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Logistica e gestione delle scorte, Appunti di Economia aziendale

Le attività della funzione logistica, la gestione del magazzino e delle scorte. Vengono descritte le attività della logistica in entrata, interna e in uscita e la loro integrazione con la gestione delle vendite, finanziaria, economica e produttiva. Viene descritta la struttura del magazzino e le attività di gestione delle scorte, con i relativi costi e tecniche di gestione. Il documento può essere utile come appunti per un corso di logistica o gestione della produzione.

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 07/07/2022

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lorenzo-biancotti-1 🇮🇹

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LOGISTICA: si occupa sia delle attività riguardanti il ricevimento, lo stoccaggio e il passaggio della
produzione delle materie prime e dei semilavorati (logistica in entrata) sia delle attività riguardanti lo
stoccaggio dei prodotti finiti e la loro distribuzione ai clienti (logistica in uscita).!
Quali attività comprende la funzione logistica?
Logistica in entrata: a monte del processo produttivo per il ricevimento di materie prime e semilavorati!
Logistica interna: nella fase di trasformazione tecnico-economica per il trasferimento delle materie prime
e semilavorati ai reparti produttivi!
Logistica in uscita:a valle del processo produttivo per lo stoccaggio dei prodotti finiti e la loro
distribuzione ai clienti!
La logistica deve raccordarsi con:!
GESTIONE DELLE VENDITE = consentire la consegna tempestiva dei prodotti ai clienti!
GESTIONE FINANZIARIA = analizzare gli investimenti e ridurre i volumi e i tempi di giacenza delle
scorte per contenere l'indebitamento!
GESTIONE ECONOMICA = utilizzare in modo eciente gli spazi e il personale per limitare l'incidenza
dei costi!
GESTIONE PRODUTTIVA = assicurare al processo produttivo la continuità del flusso dei materiali!
LA LOGISTICA INTEGRATA:
In un sistema competitivo, le imprese devono realizzare dei cambiamenti nelle strategie, nella struttura
organizzativa e nei processi produttivi con l’obiettivo della Customer Satisfaction orendo una qualità
totale, rilevabile non solo proponendo prodotti e prezzi migliori dei concorrenti, ma anche la massima
ecienza dei servizi oerti. Si può misurare con i seguenti indicatori:!
Rapidità, adabilità e flessibilità della consegna;!
Assortimento dei prodotti, per soddisfare la clientela con una vasta gamma di prodotti;!
Quantitativo minimo da ordinare e frequenza di consegna; il cliente apprezza la possibilità di
ordinare un quantitativo limitato, contendono le proprie le scorte e i costi;!
Assistenza post vendita, fornitura dei pezzi di ricambio, servizio di manutenzione, resi, ecc!
Imballaggio, che deve facilitare operazioni di movimento, contendo peso, ingombro e operazioni di
smaltimento.!
Trasporto eciente;
Ecienza del servizio informativo, produrre documenti precisi che consentono al cliente di conoscere
i tempi di consegna!
MAGAZZINO: struttura formata da locali, impianti, attrezzature e personale in grado di ricevere le scorte,
custodirle, conservarle e renderle disponibili per la produzione o per la consegna ai clienti.!
-nelle imprese industriali = il magazzino serve a ricevere e consegnare materie prime per la produzione !
-nelle imprese commerciali = il magazzino accoglie materie di consumo e le merci oggetto dell’attività
aziendale che vengono conservate fino alla consegna al cliente!
-nelle imprese di servizi = il magazzino accoglie i materiali necessari per l’erogazione del servizio !
La struttura del magazzino é composta da: !
1. Impianti: finalizzati alla conservazione delle scorte. !
2. Attrezzature: introdurre le scorte, movimentarle, trasferirle, ecc!
3. Locali, che sono divisi in tre zone: !
-zona ricevimento scorte: l’ingresso di beni, documentato dalla bolla di carico!
-zona di stoccaggio: conservazione delle scorte, che può avvenire con nastri trasportatori e con le
pallet (merci confezionate in scatoloni di plastica)!
-zona di confezionamento e spedizione: imballaggio e uscita delle merci, documentata dalla bolla di
scarico!
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Scarica Logistica e gestione delle scorte e più Appunti in PDF di Economia aziendale solo su Docsity!

