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Una dettagliata analisi sui diversi tipi di maltrattamento e abuso sui bambini, inclusi forme fisiche, psicologiche, sessuali e di cura inadeguata. Viene inoltre esplorata la valutazione teorica di queste patologie e la loro relazione con la dinamica familiare, con un focus particolare sulla ruola della madre e del padre. Il documento include anche indicatori fisici e comportamentali per identificare possibili casi di maltrattamento e abuso.
Tipologia: Appunti
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Esonero scritto – 20 nov dalle 9:00-12:00 – 21 h t t p s : / / u n i t o. w e b e x. c o m / m e e t / c l a u d i o. l o n g o b a r d i o r e 9 : 0 0 domande aperte. Esame scritto online con domande aperte perché il corso è breve e gli argomenti devono essere sviscerati e argomentati. Ci si iscrive all’esonero attraverso l’applicazione. Se accetti il voto dell’esonero lo indichi nelle note quando prenoti, longobardi consiglia di aspettare ad accettalo a seguito della prima sessione di esame, in modo da poter decidere se è accettabile o meno in base alla media degli altri esami. Esame aperte dura un paio di ore saranno 12 13 domande aperte bisogna scrivere circa 5 righe. Possiamo andare avanti e indietro, si possono fare gli screenshot. L’esonero ha validità annuale. Integrare slide con
al bambino. Si è passati dalla non considerazione del bambino prima degli anni 80 del secolo scorso all’iper-protezione del bambino. Negli anni 80 ci si è occupato della violenza all’infanzia perché molti studiosi notarono come molti traumi dei bambini derivavano dalla categoria di maltrattamento e abuso. Quindi il bambino andava incontro alle ACE esperienze evolutive avverse nel processo di sviluppo. Quindi nel confronto internazionale si definì cosa è il maltrattamento e abuso: Definizione Insieme di atti e carenze che turbano gravemente il bambino con enormi effetti psicologici sul bambino, attentando alla sua integrità corporea e al suo sviluppo fisico, affettivo, intellettivo e morale, attuati da parte di un familiare o di altri che hanno cura del bambino, le cui manifestazioni sono: trascuratezza, o negligenza genitoriale, patologia delle cure quando il genitore non rispetta le tappe dello sviluppo del bambino non è attento ai bisogni dello sviluppo del bambino vi è un attentato al percorso di sviluppo del bambino; lesioni di ordine fisico presenti sul corpo del bambino attraverso ecchimosi, bruciature, lividi; lesioni di ordine psicologico ci si era resi conto sempre al 4 colloquio di Strasburgo a livello internazionale, perché essere sempre insultati, isolati aveva dei risvolti nel suo sviluppo tipico; lesioni di ordine sessuale e quindi anche in questo caso il bambino era oggetto di una forma di violenza sessuale da parte dell’adulto; Ci si era resi conto che l’attore principale della violenza era il soggetto con la funzione di cura nei confronti del bambino sia a livello familiare che extra familiari. Si è iniziato a parlare di violenza verso i bambini solo nel 1981, al IV colloquio criminologico di Strasburgo del consiglio di Europa. Prima i bambini non venivano considerati se non come una forza-lavoro ed era naturale il maltrattamento sui minori. Attraverso il confronto di esperti che si occupavano di disturbi infantili ci si era resi conto che molti traumi affrontati da bambini derivavano proprio da esperienze evolutive avverse (ACE). Una nuova definizione definita dalla Convenzione dei diritti dei diritti dei minori, 1991 , frutto del contributo di 43 Paesi e enti come Onu, UNICEF, OMS, UNESCO, Croce Rossa. Alla convenzione dei diritti dei minori, nel 1991 la definizione delle forme di maltrattamento e abuso viene ampliata, grazie al contributo di 43 paesi e di enti, e viene definita come “danno o abuso fisico o mentale, trascuratezza o trattamento negligente, maltrattamento, diverse forme di sfruttamento e abuso sessuale inteso come induzione o coercizione di un bambino/a in attività sessuale illegale; lo sfruttamento nella prostituzione o in altre pratiche sessuali illegali, lo sfruttamento in spettacoli e materiali pornografici, torture o ad altre forme di trattamento o punizioni crudeli, inumane o degradanti, allo sfruttamento economico e al coinvolgimento in lavori rischiosi”.
