Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Linguistica generale capitoli 1 e 2, Appunti di Linguistica Generale

appunti riguardanti i capitoli 1 e 2 del libro "nuovi fondamenti di linguistica" di Raffaele Simone. dato che ho una memoria principalmente fotografica, questi appunti sono stati presi rimanendo a livello di parole abbastanza fedele al libro, ma rivisitandolo riscrivendo il tutto in modo schematico e sintetico. Praticamente si può benissimo studiare dagli appunti senza acquistare il libro. Ci sono molti colori, che aiutano bene a capire gli elementi. a me sono serviti molto, spero anche a voi.

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 14/02/2023

GiuliaBugiantelli
GiuliaBugiantelli 🇮🇹

4.1

(8)

8 documenti

1 / 8

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
LE LINGUE E LA LINGUISTICA ( CAPITOLO 1 )
Le lingue verbali costituirono un salto vanti importante a causa della serie di adattamenti del cervello e
dell’anatomia umana. Da ciò si deduce che l’invenzione delle lingue era sentita come obbligatoria e
necessaria per il processo evolutivo.
La paleoantropologia ci fornisce numerose informazioni riguardo lo sviluppo del cervello umano ma ciò non
basta per sostenere spiegazioni sicure.--> l’unico modo per rispondere a domande come “a che servono le
lingue?”, “quali necessità hanno portato alla loro nascita?” eccetera…, è secondo ipotesi e congetture.
Attraverso esse si è arrivati a trovare 3 funzioni primarie:
1. PREDICARE ( dire qualcosa a proposito di qualcos’altro ) le lingue servono per comunicare
Dati di fatto ( es. sta piovendo)
Emozioni, desideri, ipotesi e speranze
Inganni
Alle predicazioni rispondono i nomi ( designano il tema di cui si sta parlando ), i verbi e parole che
aiutano i nomi a precisarsi , parole che aiutano i verbi a funzionare ( avverbi) o parole che aiutano a
esprimere il senso ( info temporali )
Il bambino dorme
È una predicazione perché dice qualcosa a proposito di un’entità BAMBINO ( nome )
DORME (verbo)
Parole che aiutano i nomi a precisarsi es. IL BAMBINO, QUESTO BAMBINO
Avverbi es. DORME PROFONDAMENTE
Info temporali es DORMì PROFONDAMENTE
2. “ SALVARSI LA FACCIA “
Per soddisfare le due funzioni primarie, cioè designare e predicare, servono una varietà di attrezzi:
Per stabilire il tema a diversi livelli di precisione ( QUALCUNO DORME <generico> MIO NIPOTE
DORME <specifico>)
Per richiamare elementi già introdotti senza rinominarli i pronomi ( IL BAMBINO DORME E
LO VEDIAMO)
Per dissociare la responsabilità facendo capire che la fonte non siamo noi ( DICONO CHE IL
BAMBINO DORMA, IL BAMBINO DORMIREBBE.
3. SODDISFARE BISOGNI INTERAZIONALI ( concernenti l’interazione tra gli interlocutori )
Ciò avviene attraverso la pragmatica trasmissione di messaggi non detti, nascosto dietro quello
letterale.
Es. QUI DENTRO FA TROPPO CALDO si fa una predicazione e si chiede indirettamente che
l’interlocutore faccia qualcosa per cessare questa situazione.
Ma perché? si pensa che questa duplicità sia data dal timore di raggiungere conflittualità date
dall’esplicitezza di ordini.
pf3
pf4
pf5
pf8

Anteprima parziale del testo

Scarica Linguistica generale capitoli 1 e 2 e più Appunti in PDF di Linguistica Generale solo su Docsity!

LE LINGUE E LA LINGUISTICA ( CAPITOLO 1 )

Le lingue verbali costituirono un salto vanti importante a causa della serie di adattamenti del cervello e dell’anatomia umana. Da ciò si deduce che l’invenzione delle lingue era sentita come obbligatoria e necessaria per il processo evolutivo. La paleoantropologia ci fornisce numerose informazioni riguardo lo sviluppo del cervello umano ma ciò non basta per sostenere spiegazioni sicure.--> l’unico modo per rispondere a domande come “a che servono le lingue?”, “quali necessità hanno portato alla loro nascita?” eccetera…, è secondo ipotesi e congetture. Attraverso esse si è arrivati a trovare 3 funzioni primarie:

  1. PREDICARE ( dire qualcosa a proposito di qualcos’altro ) le lingue servono per comunicare  Dati di fatto ( es. sta piovendo)  Emozioni, desideri, ipotesi e speranze  Inganni Alle predicazioni rispondono i nomi ( designano il tema di cui si sta parlando ), i verbi e parole che aiutano i nomi a precisarsi , parole che aiutano i verbi a funzionare ( avverbi) o parole che aiutano a esprimere il senso ( info temporali ) Il bambino dorme È una predicazione perché dice qualcosa a proposito di un’entità  BAMBINO ( nome ) DORME  (verbo) Parole che aiutano i nomi a precisarsi  es. IL BAMBINO, QUESTO BAMBINO Avverbi  es. DORME PROFONDAMENTE Info temporali  es DORMì PROFONDAMENTE 2. “ SALVARSI LA FACCIA “ Per soddisfare le due funzioni primarie, cioè designare e predicare, servono una varietà di attrezzi:  Per stabilire il tema a diversi livelli di precisione ( QUALCUNO DORME < generico > MIO NIPOTE DORME < specifico >)  Per richiamare elementi già introdotti senza rinominarli  i pronomi ( IL BAMBINO DORME E LO VEDIAMO)  Per dissociare la responsabilità facendo capire che la fonte non siamo noi ( DICONO CHE IL BAMBINO DORMA, IL BAMBINO DORMIREBBE.
  2. SODDISFARE BISOGNI INTERAZIONALI ( concernenti l’interazione tra gli interlocutori ) Ciò avviene attraverso la pragmatica  trasmissione di messaggi non detti, nascosto dietro quello letterale. Es. QUI DENTRO FA TROPPO CALDO  si fa una predicazione e si chiede indirettamente che l’interlocutore faccia qualcosa per cessare questa situazione. Ma perché?  si pensa che questa duplicità sia data dal timore di raggiungere conflittualità date dall’esplicitezza di ordini.

LA LINGUISTICA

La linguistica, insieme alla matematica, è la più antica delle scienze  le pagine linguistiche di Platone, Aristotele e gli Stoici sono ancora oggi discusse e fonte di suggerimenti. È lo studio scientifico del linguaggio e delle lingue, analisi rigorosa dei fenomeni linguistici. Dalla metà del 1800  ha iniziato a costituirsi come disciplina consapevole di se stessa. Ha compiuto sforzi importanti per essere riconosciuta, nonostante ciò è ancora una scienza “debole” È una disciplina detta “non prescrittiva” -> a differenza delle altre discipline scientifiche non si impone come legge da seguire tassativamente. A che serve la linguistica? -> lo studio di questa disciplina illumina il funzionamento della mente e del pensiero e quindi dei sistemi complessi mentali che mutano e si ristrutturano grazie alla storia. Per questo viene definita come una branca della psicologia e i linguisti collaborano con gli psicologi. Ma ciò non basta. -> mostra che al di sotto delle lingue ci sono dei meccanismi comuni, invarianti, costanti -> ciò contrasta il fatto che sia una branca della psicologia, in quanto effettivamente ha una sua autonomia ( coglie il rapporto tra natura e storia) -> ambiti applicativi:  Disturbi del linguaggio  Analisi del linguaggio mediante calcolatori  Produzione dizionari  Studio operazioni mentali sotto l’aspetto linguistico  Ecc.. PREREQUISITI/DIFFICOLTà PER LO STUDIO DEL LINGUAGGIO