LOGISTICA: si occupa sia delle attività riguardanti il ricevimento, lo stoccaggio e il passaggio della produzione delle materie prime e dei semilavorati (logistica in entrata) sia delle attività riguardanti lo stoccaggio dei prodotti finiti e la loro distribuzione ai clienti (logistica in uscita). Quali attività comprende la funzione logistica? Logistica in entrata: a monte del processo produttivo per il ricevimento di materie prime e semilavorati Logistica interna: nella fase di trasformazione tecnico-economica per il trasferimento delle materie prime e semilavorati ai reparti produttivi Logistica in uscita: a valle del processo produttivo per lo stoccaggio dei prodotti finiti e la loro distribuzione ai clienti La logistica deve raccordarsi con:

  • GESTIONE DELLE VENDITE = consentire la consegna tempestiva dei prodotti ai clienti
  • GESTIONE FINANZIARIA = analizzare gli investimenti e ridurre i volumi e i tempi di giacenza delle scorte per contenere l'indebitamento
  • GESTIONE ECONOMICA = utilizzare in modo efficiente gli spazi e il personale per limitare l'incidenza dei costi
  • GESTIONE PRODUTTIVA = assicurare al processo produttivo la continuità del flusso dei materiali LA LOGISTICA INTEGRATA: In un sistema competitivo, le imprese devono realizzare dei cambiamenti nelle strategie, nella struttura organizzativa e nei processi produttivi con l’obiettivo della Customer Satisfaction offrendo una qualità totale, rilevabile non solo proponendo prodotti e prezzi migliori dei concorrenti, ma anche la massima efficienza dei servizi offerti. Si può misurare con i seguenti indicatori:

• Rapidità, affidabilità e^ flessibilità^ della consegna;

• Assortimento dei prodotti,^ per soddisfare la clientela con una vasta gamma di prodotti;

• Quantitativo minimo da ordinare e frequenza di consegna ; il cliente apprezza la possibilità di

ordinare un quantitativo limitato, contendono le proprie le scorte e i costi;

• Assistenza post vendita,^ fornitura dei pezzi di ricambio, servizio di manutenzione, resi, ecc

• Imballaggio , che deve facilitare operazioni di movimento, contendo peso, ingombro e operazioni di

smaltimento.

• Trasporto efficiente;

• Efficienza del servizio informativo,^ produrre documenti precisi che consentono al cliente di conoscere

i tempi di consegna MAGAZZINO: struttura formata da locali, impianti, attrezzature e personale in grado di ricevere le scorte, custodirle, conservarle e renderle disponibili per la produzione o per la consegna ai clienti.

- nelle imprese industriali = il magazzino serve a ricevere e consegnare materie prime per la produzione

- nelle imprese commerciali = il magazzino accoglie materie di consumo e le merci oggetto dell’attività

aziendale che vengono conservate fino alla consegna al cliente

- nelle imprese di servizi = il magazzino accoglie i materiali necessari per l’erogazione del servizio

La struttura del magazzino é composta da:

1. Impianti : finalizzati alla conservazione delle scorte. 2. Attrezzature : introdurre le scorte, movimentarle, trasferirle, ecc 3. Locali , che sono divisi in tre zone:

- zona ricevimento scorte : l’ingresso di beni, documentato dalla bolla di carico

- zona di stoccaggio: conservazione delle scorte, che può avvenire con nastri trasportatori e con le

pallet (merci confezionate in scatoloni di plastica)

- zona di confezionamento e spedizione: imballaggio e uscita delle merci, documentata dalla bolla di

scarico

GESTIONE DELLE SCORTE:

Insieme delle attività che mirano a determinare il livello ottimale delle scorte presenti in magazzino, distribuendo accuratamente gli acquisti nel tempo e individuando la quantità di scorte da acquistare. Le scorte possono essere classificate utilizzando diversi criteri:

  • natura : merci, materie prime, materie sussidiarie e di consumo, semilavorati, prodotti finiti ecc.;
  • caratteristiche fisico-merceologiche : solide, liquide, gassose;
  • utilizzo e funzione svolta nel processo produttivo :

- scorta esistente , scorta realmente presente in magazzino in un determinato momento;

- scorta virtuale , scorta esistente + quantità ordinate ai fornitori - quantità da consegnare ai clienti;

- scorta normale , scorta mediamente presente in magazzino nel corso dell'esercizio;

- scorta massima , scorta da non superare per mantenere l'equilibrio tra efficienza produttiva e

limitazione dei costi;

