


Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Riassunto sull'argomento "Settore Pubblico"
Tipologia: Dispense
1 / 4
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!



Lo Stato è il motore di economia pubblica più importante. Spesso ha delle sedi decentrate come regioni, enti locali o agenzie (Es.: Banca centrale). I compiti dello Stato nell’economia: 1 - Fare le leggi e farle rispettare (compito regolativo): compito base che ha avuto da sempre; 2 – Ridurre le disuguaglianza (compito redistributivo): tassando di più chi ha più capacità di reddito e meno chi ha meno capacità di debito; 3- Migliorare il benessere dei cittadini (compito di sostegno all’economia):
Il grado di efficienza del settore pubblico Il settore pubblico ha efficienza ed obiettivi diversi da quelli dei privati. Nell’UE vige una forte diatriba tra:
I problemi dell’intervento pubblico possono essere: -(Critica liberale): L’intervento pubblico in economia distorce il libero andamento del mercato.
EQUAZIONE DI BILANCIO DELLO STATO Le uscite principali si manifestano tramite la spesa pubblica, mentre le entrate dalle tasse. Uno stato si dice virtuoso quando la sua spesa pubblica e i trasferimenti sono inferiori o uguali alle tasse. Se c’è un deficit tra spesa pubblica e tasse, per colmare il gap si possono usare fondi presi a prestito (debito pubblico: B). Oltre al debito dovremmo restituire anche il tasso di interesse , che è una percentuale che
moltiplica l’ammontare del debito (Br). Un altro strumento per colmare il deficit è l’emissione di moneta (M). Di solito la moneta si emette anche per coprire il debito creato precedentemente, ma facendo così si entra in un ciclo pericoloso che fa innalzare l’inflazione e rende meno credibile il bilancio dello Stato. La differenza tra Spesa pubblica e Tasse (G – T) si chiama disavanzo primario , mentre si chiama d eficit pubblico la differenza tra spesa pubblica e tasse più gli interessi che lo Stato deve pagare (G – T + Br). L’equazione pubblica mostra a destra le entrate e a sinistra le uscite. Se si riduce qualcosa da un lato, dobbiamo fare la stessa cosa dall’altra parte e viceversa. (Es.: se si abbassano le tasse, dobbiamo abbassare la spesa pubblica o i tassi di interesse o i trasferimenti. Se invece volgiamo intervenire sullo stesso lato, dobbiamo aumentare una componente come la moneta o il debito. Se aumentiamo la moneta aumenta l’inflazione, se aumentiamo il debito pubblico aumenta il tasso di interesse, perché chi ci presta soldi rischia ancora di più nel prestarceli. Se un Paese non riesce più a restituire il debito, dichiara default. Così il debito sparisce, ma il Paese ne esce con una cattiva reputazione).
versione dinamica
Il primo fattore rappresenta il rapporto tra la variazione di debito e PIL. Il secondo indica il disavanzo primario, poi c’è la differenza tra il tasso di interesse (r) e il tasso di crescita (g) e infine rapporto di debito e PIL di ieri. L’equazione ci dice che il rapporto tra debito e PIL aumenta, se aumenta qualche termine a destra (Es.: se spendo più di quanto incasso dalle tasse. Oppure se i tassi di interesse sono più alti dei tassi di crescita dell’economia. Di solito si prendono soldi in prestito per far ripartire l’economia, se questa non riparte, ma i tassi continuano a salire dovrò restituire il capitale più interessi molto alti, che non riuscirò di certo a coprire con la crescita scarsa dell’economia (g). E quindi un domani bisogna indebitarsi di nuovo per riuscire a restituire il prestito e questo è un ciclo vizioso). GRAFICO
SPREAD Spread significa differenziale. Differenza di rendimento tra due titoli di debito (di solito pubblico) che sono paragonabili (per la durata). “Es.: per paragonare due titoli di debito di Italia e Germania, questi titoli devono avere la stessa durata. BTP decennali tedeschi rendimento del 2% BTP decennali italiani rendimento del 7% Differenza = 7 – 2 = 5% 0,05*10000 = 500 punti base Lo Spread è sempre un numero puntuale e non una percentuale proprio perché si prende la percentuale di differenza e la si moltiplica per 10000. In questo caso lo Stato italiano sul debito pubblico ogni 10 anni paga il 7%, mentre la Germania il 2%. La Germania a tassi bassi perché:
_- Lo stato tedesco onorerà sicuramente il debito, mentre ci sono più dubbi sull’Italia.
avere ancora più entrate (tassa sugli immobili). Infine si interviene anche sui trasferimenti, cioè vengono tagliate di 2€mld. La Germania rimane fregata perché molto debito lo aveva comprato proprio lei, per questo motivo chiede il trasferimento del governo della Grecia all’UE. La richiesta non viene approvata, anche perché la Grecia
riesce in parte a sanare la situazione. Il debito è aumentato, ma nello stesso tempo ha una crescita nella norma superiore al 2 con un 2,6%, e quindi se i dati si confermano negli anni a venire, il debito verrà estinto e stabilizzato. Il tasso di interesse viene deciso dalla Banca Centrale Europea, in questi anni sono molto bassi per favorire gli investimenti delle imprese e risvegliare l’economia. Lo Spread è diminuito di 3 volte nei confronti della Germania.
Portogallo Nel 2011 la crisi contagia anche il Portogallo e per due trimestri il PIL è negativo in più c’era un disavanzo maggiore del 12%. Questo genera il rischio di non riuscire a finanziare il debito. Arriva la Trojka e presta 74 mld€. Il Portogallo per avere questo finanziamento deve cercare di rispettare alcuni criteri: privatizzazione delle aziende pubbliche (per aumentare l’efficienza), lo Stato non paga più gli stipendi ma li pagano le imprese (si riduce G), aumenta l’IVA (per aumentare T), tagli della 13esima e scatti di anzianità e riduzione durata di sussidio di disoccupazione e infine tagli alle scuole, sanità e sicurezza sociale (si risparmia sulla G). Grazie a queste azioni, la disoccupazione cresce fino al 17.5% (Darwinismo).
Nel 2013 ci sono segnali di ripresa. Il Portogallo diventa un grande esportatore, perché i salari interni sono bassi, i costi delle imprese sono contenuti e escono al mercato a prezzi molto competitivi. In più molte imprese multinazionali estere hanno aperto sedi nel Portogallo, trovando costo della vita basso, buone scuole e competenze.
Nel 2015 il Portogallo è diventato grande facendo delle politiche di carattere Keynesiano, basate sul sostegno della domanda, tutto il contrario di quello che fa la Germania. In seguito tagli alla burocrazia rendendo molto semplice l’assunzione di imprese estere.
Nel 2017 i risultati si vedono, avendo così un’impennata degli investimenti del 9,2% per aumentare la capacità produttiva, specialmente in settori di valore (auto, meccanica di precisione, e-commerce).
Il debito è aumentato, ma la crescita cresce in valori enormi (5,2%) e una spesa pubblica che rientra nei parametri e Spread di 120. La disoccupazione dimezza, l’export continua ad aumentare e le agenzie valutano il titolo del debito con BBB (non molto buono) perché c’è un debito ancora alto. Nel 2011 era in stato di esplosione, mentre nel 2018 passa nella fase di stabilizzazione. Non ci sono ricette univoche, l’importante è che più l’intervento è tecnico rispetto ad ideologico, meglio è.