Qualsiasi tipo di maltrattamento determina in chi lo subisce differenti reazioni e più o meno gravi conseguenze rispetto alla sua incolumità fisica e sicurezza personale, ma
l’età in cui il bambino possiede poche o nulle capacità di reagire, di sottrarsi alla violenza o di denunciare l’abusante e dipende estremamente dalle figure genitoriali. Solo a Torino vi sono 4/5 casi all’anno, sono vite spezzate il genitore prende il bambino dal fianco e lo scuote bruscamente avanti e indietro e a livello di sviluppo motorio non avendo il controllo del tronco e capo relativo alla legge encefalo-caudale possono diventare tetraplegici con scompensa mento del corpo notevole, oppure può andare in contro alla morte. Sono stati indicati tra i fattori che scatenano l’episodio violento anche una gravidanza e un parto difficili, una nascita prematura, la presenza di malformazioni congenite, danni cerebrali provocati al momento del parto e handicap. Infine, esiste il rischio che si verifichi la cosiddetta “ profezia che si auto-avvera ”, intesa come la situazione in cui il maltrattamento può determinare degli schemi di comportamento nel bambino che aumentano la probabilità che egli sia vittima di ulteriori maltrattamenti in altri contesti, in quanto è possibile che il bambino, in conseguenza al maltrattamento subito, si renda antipatico, reattivo o estremamente passivo e sottomesso così da scatenare ulteriori reazioni nervose e violente. Si ritiene che un bambino con indicatori fisici o comportamentali ed emotivi sia la conseguenza di maltrattamento. IL corpo del bambino parla. A livello comportamentale ed emotivo vi sono altri fattori. Medici e pediatri sono formati a discriminare i segni dovuti a una forma di maltrattamento fisico. Il bambino se picchiato continuamente andrà più spesso al proto soccorso, i passaggi al pronto soccorso restano in memoria a livello di sistema ospedaliero e regionale perché chi è vittima di maltrattamento fisico vanno al pronto soccorso. Quindi al 5 o 6 passaggio nell’ospedale si può creare una allerta di ciò che è successo, quindi magari fanno maggiori controlli grazie al monitoraggio di passaggi, il bambino viene trattenuto con la scusa di fare accertamenti. Indicatori fisici Indicatori comportamentali ed emotivi Ritardi nella crescita Ecchimosi e contusioni Escoriazioni e abrasioni Cicatrici Morsi e graffi Lesioni scheletriche Lesioni addominali Ustioni a “guanto” o a “calza” per gli arti oppure a “stampo” Traumi cranici e conseguenti deficit cognitivi Ansia e sguardo vigile (se ci si avvicina a loro in modo improvviso e senza che loro si accorgano, alzeranno il braccio sul volto per proteggersi) Dipendenza dall’adulto, soprattutto dai genitori per i quali si sviluppa un atteggiamento affettivo inappropriato Paura del contatto fisico e diffidenza eccessiva nei confronti degli adulti, dai quali si ripara qualora questi semplicemente si avvicinino Aggressività e scoppi improvvisi d’ira nel contesto d’origine, ma paura in ambienti estranei Sentimenti di colpa, in quanto il bambino soffre meno nel considerare se stesso cattivo, piuttosto che pensare questo del genitore, tendono a giustificare l’aggressore. Colpa e vergogna sono tipiche di tutte le forme di abuso o maltrattamento. Depressione, autosvalutazione e bassa autostima Problemi scolastici (difficoltà di attenzione, ritardi nell’apprendimento, iperattività) Isolamento e difficoltà di socializzazione con i coetanei
Maltrattamento psicologico Il maltrattamento psicologico , definito spesso anche abuso emozionale, è la forma più nascosta e destabilizzante di maltrattamento, comprendente tutte quelle azioni che, agendo a livello di rapporto interpersonale, influiscono negativamente sullo sviluppo psicologico del minore. Spesso chi è vittima di un maltrattamento psicologico è in un contesto i cui è costantemente esposto a quel tipo di violenza. Esso costituisce un tipo di violenza molto più grave rispetto al maltrattamento fisico o all’abuso sessuale proprio perché subdolo e non immediatamente riconoscibile. Purtroppo, proprio a causa della sua difficile e tardiva identificazione, viene spesso data poca importanza al fenomeno, sottovalutando quindi le sue conseguenze psicopatologiche così profonde e distruttive da minare l’intera esistenza di un individuo , con senso di svalutazione e inutilità grave. L’insorgenza del maltrattamento psicologico è generalmente molto precoce come per il maltrattamento fisico ed esso si protrae per periodi di tempo prolungati , nei quali il bambino è sottoposto, quasi sempre indirettamente, a pesanti stress psicologici ed emozionali da cui non è in grado di difendersi in modo ripetitivo e costante. Il bambino è continuamente terrorizzato, rimproverato o respinto, svalutato, denigrato, umiliato, sottoposto a indifferenza, isolato, corrotto e sfruttato, tutto questo sostanzialmente attraverso l’utilizzo di messaggi ambigui e paradossali, secondo cui qualsiasi risposta risulterà in ogni caso scorretta. In questo modo il processo evolutivo subisce una profonda distorsione e il bambino incontra serie difficoltà nella strutturazione del proprio sé, sommato al fatto che, non riuscendo a decodificare il messaggio, non ha neanche la possibilità di organizzare difese di tipo oppositivo. Se tale bisogno di affetto, di approvazione e fiducia non viene soddisfatto, il bambino è costretto a sviluppare quello che Sullivan chiama un “falso Sé”, basato sul tentativo di anticipare le angosce e le preoccupazioni della figura genitoriale, compiacendo i suoi desideri e rinunciando al proprio vero sé, per evitare l’angoscia dell’abbandono e della perdita dell’amore parentale. Generalmente il maltrattamento psicologico si verifica quando i genitori hanno aspettative troppe elevate sui propri figli e prevale in loro il modello di figlio ideale su quello reale, con la conseguenza che il minore è considerato un oggetto da manipolare per renderlo simile al modello elaborato ; quando essi considerano il bambino come mezzo per raggiungere i propri traguardi sociali, economici o di realizzazione personale; quando cercano in tutti i modi di fargli raggiungere traguardi ritenuti socialmente apprezzabili, ignorando le sue autentiche esigenze. Il danno a livello psicologico di questo tipo di maltrattamento è inscindibile da qualsiasi altra forma di abuso, in quanto ognuna di esse porta con sé un meta-messaggio, definito da Bateson come il livello nascosto, non intenzionale della comunicazione, che nel caso specifico sarà di rifiuto, destabilizzazione e svalutazione. Indicatori fisici Indicatori comportamentali ed emotivi