- scorta minima o di sicurezza , scorta al di sotto della quale l'impresa rischia il blocco della

produzione o della distribuzione;

- scorta speculativa , scorta costituita quando si originano aspettative circa un rialzo a breve termine

del prezzo di acquisto delle materie o delle merci Il raggiungimento del livello ottimale delle scorte richiede le seguenti attività:

- accertare il fabbisogno necessario per la produzione e individuare i momenti in cui emettere l’ordine ai

fornitori considerando i tempi di rifornimento ( led time );

- analizzare la convenienza economica di produrre il bene all'interno dell’azienda rispetto all'acquisto

all'esterno ( make or buy ), confrontando i costi da sostenere;

- predisporre e inviare l'ordine ai fornitori e sorvegliarne l'esecuzione;

- ricevere le scorte dai fornitori o dalla produzione interna e provvedere al loro stoccaggio e alla custodia:

- effettuare la spedizione ai clienti o alla rete distributiva;

- controllare i livelli delle scorte;

- registrare le operazioni relative alle movimentazione del magazzino.

TECNICHE DI GESTIONE:

Sono diverse in relazione all’organizzazione del processo produttivo: LEAD TIME = quantità di produrre in base alle vendite previste, alle scorte di magazzino e al tempo di produzione e di fornitura. A RIPRISTINO = quantità da ordinare quando le scorte scendono al di sotto del livello di riordino A TEMPO FISSO = invio dell’ordine a intervalli regolari. JUST IN TIME = momento in cui emettere l’ordine (dopo la vendita dei prodotti) e la quantità da ordinare (quella di cui l’azienda effettivamente necessita) QUALI SONO I COSTI PER LA GESTIONE DELLE SCORTE?

  1. Costi di approvvigionamento = costi per l’acquisto di merci e materie prime, l’emissione dell’ordine, per il ricevimento e lo stoccaggio delle scorte
  2. Costi di mantenimento = costo del capitale investito, costo di magazzinaggio, costo di obsolescenza e deprezzamento (invecchiamento fisico ed economico di scorte) 3. Costi dovuti all’incapacità dell’impresa di soddisfare le richieste dei clienti per esaurimento delle scorte. Piani di acquisto: programmi, da realizzare in un certo periodo di tempo, che individuano, per ogni tipologia di scorta, la quantità da acquistare. Per definire un piano di acquisto è necessario:
  3. conoscere i fabbisogni del periodo (quantità da produrre, quantità di beni da vendere);
  4. considerare le esistenze iniziali presenti in magazzino;
  5. considerare le rimanenze finali che si desidera mantenere in magazzino a fine periodo. Nelle imprese commerciali il piano di acquisto individua la quantità di merce da acquistare: vendite previste di merci + rimanenze di merci - esistenze iniziali di merci Nelle imprese industriali la quantità di materie da acquistare si determinata con: Fabbisogno preventivato di materie per produzione + Rimanenze finali di materie - Esistenze iniziali di materie

COME SI TIENE LA CONTABILITÀ DI MAGAZZINO?

La contabilità di magazzino rileva i movimenti di carico e di scarico delle materie, dei prodotti e delle merci allo scopo di determinare la composizione qualitativa, quantitativa e monetaria delle scorte. La contabilità di magazzino può essere tenuta a quantità fisiche o a quantità fisiche e valori e consente di:

  • controllare i movimenti di tutti i beni che transitano nel magazzino
  • verificare il livello delle scorte, segnalando il livello di riordino per evitare di usare la scorta di sicurezza
  • fornire i dati per calcolare per calcolare il costo del prodotto (costo sostenuto per realizzare del prodotto)
  • conoscere la consistenza delle merci, materie prime e prodotti finiti
  • assolvere agli obblighi fiscali La contabilità di magazzino si basa su documenti originari che provano i movimenti intervenuti in magazzino:

- BOLLE DI CARICO: ingresso delle merci e delle materie

- BOLLE DI SCARICO: uscita dal magazzino delle merci e dei prodotti da consegnare ai clienti

- BOLLE DEI RESI DELLA LAVORAZIONE: ingresso in magazzino delle materie non utilizzate nella

produzione

- BOLLE DI VERSAMENTO: ingresso in magazzino dei prodotti provenienti dai reparti produttivi

