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Parassitosi negli Animali: Un'analisi Approfondita, Dispense di Malattie Infettive

descrizione completa di tutti le malattie parassitarie con descrizione accurata dei cicli, patogenesi, epidemiologia, trattamento, profilassi e controllo. Le varie malattie sono raggruppate in base alla famiglia, genere e specie di appartenenza.

Tipologia: Dispense

2019/2020

In vendita dal 18/02/2020

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INTRODUZIONE
Infezione parassitosi causate da protozoi e funghi
Infestazione parassitosi sostenute da elminti
In inglese → infection; non si ha la differenza, fra i due è meglio dire infezione).
Patogenicitàcapacità potenziali lesive del patogeno, è diversa a seconda
o del ceppo patogeno
o ambiente di sviluppo
o relazione ospite-parassita-ambiente
Si hanno pochi vaccini per le malattie parassitarie, perchè i parassiti sono più complessi di batteri e virus ed
interagiscono molto con sistema immunitario dell'ospite. Si hanno metodologie di controllo integrato: utilizzo di
metodi diversi per controllare una malattia parassitaria, utilizzato per lo più per gli animali da reddito, per evitare
perdite dovute alla presenza di parassiti che non determinano sintomi eclatanti ma soprattutto riduzione delle
produzioni; dato che nell'allevamento biologico l'uso di farmaci è diverso si possono usare metodi di controllo
biologico nell'ambiente riducendo la popolazione parassitaria nell'ambiente stesso o vaccini, tuttavia i parassiti
sono così diffusi che è impossibile pensare di eradicarli.
ARTROPODI
ACARI
ClasseArachnida (Aracnidi)=chelicerata Ordine Acarina
Agenti eziologici delle ROGNE Malattie parassitarie cutanee molto frequenti, ma con segni clinici sovrapponibili a
quelli di altre malattie ( incluse in molte diagnosi differenziali) e /o concomitanti a malattie di natura differente.
Sono Zoonosi =contagiose per uomo e altri animalinecessità di diagnosi precoce. Le rogne sono malattie causate
da acari parassiti obbligati permanenti della cute e suoi annessi inseriti nei sottordini
Astigmata Sarcoptes, Cnemidocoptes Psoroptes, Chorioptes
Prostigmata Demodex
Che interessano numerose specie di mammiferi e uccelli domestici e selvatici.
Gli acari depongono sulla cute sana o scontinuata dell’ospite, antigeni rappresentati da
pellets fecali ricchi di guanina
acari morti o in muta
che causano una elevata risposta infiammatoria e fenomeni di ipersensibilità.
Rogne sono ectoparassitosi ad eccezione della rogna demodettica, che si localizza a livello del derma. Le gallerie,
scavate dalla femmina, non arrivano mai al derma ma si fermano nell'epidermide. Dove depone le uova nascono
delle larve a 6 zampe mute ninfe e adulti= 8 zampe.
Sono parassiti obbligati ma in grado di sopravvivere fuori dall'ospite, ma la
sopravvivenza dipende dalle condizioni ambientali: dura di più in inverno, infatti
in condizioni di temperature più elevate, il metabolismo è più alto e muoiono più
rapidamente.; non è stato stabilito se la sopravvivenza sia legata alla capacità
infettiva. Gli acari si nutrono di essudato infiammatorio. Molti ricercatori, sono
convinti che le infezioni possano essere utili agli acari perchè, attraverso la loro
ingestione, viene favorita la digestione delle varie sostanze.
Diagnosi il sospetto clinico indica la metodica più adatta alla ricerca di un
parassita specifico Raschiato cutaneo: la cui sensibilità dipende dal
a. Tipo di malattia
b. Manualità tecnica del prelievo
Risultato
+ permette diagnosi
non esclude la diagnosi infatti a volte, gli animali hanno pochi acari ma sono molto sensibili
Può essere
profondo raccolta di materiale contenuto nel follicolo o nel derma Demodex.
superficiale raccolta di materiale dello strato corneo superficiale (epidermide): scaglie, detriti cheratinici,
croste parassiti che vivono sulla superfici epidermica Tecnica di esecuzione
1. Scegliere le aree da sottoporre a raschiato Scelta delle lesioni
2. Tosare (attenzione scaglie e croste)
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Scarica Parassitosi negli Animali: Un'analisi Approfondita e più Dispense in PDF di Malattie Infettive solo su Docsity!

INTRODUZIONE

Infezione → parassitosi causate da protozoi e funghi Infestazione → parassitosi sostenute da elminti In inglese → infection; non si ha la differenza, fra i due è meglio dire infezione). Patogenicità →capacità potenziali lesive del patogeno, è diversa a seconda o del ceppo patogeno o ambiente di sviluppo o relazione ospite-parassita-ambiente Si hanno pochi vaccini per le malattie parassitarie, perchè i parassiti sono più complessi di batteri e virus ed interagiscono molto con sistema immunitario dell'ospite. Si hanno metodologie di controllo integrato: utilizzo di metodi diversi per controllare una malattia parassitaria, utilizzato per lo più per gli animali da reddito, per evitare perdite dovute alla presenza di parassiti che non determinano sintomi eclatanti ma soprattutto riduzione delle produzioni; dato che nell'allevamento biologico l'uso di farmaci è diverso si possono usare metodi di controllo biologico nell'ambiente→ riducendo la popolazione parassitaria nell'ambiente stesso o vaccini, tuttavia i parassiti sono così diffusi che è impossibile pensare di eradicarli.

ARTROPODI

ACARI

Classe → Arachnida (Aracnidi)=chelicerata → Ordine Acarina

Agenti eziologici delle ROGNE → Malattie parassitarie cutanee molto frequenti, ma con segni clinici sovrapponibili a quelli di altre malattie ( incluse in molte diagnosi differenziali) e /o concomitanti a malattie di natura differente. Sono Zoonosi =contagiose per uomo e altri animali→necessità di diagnosi precoce. Le rogne sono malattie causate da acari parassiti obbligati permanenti della cute e suoi annessi inseriti nei sottordini

  • Astigmata →Sarcoptes, Cnemidocoptes Psoroptes, Chorioptes
  • Prostigmata →Demodex Che interessano numerose specie di mammiferi e uccelli domestici e selvatici. Gli acari depongono sulla cute sana o scontinuata dell’ospite, antigeni rappresentati da ▪ pellets fecali ricchi di guanina ▪ acari morti o in muta che causano una elevata risposta infiammatoria e fenomeni di ipersensibilità. Rogne sono ectoparassitosi ad eccezione della rogna demodettica, che si localizza a livello del derma. Le gallerie, scavate dalla femmina, non arrivano mai al derma ma si fermano nell'epidermide. Dove depone le uova→ nascono delle larve a 6 zampe → mute→ ninfe e adulti= 8 zampe. Sono parassiti obbligati ma in grado di sopravvivere fuori dall'ospite, ma la sopravvivenza dipende dalle condizioni ambientali: dura di più in inverno, infatti in condizioni di temperature più elevate, il metabolismo è più alto e muoiono più rapidamente.; non è stato stabilito se la sopravvivenza sia legata alla capacità infettiva. Gli acari si nutrono di essudato infiammatorio. Molti ricercatori, sono convinti che le infezioni possano essere utili agli acari perchè, attraverso la loro ingestione, viene favorita la digestione delle varie sostanze. Diagnosi → il sospetto clinico indica la metodica più adatta alla ricerca di un parassita specifico→ Raschiato cutaneo : la cui sensibilità dipende dal a. Tipo di malattia b. Manualità tecnica del prelievo Risultato
  • permette diagnosi ▪ non esclude la diagnosi infatti a volte, gli animali hanno pochi acari ma sono molto sensibili Può essere
  • profondo →raccolta di materiale contenuto nel follicolo o nel derma→ Demodex.
  • superficiale → raccolta di materiale dello strato corneo superficiale (epidermide): scaglie, detriti cheratinici, croste → parassiti che vivono sulla superfici epidermica→ Tecnica di esecuzione
  1. Scegliere le aree da sottoporre a raschiato → Scelta delle lesioni
  2. Tosare (attenzione scaglie e croste)
  1. Eseguire la tricotomia con forbici
  2. Applicare qualche goccia di vaselina sulla cute
  3. Raschiare superficialmente—bisturi con la lamina già innestata con più o meno profondita a livello dle margine dove si localizzano gli acari
  4. Disporre il materiale raccolto su un vetrino coprioggetii
  5. Osservare al microscopio con KOH o NaOH idrolizzando la cheratina, ma non attaccano la chitina, mi consentono di ottenere un campo più pulito , costituendomi uno strato più sottile

Astigmati

ROGNA SARCOPTICA

Agente eziologico : Sarcoptes scabiei (specie)→ famiglia Sarcoptidae, Genere Sarcoptes In questa specie ci sono varie varianti genotipiche, che si sono adattate a parassitare una certa specie. Il cane è l’ospite di S. scabiei var. canis mentre non è invece nota una variante specifica per il gatto, in cui la rogna sarcoptica è segnalata molto raramente. Uomo sensibile a numerose varianti animali: frequenti le infestazioni umane sostenute da S. scabiei var. suis, S. scabiei var. canis e S. scabiei var. cuniculi , sono in grado di indurre lesioni. Nei Selvatici in generale è molto presente, soprattutto nel periodo in cui l'animale è più debilitato (inverno: freddo, animale fa fatica a trovare l'alimento Morfologia: Gli stadi adulti di S. scabiei hanno un corpo ovalare, ventralmente piatto e dorsalmente convesso, dotato di scaglie dorsali triangolari e appuntite, setole spinose e striature trasversali, e 4 paia di arti corti e tozzi che terminano con uno o due piccoli uncini. A differenza degli arti del 1° e 2° paio, quelli del 3° e 4° paio non oltrepassano il margine laterale del corpo.

