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descrizione completa di tutti le malattie parassitarie con descrizione accurata dei cicli, patogenesi, epidemiologia, trattamento, profilassi e controllo. Le varie malattie sono raggruppate in base alla famiglia, genere e specie di appartenenza.
Tipologia: Dispense
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Infezione → parassitosi causate da protozoi e funghi Infestazione → parassitosi sostenute da elminti In inglese → infection; non si ha la differenza, fra i due è meglio dire infezione). Patogenicità →capacità potenziali lesive del patogeno, è diversa a seconda o del ceppo patogeno o ambiente di sviluppo o relazione ospite-parassita-ambiente Si hanno pochi vaccini per le malattie parassitarie, perchè i parassiti sono più complessi di batteri e virus ed interagiscono molto con sistema immunitario dell'ospite. Si hanno metodologie di controllo integrato: utilizzo di metodi diversi per controllare una malattia parassitaria, utilizzato per lo più per gli animali da reddito, per evitare perdite dovute alla presenza di parassiti che non determinano sintomi eclatanti ma soprattutto riduzione delle produzioni; dato che nell'allevamento biologico l'uso di farmaci è diverso si possono usare metodi di controllo biologico nell'ambiente→ riducendo la popolazione parassitaria nell'ambiente stesso o vaccini, tuttavia i parassiti sono così diffusi che è impossibile pensare di eradicarli.
Agenti eziologici delle ROGNE → Malattie parassitarie cutanee molto frequenti, ma con segni clinici sovrapponibili a quelli di altre malattie ( incluse in molte diagnosi differenziali) e /o concomitanti a malattie di natura differente. Sono Zoonosi =contagiose per uomo e altri animali→necessità di diagnosi precoce. Le rogne sono malattie causate da acari parassiti obbligati permanenti della cute e suoi annessi inseriti nei sottordini
Agente eziologico : Sarcoptes scabiei (specie)→ famiglia Sarcoptidae, Genere Sarcoptes In questa specie ci sono varie varianti genotipiche, che si sono adattate a parassitare una certa specie. Il cane è l’ospite di S. scabiei var. canis mentre non è invece nota una variante specifica per il gatto, in cui la rogna sarcoptica è segnalata molto raramente. Uomo sensibile a numerose varianti animali: frequenti le infestazioni umane sostenute da S. scabiei var. suis, S. scabiei var. canis e S. scabiei var. cuniculi , sono in grado di indurre lesioni. Nei Selvatici in generale è molto presente, soprattutto nel periodo in cui l'animale è più debilitato (inverno: freddo, animale fa fatica a trovare l'alimento Morfologia: Gli stadi adulti di S. scabiei hanno un corpo ovalare, ventralmente piatto e dorsalmente convesso, dotato di scaglie dorsali triangolari e appuntite, setole spinose e striature trasversali, e 4 paia di arti corti e tozzi che terminano con uno o due piccoli uncini. A differenza degli arti del 1° e 2° paio, quelli del 3° e 4° paio non oltrepassano il margine laterale del corpo.
