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Una panoramica dettagliata sul gioco d'azzardo patologico, inclusi i suoi sintomi, le conseguenze sulla salute mentale e economica, e i metodi di trattamento. Viene inoltre esplorato l'aspetto matematico del gioco d'azzardo, con una spiegazione della probabilità di vincita e del ruolo della matematica come antidoto logico. Il documento conclude con una breve storia dell'arte del gioco d'azzardo.
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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Il gioco d'azzardo è un'attività in cui si scommette denaro o altri valori su eventi incerti o casuali con l'obiettivo di vincere denaro o altri premi. I giochi d'azzardo possono includere casinò, scommesse sportive, lotterie, bingo, poker, roulette, slot machine e molti altri. Tuttavia però può creare dipendenza e causare problemi finanziari, legali e sociali. Per questo motivo, è importante agire responsabilmente e stabilire limiti sulle somme di denaro scommesse e sui tempi e le modalità di gioco o ancora meglio evitare completamente queste attività. Inoltre, alcune giurisdizioni proibiscono o regolamentano severamente il gioco d'azzardo per garantire la protezione del pubblico. Secondo la legge (art. 721 cod. pen.), sono giochi d’azzardo quelli in cui:
Nel DSM-5 il GAP è definito come un “comportamento problematico persistente o ricorrente legato al gioco d’azzardo. Questo porta a disagio o compromissione del funzionamento individuale clinicamente significativi”. Per diagnosticare la ludopatia devono essere rilevate quattro (o più) delle seguenti condizioni entro un periodo di 12 mesi:
- Bisogno di giocare quantità crescenti di denaro per ottenere l’eccitazione desiderata. - Irrequietezza o irritabilità se si riduce o si sospende il giocare. - Ripetuti sforzi infruttuosi per controllare, ridurre o smettere di giocare.
La seconda forma è detta “ craving da sollievo”. Essa è sostenuta dal desiderio di Ridurre lo stato di arousal (attivazione). Le vie neuroendocrine coinvolte sarebbero caratterizzate da un disequilibrio tra sistema gabaergico e recettori NMDA. La personalità che presenta questa forma di craving sarebbe caratterizzata da elevata sensibilità allo stress. La terza forma è detta “ craving ossessivo ”. In questo caso si assiste a una mancanza di controllo a fronte del pensiero intrusivo del gioco. La disfunzione neuroendocrina associata a questa terza condizione consisterebbe in un deficit del sistema della serotonina, in correlazione con una difficoltà nel controllo degli impulsi. Alcuni studi hanno spiegato come il craving non sia obbligatoriamente connesso con i rischi della ricaduta. È stato anzi verificato che le misure della consapevolezza e dell’attenzione rispetto agli elementi scatenanti il craving possono essere inversamente correlate con l’entità reale del comportamento di gioco. Nella ludopatia, maggiormente si conosce il proprio craving maggiori sono le probabilità di fronteggiarlo evitando il ricorso al gioco. NEUROBIOLOGIA DELLA LUDOPATIA Per diventare “di abuso” un oggetto deve possedere “proprietà dopaminergiche”, cioè agire sulla parte del cervello che si occupa del sistema della gratificazione. La probabilità di rimettere in atto un comportamento che ha determinato piacere/gratifica è molto elevata. È talmente fondamentale per la nostra sopravvivenza rimettere in atto i comportamenti che hanno prodotto piacere/gratifica, che il nostro sistema della ricompensa scarica dopamina anche solo se anticipiamo con la mente un comportamento gratificante. Questo concetto è trasferibile anche al mondo del gioco patologico. il cervello rilascia dopamina quando stiamo effettivamente giocando.
