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Macroeconomia - Settore Pubblico, Dispense di Macroeconomia

Riassunto sull'argomento "Settore Pubblico"

Tipologia: Dispense

2017/2018

Caricato il 13/12/2018

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antonio-galati-1 🇮🇹

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12/04/2018
SETTORE PUBBLICO
Lo Stato è il motore di economia pubblica più importante. Spesso ha delle sedi decentrate come regioni, enti
locali o agenzie (Es.: Banca centrale).
I compiti dello Stato nell’economia:
1 - Fare le leggi e farle rispettare (compito regolativo): compito base che ha avuto da sempre;
2 – Ridurre le disuguaglianza (compito redistributivo): tassando di più chi ha più capacità di reddito e meno
chi ha meno capacità di debito;
3- Migliorare il benessere dei cittadini (compito di sostegno all’economia):
- Intervento di politica economica (pro-ciclico: si va nella stessa direzione in cui le forze economiche
stanno andando e quindi lo Stato cerca di amplificare le forze. Anti-ciclico: momenti in cui l’economia
ristagna, lo Stato intervenire nel mercato per dare una spinta, oppure quando l’economia va troppo veloce,
deve rallentarla (raffreddamento)
- Intervento per rimediare ai fallimenti del mercato: il mercato non è sempre efficiente, e si creano
situazioni dove il mercato non riesce a risolvere da solo tutti i problemi, per esempio quando il mercato non
ha molto riguardo per i valori etici, lo Stato può intervenire per rimediare a ciò attraverso una funzione
regolativa.
- Intervento diretto nell’offerta di beni e servizi: intervento paternalistico: a volte il consumatore non
riesce a capire che un certo bene gli fa bene, quindi interviene lo Stato ad offrirglielo od ad imporglielo (Es.:
Scuola). Intervento riparativo; intervento di autofinanziamento: Lo Stato entra nel mercato e portando avanti
l’attività con successo porta soldi nelle casse dello Stato; intervento redistributivi: lo si può fare attraverso le
tasse, oppure attraverso l’offerta di beni e servizi (Es.: sanità pubblica).
Il grado di efficienza del settore pubblico
Il settore pubblico ha efficienza ed obiettivi diversi da quelli dei privati.
Nell’UE vige una forte diatriba tra:
- Aumentare l’intervento dello Stato (Paesi Mediterranei): dicono che si può raggiungere un livello di
efficienza solo lasciando alcune attività al settore pubblico. Per esempio sulle industrie strategiche,
industria delle armi, delle materie prime strategiche (combustibili, acciaio). Se un giorno il paese dovesse
aver bisogno di questi beni, avrebbero un vantaggio perché sono prodotte da lui stesso, e non comprandolo
dalle imprese che farebbero un prezzo di mercato nettamente più alto. Un altro motivo e che l’industria è
motivo di occupazione, cosa che non sarebbe di primaria importanza se le imprese fossero in mano ai
privati, perché penserebbero prima a risparmiare il più possibile.
- Diminuire (Paesi Anglo-Sassoni): questo offre un vantaggio al consumatore che deriva dal fatto che il
settore pubblico lascia spazio alle imprese private e queste diventano più efficienti possibili tanto da poter
mettere sul mercato beni a prezzi bassi. Quindi il vantaggio è acquistare i beni a prezzi molto inferiori.
I problemi dell’intervento pubblico possono essere:
-(Critica liberale): L’intervento pubblico in economia distorce il libero andamento del mercato.
- Le imprese pubbliche hanno diversa struttura di obiettivi ed incentivi rispetto alle imprese private:
l’imprese privata guarda i profitti e per farlo tiene sotto controllo i costi cercando di essere più efficiente,
cosa che le imprese pubbliche non fanno, per esempio perché non sono soggette a concorrenza.
- Le organizzazioni burocratiche sono ambigue in obiettivi e tecnologie: cioè è difficile valutare la vera
efficienza dell’impresa pubblica.
EQUAZIONE DI BILANCIO DELLO STATO
Le uscite principali si manifestano tramite la spesa pubblica, mentre le entrate dalle tasse. Uno stato si dice
virtuoso quando la sua spesa pubblica e i trasferimenti sono inferiori o uguali alle tasse.
Se c’è un deficit tra spesa pubblica e tasse, per colmare il gap si possono usare fondi presi a prestito(debito
pubblico: B). Oltre al debito dovremmo restituire anche il tasso di interesse, che è una percentuale che
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SETTORE PUBBLICO

Lo Stato è il motore di economia pubblica più importante. Spesso ha delle sedi decentrate come regioni, enti locali o agenzie (Es.: Banca centrale). I compiti dello Stato nell’economia: 1 - Fare le leggi e farle rispettare (compito regolativo): compito base che ha avuto da sempre; 2 – Ridurre le disuguaglianza (compito redistributivo): tassando di più chi ha più capacità di reddito e meno chi ha meno capacità di debito; 3- Migliorare il benessere dei cittadini (compito di sostegno all’economia):

