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Moneta Circolante e Depositi Bancari: Offerta e Domanda di Moneta, Sintesi del corso di Economia Politica

La relazione tra moneta circolante e depositi bancari, e come l'offerta e la domanda di moneta influiscono sul livello dei prezzi. Viene presentata la teoria quantitativa della moneta e il suo applicazione al mercato della moneta. Il documento include grafici per illustrare le relazioni descritte.

Tipologia: Sintesi del corso

2011/2012

Caricato il 16/04/2012

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La macroeconomia studia il comportamento del sistema economico:
produzione totale dei beni e servizi F 0 E 0 PIL(prodotto interno lordo)
distinguendo tra :
1. consumi e investimenti F 0 E 0 consumi del settore famiglia e investimento del settore
impresa
2. spesa privata e spesa pubblica
3. importazioni ed esportazioni
livelli aggregati di occupazione e disoccupazione
il consumo è domanda di beni e servizi all’interno del paese.
Esportazioni: domanda di tutti i cittadini diversi dagli italiani di prodotti italiani.
Importazioni: domanda italiana di prodotti del resto del mondo. Sottrazione di reddito italiano
per altri prodotti non italiani.
Consideriamo anche i prezzi:
prezzi di beni e servizi F 0 E 0 livello generale dei prezzi
prezzi della forza lavoro F 0 E 0salario = costo del lavoro nel mercato del lavoro
prezzi del credito F 0 E 0 tasso di interesse
prezzi relativi delle valute F 0 E 0 tasso di cambio
tre concetti fondamentali: prodotto interno lordo(PIL) è il valore di tutti i beni e servizi nali
prodotti in un sistema economico in un dato periodo di tempo; il livello generale dei prezzi è
indicatore economico ed è soggetto all’inazione; il tasso di disoccupazione è la percentuale di
forza lavoro senza occupazione. La forza lavoro è formata dalle persone in età lavorativa che
sono disposte a lavorare dove ci sono buone occasioni di lavoro. I proprietari terrieri sono in età
lavorativa, ma non vogliono cercare lavoro F 0 E 0 non fanno parte della forza lavoro e non sono
considerati disoccupati.
La macroeconomia studia gli aggregati :
C F 0 E 0 consumo F 0 E 0 domanda di beni di consumo, settore famiglia che consuma;
S F 0 E 0 risparmio.
Vi sono 3 mercati :
beni e servizi o settore reale
mercato della moneta o settore monetario
mercato del lavoro
unendo questi 3 mercati possiamo vedere le condizioni di equilibrio tra questi F 0 E 0 EQUILIBRIO
MACROECONOMICO.
Dalla microeconomia sappiamo che i fattori produttivi sono CAPITALE e LAVORO. Prendiamo la
funzione di produzione che mette in rilievo il PIL Cy con N lavoro e K capitale F 0 E 0 y = f (N K)
1 complicazione F 0 E 0 se al PIL si aggiungono i redditi provenienti dall’estero si ottiene il prodotto
nazionale lordo PNL.
2 complicazione F 0 E 0 man manco che viene utilizzato nel processo produttivo il capitale si logora,
si deprezza.
3 complicazione F 0 E 0 le imprese utilizzano una parte dei ricavi per pagare le imposte del settore
pubblico che devono quindi essere sottratte al PNL.
Le componenti della domanda aggregata: il PIL può essere denito come domanda aggregata,
cioè domanda di beni e servizi prodotti in un paese. Componenti:
*- la spesa in consumi delle famiglie (C)
*- la spesa in investimenti delle imprese (I)
*- Gli acquisti pubblici di beni e servizi (G)
*- le esportazioni nette con la dierenza tra le esportazioni e le importazioni di beni e servizi
(NX). Le esportazione nette non sono né esportazioni né importazioni,ma sono il saldo tra
esportazioni e importazioni,x es: esp 100, imp 70 F 0 E 0 100-70 =30 F 0 E 0esp nette. Se il valore delle
esp è > delle imp le nostre esport fanno entrare reddito estero.
* la somma di qst 4 voci da la spesa totale F 0 E 0 Y = C+ I + G + NX F 0 E 0 valore positivo se
esportazione > importazione, negativo se si verica il contrario.
Escludendo il settore estero e la pubblica amministrazione otteniamo Y= C+I
Il reddito viene in parte consumato e in parte risparmiato quindi Y= S+C F 0 E 0 risulta che tutto
il reddito è ripartito tra consumo e risparmio;possiamo ora confrontare le 2 identità
¢ + I = ¢ + S F0 E 0 S = I investimento pari al risparmio
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Scarica Moneta Circolante e Depositi Bancari: Offerta e Domanda di Moneta e più Sintesi del corso in PDF di Economia Politica solo su Docsity!

La macroeconomia studia il comportamento del sistema economico:

• produzione totale dei beni e servizi F 0 E 0PIL(prodotto interno lordo)

distinguendo tra :

1. consumi e investimenti F 0 E 0consumi del settore famiglia e investimento del settore

impresa

2. spesa privata e spesa pubblica

3. importazioni ed esportazioni

• livelli aggregati di occupazione e disoccupazione

il consumo è domanda di beni e servizi all’interno del paese. Esportazioni: domanda di tutti i cittadini diversi dagli italiani di prodotti italiani. Importazioni: domanda italiana di prodotti del resto del mondo. Sottrazione di reddito italiano per altri prodotti non italiani. Consideriamo anche i prezzi:

• prezzi di beni e servizi F 0 E 0livello generale dei prezzi

• prezzi della forza lavoro F 0 E 0salario = costo del lavoro nel mercato del lavoro

• prezzi del credito F 0 E 0tasso di interesse

• prezzi relativi delle valute F 0 E 0tasso di cambio

tre concetti fondamentali: prodotto interno lordo(PIL) è il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti in un sistema economico in un dato periodo di tempo; il livello generale dei prezzi è indicatore economico ed è soggetto all’inflazione; il tasso di disoccupazione è la percentuale di forza lavoro senza occupazione. La forza lavoro è formata dalle persone in età lavorativa che sono disposte a lavorare dove ci sono buone occasioni di lavoro. I proprietari terrieri sono in età lavorativa, ma non vogliono cercare lavoro F 0 E 0non fanno parte della forza lavoro e non sono considerati disoccupati. La macroeconomia studia gli aggregati : C F 0 E 0consumo F 0 E 0domanda di beni di consumo, settore famiglia che consuma; S F 0 E 0risparmio. Vi sono 3 mercati :

• beni e servizi o settore reale

• mercato della moneta o settore monetario

• mercato del lavoro

unendo questi 3 mercati possiamo vedere le condizioni di equilibrio tra questi F 0 E 0EQUILIBRIO MACROECONOMICO. Dalla microeconomia sappiamo che i fattori produttivi sono CAPITALE e LAVORO. Prendiamo la funzione di produzione che mette in rilievo il PIL Cy con N lavoro e K capitale F 0 E 0y = f (N K) 1 complicazione F 0 E 0se al PIL si aggiungono i redditi provenienti dall’estero si ottiene il prodotto nazionale lordo PNL. 2 complicazione F 0 E 0man manco che viene utilizzato nel processo produttivo il capitale si logora, si deprezza. 3 complicazione F 0 E 0le imprese utilizzano una parte dei ricavi per pagare le imposte del settore pubblico che devono quindi essere sottratte al PNL.