A livello fisico si verifica una reazione nervosa e ansiosa con insonnia, tachicardia, sudorazione. Come già accennato tutti sintomi di una iperattivazione della via che produce cortisolo, catecolamine e iperattività del sistema nervoso ortosimpatico. La cosa più difficile da contrastare, però, è l’astinenza psicologica. Il chiodo fisso del tornare a giocare. È proprio su questo che lavora l’approccio psicoterapeutico e tutta quella parte del lavoro riabilitativo finalizzata alla prevenzione della ricaduta. TRATTAMENTO DELLA DIPENDENZA DA GIOCO: Il trattamento è spesso molto impegnativo perché chi soffre di ludopatia fa, di solito, fatica ad ammettere di avere un problema. Dunque una parte fondamentale del trattamento consiste nel prendere coscienza della propria problematica. Il trattamento può permettere alla persona di ri-ottenere il senso del controllo e magari di aiutare a curare le relazioni danneggiate a causa del gioco. Le modalità di trattamento del gioco d’azzardo patologico comprendono: psicoterapia (individuale, di gruppo, famigliare, di coppia), supporto farmacologico (antidepressivi, stabilizzatori dell’umore, farmaci antagonisti della dopamina), gruppi di auto-aiuto (con persone con la medesima problematica). In caso di necessità si consiglia di contattare uno psicologo o psicoterapeuta presente sul territorio specializzato sulle dipendenze oppure contattare il servizio di GiocaResponsabile.it, promosso dalla FeDerSerd (Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze). ASPETTO MATEMATICO: PROBABILITA’ DI VINCITA
È possibile dire che la matematica, in questo caso, sia al servizio della psicologia, creando le “quasi vincite", fenomeno per cui una persona si convince di essere andata vicino alla vittoria e quindi vuole riprovarci. Sono elementi essenziali per spingere al gioco e per continuare a farlo». MATEMATICA UTILE – La matematica, però, non è né buona né cattiva, specifica Canova: «è uno strumento e come tale deve essere considerato. Mi piace dire che tra chi promuove forme di gioco legalmente riconosciute e chi invece fa campagna di sensibilizzazione contro i rischi dell’azzardo noi ci poniamo in una posizione intermedia: pur lasciando naturalmente libertà a ognuno di giocare, siamo convinti che aiutare a conoscere bene l’argomento, dal punto di vista matematico e psicologico, sia una buona forma di prevenzione. Conoscendo i meccanismi è meno probabile cadere nella trappola del gioco d’azzardo patologico, questo sì assolutamente da condannare». L’esempio è la roulette: «contando su 37 numeri su cui puntare, giocando su un numero, nel caso di vittoria mi verrà consegnata una somma moltiplicata 36 volte la mia giocata; affinché il gioco fosse equo, si sarebbe dovuto pagare 37 volte la posta. In questo modo, invece, la differenza è il margine di guadagno del casinò. In un calcolo matematico, si traduce in un guadagno del 3% medio». Un approccio più scientifico dell’azzardo è iniziato nel XVI secolo, con i lavori di Cardano, Pascal e Fermat. Al di là dell’analisi dei giochi specifici, quei primi studi hanno portato alla definizione classica di probabilità: la probabilità di un evento e uguale al rapporto tra il numero dei casi favorevoli al suo verificarsi e il numero dei casi possibili, a condizione che tutti i casi siano considerati ugualmente possibili. In formula, se ci sono k casi favorevoli e n casi totali, la probabilità è p=k/n. Questa definizione può essere usata per risolvere il quesito “Chi sta vincendo?” Le condizioni per applicare la definizione classica di probabilità sono molto restrittive: per esempio essa non si può utilizzare quando è difficile stimare se i casi considerati siano equiprobabili. Questo accade molto spesso per eventi empirici, per esempio i risultati delle gare sportive. Per tali situazioni occorre estendere la definizione di probabilità in un modo adeguato. All’inizio del Novecento il matematico Bruno De Finetti ha proposto una definizione soggettiva della probabilità proprio basata sul concetto di azzardo. Secondo la definizione di De Finetti, infatti, la probabilità che un individuo razionale attribuisce a un certo evento si calcola mediante il rapporto tra la somma che egli ritiene giusto scommettere, rischiando di perderla se l’evento non si verifica, e la somma che ha diritto di ottenere in cambio se l’evento si verifica. In formula, se un individuo è disposto a pagare C per ottenere S in caso si verifichi
l’evento E, la probabilità è p=C/S. L’ipotesi di razionalità dell’individuo garantisce che la definizione di De Finetti estenda quella classica; inoltre, essa si può applicare anche quando le ipotesi per utilizzare la definizione classica non sono soddisfatte. La definizione di De Finetti permette inoltre di studiare in modo più dettagliato il comportamento degli individui, per esempio valutando la loro propensione o avversione al rischio. Utilizzando gli strumenti matematici a nostra disposizione, come possiamo giudicare l’azzardo? Secondo De Finetti, un coinvolgimento continuo nell’azzardo porta alla rovina del giocatore, anche in presenza di giochi equi. Invece le proposte di azzardo, anche quelle legalizzate dallo stato italiano, non sono mai eque, ma sono sempre a favore del banco. Quindi, da un punto di vista dell’ottimizzazione della somma di denaro a nostra disposizione, l’unica scelta razionale è di non giocare mai. Vincere non è solo questione di fortuna, ma anche di matematica. IL GIOCO DELLE CARTE
agevola e' punito con l'arresto da tre mesi ad un anno e con l'ammenda non inferiore a euro 206. **** Art. 720.** Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, senza esser concorso nella contravvenzione preveduta dall'articolo 718, è colto mentre prende parte al giuoco di azzardo, è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a euro 516. Il gioco d’azzardo è illegale non soltanto per la questione della vincita di denaro , ma anche per altri due problemi: la non dichiarazione della vincita e l’ assenza di autorizzazione da parte della Pubblica Amministrazione (gestito da Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato). In pratica, il gioco d’azzardo non è sempre reato; lo diventa se praticato:
perché “i proventi di cui si tratta” sono legittimi in quanto costituiscono entrate dello Stato , che li destina al finanziamento di interventi di interesse generale della popolazione. Quindi l’uso pubblico delle risorse provenienti dal gioco d’azzardo giustifica la deroga alle norme penali. GIOCO D’AZZARDO NELL’ARTE Affresco di epoca romana, che ritrae una tra le prime scene di gioco d’azzardo nella storia dell’arte.
