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Malattie mentali Scienze sociali, Sintesi del corso di Scienze Sociali

Bigliettini pronti da stampare sulle malattie mentali

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

Caricato il 05/04/2017

meggola90
meggola90 🇮🇹

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MALATTIE MENTALI
Il concetto di patologia è collegato al concetto di normalità. La patologia è
un’esagerazione di tratti normali. Le situazioni che provocano ansia sono
dette ansiogene, ed esistono anche dei luoghi che provocano ansia. L’ansia
caratterizza la vota normale ma se vi è un’esagerazione di questo elemento
si passa dalla normalità ad uno stato patologico. L’ansia non deve bloccare il
normale svolgimento delle attività della nostra vita.
L’ansia è presente in tutti i noi fin dalla nascita, l’importante è riuscire a
superarla. L’ansia è un elemento sia positivo che negativo; positivo in quanto
è un valido aiuto , è un campanello di allarme che evidenzia una situazione
negativa e pericolosa per noi stessi. L’ansia tocca tre sfere della
personalità: la sfera alimentare, il ritmo del sonno e la sfera sessuale.
Le Principali categorie diagnostiche evidenziano le tipologie di patologie.
Le categorie sono contenute in manuali diagnostici e statistici dei disordini
mentali . I manuali più importanti sono il DSM-IV( quarta è la versione,org
mond. della sanità ogni tanto lo aggiorna) e l’ICD spesso tenuto in
considerazione da varie riviste e giornali. le categorie diagnostiche sono
fortemente collegate al concetto di ansia.
ANSIA
stato mentale ed emotivo di preoccupazione e di malessere. L’ansia è uno
stato d’animo normale utile e con funzione protettiva ma può sfociare nella
patologia. Le reazioni a situazione ansiogene ci permettono di aumentare
molto spesso le nostre forze fisiche e mentali, mettendoci in uno stato
ottimale per affrontare le difficoltà. Un livello troppo alto di ansia può
innescare in una persona un “blocco” delle sue risorse neutralizzando la sua
capacità di affrontare quella situazione.
I criteri più utilizzati per capire quando il livello di ansia è normale o
patologico sono i seguenti :
1.il criterio temporale F 0 E 0 lunga durata sintomi frequenti
2. il criterio dello stimolo scatenante F 0 E 0 L’ansia normale è frutto di eventi
esterni oggettivi che l’individuo deve fronteggiare ; quella patologica è una
reazione o uno stato d’animo spropositato, spesso privo di cause esterne
evidenti che induce un forte disagio nella persona e che ha origine dal
proprio mondo interiore.
3. Il criterio del funzionamento generale dell’individuo F 0 E 0 la persona che vive
una condizione di ansia normale riesce, affrontata la situazione, a ripristinare
un suo equilibrio emotivo, chi vive in condizione di ansia patologica prova
una sofferenza profonda e continua( ansia cronicizzata).
Sintomi fisici dell’ansia F 0 E 0 aumento del battito cardiaco,della sudorazione ,
tensione muscolare, vampate di calore, secchezza della bocca, diarrea,
difficoltà respiratoria , palpitazione, senso di vertigini , offuscamento della
vista, difficoltà a rilassarsi e addormentarsi, alterazione della sfera
alimentare, perdita del desiderio sessuale o della capacità di erezione,
senso di pesantezza allo stomaco.)
Sintomi psicologici dell’ansia F 0 E 0apprensione costante, difficoltà di
concentrazione, agitazione psicomotoria, si teme di perdere il controllo
rispetto alla propria vita, si ha la sensazione di non essere in grado di
affrontare le situazioni della quotidianità.
TEORIA COMPORTAMENTISTA
secondo questa teoria le reazioni spropositate derivanti dall’ansia
provengono da risposte apprese nell’infanzia , attraverso processi di
condizionamento classico: laddove una persona ha appreso ad associare
uno stimolo neutro , una propria reazione , tenderà a ripeterla tutte le volte in
cui si troverò di fronte a questo stimolo.
TEORIE PSICANALITICHE
Ritengono che le relazioni ansiogene siano il fallimento dei meccanismi di
difesa di fronte ad impulsi profondi tra loro in conflitto. I meccanismi di difesa
sono lo spostamento e la rimozione ovvero tutte le strategie che l’io trova per
mantenere in equilibrio le pulsioni interne, le richieste del super io e i vincoli
del mondo esterno.
DISTURBI COLLEGATI ALL’ANSIA
ATTACCO Di PANICO F 0 E 0 episodio che dura circa dieci minuti di forte
apprensione, paura sensazione di catastrofe, di soffocamento, fastidio al
petto. a volte provoca la de-personalizzazione(ci si sente staccati da se
stessi).Paura di perdere il controllo, di morire o di non riuscire più a tornare