Negli animali da reddito le lesioni sono inizialmente localizzate
all’estremità fino a generalizzare su tutto il corpo, colpisce gli immunodepressi → malati di AIDS, affetti da sindrome di Down, anziani debilitati, neuropatie periferica, con prurito scarso o assente a numerosissimi acari Epidemiologia: Dai pochi recenti studi epidemiologici eseguiti nel mondo, la prevalenza della rogna sarcoptica nel cane sembra variare dallo 0,7 al 4,5%, senza differenze tra i due sessi ( sembra una prevalenza maggiore nei maschi che nelle femmine) e le diverse razze anche se cani di razza pura rispetto a incroci sono più sensibili. I valori sono inferiori nei pet rispetto ad altre popolazioni di cane, in seguito alla nascita degli spot-on: non impediscono completamente la possibilità di incorrere in infezione, ma che riducono la capacità dell'acaro di svilupparsi. La giovane età sembra inoltre rappresentare un fattore di rischio per l’acquisizione e la gravità dell’infestazione razza. Infine, come viene tenuto l'animale (in casa o fuori), in linea generale, i cani del canile sono quelli in cui più facilmente si riscontra la rogna, ciò è dovuto a contatti con altri cani, impossibilità di usare spot-on,ecc. Diagnosi: Un test clinico utile è la stimolazione del riflesso otopodalico= riflesso , padiglione-podali positivo nell’80% dove si massaggia gentilmente il margine esterno del/i padiglione/i auricolare/i → se il cane cerca di grattarsi con l’arto posteriore l’orecchio, il test è considerato + per la rogna sarcoptica. Il riflesso otopodalico è considerato avere una specificità del 93% e una sensibilità dell’81% circa Raschiato superficiale sulle lesioni primarie → papule – croste, non va effettuato sulla crosta, infatti una gli acari si spostano, ma ai margini, scagli e alla pinna auricolare. Si procede alla scelta delle lesioni, tosatura (attenzione a scaglie croste), applicazione di olio di vasellina al 10% , raschiatura con lama di bisturi meglio se la lama non è molto tagliente, oppure, il Volkmann, porre su un vetrino con 10% KOH ed osservazione al MO → l’identificazione anche solo di uova o materiale fecale degli acari consente di conseguire la diagnosi. L’esito - dei raschiati non è sufficiente per potere escludere la malattia, soprattutto nelle forme iniziali. Diagnosi sierologica: E’ disponibili l’ ELISA per la ricerca anticorpi Sarcoptes scabiei var. canis, da eseguire
Formulazione Molecola Tempi e dosi Orale e iniettabile Iver mectina 0.2-0.4 mg/kg ogni 7 gg x 3 volte →os, ogni 14 gg x 2 volte x iniezione → off label Orale e iniettabile Dora mectina 0.2 mg/kg ogni 7 gg x 3 volte x os → off label Spot on Sela mectina 6 - 12 mg/kg, mensile x 2 volte, alcuni consigliano ogni 15 gg x almeno 6 Spot on vs iniettabile Moxi dectina 2 .5-6.25 mg/kg, mensile x 2 volte; iniettabile ogni 14gg→ off label Spray Fipronil 3 mg/kg ogni 14 gg → off label Orale Sarolaner 2 mg/kg mensile Orale Fluralaner, afoxalaner Dosi e somministrazione in etichetta → off label Orale Milbemicina ossima 1 - 1.5 mg/kg a gg alterni x 8 somministrazioni Orale Sarolaner ≥ 2 mg/kg, due somministrazioni a distanza di un mese Oltre al trattamento antiparassitario è necessario
a. gestire il prurito, che spesso condiziona molto la qualità di vita dell’animale→ somministrare glucocorticoidi, quali
Prevalenza 38% nella provincia di Pisa, del 25,3% nelle Alpi occidentali, in generale in Europa varia dal 14% al 65% nelle diverse aree esaminate. E’ riportata la possibilità di infestazioni crociate tra cani e volp i ( lesioni alla coda )
Agente eziologico della rogna negli ungulati selvatici (camoscio, stambecco, capriolo) L’impatto della rogna su di una popolazione di animali che non l’ha mai “incontrata” è spesso molto pesante e causa di elevata mortalità. La regressione della malattia ed il recupero numerico della popolazione avviene grazie ad una percentuale di soggetti più resistenti. Ogni 10-15 anni si manifestano nuovamente delle epidemie di minore gravità con mortalità piuttosto basse. Numerose ricerche hanno dimostrato che, l’età, la densità dei camosci e il sesso= entrambi i sessi vengono colpiti in eguale misura non sono fattori che predispongono l’insorgenza della malattia. In diversi paesi europei, durante una fase epidemica, la rogna sarcoptica ha colpito circa il 60% della popolazione di ungulati selvatici. In Spagna numerosi ricercatori hanno provato come la capra domestica risulti una importante fonte di diffusione della malattia tra i camosci e gli stambecchi. Parallelamente, con l’Istituto Zooprofilattico di Pordenone e grazie alla collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico di Trento e del Dipartimento di Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia della Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino è iniziato un progetto monitoraggio sulla presenza di i anticorpi contro l’acaro negli ungulati del parco delle Dolomiti.
