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Una panoramica delle varie forme di stato, dalla monarchia assoluta al regime totalitario, passando per lo stato liberale e socialista. Vengono descritte le caratteristiche di ogni forma, le loro origini storiche e le conseguenze sociali e politiche. Un'introduzione alla comprensione della natura e della funzione dello stato in una società.
Tipologia: Sintesi del corso
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Per Stato si intende l'organizzazione giuridica di un popolo, su un determinato territorio, sotto un potere sovrano. Per esercitare i propri poteri (potere legislativo, potere esecutivo, potere giudiziario) lo Stato ha bisogno di determinati organi. La forma di Stato è determinata: da come sono regolati i rapporti tra gli organi dello Stato e l'insieme dei cittadini. Esistono varie classificazione delle forme di Stato. Storico : - Stato assoluto - Stato liberale - Stato socialista Stato totalitario - Stato democratico. Territoriale : - Stati unitari - Stati composti - Stati regionali. Lo Stato assoluto nacque in Europa tra il XV e il XVII secolo: ne sono esempi le monarchie dell'epoca presenti in Francia, Spagna ed Inghilterra. Esso rappresenta la prima forma di Stato vera e propria. Caratteristiche : Lo Stato assoluto era una forma di Stato caratterizzata dall'accentramento dei poteri (potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario) nelle mani del re. Il sovrano era considerato il rappresentante di Dio sulla terra e a lui spettava il compito di emanare le leggi, di nominare i giudici, di comandare l'esercito, di dichiarare guerra o concludere la pace, di emettere moneta, di imporre le tasse. Il termine assoluto deriva proprio dal fatto che il potere del re è assoluto, cioè privo di qualsiasi vincolo. Lo Stato assoluto è detto anche Stato patrimoniale per due ragioni: il popolo e il territorio erano considerati patrimonio del re; il patrimonio dello Stato e quello del sovrano non erano separati, ma formavano un tutt'uno. Assolutismo illuminato : Alla fine del '700 si affermarono delle forme di Stato alle quali si diede il nome di assolutismo illuminato o Stato di polizia (monarchie illuminate prussiana e austriaca). Il sovrano non aveva più un potere assoluto su beni e persone, ma era anche lui subordinato allo Stato: il primo suddito dello Stato. Il patrimonio personale del re e quello dello Stato divennero distinti. Il sovrano non poteva più vendere i beni che facevano parte del patrimonio dello Stato. I tributi pagati dai cittadini non potevano più essere impiegati per finanziare le spese del re e della sua corte, ma affluivano in un fondo pubblico destinato al sostenimento delle spese dello Stato. Stato liberale : La Rivoluzione francese del 1789 pose fine allo Stato assoluto per dar vita alla nascita dello Stato liberale che si diffuse largamente nel XIX secolo. Caratteristiche : Lo Stato liberale ha due caratteristiche fondamentali: basato sulla divisione dei poteri tra organi diversi; riconosce le libertà fondamentali dei cittadini, economica, ovvero la libertà di intraprendere attività economiche senza limitazioni o controlli da parte dello Stato e il diritto alla proprietà privata. Il principio di libertà non si riferisce più ad una classe sociale, ad un ceto, bensì al singolo individuo. I diritti dei