in condizioni di normalità sono tipiche di questo disturbo.
DISTURBI FOBICI F 0 E 0 sono paure spropositate nei confronti di un oggetto o di
situazioni, sono stati ansiogeni insopportabili. L’agorafobia è un esempio.
Esiste in oltre la fobia sociale che è la paura di un soggetto di trovarsi ad
interagire con persone sconosciute che potrebbero giudicarlo. di solito le
persone che ne soffrono si isolano e il disagio crea problemi in tutte le sfere
della vita dell’individuo.
DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO F 0 E 0caratterizzato da ossessioni
(pensieri ricorrenti che provocano ansia)e compulsioni( azioni messe in atto
x ridurre l’ansia). gli ossessivi – compulsivi mettono in atto comportamenti
rituali per ridurre l’ansia e spesso non sono in grado di riconoscere di essere
malati. Disagio forte.
DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATO F 0 E 0condizione perenne di
preoccupazione per tutta la giornata per almeno 6 mesi. c’è difficoltà nel
controllare il proprio stato emotivo, ci sono problemi di rendimento a lavoro
e a scuola , problematiche nelle relazioni sociali, facile affaticabilità,
irritabilità e difficoltà di concentrazione e alterazioni del sonno.
DISTURBI DELL’UMORE
Umore F0E0 tonalità affettiva. Il tono dell’umore comprende sentimenti che
vanno dalla profonda tristezza all’esaltata euforia. Le persone equilibrate in
genere hanno un tono dell’umore stabile, che può però modificarsi a
seconda delle situazioni. In una situazione di equilibrio psichico non c’è mai
un’inversione ingiustificata del tono dell’umore.
DEPRESSIONE
La D. è uno squilibrio permanente dei sentimenti , per cui l’umore si
fossilizza su un piano malinconico e non presenta un’alternativa gioiosa.
SINTOMI F0E0 disinteresse per il futuro, per la propria persona e per gli altri;
mancanza della voglia di vivere; incapacità di provare piacere,
affaticamento. incapacità di svolgere piccoli compiti, eloquio rallentato, tono
della voce basso e lamentoso, contenuti ridotti nei discorsi,sguardo spento,
rallentamento dei pensieri e delle azioni, incapacità di decidere,
autosvalutazione, difficoltà di concentrazione.
Il pensiero del depresso è caratterizzato da RUMINAZIONE cioè la
ripetizione continua dei pensieri , per esempio relativi ad episodi del passato
per i quali il soggetto si sente in colpa giustamente o non.
La depressione può essere fasica. Il depresso presenta alterazione del ritmo
del sonno come insonnia o ipersonnia, e alterazioni dell’appetito.
L’isolamento è cercato dai depressi perché non prova piacere a stare
insieme agli altri. La conseguenza peggiore della depressione è il suicidio,
nella persona depressa si riduce l’istinto di conservazione e aumenta la
tendenza a compiere atti auto aggressivi.
CAUSE E EVOLUZIONE DELLA DEPRESSIONE
Una delle cause delle depressione la si può trovare negli eventi stressanti
che riguardano la vita di un soggetto che possono far precipitare il tono
dell’umore in persone già predisposte a questo genere di disturbi. L’esordio
della depressione può essere improvviso ed evidente per esempio in
conseguenza di un evento doloroso come un lutto (depressione reattiva)
oppure il fenomeno può comparire in modo subdolo e silente.
La patologia spesso si manifesta inizialmente con un episodio depressivo
isolato seguito da un periodo più o meno lungo senza sintomi( periodo di
remissione). Il N° di episodi isolati predice la probabilità che il disturbo si
consolidi nell’individuo come patologia. Per una Prognosi più favorevole è
importante intervenire subito, già durante i primi sintomi. La depressione
spesso è confusa con la noia e con lo sconforto che sono però condizioni
normali. Il depresso alla comparsa del primo episodio di depressione tende
a giustificare il proprio malessere e a considerarlo solo passeggero. La
depressione può avere un andamento ciclico , si può cioè presentare
periodicamente in un dato periodo dell’anno o della giornata. La depressione
è anche legata alla “familiarità” poiché i pazienti con familiari che hanno o
hanno avuto problemi di depressione hanno maggiori possibilità di
sviluppare il disturbo. Le depressione ha quindi anche un fondamento
organico. Questa patologia è più frequente nelle donne che negli uomini
perche la donna ha un assetto ormonale diverso rispetto all’uomo. Tale
diversità si manifesta solo dopo la pubertà infatti, prima la depressione
compisce i 2 sessi nello stesso modo. Più l’insorgenza è precoce più il
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MALATTIE MENTALI