Le componenti della domanda aggregata: il PIL può essere definito come domanda aggregata, cioè domanda di beni e servizi prodotti in un paese. Componenti: *- la spesa in consumi delle famiglie (C) *- la spesa in investimenti delle imprese (I) *- Gli acquisti pubblici di beni e servizi (G) *- le esportazioni nette con la differenza tra le esportazioni e le importazioni di beni e servizi (NX). Le esportazione nette non sono né esportazioni né importazioni,ma sono il saldo tra esportazioni e importazioni,x es: esp 100, imp 70 F 0 E 0100-70 =30 F 0 E 0esp nette. Se il valore delle esp è > delle imp le nostre esport fanno entrare reddito estero.

  • la somma di qst 4 voci da la spesa totale F 0 E 0Y = C+ I + G + NX F 0 E 0valore positivo se esportazione > importazione, negativo se si verifica il contrario.

Escludendo il settore estero e la pubblica amministrazione otteniamo Y= C+I Il reddito viene in parte consumato e in parte risparmiato quindi Y= S+C F 0 E 0risulta che tutto il reddito è ripartito tra consumo e risparmio;possiamo ora confrontare le 2 identità ¢ + I = ¢ + S F 0 E 0S = I investimento pari al risparmio

Se introduciamo il settore estero e la pubblica amministrazione otteniamo che Y = C + I+ G + NX

IL MODELLO DI DETERMINAZIONE DEL REDDITO

Studiamo 3 modelli :

• modello base (questo)

• modello ISLM

• modello ADAS

Il modello base prevede un solo settore, prezzi fissi e un eccesso di capacità produttiva. La spesa aggregata(domanda aggregata) ora sarà F 0 E 0Sa = C+I+G+ (X – M) F 0 E 0esport nette. La spesa per consumo: gli individui possono impiegare il reddito in 2 modi: spendendolo o risparmiandolo. Il comportamento dei consumatori dipende dal reddito che essi hanno a disposizione per le loro spese. Keynes,famoso economista inglese che gettò le basi della macroeconomia considerò nella sua teoria individui che spendono tutto ciò che ricavano e non mettono nulla da parte per i tempi difficili F 0 E 0x questi la spesa sui consumi correnti dipende solo dal reddito corrente. Successivamente Modaglioni e Friedman analizzarono il comportamento del consumatore prudente che si preoccupa del futuro e quindi mette denaro da parte per i momenti difficili. Le loro teorie, che Modaglioni chiamò teoria del ciclo vitale e che Friedman chiamò teoria del reddito permanente, sono in grado di spiegare il comportamento di alcuni consumatori che,invece, la funzione del consumatore no sarebbe in grado di giustificare. Facendo riferimento a Keynes studiando la funzione di consumo Keynesiana :

• quando il reddito è nullo il consumo è minimo F 0 E 0componente esogena e costante

• al crescere del reddito aumenta il consumo F 0 E 0componente endogena che si modifica al

variare del reddito. Otteniamo una forma funzionale di tipo lineare F 0 E 0C = Co + Ci Yd F 0 E 0reddito disponibile Co = consumo autonomo Ci =progressione marginale al consumo.

Per studiare questa funzione di consumo servono 2 espressioni:

• progressione media al consumo (PMeC)

• progressione marginale al consumo (PMaC).

PMeC = C/Yd PMaC = ΔC / ΔYd

Grafico 1 L’inclinazione dipende da Ci. Se il reddito è 0 la linea di consumo è positiva. Quindi funzione keynesiana è lineare: quindi la PMaC è costante e marginale a Ci; Ci è positivo(se cresce il reddito cresce il consumo) ma < di 1 ( non consuma + di quanto guadagna).

Due concetti di risparmio equivalenti:

• progressione media la risparmio PMeR = S/Yd

• progressione marginale di risparmio PMaR = ΔS / ΔYd

Tra le progressione al consumo e quella al risparmio esiste una relazione : PMeC + PMeR = I PMaC + PMaR = I La spesa x investimenti: gli investimenti dipendono :

• dal tasso di interesse

• dalle previsioni delle imprese nel futuro andamento dell’economia.

Il tasso di interesse è in grado di influenzare gli investimenti. Le imprese che hanno a disposizione della liquidità si rendono conto che l’acquisto delle attività finanziarie assicura loro un guadagno maggiore rispetto agli investimenti nei fabbricati e macchinari industriali: per queste imprese private,l’aumento dei tassi di interesse significa l’aumento del costo degli investimenti in capitale fisso. Un investimento richiede tempo ;quando un’impresa investe,aumenta la sua capacità produttiva futura;una volta che l’investimento è stato realizzato l’impresa non sa se avrà da

Le imposte sono date dalla differenza tra il gettito fiscale complessivo dello stato e i pagamenti complessivi per i trasferimenti effettuati dallo stato e sono indicate con la T. poiché i pagamenti per i trasferimenti sono inferiori al gettito da imposte, le imposte nette sono positive e il reddito personale disponibile è < del reddito nazionale. Il saldo del bilancio pubblico è dato da T – G , dove T imposte nette e G spese pubbliche. Quando le entrate > della spesa lo stato presenta una avanzo di bilancio; se le spese sono > delle entrate lo stato registra un disavanzo di bilancio e quando infine l’avanzo e il disavanzo di bilancio sono uguali a 0 lo stato ottiene un pareggio di bilancio.

La spesa pubblica è autonoma;si ipotizza che lo stato dando quanto spendere in termini medi e applichi questi piani indipendentemente dal reddito nazionale. spesa pubblica = Go. Supponiamo che sappia determinare anche il valore del gettito fiscale al netto dei trasferimenti e che esso sia pari a To.

Riformulazione del modello F 0 E 0C = Co + Ci (Y- To). Ci= PMaC rispetto al reddito disponibile

Siano Io gli investimenti privati e G,la spesa pubblica determinata dallo stato. La condizione di equilibrio tra reddito Y e domanda globale diventa Y=C + Io + Go. Sostituendo la prima nella seconda F 0 E 0Y*= [1/(1-G)] (Co + Io +Go – CiTo) *reddito di equilibrio

Un aumento della spesa pubblica ΔG>O in assenza di variazioni nel livello degli investimenti in parte e consumo autonomo (ΔC =ΔT =ΔT = O), determinano un aumento del reddito pari al moltiplicatore per l’aumento della spesa pubblica. Al contrario delle imposte ΔT>O a parità di investimento spesa pubblica e consumo (ΔC = ΔI = ΔG = O ) determina una riduzione del reddito. Un aumento contemporaneo delle spese e del gettito per lo stesso ammontare (ΔT = ΔG > O) fermi restando gli investimenti e il consumo autonomo provoca un aumento del reddito. Quest’ultimo risultato noto come teorema del bilancio in pareggio afferma che un aumento della spesa pubblica e del gettito fiscale ha effetti espressi sul reddito. Al contrario una riduzione della spesa pubblica e del gettito fiscale per lo stesso ammontare provoca una riduzione di domanda e di reddito = alla riduzione considerata. Regolando sul giusto modo la spesa e le imposte lo stato può regolare la domanda globale e quindi il reddito. Conclusione fondamentale della teoria keynesiana del moltiplicatore.

