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Marketing managment di Kotler-
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Bisogni, desideri e domanda. I bisogni sono le necessità di base di ogni essere umano. Essi diventano desideri quando sono rivolti verso specifici oggetti in grado di soddisfarli (avere fame e desiderare un hamburger). Le imprese devono misurare non solo quante persone desiderano il proprio prodotto ma anche quante di loro possono e intendono acquistarlo. Il marketing non crea quindi i bisogni in quanto essi già esistono. Mercati obiettivo, posizionamento e segmentazione. L’impresa non può soddisfare tutti coloro che compongono il mercato. Gli operatori di marketing devono suddividere il mercato in più segmenti, identificando ogni gruppo che potrebbe preferire o richiedere un mix di prodotti e servizi differenti. Ogni segmento può essere identificato in base alle differenze demografiche, psicografiche e comportamentali fra i vari acquirenti. Una volta segmentato il mercato si individuano i segmenti che possono costituire per l’impresa un’opportunità. Per ognuno dei mercati scelti, l’impresa sviluppa un’offerta di mercato. Offerta e marche. Le imprese rispondono ai bisogni avanzando una proposta. La proposta viene formalizzata tramite l’offerta che può essere una combinazione di prodotti, servizi, informazioni ed esperienze. Una marca (o brand) è un’offerta proveniente da una fonte nota. Valore e soddisfazione. L’acquirente sceglie le offerte che nella propria percezione gli forniscono il maggior valore, inteso come rapporto tra benefici e costi. Il valore è una combinazione di benefici da un lato (qualità della prestazione) e costi dall’altro (prezzo). La soddisfazione è il risultato del confronto fra le prestazioni percepite del prodotto e le aspettative formulate prima dell’acquisto. Se le prestazioni del prodotto acquistato sono inferiori alle aspettative il cliente è insoddisfatto e deluso; se le prestazioni corrispondono alle aspettative è soddisfatto; mentre se le prestazioni eccedono le aspettative il cliente è entusiasta. Canali di marketing. Per raggiungere un mercato obiettivo gli operatori utilizzano tre tipi di canali di marketing che collegano l’impresa agli acquirenti: canali di comunicazione che consentono di inviare e ricevere messaggi dagli acquirenti obiettivo; canali di distribuzione che consentono di mostrare, vendere e recapitare servizi o prodotti all’acquirente o utente; canali di servizi per effettuare transazioni con i potenziali acquirenti (magazzini, imprese di trasporto, banche). Catena di fornitura La catena di fornitura è un canale più lungo che va dalle materie prime ai componenti, ai profitti finali che vengono consegnati all’acquirente finale. La catena del valore rappresenta un sistema di trasferimento del valore. Ogni impresa acquisisce solo una determinata percentuale del valore totale generata dalla catena del valore. Concorrenza. La concorrenza comprende tutte le offerte che possono essere considerate da un acquirente un’alternativa possibile per soddisfare un dato bisogno, ossia le offerte, reali o potenziali, 5 sostituibili a quella dell’impresa, dell’organizzazione o dell’individuo che progetta e realizza attività di marketing Ambiente di marketing. È costituito dall’ambiente funzionale (micro-ambiente o ecosistema di business) e dall’ambiente allargato (macro-ambiente). L’ambiente funzionale include tutti coloro che sono immediatamente coinvolti nella produzione, distribuzione e promozione dei prodotti e servizi offerti. L’ambiente allargato è costituito da sei componenti: ambiente demografico, economico, naturale, socio- culturale, tecnologico e politico-legale. I marketing manager devono prestare particolare attenzione alle tendenze a gli sviluppi di questi sei componenti
dell’ambiente allargato, in quanto sono all’origine della gran parte dei cambiamenti che col tempo si registrano nel proprio ecosistema di business cosi da adeguarle proprie strategie di marketing ove necessario. Orientamento delle Imprese Verso il Mercato Orientamento alla produzione. Prevede che i consumatori preferiscano prodotti ampiamente diffusi e a basso costo. Quindi i manager delle imprese orientate alla produzione si concentrano sul raggiungimento di un’elevata efficienza di produzione, sulla riduzione dei costi e su una distribuzione di massa. Orientamento al prodotto. I consumatori preferiscono i prodotti che offrono maggiore qualità, prestazioni più elevate o funzionalità innovative. I manager in questo caso si concentrano sulla realizzazione di prodotti superiori e sul loro miglioramento nel tempo. Orientamento alla vendita. I consumatori e le imprese non acquistano in misura sufficiente se non vengono sollecitati. Le organizzazioni devono pertanto intraprendere un’aggressiva attività di vendita e promozione (hard selling). Questo concetto viene applicato ai beni che gli acquirenti normalmente non acquisterebbero oppure quando lo scopo è di vendere ciò che si produce invece di produrre ciò che il mercato desidera. Orientamento al marketing. Lo scopo non è trovare clienti giusti per il prodotto ma il prodotto giusto per i clienti. In base a tale concetto la chiave per il raggiungimento degli obiettivi dell’impresa risiede nella capacità di creare, trasmettere e comunicare ai propri mercati obiettivo un valore per il cliente superiore a quello offerto dalla concorrenza. Il marketing reattivo consiste nel comprendere e soddisfare i bisogni espressi dai clienti, mentre il marketing proattivo consiste nel comprendere e soddisfare i bisogni latenti dei clienti. Orientamento al marketing olistico. Secondo un approccio olistico, ogni attività aziendale è collegata al marketing direttamente o indirettamente. Pertanto, è necessario assumere una prospettiva ampia e integrata che cerchi di riconoscere e conciliare l’importanza e la complessità delle attività di marketing. Le quattro componenti del marketing olistico sono: il marketing relazionale, integrato, interno e sociale. Marketing relazionale. Ha lo scopo di costruire relazioni a lungo termine con reciproca soddisfazione delle parti in causa in modo da migliorare e sviluppare le rispettive attività. Il risultato finale del marketing relazionale è la costituzione di un asset specifico dell’impresa chiamato network di marketing costituito dall’impresa e dai suoi interlocutori fondamentali (o “stakeholders”) con i quali si stabiliscono relazioni commerciali di reciproco profitto. Alcune imprese hanno sviluppato inoltre un insieme di attività e processi specifici per l’analisi la gestione e il continuo miglioramento e la valorizzazione delle relazioni con i clienti, noti come customer relationship management (CRM). In questo ambito vengono proposte offerte e comunicazioni personalizzate per i singoli clienti, basandosi su informazioni relative alle transazioni passate, alle caratteristiche demografiche e psicografiche e canali di distribuzioni. 2. Marketing integrato. Si parla di marketing integrato quando vengono progettate e realizzate attività di marketing finalizzate a comunicare e trasferire valore ai clienti in modo che l’intero sia maggiore della somma delle sue parti. L’impresa deve anche sviluppare una strategia integrata di canale. Esso deve cioè considerare ogni scelta di canale valutandone l’effetto diretto sulle vendite e sul patrimonio di marca (brand equity), oltre all’effetto indiretto sugli altri canali. Marketing interno. È un elemento del marketing olistico e consiste nell’assumere, addestrare e motivare dipendenti capaci, disposti a servire al meglio i clienti dell’impresa. In altri termini per sviluppare e mantenere le relazioni con i clienti è importante che tutta l’organizzazione si comporti in modo coerente, adottando