Agente responsabile della rogna notoedrica del gatto colpisce maggiormente i gatti liberi di uscire e randagi in colonie,e nei gatti a pelo corto, colpisce anche volpe, cane , coniglio e uomo, in quest’ultimo determina lesioni papulo crostose. Si tratta di una malattia pruriginosa e fastidiosa per azione irritante meccanica e fenomeni di ipersensibilità con reattività cutanea di tipo proliferativo , oltre che contagiosa per contatto diretto→ Sarà più
al microscopio→ utilizzabili per isolare l’acaro solo in corso di forme gravi caratterizzate da un elevato numero di acari, generalmente in animali fortemente debilitati
Tassonomia: Cnemidocoptes (Sin. Knemidokoptes, Knemidokoptes) è un genere di acari astigmati che infestano gli uccelli. Le principali specie incluse in questo genere sono:
Colpisce i l pappagallino ondulato, i canarini e i fringuelli.
Lesioni : scaglie e croste. Il becco può deformarsi. Diagnosi : si basa sull’aspetto caratteristico delle lesioni e sull’esame di raschiati cutanei in cui il parassita può essere facilmente identificato al microscopio. Trattamento: acaricida degli a nimali (anche Ivomec per os o topico con 3 trattamenti ogni 10 gg) e degli ambienti ;→ La terapia consiste nell’applicazione sulla cute di un antiparassitario specifico , per almeno 3 volte a intervalli di 2 settimane circa. È opportuno trattare tutti i pappagallini a contatto , anche se non presentano lesioni, per evitare che il parassita possa contagiare nuovamente i soggetti sensibili. A volte è necessario rifilare il becco per portarlo all’aspetto normale. Il trattamento deve essere eseguito il prima possibile per evitare deformazioni permanenti del becco causate dalla lesione al tessuto germinativo→ Nei soggetti trattati tardivamente la correzione del becco va eseguita periodicamente per tutta la vita. Questi parassiti non sopravvivono fuori dall’ospite
Responsabile della rogna delle zampe , più frequente in primavera ed estate e negli uccelli allevati a terra. Può rimanere latente a lungo e manifestarsi in periodi di stress con prurito, sollevamento e caduta delle scaglie epidermiche→ tramite il Grooming : leccarsi, mordersi dovuto al prurito conduce ad eliminare parte della popolazione di acari, limitando il numero di acari presenti sul corpo dell’animale le lesioni, tuttavia in un animale stressato il grooming viene a mancare aumentando il numero di acari e le lesioni. Colpisce i tessuti cutanei delle zampe causando infiammazione ed essudazione, che stando sul terreno favoriscono l’infezione di altri animali il contagio avviene infatti con gli acari presenti sul terreno → è piuttosto contagiosa. Gli acari si localizzano soprattutto nelle scaglie epidermiche delle zampe dove possono determinare lesioni permanenti , facendo assumere alle zampe un aspetto rugoso e deformato , l’animale presenta zoppia, questo aspetto è più comune negli uccelli più anziani con morte nei casi gravi. Può rappresentare un problema negli animali degli allevamenti biologici e negli animali da cortile. La diagnosi viene effettuata sulla base delle tipiche lesioni alle zampe e con l'identificazione degli acari nei raschiati delle cute delle zampe.