- BOLLE DI PRELIEVO: uscita dal magazzino delle materie da trasferire ai reparti produttivi

- BOLLE DEI RESI DA CLIENTI: ingresso in magazzino delle merci e dei prodotti resi dai clienti

- BOLLE DEI RESI DAI FORNITORI: ingresso in magazzino delle merci e delle materie rese dai fornitori

La contabilità di magazzino si compone di: GIORNALE DI MAGAZZINO: su cui sono registrati in ordine cronologico i movimenti in entrate e uscita degli articoli, comprovati da documenti di consegna e trasporto (fatture, bolle, ecc). Consente di verificare le variazioni delle scorte. SCHEDE DI MAGAZZINO: su cui sono annotati i movimenti intervenuti per ogni singolo articolo. Rilevano le esistenze iniziali, i carichi, gli scarichi e le rimanenze finali. Riportano informazioni sulla scorta di sicurezza, livello di allarme, livello di riordino ecc.. COME VALUTARE CARICHI E SCARICHI? Le scorte caricate in magazzino vengono valutate al:

  • COSTO DI ACQUISTO se si tratta di merci, componenti, materie di consumo e sussidiarie. Risulta dalle fatture di acquisto aumentato dagli oneri accessori (trasporto, imballaggio, assicurazioni..)
  • COSTO DI PRODUZIONE se si tratta di semilavorati e di prodotti finiti. Si ottiene dalla contabilità gestionale, sommando costi diretti e indiretti della produzione Le scorte scaricate dal magazzino vengono valutate al: COSTO EFFETTIVO, valore utilizzato al momento del carico in magazzino. A volte é difficile o impossibile rintracciarlo e in tal caso gli scarichi vengono valutati applicando LIFO, FIFO e COSTO MEDIO PONDERATO. COSTO MEDIO PONDERATO: media aritmetica moderata dei valori di carico. Il calcolo può avvenire per movimento o periodo. Si ottiene dividendo il valore delle esistenze iniziali e dei singoli acquisti realizzati nel periodo per le quantità totali presenti in magazzino nel periodo considerato. L.I.F.O. (Last In First Out): scarichi valutati ipotizzando che le merci o le materie prime entrate per ultime siano le prime ad essere scaricate. Gli scarichi sono valutati a prezzi più recenti mentre le rimanenze di magazzino a prezzi storici. F.I.F.O (First In First Out): scarichi valutati ipotizzando che le merci o le materie prime entrate per prime siano le prime ad essere scaricate. Gli scarichi sono valutati a prezzi più remoti mentre le rimanenze di magazzino a prezzi recenti.

COME VALUTARE LE RIMANENZE:

Art 2426 c.c: le rimanenze devono essere iscritte al costo di acquisto o di produzione, ovvero al valore di realizzo desumibile dall’andamento del mercato, se minore; tale minore valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi. Criteri di valutazione:

- Costo di Acquisto: per i beni acquistati (merci e materie) inclusi i costi accessori

- Costo di Produzione: per i prodotti finiti ed i semilavorati; include i costi diretti (materie prime,

manodopera) e costi indiretti (ammortamento impianti, manutenzione, …)

- Valore di realizzo: - Differenza tra il prezzo di vendita ed i costi di vendita direttamente imputabili

- Costo di sostituzione (di mercato)

La regola del minore tra il costo di produzione e il valore di realizzo costituisce un’applicazione del principio della prudenza, secondo il quale le perdite presunte o potenziali devono incidere sul risultato economico dell’esercizio, mentre gli utili possono essere attribuiti all’esercizio solo se effettivamente realizzati. DOVE VANNO LE RIMANENZA DI BILANCIO? Stato Patrimoniale —> Attivo circolante —> Rimanenze

  1. materie prime, sussidiarie e di consumo
  2. prodotti in corso di lavorazione
  3. lavori in corso su ordinazione
  4. prodotti finiti e merci
  5. acconti Conto economico - art.2425 cc a) VALORE DELLA PRODUZIONE
  6. variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti. Il segno della variazione è:
  • positivo: rimanenze finali > esistenze iniziali (incremento delle scorte)
  • negativo: rimanenze finali < esistenze iniziali (decremento delle scorte) b) COSTO DELLA PRODUZIONE
  1. variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci Il segno della variazione è:
  • positivo: rimanenze finali < esistenze iniziai (decremento delle scorte)
  • negativo: rimanenze finali > esistenze iniziali (incremento delle scorte) LA NOTA INTEGRATIVA Permette di interpretare i valori attribuiti alle rimanenze e alle loro variazioni. Vengono illustrati: criteri di valutazione adottati (costo di acquisto, costo di produzione ecc..) metodi di valutazione adottati (costo moderato medio, LIFO e FIFO) la motivazioni e gli effetti sul Conto Economico delle eventuali variazioni dei criteri di valutazione la differenza tra valutazione a prezzi correnti e valutazioni di bilancio nel caso in cui questa sia minore gli eventuali cambiamenti nella classificazione delle rimanenze gli eventuali vincoli che gravano sulle rimanenze