Il concetto di patologia è collegato al concetto di normalità. La patologia è un’esagerazione di tratti normali. Le situazioni che provocano ansia sono dette ansiogene, ed esistono anche dei luoghi che provocano ansia. L’ansia caratterizza la vota normale ma se vi è un’esagerazione di questo elemento si passa dalla normalità ad uno stato patologico. L’ansia non deve bloccare il normale svolgimento delle attività della nostra vita. L’ansia è presente in tutti i noi fin dalla nascita, l’importante è riuscire a superarla. L’ansia è un elemento sia positivo che negativo; positivo in quanto è un valido aiuto , è un campanello di allarme che evidenzia una situazione negativa e pericolosa per noi stessi. L’ansia tocca tre sfere della personalità : la sfera alimentare, il ritmo del sonno e la sfera sessuale. Le Principali categorie diagnostiche evidenziano le tipologie di patologie. Le categorie sono contenute in manuali diagnostici e statistici dei disordini mentali. I manuali più importanti sono il DSM-IV( quarta è la versione,org mond. della sanità ogni tanto lo aggiorna) e l’ICD spesso tenuto in considerazione da varie riviste e giornali. le categorie diagnostiche sono fortemente collegate al concetto di ansia. ANSIA stato mentale ed emotivo di preoccupazione e di malessere. L’ansia è uno stato d’animo normale utile e con funzione protettiva ma può sfociare nella patologia. Le reazioni a situazione ansiogene ci permettono di aumentare molto spesso le nostre forze fisiche e mentali, mettendoci in uno stato ottimale per affrontare le difficoltà. Un livello troppo alto di ansia può innescare in una persona un “blocco” delle sue risorse neutralizzando la sua capacità di affrontare quella situazione. I criteri più utilizzati per capire quando il livello di ansia è normale o patologico sono i seguenti : 1.il criterio temporale F 0 E 0lunga durata sintomi frequenti

  1. il criterio dello stimolo scatenante F 0 E 0L’ansia normale è frutto di eventi esterni oggettivi che l’individuo deve fronteggiare ; quella patologica è una reazione o uno stato d’animo spropositato, spesso privo di cause esterne evidenti che induce un forte disagio nella persona e che ha origine dal proprio mondo interiore.
  2. Il criterio del funzionamento generale dell’individuo F 0 E 0la persona che vive una condizione di ansia normale riesce, affrontata la situazione, a ripristinare un suo equilibrio emotivo, chi vive in condizione di ansia patologica prova una sofferenza profonda e continua( ansia cronicizzata ). Sintomi fisici dell’ansia F 0 E 0 aumento del battito cardiaco,della sudorazione , tensione muscolare, vampate di calore, secchezza della bocca, diarrea, difficoltà respiratoria , palpitazione, senso di vertigini , offuscamento della vista, difficoltà a rilassarsi e addormentarsi, alterazione della sfera alimentare, perdita del desiderio sessuale o della capacità di erezione, senso di pesantezza allo stomaco.) Sintomi psicologici dell’ansia F 0 E 0 apprensione costante, difficoltà di concentrazione, agitazione psicomotoria, si teme di perdere il controllo rispetto alla propria vita, si ha la sensazione di non essere in grado di affrontare le situazioni della quotidianità.