Di conseguenza, il minore può risultare vittima di carenze gravi, nutrizionali o affettive; può presentare insuccessi in alcune aree dello sviluppo o trovarsi in condizioni abitative precarie a causa della noncuranza di coloro che, invece, dovrebbero prendersi cura di lui e proteggerlo. Questo tipo di violenza ha pesanti ripercussioni sulla salute fisica e mentale del bambino e viene anche definito “ violenza per omissione ” o, in modo però improprio e limitante, trascuratezza. Maltrattamento e abuso si potrebbe definire come patologie della relazione o a livello fisico, sessuale o presa in cura del bambino Perché la patologia delle cure non si verifichi, il genitore dovrebbe prestare attenzione ai bisogni del figlio, adattando gli impegni personali alle sue esigenze, per evitare che la propria incapacità di instaurare una relazione significativa e affettiva con lui si rifletta negativamente sulla qualità della vita del bambino , sulle modalità con cui questi entrerà in rapporto con il mondo e sul suo stato fisico, mentale e comportamentale. Infine è utile precisare che gli atti riportati sopra sono quasi mai volontari e consapevoli, ma il risultato di un disagio sociale e psicologico, talvolta psicopatologico, che impedisce ai genitori di accogliere, comprendere e rispondere in modo adeguato ai bisogni del figlio. Esistono tre tipi di categorie cliniche che rientrano nella patologia delle cure: incuria (mancanza delle cure), discuria (cura distorta a causa dell’incapacità del genitore) e ipercuria (eccessiva cura, a livello di iperprotezione). Incuria Si parla di incuria (o di trascuratezza) quando le persone che, per legge, dovrebbero occuparsi del bambino ed essere per lui responsabili non provvedono adeguatamente ai suoi bisogni fisici e psichici in rapporto all’età e al momento evolutivo. Quindi per legge dovrebbero farlo ma non sono in grado. Ne risultano delle cure carenti sul piano fisico, riguardanti la nutrizione , la persona e la salute ; sul piano affettivo , talvolta fino all’abbandono ; sul piano cognitivo (nessuno stimolo nell’andare a scuola, impegnasi nelle diverse attività) , a causa delle insufficienti o inesistenti stimolazioni e alle frequenti e prolungate assenze da scuola, provocate dall’indolenza dei genitori. Rientrano quindi in questa forma di abuso anche quei casi in cui i genitori, pur occupandosi dei bisogni nutrizionali del figlio, non rispettano i suoi bisogni emotivi e di socializzazione , poiché, non “vedendo” i propri figli, non ne colgono le difficoltà di sviluppo, ostacolato anche dal fatto che il minore si sente responsabile del fallimento del rapporto con le proprie figure parentali. Infatti, soprattutto le madri, sono in genere distaccate, scarsamente coinvolte nella relazione, anaffettive, e presentano spesso tratti di tipo depressivo o patologie psichiatriche. Ne consegue che i bambini non crescono per malnutrizione, per stimolazione fisica estremamente carente, ma anche in risposta alla mancanza di affetto, considerazione e fiducia, in quanto, non crescendo, pensano di poter recuperare quelle attenzioni di cui sono stati privati e che hanno tanto desiderato. Tale situazione si evidenzia soprattutto nel momento dell’inserimento scolastico, a causa del basso rendimento, nonostante un buon quoziente intellettivo.
Inoltre, un bambino che fin da piccolo non abbia sperimentato un corretto contenimento affettivo e fisico e non sia seguito e protetto dai propri genitori, non svilupperà o avrà serie difficoltà a sviluppare la capacità di discriminare i pericoli ambientali, a valutare adeguatamente il mondo esterno e risulterà quindi, più di altri, maggiormente esposto a incidenti domestici e ambientali e al rischio di un precoce tabagismo, uso di alcolici o di sostanze stupefacenti. Infatti sono bambini molto “coraggiosi”, non si rendono conto del rischio del pericolo, non sa valutare il mondo esterno, è più propenso a incidenti domestici e ambientali, più propenso all’uso e abuso di sostanze. Nel caso di minori vittime di incuria, è estremamente importante cercare di ricostruire il loro passato per poter progettare un futuro migliore, nonostante questa operazione risulti molto complessa, a causa della difficoltà incontrata dai genitori nel ricordare e descrivere la storia del figlio, soprattutto per quanto riguarda la sua nascita e le tappe evolutive più importanti. A livello fisico è facile identificare i segni che potrebbero comportare a incuria. A questi si aggiungono indicatori comportamentali ed emotivi che potrebbero condurre a incuria. Indicatori fisici Indicatori comportamentali ed emotivi Vestiti inadeguati al sesso, all’età, alla stagione e alla situazione, nonostante assenza di particolari difficoltà economiche Igiene personale trascurata o assente, con la conseguente insorgenza di sporcizia, dermatiti recidivanti, parassiti Malnutrizione o ipernutrizione, per mancata attenzione dei genitori alle esigenze alimentari del figlio Rallentamento della crescita Assenza o scarsità di cure mediche, causa di problemi oculistici, odontoiatrici e ontologici Mancato rispetto delle vaccinazioni obbligatorie Eccessiva frequenza di incidenti domestici (ustioni, ingestione di sostanze tossiche, traumi), a causa della carente protezione da parte dei genitori. (Situazioni in cui determinate attenzioni sono fondamentali). Evasione scolastica frequente e costante, in particolare se il bambino viene impegnato nell’accudimento dei fratelli, della casa o in attività lavorative Scarso rendimento scolastico, iperattività e disturbi dell’attenzione Pseudo-insufficienza mentale , in quanto non esiste una corrispondenza tra il buon quoziente intellettivo e i risultati scolastici scadenti, anche se in realtà aha un determinato potenziale Ritardo nel linguaggio Difficoltà di relazione e comportamenti antisociali (piccoli furti, micro – delinquenza ) Disturbi dell’alimentazione Stanchezza, debolezza perché il genitore non impone dei ritmi di routine regolari, tristezza e bassa autostima perché sono trascurati e non degni di cura e attenzione da parte dei genitori Adultizzazione precoce al fine di sopravvivere in quanto costretto dalla condizione e dall’incuria dei genitori Precoce assunzione di tabacco, alcool e sostanze stupefacenti. Compare spesso uso e abuso in caso di maltrattamento psicologico, trascuratezza, carenza delle cure e anche abuso sessuale come vedremo.