QUALI SONO I CONTENUTI ESSENZIALI DEL CONTRATTO DI COMPRAVENDITA?

I contratti sono formati da:

• Condizioni generali di vendita:^ modello che riporta le regole generali di vendita da sottoporre

all’approvazione preventiva del cliente (aspetti giuridici compravendita)

• Condizioni particolari di vendita:^ con le quali si perfeziona l’accordo. Riguardano l’oggetto della

vendita, il prezzo, termini di consegna e modalità di pagamento. La camera di commercio ha predisposto un modello standard di contratto di vendita composto da:

  • una sezione per le condizioni particolari relative alle singole vendite (qualità, quantità, prezzo…)
  • una sezione per le condizioni generali per le vendite internazionali COSA SONO I TERMINI DI RESA? I termini di resa rappresentano le clausole con cui si individuano le condizioni di trasporto e di consegna della merce, attribuendone i rischi e i costi al venditore o al compratore. INCOTERMS, ossia “termini commerciali internazionali”, che definiscono in modo inequivocabile responsabilità, costi e obblighi riferibili ai singoli soggetti coinvolti in una transazione di merci tra nazioni diverse. Sono stati elaborati dalla Camera di Commercio Internazionale per la prima volta nel 1936 ed hanno da subito assunto una grande importanza negli scambi commerciali internazionali e nazionali. Sono stati periodicamente aggiornati al fine di essere in linea con l’evoluzione delle pratiche commerciali. L’ultima revisione, iniziata nel 2016, ha condotto ad una nuova edizione degli Incoterms, pubblicata il 10 Settembre 2019 e entrata formalmente in vigore il 1° gennaio 2020. Ogni precedente edizione resta valida e sempre applicabile, se espressamente richiamata nel contratto. In base alla suddivisione degli obblighi e dei rischi tra acquirente e venditore, gli INCOTERMS 2010 vengono convenzionalmente suddivisi in quattro Gruppi: Gruppo E (“Ex”- partenza): una sola sigla —> ExWorks, responsabilità maggiori a carico di chi compra. Gruppo F (da “Free” - franco): venditore si accolla spese e rischi del trasporto fino alla consegna delle merci al vettore, mentre da questo momento l’obbligo è a carico del compratore. Gruppo C (da “Cost” o “Carriage”): assegnano al venditore i costi del trasporto presso la località stabilita, ma non i relativi rischi. Gruppo D (da “Delivered” - consegnato): responsabilità del trasporto sono del venditore fino alla consegna.

QUALI SONO I RISCHI COLLEGATI AL REGOLAMENTO DI COMPRAVENDITA INTERNAZIONALE?

  • RICHIO COMMERCIALE: compratore risulta insolvente. Maggiore rischio all’estero dove l’esportatore non dispone di informazioni sulla serietà e affidabilità della controparte e sul comportamento della banca. - RISCHIO DI CAMBIO: possibile variazione del tasso di cambio tra la conclusione della compravendita e l’incasso monetario, che comporti un’entrata minore in rapporto alle aspettative.
  • RISCHIO POLITICO: condizioni politiche, sociale ed economiche di un determinato Paese. Rappresenta le difficoltà di quel Paese a far fronte agli impegni di pagamento assunti dagli operatori economici verso soggetti esteri. L’esportatore deve informarsi su:

- Rischio di insolvenza del Paese

- Grado di affidabilità del sistema bancario

- Solvibilità del compratore

- Sistema giudiziario del Paese

Solo dopo, l’esportatore definisce lo strumento di pagamento, tenendo in considerazione le esigenze proprie e della controparte. Nel contratto viene individuata la forma di regolamento in grado di soddisfare al meglio le esigenze delle parti anche se prevale l’interesse della parte che ha il maggior potere contrattuale. FORME DI REGOLAMENTO PIU UTILIZZATE: Le condizioni di regolamento su cui i contraenti si devono accordare sono:

• i tempi di pagamento

• il luogo di pagamento

• la moneta

• le banche coinvolte

• la forma di regolamento

FORME PIU UTILIZZATE: bonifico bancario, assegno bancario, incasso e credito documentario. BONIFICO BANCARIO Il debitore ordina alla propria banca il trasferimento di una somma di denaro a una banca corrispondente nel Paese del beneficiario, la quale provvederà a effettuare a favore di quest’utlima il pagamento dell’importo dovuto. compratore --> banca del compratore --> banca del venditore --> venditore Forma più utilizzata sia nei pagamenti nazionali sia internazionali, quando il fornitore si fida del cliente. É più sicuro solo se è ordinato in anticipo rispetto alla fornitura della merce o prestazione di servizi. Nei Paesi dell’Unione Europea e in altri Paesi europei i pagamenti in euro avvengono tramite SEPA che attua una procedura uniforme attraverso il riconoscimento dei c/c tramite IBAN (27 caratteri). ASSEGNO BANCARIO Strumento di regolamento con il quale il titolare di un conto corrente (traente) ordina alla propria banca (trattaria) di pagare al beneficiario la somma scritta sull’assegno prelevandola dal proprio conto corrente. Non é molto diffuso nelle contrattazioni internazionali. Nei Paesi di civil law l’assegno bancario è un titolo di credito, mentre in quelli di common law è un semplice strumento di pagamento. Inoltre, i diversi passaggi che necessitano per usare l’assegno bancario come pagamento comportano l’attribuzione di una valuta posteriore anche di 20 giorni per l’accredito (sempre che l’operazione vada a buon fine). L’assegno circolare, invece, non è soggetto a rischio di mancato incasso, perché rappresenta uno strumento di pagamento emesso dalla banca con garanzia del buon fine assicurata.

COSA SONO LE VALUTE ESTERE E I CAMBI?

• VALUTE ESTERE:^ mezzi di pagamento espressi in moneta di un Paese non appartenente all’Unione

economica e monetaria e utilizzabili nell’inter-scambio; sono rappresentate da banconote, titoli di credito (assegni e cambiali) e strumenti disponibili attraverso il sistema bancario (bonifici)

• CAMBI:^ prezzi ai quali vengono acquistate o cedute le valute estere.

Nelle registrazioni contabili dei debiti e crediti in valuta estera, il cambio viene espresso attraverso un rapporto tra una unità della prima valuta e il numero di unità equivalenti della seconda valuta. I prezzi delle valute si formano sul mercato telematico dei cambi e variano in ogni istante. Il cambio di una valuta nei confronti di un’altra può essere espresso attraverso:

- la quotazione certo per incerto: quantità variabile di moneta estera che si può ottenere con un

ammortare fisso di moneta del proprio paese o della propria area monetaria

- la quotazione incerto per certo esprime la quantità variabile di moneta del proprio paese o della

propria area monetaria che si può ottenere con un ammortare fisso di moneta estera. L’euro quota sempre certo per incerto. QUALI MEZZI DI PAGAMENTO POSSONO ESSERE NEGOZIATI? Quando si acquista un mezzo di pagamento espresso in valuta estera, si può incorrere nel rischio di cambio, variazioni sfavorevoli di tassi di cambio che determina un peggioramento della situazione finanziaria di un operatore. La conversione tra mezzi di pagamento nazionali ed esteri può dar luogo a operazioni di:

  • cambio manuale : si riferiscono a scambi di banconote effettuati da coloro che si recano o ritornano dall’estero. Poco importanza, si applica il cambio banconote.
  • cambio traiettizio: hanno per oggetto la negoziazione di divise estere, crediti o titoli di credito esigibili in moneta estera. Notevole rilevanza e incidono sulle quotazioni delle monete. Tenendo conto della scadenza, le divise possono essere:

- disponibili sulla piazza estera lo stesso giorno di negoziazione (bonifici bancari - cambio valutario)

- disponibili a vista (assegni, tratte a vista o lettere di credito a vista, cambio chèque)

- disponibili a scadenza (titoli esigibili a una data più meno lontana, non ci sono cambi da applicare)