  • Intervento di politica economica (pro-ciclico: si va nella stessa direzione in cui le forze economiche stanno andando e quindi lo Stato cerca di amplificare le forze. Anti-ciclico: momenti in cui l’economia ristagna, lo Stato intervenire nel mercato per dare una spinta, oppure quando l’economia va troppo veloce, deve rallentarla (raffreddamento) - Intervento per rimediare ai fallimenti del mercato : il mercato non è sempre efficiente, e si creano situazioni dove il mercato non riesce a risolvere da solo tutti i problemi, per esempio quando il mercato non ha molto riguardo per i valori etici, lo Stato può intervenire per rimediare a ciò attraverso una funzione regolativa.
  • Intervento diretto nell’offerta di beni e servizi : intervento paternalistico: a volte il consumatore non riesce a capire che un certo bene gli fa bene, quindi interviene lo Stato ad offrirglielo od ad imporglielo (Es.: Scuola). Intervento riparativo; intervento di autofinanziamento: Lo Stato entra nel mercato e portando avanti l’attività con successo porta soldi nelle casse dello Stato; intervento redistributivi: lo si può fare attraverso le tasse, oppure attraverso l’offerta di beni e servizi (Es.: sanità pubblica).

Il grado di efficienza del settore pubblico Il settore pubblico ha efficienza ed obiettivi diversi da quelli dei privati. Nell’UE vige una forte diatriba tra:

  • Aumentare l’intervento dello Stato (Paesi Mediterranei): dicono che si può raggiungere un livello di efficienza solo lasciando alcune attività al settore pubblico. Per esempio sulle industrie strategiche , industria delle armi, delle materie prime strategiche (combustibili, acciaio). Se un giorno il paese dovesse aver bisogno di questi beni, avrebbero un vantaggio perché sono prodotte da lui stesso, e non comprandolo dalle imprese che farebbero un prezzo di mercato nettamente più alto. Un altro motivo e che l’industria è motivo di occupazione , cosa che non sarebbe di primaria importanza se le imprese fossero in mano ai privati, perché penserebbero prima a risparmiare il più possibile.
  • Diminuire (Paesi Anglo-Sassoni): questo offre un vantaggio al consumatore che deriva dal fatto che il settore pubblico lascia spazio alle imprese private e queste diventano più efficienti possibili tanto da poter mettere sul mercato beni a prezzi bassi. Quindi il vantaggio è acquistare i beni a prezzi molto inferiori.

I problemi dell’intervento pubblico possono essere: -(Critica liberale): L’intervento pubblico in economia distorce il libero andamento del mercato.

  • Le imprese pubbliche hanno diversa struttura di obiettivi ed incentivi rispetto alle imprese private: l’imprese privata guarda i profitti e per farlo tiene sotto controllo i costi cercando di essere più efficiente, cosa che le imprese pubbliche non fanno, per esempio perché non sono soggette a concorrenza.
  • Le organizzazioni burocratiche sono ambigue in obiettivi e tecnologie: cioè è difficile valutare la vera efficienza dell’impresa pubblica.

EQUAZIONE DI BILANCIO DELLO STATO Le uscite principali si manifestano tramite la spesa pubblica, mentre le entrate dalle tasse. Uno stato si dice virtuoso quando la sua spesa pubblica e i trasferimenti sono inferiori o uguali alle tasse. Se c’è un deficit tra spesa pubblica e tasse, per colmare il gap si possono usare fondi presi a prestito (debito pubblico: B). Oltre al debito dovremmo restituire anche il tasso di interesse , che è una percentuale che

moltiplica l’ammontare del debito (Br). Un altro strumento per colmare il deficit è l’emissione di moneta (M). Di solito la moneta si emette anche per coprire il debito creato precedentemente, ma facendo così si entra in un ciclo pericoloso che fa innalzare l’inflazione e rende meno credibile il bilancio dello Stato. La differenza tra Spesa pubblica e Tasse (G – T) si chiama disavanzo primario , mentre si chiama d eficit pubblico la differenza tra spesa pubblica e tasse più gli interessi che lo Stato deve pagare (G – T + Br). L’equazione pubblica mostra a destra le entrate e a sinistra le uscite. Se si riduce qualcosa da un lato, dobbiamo fare la stessa cosa dall’altra parte e viceversa. (Es.: se si abbassano le tasse, dobbiamo abbassare la spesa pubblica o i tassi di interesse o i trasferimenti. Se invece volgiamo intervenire sullo stesso lato, dobbiamo aumentare una componente come la moneta o il debito. Se aumentiamo la moneta aumenta l’inflazione, se aumentiamo il debito pubblico aumenta il tasso di interesse, perché chi ci presta soldi rischia ancora di più nel prestarceli. Se un Paese non riesce più a restituire il debito, dichiara default. Così il debito sparisce, ma il Paese ne esce con una cattiva reputazione).