Responsabile della rogna deplumante degli uccelli (caduta delle penne) poiché scava gallerie nei follicoli piliferi, l’infestazione è più frequente in primavera ed estate e nei volati da cortile, mentre di difficile riscontro negli allevamenti intensivi. L’infestazione può rimanere latente a lungo e manifestarsi in periodi di stress Trasmissione : perlopiù diretta. Sintomi : prurito e caduta delle penne intorno alla testa e al collo, papule, scaglie ed ispessimento cutaneo, cannibalismo, con morte nei casi gravi. Diagnosi alcune piume vicine a una lesione possono essere estratte e esaminate a microscopio. Trattamento : negli uccelli di allevamento è difficoltoso poiché l’uso di acaricidi non è consentito negli animali che producono prodotti alimentari destinati al consumo umano, soprattutto nelle galline ovaiole. E’ quindi importante la profilassi
L’agente eziologico è Otodectes cynotis : famiglia Psoroptidae ; acaro a diffusione cosmopolita, poco specie-specifico che si localizza nel condotto uditivo esterno del cane, del gatto e di altri animali, inclusi il furetto e la volpe, determinando una malattia pruriginosa e contagiosa, possono colpire anche l'uomo, nel quale provocano, raramente, dermatite pruriginosa papulo-crostosa e molto raramente otite parassitaria. Morfologia: Gli acari adulti, visibili all’esame con l’otoscopio, sono grandi circa
reinfestazioni in pazienti già trattati e rendere cronica la parassitosi →Nonostante i preparati ad uso locale abbiano una certa efficacia, il trattamento sistemico è da preferire per evitare recidive e trattare in modo definitivo l’infestazioni. Non si devono mai somministrare nel canale auricolare prodotti destinati all’uso sistemico (ad esempio, molecole in formulazione spot on)ed è preferibile trattare gli animali con prodotti registrati per la terapia della malattia. Indipendentemente dal farmaco acaricida scelto devono essere trattati tutti gli animali conviventi o in contatto con il soggetto parassitato ed è necessario eseguire una pulizia del canale auricolare con asportazione del cerume →In commercio esistono numerosi prodotti utili per la pulizia. Molecola Formulazione Dose e tempi di somministrazione Ivermectina Gel auricolare 1 mg nel canale auricolare per 3 volte a distanza di 7 gg. Proseguire o cambiare trattamento in caso di mancata risoluzione Tetrametrina/fenotrina Gocce auricolari 2 - 20 gocce nel canale auricolare ogni gg o a gg alterni fino guarigione Diclorofene,/piperonil butossido/piretrine Gocce auricolari 2 - 10 gocce nel canale auricolare giornalmente fino a guarigione Selamectina Spot on ≥6 mg/kg, una somministrazione da ripetere dopo 30 giorni in caso di mancata risoluzione Selamectina/sarolaner Spot on (gatto) ≥ 6 mg/kg (selamectina) ≥ 1 mg/kg (sarolaner) , una somministrazione da ripetere dopo 30 gg in caso di mancata risoluzione. Moxidectina/Imidacloprid Spot on (cane) ≥2,5 mg/kg (Moxidectina), una somministrazione da ripetere dopo 30 gg in caso di mancata risoluzione Moxidectina/Imidacloprid Spot on (gatto) ≥1 mg/kg (Moxidectina), una somministrazione da ripetere dopo 30 gg in caso di mancata risoluzione. Sarolaner Orale (cane) ≥ 2 mg/kg singola dose, una somministrazione da ripetere dopo 30 gg in caso di mancata risoluzione
Gli acari del genere Psoroptes (Fam. Psoroptidae) sono responsabili di dermatiti e/o otiti esterne. Attualmente alcune delle specie inserite nel genere Psoroptes, principalmente P. cuniculi e Psoroptes ovis , sono considerate la stessa specie o varianti della stessa specie adattate ad una determinata specie ospite; il dibattito tassonomico rimane comunque ancora aperto. Divisione tassonomica:.