  • Le femmine adulte sono grandi 300-500 μm X 230-420 μm,
  • i maschi adulti misurano circa 210-285 μm X 160- 210 μm Ciclo biologico: la femmina fecondata scava gallerie negli strati più superficiali dell’epidermide dove
  • si nutre di fluidi interstiziali provenienti dai tessuti danneggiati,
  • depone le uova nelle gallerie
  • si aggancia al soffitto della galleria perché se si ribaltano, hanno difficoltà a rigirarsi. Dopo 3-5 giorni dalle uova fuoriescono larve esapodi che si dirigono verso la superficie cutanea all’interno di tasche dove compiono le mute e si formano ninfe e adulti. Il ciclo si completa in 17-21 gg e la sopravvivenza fuori dall’ospite può essere anche di alcune settimane La trasmissione avviene tramite contatto diretto tuttavia può avvenire anche attraverso coperte, brusca ect Sintomi
  • prurito → reazione di ipersensibilità ai metaboliti prodotti dagli acari→ primo sintomo se su base allergica
  • papule, alopecia, desquamazione con insorgenza a livello della testa che può progredire caudalmente al resto del corpo;
  • escoriazioni
  • lichenificazione
  • infezioni batteriche o micotiche secondarieper zone nude sulla pelle quando cadono le croste che determinato lesioni traumatiche secondarie Si ha un aumento della temperatura e della vascolarizzazione in seguito allo stato infiammatorio, tutto ciò

determina, un'alterazione della cheratinizzazione della cute: paracheratosi e ipercheratosi → croste e delle scaglie. Le

zone preferite : hanno pelle sottile e glabra, pieghe degli arti ecc.

Negli animali da reddito le lesioni sono inizialmente localizzate

  • nei bovini→ collo e coda
  • ovini e caprini → muso, orecchie ed inguine;
  • nel coniglio→ orecchie= parte dorsale e margini dei padiglioni auricolari, Muso= palpebre e labbra→ le croste impediscono il nutrimento all’animale e zampe= assiste anche ad una abnorme crescita delle unghie.
  • Nel maiale e cinghiale, in allevamenti intensivi, viene messa l'ivermectina direttamente nei mangimi.
  • negli equini→testa, collo e spalle, per poi diffondersi a tutto il corpo. I primi sintomi sono caratterizzati da prurito (a volte decisamente intenso), perdita di pelo/lana, presenza di eritemi, papule e croste a volte molto spesse. Nei casi cronici sono presenti seborrea, ispessimento della cute ed emaciazione. Lesioni sovrapponibili anche negli animali da reddito. Gli animali sono più stressati e a stretto contatto

all’estremità fino a generalizzare su tutto il corpo, colpisce gli immunodepressi → malati di AIDS, affetti da sindrome di Down, anziani debilitati, neuropatie periferica, con prurito scarso o assente a numerosissimi acari Epidemiologia: Dai pochi recenti studi epidemiologici eseguiti nel mondo, la prevalenza della rogna sarcoptica nel cane sembra variare dallo 0,7 al 4,5%, senza differenze tra i due sessi ( sembra una prevalenza maggiore nei maschi che nelle femmine) e le diverse razze anche se cani di razza pura rispetto a incroci sono più sensibili. I valori sono inferiori nei pet rispetto ad altre popolazioni di cane, in seguito alla nascita degli spot-on: non impediscono completamente la possibilità di incorrere in infezione, ma che riducono la capacità dell'acaro di svilupparsi. La giovane età sembra inoltre rappresentare un fattore di rischio per l’acquisizione e la gravità dell’infestazione razza. Infine, come viene tenuto l'animale (in casa o fuori), in linea generale, i cani del canile sono quelli in cui più facilmente si riscontra la rogna, ciò è dovuto a contatti con altri cani, impossibilità di usare spot-on,ecc. Diagnosi: Un test clinico utile è la stimolazione del riflesso otopodalico= riflesso , padiglione-podali positivo nell’80% dove si massaggia gentilmente il margine esterno del/i padiglione/i auricolare/i → se il cane cerca di grattarsi con l’arto posteriore l’orecchio, il test è considerato + per la rogna sarcoptica. Il riflesso otopodalico è considerato avere una specificità del 93% e una sensibilità dell’81% circa Raschiato superficiale sulle lesioni primariepapule – croste, non va effettuato sulla crosta, infatti una gli acari si spostano, ma ai margini, scagli e alla pinna auricolare. Si procede alla scelta delle lesioni, tosatura (attenzione a scaglie croste), applicazione di olio di vasellina al 10% , raschiatura con lama di bisturi meglio se la lama non è molto tagliente, oppure, il Volkmann, porre su un vetrino con 10% KOH ed osservazione al MOl’identificazione anche solo di uova o materiale fecale degli acari consente di conseguire la diagnosi. L’esito - dei raschiati non è sufficiente per potere escludere la malattia, soprattutto nelle forme iniziali. Diagnosi sierologica: E’ disponibili l’ ELISA per la ricerca anticorpi Sarcoptes scabiei var. canis, da eseguire

almeno dopo 5 settimane dal presunto contatto →

  • 16/ 19 con scabbia + al test,
  • 34/38 non affetti da scabbia negativi →dei 4 falsi +: 2 soggetti senza storia di lesioni cutanee, 2 atopici + ad acari della polvere intradermo, questi soggetti avevano delle alterazioni cutanee che hanno determinato un amb ideale allo sviluppo di acari Al controllo post terapia ancora positivi al test per 1-4,5 mesi Solo ed esclusivamente quando non è possibile eseguire in modo corretto i test diagnostici per mancata compliance del proprietario, si può ricorrere alla diagnosi per esclusione tramite un trattamento acaricida specifico Nei casi gravi, soprattutto quando il prurito ha indotto lesioni traumatiche secondarie, sono spesso presenti infezioni microbiche secondarie che possono essere diagnosticate tramite l ’esame citologico. Il controllo della rogna sarcoptica del cane si basa sull’isolamento degli animali malati durante tutto i periodo di terapia. È necessario
  • trattare tutti i cani venuti a contatto con il cane infestato anche se asintomatici.
  • Il lavaggio accurato e ripetuto e quando possibile, il trattamento con il calore oppure con acaricidi degli ambienti, degli oggetti e degli strumenti venuti a contatto con gli animali infestati La prognosi è generalmente favorevol e e gli animali possono andare incontro a morte solo quando sono presenti malattie primarie concomitanti (ad esempio, iperadrenocorticismo o malattie neoplastiche) o l’infestazione è grave e non viene trattata

Trattamento i principali farmaci e protocolli terapeutici utilizzati per il trattamento della rogna sarcoptica

canina sono i seguenti, ma in Italia sono registrati solo i gialli

Formulazione Molecola Tempi e dosi Orale e iniettabile Iver mectina 0.2-0.4 mg/kg ogni 7 gg x 3 volte →os, ogni 14 gg x 2 volte x iniezione → off label Orale e iniettabile Dora mectina 0.2 mg/kg ogni 7 gg x 3 volte x os → off label Spot on Sela mectina 6 - 12 mg/kg, mensile x 2 volte, alcuni consigliano ogni 15 gg x almeno 6 Spot on vs iniettabile Moxi dectina 2 .5-6.25 mg/kg, mensile x 2 volte; iniettabile ogni 14gg→ off label Spray Fipronil 3 mg/kg ogni 14 gg → off label Orale Sarolaner 2 mg/kg mensile Orale Fluralaner, afoxalaner Dosi e somministrazione in etichetta → off label Orale Milbemicina ossima 1 - 1.5 mg/kg a gg alterni x 8 somministrazioni Orale Sarolaner ≥ 2 mg/kg, due somministrazioni a distanza di un mese Oltre al trattamento antiparassitario è necessario

a. gestire il prurito, che spesso condiziona molto la qualità di vita dell’animale→ somministrare glucocorticoidi, quali

  • il prednisone , alle dosi antiinfiammatorie di 0.5- 1 mg/kg sid per 3-7 gg
  • oclacitinib alla dose di 0.3-0.5 mg/kg bid x 7-30 gg in dipendenza della gravità del quadro clinico. L’impiego di antistaminici non è invece consigliato poiché non particolarmente efficaci per la gestione del prurit
  • Quando sono presenti croste ed escoriazioni e infezioni batteriche secondarie diagnosticate all’esame citologico, si può valutare la necessità di associare anche un trattamento antibiotico →per il controllo delle infezioni batteriche superficiali può essere utile anche la shampoo terapia con antisettici (ad esempio, clorexidina) associata, in alcuni casi, all’uso di shampoo idratanti ed emollienti per ripristinare la normale integrità anatomica della barriera cutanea. S. scabiei var. suismaiale Epidemiologia : malattia largamente diffusa in tutte le tipologie di allevamento del maiale. Trasmissione: Principalmente per trasferimento di larve da soggetto malato a sano soprattutto tra scrofa e figliata e tra individui adulti in particolare durante l ’accoppiamento , ma anche tramite gli ambienti oppure oggetti d’uso contaminati dove permane per settimane Patogenesi Alimentazione, gallerie e deposizione di feci Sintomi e lesioni
  1. Dopo 3 settimane dall’infestazione appaiono eritema papulare, prurito e perdita di pelo inizialmente su muso e orecchie e poi possibile diffusione su dorso, fianchi e addome.
  2. Con il tempo la pelle si ispessisce, diviene crostosa con presenza di essudato e appaiono lesioni da autotraumatismo e infezioni batteriche secondarie. Nei casi gravi l’animale può presentare abbattimento, anoressia, dimagramento, difficoltà uditive e cecità. Diagnosi
  • Microscopica
  • Sierologica (ELISA) → La diagnosi sierologia eseguita in cane e maiale consente di valutare il numero di animali venuti in contatto Controllo Si procede al trattamento
  • della scrofa prima di entrare in sala parto
  • dei verri ogni 6 mesi
  • Lavaggio sala parto con vaporella o trattamento con acaricida Terapia dei suini malati con acaricidi(amitraz, lattoni macrociclici), ripetendo il trattamento dopo 10gg.- 2 settimane per eliminare gli individui nati dalle uova infatti non esistono farmaci verso le uova. Attualmente ci sono farmaci con attività prolungata nel tempo, senza necessità di ripetere il trattamento

Volpe S. scabiei var. vulpes

Prevalenza 38% nella provincia di Pisa, del 25,3% nelle Alpi occidentali, in generale in Europa varia dal 14% al 65% nelle diverse aree esaminate. E’ riportata la possibilità di infestazioni crociate tra cani e volp i ( lesioni alla coda )

Sarcoptes scabiei var. rupicaprae

Agente eziologico della rogna negli ungulati selvatici (camoscio, stambecco, capriolo) L’impatto della rogna su di una popolazione di animali che non l’ha mai “incontrata” è spesso molto pesante e causa di elevata mortalità. La regressione della malattia ed il recupero numerico della popolazione avviene grazie ad una percentuale di soggetti più resistenti. Ogni 10-15 anni si manifestano nuovamente delle epidemie di minore gravità con mortalità piuttosto basse. Numerose ricerche hanno dimostrato che, l’età, la densità dei camosci e il sesso= entrambi i sessi vengono colpiti in eguale misura non sono fattori che predispongono l’insorgenza della malattia. In diversi paesi europei, durante una fase epidemica, la rogna sarcoptica ha colpito circa il 60% della popolazione di ungulati selvatici. In Spagna numerosi ricercatori hanno provato come la capra domestica risulti una importante fonte di diffusione della malattia tra i camosci e gli stambecchi. Parallelamente, con l’Istituto Zooprofilattico di Pordenone e grazie alla collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico di Trento e del Dipartimento di Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia della Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino è iniziato un progetto monitoraggio sulla presenza di i anticorpi contro l’acaro negli ungulati del parco delle Dolomiti.

ROGNA NOTOEDRICA

Notoedres cati:

Agente responsabile della rogna notoedrica del gatto colpisce maggiormente i gatti liberi di uscire e randagi in colonie,e nei gatti a pelo corto, colpisce anche volpe, cane , coniglio e uomo, in quest’ultimo determina lesioni papulo crostose. Si tratta di una malattia pruriginosa e fastidiosa per azione irritante meccanica e fenomeni di ipersensibilità con reattività cutanea di tipo proliferativo , oltre che contagiosa per contatto diretto→ Sarà più

al microscopio→ utilizzabili per isolare l’acaro solo in corso di forme gravi caratterizzate da un elevato numero di acari, generalmente in animali fortemente debilitati

  • Raschiati multipli : preferibilmente ai margini di papule-croste , necessari più raschiati perchè con uno solo magari non identifico il patogeno; il materiale ottenuto dal raschiato va posto su un vetrino portaoggetti già allestito con olio di paraffina o se vi sono molte scaglie è invece utile utilizzare un vetrino preparato con idrossido di potassio al 10% per chiarificare il preparato: ha la capacità di digerire la cheratina, liberando gli acari dalle croste e sono più chiaramente visibili.
  • Qualora non sia possibile eseguire in modo corretto i test diagnostici, è possibile eseguire la diagnosi per esclusione dopo un corretto trattamento antiparassitario acaricida→si procede con la terapia e si fa la diagnosi a posteriori (si guarda se risponde alla terapia o no). Si osservano ad un ingrandimento elevano : obiettivo almeno 10x (ingrandimento 100x). In alcuni casi, non si riesce a fare il test in modo adeguato. Nei casi gravi, sono spesso presenti infezioni microbiche secondarie identificabili tramite esame citologico Terapia: Eseguito l’esame citologico, si può valutare se necessario associare anche un trattamento antibiotico. Se è presente prurito incoercibile può essere necessario applicare il collare elisabettiano e/o somministrare per qualche giorno g lucocorticoidi alle dosi di 0.5-1 mg/kg/sid os per 5-7 giorni. Tutti gli animali a contatto devono essere trattati anche se clinicamente asintomatici. I proprietari, come nel caso della rogna sarcoptica, possono essere infestati temporaneamente dall’acaro e mostrare prurito e papule; i proprietari immunodepressi possono dover ricorrere al medico curante per la terapia specifica. Formulazione Molecola Tempi e dosi Iniettabile Ivermectina (off label) 0.2-0.3 mg/kg ogni 14 x almeno 2 volte Iniettabile Doramectina (off label) 0.2- 0.3mg/kg in singola dose Spot on Selamectina 6 - 12 mg/kg, mensile x almeno 2 volte; alcuni consigliano ogni 15 gg x almeno 6 Spot on Moxidectina/ Imidacloprid 2.5-6.25 mg/kg, mensile x 2 volte → off label Spot on Eprinomectina + fipronil (s-methoprene e praziquantel) /Eprinomectina/ fipronil/ smethoprene/ praziquantel 10 mg/kg fipronil, 12 mg/kg (S)- methoprene, 0. mg/kg eprinomectin,10 mg/kg praziquantel. Mensile o ogni 14 gg; in singola dose, con trattamento concomitante nel caso di infezioni batteriche Spray Fipronil  mg/kg ogni 14 gg → off label

ROGNA KNEMIDOCOPTICA

Tassonomia: Cnemidocoptes (Sin. Knemidokoptes, Knemidokoptes) è un genere di acari astigmati che infestano gli uccelli. Le principali specie incluse in questo genere sono:

  • C. pilae dei pappagallini ondulati;
  • C. jamaicensis dei canarini;
  • C. mutans e C. gallinae di polli, tacchini, fagiani e altri uccelli. Morfologia e ciclo : assomigliano molto ai sarcoptiodii, ma sono più rotondeggianti e hanno arti ridotti e sulla superficie dorsale mostrano striature a spirale sul corpo= a impronta digitale e dimensione intorno ai 200- 400 μm. Il ciclo si compie in circa 3 settimane, sui loro ospiti, le femmine sono ovovivipare (nei precedenti vedo l'uovo nel corpo della femmina) ed emettono uova larvate. Gli stadi del ciclo includono: uova, larve esapodi, 2 stadi ninfali e adulti ottopodi. Si localizzano nei follicoli piliferi e nello strato corneo

K. pilae e K. jamaicensis:

Colpisce i l pappagallino ondulato, i canarini e i fringuelli.

Zone colpite : sono la testa → palpebre, becco, arti, intorno alla cloaca.

Lesioni : scaglie e croste. Il becco può deformarsi. Diagnosi : si basa sull’aspetto caratteristico delle lesioni e sull’esame di raschiati cutanei in cui il parassita può essere facilmente identificato al microscopio. Trattamento: acaricida degli a nimali (anche Ivomec per os o topico con 3 trattamenti ogni 10 gg) e degli ambienti ;→ La terapia consiste nell’applicazione sulla cute di un antiparassitario specifico , per almeno 3 volte a intervalli di 2 settimane circa. È opportuno trattare tutti i pappagallini a contatto , anche se non presentano lesioni, per evitare che il parassita possa contagiare nuovamente i soggetti sensibili. A volte è necessario rifilare il becco per portarlo all’aspetto normale. Il trattamento deve essere eseguito il prima possibile per evitare deformazioni permanenti del becco causate dalla lesione al tessuto germinativo→ Nei soggetti trattati tardivamente la correzione del becco va eseguita periodicamente per tutta la vita. Questi parassiti non sopravvivono fuori dall’ospite

K. mutans:

Responsabile della rogna delle zampe , più frequente in primavera ed estate e negli uccelli allevati a terra. Può rimanere latente a lungo e manifestarsi in periodi di stress con prurito, sollevamento e caduta delle scaglie epidermiche→ tramite il Grooming : leccarsi, mordersi dovuto al prurito conduce ad eliminare parte della popolazione di acari, limitando il numero di acari presenti sul corpo dell’animale le lesioni, tuttavia in un animale stressato il grooming viene a mancare aumentando il numero di acari e le lesioni. Colpisce i tessuti cutanei delle zampe causando infiammazione ed essudazione, che stando sul terreno favoriscono l’infezione di altri animali il contagio avviene infatti con gli acari presenti sul terreno → è piuttosto contagiosa. Gli acari si localizzano soprattutto nelle scaglie epidermiche delle zampe dove possono determinare lesioni permanenti , facendo assumere alle zampe un aspetto rugoso e deformato , l’animale presenta zoppia, questo aspetto è più comune negli uccelli più anziani con morte nei casi gravi. Può rappresentare un problema negli animali degli allevamenti biologici e negli animali da cortile. La diagnosi viene effettuata sulla base delle tipiche lesioni alle zampe e con l'identificazione degli acari nei raschiati delle cute delle zampe.

K. gallinae:

Responsabile della rogna deplumante degli uccelli (caduta delle penne) poiché scava gallerie nei follicoli piliferi, l’infestazione è più frequente in primavera ed estate e nei volati da cortile, mentre di difficile riscontro negli allevamenti intensivi. L’infestazione può rimanere latente a lungo e manifestarsi in periodi di stress Trasmissione : perlopiù diretta. Sintomi : prurito e caduta delle penne intorno alla testa e al collo, papule, scaglie ed ispessimento cutaneo, cannibalismo, con morte nei casi gravi. Diagnosi alcune piume vicine a una lesione possono essere estratte e esaminate a microscopio. Trattamento : negli uccelli di allevamento è difficoltoso poiché l’uso di acaricidi non è consentito negli animali che producono prodotti alimentari destinati al consumo umano, soprattutto nelle galline ovaiole. E’ quindi importante la profilassi

ROGNA OTODETTICA

L’agente eziologico è Otodectes cynotis : famiglia Psoroptidae ; acaro a diffusione cosmopolita, poco specie-specifico che si localizza nel condotto uditivo esterno del cane, del gatto e di altri animali, inclusi il furetto e la volpe, determinando una malattia pruriginosa e contagiosa, possono colpire anche l'uomo, nel quale provocano, raramente, dermatite pruriginosa papulo-crostosa e molto raramente otite parassitaria. Morfologia: Gli acari adulti, visibili all’esame con l’otoscopio, sono grandi circa

  • 275 - 360μm il maschio,
  • 345 - 450 μm la femmina. Le uova sono ovalari, bianche, lunghe 160-210 μm e mostrano due protuberanze a una delle estremità. Le zampe più grandi ed evidenti, sono più ovalari, tondeggianti e la cuticola è più spessa e colorata Il ciclo biologico prevede il passaggio attraverso gli stadi di uovo, larva esapode, ninfa (due stadi ninfali) e adulti, ottopodi e si completa in media circa 3-4 settimane, ma
  • si accorcia fino a meno di 2 settimane nei mesi più caldi, quando gli animali sono infestati da più generazioni di acari,
  • nei mesi più freddi il ciclo è più lungo e gli acari si localizzano più profondamente nel meato acustico esterno. Tali acari hanno un apparato masticatore e si nutrono di cellule epiteliali desquamate, essudati, fluidi tissutali e sangue presenti nel canale auricolare a causa delle lesioni di cui è responsabile, anche se in realtà tutt'oggi, non sappiamo di cosa si nutrano gli acari e non si riescono a coltivare, , in laboratorio. La trasmission e dell’infestazione avviene principalmente per contatto diretto , ad esempio tra madri parassitate e cuccioli e gattini subito dopo la nascita, oppure in collettività o condizioni di sovraffollamento in cui il contatto tra animali è frequente. Infatti, questo acaro vive solo in condizioni di umidità relativa piuttosto elevata e generalmente muore rapidamente per disidratazione quando si trova lontano dall’ospite → Solo in ambienti caratterizzati da umidità relativa >80% e temperatura di 10-14°C gli acari, soprattutto le femmine adulte, possono vivere più a lungo fuori dall’ospite. Poiché acari vivi e vitali possono essere presenti anche sul mantello di animali infestati a livello auricolare , l’utilizzo di pettini, spazzole, coperte e altri accessori per la toelettatura possono essere responsabili della trasmissione indiretta Epidemiologia Si stima che O. cynotis possa causare Cane Gatto Otite esterna fino alla metà 85% dei cas

reinfestazioni in pazienti già trattati e rendere cronica la parassitosi →Nonostante i preparati ad uso locale abbiano una certa efficacia, il trattamento sistemico è da preferire per evitare recidive e trattare in modo definitivo l’infestazioni. Non si devono mai somministrare nel canale auricolare prodotti destinati all’uso sistemico (ad esempio, molecole in formulazione spot on)ed è preferibile trattare gli animali con prodotti registrati per la terapia della malattia. Indipendentemente dal farmaco acaricida scelto devono essere trattati tutti gli animali conviventi o in contatto con il soggetto parassitato ed è necessario eseguire una pulizia del canale auricolare con asportazione del cerume →In commercio esistono numerosi prodotti utili per la pulizia. Molecola Formulazione Dose e tempi di somministrazione Ivermectina Gel auricolare 1 mg nel canale auricolare per 3 volte a distanza di 7 gg. Proseguire o cambiare trattamento in caso di mancata risoluzione Tetrametrina/fenotrina Gocce auricolari 2 - 20 gocce nel canale auricolare ogni gg o a gg alterni fino guarigione Diclorofene,/piperonil butossido/piretrine Gocce auricolari 2 - 10 gocce nel canale auricolare giornalmente fino a guarigione Selamectina Spot on ≥6 mg/kg, una somministrazione da ripetere dopo 30 giorni in caso di mancata risoluzione Selamectina/sarolaner Spot on (gatto) ≥ 6 mg/kg (selamectina) ≥ 1 mg/kg (sarolaner) , una somministrazione da ripetere dopo 30 gg in caso di mancata risoluzione. Moxidectina/Imidacloprid Spot on (cane) ≥2,5 mg/kg (Moxidectina), una somministrazione da ripetere dopo 30 gg in caso di mancata risoluzione Moxidectina/Imidacloprid Spot on (gatto) ≥1 mg/kg (Moxidectina), una somministrazione da ripetere dopo 30 gg in caso di mancata risoluzione. Sarolaner Orale (cane) ≥ 2 mg/kg singola dose, una somministrazione da ripetere dopo 30 gg in caso di mancata risoluzione

ROGNA PSOROPTICA

Gli acari del genere Psoroptes (Fam. Psoroptidae) sono responsabili di dermatiti e/o otiti esterne. Attualmente alcune delle specie inserite nel genere Psoroptes, principalmente P. cuniculi e Psoroptes ovis , sono considerate la stessa specie o varianti della stessa specie adattate ad una determinata specie ospite; il dibattito tassonomico rimane comunque ancora aperto. Divisione tassonomica:.

  • P. equi
  • P. ovis → si localizza su collo, spalle, dorso e fianchi, (più raramente orecchie) di ovino, caprino, bovino, bufalo, camelidi, ruminanti selvatici (roditori e coniglio).
  • P. cunicoli → padiglione auricolare (provoca otite). Ulteriore divisione tassonomica: P. ovis e P. cunicoli sono considerate varianti di una stessa specie, anche se con differenze biologiche notevoli, ma P. cunicoli può localizzarsi sulla cute (sede ectopiche) del coniglio: dorso, zampe ecc., mentre P. ovis si localizza sulla superficie del corpo. Morfologia Sono gli acari più grandi molto lunghi fino a 0,75 mm , di forma ovale, con arti che sporgono oltre il profilo laterale del corpo. Gli elementi più importanti per l’identificazione sono
    • l’apparato buccale appuntito conico detto “ pungitore ” che al massimo arriva a qualche mm di profondità nella spessore nella cute esaminato con la microscopia elettronica si è potuto constatare che non esistono strutture in grado di perforare la cute, ma strutture in grado di scontinuare l’epidermide e aspirare emulsioni lipidiche e fluidi infiammatori nella cavità orale,
    • i pretarsi costituiti da tre segmenti articolati che terminano con una ventosa imbutiforme= pulvillo Ciclo biologico: si svolge interamente sull’ospite, è un acaro che vive sulla superficie dell’epidermide. il tempo richiesto per il completamento del ciclo è di almeno 10 giorni (fino a 19 giorni). Si alimentano di linfa e fluidi interstiziali: emulsioni lipidiche, essudati infiammatori e sangue in particolare nelle femmine adulte, ovigere, spesso contengono sangue necessario forse per produrre le uova, eosinofili e immunoglobuline sono stati ritrovati nell’intestino medio di P.ovis , ma non è noto se rappresentino o meno un’importante fonte di cibo. Gli acari depongono inevitabilmente di antigeni sulla cute sana o scontinuata/ disgregata dell’ospite sottoforma di pellets fecali ricchi di guanina, e di detriti di acari morti o in muta, che causano i una elevata risposta infiammatoria. Si sviluppano attraverso 5 stadi evolutivi, la muta da uno stadio all’altro si svolge con una fase di quiescenza che dura da 12 a 48 h, in cui l’acaro è immobile. Le
  1. l’uovo la larva, non mostrano dimorformismo sessuale
  1. 2 stadi ninfali denominati protoninfa e tritoninfa, →A partire dalla ninfa sono sessualmente distinguibili→ La muta da protoninfa femminile a tritoninfa sembrerebbe avvenire durante l’appaiamento con il maschio, reso possibile dai tubercoli opistosomali delle femmine e dalle ventose adanali del maschio adulto, anche se non è ancora chiarito se questo appaiamento sia necessario o meno alla muta da protoninfa a tritoninfa e della tritoninfa a femmina adulta. Probabilmente, le ninfe hanno necessità di qualcosa prodotto dai maschi che le spingono a evolvere in senso femminile. Quello che sembra probabile è che la fecondazione avvenga solo quando la femmina ha raggiunto lo stadio adulto.
  2. Adulti → facilmente riconoscibili per le loro caratteristiche→Il maschio adulto possiede due lobi opistosomiali dorsali, dal cui margine posteriore partono tre paia di sete laterali. Sulla superficie ventrale dell’opistosoma si riscontrano delle ventose che sono associate ai tubercoli dorso-posteriori delle ninfe femminili. Le femmine adulte vivono per 11-42 giorni e cominciano l’ovo-deposizione 1 o 2 giorni dopo essere state fecondate per proseguirla per 29 giorni. Depongono 1-6 uova al giorno e normalmente 15-30 in totale ma, in condizioni favorevoli, possono arrivare fino a 90 uova; forme maschili e le larve in muta sono localizzate all’interno delle croste, formatesi durante l’evoluzione della patologia Modelli matematici hanno dimostrato che dopo l’infestazione esiste un periodo di instabilità (10 giorni) dopo cui la popolazione di acari (larve, ninfe e adulti) aumenta esponenzialmente. La dinamica dell’infestazione è influenzata dall’azione reciproca della sensibilità dell’ospite, della patogenicità dell’acaro e delle condizioni ambientali. È E ‘altamente contagioso, tanto che è sufficiente che una singola femmina fecondata si stabilisca su un animale sensibile per stabilire un’infestazione. La trasmissione avviene
  • per contatto diretto con animali parassitati
  • per via indiretta dall’ambienteg li acari possono sopravvivere lontano dall’ospite per oltre 18 giorni in condizioni ottimali di temperatura ed umidità Patogenesi, Sintomatologia e lesioni P. ovis e P. equi (negli equidi) prediligono aree del corpo coperte da peli si localizzano su collo, spalle, dorso e fianchi , più raramente orecchie di ovino, caprino, bovino, bufalo, camelidi, ruminanti selvatici, roditori e coniglio→ cavallo → criniera, coda; pecora → tutto il corpo, meno la testa. L’andamento della malattia è soggetto a variazioni individuali e nella pecora provocano lesioni *
  1. La fase iniziale , subclinica, può persistere per
    • 2 - 8 mesi in condizioni naturali
    • 10 - 35 giorni in caso di infezione sperimentale. Questa fase è seguita da una fase in cui la popolazione degli acari e le lesioni si espandono in maniera rilevante. Le prime lesioni sono generalmente riscontrate 1) sul dorso, 2) Possono rapidamente espandersi sui fianchi, gli arti e sulla testa ; vengono di solito risparmiate le aree in cui il vello è più rado Inizialmente, un prurito da lieve a moderato che porta l’animale a scuotere la testa, grattare, strofinare e morsicare i siti colpiti*.
  2. Gli acari causano l’insorgere di essudato sieroso accompagnato da papule infiammatorie , quindi successivamente si sviluppano vescicole e pustole giallo-verdastre che vanno incontro a rottura facendo fuoriuscire, sulla cute circostante, l’essudato che, una volta coagulato ed essiccato, determinerà la formazione di croste giallo-brunastre. Intorno alle croste si riscontrano aree di essudazione umide e verdastre circondate da un anello esterno di infiammazione che si fonde con la cute normale. *Con il progredire della patologia il prurito diventa sempre più intenso e il vello sovrapposto alle aree in cui la cute è infetta diventa sempre più sporco, opaco, umido e arruffato. I ciuffi di vello possono cadere o essere strappati dall’animale, e le aree esposte presentano, a causa delle lesioni da autotraumismo, abrasioni, ulcere, escoriazioni ed e infezioni batteriche secondarie in seguito alla produzione di slz di continuo_._ Man mano che cade il pelo gli acari si localizzano prevalentemente al confine tra le zone di cute sana ed infiammata nutrendosi e deponendo le uova L’animale può presentare quadri di iperestesia , al grattare sul dorso l’animale risponde con il riflesso di mordicchiamento, con la protusione della lingua e schiocco delle labbra. Occasionalmente sono stati riscontrati anche attacchi epilettici e morte. Quando le lesioni diventano molto estese si ha
  • una rilevante diminuzione della produttività , in quanto gli animali perdono l’appetito
  • l’eccessiva perdita di proteine attraverso le lesioni cutanee causa o una perdita di peso nei soggetti adulti o una diminuzione degli indici di accrescimento negli agnelli.
  • In USA, Nuova Zelanda e Canada la rogna psoroptica delle pecore è stata eradicata. La rogna psoroptica degli ovini è la più importante, soprattutto nei paesi in cui è molto praticato l'allevamento ovino data la usa elevata contagiosità è molto importante e si diffonde su tutto il corpo, comportando croste e cadute di peli e quindi lana con elevato danno economico E’ una patologia esclusivamente invernale , con iniziale aumento in autunno in coincidenza con i principali spostamenti delle pecore perché aumenta la quantità di vello e gli animali sono più a stretto contatto L’infestazione è più frequente quando gli animali sono gestiti da operatori inesperti e quando gli animali sono portati a mercati, fiere senza rispettare alcuna regola di igiene e alcuna disinfezione dei mezzi di trasporto. Altri fattori di rischio sono l’introduzione di nuovi animali infestati o spostamenti di animali che possono condurre a contatti tra animali da allevamenti diversi (mercati ecc.). Durante l’estate l’attività degli acari è trascurabile forse perché
  • la tosatura ne inibisce l’attività.
  • in estate le pecore sono in eccellenti condizioni→ sono in grado di resistere meglio all’infestazione Diagnosi: sono necessari esami microscopici per l’identificazione morfometrica degli acari presenti nel materiale prelevato mediante raschiato cutaneo dalle lesioni sospette. Esame parassitologico e diagnosi sierologica (ricerca di anticorpi). Utilizzo di tecniche PCR ed ELISA → È stato sviluppato ELISA a sandwich = un test immunosorbente legato ad per la rilevazione di anticorpi specifici contro l’antigene grezzo di Psoroptes; valutato in condizioni di campo in Svizzera; la sensibilità e la specificità del test hanno raggiunto il 93,7 e il 96,5%. Terapia: Un tempo si usavano i bagni medicati ( organofosfato diazina) , ma oggi si fanno iniezioni o si usano spot-on da ripetere dopo 10 gg; le croste dovrebbero scomparire dopo circa 10 giorni dal primo trattamento senza la necessità di pulire le orecchie
  • Piretroidi
  • Lattoni macrociclici → Ivermectina, si può utilizzare anche nell'acqua da bere (non si usa nel coniglio). , la moxidectina può essere in formulazioni iniettabili a lunga azione
  • Coniglio: selamectina, eprinomectina
  • Cavallo: moxidectina, ivermectina Pecora: Ivermectina, Moxidectina, doramectina →La somministrazione di doramectina (0,3 mg / kg di peso corporeo per via intramuscolare) è stato eseguito per l'intera popolazione di pecore regionali al primo anno di studio, mentre solo i greggi sieropositivi sono sieropositivi sono stati trattati durante il secondo anni→ lo studio ha dimostrato che è possibile applicare un trattamento mirato per controllare la rogna psoriasica; questo approccio limiterebbe il rischio di sviluppare resistenza alle avermectine negli ovini e il potenziale impatto di questi trattamenti sulla salute pubblica ed ambientele. Uso di funghi entomopatogeni (Hyphomycetes(Deuteromicotina) Beauveria bassiana e

Metarhiziumanisopliae. E’ in studio un vaccino ricombinate per la rogna delle pecore →. Le strategie di controllo

delle malattie si basano sulla chemioterapia, tuttavia la sostenibilità è discutibile a causa di problemi di residui chimici, eco-tossicità e resistenza agli acaricidi. Il controllo mediante vaccinazione è supportato dalla dimostrazione dell'immunità protettiva negli ovini precedentemente infestati da P. ovis. I candidati al vaccino per P. ovis sono a base di antigeni

_1. selezionati dalla loro interazione con la risposta immunitaria dell'ospite;

  1. immunogeni o coinvolti nell'alimentazione degli acari._ Ciò ha comportato lo sviluppo e la convalida, in ripetute immunizzazioni e prove di verifica, di un vaccino cocktail con sette sotto unità proteiche ricombinanti. Le pecore sono state inoculate in tre occasioni, a distanza di 2 settimane, insieme all'adiuvante QuilA. La vaccinazione ha comportato riduzioni molto significative sia della dimensione della lesione (fino al 63%) sia del numero di acari (fino al 56%) La dimensione media della lesione nei vaccinati era significativamente inferiore rispetto ai controlli da 1 settimana dopo l'infestazione (wpi) fino alla fine dell'esperimento a 6 wpi. Tutti gli antigeni hanno suscitato risposte sieriche di IgG dopo l'immunizzazione e prima dell'infestazione, mentre i controlli non hanno prodotto IgG specifiche dell'antigene durante il periodo di pre- infestazione. Gli animali vaccinati hanno mostrato una risposta amnestica, con livelli di IgG specifici dell'antigene contro muGST, Pso o 1 e Pso o 2 in aumento dopo l'infestazione. Questo vaccino rappresenta la più grande riduzione della dimensione della lesione fino ad oggi con un vaccino contro la rogna delle pecore, fornendo incoraggiamento per la produzione futura di un mezzo di immunoprofilassi commercialmente praticabile. Profilassi: Controllo periodico degli animali, limitazione degli spostamenti in zone infette e trattamento di tutti gli animali.

ROGNA CORIOPTICA

Genere Chorioptes comprende alcune specie di acari inseriti nella famiglia Psoroptidae che parassitano gli ungulati domestici e selvatici, gli ursidi e altre specie di carnivori selvatici (tasso). Le specie attualmente riconosciute valide:

  • C. bovis →artiodattili e perissodattili
  • C. texanus →artiodattili
  • C. sweatmani →canale auricolare renna e alce
    • C.pandaursidi
    • C. mydaus → alcune specie di tasso In molti paesi europei, Italia inclusa, è presente solo Chorioptes bovis

Chorioptes bovis:

Si chiama anche “ rogna dei pastorali ”. Le caratteristiche morfologich e peculiari di questi acari includono:

  • dimensioni più piccole rispetto a Psoroptes circa 300 μm
  • pretarsi non articolati (non giuntati, non segmentati) e più corti che in Psoroptes
  • ventose (pulvilli) a forma di coppa, presenti sul 1°, 2° e 4° paio di zampe nella femmina adulta e su tutte le zampe nel maschio adulto. Nel maschio adulto (simile a Psoroptes ) il 4° paio di zampe è più corto e sono presenti due lobi opistosomali posteriori che terminano con alcune setele la cui morfologia è importante per l’identificazione a livello di specie. Lo gnatostoma è tronco e di tipo masticatorio ( corto e tozzo) in quanto si nutrono di scaglie epidermiche (e probabilmente anche di essudati). Ospiti, localizzazione e sintomatologia : cute del collo, ma soprattutto arti in particolare quelli posteriori, piedi, base della coda, superficie posteriore della mammella (e faccia ) di ovino, caprino, bovino, bufalo, equino→ inizia dalle zampe posteriori, e poi sale, fino ad interessare la mammella. La sintomatologia dipende dalla densità e dalla durata dell’infezione; le lesioni caratterizzate dalla presenza di pustole, croste, scaglie, alopecia, essudazione e lichenificazione cutanea, escoriazioni , tendono a rimanere localizzate, per cui questa rogna è considerata meno grave rispetto ad altre rogne (sarcoptica) , l’animale può avere prurito e camminare male. Le dermatiti associate sono probabilmente causate da reazioni di ipersensibilità a secrezioni e metaboliti fecali degli acari (come per le altre rogne). Ciclo biologico : uovo, larva, protoninfa, tritoninfa, adulti maschi e femmine e si completa in circa 3 settimane. Le femmine adulte producono un uovo al giorno e vivono circa 2-3 settimane. Gli acari possono sopravvivere circa 21 - 69 giorni fuori dall’ospite , per cui oltre al contatto diretto , la trasmissione è anche per via indiretta con strumenti e ambienti, soprattutto lettiera, contaminati. La prevalenza e l’intensità delle infestazioni aumentano in inverno e diminuiscono in estate. Epidemiologia: In Svizzera nei bovini da latte gli animali cronicamente infestati sono i principali responsabili della trasmissione. Sono riportate in Germania ripercussioni gravi sulla produzione di latte e carne. Non esistono dati relativi all’Italia. La prevalenza in
  • Europa 31% ;
  • 12% nel cavallo in Egitto,
  • 35,7% in Brasile nel bovino. Nel bovino sembra
  • essere maggiormente diffusa negli animali allevati al chiuso oppure negli animali mantenuti in spazi limitati ;
  • essere ugualmente diffusa sia nei bovini da carne che nei bovini da latte , ma secondo alcuni autori soprattutto negli animali da latte.
  • Le vacche più anziane sembrano più colpite rispetto a quelle più giovani→ dal momento che gli animali più anziani vivono da più tempo in ambienti contaminati o che possano aver sviluppato nel tempo reazioni di ipersensibilità a causa dei ripetuti contatti. In genere in un allevamento solo alcuni animali sono clinicamente affetti. La sua importanza è prevalentemente economica
  • innanzitutto, perchè le lesioni e il prurito, a causa di auto traumatismi da parte degli animali, sono responsabili di deprezzamento delle pelli.
  • il prurito e l’agitazione degli animali sono causa di mancata assunzione di cibo e di diminuite produzioni da parte degli animali. Diagnosi :
  1. L’analisi macroscopica della pelle evidenzia superfici irregolari con croste di colore grigio marrone o marrone scuro e una consistenza rigida.
  2. Raschiati cutanei superficiali alla periferia delle lesioni, posti su vetrini, chiarificati con KOH al 10% (in alternativa si può utilizzare vasellina) ed esaminati al MO→ analisi microscopica evidenzia una grave

DEMODICOSI o ROGNA DEMODETICCA O ROGNA ROSSA (tante immagini vd da slide)

Si tratta di un genere di acari appartenenti al sottordine Prostigmata, Famiglia Demodicidae, Genere Demodexche Localizzazione, sintomi ed ospiti: Comprende specie che compiono tutte le fasi del ciclo biologico nei follicoli piliferi, nelle ghiandole sebacee, nelle ghiandole sudoripare e in altre aree cutanee , considerati commensali della cute dell’uomo e di altri mammiferi. Due o più specie diverse di Demodex possono parassitare lo stesso ospite ma generalmente occupano nicchie ecologiche, pertanto in futuro potrà esser possibile una trasmissione uomo-cane, → sono specie- specifici : non è possibile la trasmissione di una specie di Demodex da una specie animale all'altra, possibile che una stessa specie ospite possa essere parassitate da specie di Demodex diverse, ma non si può acquisire il Demodex di altre specie animale→ ogni specie ha il suo Demodex con variabilità anche nella localizzazione /lesione → Bovino: D. bovis: la manifestazione clinica è prevalente a livello delle gh sebacee formazione di numerosi noduli sottocutanei grandi come un pisello contenenti materiale caseoso e migliaia di acari localizzati sulla superficie dorsale del corpo =garrese, spalle dorso collo→grave danno alle pelli. → Capra: D. caprae → simile a quella dei bovini, noduli fino a 2 cm di diametro.

→ Cavallo: D. equi e D. caballi → Forma squamosa e pustolosa con alopecia, su faccia, spalle, collo e arti (come nel

cane) → molto rara In cavallo e capra l’interessamento è a livello anche dei follicoli piliferi quando la riproduzione di Demodex è importante si può avere il riempimento dei follicoli con alopecie → Maiale: D. phylloides → eritema, papule, ispessimento cute e noduli su addome, collo, grugno e palpebre → Pecora: D. ovis → Alopecia e desquamazione su faccia, collo e spalle→ rara. → Cane→ 3 morfotipi D. canis, D. cornei o forma corta, D. injai → Gatto → D.felis, D.cati e D.gato La demodicosi può essere → una forma blanda, poco generalizzata → una forma generalizzata, più grave →indice di SI che funziona poco bene o presenza di una malattia intercorrente). È strettamente ospite specifico: E’ rara nei grossi animali, più frequente in cane e gatto, dov’è considerata una delle malattie cutanee più complesse e di difficile gestione (complessità della malattia più elevata nel cane)→ si parla di demodecosi o rogna Morfologia : morfologicamente richiama la forma delle strutture in cui vive

  1. Adulti Si tratta di Prostigmati: con stigmi respiratori anteriori al primo paio di zampe, ha forma di sigaro con corpo vermiforme, zampe, il corpo si divide in direzione Antero posteriore
  • Gnatostoma→ subito dietro sono presenti le zampe atrofizzare raggruppate nella regione anteriore
  • Podosoma
  • Opistosoma→ lungo e striato
  1. Ninfa a 4 paia di arti
  2. Larva a 3 paia di arti
  3. L’uovo è a forma di limone o pistacchio Terapia : Ivermectina, milbemicina, moxidectina Diagnosi generale per demodicosi felina e caninaEsame tricoscopico → stratto prendo un ciuffo di peli ed osservo la presenza dell’acaro alla radice → Raschiato cutaneo profondo : con bisturi con lama meno tagliente si raschia fino ad arrivare al derma (arrossamento). Si diluisce il materiale con vasellina, schiaccio bene sul vetrino per vedere gli acari. E’ da preferirsi nelle lesioni caratterizzate dalla presenza di comedoni, iperplasia cutanea o in tutte le forme corniche con foruncolosi e crostescotch-test Si tricotomizza la parte interessata e si fa aderire alla superficie un nastro adesivo trasparente di circa 10 cm quest’ultimo va pressato fortemente sulla cute tenendola tra le dita ed esercitando una pressione come di un pizzicotto. Si asporta poi lo scotch nella direzione del pelo e si pone su un vetrino portaoggetti in precedenza allestito con olio di paraffina o blu di lattofenolo le larve determinano forte prurito con formazione di papule e croste che possono infettarsi. Segni clinici:
  • prurito variabile/assente
  • lesioni papulo-crostose
  • lesioni da autotraumatismo dovute al prurito Distribuzione lesioni
  • padiglioni auricolari (tasca di Henry)
  • testa, palpebre, labbra, periungueale
  • possibile diffusione su altre parti del corpo Aree più colpite:Uomo : caviglie, mani. → Cane, gatto : arti, aree della testa (palpebre, labbra, padiglioni auricolari

Esame citologico → Nei casi di foruncolosi, gli acari possono essere evidenziati anche con un esame citologico dell’essudato della lesione. Nelle forme purulente, l’esame citologico consente di valutare anche la presenza di batteri. Nei casi in cui gli animali siano stati sottoposti a più trattamenti antimicrobici o alla citologia siano presenti batteri bastoncellari, è consigliabile effettuare l’esame colturale batteriologico con antibiogramma. → Biopsia cutanea → Esame delle feci→ sembra essere un metodo molto sensibile per la diagnosi di D.gatoi nel gatto→ negli animali affetti da demodicosi non è infrequente il riscontro di questi acari all’analisi parassitologica delle feci

D emodecosi del cane o rogna demodettica o rogna rossa emodex canis

E ‘una grave malattia dermatologica che si verifica quando il numero di acari aumenta notevolmente, tutte e 3 morfotipi del cane sono causa della malattia Demodex Ciclo Demodex canis è considerato un normale abitante della cute e del canale auricolare del cane; gli acari adulti si localizzano nei follicoli piliferi, gh sebacee e gh sudoripare apocrine dell’ospite , le femmine depongono le uova nei follicoli e nelle gh, le uova si schiudono e fuoriesce la larva esapoda che si ritrova nei follicoli e nelle gh dove muta in ninfa ottopode che a sua volta muta in adulto il tutto il 2-4 settimane. La trasmissione è per contatto diretto tra madre e cuccioli , soprattutto in allattamento → avviene dalla cagna ai neonati per contatto diretto durante i primi 2 o 3 giorni di vita come avviene nella Demodecosi umana. Molti acari per via linfo- ematogena sotto stimolo ormonale vanno a localizzarsi a livello della cute facilitando la trasmissione, potendosi trovare nei follicoli piliferi dei cuccioli a partire dalle 16 ore di vita in poi : vengono osservati dapprima sul muso dei cuccioli indice d’importanza della madre per la trasmissione con l'allattamento, confermato anche che nei cuccioli nati con taglio cesareo e tenuti lontano dalla cagna infetta , è stata osservata l’assenza degli acari, e questo lascia presupporre l’assenza di una trasmissione intrauterina. Morfotipi Studi molecolari hanno evidenziato che D. canis e D. injai mostrano una distanza genetica del 23, 3 % e possono essere considerati due specie diverse; al contrario, D.cornei deve essere considerato una variante morfologica di D. canis

❖ Demodex injai →Ha un corpo a forma di sigaro più longilineo di 330-460 μm di lunghezza, con

opistoma più lungo, vive soprattutto nelle ghiandole sebacee , infatti clinicamente è spesso associato a forme di dermatite seborroica gli WHWT sono molto predisposti

❖ Demodex cornei o forma corta → Ha un corpo a sigaro ma di minore lunghezza 90-200 μm, appare

più tozzo vive nello strato corneo dell’epidermide, è frequentemente associato a forme di dermatite pruriginosa.

❖ Demodex canis → è la specie più comune e più frequente dal punto di vista dei sintomi, del

riscontro. L’adulto ha una tipica forma allungata a forma di sigaro, misura circa 250-300 μm di lunghezza. Nella porzione craniale=gnatosoma sono distinguibili il rostro, l’apparato buccale e quattro coppie di arti rudimentali che terminano ad uncino = podosoma, la porzione caudale =opistosoma rappresenta circa i 2/3 del corpo dell’acaro. Vive nel follicolo pilifero e nelle ghiandole sebacee (cellule, sebo detritiepiteriali) dove vive l’intero ciclo vitale essendo un parassita saprofita obbligato della cute del cane. Nella cute dei cani sani il numero di acari è limitato, con probabilità molto bassa di riscontrarli nella cute di soggetti sani, di conseguenza, nella maggior parte dei casi il riscontro di D. canis in un cane deve essere considerato indicativo di una forma patologica; sono stati eccezionalmente riscontrati a livello di organi interni (linfonodi, fegato, milza). L0accoppiamento avviene in superficie e le femmine depongono le uova nella porzione profonda del follicolo. In uno studio condotto in che ha coinvolto oltre un milione di cani la prevalenza della Demodecosi nel cane è risultata dello0,58% in USA, in Albania=0,6%, in Asia e Sud America =7,2- 25% (più elevata) Epidemiologia elevata variabilità in base → a sesso→ maggiore nelle femmine → età → maggiore frequenza nei giovani (più comune), ma può manifestarsi anche nei cani anziani → razza →frequenza maggiore in alcune razze, quelle a rischio più elevato sembrano essere American Staffordshire terrier, Bull terrier, Shar Pei, West Highland White terrier, Scottish terrier, Bulldog inglese, Boston terrier, Alano, Weimaraner Airedale terrier, Alaskan Malamute e Levriero afgano, Forme. Classicamente sono riportate due forme della malattia localizzata e generalizzata, mentre i quadri clinici della Demodecosi comprendono anche la Demodecosi podali. Si ha solitamente un rapporto demodex-animale : l’animale deve riuscire a controllare la capacità riproduttiva dell'acaro, ma se le difese si abbassano, la demodicosi si manifesta, pertanto in immunodepressione, la patologia sarà più o meno grave: si può passare alla forma generalizzata o può partire direttamente in tale forma ➢ Podale insorge in età adulta con lesioni a livello della zampe

marcata iperplasia e/o nelle razze con cute “più spessa” come sharpei e molossoidi, in alcuni casi è addirittura necessario eseguire l’esame istopatologico per poter evidenziare i parassiti localizzati più in profondità Trattamento: → Nella forma localizzata giovanile è meglio aspettare la risoluzione spontanea tenendo sotto stretto controllo l’animale, il 99% guarisce spontaneamente in 6-8 settimane., altrimenti va aiutato. → Nella forma generalizzata si hanno principali molecole e protocolli per la terapia → La terapia è multimodale e va adattata al singolo paziente, in base alla gravità delle lesioni, allo stato fisico e a eventuali malattie concomitant i. Il trattamento specifico acaricida resta fondamentale per le forme generalizzate e può essere eseguito utilizzando prodotti topici e/o sistemici, storicamente le spugnature settimanali con amitraz allo 0 0,025-1,25% con o senza shampoo a base di benzoilperossido prima dell’applicazione, sono considerate efficaci, ma, ma questa terapia a seconda del tipo di cane comporta→ → Gli animali a pelo lungo devono essere tosati per garantire un’applicazione corretta del prodotto, → in alcuni cani, come nei molossoidi o nelle razze con numerose pliche cutanee è difficile da eseguire , → in altre razze, come nel chihuahua, può essere t ossica o in tutti i pazienti dove le spugnature sono impraticabili, è necessario utilizzare altre strategie terapeutiche Di provata efficacia a. sono i lattoni macrociclici come milbemicina ossima, ivermectina, moxidectina e doramectinama l’ivermettina è off label, con idiosincrasia razziale da ivermectina in: pastore scozzese mutazione MDR-1, Bobtail, pastore dello Shetland, pastore australiano, Borde colli e loro incroci b. d i recente introduzione, le isossazoline sono risultate efficaci nel controllo della malattia e di facile impiego, c. In passato è stato segnalato l’uso di collari a base di amitraz e deltametrina, vitamina E, prodotti omeopatici o vegetali Tutte queste terapie sono oggi considerate inefficaci. Il problema è che farmaci sono costosi e tossici andando usati a dosaggio pieno per molto tempo, finché non c'è guarigione parassitologico dell'animale. Nel cane, se presenti a. infezioni batteriche è necessario associare una terapia antimicrobica topica e/o sistemica , ma gli antibiotici devono essere somministrati solo quando realmente necessari e secondo le linee guida per l’uso consapevole di questi farmaci→ in questi casi è utile uno shampoo a base di benzoil perossido, clorexidina o etil lattato. b. Nei casi di associazioni con infezioni da Malassezia sono consigliati gli shampoo a base di azoli a varie concentrazioni. Il Monitoraggio della terapia : La terapia acaricida va continuata fino a quando si osserva la remissione delle lesioni cliniche e si ottengono almeno 2 raschiati negativi a distanza di un mese (2-3 settimane) uno dall’altro → Acari vivi / acari morti → Forme immature / acari adulti se tante forme immature l’acaro si sta riproducendo mentre se il rapporto decresce, valore prognostico positivo Se il rapporto decresce il valore prognostico è positivo, si ha la guarigione se remissione più di un anno. La una terapia troppo breve può condurre a recidive in poche settimane, la raramente si osserva un fallimento terapeutico, ma nei casi in cui non si raggiunga la remissione clinica, è utile controllare che la terapia sia eseguita in modo corretto e che lo sia anche la diagnosi ( es assenza di altre patologie debilitanti ), per il resto ci basiamo anche sulle condizioni generali

Demodicosi felina:

Importanza non paragonabile a quella canina essendo un malattia sporadica, rara e sotto diagnosticata.

Forme:

Localizzata: forma autolimitante (come nel cane) soprattutto f acciale con lesioni ad area perioculare, naso , ma anche a palpebre, capo, collo ; spesso con otite ceruminosa come nel cane. In questa forma abbiamo alopecia, eritema, scaglie e croste.Generalizzata: generalmente presente sempre con malattia sottostante sitemica grave →FeLV, diabete, neoplasie, toxoplasmosi, terapie immunosoppressive. Le lesioni cliniche sono più importanti ed estese: oltre al capo, sono coinvolti arti e tronco, a vremo alopecia, scaglie, eritema, croste e iperpigmentazione, i n alcuni casi Orale Milbemicina ossima 0.5-2mg/kg/os/die Orale Ivermectina (off-label) 0.3-6mg/kg/os/die(tossico per cani con mutazione dell’ABCB1-D1(MDR-1) Orale Doramectina (off-label) 0.6mg/kg/os/die Spot on vs orale Moxidectina 2.5%in spot in associazione a imidacloprid 10% topica settimanale; 0.2-0.5mg/kg/os/die(off-label) Orale Fluralaner 5,6mg/kg ogni2-3mesi Orale Sarolaner 2mg/kg mensile Orale Afoxalaner 2,5mg/kg mensile

sarà presente anche il prurito. La prognosi è legata alla malattia sottostante. La prognosi è legata alla malattia sottostante Sono classificati 3 acari responsabili: ❖ Demodex cati: forma allungata di dimensione di circa 250 - 300 μm (182 μm nel maschio e 219 μm nella femmina) , i cui adulti assomigliano a quelli di D.canis poiché mostrano un opistosoma affusolato e lungo circa i 2/3 della lunghezza totale del loro corpo. Si localizza nell’unità pilosebacee = localizza nei follicoli piliferi e nelle ghiandole sebacee, soprattutto di palpebre, muso e collo ed è considerato un normale componente della fauna cutanea dei gatti. ❖ Demodex gatoi: forma corta di dimensione 100 - 150 μm (81-96 μm nei maschi e 100 - 115 μm nelle femmine), simile a D.cornei del cane in quanto mostra un opistosoma largo, corto e a punta smussa e risiede nello strato superficiale della cute=corneo ed è altamente trasmissibile, la malattia può manifestarsi contemporaneamente in più gatti. E’ causa di e ritema, di dermatite papulare di tipo miliare e focale e frequentemente di prurito, variabile da moderato a intenso, spesso causa di autotraumatismi con alopecia ed escoriazioniDemodex felis 200 (139) μm con caratteristiche morfologiche intermedie più corto di D.cati ma più lungo di D. gatoi, l’opistosoma non è appuntito. Identificato come causa di demodicosi felina molto recentemente, sembra essere causa di eritema e alopecia a muso, torace e addome, alterazioni del colore del pelo e croste, spesso in assenza di prurito. E’ stata osservata una possibile relazione con i trattamenti con ormoni steroidei La demodicosi sostenuta da D.gatoi e D.feli s non è generalmente associata ad altre malattie, Epidemiologia: La prevalenza della demodicosi felina è di circa 4 casi ogni 10 000 gatti probabilmente però la demodicosi felina è sotto diagnosticata rispetto a quella canina Dei tre acari descritti finora nel gatto, D.cati rappresenta la specie più frequentemente coinvolta nei casi di demodicosi felina, ma D. gatoi è ritenuto molto più contagioso di D. cati , in quanto facilmente trasmissibile da gatto a gatto e la malattia può interessare più gatti contemporaneamente Terapia: Esiste un oggetto di discussione inerente la sua effettuazione o meno, non esistono in commercio prodotti registrati per il gatto, che è molto più sensibile del cane alla tossicità da farmaci, inoltre non vi sono delle vere linee guida per la terapia della demodicosi felina e si utilizzano ancora molecole quali Si ha → Amitraz → come spugnatura settimanali a 0,0125-0,025% con obbligo di uso di collare Elisabetta → Ivermectina (0.3 mg/kg/os/sid) oppure doramectina (0.6 mg/kg/sc settimanale). → Crotamitone (eurox) per le forme localizzate → Applicazione in spot on di moxidectina e fluralaner alle dosi di registrazione sembra abbiano portato alla risoluzione della malattia in alcuni casi. Se presenti infezioni batteriche può essere necessario ricorrere all’uso di antibiotici. Importante è gestire la causa predisponente. Se non si individua la malattia sottostante e non la si cura, l'animale non guarirà ed avrà un recidiva.

MESOSTIGMATA

DERMANISSUS GALLINAE *

Detto comunemente acaro rosso del pollo o, impropriamente, pidocchio rosso del pollo, è un parassita del pollame, che non presenta una stretta ospite(stesso vale per gli altri due generi). specificità che può comunque infestare molte specie di uccelli (selvatici) ed occasionalmente anche mammiferi e uomo in soggetti che vivono vicino ad ambienti molto infestati (es. pollai). Morfologia: acaro di colore rossastro dopo pasto di sangue, altrimenti bianco-grigiastro, con zampe lunghe e corpo ovale. Colpisce anche cane e gatto in caso di contatto con pollai infestati o uccelli selvatici. Ciclo biologico: ematofago e trascorre la maggior parte della sua vita lontano dall’ospite , salendovi solo la notte per effettuarvi il pasto di sangue; può comunque sopravvivere molto tempo a digiuno →parassitismo intermittente. Negli allevamenti si rifugia nelle crepe e sotto la polvere che si trova sotto le gabbie e le mangiatoie. Sintomi:

  • Può causare agli uccelli un forte prurito e anemia con forte stress per gli anali che si ripercuote negativamente sulla produzione di carne e uova e possibile morte dei nidiacei.
  • E’ responsabile della trasmissione di virus e batteri Diagnosi: un cartone ondulato viene messo in allevamento, controllato il giorno e vi si trovano gli acari se presenti Controllo è reso difficile dalla sua riproduzione molto veloce e dal suo rifugiarsi in anfratti dove è difficilmente raggiungibile. Si basa soprattutto sull’accurata pulizia e disinfestazione degli ambienti. L'uso di acaricidi è vietato perché facilmente residuano (fibronil), si cerca di non farlo entrare in allevamento tramite controlli degli animali al loro ingresso, dell’operatore se e lavori in centri diversi soprattutto se uno presenta Dermanissus ; tuttavia, il ciclo