IL SISTEMA FINANZIARIO, OFFERTA DI MONETA E RUOLO DELLA BANCA CENTRALE.

Caratteristiche di un’economia monetaria: se una moneta quando rivendono o si acquistano beni ottenendo o cedendo moneta in cambio. Il prezzo di un bene è l’ammontare di moneta che è ceduta per acquistare o riscattare vendendolo. Non si può avere l’acquisto diretto di beni pagandoli con beni. La moneta è l’intermediario degli scambi. Questo perché la moneta è un mezzo di pagamento detenibile,trasportabile,non deteriorabile,riconoscibile e soprattutto di generale accettazione. La moneta svolge anche altre funzioni. in un sistema monetario tutte le operazioni economiche sono denominate in moneta. I prezzi dei diversi beni e servizi corrispondono ad un certo numero di unità monetaria: tanti euro per 1kg di pane o un’ora di lavoro. quindi attraverso la norma di unità monetaria si determinano i prezzi. La moneta,oltre a dare un potere d’acquisto a chi lo possiede, permette di conservare anche la ricchezza nel tempo ed è considerata uno stack(fondo). La ricchezza tenuta in moneta da liquidità non è immediatamente spendibile senza costi. Se la ricchezza è tenuta in altre forme invece(titoli)non immediatamente spendibile. Per diventarlo deve essere prima trasformata in moneta con un atto di scambio che comporta costi. La moneta può essere considerata solo come un mezzo per favorire gli scambi di beni e servizi. La moneta non possiede una propria utilità derivante dalle proprie caratteristiche fisiche (come oro), non ha un valore intrinseco ma è una moneta-segno cioè una carta moneta che viene accettata in pagamento in virtù di una disposizione di legge. La moneta è del settore privato (famiglie ed imprese) ed una passività delle banche. Il circolante è una passività della banca centrale, mentre i depositi bancari sono una passività delle banche.

Articolazione e funzione del sistema finanziario: lo svolgimento dell’attività economica comporta la necessità di trasferire risorse finanziarie dai soggetti o dai rettori che spendono meno delle proprie disponibilità finanziarie,verso quelli che spendono in misura superiore. L’evoluzione del sistema economico ha portato ad 1 diramazione sempre maggiore tra le decisioni di risparmio e quelle di investimento. Si ha finanziamento esterno quando il soggetto che risparmia(famiglie) cede le proprie disponibilità monetarie al soggetto (impresa) che si trova in disavanzo finanziario accettando in cambio attività finanziarie(titoli di stato) da quest ultimo oggetto. Un moderno sistema finanziario rappresenta la struttura attraverso cui,in un’economia moderna, si svolge l’attività finanziaria cioè la produzione e l’offerta dei servizi finanziari. Il funzionamento del sistema finanziario avviene i un contesto di regole e contratti. Il sistema finanziario realizza,con la produzione e l’offerta dei servizi finanziari, tre fondamentali processi del funzionamento di un’economia moderna:

• il regolamento degli scambi

• l’accumulazione del risparmio e il finanziamento degli investimenti

• la gestione dei rischi.

Queste funzioni rendono possibile lo sviluppo dei processi produttivi e distributivi.

Accumulazione e collocazione del risparmio sono due aspetti fondamentali dell’attività del sistema finanziario. I risparmiatori che hanno reddito > a quello da detrarre ai consumi e detentori di ricchezza saranno disposti a cedere il loro potere di acquisto a patto che i termini contrattuali (scadenza,ecc) siano adeguati e che ne derivi un vantaggio economico. Altri soggetti invece hanno uno deficit di potere d’acquisto che possono risolvere utilizzando risorse altrui,procurate attraverso contratti di finanziamento. Per trasferimenti di questo genere sono necessari contratti che rappresentano per il creditore una forma di investimento finanziario e per il debitore un modo per raccogliere risorse finanziarie in più rispetto alle proprie capacità. Il sistema finanziario opera per rendere funzionale ed efficiente il processo di trasferimento delle risorse. Si forma così un meccanismo attraverso cui si realizza un accrescimento di una moltitudine di risparmiatori e la redistribuzione di questo tra i possibili investitori. Esistono 3 fattori che favoriscono questo meccanismo:

• l’informazione

• la liquidità

• la trasformazione del rischio.

Se viene affidato un fondo l’informazione è importante per valutare l’affidabilità di chi lo ha ricevuto e il modo in cui lo utilizza. Al tempo stesso bisogna predisporre di contratti in cui vi siano i termini di accordo tra i due. Gli intermediari finanziari in italia sono 3:

• banca centrale europea BCE

• le banche centrali nazionali BCN

• le istituzioni di credito con le banche.

La struttura finanziaria dell’economia:ogni soggetto(famiglia e impresa)in un periodo, presenta un equilibrio economico dato dalla differenza tra i ricavi(entrate) e i costi(uscite). Questa differenza,se presente, da il risparmio. Se il soggetto è una famiglia, il risparmio è la differenza tra il reddito disponibile e le spese per consumi; se è un’impresa il risparmio è la differenza tra i costi e i ricavi di produzione;se si tratta di un ente sarà la differenza tra entrate e uscite. Il saldo è il reddito non utilizzato che quindi incrementerà il patrimonio del soggetto. Il comportamento di ogni operatore sarà caratterizzato oltre che da accumulazione di ricchezza(patrimonio netto), da investimenti in attività reali e da investimenti sotto forma di crediti. Il funzionamento di queste due classi di investimento può essere effettuato anche con il ricorso ai debiti. Per studiare e rappresentare le relazioni fra le parti dell’economia bisogna semplificare quanto detto finora. È necessario rappresentare l’economia attraverso l’aggregazione di soggetti che si comportano più o meno in modo uguale. Queste aggregazioni oltre ad

La quantità di moneta M in funzione della base monetaria controllata dalla banca centrale è M = [i / r] BM

l'espressione tra le parentesi è il moltiplicatore delle monete. In assenza di circolante (c=0) e pagamenti solo attraverso depositi bancari, tutta la base monetaria sotto forma di riserve sarebbe trattenuta dalle banche e tutto M sarebbe tenuto sotto forma di depositi, il moltiplicatore diventa F 0 E 0M= i/r Bm

maggiore è la quota di circolante all'estero della base monetaria, minore sono le riserve a disposizione del sistema bancario e minore è il moltiplicatore.

vediamo il processo di creazione di moneta. Al fine di semplificare l'esposizione, consideriamo la moneta costituita solo da depositi bancari, no circolante. Quindi moltiplicatore F 0 E 0(i/r)

Le banche gestiscono le proprie attività molto attentamente tenendo sempre conto del futuro. Se si aspettano un peggioramento delle condizioni economiche, possono considerare alcuni prestiti troppo rischiosi e pertanto rinunciare a creare tutta la moneta che sarebbero in grado di mettere in circolazione. In questo caso investirebbero in titoli meno rischiosi.

se le condizioni variano il moltiplicatore può subire variazioni.

analogamente se le banche vogliono espandere la propria attività di prestito devono trovare i clienti. Possono attrarli riducendo i tassi d'interesse sui prestiti, ma la risposta del settore privato non è garantita. I timori di un peggioramento delle condizioni economiche possono limitare il credito richiesto dal pubblico. Moltiplicatore più basso.