età precedenti a quella effettiva del bambino Percezione corporea distorta dovendo crescere velocemente o non essendo curato e considerato Ipercuria Nell’ipercuria sono comprese tutte quelle situazioni in cui il bambino è sottoposto a cure eccessive rispetto ai suoi bisogni e al momento evolutivo , caratterizzate da inadeguata e nociva medicalizzazione. Essa è la forma di abuso meno riconosciuta e studiata, che ha però gravi conseguenze sull’evoluzione del bambino e che può portare all’insorgenza di rare sindromi come la sindrome di Munchausen per procura. Cosa si nota in questi bambini che sono intensamente preoccupati in modo eccessivo per il bambino? Indicatori fisici e indicatori comportamentali ed emotivi. A livello fisico si notano i danni dell’eccesso di preoccupazioni del genitori che paradossalmente invece di proteggerlo lo espongono a rischi. Indicatori fisici Indicatori comportamentali ed emotivi Intossicazione da farmaci o avvelenament o Gastriti e ulcera Allergie Insufficienza epatica e/o renale Malattie da accumulo vitaminico Disturbi della percezione corporea, a causa del fatto che il bambino non riesce più a discriminare tra le sensazioni provenienti dal proprio corpo e quelle indotte dalla madre Ripetute descrizioni di disturbi fisici da parte dei genitori e dei bambini stessi , i quali aderiscono ai racconti della madre, in quanto sviluppano nei suoi confronti una forte dipendenza e la conseguente difficoltà di separazione fisica e psichica da lei Scarso rendimento e frequenza scolastica (fino all’abbandono ), a cause delle continue visite mediche e dei ricoveri ospedalieri “mio figlio sta male, bisogna fare qualcosa, e per evitare ogni rischio si effettua il ricovero ospedaliero Eccessive conoscenze farmacologiche e mediche di bambini piccoli ( a volte i bambini vanno a scuola con i kit delle medicine nella cartella) Scarsità di relazioni sociali , a causa dell’iper-protezione materna, il bambino non può correre perché se corre suda e si ammala, rischia di farsi male, non è messo nella condizione di giocare con gli altri bambini Stato d’ansia per lo stato di salute
Per abuso sessuale si intende l’insieme di tutte quelle pratiche a sfondo sessuale o erotico , manifeste o latenti , a cui vengono sottoposti dei bambini che, a causa della loro immaturità e dipendenza dagli adulti, non sono consapevoli di ciò che subiscono e delle proprie azioni e che quindi non sono neanche in grado di scegliere. Rientrano in questo tipo di abuso: l’incesto, la molestia, lo stupro, le attività pornografiche, la pedofilia e l’esibizionismo. Perché si possa parlare di abuso, è necessario che esso sia attuato da un adulto significativamente maggiorenne (scarto di età almeno di 6 anni) oppure che sia compiuto attraverso l’uso della violenza o di coercizione.
Generalmente gli abusanti sono delle persone mentalmente insicure, fragili e confuse, portatrici di disturbi dell’identità e della sfera sessuale, che non riescono a stabilire rapporti interpersonali sani, nei quali hanno paura di fallire o di sentirsi inferiori. Nella maggior parte dei casi sono persone con un QI inferiore rispetto alla media, ma dall’altra parte hanno una sensibilità molto sviluppata, che permette loro di cogliere la fragilità delle altre persone e manipolarle; in questo modo hanno facile accesso al bambino, usando strategie di coping fino a fargli fare ciò che desiderano. Esistono tre forme di abuso sessuale : intrafamiliare, extrafamiliare e sfruttamento sessuale. Abuso sessuale intra-familiare Spesso succede che dei bambini ricevano “attenzioni particolari” proprio da chi sta loro più vicino. Se tali attenzioni riguardano la sfera sessuale e vengono prestate da soggetti legati ai bambini da vincoli di parentela che solitamente vivono con loro, si parla di abuso sessuale intra-familiare. È un maltrattamento che perdura nel tempo. Se nell’abuso extra-familiare la persona è esterna che commette un singolo atto perché non vi è più l’occasione o possibilità di ripetitività, quindi è un evento traumatico che non è costantemente ripetuto come quello familiare. Cambia l’impatto del trauma soprattutto per la consistenza, se viene ripetuto nel tempo. In genere, si è soliti pensare che questo tipo di abuso venga perpetrato dai padri o dai conviventi della madre nei confronti delle figlie; in realtà, esso può riguardare anche le madri o i padri con i figli maschi, le madri con le figlie femmine o i fratelli. Esso si protrae spesso per anni e può assumere diversi aspetti: manifesto , caratterizzato cioè dalla presenza di veri e propri rapporti sessuali, masturbazione o atti di libidine; agisce in modo manifesto, è un gesto sessualizzato che per il bambino è inequivocabile; mascherato , consistente in pratiche genitali inconsuete utilizzate dai genitori in modo erotizzato come lavaggi soffermando nelle zone intime, ripetute ispezioni genitali, applicazioni di creme, tutti atti connotati da una forte intrusività sessuale; si può trattare anche di un abuso assistito , in cui i bambini vengono fatti presenziare all’attività sessuale dei genitori, con loro precisa richiesta, oppure fatti assistere all’abuso sessuale di un genitore esibizionista sui fratelli. Il fine più o meno consapevole è quello di raggiungere una soddisfazione sessuale; pseudo-abuso , contrassegnato dalla presenza di abusi denunciati ma non concretamente avvenuti. Per esempio, la bambina può avere interesse per il professore adulto e fingere ci sia stato qualcosa. Vi possono essere estremi conflitti familiari in cui uno dei due coniugi utilizza una modalità espressiva rivolta al partner. Si riversa verso la persona una situazione traumatica, vi è una condanna dell’opinione pubblica. Questo può succedere a causa