  1. SI STUDIA L’INOSSERVABILE Si analizzano fenomeni il cui significato sfugge all’osservazione diretta. PROBLEMA TECNICO ->si tenta di rappresentare graficamente questi significati come per le altre discipline scientifiche ( economia, biologia, fisica, astrofisica ecc.) Il possibile miglioramento degli strumenti di osservazione o l’accesso a fenomeni attualmente solo da ipotizzare, potrebbero permettere l’accesso allo studio di fenomeni osservabili. -> PER LA LINGUISTICA NON è COSì. Dei fenomeni studiati da essa, solo alcuni sono registrati e registrabili in forma scritta o costuiti da comportamenti umani ( visibili, udibili).
  2. RINUNCIARE ALLA “NATURALEZZA” Non considerare il linguaggio come un comportamento naturale e spontaneo in quanto usato nella quotidianità, ma come un oggetto che nella sua apparente semplicità, è passibile di indagine, di studio.
  3. UN’ANALISI INTERMINABILE Una varietà di ambiti linguistici ci da l’idea di disordine e informalità, ciò provoca nel linguista delusione perché non trova strutture linguistiche ben padroneggiate da chi parla e descrivibili dal linguista. Esempio -> quando parliamo trasgrediamo regole che nello scrivere rispetteremmo. Anche in grammatica ci sono regole basi che però presentano delle eccezioni.
  4. COSTITUIRE IL PROPRIO OGGETTO La linguistica deve decidere, ad ogni fenomeno, dove comincia e finisce il proprio oggetto -> spesso deve creare nuove categorie adatte a trattare quell’oggetto.
  • Danza dell’ADDOME -> ha la forma di due anelli congiunti in un asse centrale serpeggiante. L’ape percorre rapidamente in linea retta l’asse dimenando spesso l’addome; quindi esegue un’evoluzione circolare di 360° a sinistra, corre ancora lungo l’asse centrale, fa un’evoluzione a destra e così per molte volte. Il numero di giri compiuti dall’ape è inversamente proporzionale alla distanza del giacimento di cibo. Esempio -> se il cibo dista 100 metri: 9/10 evoluzioni ogni 15 secondi. Se è a 10000 metri: 1,25 evoluzioni ogni 15 secondi. Secondo von Frisch non tutti i movimenti delle api sono destinati all’indicazione di dove sia il cibo ma che la distanza sia indicata solo dalla parte centrale dell’. esempio : 300 metri -> ½ di tempo per attraversare l’asse. 500 metri -> 1 secondo ecc. Un’altra caratteristica di questa danza è che può indicare con precisione il luogo del giacimento. L’ape bottinatrice conferisce all’asse del proprio 8 una disposizione affinchè esso formi un dato angolo rispetto alla verticale Tale angolo corrisponde esattamente a quello formato dal segmento che congiunge il giacimento all’alveare e da quello che congiunge il sole all’alveare. Esempio:  se l’asse dell’8 è orientato verso l’alto, la fonte di cibo è nella stessa direzione del sole  se è verso il baso, la fonte di cibo è in posizione opposta del sole.  Se l’ape sposta l’asse di 60 ° a sinistra rispetto alla verticale il luogo dell’approvvigionamento è a 60° a sinistra rispetto al sole. Esperimenti e osservazioni hanno concluso che le api modulano i propri messaggi per adattarli alle informazioni che vogliono trasmettere. SEGNALI DI GUIDA DELLE FORMICHE Rispetto alle api, i loro mezzi di comunicazione sono molto più elementari. Il sietma comunicativo più interessante è quello dei “segnali di guida”, che riflette al meglio la gerarchia sociale di questi animali. Come funziona: C’è un numero di esploratrici che cercano il giacimento di cibo. Una volta trovato devono comunicarlo alle operaie come: corrono disordinatamente e scuotendo le antenne. L’agitazione si estende alle operaie, alle quali poi viene comunicato il luogo preciso del giacimento. 2 modi:
  • L’esploratrice guida le formiche alla fonte di cibo
  • Tornando dal giacimento, l’esploratrice lascia delle goccie di feromoni che indicheranno poi la direzione alle operaie, senza che la prima torni alla fonte di cibo. Questi feromoni possono variare da una specie all’altra cosicché un formicaio non sia influenzato da un altro. ALTRI MEZZI DI SEGNALAZIONE -> diverse finalità e significanti

Stato di allarme -> danze frenetiche, odori specifici della funzione o segnali acustici ( tramite vibrazioni )

PROPRIETA’ BIOLOGICHE DEL LINGUAGGIO

 CARATTERE CONGENITO

La proprietà fondamentale del linguaggio è che quest’ultimo è congenito -> cioè non si acquisisce, è registrato nel patrimonio genetico degli individui.  RELATIVA IMMUTABILITA’ Il carattere congenito del linguaggio lascia pensare che questo carattere sia immutabile.  INAPPRENDIBILITA’ E INCANCELLABILITA’ Il carattere congenito, dato che è “scritto” nel patrimonio genetico, non può essere ne appreso ne dimenticato. Nei casi di ritardo dello sviluppo, un bambino tenuto lontano da ogni scambio comunicativo, riacquista terreno molto rapidamente una volta introdotto in ambienti che comunicano con lui. Al contrario, si dimenticano i codici con cui si concretizza il linguaggio -> le lingue.  INDIFFERENZA AL SIGNIFICANTE Il linguaggio si manifesta sotto forma di associazioni tra significato e significante. È indifferente rispetto a quale significante specifico verrà scelto per utilizzarlo, per questo le forme del linguaggio fanno riferimento a diversi tipi di significante.  LIMITI Per quanto sia indifferente allo specifico significante, i modi di espressione del linguaggio sono limitati. Anche l’organizzazione delle lingue verbali prevede limitazioni ( vocali e consonanti ) CODICI ETEROGENEITà DI SIGNIFICATO E SIGNIFICANTE: le lingue sono CODICI -> corrispondenze tra significato ( fisico e non, percepibile e non) e significante (fisico e sensoriale) con lo scopo di trasmettere informazioni tra emittente e ricevente tramite lo scambio di messaggi. I codici costituiscono una classe vastissima, alcuni evidenti ( codici stradali, segnali luminosi ecc. ) e altri meno ( segni che coglie il dottore per trovare la malattia del paziente, lingua dei segni ecc.) CODIFICA -> formazione di un messaggio da parte del mittente tramite codici. Consiste nell’assegnare a un significato il proprio significante. DECODIFICA -> interpretazione del messaggio da parte del ricevente. Consiste nell’identificare il significato a partire dal significante. L’uomo, rispetto agli animali, ha una vasta gamma di significanti. A ciò si aggiunge il fatto che per l’uomo, il significato può essere convogliato da realtà fisiche che non si accostano minimamente ad esso. CODICI SECONDARI: LA SCRITTURA Codici che hanno come contenuto l’espressione di un altro codice -> esempio i codici alfabetici delle lingue verbali. Esempio pratico : non indica il significato “aria” ma il significante [‘arja]. Quindi possiamo leggere la grafia senza capirne il significato ma capendo la pronuncia. Stessa cosa vale per il codice Morse che ha come contenuto l’espressione di codici grafici alfabetici. DAL POV DEL SIGNIFICANTE