TEORIA COMPORTAMENTISTA

secondo questa teoria le reazioni spropositate derivanti dall’ansia provengono da risposte apprese nell’infanzia , attraverso processi di condizionamento classico: laddove una persona ha appreso ad associare uno stimolo neutro , una propria reazione , tenderà a ripeterla tutte le volte in cui si troverò di fronte a questo stimolo.

TEORIE PSICANALITICHE

Ritengono che le relazioni ansiogene siano il fallimento dei meccanismi di difesa di fronte ad impulsi profondi tra loro in conflitto. I meccanismi di difesa sono lo spostamento e la rimozione ovvero tutte le strategie che l’io trova per mantenere in equilibrio le pulsioni interne, le richieste del super io e i vincoli del mondo esterno.

DISTURBI COLLEGATI ALL’ANSIA

ATTACCO Di PANICO F 0 E 0episodio che dura circa dieci minuti di forte apprensione, paura sensazione di catastrofe, di soffocamento, fastidio al petto. a volte provoca la de-personalizzazione(ci si sente staccati da se

stessi).Paura di perdere il controllo, di morire o di non riuscire più a tornare in condizioni di normalità sono tipiche di questo disturbo. DISTURBI FOBICI F 0 E 0sono paure spropositate nei confronti di un oggetto o di situazioni, sono stati ansiogeni insopportabili. L’agorafobia è un esempio. Esiste in oltre la fobia sociale che è la paura di un soggetto di trovarsi ad interagire con persone sconosciute che potrebbero giudicarlo. di solito le persone che ne soffrono si isolano e il disagio crea problemi in tutte le sfere della vita dell’individuo. DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO F 0 E 0caratterizzato da ossessioni (pensieri ricorrenti che provocano ansia)e compulsioni( azioni messe in atto x ridurre l’ansia). gli ossessivi – compulsivi mettono in atto comportamenti rituali per ridurre l’ansia e spesso non sono in grado di riconoscere di essere malati. Disagio forte. DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATO F 0 E 0condizione perenne di preoccupazione per tutta la giornata per almeno 6 mesi. c’è difficoltà nel controllare il proprio stato emotivo, ci sono problemi di rendimento a lavoro e a scuola , problematiche nelle relazioni sociali, facile affaticabilità, irritabilità e difficoltà di concentrazione e alterazioni del sonno.

DISTURBI DELL’UMORE

Umore F 0 E 0 tonalità affettiva. Il tono dell’umore comprende sentimenti che vanno dalla profonda tristezza all’esaltata euforia. Le persone equilibrate in genere hanno un tono dell’umore stabile, che può però modificarsi a seconda delle situazioni. In una situazione di equilibrio psichico non c’è mai un’inversione ingiustificata del tono dell’umore.

DEPRESSIONE

La D. è uno squilibrio permanente dei sentimenti , per cui l’umore si fossilizza su un piano malinconico e non presenta un’alternativa gioiosa. SINTOMI F 0 E 0 disinteresse per il futuro, per la propria persona e per gli altri; mancanza della voglia di vivere; incapacità di provare piacere, affaticamento. incapacità di svolgere piccoli compiti, eloquio rallentato, tono della voce basso e lamentoso, contenuti ridotti nei discorsi,sguardo spento, rallentamento dei pensieri e delle azioni, incapacità di decidere, autosvalutazione, difficoltà di concentrazione.