cittadini sono disciplinati in una Costituzione scritta e, in caso di una loro violazione, vi è la possibilità di rivolgersi all'autorità giudiziaria. Per questa ragione lo Stato liberale viene detto anche Stato di diritto. Lo Stato liberale è uno Stato di diritto , cioè uno Stato che non è più basato sulla volontà del sovrano che non ha nessuno a lui superiore, bensì si basa sulla supremazia della legge. Il Parlamento, che è un organo elettivo, stabilisce le norme relative alle libertà fondamentali. Pur essendo uno Stato di diritto, lo Stato liberale non è uno Stato democratico, cioè uno stato nel quale il potere appartiene al popolo. Infatti, la maggior parte dei cittadini non ha il diritto di voto che spetta, esclusivamente, ai nobili, al clero e ai ricchi. Per questo lo Stato liberale deve essere considerato uno Stato elitario, cioè uno Stato nel quale le scelte sono effettuate da una èlite (minoranza scelta della società). Nello Stato liberale la forma di governo è sempre quella parlamentare. Tuttavia, gli equilibri tra Parlamento e potere esecutivo non sono sempre gli stessi e variano da una realtà all'altra, per cui si va: dalla monarchia costituzionale, nella quale il ruolo del Parlamento è più limitato; al governo parlamentare, dove il Parlamento ha un ruolo ben più ampio. Una delle caratteristiche dello Stato liberale è il principio della divisione dei poteri, principio affermato dal filosofo francese Montesquie in base al quale: il potere legislativo spetta al Parlamento; il potere esecutivo spetta al Governo; il potere giudiziario spetta ai Giudici. Dopo la Prima guerra mondiale lo Stato liberale entrò in crisi soprattutto in seguito alle rivendicazioni della classe operaia che si era formata con la rivoluzione industriale. Se da una parte, lo Stato liberale difendeva le libertà di tutti i cittadini, dall'altra, sosteneva la proprietà che era un privilegio riservato alla classe borghese. Da questa crisi non venne fuori diverse forme di Stato, a seconda delle idee che prevalsero. Dallo Stato liberale nacquero: lo Stato socialista; lo Stato totalitario; lo Stato democratico. Lo Stato socialista nasce per la prima volta in Russia, dopo la rivoluzione d'Ottobre del 1917 e la fine dello zarismo. Successivamente esso si è affermato in molti paesi dell'Europa dell'est, ma anche in Stati di indipendenza più recente in Asia, Africa e America centrale. Caratteristiche : alla base di questo stato vi è l’uguaglianza sociale ed economica tra tutti i cittadini ed è basato sulla proprietà collettiva dei mezzi di produzione. Ha come fine la realizzazione di una “dittatura proletaria” nella quale lo Stato deve tutelare gli interessi dei proletari che sono in contrapposizione con quelli della borghesia. Abolizione della proprietà privata con la conseguenza che i mezzi di produzione appartengono esclusivamente allo Stato; Lo Stato attraverso la pianificazione centrale, decide: che cosa, quanto, dove, come produrre. L’intervento dello Stato è esteso in tutti i settori (dall’istruzione alla sanità). La presenza di un partito unico. Supremazia dell’ideologia socialista (deroga di leggi e di diritti con l’obiettivo dell’uguaglianza sociale. Questa forma di Stato si basa sull'ideologia marxista e si contrappone nettamente a quella liberale, proprio per il diverso ruolo che la proprietà privata ha in entrambi.
