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Sintesi dettagliata dell'argomento
Tipologia: Sintesi del corso
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Marc Chagall (1887–1985) è stato un pittore bielorusso naturalizzato francese, di origine ebraica, il cui lavoro si basa soprattutto sull’associazione emotiva piuttosto che sui fondamenti pittorici tradizionali. Marc Chagall è nato in Bielorussia nel 1887 e ha sviluppato un precoce interesse per l’arte. Dopo aver studiato pittura, nel 1907 lascia la Russia per Parigi, dove vive in una colonia di artisti alla periferia della città. Unendo il suo immaginario personale e onirico con le suggestioni del fauvismo e del cubismo popolare in Francia all’epoca, Chagall crea la sua opera più duratura – tra cui I e il Villaggio (1911) – alcune delle quali saranno esposte al Salon des Indépendants. Marc Chagall fu uno dei pittori più importanti del ‘900. La sua fama non aveva confini territoriali. Fu oggetto di ammirazione da tutto il mondo e quando morì nel 1985, all’età di 97 anni, era probabilmente il pittore più famoso del secolo. Durante la sua vita riuscì sempre a rifugiarsi nel guscio della sua arte, senza appartenere a scuole o movimenti. Non aderì ad esempio a cubismo e surrealismo, ma inventò un suo particolare genere pittorico. I suoi quadri sono imbevuti di mitologia, misticismo e dell’incanto delle favole russe. Benché abbia trascorso moltissimi anni a Parigi, il suo legame con la cultura russa è rimasto fortissimo. Il suo mondo onirico, i suoi ricordi, la sua sensibilità rimasero legati al villaggio in cui nacque: Vitebsk. Luogo attraverso il quale rappresentò la vita quotidiana nel suo semplice scandire. Nascita, amore, lavoro, matrimonio e morte. Come, ad esempio, in questo quadro.
sua infanzia. Il nome del quadro lo scelse il poeta Blaise Cendrars, suo caro amico.
Il volto dipinto di verde che appare sulla destra potrebbe essere quello dell’artista, di fronte a lui una testa enorme di una mucca lo controbilancia. All’interno della testa appare una lattaia che munge un’altra mucca. Sullo sfondo appaiono due figure, un uomo con una falce e una donna capovolta a testa in giù e poi il villaggio. I colori sono meravigliosi e il quadro trascina lo spettatore verso un’altra dimensione. L’incanto, l’immagine calda e favolistica con la quale il pittore reinterpreta i suoi ricordi sono il contesto straordinario che ci appare davanti agli occhi, in cui misticismo, razionalità, irrazionalità e sogno si mescolano assieme, realizzando elementi simbolici. La superficie del quadro viene divisa seguendo gli insegnamenti del Cubismo Sintetico e dell’orfismo colorista di Robert Delaunay.
evocazioni liriche. Il pittore Blaise Cendrars, autore di poesia plastica, amico di Chagall diede il titolo al dipinto. Anche Guillaume Apollinaire, poeta sensibile alla stessa poetica, fu amico di Chagall. Dalle sue opere appare chiaro che il pittore preferì il mondo dell’immaginazione alla rappresentazione del reale.
origine russa e bielorussa naturalizzato francese, Marc Chagall. È conservato ed esposto al MOMA di New York, USA. Nel 1914, Chagall tornò da Parigi a Vitebsk. Nel 1915 sposò Bella Rosenfeld, che è la modella della tela. Secondo la storica MGU Maria Berezanskaya, la tela ci riporta al bacio aereo degli sposi, a diversi dettagli domestici precisi, meticolosamente resi. Ognuno porta un significato nascosto e trasforma questa stanza ordinaria della città in un luogo dove il miracolo del furto degli amanti avviene davanti ai nostri occhi. I dettagli materiali sono importanti perché formano il legame tra il reale e il favoloso. La cultura chassidica era diventata per Chagall una culla creativa che gli faceva percepire l'ambiente domestico come una parte molto importante della vita dell'uomo. L'elevazione dei soggetti della vita popolare quotidiana, nello spirito mitologico di questo volo sospeso, avvicina la pittura e la grafica di Chagall all'arte solenne e semplice di Niko Pirosmani. La sacralizzazione degli atti della vita quotidiana si riflette nelle caratteristiche della vita degli antichi patriarchi biblici dell'opera tarda di Rembrandt. È un compito fondamentale per Chagall rappresentare una moltitudine di oggetti nei loro più piccoli dettagli ma in un universo caotico, che alla fine paradossalmente appare come un'unità.. Uno schizzo del dipinto risalente allo stesso anno è esposto al Centro Georges Pompidou di Parigi.
Il blu notturno del cielo inonda tutto lo spazio. Si potrebbe dire che lo spazio è il cielo, oppure che il cielo è spazio. E nello spazio che è anche cielo, il Re David, con la corona in capo e la cetra fra le mani, suona e intona il suo canto, sospeso nell’aria. Il suo corpo grandeggia nel cielo immenso, fra due lune e dinanzi ad una donna, anch’essa sospesa (Betsabea? o forse immagine di Israele?), che danza. Sotto Vitebsk, la città natale di Chagall, persa in Russia e nella memoria, ma sempre presente al pensiero dell’artista, che ancora una volta, fra terra e cielo, mescola cose diverse: il tempo che fu, il futuro e la vita che danzano davanti a lui e la Bibbia di Re David che suona la cetra. Nell’ebraismo, Davide, della tribù di Giuda, è il re di Israele e da lui discenderà il Messia. Chagall ne racconta , con ricchezza cromatica, la grandezza e la bellezza. Simboleggia Israele, ma ne lega il destino anche al cristianesimo e per questo l’opera introduce la mostra del Museo Diocesano, posta su un affascinante bilanciere, che
temi biblici, e allude al tema, caro a Chagall, della sospensione fra terra e cielo, offrendone una meravigliosa chiave di lettura in blu.