delle malattie si basano sulla chemioterapia, tuttavia la sostenibilità è discutibile a causa di problemi di residui chimici, eco-tossicità e resistenza agli acaricidi. Il controllo mediante vaccinazione è supportato dalla dimostrazione dell'immunità protettiva negli ovini precedentemente infestati da P. ovis. I candidati al vaccino per P. ovis sono a base di antigeni
_1. selezionati dalla loro interazione con la risposta immunitaria dell'ospite;
Genere Chorioptes comprende alcune specie di acari inseriti nella famiglia Psoroptidae che parassitano gli ungulati domestici e selvatici, gli ursidi e altre specie di carnivori selvatici (tasso). Le specie attualmente riconosciute valide:
Si chiama anche “ rogna dei pastorali ”. Le caratteristiche morfologich e peculiari di questi acari includono:
Si tratta di un genere di acari appartenenti al sottordine Prostigmata, Famiglia Demodicidae, Genere Demodexche Localizzazione, sintomi ed ospiti: Comprende specie che compiono tutte le fasi del ciclo biologico nei follicoli piliferi, nelle ghiandole sebacee, nelle ghiandole sudoripare e in altre aree cutanee , considerati commensali della cute dell’uomo e di altri mammiferi. Due o più specie diverse di Demodex possono parassitare lo stesso ospite ma generalmente occupano nicchie ecologiche, pertanto in futuro potrà esser possibile una trasmissione uomo-cane, → sono specie- specifici : non è possibile la trasmissione di una specie di Demodex da una specie animale all'altra, possibile che una stessa specie ospite possa essere parassitate da specie di Demodex diverse, ma non si può acquisire il Demodex di altre specie animale→ ogni specie ha il suo Demodex con variabilità anche nella localizzazione /lesione → Bovino: D. bovis: la manifestazione clinica è prevalente a livello delle gh sebacee formazione di numerosi noduli sottocutanei grandi come un pisello contenenti materiale caseoso e migliaia di acari localizzati sulla superficie dorsale del corpo =garrese, spalle dorso collo→grave danno alle pelli. → Capra: D. caprae → simile a quella dei bovini, noduli fino a 2 cm di diametro.
cane) → molto rara In cavallo e capra l’interessamento è a livello anche dei follicoli piliferi quando la riproduzione di Demodex è importante si può avere il riempimento dei follicoli con alopecie → Maiale: D. phylloides → eritema, papule, ispessimento cute e noduli su addome, collo, grugno e palpebre → Pecora: D. ovis → Alopecia e desquamazione su faccia, collo e spalle→ rara. → Cane→ 3 morfotipi D. canis, D. cornei o forma corta, D. injai → Gatto → D.felis, D.cati e D.gato La demodicosi può essere → una forma blanda, poco generalizzata → una forma generalizzata, più grave →indice di SI che funziona poco bene o presenza di una malattia intercorrente). È strettamente ospite specifico: E’ rara nei grossi animali, più frequente in cane e gatto, dov’è considerata una delle malattie cutanee più complesse e di difficile gestione (complessità della malattia più elevata nel cane)→ si parla di demodecosi o rogna Morfologia : morfologicamente richiama la forma delle strutture in cui vive
→ Esame citologico → Nei casi di foruncolosi, gli acari possono essere evidenziati anche con un esame citologico dell’essudato della lesione. Nelle forme purulente, l’esame citologico consente di valutare anche la presenza di batteri. Nei casi in cui gli animali siano stati sottoposti a più trattamenti antimicrobici o alla citologia siano presenti batteri bastoncellari, è consigliabile effettuare l’esame colturale batteriologico con antibiogramma. → Biopsia cutanea → Esame delle feci→ sembra essere un metodo molto sensibile per la diagnosi di D.gatoi nel gatto→ negli animali affetti da demodicosi non è infrequente il riscontro di questi acari all’analisi parassitologica delle feci
E ‘una grave malattia dermatologica che si verifica quando il numero di acari aumenta notevolmente, tutte e 3 morfotipi del cane sono causa della malattia Demodex Ciclo Demodex canis è considerato un normale abitante della cute e del canale auricolare del cane; gli acari adulti si localizzano nei follicoli piliferi, gh sebacee e gh sudoripare apocrine dell’ospite , le femmine depongono le uova nei follicoli e nelle gh, le uova si schiudono e fuoriesce la larva esapoda che si ritrova nei follicoli e nelle gh dove muta in ninfa ottopode che a sua volta muta in adulto il tutto il 2-4 settimane. La trasmissione è per contatto diretto tra madre e cuccioli , soprattutto in allattamento → avviene dalla cagna ai neonati per contatto diretto durante i primi 2 o 3 giorni di vita come avviene nella Demodecosi umana. Molti acari per via linfo- ematogena sotto stimolo ormonale vanno a localizzarsi a livello della cute facilitando la trasmissione, potendosi trovare nei follicoli piliferi dei cuccioli a partire dalle 16 ore di vita in poi : vengono osservati dapprima sul muso dei cuccioli indice d’importanza della madre per la trasmissione con l'allattamento, confermato anche che nei cuccioli nati con taglio cesareo e tenuti lontano dalla cagna infetta , è stata osservata l’assenza degli acari, e questo lascia presupporre l’assenza di una trasmissione intrauterina. Morfotipi Studi molecolari hanno evidenziato che D. canis e D. injai mostrano una distanza genetica del 23, 3 % e possono essere considerati due specie diverse; al contrario, D.cornei deve essere considerato una variante morfologica di D. canis
opistoma più lungo, vive soprattutto nelle ghiandole sebacee , infatti clinicamente è spesso associato a forme di dermatite seborroica gli WHWT sono molto predisposti
più tozzo vive nello strato corneo dell’epidermide, è frequentemente associato a forme di dermatite pruriginosa.