L'offerta di moneta: la funzione di offerta di moneta è una funzione crescente della base monetaria BM, del tasso sui deposti, del tasso sui crediti, mentre è negativamente correlata al tasso di rifinanziamento delle aziende di credito e del coefficiente di riserva obbligatoria.

GRAFICO

Sull'asse verticale il tasso sui crediti, sull'asse orizzontale quantità di moneta offerta. su il tasso sui crediti aumenta si ha un aumento della offerta di moneta.

se consideriamo la banca centrale un'ulteriore base monetaria, la funzione di offerta di moneta si sposterà verso destra, al contrario un aumento del coefficiente di riserva obbligatoria determinerà uno spostamento della funzione di offerta verso sinistra.

Quest'ultimo risultato si ottiene anche se le autorità monetarie aumentano il tasso sulle operazioni di rifinanziamento. Inoltre un aumento del tasso d'interesse sui depositi da parte delle banche farà aumentare i depositi e quindi le banche potranno accrescere gli impieghi, con conseguente incremento dell'offerta di moneta e spostamento della funzione verso destra.

GRAFICO

Caso più semplice di una funzione di offerta di moneta dove il moltiplicatore è una grandezza data che non dipende dai tassi d'interesse. La funzione di offerta sarà verticale e si sposterà verso destra o sinistra a seconda che la banca centrale incrementi individui lo stoch di base monetaria.

Il ruolo della banca centrale: Il trattato di Maastrich ha previsto per l'UE una moneta unica e una politica monetaria unica affidata a un'istituzione sovranazionale, la Banca Centrale

Europea (BCE). La BCE opera attraverso due categorie di interventi: le operazioni di mercato aperto, le operazioni su normative delle controparti. Nello svolgimento di queste operazioni la BCE deve seguire le regole del mercato delle libera concorrenza. Per le operazioni di mercato aperto si tratta di operazioni di compravendita di titoli in cui la BCE è acquirente di titoli quando vuole mettere base monetaria e venditore di titoli quando vuole ridurre la base monetaria disponibile presso il sistema bancario; la BCE consegue questo risultato con operazioni di rifinanziamento.

Tali operazioni sono effettuate con frequenza settimanale e durata di due settimane attraverso un'asta. La BCE è inserita in una comune giuridica che ne stabilisce e ne tutela l'indipendenza nell'attuazione della politica monetaria. Il trattato di Mastricht ha accolto per la BCE un modello di Banca Centrale; modello che per legge prevede il fine provvisorio della stabilità dei patti per la BCE. Per molti aspetti la BCE può essere inquadrata nella categoria delle autorità indipendenti, non gerarchicamente sottoposte al governo, alle quali la legge assegna un compito ben definito.

LE TEORIE DEL CONSUMO E DELL'IVESTIMENTO.

Le decisioni di consumo di una famiglia in uno schema interpersonale: Keynes postulò una funzione del consumo che metteva in relazione il consumo corrente con il reddito corrente. In particolare ipotizzò che la PMaC fosse < di i. Questa relazione può soffrire di un limite importante, quello di ignorare i tassi d'interesse e le aspettative relative ai redditi futuri nel determinare le decisioni di consumo correnti. Allo scopo di semplificare l'analisi consideriamo due periodi temporali entro cui le famiglie devono decidere il livello di consumo. I due periodi hanno lunghezze diverse: il primo sarà il presente, il secondo sarà il futuro. Supponiamo che le famiglie non possiedono inizialmente alcuna attività finanziaria e che termineranno la loro esistenza senza lasciare ne eredità ne crediti ai discendenti. La scelta che una famiglia si trova a dover compiere non è quindi se risparmiare o prendere un prestito, ma quando risparmiare e quando prendere un prestito. Se una famiglia risparmia quando è giovane (1°periodo) nel 2°periodo (quando sarà vecchia) avrà la possibilità di vendere sul mercato le attività finanziarie accumulate in precedenza.

Viceversa, se ne corso del primo periodo il risparmio prodotto da tale famiglia è negativo, essa sarà costretta a risparmiare nel secondo periodo per poter ripagare i debiti contratti in gioventù.

Dalla definizione di risparmio abbiamo F 0 E 0S 1 = Y 1 – C (^1)

S 2 =Y 2 – C 1 = Y 2 + iSi – C (^2)

Combinando le equazioni atteniamo il vincolo di bilancio:

[C 1 + C 2 / (1 + i)] = [Y 1 + Y 2 / (1+i)] = W (^1)

W indica la ricchezza della famiglia. Il vincolo di bilancio impone che il valore attuale del consumo sarà uguale al valore attuale dei redditi prodotti. La condizione appena espressa implica che ogni famiglia possa scegliere tra infinite possibili combinazioni di spesa per consumi (C 1 e C 2 )

GRAFICO

Secondo la teoria del reddito permanente, il consumo dipende dal reddito permanente (Yp), definito come una media del reddito corrente e di quelli futuri.

Per determinare il reddito permanente si consideri il modello a 2 periodi in cui il vincolo di bilancio intertemporale della famiglia è dato dall'equazione

C1+C2/(1+i) = Y1+Y2/(1+i). Il reddito permanente dovrà essere tale che, se la famiglia in questione producesse Yp in ciascuno dei due periodi, essa si ritroverebbe di fronte al medesimo vincolo di bilancio che nella realtà, con redditi pari a Y1 e Y2, Yp deve quindi soddisfare questa uguaglianza:

[Yp + Y (^) p /(1+ i)] = [Y 1 + Y 1 / ( 1+i)]

Nel caso in cui il reddito corrente sia > del reddito medio della famiglia, questa tenderà a risparmiare tale differenza. Al contrario, se il reddito corrente è < della media, la famiglia contrae un prestito, che restituirà dopo, quando il reddito sarà più alto.

In questo modello l'unica variabile che le famiglie considerano è il proprio reddito corrente. Ci si chiede come la famiglia può capire quando il reddito muta e se la variazione è temporanea o permanente. La famiglia usa le aspettative, vengono fatte previsioni riguardo al valore che avranno le variabili economiche.

Il modello del ciclo vitale: elaborato da Modigliani negli anni 50/60 è basato sull'ipotesi che le decisioni di consumo correnti non dipendono solo dal reddito corrente ma anche dalle aspettative sui livelli di reddito futuro. I giovani percepiscono redditi modesti e spesso contraggono debiti che saranno ripagati dopo, quando con l'aumentare dell'età, reddito tenderà ad aumentare. Il reddito raggiunge il massimo nella mezza età. E'questo il periodo in cui si ripagano i debiti contratti in precedenza e si mettono da parte risorse per la pensione. Infatti quando si raggiunge la pensione il lavoratore non percepisce più alcun reddito di lavoro e la sua unica forma di sostentamento è data dalle risorse accumulate in precedenza.

In un'ottica di 2 periodi, il primo sarà quello lavorativo, il secondo della pensione: poichè il reddito percepito durante il periodo lavorativo è superiore di quello percepito durante la pensione, il nostro individuo risparmia durante il primo periodo e utilizza poi le risorse finanziare il consumo nel secondo periodo.