1631 - 1633. Opera di genere raffigurante piccoli proprietari terrieri che litigano per un gioco di carte. Un'altra rappresentazione iconica del gioco d'azzardo si trova nei dipinti di Caravaggio , uno dei più importanti pittori italiani del XVII secolo. Il suo dipinto " I bari " ( 1594 ) raffigura un gruppo di truffatori impegnati in un gioco di carte truccato. Caravaggio cattura l'atmosfera tesa della scena , con personaggi che si studiano attentamente, alcuni esultano mentre altri reagiscono con sorpresa o frustrazione. Nella letteratura , il gioco d'azzardo è spesso presente in opere come "Il giocatore " di Fëdor Dostoevskij , che esplora le ossessioni, gli impulsi autodistruttivi e gli effetti psicologici del gioco compulsivo. Questo romanzo riflette le esperienze personali dell'autore stesso, che era un giocatore d'azzardo.
Il gioco d'azzardo è anche stato rappresentato nel cinema , come nel film " Casinò " di Martin Scorsese del 1995 , che narra la storia di un manager di casinò e delle sue sfide nel mondo del gioco d'azzardo e della corruzione. 21 , film del 2008 diretto da Robert Luketic , basato sulle vicende del MIT Blackjack Team, un gruppo di studenti del MIT che tra il 1980 e il 1990 sbancò numerosi casinò ricorrendo al conteggio delle carte nel blackjack. In conclusione, il gioco d'azzardo è stato un tema ricorrente nell'arte. Artisti di diverse epoche e paesi hanno raffigurato il gioco d'azzardo nelle loro opere, offrendo uno sguardo sulla natura umana e sulle emozioni legate al gioco stesso. Il caso di Venezia: 900 ANNI DI GIOCO DI AZZARDO, DALLA SERENISSIMA AD OGGI “La matina una messeta, dopo pranzo una basseta e la sera una doneta” (alla mattina una messa, dopo pranzo il gioco e la sera una donna) diceva uno dei proverbi veneziani più in voga nel ‘ 700. Venezia della Serenissima era la capitale del commercio mondiale, paragonabile a Wall Street di oggi (come abbiamo già scritto in un post) ma anche del gioco e paragonabile alla Las Vegas che conosciamo oggi. Era una città vulcanica, incredibile, in continuo fermento.
https://www.treccani.it/enciclopedia/ https://www.alisa.liguria.it/index.php/problematiche-gioco-d-azzardo#:~:text=I %20giochi%20d'azzardo%20sono,che%20dall'abilit%C3%A0%20del%20giocatore. (riadattato) ASPETTO MEDICO-PSICOLOGICO : https://www.ipsico.it/news/ludopatia-quando-il-gioco-diventa-malattia/ https://www.centrosannicola.com/ludopatia-sintomi-segni-gioco-azzardo/ https://www.topdoctors.it/dizionario-medico/ludopatia-internet-cleptomania- cellulare ASPETTO MATEMATICO - PROBABILITA’ DI VINCITA: https://kelbet.it/giochi-azzardo-con-maggiori-probabilita-di-vincita/ https://wisesociety.it/piaceri-e-societa/gioco-dazzardo-matematica-ludopatia/ https://www.fateilnostrogioco.it/ https://www.rizzolieducation.it/rivista/la-matematica-e-lazzardo/ https://ilgiocodazzardo.altervista.org/la-verita-su-gioco-dazzardo/? doing_wp_cron=1684566973. ASPETTO LEGALE - TRUFFA - GUADAGNI https://www.money.it/e-legale-giocare-azzardo-con-amici-e- parenti#:~:text=Secondo%20la%20legge%20il%20gioco,durante%20le%20festivit %C3%A0%2C%20%C3%A8%20illegale. https://www.google.com/amp/s/www.laleggepertutti.it/amp/535428_giochi- dazzardo-quali-sono-legali https://www.info.asl2abruzzo.it/files/mmg_giocopatologico_materialeessenziale.pdf GIOCO D’AZZARDO NELL’ARTE: Il caso di Venezia: 900 ANNI DI GIOCO DI AZZARDO, DALLA SERENISSIMA AD OGGI: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/01/14/sei-secoli- azzardo-nella-serenissima.html