Il pensiero del depresso è caratterizzato da RUMINAZIONE cioè la ripetizione continua dei pensieri , per esempio relativi ad episodi del passato per i quali il soggetto si sente in colpa giustamente o non. La depressione può essere fasica. Il depresso presenta alterazione del ritmo del sonno come insonnia o ipersonnia, e alterazioni dell’appetito. L’isolamento è cercato dai depressi perché non prova piacere a stare insieme agli altri. La conseguenza peggiore della depressione è il suicidio , nella persona depressa si riduce l’istinto di conservazione e aumenta la tendenza a compiere atti auto aggressivi.

CAUSE E EVOLUZIONE DELLA DEPRESSIONE

Una delle cause delle depressione la si può trovare negli eventi stressanti che riguardano la vita di un soggetto che possono far precipitare il tono dell’umore in persone già predisposte a questo genere di disturbi. L’esordio della depressione può essere improvviso ed evidente per esempio in conseguenza di un evento doloroso come un lutto ( depressione reattiva ) oppure il fenomeno può comparire in modo subdolo e silente. La patologia spesso si manifesta inizialmente con un episodio depressivo isolato seguito da un periodo più o meno lungo senza sintomi( periodo di remissione ). Il N° di episodi isolati predice la probabilità che il disturbo si consolidi nell’individuo come patologia. Per una Prognosi più favorevole è importante intervenire subito, già durante i primi sintomi. La depressione spesso è confusa con la noia e con lo sconforto che sono però condizioni normali. Il depresso alla comparsa del primo episodio di depressione tende a giustificare il proprio malessere e a considerarlo solo passeggero. La depressione può avere un andamento ciclico , si può cioè presentare periodicamente in un dato periodo dell’anno o della giornata. La depressione è anche legata alla “familiarità” poiché i pazienti con familiari che hanno o hanno avuto problemi di depressione hanno maggiori possibilità di sviluppare il disturbo. Le depressione ha quindi anche un fondamento organico. Questa patologia è più frequente nelle donne che negli uomini perche la donna ha un assetto ormonale diverso rispetto all’uomo. Tale diversità si manifesta solo dopo la pubertà infatti, prima la depressione compisce i 2 sessi nello stesso modo. Più l’insorgenza è precoce più il

disturbo è grave. In genere compare verso i 25-30 anni ma non è detto che non si può presentare in altri momenti della vita.

L’AMBIENTE E IL DEPRESSO

anche la famiglia dl depresso è coinvolta nella patologia. è inutile dire ad un depresso di reagire , i familiari devono offrire sostegno senza diventare ostaggi del malato che spesso li colpevolizza per una sorta di egoismo. i familiari devono continuare la propria vita anche se il depresso li colpevolizza , devono offrire sostegno e ascolto ma senza dimenticare se stessi .chi vive con un depresso spesso prova sentimenti contrastanti (impotenza nei confronti della situazione e rabbia o intolleranza per l’apatia del malato. Fra il malato e la famiglia si instaura un “ patto impossibile ” i desideri del malato rendono vano qualunque comportamento e mettono in moto una serie di desideri infiniti che non verranno mai soddisfatti. chi vive con un depresso è soggetto ad una continua rincorsa che toglie le forze. La depressione anche se cronica è cmq curabile. oggi si usano gli psicofarmaci che bisogna pero sempre associare ad una cura terapeutica.

LA MANIA

è il contrario della depressione può essere definita come una manifestazione esagerata dell’affettività ben diversa dall’euforia, in quanto non adeguata alla situazione , esasperata. I pensieri in chi soffre di mania scorrono veloci ( fuga di idee ) al punto che non si riesce spesso a ricordarli. il soggetto soffre di megalomania , ipervalutazione di se stesso e delle proprie capacità, eccessivo ottimismo , desideri e progetti di ordine fantastico. L’ autostima è esagerata da poter diventare pericolosa perche si mettono in atto comportamenti rischiosi. il linguaggio è alterato quanto il pensiero , si parla in maniera velocissima (logorrea),attenzione e concentrazione sono all’ apparenza vivaci ma in realtà il soggetto fatica a fissarsi su di un argomento. La mimica e la gestualità sono mutevoli , il comportamento è irrequieto. il disturbo in genere compare prima dei 30 anni e presenta una forte carica ereditaria. il disturbo maniacale si presenta spesso in alternanza con la depressione, in questo caso si parla di disturbo bipolare.

FASI PSICOSESSUALI

Orale, anale, fallica , fase di latenza e fase genitale. DISTURBI PSICOTICI Secondo gli psicanalisti la nevrosi si distingue dalla psicosi per il funzionamento dell’ io. Es , Io e Super Io sono le tre istanze psichiche che costituiscono un individuo ( es F 0 E 0sede delle pulsioni(principio del piacere)contiene l’istinto di sopravvivenza e l’aggressività) ( IO F 0 E 0sede della capacità di equilibrare le pulsioni ma anche le regole in relazione all’ ambiente (esame di realtà)) ( Super Io F 0 E 0 sede delle regole morali , di comportamento, la sede dell’io ideale) il principio di realtà dell’ io si pone in contrapposizione al principio di piacere dell’ES che è la capacità grazie al quale il bambino capisce che può spostare avanti nel tempo la soddisfazione di un piacere.

La caratteristica fondamentale della psicosi è la distorta percezione della realtà-Secondo gli psicanalisti se nell’esperimento del seno buono e del seno cattivo di Melanie Klein il bambino non riesce a dimenticare l’esperienza negativa può nascere un disturbo psicotico. Nella nevrosi l’io funziona, il contatto con la realtà è mantenuto, nella psicosi no.

PSICOSI F 0 E 0particolare categoria di disturbi mentali gravi in cui il paziente perde completamente o parzialmente il contatto con la realtà esterna. La personalità in alcuni casi si disgrega al punto da non riconoscere più i propri pensieri e si torna ad uno stato primitivo. Non si riesce a distinguere bene il proprio corpo dall’ambiente esterno. Alterazione del linguaggio e del pensiero. gli psicotici hanno allucinazioni ( percezione di qualcosa che non esiste) e deliri ( idea bizzarra che non ha attinenza con la realtà di cui il paziente è pienamente convinto). le illusioni sono la percezione distorta di qualcosa che esiste realmente. A questi sintomi segue un disadattamento sociale dovuto anche all’inconsapevolezza da parte del soggetto di ciò che gli accade. La psicosi può essere cronica , leggera acuta e può sparire senza più lasciare traccia oppure ripresentarsi.

DIVISIONE DEI DISTURBI PSICOTICI

Psicosi organiche - F 0 E 0origine biologica, eliminando la causa organica si ripristina l’equilibrio. possono essere acute o croniche. esempi: psicosi arteriosclerotica (difettosa circolazione del sangue) , demenze senile(atrofia

cerebrale,riduzione memoria) psicosi tossica (intossicazione da farmaci o da allucinogeni) psicosi endogene F 0 E 0dette anche funzionali hanno una base organica riconosciuta. Sono dovute ad una predisposizione congenita interna. esempi : schizofrenia (dissociazione tra se stesso e realtà esterna) allucinazioni uditive. l’affettività è appiattita il linguaggio bizzarro. psicosi reattive F 0 E 0causate da gravi traumi psichici e senza base organica. esempi: psicosi da lutto, gravidiche puerperali e da detenzione.

DISTURBI DELLA PERSONALITA’