Nella realtà, durante gli anni di pensione, il consumo è finanziato sia attraverso il risparmio accumulato in precedenza sia attraverso trasferimenti provenienti dal governo e dai propri figli. Tanto più elevati sono i trattamenti corrisposti dal governo al lavoratore in pensione, tanto minore è per i lavoratori ancora in attività l'incentivo a risparmiare F 0 E 0diminuzione del risparmio da parte delle famiglie e a livello aggregato.

Nel caso in cui una famiglia consumi il medesimo ammontare in ciascun periodo, tale aumentare è pari al suo reddito permanente.

Utilizzando l'equazione del vincolo di bilancio possiamo scrivere il consumo Ct come frazione della ricchezza della famiglia, w, = [Y1+Y2/(1+i)] ossia F 0 E 0Ct-hW

Il livello di consumo di una famiglia è direttamente proporzionale, quindi, alla sua ricchezza e il coefficiente di proporzionalità h, noto anche come PMac rispetto alla ricchezza, dipende da altri fattori ad esempio dall'età degli individui che compongono la famiglia. La PMac rispetto alla ricchezza risulta inversamente proporzionale all'età media dei

componenti del nucleo famigliare: una famiglia i cui componenti abbiano un'età media elevata, consumano di più rispetto a famiglie con componenti più giovani.

Secondo le verifiche empiriche di Modiglione: la stima della propensione al consumo rispetto al reddito è inferiore all'unità; la stima della propensione al consumo rispetto alla ricchezza è di poco superiore al tasso d'interesse annuo.

LE TEORIE DELLA DOMANDA DI MONETA.

La velocità di circolazione della moneta e l'identità quantitativa: la funzione essenziale della moneta è quella di essere intermediaria degli scambi e mezzo di pagamento. Tuttavia la stessa unità monetaria può ricevere ed effettuare più pagamenti nel corso di un certo intervallo di tempo. Si indica con T l'ammontare dei pagamenti da effettuare e con M le quantità di moneta in circolazione. Si può calcolare il rapporto V=T/M. Il rapporto V misura il numero medio dei passaggi di ogni unità monetaria, ossia la velocità media di circolazione della moneta. La velocità di circolazione della moneta misura quante volte la moneta viene utilizzata per lo scambio in un dato periodo.

Il volume T è un flusso che rappresenta il valore monetario di tutti gli scambi avvenuti nel periodo considerato. T=PQ Questo flusso è dato dal rapporto tra il livello dei prezzi (P) e le quantità scambiate (a), valutate a prezzi costanti. Unendo V=T/M e T=PQ F 0 E 0MV=PQ F 0 E 0identità quantitativa, detta così perchè è vera sempre. La velocità deve essere sempre V=PQ/M

La teoria quantitativa della moneta: formulata in diverse versioni. Secondo quella di Fischer si assume che V e Q siano costanti e e dati e indipendenti dalla quantità di moneta. Se V e Q costanti e pari a V* e P, l'identità MV=PQ diventa P=(V/Q*)M per cui ad ogni variazione percentuale della quantità di moneta corrisponde un'uguale variazione percentuale del livello dei prezzi. Secondo la teoria quantitativa Q costante nel breve periodo e V costante.

L'unico motivo per cui in un individuo decide di trattenere moneta liquida è la necessità di effettuare pagamenti. In altri termini, la moneta è domandata esclusivamente a scopo di transizione. Data la struttura produttiva e il sistema di scambi, in una situazione di equilibrio, gli operatori usano la quantità di moneta esistente in modo tale che il livello dei prezzi risultante permetta loro di acquistare la quantità data di beni e servizi. Supponiamo ora che la quantità nominale di moneta si raddoppi: gli operatori prima avevano M/P di potere di acquisto, adesso hanno un potere d'acquisto pari a 2M/P. Dal momento che non è mutata ne la velocità di circolazione della moneta V ne il volume complessivo dei beni prodotti Q, tutti gli operatori cercheranno di liberarsi dalla moneta in eccesso spendendola. A queste condizioni, la spesa della moneta in più può provocare un aumento generale del livello dei prezzi che continuerà fino a quando non sarà ripristinato il livello desiderato di potere d'acquisto della moneta. Infatti avremo (2M/2P)=M/P.

La relazione esistente tra H e P opera poichè la quantità di moneta è considerata dagli operatori in termini reali quindi una volta dato il volume di produzione Q e la velocità di circolazione V, la quantità reale di moneta necessaria per acquistare gli scambi è costante F 0 E 0 M/P=V/Q

INSERIRE GRAFICO!

Analogamente poichè il prezzo della moneta nominale è dato dal reciproco livello dei prezzi, la funzione di domanda di moneta in termini nominali può essere descritto come un'iperbole equilatera. Possiamo sovrapporre alla flessione di domanda di moneta la funzione di offerta della moneta decisa dalla Banca Centrale e verificare che dall'intersezione delle due funzioni si

Md = Md (y,i) ----> funzione di domanda e moneta in termini reali.

INSERIRE GRAFICO!

Il tasso d'interesse si stabilirà a i1 dove la domanda e l'offerta di moneta sono uguali nel punto A. Supponiamo che la banca centrale decida di incrementare la base monetaria facendo spostare la curva di offerta verso destra. Al tasso d'interesse prevalente i1 l'offerta di moneta ora supera la domanda. Coloro che possiedono questa moneta aggiuntiva la useranno per acquistare titoli, provocando un aumento del loro prezzo e una diminuzione del tasso d'interesse. Se supponiamo che la curva di domanda rimanga inalterata, il tasso d'interesse continuerà a diminuire fino a i2; l'equilibrio si raggrupperà nel punto B.

Se invece **** ******** *** riguardanti le condizioni future dell'imprese, la domanda di moneta si sposta verso destra, poichè gli operatori accresceranno la propria moneta a scopo precauzionale. Al tasso d'interesse i1 la domanda di moneta supera l'offerta; gli operatori cercheranno di aumentare le proprie scorte vendendo i titoli in loro possesso. Poichè l'offerta è rimasta invariata, i loro tentativi provocano una diminuzione del prezzo dei titoli e un aumento del tasso d'interesse. Quest'ultimo salirà fino a raggiungere i3 dove l'equilibrio è C. La teoria Keynesiana della preferenza per la liquidità ***** a lungo. Si è fatto presente che la ******........

--> ***** ruolo Banca Centrale Europea:

Con l'istituzione di autorità indipendenti si arricchisce la tradizionale ****** dei poteri: legislativo, per la formazione delle regole della società, esecutivo per l'esercizio della discrezionalità politica, giudiziario per il rispetto della legge.

Le banche centrali sono completamente soggette alla legge per quanto riguarda il fine primario. Gli organi direzionali della BCE sono il comitato esecutivo, il consiglio direttivo ed il consiglio generale. Il primo è costituito dal presidente, dal vicepresidente della BCE e da 4 membri nominati dai capi di stato o di governo dei paesi che fanno parte dell'unione monetaria europea. Il consiglio direttivo è composto dai membri del comitato esecutivo e dai governatori delle banche centrali nazionali dell'unione monetaria europea. Il consiglio generale comprende il presidente ed il vicepresidente della BCE e i governatori delle banche centrali nazionali dei paesi dell'unione europea. La durata del mandato dei componenti del comitato esecutivo della BCE è di 8 anni e possono essere rimossi dall'incarico solo se non soddisfano più le condizioni richieste. Il trattato di Maastrich e lo Statuto istitutivo della BCE hanno previsto una serie di disposizioni che fanno di questa istituzione "sidacabile", come si richiede in democrazia. L'art. 109 A del trattato prevede che il presidente e altri membri del comitato esecutivo siano nominati di comune accordo dai governi degli stati membri su raccomandazioni del consiglio e dopo consultazione del parlamento europeo e del consiglio direttivo della BCE.