dell’errata convinzione di un genitore che il figlio sia stato abusato da qualcuno (soprattutto nel caso in cui l’accusatore sia stato a sua volta abusato da piccolo e proietti quindi sul figlio la propria esperienza precedentemente repressa perché troppo dolorosa); dell’accusa di un coniuge nei confronti dell’altro (in genere quando uno dei due voglia indirizzare a proprio vantaggio una pratica di separazione); della dichiarazione falsa dell’abusato (atto eroico per ricevere conferma del proprio esistere o per fuggire da una situazione familiare insostenibile). Abuso sessuale extrafamiliare L’abuso sessuale è extrafamiliare quando è portato avanti da persone estranee alla famiglia o parenti che non vivono nel nucleo familiare (zii, cugini, nonni). Esso riguarda indifferentemente maschi o femmine ed avviene solitamente in una condizione di trascuratezza emozionale, nella quale i bambini si sentono più portati ad accettare le “ attenzioni” di un estraneo , per compensare il vuoto affettivo creato dai genitori. Vi è una grave deprivazione emozionale, e gli abusanti intervengono perché sanno di queste problematiche. Rispetto a quella intra-familiare, questa forma di abuso è più occasionale e spesso l’esperienza traumatica riemerge solo in età adulta , in quanto prevalgono nel bambino sentimenti di vergogna, imbarazzo e pudore ; nel caso in cui, invece, egli denunci tempestivamente l’accaduto, rischia di subire ulteriori abusi emozionali e trascuratezza da parte dei suoi
incestuoso, agisco sessualmente sul bambino al fine di recuperare quella parte di me fissata. Vi sono estreme carenze affettive con la madre, fissandosi alla fase orale e cerca di riempire il proprio vuoto mediante il recupero della sessualità infantile mediante la sessualità del bambino. Padre psicotico, prepsicotico, borderline : (padre va incontro all’angoscia di frammentazione e il bambino, oggetto sessuale permette un’unità psichica che permette un’integrazione dell’io)la figura dell’abusante è caratterizzata da angoscia di frammentazione del proprio sè ed il contatto con la realtà è spesso labile potrebbe frantumarsi la capacità di gestire la realtà. Il confine Sé-Altro è confuso e l’abuso sessuale si configura come incestuoso. Il bambino è il collante che gli permette di rimanere “intatto”. La scelta del bambino dipende dal fatto che “se io mi fondo con il bambino è come se è la possibilità che mi permette di non frammentarmi che mi permette di mantenere integro il mio sé”. Nel narcisismo vi sono 3 sottotipi e tipologie: Padre perverso (primo sottotipo della patologia narcisistica ): la relazione con la madre è caratterizzata da un illusorio sentimento di onnipotenza e da sessualizzazione precoce del legame affettivo. La modalità prevalente è la seduzione, spesso si tratta di soggetti omosessuali che utilizzano l’abuso per mantenere l’illusione di superiorità. Illusione di potere nella madre con una forte sessualizzazione precoce del legame affettivo. Anche da adulto il padre lavora sul cercare la compiacenza con modalità seduttiva, si manifesta specialmente nelle relazioni di omosessualità adulto padre nei confronti del bambino si sente superiore rispetto al bambino, cerca adorazione da parte del bambino per mantenere l’illusione di superiorità. (illusione del padre di far fare al bambino cio che voglio deriva da un’illusoria onnipotenza di poter far fare all’altro ciò che desidero) Padre psicopatico (secondo sottotipo della patologia narcisistica): la risposta materna all’illusorio sentimento di onnipotenza è, in questo caso, contraddittoria (rifiuto e recupero). La madre non fa sempre quello che vuole il bambino, a volte sì o no. L ’abuso è per lo più eterosessuale ed esprime affermazione di potere al fine di ottenere il si.( bambino ha ricevuto dei rifiuti dalla madre, e il desiderio di onnipotenza infantile non è più predominante e da adulto agisce attraverso un affermazione del potere) Padre paranoide (terzo sottotipo della patologia narcisistica): il sentimento di onnipotenza si scontra con la proibizione paterna della dimensione omosessuale narcisistica generando nell’abusante sentimenti di delusione e persecuzione. L’abuso è incestuoso ed ha carattere punitivo verso il bambino , ecco perché il padre agisce intenzionalmente in quanto il bambino è cattivo. Il bambino non incontra i rifiuti del bambino ma si scontra con i no del padre, quindi la relazione omosessuale, sempre narcisistica però nell’abusante nascono sentimenti di delusione, persecuzione. ( il sex offender adulto che teme la figura del padre, usa l’abuso come modalità per punire il bambino perché vive un sentimento di delusione perché non è riuscito a far fare ai genitori ciò che vuole e di persecuzione). Padre nevrotico : quindi padri nevrotici, l’abuso sessuale è episodico , connotato come educazione sessuale e/o contatto ludico. L’abuso ha un significato contro-fobico ed il nevrotico prova senso di colpa con volontà di cambiare. L’abusante dice si lo so non si dovrebbero fare, però non ne posso fare a meno, e per aver meno senso di colpa attuo una modalità ludica. La nevrosi presuppone l’esistenza di un Super-Io interiorizzato che proibisce l’incesto, dunque l’abuso viene “spostato” fuori dalla famiglia, o in paesi lontani (turismo sessuale). Come se confinassi il desiderio lontano da me, come se la mente allontanasse il problema il più possibile in quanto una istanza di me evidenzi che non si deve fare. ( allontano da me l’altro, sposto l’atto sessualizzato in un altro luogo come se non fosse mai avvenuto in quanto non accettabile dal super-io). Malattie organiche e deficit mentale : l’abusante presenta turbe neurologiche o deterioramento mentale dovuti a cause di natura differente. Per esempio,nella malattia di Alzheimer vengono meno attività di inibizione, quindi è molto esplicito negli atti e comportamenti. Il soggetto non è completamente consapevole di ciò che sta facendo. Prevalgono atti di esibizionismo (semplice e naturale) o abreazioni di tensioni per via sessuale. ( abuso in base a particolari patologie il soggetto non è pienamente consapevole di ciò che sta facendo a livello neurologico può agire anche con condotte sessualizzante
