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LINGUISTICA GENERALE APPUNTI..
Tipologia: Appunti
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Questa variazione porta al caos perchè rende molto complicata la comunicazione, perchè si può variare il modo in cui parliamo, la relalizzazione fonica, produrre enunciati misti. La linguistica deve trovare i limiti della variazione Principi fondamentali della funzione della lingua: Noi stessi nel corso della stessa giornata possiamo variare il modo in cui parliamo o scriviamo a seconda della situazione comunicativa, del nostro interlocutore e a seconda dello scopo della comunicazione. Quindi in base a moltissimi elementi possiamo usare un italiano diverso e naturalmente esso può variare anche molto tra un momento e l'altro della giornata, sia da un punto di vista lessicale e sia da un punto di vista delle realizzazioni foniche. Questa variazione intralinguistica e anche individuale sembrerebbe portare a una specie di caos perché ovviamente sembrerebbe rendere molto complicata la comunicazione perché se io posso variare continuamente il modo in cui parlo posso cambiare da un momento all'altro la mia realizzazione fonica o persino l'uso delle parole. Posso addirittura produrre enunciati mistilingui, cioè in cui alterno per esempio l'italiano o varietà diverse dell'italiano. La linguistica generale deve trovare in qualche misura i limiti della variazione e quali sono gli elementi che permettono l'uso della lingua anche all'interno di questa variabilità. I principi fondamentali di funzionamento della lingua permettono ad ogni bambino della specie umana di imparare qualsiasi lingua anche se sono diverse.
riflessione linguistica alla scrittura per vari motivi.
cuneiforme che poi molto dopo, con i Fenici (nel 1300), ha dato luogo ad una scrittura sillabica, solo consonantica che poi ha dato luogo all'alfabeto. Sono scritture molto diverse da quella che usiamo noi adesso. Una scrittura consonantica non riporta le vocali, molto simile concettualmente a quella che noi usiamo nei messaggini. Il fatto che la scrittura sia indipendente dalla forma fonica lo vediamo anche nell'esempio di CHE, che in italiano corrisponde alla congiunzione o al pronome relativo. Sia nella forma ortografica dell'italiano con CH sia in quest'altra forma col K, piuttosto usata nei messaggi. Quest'ultimo rimanda al suono "che" e naturalmente il modo in cui lo scriviamo è del tutto indipendente dal suono. La scrittura è nata come forma di trascrizione dell'orale ma poi si è evoluta nel corso del tempo. MESSAGGISTICA: Nn Qnd Cmq Tvb Asap Ke, che BOX 11 ELENCO DELLE PRINCIPALI FORME DI SCRITTURA CHE SONO USATE NEL MONDO. L'alfabeto che usiamo noi è solo una delle forme possibili di scrittura e nemmeno la più usata nel mondo. Tra le tante forme di scrittura usate abbiamo infatti la forma logografica che è per esempio quella usata sia in Cina,sia in Giappone. La scrittura araba, ha una scrittura di consonanti e poi abbiamo naturalmente la scrittura sillabica> per sillabe(usata nelle grafie dell'India). Se noi uniamo quantitativamente queste diverse popolazioni vediamo che la maggioranza degli abitanti del pianeta in realtà non usa la scrittura alfabetica. Non solo molti non usano alfabeto, ma anche quelli che lo usano, preferiscono utilizzare alfabeti diversi. Abbiamo diversi tipi di alfabeto: l'alfabeto latino che quello siamo noi,ma poi abbiamo l'alfabeto greco e l'alfabeto cirillico che deriva dal greco. Le lingue che non usano l'alfabeto latino spesso sono anche traslitterate, cioè possono trasformare la scrittura non alfabetica in scrittura alfabetica per renderla più accessibile ad altri parlanti. APPROPRIAZIONE DELLE REGOLE DEL CODICE : I bambini imparano la loro lingua materna attraverso gli stimoli acustici che ricevono e devono ricostruire il codice della propria lingua materna attraverso un lavoro detto di decrittazione. Questo lavoro di ricostruzione del codice dura molto tempo e per tutta la vita continuiamo a imparare la nostra lingua materna, ad allargare le possibilità di imparare parole nuove. Nel caso dei bambini (tra l'uno e i due anni ), essi non producono suoni linguistici. Nell’arco di questo primo anno di vita i bambini stanno lì come dei pupazzi e ascoltano i suoni in modo passivo. E’ dall'ascolto che devono cominciare ad elaborare i dati che piano piano si raffinano. Quindi in realtà la facoltà del linguaggio nasce non
adesso a nanna [aˈdessonˈnanna][aˈdeʃʃoanˈnanna] adesso a ninna [aˈdessoanˈninna] [aˈdeʃʃoanˈninna] adesso a nonna [aˈdessoanˈnonna] adesso a Nino [aˈdessoaˈnino] È così che Nino inizia a costruire un quadro di corrispondenze tra il piano dell’espressione (i segnali fonici) al piano del contenuto (i sensi). Il segnale fonico "nonna" verrà associato al senso di "signora che si occupa di me, che fa ridere ecc." Dai segnali ai sensi: il papà adesso a nanna [aˈdessoanˈnanna][aˈdeʃʃoanˈnanna] adesso a ninna [aˈdessoanˈninna] [aˈdeʃʃoanˈninna] adesso a nonna [aˈdessoanˈnonna] >sua madre adesso a Nino [aˈdessoaˈnino]> suo figlio Quando parliamo, ognuno di noi si costruisce un quadro di corrispondenze tra il piano dell'espressione (i segnali fonici) al piano del contenuto (i sensi). Dai sensi ai significati Anche dal punto di vista del contenuto Nino è esposta a una grande varietà, perché i vari parlanti potranno attribuire sensi diversi alla stessa sequenza fonica: ci saranno differenze nel senso attribuito per esempio alla sequenza ['nɔnna] a seconda che sia usata dai suoi genitori, dai suoi fratelli, da persone che sono interne o esterne alla famiglia e così via.