La teoria marxista parte da un’analisi degli aspetti sociali ed economici di una società il cui modo di produzione è di tipo capitalista. Questo modo di produzione si è affermato nelle società dove sono presenti due classi sociali diverse e con interessi opposti: borghesia, formata da coloro che possiedono i mezzi di produzione; la classe operaia o proletariato, costituita da coloro che, avendo come unica ricchezza la propria capacità di lavorativa, per vivere devono vendere alla borghesia la propria forza lavoro. I capitalisti , controllando i mezzi di produzione, sono in grado di appropriarsi della ricchezza prodotta dai lavoratori (gli operai) e possono così diventare sempre più potenti. Ciò porterà ad una rivoluzione da parte del proletariato che potrà distruggere il modo di produzione capitalistico e lo Stato borghese che lo sostiene. Potrà in questo modo dare vita ad una società senza classi, in cui sarà abolita la proprietà privata e i mezzi di produzione saranno della collettività, che li gestirà nell’interesse di tutti. Nel marzo del 1985, dopo la nomina di Michail Gorbaciov a Segretario generale del Partito comunista, in Unione Sovietica iniziò un periodo di riforme denominato perestrojka, termine russo che significa ricostruzione, ristrutturazione. Obiettivo di tale riforma era quello di ridurre il carattere collettivistico dell'economia e di effettuare una separazione dei poteri riconoscendo una maggiore importanza al Parlamento. Questo processo evidenziò tutte le contraddizioni proprie dello Stato socialista, soprattutto la presenza di un gigantesco apparato burocratico, e portò al suo scioglimento nel 1989. La riforma dell'Unione Sovietica ha coinvolto anche gli altri Stati socialisti europei. Oggi, in Europa, non ci sono più Stati socialisti. Questa forma di Stato rimane a Cuba, in Cina, in Corea del Nord e in Vietnam. La nascita dello Stato totalitario si ha in Europa nei primi decenni del XX secolo. Alla base di ogni regime totalitario sta prima di tutto un'ideologia che abbraccia tutti gli aspetti vitali dell'esistenza umana e sottomette tutte le attività sociali, economiche e politiche, intellettuali, culturali, spirituali. Una volta che in un paese sia salito al potere un partito, i suoi membri diventano l'élite del paese stesso l'intera società viene assoggettata da un'organizzazione gerarchica che fa capo ad un solo uomo, il dittatore, dotato di grande carisma. Il partito controlla direttamente gli organi burocratici del paese, le forze armate e i mass media nonostante sia composto da una percentuale relativamente piccola della popolazione. Tutti i gruppi non allineati al potere vengono annientati. La popolazione che vive sotto un regime totalitario è continuamente sottoposta a una politica del terrore. La presenza della polizia segreta contribuisce all'aumento di un clima di diffidenza e insicurezza nel cittadino. Il monopolio dei mezzi di comunicazione è ottenuto facendo sì che tutti i mezzi di comunicazione attraverso i quali la popolazione riceve informazioni siano controllati dal partito stesso. Giornali, riviste, radio e televisione, teatro e cinema sono controllati dal centro. Le forme di informazione che non si uniformano al pensiero del partito vengono considerate eversive, e sottoposte a censura. Un ruolo importante ha, negli Stati totalitari, la propaganda diretta ad inculcare gli ideali del regime. Nei regimi totalitari il controllo delle forze armate e degli armamenti è tipicamente usato per impedire cambiamenti politici e sopprimere eventuali forme di rivolta e colpi di Stato. Il controllo centralizzato dell'economia permette a uno stato totalitario di privilegiare il potenziamento dell'industria pesante e degli armamenti. L'apparato burocratico del potere può controllare i lavoratori, togliere loro arbitrariamente il permesso di lavoro, renderli completamente dipendenti dal potere politico. Lo Stato democratico nasce nel corso del '900 e rappresenta una evoluzione dello Stato liberale quando in molti paesi d’Europa entra in crisi lo Stato Totalitario. Caratteristiche : la sovranità popolare: appartiene al popolo il quale è sovrano; il pluralismo politico: presenza di vari partiti politici spesso contrapposti gli uni agli altri che possono concorrere liberamente per il governo dello Stato e piena partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica del Paese; suffragio universale: tutti i cittadini maggiorenni, uomini e donne, hanno il diritto di voto per scegliere i propri rappresentanti. Il voto viene espresso in elezioni periodiche, libere e corrette; presenza di uno Stato di diritto che garantisce le libertà civili (libertà di religione, di espressione, di riunione, di organizzazione, di protesta, ecc.); indipendenza dei tribunali dal governo e dai partiti; il riconoscimento anche sostanziale dei diritti di libertà e di uguaglianza. Quasi sempre lo Stato democratico è anche Stato sociale, cioè uno Stato che promuove condizioni di benessere per tutti i cittadini e che ha tra i suoi fini quello di eliminare le differenze tra le classi sociali adottando azioni a favore delle classi più disagiate. Esso è detto anche Stato del benessere o Stato assistenziale.