Approccio fenomenologico ( come chiave di lettura che spinge il padre ad abusare). Sono modi diversi di interpretare l’abuso da parte del soggetto. Le seguenti due classificazioni nell’approccio fenomenologico nello specifico a livello intra-familiare analizzando colloqui dei sex offenders/abusatori risultano efficaci ai fini di un inquadramento immediato della situazione:
Le realtà esistenziali in cui troviamo le madri abusanti sono situazioni estremamente inquietanti e complesse. Le madri abusanti sono state esse stesse bambine abusate e non hanno sviluppato alcun senso di protezione nei confronti dei propri figli. Andrea è un bambino che, attraverso un comportamento seriamente disturbato, palesa, in ambito scolastico, una situazione di sospetto abuso sessuale da parte di entrambi i genitori. A seguito di un racconto di sodomizzazione da parte del padre, viene allontanato dalla famiglia. Durante i colloqui col giudice racconterà l’abuso subito dal padre, ma la profonda vergogna gli impedirà di raccontare, in un primo momento, quanto aveva dovuto compiere sul corpo della madre. La madre assume un ruolo e significato diverso, non è concepibile la madre nel ruolo dell’abuso per il bambino. Video sullo pseudo abuso le iene Storia di una ragazza che ha denunciato il padre per abuso. Per 17 anni è stato condannato in un carcere. La bambina ( anni) il padre è in carcere, le storie sono iniziate quando ne aveva 12 anni. Gli pseudo-abusi, vengono denunciati ma possono non essere mai avvenuti per rivalsa genitoriale contro un coniuge, il padre è in galera da quasi 10 anni. Quando scatta la denuncia rovina la vita di una persona che è innocente. Sono le parole del bambino che ha fatto finire in carcere il padre, se il bambino dice qualcosa “papa mi ha toccato” il giudice ci crede, importante è l’atto di testimonianza del bambino, cosa dice il bambino nell’atto di testimonianza. Si da molta importanza alle parole del bambino. La bambina inizia con un atto di autolesionismo, manifestare il disagio (tentato suicidio, far del male al corpo) questa ragazza si tagliava per oggettivare il dolore. In una fase di transizione i contatti di natura intima che prima non erano erotizzati, possono diventare tali nella pre - adolescenza. L’errore della psicologa è non aver considerato il fatto che è normativo che alla bambina dia noia ricevere determinati gesti affettivi da parte del genitore, in quanto autonoma ma allo stesso tempo cerca il sostegno genitoriale in una fase di transizione. Lo strumento usato è la narrazione di una storia libera, gli assistenti sociali e la neuropsichiatria hanno sbagliato nel dire alla ragazza che i genitori non si presentavano agli incontri alimentando così l’odio per i genitori tipica ma accentuata nel processo di individualizzazione-separazione, in realtà nella comunità i genitori potevano venire. La ragazza effettua una costruzione della mente, mescolando la fantasia e la realtà, inventano, in questo caso la base di realtà è che c’erano le coccole, abbracci dal parte del padre, tipico, però con gli anni tutti i colloqui hanno condotto alla suggestione di dire altro non veritieria, lei è indotta ad errori e suggestioni. Non bisogna mai interpretare il comportamento, se il soggetto non ricorda significa che non ricorda, non bisogna indurre alla suggestione la bambina che risulta essere confusa. Per un errore, modo di porsi con il soggetto può condizionale le sue convinzioni, domande, ipotesi suggerimenti è deontologicamente sbagliato, scorretto a livello professionale. Pseudo abuso da 8 anni in carcere, prima accusa ricorso che va avanti per anni. Tutto ciò che è successo negli anni è legato allo disturbo bipolare errore commesso da psicologo, neuropsicologo, un indicatore emotivo comportamentale come indicatore di abuso in realtà era un indice di disturbo bipolare e tutto questo montaggio. Bipolare si caratterizza per l’iper sessualizzazione, però questo desiderio costante veniva attribuito al padre in modo errato. Quindi il malessere di Daniela doveva essere ricondotta al disturbo bipolare ma questo doveva essere rilevato dalla neuropsichiatra. In realtà dovevano dimostrare l’hp di abuso, non stimolare la ragazza a confermare la sua ipotesi e la neuropsichiatra non ha saputo differenziare il sintomo afferitile a più categorie diagnostica. Hanno commesso un grave errore. Già solo il fatto che la ragazza dice “non siamo qui per il risarcimento”, già una causa di dieci anni presuppone un risarcimento danni elevato, quando dico la verità l’ultimo mio pensiero è il risarcimento. Questo è indice di verità, mentre oggi si parla di sindrome da indennizzo in cui le persone sfruttano le situazione per ottenere vantaggi economici. La ragazza dirà che ciò che ha detto è riferito al fatto che gli operatori l’anno indotta a credere ciò che diceva. Adesso è lei che può farlo uscire e lei viene accusata di calunnia e quindi finisce in carcere quando invece paradossalmente dovrebbero andarci i professionisti che hanno causato la problematica. Il problema è che si può cadere in gravi errori in queste situazioni, oggi si sta abusando del concetto di violenza, abuso, maltrattamento con estrema sensibilizzazione agli errori in modo frettoloso. Ciò vale in fenomeni in cui è posta l’attenzione particolare.
Il genitore non abusante è in genere la madre. La scoperta dell’abuso rappresenta un momento di crisi familiare unico, con un potenziale distruttivo indicibile per l’intero sistema delle relazioni familiari. La madre viene messa di fronte a qualcosa a cui non vorrebbe credere e che la costringe ad affrontare un conflitto di ruolo, essendo la figura centrale sia per il figlio sia per il partner. Un trauma del genere provoca una reazione di rifiuto alla consapevolezza dell’abuso per cui la donna si trova di fronte alla scelta tra la possibilità di proteggere il figlio oppure quella di parteggiare per il partner. La scelta della madre è determinante: le conseguenze dell’abuso dipendono infatti anche dall’atteggiamento del genitore non abusante. Inoltre, la capacità della madre di proteggere il figlio ha un peso importante nel progetto sul minore.
Il genitore non abusante è in genere la madre. La scoperta dell’abuso rappresenta un momento di crisi familiare unico, con un potenziale distruttivo indicibile per l’intero sistema delle relazioni familiari. La madre viene messa di fronte a qualcosa a cui non vorrebbe credere e che la costringe ad affrontare un conflitto di ruolo , essendo la figura centrale sia per il figlio sia per il partner. Un trauma del genere provoca una reazione di rifiuto alla consapevolezza dell’abuso per cui la donna si trova di fronte alla scelta tra la possibilità di proteggere il figlio oppure quella di perteggiare per il partner. La scelta della madre è determinante: le conseguenze dell’abuso dipendono infatti anche dall’atteggiamento del genitore non abusante. Inoltre la capacità della madre di proteggere il figlio ha un peso importante nel progetto sul minore. Se la madre è protettiva, intraprenderà un percorso terapeutico per e con lei e questo aiuterà ad alleviare l’impatto sul breve/lungo termine di questo trauma sul minore. Come ampiamente evidenziato da Bowlby (1988), durante i periodi critici, si intensifica il comportamento di attaccamento-accudimento tra genitori e figli. Tuttavia, in caso di abuso sessuale, è proprio nel periodo dello svelamento, quando cioè il bambino ha più bisogno di protezione, che alcune madri rispondono con incredulità, biasimo e rifiuto. Il sostegno materno sembra variare in accordo con il coinvolgimento della donna con l’abusante. Le madri più protettive, infatti, sembrano essere quelle che si separano dal coniuge. In questi casi il limitato investimento affettivo sull’ex- coniuge rende più facile credere al figlio e parteggiare per lui. Quanto più recente ed intensa è la relazione affettiva della madre con l’abusante, tanto minore è il sostegno offerto al bambino. Classificazione di Everson Everson (1977) costruisce tre categorie, basate sulla “protettività ” materna: madre molto protettiva : appartengono a questa categoria le madri con un comportamento protettivo, capaci di un significativo e valido supporto emotivo durante il periodo successivo allo svelamento dell’abuso. Il grado di protezione che la madre riesce a garantire al figlio è un buon indice prognostico del tipo di evoluzione psicologica del bambino. La madre si allea decisamente coi figli, dando loro appoggio e mettendo in atto i meccanismi protettivi propri della funzione genitoriale. Il fatto che l’abuso diventi una realtà accettata dalla madre, porta quest’ultima a “scegliere” il figlio, e di conseguenza, la punizione del padre-marito. Madre poco protettiva : questo tipo di madri mettono in atto un comportamento di rifiuto nei confronti del proprio figlio, fino ad arrivare ad estremi in cui la donna è completamente assente. In questi casi la decisione, da parte degli esperti, di allontanare il minore diventa indispensabile per garantirgli la protezione di cui ha bisogno, poiché altrimenti il ciclo di violenza da parte del padre e da parte dell’assenza della madre non potrebbe essere interrotto. Spesso la negazione diventa l’unica possibilità di sopravvivenza per queste donne che vedono franare la loro vita di coppia e la loro credibilità sociale. Si tratta spesso di personalità fragili, provenienti da realtà familiari difficili. A volte queste donne hanno subito comportamenti violenti da parte del partner prima ancora dell’abuso e quindi si trovano in una condizione di paura nei confronti dello stesso. Si tratta, in pratica, di donne vittime di violenza,
In caso di allontanamento di minori dal nucleo familiare, si ritiene consigliabile, ai fini di una maggiore tutela, un provvedimento che includa l’allontanamento di tutti i fratelli. Più fratelli abusati (difficile empatizzare) Se i figli abusati sono diversi, l’abusante si troverà a dover mettere in atto sottili strategie per continuare a perpetrare il comportamento di abuso senza essere scoperto, per questo motivo, in questi casi si ritiene che la figura della madre, più che insensibile ai segnali lanciati dai figli a riguardo, sia complice, o quantomeno al corrente, del “segreto” del coniuge. Mancanza di empatia e alleanza tra fratelli perché può ricordare al fratello l’esperienza di abuso subita Normalmente, i fratelli vittime di abuso tendono a non parlare tra di loro della violenza subita. Anche qualora le vittime fossero a conoscenza dell’esistenza di analoghi soprusi subiti da altri fratelli, non aumenterebbe il senso di solidarietà tra di loro, ma anzi, ci si troverebbe di fronte ad un comportamento di maggiore distacco. Fratello abusante Può sembrare inevitabile che vivendo nella stessa casa ed avendo un contatto intimo, prima o poi il limite consentito nell’intimità familiare venga superato. I giochi di esplorazione corporea iniziano difatti in famiglia ed una certa nudità, in ambiente domestico non suscita scalpore. Di fronte ad un incesto agito tra fratelli si potrebbe ipotizzare un indebito prolungamento dell’esigenza di scoperta corporea, attribuendo ad essa una valenza soltanto relativamente sconveniente. L’erotizzazione del rapporto fraterno può essere il risultato di un eterogeneo concorrere di circostanze. Frequentemente i genitori tendono a minimizzare l’accaduto, anche per la difficoltà di schierarsi con un figlio piuttosto che non con l’altro. Oltre alle tipologie bisogna comprendere il tipo di abuso, la modalità ludica, punitiva, coecitiva (…) per quanto tempo si è prolungato l’abuso? Lezione 6
