possiamo intensificare il significante per intensificare conseguentemente il significato come nelle esclamazioni. ( ahi! / AHI! ; gatto / GAAATTO). Onnipotenza semantica (plurifunzionalità?) Proprietà generale del linguaggio verbale umano è l’onnipotenza semantica che consiste nel fatto che con la lingua è possibile dare un’espressione a qualsiasi contenuto. Ogni messaggio , ogni contenuto veicolato attraverso qualsiasi altro codice, può essere traducibile in una lingua umana. Non tutti i contenuti veicolabili attraverso il linguaggio verbale umano possono essere però tradotti in un codice diverso. E’ più prudente parlare di plurifunzionalità come proprietà tipica della lingua. Per plurifunzionalità si intende che la lingua permette di adempiere ad una lista molto ampia (teoricamente illimitata) di funzioni diverse. Le funzioni della lingua sono una lista aperta ma le più importanti sono:
Le sei funzioni della comunicazione
linguistica va dagli 0 agli 11-12 anni. In assenza di stimoli ancorché involontari in questa fase, lo sviluppo della lingua è bloccato. Dopo la fase del periodo critico l’apprendimento di una nuova lingua diventa più difficile e raramente si arriva ad acquisire competenze paragonabili a quelle del parlante nativo. Complessità sintattica Per complessità sintattica si intende il fatto che la disposizione reciproca in un segno linguistico non è mai indifferente e i rapporti tra i diversi segni sono decodificabili tramite la corretta lettura della sintassi (organizzazione) del messaggio. Gli aspetti rilevanti da questo punto di vista sono:
Livelli di analisi Fondamentalmente esistono nella lingua 4 livelli di analisi stabiliti in base alle due proprietà della biplanarità e della doppia articolazione che identificano tre strati diversi del segno linguistico :
**1. significante come mero significante
La fonetica è la parte della linguistica che tratta della componente fisica, materiale della comunicazione verbale. La fonetica si sotto distingue in tre campi principali:
Le vocali Sono caratterizzate dalle diverse conformazioni che assume la cavità orale a seconda delle posizioni che prendono gli organi mobili. vocali anteriori → lingua in posizione avanzata vocali posteriori → lingua in posizione arretrata vocali centrali → lingua in posizione centrale Le vocali possono essere anche alte , medie o basse in base al secondo parametro che consiste nello spostamento relativo della lingua verso l’alto. La posizione in cui vengono articolate le vocali può essere rappresentato da uno schema detto ‘t rapezio vocalico ’ (vedi fig. 2.3) Un altro parametro importante è la posizione delle labbra. vocali arrotondate → labbra protruse vocali non arrotondate → senza protusione delle labbra Vi sono anche vocali nasali e non nasali.
Approssimanti Suoni con modo di articolazione intermedio tra vocali e consonanti fricative. Semivocali → suoni di fatto assai vicini alle vocali Ci sono semivocali anteriori e semivocali posteriori. Trascrizione fonetica Le grafie alfabetiche formatesi storicamente per convenzione e accumulo di abitudini grafiche non sono univoche e coerenti. Fonemi e grafemi non coincidono e non sono indicati dagli stessi simboli grafici nelle diverse lingue. L’ortografia italiana si può comunque definire abbastanza fedelmente ‘fonografica’ mentre quella del francese e dell’inglese sono spesso assai distanti. Va tenuto conto che la realtà della lingua è primariamente fonica , conta la fonia non la grafia. Per ovviare alle incongruenze delle grafie tradizionali i linguisti hanno elaborato sistemi di trascrizione fonetica in cui c’è corrispondenza biunivoca fra suoni rappresentati e segni grafici che li rappresentano. Il più diffuso e utilizzato di questi sistemi è l’ Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA, International Phonetic Association ).