riscontro. L’adulto ha una tipica forma allungata a forma di sigaro, misura circa 250-300 μm di lunghezza. Nella porzione craniale=gnatosoma sono distinguibili il rostro, l’apparato buccale e quattro coppie di arti rudimentali che terminano ad uncino = podosoma, la porzione caudale =opistosoma rappresenta circa i 2/3 del corpo dell’acaro. Vive nel follicolo pilifero e nelle ghiandole sebacee (cellule, sebo detritiepiteriali) dove vive l’intero ciclo vitale essendo un parassita saprofita obbligato della cute del cane. Nella cute dei cani sani il numero di acari è limitato, con probabilità molto bassa di riscontrarli nella cute di soggetti sani, di conseguenza, nella maggior parte dei casi il riscontro di D. canis in un cane deve essere considerato indicativo di una forma patologica; sono stati eccezionalmente riscontrati a livello di organi interni (linfonodi, fegato, milza). L0accoppiamento avviene in superficie e le femmine depongono le uova nella porzione profonda del follicolo. In uno studio condotto in che ha coinvolto oltre un milione di cani la prevalenza della Demodecosi nel cane è risultata dello0,58% in USA, in Albania=0,6%, in Asia e Sud America =7,2- 25% (più elevata) Epidemiologia elevata variabilità in base → a sesso→ maggiore nelle femmine → età → maggiore frequenza nei giovani (più comune), ma può manifestarsi anche nei cani anziani → razza →frequenza maggiore in alcune razze, quelle a rischio più elevato sembrano essere American Staffordshire terrier, Bull terrier, Shar Pei, West Highland White terrier, Scottish terrier, Bulldog inglese, Boston terrier, Alano, Weimaraner Airedale terrier, Alaskan Malamute e Levriero afgano, Forme. Classicamente sono riportate due forme della malattia localizzata e generalizzata, mentre i quadri clinici della Demodecosi comprendono anche la Demodecosi podali. Si ha solitamente un rapporto demodex-animale : l’animale deve riuscire a controllare la capacità riproduttiva dell'acaro, ma se le difese si abbassano, la demodicosi si manifesta, pertanto in immunodepressione, la patologia sarà più o meno grave: si può passare alla forma generalizzata o può partire direttamente in tale forma ➢ Podale insorge in età adulta con lesioni a livello della zampe
marcata iperplasia e/o nelle razze con cute “più spessa” come sharpei e molossoidi, in alcuni casi è addirittura necessario eseguire l’esame istopatologico per poter evidenziare i parassiti localizzati più in profondità Trattamento: → Nella forma localizzata giovanile è meglio aspettare la risoluzione spontanea tenendo sotto stretto controllo l’animale, il 99% guarisce spontaneamente in 6-8 settimane., altrimenti va aiutato. → Nella forma generalizzata si hanno principali molecole e protocolli per la terapia → La terapia è multimodale e va adattata al singolo paziente, in base alla gravità delle lesioni, allo stato fisico e a eventuali malattie concomitant i. Il trattamento specifico acaricida resta fondamentale per le forme generalizzate e può essere eseguito utilizzando prodotti topici e/o sistemici, storicamente le spugnature settimanali con amitraz allo 0 0,025-1,25% con o senza shampoo a base di benzoilperossido prima dell’applicazione, sono considerate efficaci, ma, ma questa terapia a seconda del tipo di cane comporta→ → Gli animali a pelo lungo devono essere tosati per garantire un’applicazione corretta del prodotto, → in alcuni cani, come nei molossoidi o nelle razze con numerose pliche cutanee è difficile da eseguire , → in altre razze, come nel chihuahua, può essere t ossica o in tutti i pazienti dove le spugnature sono impraticabili, è necessario utilizzare altre strategie