La BCE deve presentare una relazione annuale al Parlamento Europeo, al Consigio Europeo e a quello dei ministri dell'UE, nonchè alla commissione sull'attività del SEBC e sulla politica monetaria attuata e in corso. Su questa relazione il Parlamento Europeo può aprire un dibattito generale. Il SEBC è composto dalla BCE e dalle 25 banche centrali nazionali indipendentemente dal fatto che abbiano adottato l'euro. Il SEBC non ha personalità giuridica ed ha al vertice un unico organo decisionale.

I governi dei paesi membri ed il parlamento europeo hanno diverse occasioni per valutare la condotta della BCE. I conti della BCE sono pubblicati annualmente. La contabilità è soggetta alla verifica di revisori contabili esterni, i quali hanno pieni poteri per esaminare tutti i libri e documenti contabili della BCE. Non esisistono, salvo il possibile intervento della corte di giustizia nei casi estremi di comportamento illeggittimo della BCE, sanzioni per comportamenti impropri della Banca centrale, ma il rischio di perdere credibilità e fiducia è sufficiente a disciplinare l'azione.

Tra il tasso di interesse normale e quello corrente sarebbe

Inoltre secondo Keynes la decisione razionale per il singolo individuo sarebbe stata tra il possedere solo titoli o moneta. Ciò non concorda con il mondo reale dove gli investitori detengono nei loro portafogli varie combinazioni di titoli e monete F 0 E 0“diversificazione di portafoglio”. La riformulazione della teoria quantitativa in Friedman: la teoria monetaria in Friedman rappresenta una riformulazione della teoria quantitativa della moneta in cui quest’ultima è un’attività patrimoniale, un modo di detenere ricchezza in quanto scorta nel tempo di potere di acquisto e fonte di servizi produttivi per gli operatori alle attività finanziarie e ai beni capitali fisici. La moneta è un sostituto no solo delle attività finanziarie(prefer. Liquidità Keynes), ma anche delle attività reali, dei beni fisici e del capitale umano. Friedman considera che gli operatori non siano affetti da illusione monetaria F 0 E 0ciò significa considerare che la domanda di moneta non varia al variare del livello dei prezzi e del reddito permanente espresso a prezzi correnti.

La relativa rigidità della domanda di moneta rispetto al tasso di interesse delle attività finanziarie e

L’EQUILIBRIO MACROECONOMICO A PREZZI FISSI: IL MODELLO IS-LM

Il mercato dei beni e la costruzione della curva IS: come già visto ipotizzando prezzi dati e capacità produttiva inutilizzata ma possibile determinare il livello del reddito di equilibrio in un sistema economico con settore pubblico. Abbiamo considerato che il consumo fosse funzione del reddito disponibile e anche l’investimento I, la spesa per acquisti di beni e servizi da parte della pubblica amministrazione G e le imposte T come dati. La condizione di equilibrio era:

Y = Co + Ci (Y – To) + I + Go

Consideriamo per semplicità che gli investimenti dipendano da una componente autonoma Io e da un’altra che è funzione inversa del tasso d’interesse:

Y = Co + Ci (Y – T o) + Io – bi + Go

Risolvendo rispetto ad Y si ottiene F 0 E 0Y=[Co –CiTo+ Io-bi+Go/ I-Ci ] equazione che presenta 2 incognite. possiamo utilizzare l’equazione che chiameremo IS per analizzare cosa accade alla produzione Y di equilibrio quando varia il tasso di interesse I.

Grafico 3

a) misuriamo sull’asse orizzontale la produzione e sull’asse verticale la domanda

aggregata. Tracciamo la domanda in funzione della produzione per un tasso di interesse io. L’equilibrio si raggiunge nel punto in cui la domanda aggregata coincide con la produzione, nel punto A, quando la funzione di domanda interseca la retta a 45 gradi. In quel punto il reddito di equilibrio è pari a Yo. Un tasso d’interesse più alto provoca una riduzione dell’investimento. La curva di domanda si sposta verso il basso F 0 E 0domanda più bassa. Il nuovo equilibrio si ha nel punto B. il livello di equilibrio della produzione e ora Y.

Lo schema teorico adottato di determinazione del reddito non assicura che il livello di equilibrio sia quello che corrisponde alla completa utilizzazione dei fattori produttivi; perciò le autorità di politica economica possono essere spinte ad intervenire al fine di stimolare la domanda globale allo scopo di accrescere la produzione e consentire che il sistema economico consegua un livello di reddito compatibile con il completo utilizzo dei fattori produttivi. Vediamo come è possibile utilizzare lo schema IS-LM per analizzare gli effetti delle politiche economiche.

Politica fiscale, produzioni e tasso d’interesse:supponiamo che il governo voglia intraprendere una politica di espansione fiscale basata su un aumento della spesa pubblica e su una riduzione delle imposte. Come già visto questo comporta una trasposizione della curva IS verso destra;assumiamo che tale manovra sia finanziata solo con titoli collocati nel mercato, perciò senza variazione di base monetaria.

Grafico 8 Nel grafico un aumento del disavanzo pubblico finanziato con titoli fa passare il reddito di equilibrio da Y (^) O a Y 1. Abbiamo una “retroazione monetaria”perché nonostante le variazioni si mantiene immutata la quantità di moneta nel mercato. Il reddito invece di giungere a Y (^2) rimane a Y 1. Vediamo perché la maggiore spesa pubblica o le minori imposte mettono in moto il moltiplicatore che fa crescere il reddito secondo il modello di Keynes; la crescita del reddito fa aumentare la domanda di moneta, e siccome questa rimane invariata, il tasso d’interesse comincia a crescere. L’aumento dl tasso d’interesse fa diminuire gli investimenti privati perché non saranno più convenienti ai nuovi livelli del costo del denaro. Si verifica allora una riduzione del reddito che inizialmente tendeva a collocarsi a Y 2 al livello di equilibrio Y 1. Elevati valori dell’elasticità della domanda di moneta rispetto al tasso d’interesse tendono ad appiattire la curva LM e impediscono un forte rialzo del tasso d’interesse; alti valori dell’elasticità della domanda di moneta rispetto al reddito tendono ad accentuare l’inclinazione positiva. Inoltre, elevati valori dell’elasticità degli investimenti al tasso d’interesse diminuiscono l’inclinazione negativa della curva IS e creano le condizioni favorevoli ad una forte retroazione monetaria. Fin qui abbiamo ipotizzato che la curva LM sia crescente, ma è possibile che presenti un primo tratto orizzontale in corrispondenza della trappola della liquidità Keynesiana. La IS può intersecare la LM in questo tratto. In questo caso la collocazione di nuovi titoli per finanziare il disavanzo non richiede un aumento del loro tasso d’interesse come avviene nel caso precedente. L’immobilità del Keynesiano.