La lettura dei segnali che il bambino invia è un passo fondamentale dell’abuso e impone un’attenzione particolare perché non sempre sono chiari. A volte il bambino rivela direttamente quanto subito e, quindi, possiamo disporre di un segnale forte, più frequentemente questo non accade e abbiamo solo una serie di sintomi e di comportamenti “sospetti” e ambigui. Il primo importante passo è considerare l’ipotesi che la ragione del disagio che viene manifestato sia causato da un abuso sessuale. Questo primo passo non è immediato poiché spesso anche fra gli operatori scattano comprensibili quanto fuorvianti resistenze. Il processo di valutazione si articola in varie fasi che prevedono l’interconnessione e la collaborazione di varie agenzie (servizi sociali, sanitari, magistratura) e l’apporto di varie professionalità (medici, psicologi, assistenti sociali, magistrati), ognuno dei quali possiede precise funzioni e responsabilità. Far dialogare tutti qusti attori protagonisti è molto complicato Nella necessità di soddisfare le legittime esigenze di protezione della vittima, la valutazione si svolgerà e si articolerà all’interno della cornice della tutela del bambino indispensabile quando ci si trova di fronte al fallimento delle funzioni genitoriali e all’assenza di un genitore protettivo. Davanti ad un caso di abuso accertato o sospetto, il lavoro di valutazione dello psicologo inizia dall’ accoglienza del paziente-bambino e fornendogli un ambiente di ascolto. Bisogna farsi carico del suo disagio, cercare di capire i segnali per aiutarlo a mettere ordine nel suo mondo doloroso e confuso.
L’accoglienza e la disponibilità all’ascolto che caratterizzano la valutazione da parte dello psicologo non presuppongono un’adesione acritica dei suoi contenuti. D’altra parte, le situazioni che mettono in serio dubbio le dichiarazioni di un bambino e quindi la sua credibilità sono abbastanza circoscritte e ascrivibili a due categorie: Situazione personale del bambino che investe la sua personalità con caratteristiche psicopatologiche. Contesti relazionali in cui adulti significativi possono indurre nel bambino false memorie, fraintendimenti, interpretazioni di condotte sessuali di per sé indifferenti. Il dubbio non può essere sciolto se non al termine dell’iter valutativo. Il bambino ha diritto comunque ad essere ascoltato, seguito nel suo ragionamento, rispettato nell’espressione delle proprie emozioni, aiutato ad interpretarle senza prevaricazioni e senza suggestioni. mentre ascoltiamo il bambino sono presenti questi elementi? Se si significa che è possibile che abbia ricevuto un abuso Le variabili che indicano un abuso sono: Mancanza di consenso o Il bambino non conosce ciò che gli viene proposto dall’adulto. o Esiste tra le due parti in causa una diversa conoscenza dei limiti impliciti in certi comportamenti, il bambino non ha la consapevolezza di ciò che sta facendo che sia sbagliato, non ha la possibilità di esprimere un no. o Esiste tra le due parti in causa una diversa conoscenza delle conseguenze potenzialmente derivabili da un dato comportamento, quindi per l’adulto non vi è alcuna conseguenza negativa, non si da peso e importanza perché spesso in età adulta non si ha quel determinato significato; o Per una delle due parti non esiste la capacità di scegliere liberamente senza subire ripercussioni. Mancanza di uguaglianza fra le due parti in causa o Sono evidenti differenze di età, dimensioni corporee, capacità intellettuale e senso di responsabilità. o Una delle due parti ha una funzione che prevede potere e controllo sull’altra, quale baby-sitter o insegnante. o Vi sono differenze di potere, popolarità, percezione pubblica del valore di una delle due parti. o Vi sono differenze legate al ruolo sociale: per esempio, una delle due parti è riconosciuta come leader o è responsabile del lavoro o delle azioni dell’altro. Costrizione o Si evidenziano atteggiamenti di manipolazione, imbroglio, pressione o ricatto. o Si evidenziano minacce di interruzione di relazione (“non saremo più amici”, “non ti vorrò più bene”) oppure si promette il potenziamento di relazione (“sarai per sempre il mio preferito/a”). o Si evidenziano minacce con intervento di forza fisica e intimidazioni. o Si costringe “corporalmente” l’abusato anche con il ricorso ad armi, violenza e azioni di forza. Variabili che rendono più grave le conseguenze dell’abuso sessuale, rendono più gravi le conseguenze delle azioni: L’età della vittima: più elevata è l’età della vittima e più serie possono essere le conseguenze derivanti dall’abuso subito. L’età dell’abusante: più ampia è la differenza d’età tra vittima e abusante, quindi più anziano è l’abusante, maggiori saranno le conseguenze dell’abuso subito. Il sesso dell’abusante : i bambini vittime di uomini sperimentano conseguenze più gravi. Ricorso alla forza fisica durante l’abuso. Frequenza dell’abuso : la ripetizione dell’abuso sul bambino rende le sue conseguenze certamente più gravi. Durata dell’abuso: più l’abuso interessa un lungo periodo della vita della vittima, più gravi saranno le conseguenze. Severità dell’abuso: più le azioni agite dall’abusante sulla vittima sono invasive o violente, più gravi saranno le conseguenze. Relazione esistente tra vittima e abusante: più vicino e conosciuto è l’aggressore e più gravi saranno le conseguenze per la vittima.