IL LISTINO DEI CAMBI

Espone i prezzi a cui la banca che lo propone si dichiara disposta ad acquistare o a vendere le singole valute alle imprese-clienti che operano con l’estero. Nei listini dei cambi vengono espressi due prezzi:

  • cambio denaro : prezzo al quale la banca è disposta ad acquistare la valuta estera
  • cambio lettera : prezzo al quale la banca è disposta a vendere la valuta estera La differenza tra camminare cambio lettera viene chiamato spread. COME AVVIENE LA NEGOZIAZIONE DI DIVISE ESTERE? Le divise estere vengono negoziate per il regolamento di importazioni ed esportazioni. Se vi è coincidenza fra la scadenza del cambio e quella divisa estera non sorgono particolari problemi. Se la scadenza della divisa non è conforme a quella del cambio, tenuto conto che non esistono quotazioni di valute a scadenza, occorre procedere all’attualizzazione della divisa. Occorre quindi conoscere il tasso corrente di finanziamento sul mercato monetario della valuta estera e il tempo che separa le due scadenze.

TRASPORTO INTERNAZIONALE

Passaggio fisico della merce dall’esportatore all’importatore con la consegna nel luogo e nei tempi stabiliti nel contratto. Esportatore e importatore devono trovare la soluzione che permetta loro di ottimizzare il trasferimento della merce, tenendo delle operazioni di carico, stivaggio, fissaggio e scarico, formalità doganali, deposito e conservazione della merce nel magazzino stabilito. Queste attività devono essere realizzate garantendo sicurezza della merce, mantenendo l’ economicità e assicurare la velocità e puntualità della consegna. Queste variabili sono spesso in contrasto tra loro e quindi non resta altro che scegliere una priorità tra le variabili, a seconda dalla merce da trasportare. Ad esempio per: MERCE DEPERIBILE: + velocità, + sicurezza, - economicità MERCE PREZIOSA: + sicurezza, +/- velocità, - economicità PRINCIPALI SCELTE DA COMPIERE : Le imprese a cui affidare la spedizione e gli eventuali servizi collegati (es. pratiche doganali) Modalità e tempi di trasporto A CHI PUO’ ESSERE AFFIDATO IL TRASPORTO DELLA MERCE? Le grandi imprese utilizzano l’integrazione verticale, cioè si svolgono all’interno tutte le attività di logistica (filiera a monte e a valle) oltre che il core business. Va bene per le grandi imprese che dispongono di una struttura organizzativa più complessa e di maggiore disponibilità finanziaria. Esternalizzare: acquistare da figure professionali specifiche (spedizioniere, vettore, corriere) le fasi della filiera che non sono direttamente collegabili al core business. In particolare il trasporto internazionale, che comporta diversi adempimenti accessori, richiede competenze specifiche che non sempre sono presenti all’interno dell’impresa. SPEDIZIONIERE: Impresa che svolge l’attività di spedizione, impegnandosi a provvedere in nome proprio e per conto del committente alla stipulazione del contratto di trasporto o il vettore, al componimento della spedizione e alle operazioni accessorie, comprese quelle doganali. La quantità della merce da trasportare vincola la scelta del tipo del trasporto. Se lo spedizioniere si deve occupare di un piccolo carico può, in un unico trasporto, consegnare a più importatori merce di diversi esportatori ( groupage ); se deve occuparsi di un grande quantitativo eseguirà un trasporto esclusivo. Compiti dello spedizioniere:

• ritiro merce nella sede indicata dall’impresa committente

• gli adempimenti doganali nel caso di trasporti verso paesi extraeuropei

• la stipulazione del contratto di trasporto con il vettore

• la consegna della merce al vettore

• l’eventuale assistenza e consulenza.

INTERMODALE:

L’integrazione fra diverse modalità induce a considerare il trasporto medesimo come un’unica prestazione, dal punto di origine a quello di destinazione, in una visione globale del processo di trasferimento delle merci e, quindi, in un’ottica di catena logistica integrata (supply chain) Si realizza attraverso un unico vettore. Il trasferimento della merce comporta l’uso di diversi mezzi di trasporto, ma con uno stesso contenitore, e si effettua utilizzando le unità di carico adatte. Viene utilizzato sulle lunghe distanze. Le unità di carico possono essere diverse (semirimorchi, container, casse mobili, veicoli completi) ELEMENTI CARATTERIZZANTI:

  • Il caricamento della merce in unità standardizzate o su veicoli stradali;
  • Il trasferimento delle unità di carico da una modalità all’altra;
  • L’assenza di trattamento della merce stessa nel cambio di modalità Il trasporto intermodale è strutturato

- in una tratta principale (ferrovia, mare o aereo)

- in tratte secondarie definite “feeder” (generalmente modalità stradale)

TRASPORTO MULTIMODALE:

Trasferimento di una merce che utilizza almeno due modi di trasporto differenti. TRASPORTO COMBINATO: Trasporto intermodale a due modalità le cui percorrenze si effettuano principalmente per ferrovia, mare, vie navigabili interne o aereo. I percorsi terminali o iniziali, i più corti possibili, sono realizzati su strada. UNITA’ DI CARICO Strumenti di carico e imballaggio quali pallets, containers, casse mobili, ecc, che permettono di effettuare le operazioni di carico e scarico e i trasferimenti da un mezzo all’altro in modo semplice e veloce. QUALI SONO I PRINCIPALI DOCUMENTI PER IL TRASFERIMENTO DI MERCI?

  • documenti di trasporto: polizza di carico e lettera di vettura.
  • documenti commerciali: fattura, packing list, certificato di ispezione delle merci,
  • documenti doganali:

- documento amministrativo unico: esportare chiede all’autorità doganale di esportare o importare

- il carnet ATA: consente esportazione e importazioni di merci per fiere, eventi

- i modelli INTRASTAT: elenchi delle operazioni di acquisti e cessione dei beni

- il certificato di origine: che attesta l’origine delle merci nei rapporti tra UE e i paesi extra UE

  • documenti di assicurazione: polizza assicurazione

LE DOGANE

Organi operativi periferici dell’Amministrazione Finanziaria dello Stato a cui sono affidati compiti di controllo su merci e documenti, di accettazione e di verifica di dichiarazioni, di calcolo e riscossione dei dazi, di raccolta dei dati fiscali e statistici e di espletamento di altre formalità concernenti il movimento dall’estero e verso l’estero di persone, di merci e mezzi di trasporto Le dogane sono situate sia lungo i confini dei singoli Paesi, sia all’interno, nei luoghi di maggiore traffico di smaltimento delle merci provenienti o destinati all’estero. Il codice doganale dell’Unione Europea definisce la legislazione applicabile alle importazioni ed esportazioni di merci tra l’Unione Europea e i Paesi terzi e mira a facilitare il commercio, garantendo un maggiore livello di sicurezza alle frontiere. La struttura doganale italiana è composta da un’organizzazione centrale (Ministero dell’Economia e delle Finanze - Agenzia delle dogane) e un’organizzazione periferica. A seconda del luogo in cui sono situate, distinguiamo le dogane di confine, aeroportuali, di mare e interne. Il compito principale delle dogane consiste nella determinazione e nell’incasso dei diritti doganali. I diritti doganali sono costituiti dalle somme che competono alle dogane di confine o alle dogane interne in esecuzione delle operazioni di sdoganamento delle merci non comunitarie. Essi comprendono i dazi, diritti di confine e i diritti doganali diversi. PROCEDURA DOGANALE PER LE COMPRAVENDITA EXTRA EU ESPORTAZIONI Le esportazioni sono soggette all’espletamento della seguente procedura doganale:

- presentazione alla dogana di esportazione delle merce accompagnata dai documenti previsti e del

documento amministrativo unico,

- autorizzazione della dogana di esportazione allo svincolo delle merci, tramite consegna al dichiarante

del documento di accompagnamento all’esportazione (DAE) e tramite un messaggio elettronico di esportazione alla dogana di uscita,

- confronto della dogana in uscita tra il contenuto del messaggio di esportazione ricevuto e il DAE e

successivo invio del messaggio elettronico “risultati in uscita” alla dogana di esportazione,

- invio al dichiarante del messaggio “notifica di esportazione” da parte della dogana di esportazione

IMPORTAZIONI

Le importazioni sono soggette ai seguenti adempimenti doganali:

- presentazione alla dogana in entrata della merce accompagnata dai documenti previsti e dalla

dichiarazione doganale redatta sul documento amministrativo unico

- controllo dei documenti presentati e calcolo dei dazi e degli altri dirti doganali

- pagamento dei dazi e diritti doganali

- svincolo della merce