Politica monetaria, produzione e tasso d’interesse: analizziamo gli effetti sul livello del reddito di equilibrio derivanti da interventi di politica monetaria intrapresi dalla banca centrale. Abbiamo visto che la politiche monetarie espansive provocheranno spostamenti della LM verso destra; si riduce con il tasso d’interesse che a sua volta determina un aumento degli investimenti. A questo punto si metterà in moto un meccanismo di moltiplicazione identico a quello esaminato per la spesa pubblica.

Grafico 9 Nel grafico una politica monetaria espansiva adottata dalla banca centrale ha prodotto una riduzione del tasso d’interesse di equilibrio da i 0 a i 1 e un aumento da Y 0 a Y 1. L’efficacia di questa manovra sarà tanto più ampia quanto più modesta sarà la reattività della domanda di moneta al tasso d’interesse. Supponiamo,invece, che la banca centrale chieda di intraprendere una politica monetaria espansiva con mercati finanziari caratterizzati dalla presenza della trappola della liquidità. In tale circostanza non si verificherà alcuna variazione né del tasso d’interesse né del reddito F 0 E 0 intervento di politica monetaria inefficace. Gli economisti Keynesiani ritengono che la domanda di moneta sia molto simile al tasso d’interesse e gli investimenti effettuati dagli imprenditori sono scarsamente influenzati dall’andamento del tasso d’interesse F 0 E 0politica monetaria inefficace. Al contrario gli economisti monetaristi ritengono che la moneta sia un sostituto e delle altre attività finanziarie e del capitale fisso e dei beni reali F 0 E 0quindi una scarsamente correlata al tasso d’interesse. Qui l’impulso monetario avrà la massima efficacia e l’investimento del

reddito sarà proporzionale alla velocità di circolazione della moneta, dato il livello generale dei prezzi.

IL DIBATTITO SUI PREZZI, SALARI ED OCCUPAZIONE. IL MODESSO AD-AS*.

Il mercato del lavoro: nel modello neoclassico si assume che tra imprese e lavoratori vi sia competizione perfetta nel mercato dei beni e dei fattori produttivi. Ogni impresa sceglie la quantità del fattore produttivo che massimizza i profitti prendendo i prezzi come dati. Consideriamo un’impresa caratterizzata da una funzione di produzione Y =F (N) F 0 E 0in cui N è il numero delle ore lavorate: la funzione di produzione mostra il legame che c’è tra i fattori produttivi e la quantità prodotta. Nel grafico (AB) che segue è interpretata la funzione di produzione. Per ogni ammontare di lavoro impiegato l’inclinazione della funzione di produzione rappresenta il corrispondente PMg; ad es l’inclinazione della retta B 1 indica il PMg corrispondente a N 1 ore di lavoro impiegate. Il PMg diminuisce all’aumentare della quantità di lavoro.

Grafico 10 Nel grafico (B) è riportato l’andamento del prodotto marginale del lavoro (PML): l’impresa che massimizza i profitti assumerà lavoratori fino al punto in cui il PML eguaglia il salario reale. Ad es dato il salario e il livello dei prezzi P, l’impresa massimizza il profitto domandando una quantità di lavoro N 1. Infatti in corrispondenza di E 1 = PML = al salario reale W 1 /P. Una riduzione del salario W 1 /p F 0 E 0W 2 /p , determina un aumento della domanda di lavoro fino ad N 2.

Grafico 11 Anche l’offerta di lavoro è determinata dalle scelte dei fattori operativi economici. Un individuo può scegliere di lavorare molto e quindi > reddito da spendere in beni e servizi, oppure scegliere di lavorare di meno e dedicare > spazio al tempo libero. Le scelte degli individui relativamente alla quantità del lavoro da offrire possono essere rappresentate con curve di indifferenza (grafico). Ogni individuo può sceglie il tempo da dedicare al tempo libero(L) e al lavoro. Lavorando aumenta il proprio consumo perché ha un salario >. Poiché esiste un limite al numero massimo di ore che ciascun individuo può lavorare, egli si trova dinanzi ad un vincolo di bilancio F 0 E 0W(N- L) = PC in cui il reddito derivante dall’attività lavorativa (N-L=N indica il numero di ore lavorate) deve essere uguale al valore totale del consumo dato dal prodotto delle quantità del bene di consumo C e del suo prezzo P. il vincolo di bilancio ha un’inflazione pari a - W/p. La scelta ottimale fra consumo e tempo libero avverrà nel punto di tangenza tra la retta del vincolo di bilancio e la curva di indifferenza, punto E, a cui corrisponde un’offerta di lavoro pari a L,N. Se il salario è basso l’individuo potrebbe non essere disposto a lavorare. Ora, supponiamo che, dato il prezzo P, il salario aumenti da W 1 F 0 E 0W 2 ; la retta di bilancio si sposta verso l’alto visto che la sua pendenza aumenta. L’individuo aumenta le ore dedicate al lavoro (L 2 N) e riduce quelle per il tempo libero(OL 2 ). Risultato opposto lo avremmo avuto se il salario fosse diminuito. È bene ora distinguere tra effetto reddito per un salario > determina un reddito > e un incremento di consumo e tempo libero (N diminuisce) ed effetti sostituzione per cui il salario + elevato aumenta il costo-opportunità del tempo libero e induce gli individui a lavorare di più (N aumenta). I due effetti hanno conseguenze sulla curva di effetti: se prevale effetto sostituzione la curva di offerta sarà inclinata positivamente.

L’equilibrio sul mercato della moneta richiede che il tasso d’interesse sia una funzione crescente della produzione. Solo nel punto A sia i mercati reali sia quelli finanziari saranno in equilibrio. Lo schema teorico adottato di determinazione del reddito non assicura che il livello di equilibrio sia quello che corrisponde alla completa utilizzazione dei fattori produttivi, perciò le autorità di politica economica possono essere spinte ad intervenire al fine di studiare la domanda globale allo scopo di accrescere la produzione e consentire che il sistema economico consegua un livello di reddito compatibile con il completo utilizzo dei fattori produttivi. Vediamo come è possibile utilizzare lo schema IS-LM per analizzare gli effetti delle politiche economiche.

di variazione dei salari monetari. La curva di Phillips è una relazione empirica decrescente. Il tasso di disoccupazione preso in considerazione corrisponde al pieno impiego sul mercato del lavoro, con disoccupazione composta solo da disoccupati volontari. Questo tasso corrisponde al tasso di disoccupazione naturale (U (^) N). I salari monetari non variano, ossia i rinnovi contrattuali confermano i salari monetari esistenti, quando il mercato del lavoro è in equilibrio in corrispondenza del tasso di disoccupazione U (^) N. Da sinistra verso destra la curva di Phillips diventa sempre più piatta.

Con il passare del tempo la curva di Phillips fu utilizzata per indicare la relazione tra tasso di crescita del livello generale dei prezzi (tasso d’inflazione) e tasso di disoccupazione.

Per arrivare a questa relazione è necessario comprendere cosa accade ai costi unitari di produzione quando si modificano i salari monetari. Per semplicità, supponiamo che il lavoro sia l’unico fattore variabile utilizzato dalle imprese; ciò consente di mettere in relazione il salario monetario con il costo di produzione che l’impresa sostiene per ogni unità di prodotto.

