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maestri e maestre documento, Appunti di Storia

riassunto di maestri e maestre

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 18/09/2019

soniar2019
soniar2019 🇮🇹

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MAESTRE E MAESTRI. Capitolo 1. Le umili origini. Il Maestro di abc. Il termine Macstro risale al latino magister che deriva, come magistus, da magis che vuol dire ‘di più’, cioè il capo, il principale, il direttore. Fra i vari maestri di scuola romani c'era chi insegnava l’abc, chi insegnava la grammatica e il maestro di retorica, importata dai greci e divenuta anche a Roma arte suprema di pensare ed esprimersi. Il Maestro di abc era anche detto —> primus magister o meglio ludi magister, da ludus che significava gioco, da intendere come esercizio di soldati un piccolo stadio, tuttavia oltre ad apprendere l’ uso delle armi nel ludus si studiava anche la grammatica, ossia il primo latino. Il LUDUS era riservato ai figli maschi della popolazione privilegiata, di chi era propri igava le tasse e andava in guerra. Le ragazze erano escluse poiché venivano formate solo come domestiche, salvo rarissime eccezioni. Solo verso il III secolo a.C. si capì che per dare ai figli dell’ elitè romana una formazione adeguata, andava insegnato loro non solo il giocare alla guerra, ma si doveva alfabetizzarli ed educarli a fare politica ed affari.Il salario del maestro di abc era ignobile, a causa della sua bassa considerazione sociale. I maestri tenevano lezione a casa propria e alcuni insegnavano per le strade maleodoranti di Roma, all'aria aperta oppure sfruttando ripari delle costruzioni, gli alunni stavano in piedi o sedevano alla turca, cioè piegati sulle ginocchia o su belli por asa, senza nessun banco, c per scrivere usavano tavolette di cera. Il maestro si arrangiava su una sedia con spalliera e poteva servirsi di un sotto-maestro 0 giovare della collaborazione dei pedagoghi (erano schiavi liberi istruiti, addetti ad accompagnare gli alunni a scuola). Nel 301 d.C, l'editto di Diocleziano fissò il salario per il magister. Per poter avere un salario equivalente a quello di un operaio, era necessario riunire 30 alunni. Da ciò si evince che il mestiere di maestro dell’ Abc non dava alcun prestigio né dignitoso guadagno, ed era sospetto dal punto di vista morale. Il maestro nei monasteri. Con lo sfascio dell'impero romano si dissolse anche il suo vecchio sistema d'istruzione. La funzione del maestro si salvò solo all'interno dei monasteri dove gli ecclesiastici insegnavano ai futuri monaci per lo più la Bibbia, a leggere e a scrivere. Fuori dal monastero la richiesta di istruzione era molto debole. I maestri laici erano rari. Bisogna aspettare il XIII secolo per rivelare il risveglio di domanda di istruzione. I maestri più ricercati erano sempre quelli di Trivio (grammatica, dialettica e retorica) e di Quadrivio (aritmetica e geometria, musica c canto, astronomia). Presto sopraggiunse la ‘scuola d’abaco (di algoritmia) cioè di calcolo, per preparare futuri impiegati d'ufficio. L Umanesimo e il Rinascimento agirono come forte volano di incremento delle arti, lettere e delle scienze ma meno per l istruzione di base, quindi per il maestro elementare. Solo la Riforma Protestante (portò l'obbligo della conoscenza del teso sacro stimolando l'apprendimento della lettura) e la Controriforma ebbero la maggior incidenza per quanto riguarda 1 incremento dei maestri di scuola. Le piume del maestro. Alla fine del Cinquecento alcuni Lander luterani decretarono che ogni pastore doveva alfabetizzare gratuitamente i figli dei propri fedeli poveri. Tuttavia in Italia vennero applicati i decreti del Concilio di ‘Trento, che escludevano il libero esame dei testi sacri e affermavano la catechizzazione orale fin dall’infanzia. Il primo maestro doveva essere il parroco e poi il padre. Ben presto anche la Chiesa si adattò, tuttavia il macstro doveva possedere, anche se laico, dei precisi requisiti, infatti doveva essere: istruito, casto, paziente e uomo modello esemplare per gli alunni, inoltre potevano insegnare solo se muniti di un nihil obstat delle autorità religiose e civili. Durante il primo anno= Il maestro avrebbe insegnato ai bambini a conoscere le lettere, leggere la tavola, far imparare un vocabolo al dì e far recitare il Pater noster, l’Ave Maria e il Credo. Durante il secondo anno= il maestro faceva imparare il Salterio, cioè il libro dei salmi; poi a formare lettere e imparare a mente due vocaboli al dì. Durante il terzo anno= i maestri si dedicavano alle declinazioni latine con coloro i quali avrebbero voluto ed avuto la possibilità di proseguire gli studi. Il maestro per completare l'educazione religiosa, la domenica li accompagnava ad ascoltare la messa mentre il maestro si sarebbe confessato nelle 4 solennità maggiori (Pasqua, Pentecoste, Ognissanti e Natale). Infine doveva inginocchiarsi con gli scolari davanti al crocefisso c all'immagine della beata Vergine, entrando e uscendo da scuola, recitando una preghicra. In Inghilterra-> legge di Elisabetta I, stabilì che in ogni villaggio un maestro insegnasse ai bambini i primi clementi: distinguere le lettere c un pò di scrittura e computo. Ma vi cra una novità= ovvero il maestro riceveva un salario fisso, anche se esiguo. In Francia fino al Settecento l'istruzione per i figli del popolo somigliava a un asilo dove i bambini venivano custoditi in condizioni pietose da maestri improvvisati. Mentre i maestri disoccupati si esponevano alle fiere come una vera € propria merce, con dei cappelli che potevano possedere da una a 3 piume in funzione degli insegnamenti da poter fornire (1 piuma per la lettura, 2 piume per lettura e scrittura, 3 piume per lettura, scrittura e calcolo) Il salario era proporzionale al cappello più o meno piumato. I maestri lavoravano in condizioni pietose, cioè in catapecchie di legno marcio, magazzini e stanzini umidi. Scolette e donnette. Fra gli insegnanti di abc c'erano forti differenze a seconda se il maestro fosse ecclesiastico 0 laico. Lecclesiastico insegnava per pochi soldi o gratis, ma questo veniva interpretato come atto di carità e non provocava critiche. Il laico invece, che insegnava per vivere, era mal visto e poco stimato. Diversità c'erano anche se il macstro/a era rurale oppure di città, Ulteriore differenza vi era fra luogo e luogo infatti a Lucca il maestro guadagnava quattro volte in più di quello di un altra località più periferica. Nel Scicento vi erano maestri sia clerici che laici incolti che aprivano delle