terapeutiche Di provata efficacia a. sono i lattoni macrociclici come milbemicina ossima, ivermectina, moxidectina e doramectina → ma l’ivermettina è off label, con idiosincrasia razziale da ivermectina in: pastore scozzese mutazione MDR-1, Bobtail, pastore dello Shetland, pastore australiano, Borde colli e loro incroci b. d i recente introduzione, le isossazoline sono risultate efficaci nel controllo della malattia e di facile impiego, c. In passato è stato segnalato l’uso di collari a base di amitraz e deltametrina, vitamina E, prodotti omeopatici o vegetali Tutte queste terapie sono oggi considerate inefficaci. Il problema è che farmaci sono costosi e tossici andando usati a dosaggio pieno per molto tempo, finché non c'è guarigione parassitologico dell'animale. Nel cane, se presenti a. infezioni batteriche è necessario associare una terapia antimicrobica topica e/o sistemica , ma gli antibiotici devono essere somministrati solo quando realmente necessari e secondo le linee guida per l’uso consapevole di questi farmaci→ in questi casi è utile uno shampoo a base di benzoil perossido, clorexidina o etil lattato. b. Nei casi di associazioni con infezioni da Malassezia sono consigliati gli shampoo a base di azoli a varie concentrazioni. Il Monitoraggio della terapia : La terapia acaricida va continuata fino a quando si osserva la remissione delle lesioni cliniche e si ottengono almeno 2 raschiati negativi a distanza di un mese (2-3 settimane) uno dall’altro → Acari vivi / acari morti → Forme immature / acari adulti se tante forme immature l’acaro si sta riproducendo mentre se il rapporto decresce, valore prognostico positivo Se il rapporto decresce il valore prognostico è positivo, si ha la guarigione se remissione più di un anno. La una terapia troppo breve può condurre a recidive in poche settimane, la raramente si osserva un fallimento terapeutico, ma nei casi in cui non si raggiunga la remissione clinica, è utile controllare che la terapia sia eseguita in modo corretto e che lo sia anche la diagnosi ( es assenza di altre patologie debilitanti ), per il resto ci basiamo anche sulle condizioni generali
Importanza non paragonabile a quella canina essendo un malattia sporadica, rara e sotto diagnosticata.
➢ Localizzata: forma autolimitante (come nel cane) soprattutto f acciale con lesioni ad area perioculare, naso , ma anche a palpebre, capo, collo ; spesso con otite ceruminosa come nel cane. In questa forma abbiamo alopecia, eritema, scaglie e croste. ➢ Generalizzata: generalmente presente sempre con malattia sottostante sitemica grave →FeLV, diabete, neoplasie, toxoplasmosi, terapie immunosoppressive. Le lesioni cliniche sono più importanti ed estese: oltre al capo, sono coinvolti arti e tronco, a vremo alopecia, scaglie, eritema, croste e iperpigmentazione, i n alcuni casi Orale Milbemicina ossima 0.5-2mg/kg/os/die Orale Ivermectina (off-label) 0.3-6mg/kg/os/die(tossico per cani con mutazione dell’ABCB1-D1(MDR-1) Orale Doramectina (off-label) 0.6mg/kg/os/die Spot on vs orale Moxidectina 2.5%in spot in associazione a imidacloprid 10% topica settimanale; 0.2-0.5mg/kg/os/die(off-label) Orale Fluralaner 5,6mg/kg ogni2-3mesi Orale Sarolaner 2mg/kg mensile Orale Afoxalaner 2,5mg/kg mensile