EQUAZIONE DI BILANCIO DELLO STATO

(INTERTEMPORALE)

versione dinamica

Il primo fattore rappresenta il rapporto tra la variazione di debito e PIL. Il secondo indica il disavanzo primario, poi c’è la differenza tra il tasso di interesse (r) e il tasso di crescita (g) e infine rapporto di debito e PIL di ieri. L’equazione ci dice che il rapporto tra debito e PIL aumenta, se aumenta qualche termine a destra (Es.: se spendo più di quanto incasso dalle tasse. Oppure se i tassi di interesse sono più alti dei tassi di crescita dell’economia. Di solito si prendono soldi in prestito per far ripartire l’economia, se questa non riparte, ma i tassi continuano a salire dovrò restituire il capitale più interessi molto alti, che non riuscirò di certo a coprire con la crescita scarsa dell’economia (g). E quindi un domani bisogna indebitarsi di nuovo per riuscire a restituire il prestito e questo è un ciclo vizioso). GRAFICO

SPREAD Spread significa differenziale. Differenza di rendimento tra due titoli di debito (di solito pubblico) che sono paragonabili (per la durata). “Es.: per paragonare due titoli di debito di Italia e Germania, questi titoli devono avere la stessa durata. BTP decennali tedeschi rendimento del 2% BTP decennali italiani rendimento del 7% Differenza = 7 – 2 = 5% 0,05*10000 = 500 punti base Lo Spread è sempre un numero puntuale e non una percentuale proprio perché si prende la percentuale di differenza e la si moltiplica per 10000. In questo caso lo Stato italiano sul debito pubblico ogni 10 anni paga il 7%, mentre la Germania il 2%. La Germania a tassi bassi perché:

_- Lo stato tedesco onorerà sicuramente il debito, mentre ci sono più dubbi sull’Italia.

  • Se fossimo nel caso di moneta differente, lo spread incontra anche il rischio di cambio_ .” Il messaggio da cogliere e che chi ha uno spread minore è più credibile, mentre chi lo ha più alto lo è di meno e deve pagare di più tassi di interesse.

avere ancora più entrate (tassa sugli immobili). Infine si interviene anche sui trasferimenti, cioè vengono tagliate di 2€mld. La Germania rimane fregata perché molto debito lo aveva comprato proprio lei, per questo motivo chiede il trasferimento del governo della Grecia all’UE. La richiesta non viene approvata, anche perché la Grecia

riesce in parte a sanare la situazione. Il debito è aumentato, ma nello stesso tempo ha una crescita nella norma superiore al 2 con un 2,6%, e quindi se i dati si confermano negli anni a venire, il debito verrà estinto e stabilizzato. Il tasso di interesse viene deciso dalla Banca Centrale Europea, in questi anni sono molto bassi per favorire gli investimenti delle imprese e risvegliare l’economia. Lo Spread è diminuito di 3 volte nei confronti della Germania.

Portogallo Nel 2011 la crisi contagia anche il Portogallo e per due trimestri il PIL è negativo in più c’era un disavanzo maggiore del 12%. Questo genera il rischio di non riuscire a finanziare il debito. Arriva la Trojka e presta 74 mld€. Il Portogallo per avere questo finanziamento deve cercare di rispettare alcuni criteri: privatizzazione delle aziende pubbliche (per aumentare l’efficienza), lo Stato non paga più gli stipendi ma li pagano le imprese (si riduce G), aumenta l’IVA (per aumentare T), tagli della 13esima e scatti di anzianità e riduzione durata di sussidio di disoccupazione e infine tagli alle scuole, sanità e sicurezza sociale (si risparmia sulla G). Grazie a queste azioni, la disoccupazione cresce fino al 17.5% (Darwinismo).

Nel 2013 ci sono segnali di ripresa. Il Portogallo diventa un grande esportatore, perché i salari interni sono bassi, i costi delle imprese sono contenuti e escono al mercato a prezzi molto competitivi. In più molte imprese multinazionali estere hanno aperto sedi nel Portogallo, trovando costo della vita basso, buone scuole e competenze.

Nel 2015 il Portogallo è diventato grande facendo delle politiche di carattere Keynesiano, basate sul sostegno della domanda, tutto il contrario di quello che fa la Germania. In seguito tagli alla burocrazia rendendo molto semplice l’assunzione di imprese estere.

Nel 2017 i risultati si vedono, avendo così un’impennata degli investimenti del 9,2% per aumentare la capacità produttiva, specialmente in settori di valore (auto, meccanica di precisione, e-commerce).

Il debito è aumentato, ma la crescita cresce in valori enormi (5,2%) e una spesa pubblica che rientra nei parametri e Spread di 120. La disoccupazione dimezza, l’export continua ad aumentare e le agenzie valutano il titolo del debito con BBB (non molto buono) perché c’è un debito ancora alto. Nel 2011 era in stato di esplosione, mentre nel 2018 passa nella fase di stabilizzazione. Non ci sono ricette univoche, l’importante è che più l’intervento è tecnico rispetto ad ideologico, meglio è.