Anche le lingue verbali sono SINONIMICHE (seppure con delle limitazioni) sia riguardo parole che frasi intere Es.  Il romanzo di Manzoni è un libro appassionante  I Promessi Sposi è un libro appassionante La sinonimia dei codici è connessa alla loro arbitrarietà in quanto essa gli permette di costruire infiniti segni diversi per esprimere gli stessi significati. VAGHEZZA Otre che sinonimiche, le lingue verbali sono anche ambigue -> molti elementi (che siano parole o frasi complesse ) hanno significati multipli in base al contesto in cui vengono pronunciate Es:

Mi apre davanti, per favore? Mi scrivi una lettera? Chi ha schiaffeggiato Roberto? La sinonimia e l’ambiguità dei codici verbali può essere sintetizzata affermando che essi sono codici vaghi DAL POV DEL SIGNIFICATO La danza delle api non può esprimere altri significati se non quello di indicare dove sia la fonte di cibo.-> questi codici forniscono una porzione limitata di significati. Questa proprietà si chiama FINITEZZA SEMANTICA e i suoi codici sono detti semanticamente finiti All’opposto ci sono le lingue verbali che sono semanticamente illimitate INFINITEZZA SEMANTICA -> le lingue verbali permettono di parafrasare messaggi formulati in quasi qualunque altro codice. Es. la danza delle api non può codificare il significato: “non ho capito cosa hai detto”, ma la lingua verbale può codificare tutti i messaggi della danza delle api. La parafrasibilità non è infinita -> non tutti i messaggi matematici sono tiformulabili in parole. Capacità metalinguistica -> capacità che una lingua ha di riflettersi su ste stessa adottendo se stessa come contenuto Es.  La parola CANE ha 4 lettere -----> non si riferisce al cane in se ma alla parola che lo designa CODICI ANALOGICI E DIGITALI Esempio dell’orologio  Orologio analogico ( con le lancette ) Indica il tempo in modo: o Analogico: una determinata posizione delle lancette viene alaogicamente interpretata come indicazione del tempo o Continuo: copre tutto lo spazio del quadrante, non salta spazi.  Orologio digitale ( con le cifre ) Indica il tempo in modo: o Digitale: inglese DIGIT ( cifra ) perchùé fornisce il tempo sotto forma di cifre o Discreto: termine matematico per dire “discontinuo” -> salta da una cifra all’altra senza contare il tempo di inframezzo Procede con una sorta di “MENZOGNA” -> l’orologio indicherà le 11:12 finché non scatteranno le 11:13, fingendo che il tempo rimanga fermo per un minuto intero. Per quanto riguarda i codici: Codice analogico: esprime una variazione continua. Dal pov delle lingue verbali , in moltissime lingue il raddoppiamento della parola indica l’intensificazione del significato.

In tutte le lingue appaiono fenomeni “espressivi” di indole analogica. -> il volume della voce o la rapidità dell’eloquio sono normalmente intesi come collegati direttamente con lo stato d’animo dell’emittente.

Codice digitale: esprime una variazione a salti. Da pov del significante le lingue verbali sono codici discreti -> due parole pur differendo per un dettaglio minimo sotto il profilo dell’espressione ( penna e pena, pala e palla, casa e cassa… ), non hanno alcun rapporto tra significati. Il carattere discreto è collegato all’arbitrarietà -> la lingua analogica è anche iconica Esempio: la danza delle api è analogica perché riguarda il numero di giri e la direzione dell’asse centrale dell’ rispetto al sole e funziona in base a una variazione continua. FORMA E SOSTANZA Dal POV fisico, il significante delle lingue verbali ( fonico acustico) è costitutito da suoni che l’apparato fonatorio umano è in grado di produrre e quello uditivo è in grado di percepire. Le lingue tuttavia non utilizzano questo materiale così com’è. Esempio: in italiano la porzione di sostanza fonica che sta tra [a] e [e] viene divisa in più segmenti.