sarà presente anche il prurito. La prognosi è legata alla malattia sottostante. La prognosi è legata alla malattia sottostante Sono classificati 3 acari responsabili: ❖ Demodex cati: forma allungata di dimensione di circa 250 - 300 μm (182 μm nel maschio e 219 μm nella femmina) , i cui adulti assomigliano a quelli di D.canis poiché mostrano un opistosoma affusolato e lungo circa i 2/3 della lunghezza totale del loro corpo. Si localizza nell’unità pilosebacee = localizza nei follicoli piliferi e nelle ghiandole sebacee, soprattutto di palpebre, muso e collo ed è considerato un normale componente della fauna cutanea dei gatti. ❖ Demodex gatoi: forma corta di dimensione 100 - 150 μm (81-96 μm nei maschi e 100 - 115 μm nelle femmine), simile a D.cornei del cane in quanto mostra un opistosoma largo, corto e a punta smussa e risiede nello strato superficiale della cute=corneo ed è altamente trasmissibile, la malattia può manifestarsi contemporaneamente in più gatti. E’ causa di e ritema, di dermatite papulare di tipo miliare e focale e frequentemente di prurito, variabile da moderato a intenso, spesso causa di autotraumatismi con alopecia ed escoriazioni ❖ Demodex felis 200 (139) μm con caratteristiche morfologiche intermedie più corto di D.cati ma più lungo di D. gatoi, l’opistosoma non è appuntito. Identificato come causa di demodicosi felina molto recentemente, sembra essere causa di eritema e alopecia a muso, torace e addome, alterazioni del colore del pelo e croste, spesso in assenza di prurito. E’ stata osservata una possibile relazione con i trattamenti con ormoni steroidei La demodicosi sostenuta da D.gatoi e D.feli s non è generalmente associata ad altre malattie, Epidemiologia: La prevalenza della demodicosi felina è di circa 4 casi ogni 10 000 gatti probabilmente però la demodicosi felina è sotto diagnosticata rispetto a quella canina Dei tre acari descritti finora nel gatto, D.cati rappresenta la specie più frequentemente coinvolta nei casi di demodicosi felina, ma D. gatoi è ritenuto molto più contagioso di D. cati , in quanto facilmente trasmissibile da gatto a gatto e la malattia può interessare più gatti contemporaneamente Terapia: Esiste un oggetto di discussione inerente la sua effettuazione o meno, non esistono in commercio prodotti registrati per il gatto, che è molto più sensibile del cane alla tossicità da farmaci, inoltre non vi sono delle vere linee guida per la terapia della demodicosi felina e si utilizzano ancora molecole quali Si ha → Amitraz → come spugnatura settimanali a 0,0125-0,025% con obbligo di uso di collare Elisabetta → Ivermectina (0.3 mg/kg/os/sid) oppure doramectina (0.6 mg/kg/sc settimanale). → Crotamitone (eurox) per le forme localizzate → Applicazione in spot on di moxidectina e fluralaner alle dosi di registrazione sembra abbiano portato alla risoluzione della malattia in alcuni casi. Se presenti infezioni batteriche può essere necessario ricorrere all’uso di antibiotici. Importante è gestire la causa predisponente. Se non si individua la malattia sottostante e non la si cura, l'animale non guarirà ed avrà un recidiva.
Detto comunemente acaro rosso del pollo o, impropriamente, pidocchio rosso del pollo, è un parassita del pollame, che non presenta una stretta ospite(stesso vale per gli altri due generi). specificità che può comunque infestare molte specie di uccelli (selvatici) ed occasionalmente anche mammiferi e uomo in soggetti che vivono vicino ad ambienti molto infestati (es. pollai). Morfologia: acaro di colore rossastro dopo pasto di sangue, altrimenti bianco-grigiastro, con zampe lunghe e corpo ovale. Colpisce anche cane e gatto in caso di contatto con pollai infestati o uccelli selvatici. Ciclo biologico: ematofago e trascorre la maggior parte della sua vita lontano dall’ospite , salendovi solo la notte per effettuarvi il pasto di sangue; può comunque sopravvivere molto tempo a digiuno →parassitismo intermittente. Negli allevamenti si rifugia nelle crepe e sotto la polvere che si trova sotto le gabbie e le mangiatoie. Sintomi: