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parassitosi intestinali, Schemi e mappe concettuali di Odontoiatria

Si raggruppano con il termine di “parassitosi intestinali” una serie di quadri clinici che hanno in comune l’essere causati da parassiti ad habitat intestinale. Vengono illustrate classificazioni, sintomatologie e diagnosi.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 30/06/2023

lamyri
lamyri 🇮🇹

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PARASSITOSI INTESTINALI
Si raggruppano con il termine di “parassitosi intestinali” una serie di quadri
clinici che hanno in comune l’essere causati da parassiti ad habitat
intestinale.
I parassiti intestinali patogeni per l’uomo a livello intestinale comprendono:
Protozoi (microrganismi unicellulari eucarioti)
-Flagellati: Giardia duodenalis (intestinalis o lamblia), Dientamoeba
fragilis,
- Amebe: Entamoeba histolytica,
- Coccidi: Cryptosporidium spp, Cyclospora cayetanensis, Isospora belli,
- Ciliati: Balantidium coli
- Microsporidi: Enterocytozoon bieneusi, Encephalitozoon spp
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PARASSITOSI INTESTINALI

Si raggruppano con il termine di “parassitosi intestinali” una serie di quadri clinici che hanno in comune l’essere causati da parassiti ad habitat intestinale. I parassiti intestinali patogeni per l’uomo a livello intestinale comprendono:

  • (^) Protozoi (microrganismi unicellulari eucarioti)
  • (^) Flagellati : Giardia duodenalis (intestinalis o lamblia), Dientamoeba fragilis,
  • (^) Amebe : Entamoeba histolytica,
  • (^) Coccidi : Cryptosporidium spp, Cyclospora cayetanensis, Isospora belli,
  • (^) Ciliati : Balantidium coli
  • (^) Microsporidi : Enterocytozoon bieneusi, Encephalitozoon spp

classificazione

  • (^) Elminti o vermi (organismi pluricellulari)
  • (^) Cestodi : Taenia saginata, Taenia solium, Diphyllobotrium latum, Hymenolepis nana, Hymenolepis diminuta
  • (^) Trematodi : Fasciola hepatica, Opistorchis spp, Clonorchis sinensis, Fasciolopsis buski, Schistosoma mansoni, Schistosoma japonicum, Schistosoma mekongi;
  • (^) Nematodi : Ascaris lumbricoides, Ancylostoma duodenale, Necator americanus, Trichuris trichiura, Strongyloides stercoralis, Enterobius vermicularis

diagnosi

Esame copro-parassitologico Si intende per “esame coproparassitologico” l’insieme delle tecniche che si utilizzano per ricercare i parassiti intestinali in campioni di feci. L’esame coproparassitologico standard deve consistere almeno di un esame microscopico diretto, un esame microscopico dopo concentrazione ed una colorazione permanente. PRECAUZIONI IMPORTANTI: a) Alcuni giorni prima e durante il periodo della raccolta delle feci non fare uso di lassativi, antidiarroici , antimicrobici, o di altre sostanze interferenti come bario, bismuto, oli minerali. b) Alcuni giorni prima e durante il periodo della raccolta delle feci si consiglia di seguire un regime dietetico che prevede di evitare : legumi e frutta secca , frutti e verdure a cuticola resistente (pesche, albicocche, pomodori, pere, fragole, fichi), carote e banane.

Diagnosi

  • (^) Tali raccomandazioni si basano sulle seguenti osservazioni:
  • (^) 1. l’esame diretto “a fresco”, effettuato sulle feci diarroiche, evidenzia i trofozoit i(protozoi nella forma vitale attiva) dei protozoi ed il loro eventuale movimento
  • (^) 2. le tecniche di concentrazione evidenziano sia protozoi che elminti , con una sensibilità molto più elevata di quella dell’esame diretto
  • (^) 3. le colorazioni permanenti permettono di identificare Dientamoeba fragilis , non evidenziabile con le due tecniche precedenti (Tricromica, Ematossilina ferrica, Giemsa), ed i trofozoiti dei protozoi a livello di specie

sintomatologia

  • (^) Eosinofilia in soggetto con età superiore ai 60 anni e/o

con attività lavorativa o ricreazionale (agricoltura,

giardinaggio, hobby ecc.) a rischio (contatto con terreno)

  • (^) Eosinofilia in soggetto immigrato o che riferisce contatto

con acque dolci in zone endemiche per schistosomiasi

  • (^) Adozione internazionale

Ossiuriasi

Enterobius vermicularis, nematode responsabile dell’

ossiuriasi, è ampiamente diffuso in tutto il mondo e

rappresenta l’elminta più comune nei paesi industrializzati.

La prevalenza è elevata soprattutto nei bambini e negli ospiti

di istituti assistenziali e dell’ambiente domestico,

indipendentemente dallo stato socioeconomico individuale

Epidemiologia e patogenesi

La prevalenza dell’ossiuriasi e massima nei bambini di età compresa tra 5 e 14 anni. La brevità del periodo di maturazione necessario per rendere le uova infestanti è responsabile dell’alto livello di trasmissibilità interumana del parassita. La elmintiasi viene acquisita portando alla bocca oggetti contaminati dalle uova del parassita, e soprattutto le mani. È possibile anche la retroinfestazione , che si verifica quando le larve salgono dall’apertura anale verso l’ intestino , dove raggiungono lo stadio di verme adulto. La difficoltà di eradicazione si pensa sia dovuta all’elevata c ontaminazione della biancheria personale ed a letto del paziente.

sintomatologia

Nella maggioranza dei casi l’ossiuriasi rimane asintomatica. Qualora presenti, le manifestazioni più frequenti consistono in prurito e lesioni del trattamento localizzate alla regione perineale. I sintomi prevalgono durante le ore notturne e a volte provocano insonnia. L’irritazione locale dovuta parassita può, per contiguità ,creare disturbi dell’apparato genito-urinario (vulvovaginite) Occasionalmente si verificano localizzazioni extra intestinali (soprattutto pelviche, a carico della cervice e del corpo uterino e del peritoneo ) con danni di tipo infiammatorio-granulomatoso

Terapia profilassi

I farmaci più efficaci, tutti da somministrare per via orale sono il:

  • (^) Mebendazolo (100 mg in dose unica, indipendentemente dall’età del paziente)
  • (^) Albendazolo (bambini di età superiore a due anni: 400 mg in dose unica, bambini di età compresa tra uno e due anni: 200 mg dose unica)
  • (^) Ivermectina (200 μg/kg in dose unica) Qualunque sia il trattamento, e comunque consigliabile ripeterlo dopo due settimane per due volte , per colpire anche i parassiti in fase di accrescimento , sui quali farmaci non sono attivi, ed estenderlo a tutti i componenti del nucleo familiare

Lambliasi intestinale o Giardiasi Malattia parassitaria causata da un protozoo (Lamblia, o Giardia, intestinalis) che si localizza nell'intestino, soprattutto nel duodeno. Infezione e assai diffusa nelle aree a basso livello igienico-sanitario, ma rappresenta anche la parassitosi intestinale più frequente della maggior parte dei paesi industrializzati. Le manifestazioni cliniche vanno da quadri asintomatici a manifestazioni diarroiche gravi e prolungate con sindromi da malassorbimento.

patogenesi I meccanismi patogenetici della giardiasi sono in gran parte sconosciuti. L’ adesione del parassita alle membrane enterocitarie ( cellula epiteliale di rivestimento dei villi intestinali) e il conseguente danno cellulare con alterazione degli enzimi digestivi (lattasi e altri) sono alla base della sintomatologia. Un ruolo rilevante nella patogenes i delle parassitosi e svolto dall’immunità dell’ospite. Sembrerebbe importante il ruolo dell’immunità umorale

sintomatologia Una parte dei pazienti rimane asintomatica , altri sviluppano una sindrome gastrointestinale. Il periodo di tempo intercorrente tra l’ingestione della cisti la comparsa di sintomi varia da 1-2 settimane. Le forme sintomatiche sono caratterizzate dalla comparsa acuta di sintomi gastrointestinali di cui più frequenti sono: diarrea, malessere, flautolenza , dolori addominali ; molto comuni sono gonfiore addominale, nausea , anoressia e perdita di peso , più raramente vomito e febbre, orticaria e stipsi. Le feci sono untuose e maleodoranti. La durata dei sintomi e di oltre una settimana , ma il decorso benigno nella maggior parte dei casi. I bambini di età fino a cinque anni sono particolarmente a rischio di andare incontro a manifestazioni più gravi anche con disidratazione

terapia

La terapia si basa sull’utilizzo di metroimidazolo e tinidazolo.

Il tinidazolo ha una efficacia nell’eradicazione dell’infezione

(superiore al 90%), è generalmente ben tollerato e, grazie

alla lunga emivita, consente di effettuare il trattamento con

una singola somministrazione.

Anche il metronidazolo possiede una buona attività allo

schema terapeutico richiede la somministrazione per 5-

giorni e un frazionamento della dose giornaliera