Alterazioni caratteristiche della personalità di tipo non adattivo cioè rappresentano un modo esagerato di porsi. Sono di ordine patologico nel momento in cui rappresentano per il soggetto un modo stabile di essere. In genere i disturbi della personalità si manifestano durante l’adolescenza o nella prima età adulta compromettendo le funzioni cognitive e le capacità affettive e relazionali in modo duraturo. Ogni disturbo va messo in relazione con il vissuto di una persona ,con l’ambiente nel quale è cresciuto ,lo stato economico di provenienza!!! CLASSIFICAZIONE DAL MANUALE DSM-IV disturbo paranoide di personalità F 0 E 0 i soggetti pensano che gli altri abbiano intenzioni malevole nei loro confronti. Sono diffidenti , sospettosi. Interpretano male azioni e parole altrui. Non si fidano , non dimenticano le offese, reagiscono con rabbia, soffrono di gelosia patologica, tendono ad essere autonomi perche non si fidano di nessuno. Questo disturbo si manifesta nell’adolescenza e i soggetti si isolano ,scarsi risultati scolastici , poche relazioni. Più frequente nei maschi. disturbo schizoide di personalità F 0 E 0freddezza nelle relazioni sociali , mancanza di espressioni emotive, no relazioni profonde, sta da solo , poco interessato a relazioni sentimentali o sessuali, non prova piacere per le esperienze sensoriali, socialmente isolato senza amici. non si preoccupano del pensiero altrui. superficiali manca la reattività emotiva- disturbo schizotipico di personalità F 0 E 0carenze in ambito sociale e interpersonale, idee eccentriche, interpreta in modo scorretto eventi esterni come se avessero un significato particolare solo per lui, può credere di avere un controllo magico del pensiero , superstizioso, vita caratterizzata da rituali. linguaggi ricco di costruzione insolite , vago e rallentato, relazioni scarse e rigide , i rapporti sono compromessi dall’ansia legata ad un sospetto per le azioni altrui. disturbo antisociale di personalità F 0 E 0detto anche sociopatia o psicopatia ,prime manifestazioni in età infantile o adolescenza , non riesce a conformarsi alle regole sociali , non rispetta i sentimenti altrui, bugiardo, disonesto manipolativo, impulsivo non riesce a pianificare il futuro, irresponsabile , aggressivo , in cerca spesso dello scontro fisico, non provano rimorso sono cinici, indifferenti. Autostima molto elevata , arroganti presuntuosi, umore depresso o teso , intolleranti verso la noia. Più nei maschi,tipico di uno stato socio economico basso ,tendenza cronicizzazione …può remissione dopo i 40 anni. disturbo evitante di personalità F 0 E 0sentimenti di inadeguatezza , paura di essere rifiutati per qst poche relazioni .Si considera incapace poco attraente ,inferiore agli altri. Non esprime opinioni in pubblico , timido con bassa autostima. Amicizia e relazioni intime solo se è sicuro di piacere. Uguale fra i 2 sessi. Disturbo borderline di personalità F 0 E 0instabilità dei rapporti interpersonali, dell’autostima e dell’umore. Impulsività marcata , timori di abbandono, rabbia per separazioni limitate nel tempo, intolleranza a stare da soli , comportamenti auto aggressivi, idealizzano le persone intorno a loro e spesso le svalutano velocemente. tentano di mantenere gli altri legati a loro , cambiamenti frequenti dell’immagine di se dei valori e delle aspirazioni e delle amicizie. perennemente annoiati sentimento di vuoto. umore… rabbia ,panico disperazione , azioni di boicottaggio verso se stessi. spesso hanno avuto un’infanzia difficile. disturbo istrionico di personalità F 0 E 0vogliono essere al centro dell’attenzione , si propongono come persone brillanti e deduttive , se non è protagonista compie azioni per farsi notare , abbigliamento eccentrico , aspetto fisico strumento per attirare attenzione, spendono soldi per l’aspetto estetico , linguaggio d’effetto ma privo di dettagli , idee di fondo vaghe. emozioni manifestate in modo teatrale , si annoiano facilmente , non tollerano gratificazioni prima del tempo. più nelle femmine, inclini ad azioni suicidarie. Disturbo dipendente di personalità F 0 E 0necessita di essere sempre accuditi , ci si sente incapaci di fare qualsiasi cosa senza l aiuto degli altri , non prendono decisioni d soli , non sono attivi , in genere dipendono dai genitori o da un coniuge. non vogliono essere lasciati soli, non esprimono opinioni perche potrebbero non essere accettate. autostima bassa , non sono autonomi sono miti e remissivi , non vogliono rimanere soli sono sempre alla ricerca di una relazione. uguale fra i 2 sessi.