Ciò che accade al costo per unità dipende solo dalla differenza tra il salario monetario e la produttività di lavoro. Se supponiamo che aumenti il salario reale solo per effetto di un incremento della produttività del lavoro avremo questo legame: (ΔP /P) = (ΔW /W) –(Δπ/π) (ΔP/P) F 0 E 0è il tasso di inflazione (ΔW/W) F 0 E 0è il tasso di crescita dei salari monetari (Δπ/π) F 0 E 0è il tasso di crescita della produttività dellavoro.

Grafico 14 È questa la usuale curva di Phillips in cui sull’asse verticale è riportato il tasso d’inflazione (ΔP/ P) e sull’asse orizzontale il tasso di disoccupazione. Il tasso naturale di disoccupazione è detto anche N.A.I.R.U. F 0 E 0non accelerating inflativo rate of unemployment F 0 E 0ovvero il tasso di disoccupazione in corrispondenza del quale l’inflazione tende a non accelerare. La curva di Phillips è divenuta un caposaldo dell’analisi macroeconomica. Essa indicava che i responsabili della politica economica potevano scegliere tra diverse combinazioni di disoccupazione e inflazione. Ad es. se avere un basso tasso di disoccupazione a patto di accettare un più alto tasso di inflazione (situazione che si verificò negli USA fine anni ’60) oppure potranno tenere a freno l’inflazione sopportando un più alto livello di disoccupazione (inizio anni ’60 USA). In quegli anni l’obiettivo primario della politica economica degli USA era il mantenimento di elevati livelli di occupazione.

La curva di Friedman alla curva di Phillips: questa curva presenta importanti livelli teorici che Friedman, fine anni ’60, ha evidenziato. Friedman parte dell’interpretazione della curva di Phillips in termini di squilibrio tra domanda e offerta di lavoro. Il tasso di disoccupazione naturale non corrispondente ad una situazione di primo impiego del lavoro e quindi ad una disoccupazione di tipo volontario e frizionale( no disoccupazione involontaria) , dipende dallo stato della tecnologia che determina la curva di PML e quindi della curva di domanda del lavoro, e delle preferenze dei lavoratori- consumatori che determinano la curva di offerta di lavoro. A proposito Friedman si riferisce a quel tasso di disoccupazione che è coerente con le condizioni reali esistenti sul mercato del lavoro. Esso può essere abbonato eliminando gli ostacoli sul mercato del lavoro e può essere aumentato introducendo altri ostacoli. L’obiettivo è segnare gli aspetti monetari da quelli non monetari della situazione dell’occupazione.

La curva di Phillips nei valori monetari utilizzati dagli economisti Keynesiani indica che questi non variano quando il mercato del lavoro è in equilibrio. Quest’affermazione per i salari monetari è valida solo se non c’è inflazione. Il comportamento dei lavoratori implicitamente assunto dalla curva di Phillips è un comportamento non razionale, un contrasto con l’ipotesi di razionalità degli agenti propri della teoria economica.

Vediamo come si modifica la curva di Phillips per evitare questo e guardiamo ad un pratico. Immaginiamo che all’inizio dell’anno un datore di lavoro annunci un aumento di tutte le retribuzioni del 3%. Un aumento del 3% è ragionevole e i lavoratori potrebbero ritenersi soddisfatti. Supponiamo ora che i lavoratori siano a conoscenza che nell’ultimo anno il tasso di inflazione è stato del 10% e che si prevede si mantenga uguale. A questo punto i lavoratori capiscono che il costo della vita è destinato ad aumentare del 10% mentre il loro salario nominale solo del 3% F 0 E 0in realtà il loro tenore di vita peggiorerà, visto che il potere d’acquisto della loro retribuzione diminuirà del 7%. F 0 E 0ciò che interessa ai lavoratori è in che misura il loro salario monetario cresce oltre il tasso di inflazione atteso.

Quando il mercato del lavoro è in equilibrio , i salari monetari devono aumentare ad un tasso pari al tasso di crescita previsto dai prezzi mentre aumenteranno ad un tasso maggiore (minore) quando vi è un eccesso di domanda(di offerta) di lavoro. La curva di Phillips nei salari monetari va corretta tenendo conto delle aspettative. In conclusione possiamo dire che al crescere dell’inflazione, le aspettative verranno via via riviste verso l’alto e la curva di Phillips tenderà a spostarsi come nel grafico. Grafico 15

L’equilibrio macroeconomico a prezzi variabili. La costruzione della curva della domanda aggregata: assumiamo che Y rappresenti il prodotto razionale reale. Esso sarà uguale in equilibrio alla domanda aggregata reale visto che C e I sono variabili reali. Non abbiamo illusione monetaria( es. le famiglie si credono più ricche e spendono più di quello che possono). Il consumo dipende quindi dal reddito reale. Se consideriamo insieme le curve LM e IS ci troviamo in un sistema con due equazioni e 3 incognite (Y,i,P) F 0 E 0il sistema è “indeterminato”. Per vedere il rapporto tra Y e P procederemo per gradi. Fissiamo un prezzo P=0 rientrando in un modello a prezzi fissi. Dato P anche l’offerta reale di moneta è determinata. Possiamo allora riportare nel grafico la curva LM per un prezzo P (^) o. riportiamo poi sullo stesso grafico la curva IS e il punto d’incontro tra le due da l’equilibrio macroeconomico in corrispondenza di Y (^) o e i (^) o. Grafico 16 LM(Po ) e la curva LM per un prezzo P (^) o. Vediamo cosa accade se si passa da P (^) o a P 1 con P 1 >P (^) o alla curva LM. L’offerta reale è più bassa e la curva LM si trova più in alto a sinistra (LM (P 1 ) ). Il nuovo livello di equilibrio del prodotto nazionale è Y 1 < Y (^) o. Tra P e Y vi è una relazione inversa. Questa relazione con Y in ascissa e P in ordinata è nel grafico B rappresenta e detta curva AD. La curva AD, curva della domanda aggregata, descrive le condizioni di equilibrio sul mercato dei beni e della moneta per ogni possibile livello di prezzi. Infatti per costruirla è necessario che tutte le combinazioni Y e P assicurino l’equilibrio macroeconomico. La curva AD è decrescente vediamo alcune motivazioni. Un più basso livello di prezzi P stimola la domanda aggregata F 0 E 0questo perché la diminuzione del livello generale dei prezzi fa crescere l’offerta di moneta; di conseguenza nel mercato della moneta l’offerta supera la domanda e nel mercato dei titoli è la domanda a superare l’offerta. Perciò sale il prezzo dei titoli e scende il tasso d’interesse. La discesa di quest’ultimo stimola gli investimenti e attraverso il moltiplicatore stimola l’intera domanda aggregata. Dal momento che la curva AD presenta il reddito nazionale di equilibrio in funzione del livello dei prezzi, variazioni del reddito nazionale di equilibrio causano uno spostamento lungo la curva AD.

Variazioni del livello dei prezzi causano spostamenti lungo la curva AD. La costruzione della curva di offerta aggregata: l’offerta aggregata si riferisce alla produzione totale e servizi che le imprese hanno intenzione di produrre; ma dipende dalle decisioni delle imprese di utilizzare i lavoratori e gli altri fattori produttivi al fine di produrre beni e servizi da vendere ai consumatori, alle amministrazioni pubbliche e alle altre imprese. La curva di offerta aggregata descrive le condizioni di equilibrio sul mercato del lavoro in corrispondenza di diversi livelli di prezzo. Grafico 17